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Passi scelti tratti dai quattro brani della parola di Dio su “Il mistero dell’incarnazione”

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Passi scelti tratti dai quattro brani della parola di Dio su “Il mistero dell’incarnazione”

1. Nell’Età della Grazia, Giovanni spianò la strada a Gesù. Non poteva compiere l’opera di Dio Stesso e adempì semplicemente al dovere dell’uomo. Benché fosse il precursore del Signore, non poteva rappresentare Dio; era solo un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvaleva. Dopo che Gesù era stato battezzato, “lo Spirito Santo discese su di Lui come una colomba”. Poi Egli iniziò la Sua opera, ossia cominciò a svolgere il ministero di Cristo. È per questo motivo che assunse l’identità di Dio, perché veniva da Dio. A prescindere dal Suo tipo di fede prima di allora – forse a volte era stata debole, o a volte forte –, quella era stata tutta la Sua normale vita umana prima che svolgesse il Suo ministero. Dopo essere stato battezzato (unto), Egli ebbe immediatamente con Sé il potere e la gloria di Dio e così cominciò a svolgere il Suo ministero. Poteva operare segni e prodigi, fare miracoli, e aveva potere e autorità, perché operava direttamente per conto di Dio Stesso; svolgeva l’opera dello Spirito al Suo posto ed esprimeva la Sua voce; dunque era Dio Stesso. Questo è indiscutibile. Giovanni fu utilizzato dallo Spirito Santo. Non poteva rappresentare Dio ed era nell’impossibilità di farlo. Se l’avesse desiderato, lo Spirito Santo non lo avrebbe permesso, perché egli non era in grado di compiere l’opera che Dio Stesso intendeva realizzare. Forse in lui c’era una forte componente di volontà umana, o qualcosa di deviante; in nessun caso avrebbe potuto rappresentare direttamente Dio. I suoi sbagli e la sua fallacia rappresentavano soltanto lui, ma la sua opera era rappresentativa dello Spirito Santo. Però non puoi dire che tutto, in lui, rappresentasse Dio. La sua deviazione e la sua fallacia avrebbero forse potuto rappresentare anche Dio? Essere fallaci nel rappresentare l’uomo è normale ma, se Giovanni avesse avuto una deviazione nel rappresentare Dio, non sarebbe un disonore per Lui? Non sarebbe un’empietà contro lo Spirito Santo? Egli non permette all’uomo di prendere il posto di Dio a suo piacimento, anche se viene esaltato da altri. Se non è Dio, alla fine non sarebbe in grado di rimanere saldo. Lo Spirito Santo non permette all’uomo di rappresentare Dio come più gli aggrada! Per esempio, Egli rese testimonianza a Giovanni e rivelò anche che sarebbe stato lui a spianare la strada a Gesù, ma l’opera svolta in lui dallo Spirito Santo fu ben misurata. L’unica cosa che venne chiesta a Giovanni fu spianare la strada a Gesù, preparare la strada per Lui. Vale a dire che lo Spirito Santo appoggiò soltanto la sua opera di spianamento della strada e gli permise di svolgere solo tale opera, nessun’altra. Giovanni rappresentava Elia, il profeta che spianò la strada. Ciò era sostenuto dallo Spirito Santo; finché la sua opera fosse consistita nello spianare la strada, lo Spirito Santo l’avrebbe sostenuta. Tuttavia, se Giovanni avesse rivendicato di essere Dio Stesso e di essere venuto a completare l’opera di redenzione, lo Spirito Santo avrebbe dovuto disciplinarlo. Per quanto grande sia stata l’opera di Giovanni, e per quanto sia stata sostenuta dallo Spirito Santo, rimase entro certi limiti. È vero, infatti, che la sua opera era sostenuta dallo Spirito Santo, ma il potere che gli fu concesso a quel tempo si limitò allo spianamento della strada. Egli non poteva affatto compiere qualunque altra opera, perché era soltanto Giovanni, incaricato di spianare la strada, e non Gesù. Pertanto la testimonianza dello Spirito Santo è fondamentale, ma l’opera che Egli permette all’uomo di svolgere è ancora più cruciale.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

