Testimoni per Cristo degli ultimi giorni (Le venti verità del testimoniare Dio)

Contenuti

IV. È necessario portare testimonianza per l’aspetto della verità riguardante la relazione tra le tre fasi dell’opera di Dio e i Suoi nomi

2. Qual è la relazione tra ciascuna fase dell’opera di Dio e il Suo nome?

(1) Il significato dell’assunzione del nome Jahvè da parte di Dio nell’Età della Legge

Versetti biblici di riferimento:

“Iddio disse ancora a Mosè: ‘Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, l’Iddio de’ vostri padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni’” (Esodo 3:15).

Parole di Dio attinenti:

“Jahvè” è il nome che ho preso durante la Mia opera in Israele, e significa il Dio degli Israeliti (popolo eletto di Dio), che può avere pietà degli uomini, maledirli e guidare la loro vita. Significa che Dio possiede un grande potere ed è pieno di saggezza. … In altre parole, unicamente Jahvè è il Dio del popolo eletto di Israele, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Mosè e di tutto il popolo di Israele. E così nell’epoca attuale, fatta eccezione per la tribù di Giuda, tutti gli Israeliti venerano Jahvè. Compiono sacrifici a Lui sull’altare, e Lo servono indossando abiti sacerdotali nel tempio. Sperano nella riapparizione di Jahvè. … Il nome Jahvè è un nome peculiare per il popolo di Israele che viveva secondo la legge. In tutte le età e in ciascuna fase dell’opera, il Mio nome non è privo di fondamento, ma riveste un significato rappresentativo: ogni nome rappresenta un’età. “Jahvè” rappresenta l’Età della Legge, ed è il titolo onorifico per il Dio venerato dal popolo di Israele.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Legge, l’opera di condurre l’umanità fu realizzata sotto il nome di Jahvè e la prima fase dell’opera fu attuata sulla terra. L’opera di questa fase riguardava l’edificazione del tempio e dell’altare e l’utilizzo della legge per guidare gli Israeliti e agire tra il popolo eletto. Nel condurre il popolo di Israele, Egli stabilì una base per la Sua opera sulla terra. Da questa, ampliò la Sua opera al di là di Israele, cioè, a partire da Israele, estese la Sua opera all’esterno, in modo che le generazioni successive venissero a sapere con gradualità che Jahvè era Dio, e che Jahvè aveva creato il cielo e la terra e tutte le cose, aveva fatto tutte le creature. Diffuse il Suo operato tramite il popolo di Israele. La terra di Israele fu il primo luogo sacro dell’opera di Jahvè nel mondo e la prima azione di Dio sulla terra fu compiuta in ogni parte del territorio degli Israeliti: ecco l’opera dell’Età della Legge.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Legge, Jahvè stabilì molti comandamenti che Mosè avrebbe dovuto trasmettere agli Israeliti che lo avevano seguito fuori dall’Egitto. Jahvè diede questi comandamenti ai figli d’Israele, che non erano in alcuna relazione con gli Egizi, al fine di porre dei limiti ai figli d’Israele, e costituivano le Sue richieste a loro. Se si osservava il sabato, se si rispettavano i genitori, se si adoravano gli idoli, e così via: questi erano i principi in base ai quali si era giudicati peccatori o giusti. Se si veniva colpiti dal fuoco di Jahvè, se si era lapidati a morte o se si riceveva la benedizione di Jahvè, era determinato in base all’obbedienza a questi comandamenti. Coloro che non osservavano il sabato venivano lapidati a morte. I sacerdoti che non osservavano il sabato venivano colpiti dal fuoco di Jahvè. Coloro che non rispettavano i loro genitori venivano lapidati a morte. Tutto questo era approvato da Jahvè. Jahvè aveva stabilito i Suoi comandamenti e le Sue leggi in modo da guidare la loro vita, il popolo ascoltava e obbediva alla Sua parola e non si ribellava contro di Lui. Egli usava queste leggi per controllare la neonata razza umana, per gettare le fondamenta della Sua opera a venire. E così, per via dell’opera che Jahvè realizzò, la prima era fu chiamata l’Età della Legge.

