1. Cos’è l’incarnazione e qual è la sua essenza

Parole di Dio attinenti:

Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne. Così, perché Dio Si possa incarnare, Egli deve prima essere carne, carne dotata di normale umanità; questo è il prerequisito fondamentale. Di fatto, ciò che è implicito nell’incarnazione di Dio è che Egli vive e opera nella carne, Dio nella Sua essenza stessa si fa carne, diventa un uomo.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

Incarnazione significa che lo Spirito di Dio Si fa carne, vale a dire, Dio diventa carne; l’opera che Egli compie nella carne è l’opera dello Spirito, che è realizzata nella carne, espressa dalla carne. Nessuno tranne la carne di Dio può svolgere il ministero del Dio incarnato; vale a dire, solamente la carne incarnata di Dio, questa normale umanità, e nessun’altra può esprimere l’opera divina. Se, nel corso della Sua prima venuta, anteriormente al ventinovesimo anno d’età, Dio non avesse posseduto la normale umanità, se, al momento della nascita, avesse potuto operare miracoli, se, non appena avesse imparato a parlare, fosse stato in grado di esprimerSi con la lingua del cielo, se, nell’istante in cui avesse messo piede sulla terra, Egli avesse potuto comprendere tutte le questioni terrene, discernere i pensieri e gli intenti di ognuno, una persona simile non Si sarebbe potuta definire un uomo normale, e una carne simile non si sarebbe potuta denominare carne umana. Se ciò fosse accaduto per Cristo, il significato e l’essenza dell’incarnazione di Dio andrebbero persi. Il fatto che Egli possieda una normale umanità dimostra che Egli è Dio incarnato nella carne; il fatto che sperimenti un normale processo di crescita umana dimostra ulteriormente che Egli è carne normale; inoltre, la Sua opera è una prova sufficiente che Egli è la Parola di Dio, lo Spirito di Dio che Si è fatto carne.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

Il Dio incarnato Si chiama Cristo, e Cristo è la carne assunta dallo Spirito di Dio. Questa carne è diversa da quella di qualunque uomo fatto di carne. Questa differenza esiste perché Cristo non è fatto di carne e di sangue, ma è l’incarnazione dello Spirito. Egli ha sia un’umanità normale sia una divinità completa. La Sua divinità non è posseduta da alcun uomo. La Sua umanità normale sostiene tutte le Sue normali attività nella carne, mentre la Sua divinità svolge l’opera di Dio Stesso. Che si tratti della Sua umanità o della Sua divinità, entrambe si sottomettono alla volontà del Padre celeste. La sostanza di Cristo è lo Spirito, cioè la divinità. Pertanto la Sua sostanza è quella di Dio Stesso; essa non interrompe la Sua opera ed Egli non potrebbe fare nulla per distruggere la Propria opera, né pronuncerebbe mai alcuna parola che vada contro la Propria volontà. Quindi, il Dio incarnato non compirebbe assolutamente mai alcuna opera che interrompa la Sua gestione. Questo è ciò che tutti gli uomini dovrebbero capire. L’essenza dell’opera dello Spirito Santo è salvare l’uomo ed esiste nell’interesse della gestione di Dio. Analogamente, l’opera di Cristo è salvare l’uomo ed esiste nell’interesse della volontà di Dio. Dato che Dio Si fa carne, realizza la Sua sostanza all’interno della Sua carne, in modo tale che quest’ultima sia sufficiente per intraprendere la Sua opera. Pertanto, tutta l’opera dello Spirito di Dio è sostituita dall’opera di Cristo durante il tempo dell’incarnazione, e al centro di tutta l’opera durante tutto il tempo dell’incarnazione c’è l’opera di Cristo. Non può essere confusa con l’opera di qualunque altra epoca. Poiché Dio Si fa carne, opera nell’identità della Sua carne; poiché viene nella carne, Egli, poi, finisce nella carne l’opera che deve compiere. Che si tratti dello Spirito di Dio o di Cristo, entrambi sono Dio Stesso ed Egli compie l’opera che deve svolgere e porta a termine il ministero che deve portare a termine.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

