4. Le differenze fondamentali tra il Dio incarnato e coloro di cui Dio Si avvale

Parole di Dio attinenti:

Il Dio incarnato Si chiama Cristo, e Cristo è la carne assunta dallo Spirito di Dio. Questa carne è diversa da quella di qualunque uomo fatto di carne. Questa differenza esiste perché Cristo non è fatto di carne e di sangue, ma è l’incarnazione dello Spirito. Egli ha sia un’umanità normale sia una divinità completa. La Sua divinità non è posseduta da alcun uomo. La Sua umanità normale sostiene tutte le Sue normali attività nella carne, mentre la Sua divinità svolge l’opera di Dio Stesso. Che si tratti della Sua umanità o della Sua divinità, entrambe si sottomettono alla volontà del Padre celeste. La sostanza di Cristo è lo Spirito, cioè la divinità. Pertanto la Sua sostanza è quella di Dio Stesso; essa non interrompe la Sua opera ed Egli non potrebbe fare nulla per distruggere la Propria opera, né pronuncerebbe mai alcuna parola che vada contro la Propria volontà. Quindi, il Dio incarnato non compirebbe assolutamente mai alcuna opera che interrompa la Sua gestione. Questo è ciò che tutti gli uomini dovrebbero capire.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

Poiché Egli è un uomo con l’essenza di Dio, è al di sopra di tutti gli umani creati, superiore a qualsiasi uomo in grado di compiere l’opera di Dio. E così, fra tutti coloro che possiedono un involucro umano come il Suo, fra tutti coloro che possiedono l’umanità, solamente Egli è il Dio incarnato Stesso: tutti gli altri sono umani creati. Anche se possiedono tutti l’umanità, gli umani creati non hanno altro che umanità, mentre Dio incarnato è diverso: nella Sua carne Egli non possiede solamente l’umanità, ma è dotato soprattutto di divinità. La Sua umanità può essere vista nell’aspetto esteriore della Sua carne e nella Sua vita di ogni giorno, ma la Sua divinità è difficile da percepire. Poiché la Sua divinità è esternata solamente quando Egli possiede l’umanità e non è soprannaturale tanto quanto le persone se la immaginano, per loro è molto difficile da vedere. Anche oggi, è estremamente difficile per le persone comprendere la vera essenza del Dio incarnato. Anche dopo averne parlato così a lungo, suppongo che per la maggior parte di voi sia ancora un mistero. In realtà, tale questione è molto semplice: dal momento che Dio Si fa carne, la Sua essenza è un’unione tra umanità e divinità. Questa unione si chiama Dio Stesso, Dio Stesso sulla terra.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

Se, venendo nella carne, Dio Si limitasse a svolgere l’opera della divinità senza avere in aggiunta alcune persone in sintonia con il cuore di Dio che lavorino di concerto con Lui, per l’uomo non ci sarebbe modo di comprendere la volontà di Dio o di venire in contatto con Lui. Dio deve usare persone normali in sintonia con il Suo cuore per completare questa opera, per vegliare e pascere le Chiese, per raggiungere il livello che i processi cognitivi dell’uomo e il suo cervello sono in grado di concepire. In altre parole, Dio usa un piccolo numero di persone in sintonia con il Suo cuore per “tradurre” l’opera che Egli compie nella divinità in modo che risulti accessibile, cioè per trasformare il linguaggio divino in linguaggio umano, facendo sì che tutte le persone lo possano comprendere e tutte lo capiscano. Se Dio non facesse così, nessuno capirebbe il linguaggio divino di Dio, poiché le persone in sintonia con il cuore di Dio sono, dopo tutto, una piccola minoranza, e la capacità dell’uomo di comprenderlo è limitata. Questo è il motivo per cui Dio sceglie questo metodo solo quando opera in un corpo incarnato. Se ci fosse solo l’opera divina, per l’uomo non ci sarebbe modo di conoscere o di entrare in contatto con Dio, poiché egli non comprende il linguaggio di Dio. L’uomo è in grado di comprendere questo linguaggio solo attraverso la mediazione delle persone in sintonia con il cuore di Dio che chiariscano le Sue parole. Tuttavia, se ci fossero solo simili persone che lavorano nell’umanità, ciò potrebbe solo mantenere la vita normale dell’uomo, non trasformarne l’indole. In tal caso l’opera di Dio non potrebbe avere un nuovo punto di partenza; ci sarebbero solo le solite vecchie storie, i soliti vecchi luoghi comuni. Soltanto tramite l’intervento del Dio incarnato, che dice tutto ciò che deve esser detto e fa tutto ciò che deve essere fatto durante il periodo della Sua incarnazione, dopo il quale le persone lavorano e fanno esperienza secondo le Sue parole, soltanto così la loro indole di vita sarà in grado di cambiare ed esse riusciranno a stare al passo con i tempi. Colui che opera nella divinità rappresenta Dio, mentre coloro che lavorano nell’umanità sono persone utilizzate da Dio. Vale a dire, il Dio incarnato è sostanzialmente differente dalle persone utilizzate da Dio. Il Dio incarnato è in grado di svolgere l’opera della divinità, mentre le persone usate da Dio non lo sono. Al principio di ciascuna età, lo Spirito di Dio parla di persona per inaugurare la nuova era e condurre l’uomo a un nuovo inizio. Quando Egli ha finito di parlare, significa che l’opera di Dio nella Sua divinità è conclusa. Da quel momento in poi, tutte le persone si affidano alla guida di coloro usati da Dio per entrare nella loro esperienza di vita.