2. Ci sono alcune persone che sono possedute da spiriti malvagi e che gridano ostinatamente: “Io sono Dio!”. Alla fine, tuttavia, non sono in grado di rimanere salde, perché agiscono per conto dell’essere sbagliato. Esse rappresentano Satana, e lo Spirito Santo non presta loro alcuna attenzione. Per quanto tu possa esaltarti, o per quanto forte tu possa gridare, sei sempre un essere creato che appartiene a Satana. Io non grido mai: “Io sono Dio, Io sono l’amato Figlio di Dio!”. Però l’opera che svolgo è l’opera di Dio. Ho bisogno di urlare? Non vi è alcuna necessità di esaltazione. Dio compie la Sua opera da Sé e non necessita che l’uomo Gli conferisca uno status o un titolo onorifico, e la Sua opera è sufficiente per rappresentare la Sua identità e il Suo status. Prima del battesimo, Gesù non era Dio Stesso? Non era la carne incarnata di Dio? Sicuramente non si può dire che sia diventato l’unico Figlio di Dio solo dopo essere stato dichiarato tale. Non c’era forse un uomo di nome Gesù molto prima che Egli iniziasse la Sua opera? Tu non puoi creare nuovi percorsi o rappresentare lo Spirito. Non puoi esprimere l’opera dello Spirito o le parole che Egli pronuncia. Non puoi compiere l’opera di Dio Stesso o quella dello Spirito. Non puoi esprimere la saggezza, la meraviglia e l’insondabilità di Dio né tutta l’indole con cui Egli castiga l’uomo. Pertanto le ripetute rivendicazioni di essere Dio non contano; hai solo il nome e non la sostanza. Dio Stesso è venuto, ma nessuno Lo riconosce, eppure Egli continua nella Sua opera e lo fa in rappresentanza dello Spirito. ChiamaLo pure uomo o Dio, Signore o Cristo o sorella. Tuttavia l’opera che Egli compie è quella dello Spirito e rappresenta l’opera di Dio Stesso. Egli non Si cura del nome con cui l’uomo Lo chiama. Può quel nome determinare la Sua opera? Indipendentemente da come Lo chiami, dalla prospettiva di Dio Egli è la carne incarnata dello Spirito di Dio; rappresenta lo Spirito ed è da Lui approvato. Tu non puoi introdurre una nuova era, e non puoi porre fine a quella vecchia e inaugurarne una nuova o compiere una nuova opera. Pertanto non puoi essere chiamato Dio!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

3. Nemmeno un uomo usato dallo Spirito Santo può rappresentare Dio Stesso. Non solo quest’uomo non può rappresentare Dio, ma la sua opera non può rappresentarLo direttamente. Vale a dire che l’esperienza dell’uomo non può essere collocata direttamente dentro la gestione di Dio e non può rappresentarla. Tutta l’opera che Dio Stesso compie è quella che Egli intende svolgere nel Suo piano di gestione ed è legata alla grande gestione. L’opera svolta dall’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Egli trova un nuovo cammino di esperienza rispetto a quello percorso da coloro che l’hanno preceduto, e guida i suoi fratelli e sorelle sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono è la loro esperienza individuale oppure scritti spirituali di uomini spirituali. Anche se lo Spirito Santo Si avvale di loro, la loro opera non è legata alla grande opera di gestione nel piano di seimila anni. Vengono semplicemente incaricati dallo Spirito Santo, in diversi periodi, di guidare le persone nella corrente dello Spirito Santo finché non adempiono alla loro funzione o la loro vita non giunge al termine. L’opera che compiono serve solo a preparare una strada adeguata per Dio Stesso o a continuare un aspetto nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Tali uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella Sua gestione e non possono aprire nuove vie d’uscita, né tantomeno concludere tutta