Dio incarnato è chiamato Cristo, e così il Cristo che può offrire agli esseri umani la verità è chiamato Dio. Non vi è nulla di eccessivo in questo, poiché Egli possiede la sostanza di Dio e possiede l’indole di Dio e la sapienza della Sua opera, che sono irraggiungibili per l’uomo. Coloro che si proclamano Cristo ma non sanno eseguire l’opera di Dio sono degli impostori. Cristo non è solamente la manifestazione di Dio in terra, ma anche la carne particolare assunta da Dio nell’eseguire e nel portare a termine la Sua opera fra gli uomini. Questa carne non può essere sostituita da un uomo qualunque, ma può svolgere adeguatamente l’opera di Dio in terra, esprimere la Sua indole, ben rappresentarLo e fornire la vita all’uomo.

Tratto da “Solo il Cristo degli ultimi giorni può offrire all’uomo la via della vita eterna” in “La Parola appare nella carne”

Colui che è l’incarnazione di Dio deve avere la Sua sostanza e la Sua espressione. Poiché Dio Si trasforma in carne, compirà l’opera che deve realizzare, e dal momento che Egli Si trasforma in carne, esprimerà ciò che è e sarà in grado di portare la verità all’uomo, dargli la vita e mostrargli la via. La carne che non contiene l’essenza di Dio non rappresenta certamente Dio incarnato: non c’è dubbio. Per esaminare se si tratta dell’incarnazione di Dio, l’uomo deve valutare l’indole che Egli esprime e le parole che pronuncia. In altri termini, il fatto che Egli sia o non sia Dio in carne, e che sia o non sia la vera via, deve essere giudicato dalla Sua essenza. E così, nello stabilire se si tratta[a] di Dio in carne, il punto è prestare attenzione alla Sua sostanza (la Sua opera, le Sue parole, la Sua indole e molto altro), anziché all’apparenza esteriore. Se l’uomo vede soltanto la Sua apparenza esteriore, e trascura la Sua essenza, ciò dimostra la sua ignoranza e la sua ingenuità.

Tratto dall’Introduzione a “La Parola appare nella carne”