Tratto da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in “La Parola appare nella carne”

L’opera svolta dalla persona di cui Dio Si serve è intesa come collaborazione con l’opera di Cristo o dello Spirito Santo. Tale persona viene elevata da Dio tra gli esseri umani, ha il compito di guidare tutti gli eletti da Dio ed è inoltre innalzata per svolgere l’opera di cooperazione umana. Tramite una siffatta persona, che è capace di svolgere l’opera di cooperazione umana, si possono ottenere ulteriori requisiti richiesti da Dio all’uomo, nonché l’opera che lo Spirito Santo deve compiere nell’umanità. In altri termini: l’obiettivo di Dio nel servirSi di tale persona consiste nel fatto che tutti i Suoi seguaci possano comprendere meglio la Sua volontà e ottenere un maggior numero dei Suoi requisiti. Poiché gli esseri umani sono incapaci di comprendere direttamente le parole o la volontà di Dio, Egli ha elevato qualcuno che viene usato per svolgere tale opera. La persona di cui Egli Si serve può essere definita altresì un mezzo tramite il quale Dio guida la gente, il “traduttore” che mette in comunicazione Dio e l’uomo. Pertanto, tale persona è diversa da chiunque operi nella casa di Dio o da qualunque apostolo. Al pari di questi, può definirsi una persona che serve Dio, ma nella sostanza del suo lavoro e per il fatto che Dio Si serve di lui, egli è notevolmente diverso dagli altri operatori e apostoli. Quanto alla sostanza del suo lavoro e al fatto che Dio Si serve di lui, quest’uomo è elevato da Dio, è preparato da Dio per la Sua opera e collabora nell’opera di Dio Stesso. Nessuno potrebbe mai sostituirlo nel suo lavoro: si tratta di cooperazione umana indispensabile insieme all’opera divina. Nel contempo, il lavoro svolto da altri operatori o apostoli non è che la trasmissione e attuazione dei molti aspetti delle disposizioni destinate in ogni epoca alle Chiese, o altrimenti la messa in opera di qualche semplice provvista di vita intesa a dare sostegno alla vita della Chiesa. Tali operatori e apostoli non sono designati da Dio, tanto meno possono definirsi persone di cui Si serve lo Spirito Santo. Essi sono selezionati fra le Chiese e, dopo un periodo di formazione e di tirocinio, quanti tra loro sono ritenuti idonei rimangono, mentre i non idonei vengono rimandati indietro. Poiché tali persone sono selezionate nelle Chiese, alcune mostrano la loro vera natura una volta diventate leader, altre compiono addirittura molti atti malvagi e finiscono con l’essere eliminate. D’altro canto, colui di cui Dio Si serve è stato preparato da Dio, è dotato di una certa levatura e di umanità. È stato preventivamente preparato e reso perfetto dallo Spirito Santo che lo guida in tutto e per tutto e, in particolare per quanto attiene al suo operato, egli viene diretto e comandato dallo Spirito Santo: di conseguenza non vi sono deviazioni dal percorso nel guidare gli eletti di Dio, perché Dio Si assume di certo la responsabilità della Propria opera, che compie costantemente.

