1. La Bibbia è solo una testimonianza delle due fasi dell’opera di Dio costituite dall’Età della Legge e dall’Età della Grazia, non della Sua opera intera

Versetti biblici di riferimento:

“Ora vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero” (Giovanni 21:25).

“Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di Suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire” (Giovanni 16:12-13).

Parole di Dio attinenti:

Che genere di libro è la Bibbia? L’Antico Testamento racchiude l’opera di Dio durante l’Età della Legge e Ne documenta tutto l’operato durante quell’età e durante la creazione. Nel suo complesso, narra l’opera realizzata da Jahvè e, infine, ne completa il resoconto con il Libro di Malachia. L’Antico Testamento documenta due parti dell’operato divino: una è l’opera della creazione e l’altra è l’emanazione delle leggi. Entrambe rientrano nell’opera eseguita da Jahvè. L’Età della Legge rappresenta l’opera attuata in nome di Jahvè Dio; si tratta della totalità dell’opera compiuta principalmente nel nome di Jahvè. L’Antico Testamento riporta, quindi, la Sua opera e il Nuovo Testamento documenta l’opera di Gesù, che venne realizzata principalmente in nome Suo. Il significato del nome di Gesù e del Suo operato è documentato principalmente nel Nuovo Testamento. Durante l’Età della Legge veterotestamentaria, Jahvè edificò il tempio e l’altare in Israele, guidando la vita terrena degli Israeliti a dimostrazione del fatto che essi erano il Suo popolo eletto; il primo popolo prescelto da Lui sulla terra, persone secondo il Suo cuore, il primo gruppo che Egli condusse personalmente. Le dodici tribù di Israele furono i primi eletti di Jahvè, e così Egli operò sempre in loro, fino al momento in cui non si concluse l’opera di Jahvè dell’Età della Legge. La seconda fase fu quella dell’Età della Grazia del Nuovo Testamento, attuata in mezzo alla tribù di Giuda, una delle dodici tribù di Israele. L’ambito d’azione di quest’opera fu inferiore perché Gesù era Dio divenuto carne. Gesù operò unicamente nella regione della Giudea e per tre anni e mezzo soltanto; perciò, quanto si narra nel Nuovo Testamento è ben lungi dal poter superare l’ampiezza dell’operato documentato nell’Antico Testamento.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Bibbia è un libro di storia. Naturalmente, contiene anche alcune delle predizioni dei profeti, e tali presagi non sono affatto storia. La Bibbia comprende diverse parti, non contiene esclusivamente le profezie o unicamente l’opera di Jahvè, e nemmeno soltanto le lettere di Paolo. Bisogna che tu sappia di quante parti si compone la Bibbia: l’Antico Testamento contiene la Genesi, l’Esodo, ecc., nonché i libri di profezia scritti dai profeti. L’Antico Testamento si conclude, infine, con il Libro di Malachia. La Bibbia documenta l’opera dell’Età della Legge, la quale fu diretta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di un resoconto esaustivo di tutta l’opera dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento riporta tutto ciò che gli uomini guidati da Jahvè ebbero modo di vivere durante l’Età della Legge. In quest’epoca dell’Antico Testamento, i numerosi profeti suscitati da Jahvè pronunciarono profezie per Suo conto, fornirono direttive a svariate tribù e nazioni e preannunciarono l’opera che Jahvè avrebbe compiuto. A tutte le persone suscitate per tale scopo, Jahvè donò lo Spirito della profezia: esse furono in grado di vedere le visioni che Egli dava loro di vedere, nonché di udire la Sua