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51. Figlio, torna a casa

I

Eri così ingenuo e semplice; eri così pieno di ideali.

Quel sorriso brillante sbocciava sul tuo viso.

Gioventù a dormire sodo fra le braccia di tua madre,

gioventù a stare sempre accanto a lei.

Eri la gioia e l'orgoglio di mamma, e lei la tua roccia a cui affidarti.

Ora quella gioventù è man mano scivolata lontano,

e il tuo sorriso lucente non si vede più,

né si sente più il bel suono del tuo canto.

Tesoro mio, dove sei? Non senti la mamma piangere?

Vieni a casa, tesoro mio! Vieni a casa, tesoro mio!

Chi può salvar il mio tesoro? Chi può portarlo a casa?

II

Lui è così solo, e così indifeso;

lui ha perso l'innocenza originaria, e messo da parte i suoi ideali.

Lui appare così stanco, e la sua voce suona cupa;

non è più l'orgoglio della mamma,

e lei non è più la sua roccia a cui affidarsi.

Tesoro mio, chi è stato a rubarti il cuore?

Oh! Tesoro mio, chi è stato che ha infranto i tuoi sogni?

Chi ti ha strappato dalle braccia della mamma?

Tesoro mio, dove sei? Non senti la mamma piangere?

Vieni a casa, tesoro mio! Vieni a casa, tesoro mio!

Chi può salvar il mio tesoro? Chi può portarlo a casa?

Vieni a casa, tesoro! La tua mamma ti sta aspettando.

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