Ciò che è implicito nell’incarnazione di Dio è che Egli vive e opera nella carne, Dio nella Sua essenza stessa si fa carne, diventa un uomo. La Sua vita e opera nello stato incarnato si possono dividere in due fasi. La prima corrisponde alla Sua vita precedente allo svolgimento del Suo ministero. Egli vive in una comune famiglia umana, in una condizione di umanità del tutto ordinaria, obbedendo alle leggi e ai principi morali comuni della vita umana, con le necessità umane (cibo, indumenti, rifugio, sonno), le debolezze umane e le emozioni umane normali. In altri termini, nel corso della prima fase, Egli vive in una condizione di umanità del tutto normale, non divina, dedicandoSi a tutte le comuni attività umane. La seconda fase è la vita che Egli vive dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero. Egli dimora ancora in una condizione di umanità comune con un involucro umano normale, senza mostrare alcun segno esteriore del soprannaturale. Egli, però, vive esclusivamente per il Suo ministero e durante questo periodo la Sua normale umanità esiste interamente al servizio dell’opera ordinaria della Sua divinità; poiché, ormai, la Sua normale umanità è maturata al punto di essere in grado di svolgere il Suo ministero. Così, la seconda fase della Sua vita è caratterizzata dallo svolgimento del Suo ministero nella Sua normale umanità, è una vita sia di normale umanità che di completa divinità. Il motivo per cui, nel corso della prima fase della Sua vita, Egli vive nell’umanità comune completa è che la Sua umanità non è ancora all’altezza dell’interezza dell’opera divina, non è ancora matura; solamente dopo che la Sua umanità diventa matura, capace di farsi carico del Suo ministero, Egli può iniziare a compiere la Sua opera. Dal momento che Egli, in quanto carne, ha bisogno di crescere e maturare, la prima fase della Sua vita è quella della normale umanità, mentre nella seconda fase, poiché la Sua umanità è in grado di intraprendere la Sua opera e svolgere il Suo ministero, la vita che il Dio incarnato vive nel corso del Suo ministero è caratterizzata sia dall’umanità, che dalla completa divinità. Se, dal momento della Sua nascita, il Dio incarnato iniziasse effettivamente il Suo ministero compiendo segni e prodigi soprannaturali, allora non possiederebbe un’essenza corporea. Quindi, la Sua umanità esiste ai fini della Sua essenza corporea; non ci può essere carne senza umanità e una persona senza umanità non è un essere umano. In questo modo, l’umanità della carne di Dio è una proprietà intrinseca della carne incarnata di Dio. Dire che “quando Dio Si fa carne Egli è completamente divino e niente affatto umano” è blasfemia, perché questa asserzione semplicemente non esiste e viola il principio dell’incarnazione. Anche dopo aver iniziato a svolgere il Suo ministero, Egli vive ancora nella Sua divinità con un involucro umano esterno quando compie la Sua opera, ma in quel momento, la Sua umanità ha il solo scopo di permettere alla Sua divinità di portare a termine l’opera nella carne normale. Così, chi produce l’opera è la divinità che abita la Sua umanità. È la Sua divinità, non la Sua umanità che è in azione, ma è una divinità celata all’interno della Sua umanità; la Sua opera è compiuta sostanzialmente dalla Sua completa divinità, non dalla Sua umanità. Ma chi esegue l’opera è la Sua carne. Si potrebbe dire che Egli è un uomo ed è anche Dio, perché Dio diventa tale vivendo nella carne, con un involucro umano e un’essenza umana, ma anche l’essenza di Dio. Poiché Egli è un uomo con l’essenza di Dio, è al di sopra di tutti gli umani creati, superiore a qualsiasi uomo in grado di compiere l’opera di Dio. E così, fra tutti coloro che possiedono un involucro umano come il Suo, fra tutti coloro che possiedono l’umanità, solamente Egli è il Dio incarnato Stesso: tutti gli altri sono umani creati. Anche se possiedono tutti l’umanità, gli umani creati non hanno altro che umanità, mentre Dio incarnato è diverso: nella Sua carne Egli non possiede solamente l’umanità, ma è dotato soprattutto di divinità. La Sua umanità può essere vista nell’aspetto esteriore della Sua carne e nella Sua vita di ogni giorno, ma la Sua divinità è difficile da percepire. Poiché la Sua divinità è esternata solamente quando Egli possiede l’umanità e non è soprannaturale tanto quanto le persone se la immaginano, per loro è molto difficile da vedere. Anche oggi, è estremamente difficile per le persone comprendere la vera essenza del Dio incarnato. Anche dopo averne parlato così a lungo, suppongo che per la maggior parte di voi sia ancora un mistero. In realtà, tale questione è molto semplice: dal momento che Dio Si fa carne, la Sua essenza è un’unione tra umanità e divinità. Questa unione si chiama Dio Stesso, Dio Stesso sulla terra.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