da “L’opera nell’Età della Legge” in La Parola appare nella carne

Tutte le genti di Israele chiamavano Jahvè il loro Signore. A quel tempo, Lo consideravano il capofamiglia, e tutto Israele era diventato come una grande famiglia in cui tutti adoravano il Signore, Jahvè. Lo Spirito di Jahvè appariva loro di frequente, e parlò a loro facendo udire la Sua voce, e suscitò una colonna di nubi e tuoni per guidarli. A quel tempo, lo Spirito guidava Israele in maniera diretta, parlando e facendo udire la Sua voce al popolo, facendo vedere le nuvole e sentire i tuoni e conducendolo, così, per diverse migliaia di anni. Per questi motivo, solo il popolo di Israele adorava sempre Jahvè.

da “La visione del lavoro di Dio (2)” in La Parola appare nella carne

La Sua opera e le Sue parole in Israele guidavano la vita di tutte le persone in tutto il paese, mostrando loro che Jahvè non solo era in grado di soffiare l’alito nell’uomo, così che avesse la Sua vita e fosse resuscitato dalla polvere e reso una creatura di Dio, ma che poteva anche bruciare gli uomini con le fiamme e maledire il genere umano, utilizzando il Suo bastone per governare l’umanità. Così, anche essi videro che Jahvè poteva guidare la vita dell’uomo sulla terra, e parlare e operare tra di loro di giorno e di notte. Egli realizzò la Sua opera solo affinché le Sue creature potessero sapere che l’uomo veniva dalla polvere raccolta da Lui, che l’uomo era stato creato da Lui. Inoltre, l’opera che Egli aveva iniziato in Israele aveva lo scopo di far sì che altri popoli e nazioni (che in realtà non erano separati da Israele, ma si erano ramificati dagli Israeliti, e pertanto rimanevano pur sempre discendenti di Adamo ed Eva) potessero ricevere il Vangelo di Jahvè da Israele, in modo che tutte le creature dell’universo Lo temessero e tenessero in grande considerazione.

da “L’opera nell’Età della Legge” in La Parola appare nella carne

Il nome di Jahvè non può rappresentare l’indole di Dio nella sua complessità. Il fatto che Dio abbia svolto un lavoro nell’Età della Legge non significa che Egli possa essere solamente il Dio della legge. In questa fase Jahvè ha enunciato le leggi e tramandato i comandamenti all’uomo, chiedendogli di costruire il tempio e gli altari; il lavoro che ha svolto in questo caso rappresenta solo l’Età della Legge. Questo lavoro non implica il fatto che Dio sia unicamente il Dio che chiede all’uomo di osservare la legge, il Dio del tempio o il Dio di fronte all’altare. Ciò non può essere affermato. Il lavoro svolto sotto la legge rappresenta soltanto una Età.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

(2) Il significato dell’assunzione del nome Gesù da parte di Dio nell’Età della Grazia

Versetti biblici di riferimento:

“Ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:20-21).

“E l’angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco tu concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell’Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine” (Luca 1:30-33).

Parole di Dio attinenti:

Il nome di Gesù ha contraddistinto l’inizio dell’Età della Grazia. Quando Gesù cominiciò a svolgere il Suo ministero, lo Spirito Santo iniziò a rendere testimonianza al Suo nome, non si menzionava più il nome di Jahvè, e invece lo Spirito Santo diede inizio alla nuova opera principalmente nel nome di Gesù. La testimonianza di coloro che credettero in Lui fu data per Gesù Cristo e anche l’operato che svolse fu fatto per Lui. La conclusione dell’Età della Legge dell’Antico Testamento indicava che era giunta al termine l’opera portata principalmente avanti sotto il nome di Jahvè. In seguito, il nome di Dio non era più quello di Jahvè, bensì fu chiamato Gesù e, da qui in poi, lo Spirito Santo iniziò a operare, soprattutto sotto il nome di Gesù.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

