2. Come si conoscono l’indole e l’essenza di Dio

Parole di Dio attinenti:

Dio è ciò che Egli è, e ha ciò che Egli ha. Tutto ciò che Egli esprime e rivela è una rappresentazione della Sua essenza e della Sua identità. Nessun uomo può sostituire ciò che Egli è e ciò che Egli ha, né la Sua essenza e identità. La Sua indole racchiude il Suo amore, il Suo conforto e il Suo odio per il genere umano e, ancora di più, la Sua profonda comprensione dell’umanità. La personalità dell’uomo, nondimeno, può essere ottimista, piena di vita o indifferente. L’indole di Dio è quella che appartiene a Colui che governa tutte le cose e tutti gli esseri viventi, al Signore dell’intero creato. La Sua indole rappresenta l’onore, la potenza, la nobiltà, la grandezza e, più di ogni altra cosa, la superiorità. La Sua indole è il simbolo dell’autorità, il simbolo di tutto ciò che è giusto, bello e buono. Più di questo, è un simbolo di Colui che non può essere[a] sopraffatto o invaso dalle tenebre e da qualsiasi forza nemica, nonché un simbolo di Colui che non può essere offeso (né Egli tollererà alcuna offesa)[b] da qualunque essere creato. La Sua indole è il simbolo del potere supremo. Non una né più persone possono o potrebbero turbare la Sua opera o la Sua indole. La personalità dell’uomo, invece, non è altro che un mero simbolo della lieve superiorità dell’uomo sulla bestia. L’uomo, in sé e per sé, non ha alcuna autorità, alcuna autonomia e alcuna capacità di trascendere l’io, ma, nella sua essenza, è colui che si ritrae in balìa di ogni tipo di persone, eventi e cose. La gioia di Dio è dovuta all’esistenza e alla manifestazione della giustizia e della luce, grazie alla distruzione dell’oscurità e del male. Egli prova piacere nel portare la luce e una buona vita all’umanità; la Sua è una gioia giusta, un simbolo dell’esistenza di tutto ciò che è positivo e, ancora di più, un simbolo di buon auspicio. La collera di Dio è dovuta al nocumento che l’esistenza e l’ingerenza dell’ingiustizia recano alla Sua umanità, è dovuta all’esistenza del male e delle tenebre, e delle cose che respingono la verità, e ancor di più all’esistenza di cose che si oppongono a ciò che è buono e bello. La Sua collera è un simbolo che tutte le cose negative non esistono più e, soprattutto, è un simbolo della Sua santità. La causa del Suo dolore è l’umanità, per la quale Egli spera, ma che è piombata nelle tenebre, perché l’opera che Egli compie sull’uomo non è all’altezza delle Sue aspettative, e perché l’umanità che Egli ama non riesce a vivere tutta nella luce. Egli Si affligge per l’umanità innocente, per l’uomo onesto ma ignorante, e per l’uomo che è buono ma di scarse vedute. Il Suo dolore è un simbolo della Sua bontà e della Sua misericordia, un simbolo di bellezza e di gentilezza. La Sua felicità, naturalmente, nasce dalla sconfitta dei Suoi nemici e dal conseguimento della buona fede dell’uomo. Ancora di più, consegue all’espulsione e alla distruzione di tutte le forze nemiche, e al fatto che il genere umano riceva una vita buona e serena. La felicità di Dio è diversa dalla gioia dell’uomo; più propriamente, è la sensazione di raccogliere buoni frutti, una sensazione ancor più grande della gioia. La Sua felicità è il simbolo di una umanità che da ora in poi sarà libera dalla sofferenza, il simbolo di una umanità che entra in un mondo di luce. Le emozioni del genere umano, invece, nascono tutte dai suoi interessi personali, non dalla giustizia, dalla luce o da ciò che è bello, e men che meno dalla grazia concessa dal Cielo. Le emozioni del genere umano sono egoiste e appartengono al mondo delle tenebre. Non esistono per la volontà di Dio, tanto meno per il Suo piano, e così l’uomo e Dio non possono mai essere accomunati. Dio è eternamente supremo e sempre onorabile, mentre l’uomo è eternamente spregevole e indegno. Questo perché Dio non fa che sacrificarSi e dedicarSi all’umanità; l’uomo, invece, non fa che accumulare e adoperarsi solo per se stesso. Dio non fa che prodigarSi per la sopravvivenza dell’umanità, eppure l’uomo non apporta mai alcun contributo alla luce o alla giustizia. Anche se l’uomo si adopera per breve tempo, il suo sforzo è talmente debole che non resisterà a un solo colpo, perché viene compiuto sempre per il suo tornaconto e mai per gli altri. L’uomo è sempre egoista, mentre Dio è eternamente altruista. Dio è la fonte di tutto ciò che è giusto, buono e bello, mentre l’uomo è colui che subentra a tutto ciò che è brutto e malvagio e lo rende manifesto. Dio non cambierà mai la Sua essenza di giustizia e bellezza, eppure l’uomo è perfettamente capace, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione, di tradire la giustizia e di allontanarsi da Dio.