l’opera di Dio dell’epoca precedente. Dunque l’opera che svolgono rappresenta soltanto un essere creato nello svolgimento della sua funzione e non può rappresentare Dio Stesso nel compimento del Suo ministero. Questo perché l’opera che compiono è diversa da quella di Dio Stesso. L’opera di inaugurare una nuova era non può essere svolta dall’uomo al posto di Dio. Non può essere compiuta da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutta l’opera svolta dall’uomo consiste nel fare il suo dovere come parte del creato e si compie solo quando egli è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. La guida che tali uomini offrono riguarda la pratica nella vita quotidiana dell’uomo e come egli debba agire in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro dell’uomo non coinvolge la gestione di Dio né rappresenta l’opera dello Spirito. … Pertanto, poiché il lavoro degli uomini usati dallo Spirito Santo è diverso dall’opera compiuta da Dio Stesso, anche le loro identità e l’essere per conto di cui essi agiscono sono altrettanto differenti. Questo, perché l’opera che lo Spirito Santo intende svolgere è diversa, conferendo così identità e status diversi a tutti coloro che operano. Gli uomini di cui Egli Si avvale potrebbero anche svolgere una parte nuova dell’opera e altresì eliminare una parte di quella compiuta nell’età precedente, ma il loro lavoro non può esprimere l’indole e la volontà di Dio nella nuova epoca. Operano solo per cancellare l’opera dell’età precedente, non per compiere la nuova opera volta a rappresentare direttamente l’indole di Dio Stesso. Così, per quante pratiche obsolete aboliscano o per quante nuove ne introducano, essi rappresentano ancora l’uomo e gli esseri creati. Quando Dio Stesso compie l’opera, tuttavia, non dichiara apertamente l’abolizione delle pratiche della vecchia epoca né l’inizio di una nuova era. È diretto e immediato nella Sua opera. È schietto nell’esecuzione dell’opera che intende compiere, cioè esprime direttamente l’opera che ha provocato, la svolge direttamente come stabilito in origine, esprimendo il Suo essere e la Sua indole. Per come la vede l’uomo, la Sua indole e anche la Sua opera sono diverse da quelle delle epoche passate. Tuttavia, dalla prospettiva di Dio Stesso, si tratta semplicemente di una prosecuzione e di un ulteriore sviluppo della Sua opera. Quando a operare è Dio Stesso, Egli esprime la Sua parola e porta direttamente la nuova opera. Invece, quando a operare è l’uomo, ciò avviene attraverso la riflessione e lo studio, oppure si tratta dello sviluppo della conoscenza e della sistematizzazione della pratica, costruiti sulla base dell’opera altrui. Vale a dire che l’essenza dell’opera compiuta dall’uomo è rispettare la convenzione e “percorrere vecchie strade con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini di cui lo Spirito Santo Si avvale è costruita su quella aperta da Dio Stesso. Così, dopo tutto, l’uomo è uomo e Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

4. Egli nacque da una promessa e il suo nome fu dato dall’angelo. A quel tempo, alcuni volevano chiamarlo con il nome di suo padre Zaccaria, ma sua madre alzò la voce, dicendo: “Questo bambino non può essere chiamato con quel nome. Deve essere chiamato Giovanni”. Tutto ciò fu disposto dallo Spirito Santo. Allora perché Giovanni non fu chiamato Dio? Anche il nome di Gesù fu attribuito per disposizione dello Spirito Santo, ed Egli nacque dallo Spirito Santo e dalla Sua promessa. Gesù era Dio, Cristo e il Figlio dell’uomo. Anche l’opera compiuta da Giovanni fu grande, ma perché non fu chiamato Dio? Qual era esattamente la differenza tra l’opera compiuta da Gesù e quella compiuta da Giovanni? L’unica ragione era forse il fatto che Giovanni fosse stato colui che