“Gesù” è l’Emmanuele, e vuol dire che l’offerta sacrificale per il peccato è piena d’amore e di compassione, e redime gli uomini. Egli svolse la Sua opera nell’Età della Grazia, e rappresenta quest’età e può rappresentare soltanto una parte del piano di gestione. … Soltanto Gesù è il Redentore dell’umanità, Egli è l’offerta sacrificale per il peccato che ha redento l’umanità dal peccato. In altre parole, il nome di Gesù proviene dall’Età della Grazia, ed è esistito grazie all’opera di redenzione compiuta nell’Età della Grazia. Il nome di Gesù è esistito per permettere alle persone che vivevano nell’Età della Grazia di rinascere ed essere salvate, ed è un nome particolare per la redenzione di tutta l’umanità. Pertanto, il nome Gesù simboleggia l’opera di redenzione, e denota l’Età della Grazia. … “Gesù” simboleggia l’Età della Grazia, ed è il nome del Dio di tutti coloro che sono stati redenti durante l’Età della Grazia.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Grazia, il nome di Dio era Gesù, il che vuol dire che Dio fu un Dio che salvò l’uomo, e che era un Dio compassionevole e amorevole. Dio era con l’uomo. Il Suo amore, la Sua compassione, e la Sua salvezza accompagnarono ogni singolo individuo. L’uomo potrebbe ottenere solo la pace e la gioia, ricevere la Sua benedizione e le Sue immense e numerose grazie, e ricevere la Sua salvezza, se accettasse il Suo nome e la Sua presenza. Con la crocifissione di Gesù, tutti coloro che L’hanno seguito, hanno ottenuto la salvezza e i loro peccati sono stati perdonati.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Quando è venuto Gesù, ha svolto anche parte dell’opera di Dio, e ha proferito alcune parole, ma qual è l’opera principale che ha compiuto? La crocifissione. Egli Si è fatto simile alla carne peccatrice per completare l’opera della crocifissione e riscattare tutta l’umanità, ed è stato per il peccato di tutta l’umanità che Egli ha offerto Se Stesso. Ecco l’opera principale che ha compiuto. In definitiva, ha stabilito la via della croce per guidare quanti sarebbero venuti dopo. Gesù è venuto soprattutto per completare l’opera di redenzione. Egli ha riscattato tutta l’umanità e ha offerto all’uomo il Vangelo del Regno dei Cieli e il Regno dei Cieli stesso. Di conseguenza, quelli che sono venuti dopo, hanno tutti esclamato: “Dobbiamo percorrere la via della croce e sacrificare noi stessi per la croce”. Naturalmente, all’inizio Gesù ha fatto anche qualche altra opera e ha pronunciato diverse parole perché gli uomini si pentissero e confessassero i loro peccati. Tuttavia, il Suo ministero era pur sempre la crocifissione e i tre anni e mezzo trascorsi a predicare la via hanno funto da preparazione per la crocifissione che è avvenuta in seguito. Anche le molte volte in cui Gesù ha pregato sono legate alla crocifissione. Prima di tutto, la vita di uomo normale da Lui condotta e i trentatré anni e mezzo trascorsi sulla terra sono principalmente serviti a completare l’opera della crocifissione; dovevano darGli la forza e renderLo capace di intraprendere quest’opera, a seguito della quale Dio Gli aveva affidato l’opera della crocifissione.

da “Tutto viene compiuto dalla parola di Dio” in La Parola appare nella carne

Nell’opera dell’Età della Grazia, Gesù era Dio che salvò l’uomo. Ciò che Egli aveva ed era, fu grazia, benignità, compassione, comprensione, pazienza e umiltà, amore e tolleranza, e molto dell’operato che svolse riguardava la redenzione dell’uomo. E per quanto concerne la Sua indole, si rivelò nella compassione e nell’amore, poiché Egli era compassionevole e amorevole, doveva essere inchiodato sulla croce per l’uomo, al fine di mostrare che Dio amava l’uomo come Sé Stesso, nella misura in cui sacrificò totalmente Sé Stesso. Satana ha detto: “Poiché Tu ami l’uomo, devi amarlo a un livello estremo: devi essere inchiodato sulla croce, per liberare l’uomo dalla croce, dal peccato, e Tu offrirai Te Stesso in cambio di tutta l’umanità”. Satana fece la seguente scommessa: “Poiché sei un Dio amorevole e compassionevole, devi amare l’uomo a un livello estremo, devi offrire Te Stesso fino alla croce”. Gesù replicò: “A condizione che sia per l’umanità, Io sono disposto a consegnare tutto Me Stesso”. In seguito, Gesù salì sulla croce senza esitazione e redense l’intera umanità.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Nell’Età della Grazia, Gesù è venuto a redimere l’intera umanità caduta a causa del peccato (non solo gli Israeliti). Ha mostrato misericordia e benevolenza per l’uomo. Il Gesù che l’uomo ha visto nell’Età della Grazia era pieno di benevolenza e amava sempre, dato che era venuto a liberare l’uomo dal peccato. Ha saputo perdonare i peccati dell’uomo fin quando la Sua crocefissione ha liberato veramente l’umanità dal peccato. A quell’epoca, Dio è apparso all’uomo con misericordia e benevolenza, cioè Si è sacrificato per il peccato dell’uomo ed è stato crocifisso per i peccati dell’umanità in modo che venissero perdonati per sempre. Era compassionevole, misericordioso, paziente e amorevole. E tutti coloro che seguivano Gesù nell’Età della Grazia cercavano di essere pazienti e amorevoli in tutte le cose. Hanno sopportato ogni sofferenza e non hanno mai reagito malgrado le percosse, le maledizioni o la lapidazione.