Tratto da “È molto importante comprendere l’indole di Dio” in “La Parola appare nella carne”

Le tre fasi dell’opera sono una registrazione di tutta l’opera di Dio, sono una registrazione della salvezza del genere umano da parte di Dio e non sono immaginarie. Se veramente aspirate a conoscere l’indole di Dio nel suo complesso, dovete conoscere le tre fasi dell’opera svolta da Dio e inoltre non dovete omettere nessuna fase. Questo è il minimo che devono ottenere quanti aspirano a conoscere Dio. L’uomo da sé non può pervenire a un’autentica conoscenza di Dio. Non è una cosa che l’uomo possa immaginare, né è la conseguenza del favore particolare dello Spirito Santo nei confronti di una sola persona. Si tratta, bensì, di una conoscenza a cui l’uomo perviene dopo aver sperimentato l’opera di Dio, ed è una conoscenza di Dio a cui si perviene solo dopo aver sperimentato i fatti dell’opera di Dio. Tale conoscenza non può essere raggiunta per capriccio, e non è qualcosa che possa essere insegnato. È interamente legata all’esperienza personale. La salvezza del genere umano operata da Dio è al centro di queste tre fasi dell’opera, ma nell’opera di salvezza sono inclusi diversi metodi di lavoro e mezzi attraverso i quali l’indole di Dio si esprime. Questo è ciò che l’uomo trova estremamente difficile da cogliere e arduo da comprendere. La separazione delle età, i cambiamenti dell’opera di Dio, i cambiamenti di ubicazione dell’opera stessa, i cambiamenti del destinatario di quest’opera e così via, sono tutti elementi inclusi nelle tre fasi dell’opera. In particolare, la differenza nel modo di operare dello Spirito Santo, così come le modifiche di indole, immagine, nome, identità di Dio, o altri cambiamenti ancora, sono tutti parte delle tre fasi dell’opera. Una fase dell’opera può rappresentarne solo una parte ed è limitata a un certo ambito. Non implica la separazione delle età o cambiamenti nell’opera di Dio, tantomeno altri aspetti. Questo è un fatto del tutto evidente. Le tre fasi dell’opera sono la totalità dell’opera di Dio per la salvezza dell’umanità. L’uomo deve conoscere l’opera di Dio e l’indole di Dio nell’opera della salvezza, e senza questo fatto la tua conoscenza di Dio consiste unicamente in parole vuote, null’altro che un vano pontificare.

Tratto da “Conoscere le tre fasi dell’opera di Dio è il percorso per conoscere Dio” in “La Parola appare nella carne”