L’umanità del Dio incarnato esiste per sostenere l’opera divina normale nella carne; Il Suo pensiero umano normale supporta la Sua normale umanità e tutte le Sue normali attività corporee. Si potrebbe dire che il Suo pensiero umano normale esiste allo scopo di sostenere tutta l’opera di Dio nella carne. Se questa carne non possedesse una mente umana normale, Dio non potrebbe operare nella carne e ciò che Egli deve realizzare nella carne non potrebbe mai essere conseguito. Sebbene il Dio incarnato possegga una mente umana normale, la Sua opera non è contaminata dal pensiero umano; Egli intraprende l’opera nell’umanità con una mente normale, partendo dal presupposto che possiede l’umanità con una mente, non tramite l’esercizio del normale pensiero umano. Indipendentemente da quanto siano elevati i pensieri della Sua carne, la Sua opera non reca il segno della logica o del pensiero. In altri termini, la Sua opera non è concepita dalla mente della Sua carne, ma è una diretta espressione dell’opera divina nella Sua umanità. Tutta la Sua opera è il ministero che deve svolgere e nulla di ciò è concepito dal Suo cervello. Per esempio, la guarigione degli infermi, la cacciata dei demoni e la crocifissione non furono i frutti della Sua mente umana, non avrebbero potuto essere realizzati da alcun uomo con una mente umana. Analogamente, il lavoro di conquista di oggi è un ministero che deve essere svolto dal Dio incarnato, ma non è l’opera di una volontà umana, è quella che la Sua divinità è chiamata a compiere, opera di cui nessun umano di carne è capace. Quindi, il Dio incarnato deve possedere una mente umana normale, una normale umanità, perché deve compiere l’opera nell’umanità con una mente normale. Questa è l’essenza dell’opera del Dio incarnato, l’essenza stessa del Dio incarnato.