voce, e quindi scrissero le profezie sotto la Sua ispirazione. L’opera che svolsero era l’espressione della voce di Jahvè, l’espressione della profezia di Jahvè, e l’opera di Jahvè all’epoca consisteva semplicemente nel guidare le persone per mezzo dello Spirito; Jahvè non divenne carne e l’umanità non vide affatto il Suo volto. Egli, dunque, suscitò molti profeti affinché eseguissero la Sua opera e diede loro degli oracoli che essi tramandarono a ogni tribù e famiglia di Israele. Il loro compito era quello di profetizzare e alcuni di loro trascrissero le indicazioni ricevute da Jahvè per mostrarle ad altri. Egli suscitò questi individui affinché proferissero profezie e preannunciassero l’opera del futuro o il lavoro ancora da realizzare in quel periodo, in modo che le persone potessero contemplare la prodigiosità e la sapienza di Jahvè. Questi libri profetici erano alquanto diversi dagli altri libri della Bibbia; si trattava di parole pronunciate o scritte da coloro ai quali era stato dato lo Spirito della profezia, da quanti avevano ricevuto visioni da parte di Jahvè, oppure udito la Sua voce. A parte i libri delle profezie, ogni altra parte dell’Antico Testamento consiste in resoconti stilati dall’uomo dopo che Jahvè ebbe portato a termine la Sua opera. Questi libri non possono subentrare ai presagi preannunciati dai profeti suscitati da Jahvè, proprio come la Genesi e l’Esodo non possono essere paragonati al Libro di Isaia e a quello di Daniele. Le profezie furono proferite prima che l’opera fosse realizzata, mentre gli altri libri vennero scritti dopo il suo completamento, giacché era questo ciò di cui gli uomini erano capaci. I profeti di quel tempo proferirono profezie sotto l’ispirazione di Jahvè, pronunciarono molte parole, e preannunciarono cose relative all’Età della Grazia, come anche la distruzione del mondo negli ultimi giorni: l’opera che Jahvè aveva progettato di realizzare. I libri restanti documentano tutti l’opera compiuta da Jahvè in Israele. Perciò, quando si legge la Bibbia si acquisiscono informazioni perlopiù relative a quanto compiuto da Jahvè in Israele; l’Antico Testamento documenta soprattutto come Jahvè operò nel guidare Israele, come fece uscire gli Israeliti dall’Egitto per mezzo di Mosè, il quale li liberò dalle catene di Faraone e li condusse nel deserto, dopodiché entrarono in Canaan e, da lì in poi, ogni resoconto successivo riguarda la loro vita in Canaan. Tutto il resto, tranne quanto sopra elencato, consiste in testimonianze storiche che narrano l’opera compiuta da Jahvè in tutto il territorio di Israele. Quanto viene descritto nell’Antico Testamento rappresenta l’operato di Jahvè nella regione in cui Egli aveva creato Adamo ed Eva. Sin da quando Dio cominciò ufficialmente a guidare gli uomini sulla terra dopo Noè, tutto ciò che viene riportato nell’Antico Testamento riguarda il lavoro svolto in Israele. Come mai non vi è documentata alcuna opera al di fuori di Israele? Perché questa terra è la culla del genere umano. In principio, non esistevano altri paesi ad eccezione di Israele, e Jahvè non operava in nessun altro luogo. In tal senso, ciò che è documentato nell’Antico Testamento della Bibbia riguarda esclusivamente l’opera di Dio in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele… sono parole che preannunciano l’altra Sua opera sulla terra, l’opera di Jahvè Dio Stesso. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, il restante contenuto narra le esperienze umane relative all’opera di Jahvè in quel periodo.