Dio compie l’opera di giudizio e castigo in modo che l’uomo possa conoscerLo e per amore della Sua testimonianza. Senza il Suo giudizio sull’indole corrotta dell’uomo, l’uomo non conoscerebbe la Sua indole giusta che non permette alcuna offesa, e che non può trasformare la sua conoscenza di vecchia data di Dio in una nuova conoscenza. Per amore della Sua testimonianza e per amore della Sua gestione, Egli Si manifesta totalmente, permettendo così all’uomo di raggiungere la conoscenza di Dio e cambiare la sua indole e portare la sonora testimonianza a Dio mediante la Sua apparizione davanti a tutti. Il cambiamento nell’indole dell’uomo avviene nei diversi tipi di opera di Dio; senza tali cambiamenti dell’indole umana, l’uomo non potrebbe portare testimonianza a Dio e non potrebbe essere in armonia con la volontà di Dio. I cambiamenti dell’indole umana significano che l’uomo si è liberato dalla schiavitù di Satana, si è liberato dall’influenza dell’oscurità ed è diventato veramente un modello e un prototipo dell’opera di Dio, è diventato veramente un testimone di Dio e un uomo che è in armonia con la Sua volontà. Oggi, Dio incarnato è giunto sulla terra per compiere la Sua opera e desidera che l’uomo Lo conosca, che Gli obbedisca, che Lo testimoni – che conosca la Sua opera pratica e normale, che obbedisca a tutte le Sue parole e alla Sua opera che non coincide con le concezioni dell’uomo, e che porti testimonianza a tutta la Sua opera di salvare l’uomo e a tutte le azioni che Egli compie per conquistarlo. Coloro che portano testimonianza a Dio devono conoscerLo; soltanto questo genere di testimonianza è fedele e reale e soltanto questo genere di testimonianza può svergognare Satana. Dio usa coloro che sono riusciti a conoscerLo sottoponendoli al Suo giudizio e al Suo castigo, trattamento e potatura, per renderGli testimonianza. Egli usa coloro che sono stati corrotti da Satana per portarGli testimonianza e così Dio usa anche coloro che hanno cambiato la loro indole e che sono stati degni delle Sue benedizioni per renderGli testimonianza. Non ha bisogno che l’uomo Lo lodi soltanto a parole, né ha bisogno della lode e della testimonianza della specie di Satana, che non è stata salvata da Dio. Soltanto coloro che conoscono Dio sono qualificati per renderGli testimonianza e soltanto coloro che hanno cambiato la loro indole sono qualificati per renderGli testimonianza, e Dio non permetterà che l’uomo svergogni intenzionalmente il Suo nome.

Tratto da “Soltanto coloro che conoscono Dio possono renderGli testimonianza” in “La Parola appare nella carne”

La conoscenza di Dio va ottenuta attraverso la lettura e la comprensione delle Sue parole. Alcuni dicono: “Non ho visto il Dio incarnato, dunque come potrei conoscere Dio?” Di fatto, le parole di Dio sono un’espressione della Sua indole. Da esse si può capire il Suo amore e la salvezza che Egli offre agli uomini, nonché il Suo metodo per salvarli… Ciò avviene perché le parole di Dio sono espresse da Lui Stesso, non scritte dagli esseri umani. Sono state espresse personalmente da Dio; Dio Stesso esprime le Proprie parole e la Propria voce interiore. Perché si dice che siano parole pronunciate con il cuore? Perché arrivano dal profondo, ed esprimono la Sua indole, la Sua volontà, i Suoi pensieri e il Suo amore, la Sua salvezza e le Sue aspettative per l’umanità… Tra le parole pronunciate da Dio ve ne sono di severe, di gentili e premurose, e anche alcune rivelatrici che non sono in linea con i desideri umani. Se ti concentri solo sulle parole rivelatrici, potresti pensare che Dio sia piuttosto inflessibile. Se guardi solamente a quelle gentili, penserai invece che Dio non abbia molta autorità. Quindi non dovresti prenderle fuori dal contesto, ma considerarle da ogni angolazione. A volte Dio parla da una prospettiva gentile e compassionevole, e allora la gente vede il Suo amore per l’umanità; altre volte Egli parla da un punto di vista molto rigoroso, e allora le persone vedono che la Sua indole non tollererà alcuna offesa. L’uomo è deplorevolmente sporco e non è degno di vedere il volto di Dio o di presentarsi dinanzi a Lui. Il fatto che ora alle persone sia concesso di presentarsi dinanzi a Lui è solo grazia di Dio. La saggezza di Dio si può notare dal modo in cui Egli opera e dal significato della Sua opera. Le persone riescono comunque a constatare queste cose nelle Sue parole, persino senza che Lui le contatti direttamente. Quando qualcuno che ha una genuina conoscenza di Dio viene a contatto con Cristo, tale incontro può correlarsi con la sua attuale conoscenza di Dio; al contrario, quando qualcuno con una comprensione meramente teorica incontra Dio, non riesce a vedere la correlazione. Questo aspetto della verità è il più profondo dei misteri; è difficile da afferrare. Ricapitola le parole di Dio sul mistero dell’incarnazione, considerale da tutte le angolazioni e poi prega insieme agli altri, rifletti e condividi di più su questo aspetto della verità. Nel far ciò, sarai in grado di ottenere l’illuminazione da parte dello Spirito Santo e di raggiungere la comprensione. Poiché gli esseri umani non hanno alcuna possibilità di venire a diretto contatto con Dio, devono fare affidamento su questo tipo di esperienza per trovare la propria via ed entrare un poco alla volta al fine di conseguire la vera conoscenza di Dio.