Tratto da “Come Dio Si serve dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

Quando Dio viene sulla terra, Egli compie soltanto la Propria opera nella divinità. Questo è ciò che lo Spirito celeste ha affidato al Dio incarnato. Quando Egli viene, va unicamente a parlare ovunque, a dare voce ai Suoi discorsi con metodi diversi e da diverse prospettive. Egli prende innanzitutto come Suoi obiettivi e principio operativo il provvedere e l’istruire l’uomo, e non Si preoccupa di cose come le relazioni interpersonali o i dettagli della vita delle persone. Il Suo principale ministero è di parlare per lo Spirito. Quando lo Spirito di Dio appare tangibilmente nella carne, Egli Si limita a provvedere alla vita dell’uomo e a proclamare la verità. Non Si interessa delle questioni umane, cioè non partecipa al lavoro dell’umanità. Gli esseri umani non possono svolgere l’opera divina e Dio non prende parte al lavoro umano. In tutti gli anni da quando Dio è venuto su questa terra a compiere la Sua opera, Egli l’ha sempre svolta tramite le persone. Ma queste persone non possono essere considerate Dio incarnato, sono solo persone che vengono utilizzate da Dio. Ma il Dio di oggi può parlare direttamente dal punto di vista della divinità, diffondendo la voce dello Spirito e operando per conto dello Spirito. Tutte quelle persone che Dio ha usato nel corso dei secoli erano, allo stesso modo, esempi dello Spirito di Dio che operava all’interno di un corpo carnale; allora perché non possono essere chiamate Dio? Tuttavia, il Dio di oggi è anche lo Spirito di Dio che opera direttamente nella carne, e anche Gesù era lo Spirito di Dio all’opera nella carne; entrambi sono chiamati Dio. Qual è allora la differenza? Nel corso dei secoli, le persone che Dio ha utilizzato sono tutte capaci di pensare e ragionare in modo normale. Tutte conoscono i principi della condotta umana. Possiedono idee umane normali e sono dotate di tutto ciò che le persone comuni dovrebbero avere. La maggior parte di loro possiede eccezionale talento e un’intelligenza innata. Nell’operare su queste persone, lo Spirito di Dio sfrutta i loro talenti, che sono i doni dati loro da Dio. Lo Spirito di Dio mette in gioco i loro talenti, usando i loro punti di forza al servizio di Dio. L’essenza di Dio, tuttavia, è libera da idee e opinioni, non adulterata dalle intenzioni umane, e manca persino di ciò di cui gli esseri umani normali sono dotati. Vale a dire che Egli non è nemmeno al corrente dei principi della condotta umana. Questo è il modo in cui stanno le cose quando il Dio di oggi viene sulla terra. La Sua opera e le Sue parole non sono adulterate dalle intenzioni o dal pensiero dell’uomo, ma sono una manifestazione diretta delle intenzioni dello Spirito, ed Egli opera direttamente per conto di Dio. Ciò significa che lo Spirito parla direttamente, vale a dire che la divinità compie direttamente l’opera, senza mescolarsi minimamente con le intenzioni umane. In altre parole, il Dio incarnato personifica direttamente la divinità, è privo di pensiero o di idee dell’uomo, e non ha alcuna comprensione dei principi del comportamento umano. Se fosse all’opera soltanto la divinità (vale a dire, se solo Dio Stesso fosse all’opera) in nessun modo l’opera di Dio potrebbe essere realizzata sulla terra. Pertanto, quando Dio viene sulla terra, deve avere a disposizione un piccolo numero di persone da utilizzare per operare nell’umanità, in accordo con l’opera che Dio svolge nella divinità. In altre parole, Egli usa l’opera umana per supportare la Sua opera divina. Altrimenti, per l’uomo non ci sarebbe modo di venire a contatto diretto con l’opera divina. Così è come stavano le cose tra Gesù e i Suoi discepoli. Durante il tempo che trascorse nel mondo, Gesù abolì le vecchie leggi e stabilì nuovi comandamenti. Proferì anche molte parole. Tutta questa opera fu svolta nella divinità. Gli altri, come Pietro, Paolo e Giovanni, basarono il loro successivo lavoro sul fondamento delle parole di Gesù. Vale a dire che Dio stava avviando la Sua opera in quell’età, dando inizio all’Età della Grazia. Egli, cioè, introdusse una nuova era, abolendo quella vecchia e adempiendo inoltre le parole: “Dio è il Principio e la Fine”. In altri termini, l’uomo deve svolgere il lavoro umano sul fondamento dell’opera divina. Dopo che Gesù ebbe detto tutto ciò che doveva dire ed ebbe completato la Propria opera sulla terra, lasciò gli uomini. Dopo di che tutte le persone, nell’operare, agirono secondo i principi espressi nelle Sue parole e praticarono secondo le verità da Lui proclamate. Erano tutte persone che lavoravano per Gesù. Se fosse stato Gesù solo a svolgere l’opera, per quante parole Egli avesse proferito, le persone non sarebbero state comunque in grado di venire a contatto con la Sua parola, poiché Egli operava nella divinità e poteva pronunciare solo parole di divinità, e sarebbe stato impossibile per Lui spiegare le cose al punto che le Sue parole risultassero comprensibili a persone comuni. Così, Egli dovette ricorrere ad apostoli e profeti che vennero dopo di Lui a potenziare la Sua opera. Questo è il principio di come il Dio incarnato svolga la Sua opera – usando il corpo incarnato per parlare e agire in modo da portare a termine l’opera della divinità, e poi usando alcune, o forse più, persone in sintonia con il cuore stesso di Dio, per continuarNe l’opera. Vale a dire, Dio usa le persone in sintonia con il Suo cuore per pascere e dissetare l’umanità, così che gli eletti di Dio possano entrare nella realtà della verità.