Prima che svolgesse l’opera, Gesù viveva semplicemente nella Sua normale umanità. Nessuno era in grado di riconoscere che era Dio, nessuno scoprì che era il Dio incarnato; il popolo Lo conosceva solamente come un uomo del tutto normale. La Sua umanità totalmente comune, normale, era la prova che Dio era incarnato nella carne e che l’Età della Grazia era l’epoca dell’opera del Dio incarnato, non l’epoca dell’opera dello Spirito. Era la prova che lo Spirito di Dio era realizzato completamente nella carne, che nell’era dell’incarnazione di Dio la Sua carne avrebbe compiuto tutta l’opera dello Spirito. Il Cristo dotato di normale umanità è una carne in cui Si è concretizzato lo Spirito, che possiede una normale umanità, una ragione ordinaria e un pensiero umano. “Essersi concretizzato” significa Dio che diventa uomo, lo Spirito che Si fa carne; più semplicemente, è quando Dio Stesso risiede in una carne con una normale umanità e tramite essa esprime la Sua opera divina: questo è ciò che significa essersi concretizzato o incarnato. Nel corso della Sua prima incarnazione, era necessario che Dio guarisse gli infermi e scacciasse i demoni perché la Sua opera era quella di redimere. Per poter redimere tutta la razza umana, Egli doveva essere compassionevole e clemente. L’opera che compì prima di essere crocifisso fu la guarigione degli infermi e la cacciata dei demoni, che presagiva la Sua salvezza dell’uomo dal peccato e dalla sozzura. Dal momento che si trattava dell’Età della Grazia, era necessario che Egli guarisse gli infermi, mostrando in tal modo segni e prodigi, che erano rappresentativi della grazia in quell’età; poiché l’Età della Grazia era incentrata sulla concessione della grazia, simboleggiata dalla pace, dalla gioia e dalle benedizioni materiali, tutti simboli della fede del popolo in Gesù. Vale a dire che, la guarigione degli infermi, la cacciata dei demoni e la concessione della grazia erano abilità innate della carne di Gesù nell’Età della Grazia, erano l’opera che lo Spirito realizzò nella carne. Ma, mentre stava compiendo tale opera e viveva nella carne, Egli non trascese la carne. Indipendentemente dagli atti di guarigione che compì, Egli possedeva ancora una normale umanità, continuava a vivere una vita umana comune. Il motivo per cui dico che durante l’età dell’incarnazione di Dio la carne svolse tutta l’opera dello Spirito è che, indipendentemente dall’opera che svolse, Egli la svolse nella carne. Ma, a motivo della Sua opera, il popolo non considerava la Sua carne come dotata di un’essenza completamente corporea, perché questa carne poteva compiere prodigi e in determinate circostanze particolari poteva fare cose che trascendevano la carne. Naturalmente, tutti questi eventi, quali l’essere tentato per quaranta giorni o l’essere trasfigurato sulla montagna, accaddero dopo l’inizio del Suo ministero. Quindi, con Gesù, il significato dell’incarnazione di Dio non era compiuto, ma solo parzialmente realizzato. La vita che visse nella carne prima dell’inizio della Sua opera era, a tutti gli effetti, completamente normale. Dopo aver iniziato la Sua opera, Egli conservò solamente l’involucro esteriore della Sua carne. Poiché la Sua opera era un’espressione di divinità, oltrepassava le normali funzioni della carne. Dopotutto, la carne incarnata di Dio era diversa dagli umani in carne e ossa. Naturalmente, nella Sua vita quotidiana Egli aveva bisogno di cibo, indumenti, sonno e rifugio. Come qualsiasi altra persona e di tutte le necessità comuni, ragionava e pensava come un essere umano normale. Il popolo Lo considerava ancora una persona normale, se non fosse che l’opera che svolgeva era soprannaturale. In realtà, qualsiasi cosa facesse, Egli viveva in un’umanità comune e normale e, nella misura in cui svolgeva l’opera, il Suo senno era in particolar modo normale, i Suoi pensieri specialmente chiari, in misura maggiore rispetto a quelli di qualsiasi altro uomo normale. Era necessario che il Dio incarnato pensasse e ragionasse in questo modo, perché l’opera divina doveva essere espressa da una carne il cui senno fosse normale a un grado molto elevato e i cui pensieri fossero molto chiari: solo così la Sua carne avrebbe potuto esprimere l’opera divina. Durante tutti i trentatré anni e mezzo in cui visse sulla terra, Gesù conservò la Sua normale umanità ma, a motivo della Sua opera durante il Suo ministero di tre anni e mezzo, il popolo pensava che fosse molto trascendente, molto più soprannaturale rispetto a prima. In realtà, la normale umanità di Gesù rimase inalterata prima e dopo l’inizio del Suo ministero; la Sua umanità fu la stessa per tutto il periodo, ma, a causa della differenza tra il periodo precedente e quello successivo all’inizio del Suo ministero, emersero due punti di vista diversi riguardo alla Sua carne. Indipendentemente da ciò che il popolo pensava, il Dio incarnato mantenne la Sua normale umanità originaria per l’intero periodo, perché dal momento che Dio era incarnato, Egli viveva nella carne, carne dotata di normale umanità. A prescindere dallo svolgimento o meno del Suo ministero, la normale umanità della Sua carne non poteva essere eliminata, perché l’umanità è l’essenza fondamentale della carne. Prima che Gesù svolgesse il Suo ministero, la Sua carne rimase del tutto normale, occupata in tutte le comuni attività umane; Egli non sembrava in alcun modo soprannaturale, non mostrava alcun segno miracoloso. A quel tempo era semplicemente un uomo del tutto comune che adorava Dio, anche se la Sua ricerca era più onesta e sincera di quella di qualsiasi altra persona. Questo era il modo in cui Si manifestava la Sua umanità del tutto normale. Poiché Egli non compì alcuna opera prima di intraprendere il Suo ministero, nessuno era conscio della Sua identità, nessuno poteva riconoscere che la Sua carne era diversa da tutte le altre, perché non compiva neanche un miracolo, non svolgeva in alcun modo l’opera di Dio. Tuttavia, dopo l’inizio del Suo ministero, Egli conservò l’involucro esteriore della normale umanità e continuò a vivere con il senno umano comune, ma dal momento che aveva cominciato a svolgere l’opera di Dio Stesso, a intraprendere il ministero di Cristo e a compiere l’opera che gli esseri mortali, gli umani di carne e ossa, non erano in grado di portare a termine, il popolo suppose che Egli non possedesse una normale umanità e che non fosse carne del tutto normale, ma carne incompleta. A causa dell’opera che svolgeva, il popolo diceva che Egli era un Dio nella carne che non possedeva una normale umanità. Questa è una visione errata, perché il popolo non comprendeva il significato dell’incarnazione di Dio. Questo equivoco nacque dal fatto che l’opera espressa da Dio nella carne era l’opera divina, manifestata in una carne dotata di normale umanità. Dio era rivestito di carne, dimorava all’interno della carne e la Sua opera nella Sua umanità offuscava la normalità della Sua umanità. Per questo motivo, il popolo credeva che Dio non fosse dotato di umanità ma solo di divinità.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