Tratto da “Come conoscere il Dio fattoSi carne” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

L’avere e l’essere di Dio, l’essenza di Dio, l’indole di Dio: tutto è stato reso noto tramite le Sue parole all’umanità. Quando ha esperienza delle parole di Dio, l’uomo, nel processo di metterle in pratica, giungerà a capire lo scopo alla base delle parole pronunciate da Dio, a capire la fonte e l’antefatto delle Sue parole e a capire e apprezzare l’effetto desiderato delle Sue parole. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, comprendere e fare proprie per avere accesso alla verità e alla vita, comprendere le intenzioni di Dio, trasformare la propria indole e divenire capace di obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nello stesso tempo in cui l’uomo sperimenta, comprende e fa proprie queste cose, a poco a poco avrà acquisito una certa comprensione di Dio e in quel momento avrà anche acquisito gradi diversi di conoscenza di Lui. Questa comprensione e questa conoscenza non provengono da qualcosa che l’uomo ha immaginato o composto, ma piuttosto da ciò che apprezza, sperimenta, percepisce e corrobora in sé stesso. Solo quando queste cose sono state apprezzate, sperimentate, percepite e corroborate, la conoscenza di Dio da parte dell’uomo acquisisce contenuto; solo la conoscenza che l’uomo ottiene in questo momento è effettiva, reale e precisa, e questo processo – di conseguire un’autentica comprensione e conoscenza di Dio apprezzando, sperimentando, percependo e corroborando le Sue parole – non è altro che la vera comunione fra l’uomo e Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo giunge veramente a capire e comprendere le intenzioni di Dio, giunge veramente a capire e conoscere l’avere e l’essere di Dio, giunge veramente a capire e conoscere la Sua essenza, giunge gradatamente a capire e conoscere la Sua indole, arriva a una reale certezza e a una corretta definizione della realtà del dominio di Dio sull’intero creato e acquisisce un orientamento sostanziale e una conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo modifica, passo dopo passo, le sue idee riguardo a Dio, non immaginandoLo più emerso dal nulla, né lasciando briglia sciolta ai propri sospetti su di Lui né fraintendendoLo né condannandoLo, né giudicandoLo, né dubitando di Lui. Di conseguenza l’uomo avrà meno discussioni con Dio, avrà meno conflitti con Lui e meno occasioni in cui ribellarsi contro di Lui. Viceversa, la sollecitudine dell’uomo verso Dio e la sua obbedienza a Lui aumenteranno, e la sua venerazione della volontà di Dio diventerà più reale, oltre che più profonda. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo conseguirà la provvista della verità e il battesimo della vita, ma allo stesso tempo otterrà anche la vera conoscenza di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo si trasformerà quanto alla propria indole e riceverà la salvezza, ma allo stesso tempo guadagnerà anche la reale venerazione e adorazione di Dio da parte di un essere creato. Dopo questo genere di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più una pagina bianca o una promessa offerta solo a parole o una forma di cieca ricerca e idolatria. Solo con questo genere di comunione la vita dell’uomo crescerà giorno dopo giorno verso la maturità, e solo adesso la sua indole a poco a poco si trasformerà, e la sua fede in Dio si modificherà, passo dopo passo, da una credenza vaga e incerta a un’autentica obbedienza e sollecitudine, a una reale venerazione, e l’uomo inoltre, mentre segue Dio, a poco a poco progredirà da un atteggiamento passivo a uno attivo, dalla negatività alla positività. Solo con questo genere di comunione l’uomo arriverà a capire veramente Dio, a conoscerLo veramente.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