L’opera della creazione ebbe luogo prima dell’esistenza del genere umano, tuttavia il Libro della Genesi venne soltanto dopo; si trattava di un libro scritto da Mosè durante l’Età della Legge. Ciò è simile a quanto accade in mezzo a voi nel presente: dopo che una cosa è avvenuta, ne scrivete un resoconto per tramandarlo ai posteri, e per gli esseri umani del futuro quelli documentati sono eventi accaduti in passato, non sono altro che storia. Gli eventi riportati nell’Antico Testamento riguardano l’opera di Jahvè in Israele, mentre il Nuovo Testamento contiene il resoconto dell’opera di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento narra l’opera di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Con l’avvento della nuova opera, anche il Nuovo Testamento divenne antiquato e, quindi, anch’esso è un libro storico. Certamente, non è altrettanto sistematico quanto l’Antico Testamento, né documenta un numero di avvenimenti altrettanto elevato. Le molte parole pronunciate da Jahvè sono tutte documentate nell’Antico Testamento della Bibbia, mentre soltanto alcune delle parole di Gesù vengono riportate nei quattro Vangeli. Certamente, anche Gesù fu assai prolifico di opere, ma esse non vennero documentate nel dettaglio. Vi è una quantità minore di testimonianze storiche nel Nuovo Testamento a motivo dell’entità dell’opera compiuta di Gesù, la portata complessiva del Suo operato nei tre anni e mezzo di vita terrena, congiuntamente a quello degli apostoli, è di gran lunga inferiore rispetto all’opera di Jahvè. Pertanto, vi sono meno libri nel Nuovo Testamento, rispetto all’Antico.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Bibbia viene anche denominata Antico e Nuovo Testamento. Sapete a cosa si riferisce la parola “testamento”? Il “testamento” contenuto nell’Antico Testamento deriva dal patto stabilito da Jahvè con il popolo di Israele, quando Egli uccise gli Egiziani e riscattò gli Israeliti dal Faraone. Naturalmente, la prova di tale patto fu il sangue d’agnello spruzzato sugli architravi, attraverso il quale Dio istituì un patto con l’uomo, in cui si stabiliva che quanti avevano macchiato gli stipiti e l’architrave della porta con il sangue d’agnello erano Israeliti, il popolo eletto da Dio, e sarebbero stati tutti risparmiati da Jahvè (poiché Egli Si accingeva a uccidere tutti i primogeniti d’Egitto, tanto degli uomini quanto del bestiame). In questo patto vi sono due livelli di significato. Neanche un solo individuo, del popolo d’Egitto o tra il bestiame, sarebbe stato risparmiato da Jahvè; Egli avrebbe ucciso tutti i primogeniti, tanto quelli degli uomini quanto quelli del bestiame. Di conseguenza, in molti libri profetici si preannunciava che gli Egiziani sarebbero stati castigati severamente a seguito del patto stabilito da Jahvè. Questo è il primo livello di significato del patto. Jahvè uccise i primogeniti degli uomini d’Egitto e tutti i primogeniti del bestiame e risparmiò tutti gli Israeliti, il che significava che quanti provenivano dalla terra di Israele erano amati da Jahvè e sarebbero stati risparmiati; era Suo desiderio attuare su di loro un’opera a lungo termine, ed Egli stabilì l’alleanza con loro per mezzo del sangue d’agnello. Da quel momento in avanti, Jahvè non avrebbe più ucciso gli Israeliti e dichiarò che sarebbero stati i Suoi eletti in eterno. Egli avrebbe intrapreso la Sua opera tra le dodici tribù d’Israele per tutta l’Età della Legge, rendendo note tutte le Sue leggi agli Israeliti e scegliendo in mezzo a loro giudici e profeti, ed essi sarebbero stati al centro della Sua opera. Jahvè fece un patto con loro: a meno che l’età non cambiasse, Egli avrebbe operato solo tra i prescelti. L’alleanza di Jahvè era immutabile poiché sancita con il sangue, e fu stabilita con il Suo popolo eletto. Soprattutto, Egli aveva scelto un ambito d’azione e un obiettivo appropriati tramite i quali intraprendere la Sua opera per tutta l’età, e quindi il popolo attribuiva al patto un’importanza particolare. Questo è il secondo livello di significato dell’alleanza. A eccezione della Genesi, la cui esistenza risale a tempi anteriori al patto, tutti gli altri libri dell’Antico Testamento narrano l’opera di Dio tra gli Israeliti dopo la stipulazione dell’alleanza. Naturalmente c’è qualche sporadico resoconto incentrato sui Gentili ma, nel complesso, l’Antico Testamento documenta l’opera di Dio in Israele. A motivo del patto stabilito da Jahvè con gli Israeliti, i libri scritti durante l’Età della Legge vengono denominati “Antico Testamento” e prendono il nome proprio da quest’alleanza.