L’umanità di Cristo è governata dalla Sua divinità. Benché Egli sia fatto di carne, la Sua umanità non è totalmente identica a quella di un uomo di carne. Cristo ha il Suo carattere unico, anch’esso governato dalla Sua divinità. Quest’ultima non ha alcuna debolezza; la debolezza di Cristo è riconducibile a quella della Sua umanità. In certa misura, questa debolezza vincola la Sua divinità, ma tali limiti sono entro un certo ambito e tempo, e non sono infiniti. Quando arriva il momento di compiere l’opera della Sua divinità, essa si compie a prescindere dalla Sua umanità. L’umanità di Cristo è interamente guidata dalla Sua divinità. A parte la vita normale della Sua umanità, tutte le altre azioni della Sua umanità sono influenzate, condizionate e guidate dalla Sua divinità. Anche se Cristo ha un’umanità, essa non interrompe l’opera della Sua divinità. Questo, proprio perché l’umanità di Cristo è guidata dalla Sua divinità; anche se la Sua umanità non è matura nella Sua condotta dinanzi agli altri, non condiziona l’opera normale della Sua divinità. Quando dico che la Sua umanità non è stata corrotta, intendo che l’umanità di Cristo può essere guidata direttamente dalla Sua divinità e che Egli possiede un discernimento superiore a quello dell’uomo comune. La Sua umanità è estremamente adatta a essere guidata dalla divinità nella Sua opera; la Sua umanità è estremamente capace di esprimere l’opera della divinità e di sottomettersi a tale opera. Mentre Dio opera nella carne, non perde mai di vista il dovere che un uomo di carne deve compiere; Egli è in grado di adorare Dio in cielo con cuore sincero. Ha la sostanza di Dio e la Sua identità è quella di Dio Stesso. È solo che è venuto sulla terra ed è diventato un essere creato, con l’involucro esteriore di un essere creato, e ora possiede un’umanità che prima non aveva; Egli è in grado di adorare Dio in cielo. Questo è l’essere di Dio Stesso ed è inimitabile per l’uomo. La Sua identità è Dio Stesso. È dalla prospettiva della carne che Egli adora Dio; pertanto le parole “Cristo adora Dio in cielo” non sono errate. Ciò che Egli chiede all’uomo è proprio il Suo Stesso essere; ha già ottenuto tutto ciò che chiede all’uomo prima ancora di chiederglielo. Non pretenderebbe mai nulla dagli altri mentre Egli Stesso Si libera di loro, perché tutto questo costituisce il Suo essere. A prescindere da come compia la Sua opera, non agirebbe in modo da disobbedire a Dio. Indipendentemente da ciò che chiede Egli all’uomo, nessuna richiesta va oltre ciò che è raggiungibile per l’essere umano. Cristo non fa altro che fare la volontà di Dio nell’interesse della Sua gestione. La divinità di Cristo è superiore a tutti gli uomini, quindi Egli è la massima autorità di tutti gli esseri creati. Questa autorità è la Sua divinità, cioè l’indole e l’essere di Dio Stesso, che Ne determina l’identità. Dunque, per quanto normale sia la Sua umanità, è innegabile che Egli abbia l’identità di Dio Stesso; da qualunque punto di vista Egli parli e comunque obbedisca alla volontà di Dio, non si può dire che non sia Dio Stesso.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