da “Le due incarnazioni completano il significato dell’incarnazione” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Grazia, il nome di Dio era Gesù. In altre parole, l’opera dell’Età della Grazia fu realizzata soprattutto sotto il nome di Gesù. Durante l’Età della Grazia, Dio fu chiamato Gesù. Compì una nuova opera oltre l’Antico Testamento, e il Suo ministero si concluse con la crocifissione, come completamento della Sua opera.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

(3) Il significato dell’assunzione del nome Dio Onnipotente da parte di Dio nell’Età del Regno

Versetti biblici di riferimento:

Sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca dell’Eterno fisserà” (Isaia 62:2).

Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; e scriverò su lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo d’appresso all’Iddio mio, ed il mio nuovo nome” (Apocalisse 3:12).

Io son l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l’Onnipotente” (Apocalisse 1:8).

Noi ti ringraziamo, o Signore Iddio onnipotente che sei e che eri, perché hai preso in mano il tuo gran potere, ed hai assunto il regno” (Apocalisse 11:17).

Grandi e maravigliose sono le tue opere, o Signore Iddio onnipotente; giuste e veraci sono le tue vie, o Re delle nazioni” (Apocalisse 15:3).

Parole di Dio attinenti:

Negli ultimi giorni, il Suo nome è Dio Onnipotente, l’Onnipotente, e usa la Sua potenza per guidare l’uomo, per conquistarlo e guadagnarlo e, alla fine, conclude il periodo. In ogni epoca, in ogni fase del Suo operato, si manifestò l’indole divina.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Da quando Dio Onnipotente – il Re del regno – è stato testimoniato, la portata della gestione di Dio si è estesa completamente a ogni parte dell’intero universo. La manifestazione di Dio non è stata testimoniata solo in Cina, ma il nome di Dio Onnipotente è stato testimoniato in tutte le nazioni e in tutti i paesi. Tutti loro stanno invocando questo nome santo, cercando la comunione con Dio con ogni mezzo possibile, afferrando la volontà di Dio Onnipotente e servendo nel coordinamento nella chiesa. Lo Spirito Santo opera in questo modo meraviglioso.