Tratto da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in “La Parola appare nella carne”

Nell’Età della Grazia, Giovanni spianò la strada a Gesù. Non potendo compiere l’opera di Dio Stesso, compì solo il dovere dell’uomo. Benché fosse il precursore del Signore, non poteva rappresentare Dio; era solo un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvaleva. Dopo che Gesù fu battezzato, lo Spirito Santo discese su di Lui come una colomba e a quel punto diede avvio alla Sua opera, ossia cominciò a svolgere il ministero di Cristo. È per questo motivo che assunse l’identità di Dio, perché era da Dio che proveniva. A prescindere da come fosse stata la Sua fede prima di allora (può darsi che fosse stata ora debole ora forte) tutto ciò apparteneva alla normale vita umana che aveva condotto prima di svolgere il Suo ministero. Dopo essere stato battezzato (ossia dopo l’unzione) Egli ebbe immediatamente con Sé il potere e la gloria di Dio e così cominciò a svolgere il Suo ministero. Poteva operare segni e prodigi, fare miracoli, e aveva potere e autorità, perché operava direttamente per conto di Dio Stesso; svolgeva l’opera dello Spirito al Suo posto ed esprimeva la Sua voce. Dunque era Dio Stesso: questo è indiscutibile. Giovanni venne utilizzato dallo Spirito Santo. Non poteva rappresentare Dio ed era nell’impossibilità di farlo. Se l’avesse desiderato, lo Spirito Santo non lo avrebbe permesso, perché Giovanni non era in grado di compiere l’opera che Dio Stesso intendeva realizzare. Forse in lui c’era una forte componente di volontà umana, o qualcosa di deviante; in nessun caso avrebbe potuto rappresentare direttamente Dio. I suoi sbagli e la sua fallacia rappresentavano soltanto lui, ma la sua opera era rappresentativa dello Spirito Santo. Però non si può dire che tutto, in lui, rappresentasse Dio. La sua deviazione e la sua fallacia avrebbero forse potuto rappresentare anche Dio? Essere fallaci nel rappresentare l’uomo è normale, ma una persona deviante nel rappresentare Dio non sarebbe per Lui un disonore? Non sarebbe una blasfemia contro lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo non permette con leggerezza all’uomo di prendere il posto di Dio, anche se viene esaltato da altri. Se non è Dio, in ultimo non riuscirebbe a mantenersi saldo. Lo Spirito Santo non permette all’uomo di rappresentare Dio come più gli aggrada! Per esempio, è stato lo Spirito Santo a rendere testimonianza a Giovanni e anche a rivelare che sarebbe stato lui a spianare la strada a Gesù, ma l’opera svolta su di lui dallo Spirito Santo era ben misurata. L’unica cosa che fu chiesta a Giovanni era di spianare la strada a Gesù, preparare la via per Lui. In altre parole, lo Spirito Santo appoggiò solo la sua opera di spianamento della strada e gli permise di svolgere solo tale opera: a Giovanni non fu consentito di fare altro. Giovanni rappresentava Elia, e rappresentava un profeta che aveva spianato la strada. In ciò era sostenuto dallo Spirito Santo; finché la sua opera consistette nello spianare la strada, lo Spirito Santo la sostenne. Tuttavia, se Giovanni avesse rivendicato di essere Dio Stesso e affermato di essere venuto a completare l’opera di redenzione, lo Spirito Santo avrebbe dovuto disciplinarlo. Per quanto grande sia stata l’opera di Giovanni, e per quanto sia stata sostenuta dallo Spirito Santo, la sua opera non era priva di limiti. È vero, infatti, che la sua opera era sostenuta dallo Spirito Santo, ma il potere a lui concesso a quel tempo era limitato allo spianamento della strada. Egli non poteva affatto compiere altra opera, perché era soltanto Giovanni, incaricato di spianare la strada, e non Gesù. Pertanto la testimonianza dello Spirito Santo è fondamentale, ma l’opera che Egli permette all’uomo di svolgere è ancora più cruciale. Giovanni non ha forse ricevuto una potente testimonianza all’epoca? La sua opera non è stata anch’essa grande? Eppure l’opera da lui compiuta non ha potuto superare quella di Gesù, perché egli non era altro che un uomo usato dallo Spirito Santo e non poteva rappresentare direttamente Dio, e per questo motivo la sua opera era limitata. Una volta completata l’opera di spianare la strada, lo Spirito Santo non sostenne più la sua testimonianza, nessuna nuova opera lo seguì, e Giovanni se ne andò quando ebbe inizio l’opera di Dio Stesso.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in “La Parola appare nella carne”