Costui, fattoSi carne, espresse la divinità di Dio tramite la Sua umanità, e Ne comunicò la volontà agli uomini. Mediante l’espressione della volontà e dell’indole di Dio, Egli rivelò alle persone anche il Dio che non poteva essere visto né toccato nella dimensione spirituale. Ciò che esse videro era Dio Stesso, tangibile, in carne e ossa. Così il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, rese concrete e umanizzate cose come l’identità, la condizione, l’immagine, l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è. Sebbene l’aspetto esteriore del Figlio dell’uomo avesse alcune limitazioni riguardanti l’immagine di Dio, la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è erano assolutamente in grado di rappresentare la Sua identità e la Sua condizione. C’erano semplicemente alcune differenze nella forma d’espressione. A prescindere dal fatto che si tratti dell’umanità o della divinità del Figlio dell’uomo, non possiamo negare che Egli rappresentasse l’identità e la condizione di Dio. Durante questo periodo, tuttavia, Dio operò attraverso la carne, parlò dalla prospettiva della carne e si presentò dinanzi al genere umano con l’identità e la condizione del Figlio dell’uomo, e ciò diede alle persone l’opportunità di incontrare e di sperimentare le vere parole e la vera opera di Dio tra gli uomini. Permise loro anche di penetrare la Sua divinità e la Sua grandezza tra l’umiltà, e di acquisire una conoscenza e una definizione preliminari dell’autenticità e della realtà di Dio. Benché l’opera compiuta dal Signore Gesù, i Suoi modi di operare e la prospettiva da cui parlava differissero dalla persona reale di Dio nella dimensione spirituale, tutto ciò che Lo riguardava rappresentava davvero il Dio Stesso che gli uomini non avevano mai visto prima. Questo non si può negare! In altre parole, in qualunque forma Dio Si manifesti, da qualunque prospettiva parli o con qualunque immagine Si presenti all’umanità, Egli rappresenta soltanto Sé Stesso. Non può rappresentare alcun essere umano, alcun uomo corrotto. Dio è Dio Stesso, e questo non si può negare.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”