da Discorsi e testimonianze di Cristo al principio

E dunque, quando arriverà l’età finale, l’età degli ultimi giorni, il Mio nome cambierà di nuovo. Non verrò chiamato Jahvè, né Gesù e tantomeno Messia, ma sarò chiamato il poderoso Dio Stesso Onnipotente, e con questo nome condurrò l’intera età al termine. Una volta ero noto come Jahvè. Ero chiamato anche il Messia, e le persone un tempo Mi chiamavano Gesù il Salvatore perché Mi amavano e Mi rispettavano. Ma oggi non sono lo Jahvè o il Gesù che le persone conoscevano in passato: sono il Dio che è ritornato negli ultimi giorni, il Dio che porterà l’età a una conclusione. Sono il Dio Stesso che Si leva ai confini della terra, ricolmo di tutta la Mia indole, e pieno di autorità, onore e gloria. Le persone non si sono mai impegnate con Me, non Mi hanno mai conosciuto e hanno sempre ignorato la Mia indole. Dalla creazione del mondo fino a oggi, nessuno Mi ha visto. Questo è il Dio che appare all’umanità durante gli ultimi giorni, ma è nascosto tra gli uomini. Egli abita tra di loro, è autentico e reale come il sole caldo e il fuoco ardente, è pieno di potere e trabocca di autorità. Non c’è una singola persona o cosa che non verrà giudicata dalle Mie parole, e che non sarà purificata attraverso il fuoco ardente. Alla fine, tutte le nazioni saranno benedette grazie alle Mie parole, ma anche ridotte in frantumi a causa di queste ultime. In questo modo, durante gli ultimi giorni tutte le persone vedranno che Io sono il Salvatore ritornato, sono il Dio Onnipotente che conquista tutta l’umanità. Un tempo ero l’offerta sacrificale per l’uomo, ma negli ultimi giorni sono diventato anche la fiamma del sole che brucia tutte le cose, e il Sole di giustizia che rivela tutte le cose. Tale è la Mia opera degli ultimi giorni. Ho preso questo nome e Mi sono impossessato di questa indole in modo che tutti possano vedere che Io sono un Dio giusto, il sole caldo e il fuoco ardente. Faccio tutto questo in modo che tutte le persone possano adorare Me, l’unico vero Dio, e vedere il Mio vero volto: non sono soltanto il Dio degli Israeliti o il Redentore – sono il Dio di tutte le creature nei cieli, sulla terra e nei mari.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Nella Sua opera conclusiva di condurre a termine l’età, l’indole divina è quella del castigo e del giudizio, che mette in luce tutto ciò che è ingiusto, giudica pubblicamente ogni popolo, e perfeziona quelli che Lo amano veramente. L’epoca può essere portata a compimento unicamente da un’indole siffatta. Sono già arrivati gli ultimi giorni. Tutte le cose vengono classificate in base al tipo, e vengono divise in diverse categorie secondo la loro natura. Questo è il tempo in cui Dio rivela la fine e la meta dell’uomo. Se gli uomini non vengono sottoposti al castigo e al giudizio, non c’è alcun modo di palesare la disubbidienza e l’iniquità umana. Solo attraverso il castigo e il giudizio può essere rivelata la fine di tutte le cose. L’uomo mostra il suo vero volto unicamente quando è castigato e giudicato. Il male deve tornare al male, il bene deve tornare al bene e l’uomo va classificato in base alla sua natura. Attraverso il castigo e il giudizio, va rivelata la fine di tutte le cose, affinché sia punito il male e sia ricompensato il bene, e tutti gli esseri umani siano soggetti al dominio di Dio. Tutta l’opera necessita del retto castigo e giudizio per essere compiuta. Giacché la corruzione dell’uomo ha raggiunto il culmine e la sua disubbidienza è stata troppo grave, solo l’indole retta divina, che è principalmente quella del castigo e del giudizio, e si palesa durante gli ultimi giorni, è in grado di trasformare interamente l’uomo e renderlo perfetto. Solo un’indole siffatta può smascherare il male e punire severamente tutti gli iniqui. Pertanto, un’indole di questo tipo possiede il significato dell’epoca, e la rivelazione e la manifestazione della Sua indole sono per il bene dell’opera di ogni nuova epoca. Dio non palesa la Sua indole in modo arbitrario e insensato. Quando viene rivelata la fine dell’uomo negli ultimi giorni, se Dio concede ancora all’uomo compassione e amore inesauribili, se ama sempre l’uomo senza sottoporlo a retto giudizio, ma gli mostra tolleranza, pazienza e perdono, se perdona ancora l’uomo a prescindere dai gravi peccati commessi, senza alcun retto giudizio, potrebbe mai esserci una fine all’intera gestione di Dio? Quando una simile indole potrebbe condurre alla giusta meta l’umanità? Prendi in considerazione, ad esempio, un giudice che è sempre amorevole, d’animo gentile e delicato. Egli ama gli uomini indipendentemente dalle colpe che hanno commesso, ed è amorevole e tollerante con tutti, chiunque essi siano. Quando potrà emettere una sentenza giusta? Durante gli ultimi giorni, solo un retto giudizio può dividere in categorie l’umanità e condurla in un nuovo regno. In questo modo, l’intera epoca viene conclusa attraverso l’indole retta divina del giudizio e del castigo.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Quando Dio Si trasforma in carne questa volta, la Sua opera deve esprimere la Sua indole, soprattutto attraverso il castigo e il giudizio. Usando questo come fondamento, Egli porta maggiore verità all’uomo, mostra più percorsi per praticare, e in tal modo raggiunge il Suo obiettivo di conquistare l’uomo e di salvarlo dalla sua indole corrotta. Questo è ciò che sta dietro l’opera di Dio nell’Età del Regno.