Leggendo le parole di Dio, Pietro non era concentrato sulla comprensione delle dottrine, tanto meno sul conseguimento della conoscenza teologica; invece, egli si concentrava sulla comprensione della verità, sull’intendimento della volontà di Dio, nonché sul raggiungere la comprensione della Sua indole e della Sua amorevolezza. Pietro tentava anche di capire dalle parole di Dio le varie condizioni corrotte dell’uomo, così come la natura corrotta dell’uomo e la sua effettiva scarsezza, soddisfacendo così tutti gli aspetti delle richieste che Dio fa all’uomo, al fine di soddisfarLo. Pietro ha messo in pratica in modo appropriato tante cose che si attenevano alle parole di Dio; ciò era veramente in armonia con la volontà di Dio, e ha rappresentato il modo migliore in cui una persona potesse collaborare mentre sperimentava l’opera di Dio. Quando sperimentava le centinaia di prove inviate da Dio, Pietro esaminava rigorosamente sé stesso a confronto con ogni parola del giudizio di Dio sull’uomo, di ogni parola della rivelazione di Dio all’uomo, e di ogni parola delle Sue richieste all’uomo, e si sforzava di penetrare il significato di quelle parole. Cercava in modo fervente di riflettere su ogni parola che Gesù gli aveva detto e di memorizzarla, e conseguiva risultati eccellenti. Attraverso questo modo di praticare, fu in grado di conseguire una certa comprensione di sé stesso a partire dalle parole di Dio, e non solo arrivò a comprendere i vari stati corrotti dell’uomo, ma anche l’essenza, la natura e le varie carenze dell’uomo. Questo è quel che significa comprendere davvero sé stessi. Dalle parole di Dio, Pietro non solo raggiunse una vera comprensione di sé stesso, ma dalle cose espresse nelle parole di Dio, l’indole giusta di Dio, ciò che Egli ha ed è, la Sua volontà per la Sua opera, le Sue richieste all’umanità, da queste cose arrivò a comprendere Dio completamente. Giunse a conoscere l’indole di Dio e la Sua essenza; arrivò a conoscere e a comprendere ciò che Dio ha ed è, così come la Sua amorevolezza e le Sue richieste all’uomo. Sebbene Dio allora non parlasse così tanto come adesso, risultati sotto questi aspetti furono comunque conseguiti da Pietro. Fu una cosa rara e preziosa. Pietro affrontò centinaia di prove ma non soffrì invano. Non solo arrivò a comprendere sé stesso a partire dalle parole e dall’opera di Dio, ma arrivò anche a conoscere Dio.

Tratto da “Come percorrere il cammino di Pietro” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

A qualunque fase tu sia arrivato nella tua esperienza, sei inseparabile dalla parola di Dio o dalla verità, e quello che comprendi dell’indole di Dio, e quello che sai di ciò che Egli ha ed è, sono tutti espressi nelle Sue parole; sono inestricabilmente legati alla verità. L’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è sono di per sé la verità; essa è un’autentica manifestazione di queste cose. Rende concreto ciò che Dio ha ed è, e lo afferma espressamente; ti dice in modo più immediato cosa Gli piace e cosa no, cosa vuole che tu faccia e cosa non ti permette di fare, quali persone disprezza e da quali trae piacere. Dietro le verità che Dio esprime, le persone possono vedere il Suo piacere, la Sua ira, la Sua sofferenza, felicità ed essenza. Questo è il rivelarsi della Sua indole. Oltre a sapere cosa Dio ha ed è, e a comprendere la Sua indole tramite la Sua parola, la cosa più importante è la necessità di raggiungere questa comprensione attraverso l’esperienza pratica. Se una persona si allontana dalla vita reale per conoscere Dio, non sarà in grado di conseguire questo obiettivo. Benché esistano uomini capaci di acquisire una certa comprensione tramite la parola di Dio, essa si limita alle teorie e alle parole, e c’è una disparità rispetto a come Egli è realmente.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”