Il Nuovo Testamento è così denominato a causa del sangue versato da Gesù sulla croce e del patto da Lui stabilito con tutti quelli che avevano creduto in Lui. Il patto istituito da Gesù era il seguente: gli uomini non dovevano fare altro che credere in Lui per ottenere il perdono dei loro peccati in virtù del sangue da Lui versato e così essere salvati, sarebbero nati di nuovo per mezzo di Lui e non sarebbero più stati peccatori; bastava credere in Lui per ricevere la Sua grazia e non soffrire le pene dell’inferno dopo la morte. Tutti i libri scritti durante l’Età della Grazia sono successivi a questo patto, e documentano l’opera e le espressioni in esso contenute. Non vanno oltre la salvezza resa possibile in virtù della crocifissione del Signore Gesù o del patto; sono tutti libri scritti da fratelli nel Signore che ne fecero esperienza. Quindi, anche questi libri prendono il nome da un’alleanza: vengono denominati Nuovo Testamento. Questi due testamenti comprendono solo l’Età della Grazia e l’Età della Legge e non hanno alcun nesso con l’età finale.

Tratto da “A proposito della Bibbia (2)” in “La Parola appare nella carne”

Molte persone credono che la comprensione e la capacità di interpretare la Bibbia equivalgano all’aver trovato la vera via, ma le cose sono davvero così semplici? Nessuno conosce la realtà della Bibbia: ovvero, che non è altro che una narrazione storica dell’opera divina e una testimonianza relativa alle due fasi precedenti dell’opera di Dio, che non offre al lettore alcuna delucidazione riguardo agli obiettivi di tale opera. Chiunque abbia letto la Bibbia sa che essa documenta le due fasi dell’opera di Dio durante l’Età della Legge e l’Età della Grazia. L’Antico Testamento narra la storia d’Israele e dell’opera di Jahvè, dal momento della creazione fino al termine dell’Età della Legge. Il Nuovo Testamento riporta l’opera di Gesù sulla terra, la quale è narrata nei quattro Vangeli, come pure l’operato di Paolo; questi non sono forse resoconti storici? Riproporre le cose del passato al giorno d’oggi le rende storia; a prescindere da quanto possano essere vere o reali, sono sempre storia e la storia non può confrontarsi con il presente, perché Dio non guarda indietro alla storia! Pertanto, se comprendi solo la Bibbia e non capisci nulla dell’opera che Dio intende compiere nel presente, e se credi in Lui ma non cerchi l’opera dello Spirito Santo, allora non sai cosa significhi cercare Dio. Se leggi la Bibbia al fine di studiare la storia di Israele e documentarti in merito alla storia della creazione dei cieli e della terra da parte di Dio, allora non credi in Lui. Tuttavia, attualmente, dato che credi in Dio e persegui la vita, dato che sei alla ricerca della Sua conoscenza e non insegui lettere e dottrine morte o una comprensione della storia, devi ricercare la volontà odierna di Dio e provare a individuare la direzione dell’opera dello Spirito Santo. Se tu fossi un archeologo potresti leggere la Bibbia, ma non lo sei: sei tra coloro che credono in Dio e faresti meglio a ricercare la volontà odierna di Dio. Leggendo la Bibbia, al massimo potrai capire in minima parte la storia di Israele, potrai conoscere la vita di Abramo, Davide e Mosè, imparerai come essi temevano Jahvè, come Egli incenerì quanti si opposero a Lui e come parlò agli uomini di quell’epoca. Troverai solamente informazioni relative all’opera compiuta da Dio in passato. Gli scritti della Bibbia sono correlati al modo in cui l’antico popolo d’Israele temeva Dio e viveva sotto la guida di Jahvè. Dato che gli Israeliti erano il popolo eletto da Dio, nell’Antico Testamento puoi constatare la lealtà di tutto il popolo israelita nei confronti di Jahvè e osservare come tutti coloro che erano obbedienti a Jahvè ricevevano la Sua cura e le Sue benedizioni; puoi apprendere che al tempo in cui Dio operava in Israele Egli era colmo di misericordia e di amore, nonché in possesso di fuoco consumante, e che tutti gli Israeliti, dal più umile al più potente, veneravano Jahvè, e in tal modo tutto il paese era benedetto da Dio. Tale è la storia di Israele narrata nell’Antico Testamento.

Tratto da “A proposito della Bibbia (4)” in “La Parola appare nella carne”

Se desideri vedere l’opera dell’Età della Legge e osservare come gli Israeliti seguirono le vie di Jahvè, devi leggere l’Antico Testamento; se invece vuoi comprendere l’opera dell’Età della Grazia, devi leggere il Nuovo Testamento. Come puoi, tuttavia, intravedere l’operato degli ultimi giorni? Devi accettare la guida del Dio attuale ed entrare nell’opera odierna, perché si tratta dell’opera attuale, la quale non è mai stata documentata da nessuno precedentemente nella Bibbia. Attualmente, Dio Si è fatto carne e ha designato altri eletti in Cina. Egli agisce in queste persone, dà seguito al Suo operato sulla terra, ripartendo dal punto in cui si era conclusa l’opera dell’Età della Grazia. L’opera odierna è un cammino che l’uomo non ha mai percorso e una via che mai nessuno ha visto. È un compito mai attuato prima d’ora: è l’opera più recente di Dio sulla terra. Perciò, un’opera che non è mai stata compiuta prima non può essere storia, perché il presente è il presente, e deve ancora divenire passato. Le persone sono ignare del fatto che Dio ha realizzato un’opera più grande e più recente sulla terra, al di fuori di Israele, la quale si è già protesa oltre l’ambito di Israele e oltre i presagi dei profeti; essa è un’opera nuova e meravigliosa, non inquadrata dalle profezie, un’opera più attuale che esula da Israele, un’opera che le persone non possono né percepire né immaginare. Come potrebbe la Bibbia contenerne un esplicito resoconto? Chi avrebbe potuto documentare ogni singola parte dell’opera odierna, senza omissioni, in anticipo? Chi avrebbe potuto annotare in quel vecchio libro ammuffito quest’opera più potente, più saggia, che sfida le convenzioni? Il lavoro odierno non è storia e, come tale, se desideri percorrere il nuovo cammino attuale, devi discostarti dalla Bibbia, andare oltre i libri profetici o storici della Bibbia. Soltanto allora sarai in grado di percorrere il nuovo cammino adeguatamente, ed entrare nel nuovo ambito e nella nuova opera.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

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