da Introduzione in La Parola appare nella carne

Durante gli ultimi giorni, Cristo utilizzerà una serie di verità per insegnare all’uomo, rivelare l’essenza dell’uomo e sezionare le sue parole e le sue azioni. Queste parole comprendono diverse verità quali il dovere dell’uomo, come l’uomo dovrebbe obbedire a Dio, come dovrebbe essere fedele a Dio, come dovrebbe vivere la normale umanità, così come la saggezza e l’indole di Dio e così via. Queste parole sono tutte focalizzate sull’essenza dell’uomo e sulla sua indole corrotta. In particolare, quelle parole che rivelano come l’uomo rifiuta Dio, vengono pronunciate a proposito di come l’uomo sia la personificazione di Satana e una forza nemica contro Dio. Quando Dio compie il lavoro di giudizio, Egli non Si limita semplicemente a chiarire la natura dell’uomo solo con poche parole, ma compie la rivelazione, il trattamento e la potatura a lungo termine. Tale metodo di rivelazione, di trattamento e di potatura non può essere sostituito con parole ordinarie, ma con la verità che l’uomo non possiede affatto. Solo tale modo di lavorare viene considerato giudizio; solamente attraverso tale giudizio l’uomo può essere persuaso, pienamente convinto all'ubbidienza verso Dio e può ottenere la vera conoscenza di Dio. Ciò che il lavoro di giudizio realizza è la comprensione da parte dell’uomo del vero volto di Dio e la verità riguardo alla sua ribellione. Il lavoro di giudizio permette all’uomo di ottenere molta comprensione della volontà di Dio, dello scopo dell’opera di Dio e dei misteri che non possono essere compresi dall’uomo. Inoltre, consente all’uomo di riconoscere e conoscere la sua sostanza corrotta e le radici della sua corruzione, come pure di scoprire la bruttezza dell’uomo. Questi effetti si realizzano tutti tramite il lavoro di giudizio, perché la sostanza di tale lavoro è di fatto l’opera di svelare la verità, la via e la vita di Dio a tutti coloro che hanno fede in Lui. Quest’opera è il lavoro di giudizio svolto da Dio.

da “Cristo compie l’opera di giudizio attraverso la verità” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età del Regno, Dio incarnato parla per conquistare tutti coloro che credono in Lui. Ecco “la Parola appare nella carne”; Dio è venuto negli ultimi giorni per compiere quest’opera, vale a dire che è venuto per realizzare il vero significato della Parola che appare nella carne. Egli proferisce solo parole e, di rado, si manifestano dei fatti. Questa è l’essenza stessa della Parola che appare nella carne, e quando Dio incarnato rivela le Sue parole, ecco appare la Parola nella carne, ed è la Parola che si incarna. “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio, e la Parola è stata fatta carne”. Ecco (l’opera della Parola appare nella carne) l’opera che Dio compirà negli ultimi giorni, ed è il capitolo finale di tutto il Suo piano di gestione. Dio deve, dunque, venire sulla terra e manifestare le Sue parole in carne.

da “Tutto viene compiuto dalla parola di Dio” in La Parola appare nella carne

Nell’Età del Regno, Dio usa la parola per annunciare una nuova era, per cambiare i mezzi della Sua opera e per compiere l’opera per l’intera età. Questo è il principio con il quale Dio opera nell’Età della Parola. Egli Si fece carne per parlare da punti di vista diversi, permettendo all’uomo di vedere realmente Dio, che è la Parola che appare nella carne, come pure la Sua saggezza e la Sua meraviglia. Tale opera viene svolta per raggiungere più compiutamente gli obiettivi di conquistare l’uomo, perfezionarlo ed eliminarlo. Questo è il vero significato dell’uso della parola per operare nell’Età della Parola.

da “L’Età del Regno è l’Età della Parola” in La Parola appare nella carne

La Sua opera iniziale fu compiuta in Giudea, nell’ambito di Israele; nelle nazioni dei Gentili Egli non compì nessun’opera di avvio di un’era, di alcun tipo. La fase finale della Sua opera non solo viene compiuta tra le genti delle nazioni Gentili; ma, ancor di più, viene svolta tra quelle persone maledette. Questo solo punto è l’evidenza maggiormente in grado di umiliare Satana; in tal modo, Dio “diventa” il Dio di ogni creatura dell’universo e diventa il Signore di tutte le cose, l’oggetto di culto per tutto ciò che ha vita.

da “Dio è il Signore di tutta la creazione” in La Parola appare nella carne

Nell’epoca finale, il Mio nome sarà magnificato fra le nazioni dei Gentili, farò sì che le Mie azioni siano viste dai Gentili, perché Mi chiamino l’Onnipotente e farò sì che le Mie parole si avverino in fretta. Farò in modo che tutti sappiano che Io non sono solo il Dio degli Israeliti, ma il Dio di tutti i Gentili, persino delle nazioni che ho maledetto. Lascerò che tutte le genti vedano che Io sono il Dio di tutta la creazione. Questo è la Mia più grande opera, lo scopo del Mio piano di lavoro per gli ultimi giorni e l’unico lavoro che deve essere compiuto negli ultimi giorni.

da “L’opera di diffusione del Vangelo è anche l’opera di salvezza dell’uomo” in La Parola appare nella carne