La parola di Dio non può essere pronunciata come parola dell’uomo, tantomeno la parola dell’uomo può essere pronunciata come parola di Dio. Gli uomini di cui Dio Si avvale non sono Dio incarnato, e il Dio incarnato non è un uomo usato da Dio; in questo, c’è una differenza sostanziale. Forse, dopo aver letto queste parole, non accetti che siano le parole di Dio e le consideri soltanto alla stregua di parole di un uomo che è stato illuminato. In quel caso, sei accecato dall’ignoranza. Come possono le parole di Dio essere le stesse delle parole di un uomo che è stato illuminato? Le parole di Dio incarnato inaugurano una nuova età, guidano l’umanità intera, rivelano i misteri e mostrano all’uomo la direzione verso una nuova età. L’illuminazione ottenuta dall’uomo non è altro che una semplice pratica o conoscenza. Non può guidare tutta l’umanità verso una nuova età o rivelare il mistero di Dio Stesso. Del resto, Dio è Dio e l’uomo è uomo. Dio ha la sostanza di Dio e l’uomo ha la sostanza dell’uomo. Se l’uomo osserva le parole pronunciate da Dio come semplice illuminazione dello Spirito Santo, e considera le parole degli apostoli e dei profeti come parole pronunciate personalmente da Dio, si sbaglia.

Tratto dall’Introduzione a “La Parola appare nella carne”

L’opera nella corrente dello Spirito Santo, che si tratti dell’opera propria di Dio o degli uomini utilizzati da Dio, è l’opera dello Spirito Santo. La sostanza di Dio Stesso è lo Spirito, che può essere chiamato lo Spirito Santo oppure lo Spirito sette volte intensificato. Tutto sommato, si tratta dello Spirito di Dio, solo che lo Spirito di Dio assume un nome diverso nelle differenti ere, ma la sostanza è sempre una. Pertanto, l’opera di Dio Stesso è l’opera dello Spirito Santo; l’opera del Dio incarnato non è altro che lo Spirito Santo all’opera. L’opera degli uomini che vengono usati è anch’essa opera dello Spirito Santo. Nondimeno l’opera di Dio è la completa espressione dello Spirito Santo, il che è assolutamente vero, mentre l’opera degli uomini utilizzati è mescolata a molti aspetti umani e non è diretta espressione né tanto meno completa espressione dello Spirito Santo. L’opera dello Spirito Santo è varia e non limitata da alcuna condizione. L’opera varia a seconda delle persone e trasmette differenti essenze su cui lavorare. L’opera differisce anche nelle diverse ere, così come in diversi paesi. Ovviamente, sebbene lo Spirito Santo operi in diversi modi e secondo molti principi, indipendentemente da come l’opera venga fatta o su quale tipo di persone, la sostanza è sempre diversa, e l’opera che Egli fa su diverse persone ha tutti i principi e tutto può rappresentare la sostanza dell’oggetto dell’opera. Ciò, perché l’opera dello Spirito Santo è molto specifica riguardo all’ambito e accuratamente misurata. L’opera compiuta nel corpo incarnato non è la stessa di quella svolta sulle persone e inoltre varia a seconda del diverso calibro di persone. L’opera fatta nel corpo incarnato non viene svolta sulle persone, e nel corpo incarnato Egli non svolge la stessa opera svolta sulle persone. In una parola, indipendentemente da come Egli operi, l’opera svolta su oggetti differenti non è mai la stessa, e i principi secondo i quali Egli opera differiscono a seconda dello stato e della natura delle diverse persone. Lo Spirito Santo opera su persone diverse in base alla loro sostanza intrinseca e non fa loro richieste che vadano oltre la loro sostanza intrinseca, né opera su di loro oltre il loro effettivo calibro. Pertanto, l’opera dello Spirito Santo sull’uomo permette alle persone di vedere la sostanza dell’oggetto dell’opera. La sostanza intrinseca dell’uomo non cambia; il calibro effettivo dell’uomo è limitato. Sia che lo Spirito Santo usi le persone, sia che operi sulle persone, la sua opera è sempre in rapporto ai limiti di calibro delle persone, così che possano trarne beneficio. Quando lo Spirito Santo opera sugli uomini che vengono utilizzati, sia i loro doni sia il calibro effettivo entrano in gioco senza alcuna riserva. Il loro calibro effettivo viene totalmente messo a servizio della realizzazione dell’opera. Si può dire che Egli operi usando le parti degli uomini a Sua disposizione, al fine di ottenere i risultati desiderati. Per contro, l’opera svolta nel corpo incarnato è diretta espressione dell’opera dello Spirito e non si mescola con mente e pensieri umani, non è raggiungibile né dai doni, né dall’esperienza, né dall’innata condizione dell’uomo.