La sostanza stessa di Dio esercita l’autorità, ma Egli è in grado di sottometterSi completamente all’autorità che viene da Lui. Che si tratti dell’opera dello Spirito o della carne, nessuna delle due è in conflitto con l’altra. Lo Spirito di Dio è l’autorità sopra tutta la creazione. Anche la carne con la sostanza di Dio possiede l’autorità, ma il Dio incarnato può compiere tutta l’opera che obbedisce alla volontà del Padre celeste. Ciò non può essere raggiunto o concepito da alcun uomo. Dio Stesso è autorità, ma la Sua carne sa sottomettersi alla Sua autorità. Questo è il significato recondito delle parole: “Cristo obbedisce alla volontà di Dio Padre”. Dio è uno Spirito e può compiere l’opera di salvezza, come anche il Dio diventato uomo. In ogni caso, Dio Stesso compie la Propria opera; non la interrompe né interferisce, né tantomeno svolge un’opera che è reciprocamente conflittuale, perché la sostanza dell’opera svolta dallo Spirito e quella dell’opera svolta dalla carne sono uguali. Che si tratti dello Spirito o della carne, entrambi operano per eseguire una volontà e per gestire la stessa opera. Benché lo Spirito e la carne abbiano due qualità differenti, le loro sostanze sono identiche; entrambe hanno la sostanza e l’identità di Dio Stesso. Egli non ha elementi di disobbedienza; la Sua sostanza è buona. Egli è espressione di tutta la bellezza e la bontà, nonché di tutto l’amore. Anche nella carne, Dio non fa nulla che disobbedisca a Dio Padre. Persino a costo di sacrificare la Sua vita, obbedirebbe spontaneamente e non farebbe nessun’altra scelta. Dio non ha elementi di ipocrisia e di boria, né di presunzione e di arroganza; non ha elementi di disonestà. Tutto ciò che disobbedisce a Dio viene da Satana, che è la fonte di ogni turpitudine e malvagità. La ragione per cui l’uomo ha qualità simili a quelle di Satana è che è stato corrotto e trasformato da lui. Cristo non è stato corrotto da Satana, dunque ha solo le caratteristiche di Dio e nessuna di quelle di Satana. Per quanto ardua sia l’opera o debole la carne, Dio, mentre vive nella carne, non farà mai nulla che interrompa l’opera di Dio Stesso, né tantomeno rinuncerà alla volontà di Dio Padre disobbedendo. Preferirebbe soffrire i patimenti della carne piuttosto che andare contro la volontà di Dio Padre; è proprio come disse Gesù durante la preghiera: “Padre, se è possibile, passi oltre da Me questo calice! Ma pure, non come voglio Io, ma come Tu vuoi”. L’uomo sceglierà, ma Cristo non lo farebbe. Pur avendo l’identità di Dio Stesso, Egli cerca ancora la volontà di Dio Padre e compie ciò che Gli viene da Lui affidato, dalla prospettiva della carne. Questa è una cosa irraggiungibile per l’uomo. Ciò che viene da Satana non può avere la sostanza di Dio, bensì soltanto una sostanza che Gli disobbedisce e Gli resiste. Non può obbedirGli completamente, né tantomeno obbedire spontaneamente alla Sua volontà. Tutti gli uomini tranne Cristo sanno fare ciò che resiste a Dio e nemmeno uno sa intraprendere direttamente l’opera affidata da Lui o è in grado di considerare la gestione di Dio come il proprio dovere da svolgere. SottometterSi alla volontà di Dio Padre è la sostanza di Cristo; la disobbedienza a Dio è la caratteristica di Satana. Queste due qualità sono incompatibili e chiunque abbia le qualità di Satana non si può chiamare Cristo. La ragione per cui l’uomo non può compiere l’opera di Dio al Suo posto è che non ha nulla della Sua sostanza. L’uomo lavora per Dio per i suoi interessi personali e le sue prospettive future, ma Cristo opera per fare la volontà di Dio Padre.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

La carne rivestita dallo Spirito di Dio è la carne stessa di Dio. Lo Spirito di Dio è supremo; Egli è onnipotente, santo e giusto. Allo stesso modo, anche la Sua carne è suprema, onnipotente, santa e giusta. Una carne simile può fare solo ciò che è giusto e vantaggioso per l’umanità, ciò che è santo, glorioso e potente; Egli è incapace di fare una qualsiasi cosa che violi la verità o la moralità e la giustizia, e ancor meno qualsiasi cosa che tradisca lo Spirito di Dio. Lo Spirito di Dio è santo, e pertanto la Sua carne è incorruttibile da Satana; la Sua carne ha un’essenza diversa da quella dell’uomo. Infatti è l’uomo, non Dio, a essere stato corrotto da Satana; Satana non sarebbe mai in grado di corrompere la carne di Dio. Perciò, nonostante il fatto che l’uomo e Cristo dimorino all’interno dello stesso spazio, è solo l’uomo a essere dominato, usato e intrappolato da Satana. Di contro, Cristo è eternamente inaccessibile alla corruzione di Satana, poiché Satana non sarà mai in grado di ascendere al luogo più elevato e non sarà mai in grado di avvicinarsi a Dio. Oggi, tutti dovreste capire che è soltanto l’umanità, corrotta com’è da Satana, a tradirMi. Il tradimento non sarà mai un problema che coinvolge minimamente Cristo.

Tratto da “Un problema gravissimo: il tradimento (2)” in “La Parola appare nella carne”

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale dice “quanto a”.

Pagina precedente: Prefazione

Pagina successiva: 2. Perché si dice che l’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato

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