La conoscenza dell’autorità di Dio, della Sua potenza, della Sua identità e della Sua sostanza non si può conseguire affidandosi all’immaginazione. Dal momento che non puoi affidarti all’immaginazione per conoscere l’autorità di Dio, in che modo puoi conseguire una vera conoscenza dell’autorità di Dio? Nutrendoti e dissetandoti delle parole di Dio, ascoltando le comunicazioni e facendo esperienza delle parole di Dio, sperimenterai e verificherai a poco a poco la Sua autorità, e così ne acquisirai una graduale comprensione e una sempre maggiore conoscenza. Questo è l’unico modo per conoscere l’autorità di Dio; non vi sono scorciatoie. Chiedervi di non immaginare non equivale a farvi restare passivamente in attesa della distruzione o a impedirvi di fare alcunché. Non usare il cervello per pensare e immaginare significa non usare la logica per fare inferenze, non usare la conoscenza per analizzare, non basarsi sulla scienza, ma invece comprendere, verificare e confermare che il Dio in cui credi possiede autorità, confermare che Egli detiene la sovranità sul tuo destino e che la Sua potenza in ogni momento dimostra che Egli è il vero Dio Stesso, attraverso le parole di Dio, attraverso la verità, attraverso tutto ciò a cui vai incontro nella vita. Questo è l’unico modo in cui si possa arrivare alla comprensione di Dio. Alcuni dicono di voler trovare un modo semplice per conseguire questo scopo, ma a voi viene in mente qualcosa di utile al riguardo? Te lo dico Io, non c’è da pensare: non ci sono altri modi! L’unico è conoscere e verificare coscienziosamente e tenacemente ciò che Dio ha ed è attraverso ogni parola che Egli esprime e ogni cosa che Egli fa. Questo è l’unico modo per conoscere Dio. Infatti, ciò che Dio ha ed è, e tutto ciò che è di Dio, non è vacuo e vano, ma reale.

Tratto da “Dio Stesso, l’Unico I” in “La Parola appare nella carne”

Gli esseri umani dicono spesso che non è facile conoscere Dio. Io dico invece che conoscere Dio non è affatto difficile, poiché sovente Dio consente all’uomo di assistere ai Suoi atti. Dio non ha mai interrotto il Suo dialogo con l’umanità; non Si è mai celato all’uomo, né Si è mai nascosto. I Suoi pensieri, le Sue idee, le Sue parole e i Suoi atti sono tutti rivelati all’umanità. Pertanto, se l’uomo desidera conoscere Dio, può farlo con strumenti e metodi di ogni sorta. Il motivo per cui l’uomo pensa ottusamente che Dio lo abbia intenzionalmente evitato, che Egli Si sia intenzionalmente nascosto all’umanità e che non intenda farsi capire e conoscere è che l’uomo non sa chi Dio sia né desidera comprenderLo; ancor meno gli interessano i pensieri, le parole e gli atti del Creatore… In verità, se uno appena usa il proprio tempo libero per concentrarsi sulle parole e sugli atti del Creatore e capirli e prestare un po’ di attenzione ai pensieri del Creatore e alla voce del Suo cuore, non sarà difficile capire che i pensieri, le parole e gli atti del Creatore sono visibili e trasparenti. Allo stesso modo basta poco per capire che il Creatore è fra gli uomini in ogni momento, conversa sempre con loro e con l’intero creato, e compie nuovi atti ogni giorno. La Sua sostanza e la Sua indole si esprimono nel dialogo con l’uomo; i Suoi pensieri e le Sue idee si rivelano totalmente nei Suoi atti; Egli accompagna e osserva l’umanità in ogni momento. Parla silenziosamente all’umanità e a tutto il creato dicendo implicitamente: “Io sono nei cieli e in mezzo al Mio creato. Sorveglio, aspetto, sono al tuo fianco…”. Le Sue mani sono calde e forti; i Suoi passi sono leggeri; la Sua voce è lieve e piena di grazia; la Sua forma passa e si volge, abbracciando l’intera umanità; il Suo volto è bello e delicato. Egli non Si è mai assentato e non è mai svanito. Giorno e notte, è il compagno costante dell’umanità e non cesserà mai di stare al suo fianco.

Tratto da “Dio Stesso, l’Unico II” in “La Parola appare nella carne”

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale dice: “è il simbolo dell’essere incapaci di essere”.

b. Il testo originale dice: “così come il simbolo dell’essere incapace di essere offeso (e non tollerare di essere offeso)”.

Pagina precedente: 1. Cosa significa conoscere Dio, e se una comprensione della conoscenza biblica e la teoria teologica valgano o meno come conoscenza di Dio

Pagina successiva: 3. Come Dio manifesta all’umanità la Sua indole giusta

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