Tratto da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

I Miei discorsi rappresentano il Mio essere, ma ciò che dico è al di là della portata dell’uomo. Ciò che dico non è ciò di cui l’uomo fa esperienza e non è qualcosa che l’uomo possa vedere, né qualcosa che l’uomo possa toccare, ma è ciò che Io sono. Alcune persone ammettono solo che ciò che Io condivido sia ciò di cui ho fatto esperienza, ma non riconoscono che sia diretta espressione dello Spirito Santo. Ovviamente, ciò che dico è ciò di cui ho fatto esperienza. Sono Io che ho svolto l’opera di gestione per oltre seimila anni. Io ho fatto esperienza di tutto, dall’inizio della creazione dell’umanità fino a ora; come potrei non essere in grado di parlarne? Quando si tratta della natura dell’uomo, Io l’ho vista chiaramente, e l’osservo da molto tempo; come potrei non essere in grado di parlarne con chiarezza? Dal momento che ho visto l’essenza dell’uomo con chiarezza, sono qualificato a castigare l’uomo e a giudicarlo, poiché tutte le persone hanno avuto origine da Me, ma è stato corrotto da Satana. Ovviamente sono anche qualificato a valutare l’opera da Me svolta. Sebbene quest’opera non sia stata fatta dalla Mia carne, è la diretta espressione dello Spirito, e questo è ciò che possiedo e ciò che sono. Pertanto, Io sono qualificato a esprimerlo e a fare l’opera che devo fare. Ciò che gli uomini dicono, è ciò di cui hanno fatto esperienza. È ciò che hanno visto, ciò che le loro menti riescono a cogliere, e ciò che sentono e provano. Questo è ciò che possono condividere. Le parole pronunciate dal corpo incarnato di Dio sono la diretta espressione dello Spirito ed esprimono l’opera compiuta dallo Spirito. La carne non ha sperimentato né visto ciò, ma esprime ancora il Suo essere, poiché la sostanza della carne è lo Spirito, ed Egli esprime l’opera dello Spirito. Anche se la carne non è in grado di coglierlo, si tratta dell’opera già compiuta dallo Spirito. Dopo l’incarnazione, attraverso l’espressione della carne, Egli permette alla gente di conoscere l’essere di Dio e permette alla gente di vedere l’indole di Dio e l’opera da Lui svolta. L’opera dell’uomo permette alla gente di acquisire più chiarezza su ciò a cui dovrebbero accedere e ciò che dovrebbero comprendere; ciò include il condurre la gente a comprendere e a fare esperienza della verità. L’opera dell’uomo ha lo scopo di sostenere la gente; l’opera di Dio ha lo scopo di aprire nuovi sentieri e nuove ere per l’umanità e rivelare alla gente ciò che non è noto ai mortali, permettendo loro di conoscere la Sua indole. L’opera di Dio è di guidare tutta l’umanità.

Tratto da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

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