aveva spianato la strada a Gesù? O il fatto che ciò fosse stato predestinato da Dio? Benché anche Giovanni abbia detto: “Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino”, e abbia altresì predicato il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non fu approfondita e costituì semplicemente un inizio. Invece, Gesù inaugurò una nuova era e portò a termine la vecchia, ma adempì anche la legge dell’Antico Testamento. L’opera che compì era più grande di quella di Giovanni, ed Egli venne a redimere tutta l’umanità. Fu Lui a svolgere quella fase dell’opera. Giovanni preparò semplicemente la strada. Anche se la sua opera fu grande, le sue parole molteplici e i discepoli che lo seguirono numerosi, la sua opera non fece altro che portare all’uomo un nuovo inizio. Da lui l’uomo non ricevette mai la vita, la via o verità più profonde, e per suo tramite non ottenne neppure la comprensione della volontà di Dio. Giovanni fu un grande profeta (Elia) che esplorò un nuovo terreno per l’opera di Gesù e che preparò gli eletti; fu il precursore per l’Età della Grazia. Simili questioni non si possono discernere semplicemente osservando il loro normale aspetto umano. In particolare, anche Giovanni svolse un’opera molto grande; inoltre, nacque dalla promessa dello Spirito Santo e la sua opera fu da Lui sostenuta. Dunque si può distinguere tra le loro rispettive identità solo attraverso la loro opera, perché l’aspetto esteriore dell’uomo non è indicativo della sua sostanza ed egli non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. L’opera svolta da Giovanni e quella svolta da Gesù non furono uguali, bensì di diversa natura. È questo che dovrebbe determinare se egli sia Dio oppure no. L’opera di Gesù consistette nell’iniziare, nel continuare, nel concludere e nel realizzare. Ciascuna di queste fasi fu compiuta da Gesù, mentre l’opera di Giovanni era solo quella di un inizio. In principio, Gesù diffuse il Vangelo e predicò la via del pentimento, poi passò a battezzare l’uomo, a guarire le malattie e a scacciare i demoni. Alla fine redense l’umanità dal peccato e completò la Sua opera per l’intera epoca. Predicò all’uomo e diffuse il Vangelo del Regno dei Cieli in tutti i luoghi. Lo stesso vale per Giovanni, con la differenza che Gesù inaugurò una nuova epoca e portò all’uomo l’Età della Grazia. Dalla Sua bocca uscì la parola su cosa l’uomo avrebbe dovuto praticare e sulla via che avrebbe dovuto seguire nell’Età della Grazia, e alla fine Egli completò l’opera di redenzione. Essa non avrebbe mai potuto essere svolta da Giovanni. Così fu Gesù a compiere l’opera di Dio Stesso, ed è Lui a essere Dio Stesso e a rappresentarLo direttamente.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

5. Se non riconosci che la fase dell’opera in questo giorno è quella di Dio Stesso, è perché manchi di lungimiranza. Tuttavia non puoi negare questa fase dell’opera; la tua incapacità di riconoscerla non dimostra che lo Spirito Santo non stia operando o che la Sua opera sia sbagliata. Alcuni confrontano persino l’opera del presente con quella di Gesù nella Bibbia e usano eventuali incongruenze per negare questa fase dell’opera. Non è questo il comportamento di un cieco? Tutto ciò che è documentato nella Bibbia è limitato e incapace di rappresentare tutta l’opera di Dio. I quattro Vangeli hanno meno di cento capitoli complessivi, in cui è narrato un numero circoscritto di eventi, per esempio Gesù che maledice il fico; Pietro che rinnega il Signore tre volte; Gesù che appare ai discepoli dopo la crocifissione e la risurrezione; gli insegnamenti sul digiuno, sulla preghiera, sul divorzio; la nascita e la genealogia di Gesù, la nomina dei discepoli da parte di Gesù e così via. Questi non sono che pochi scritti, eppure l’uomo li considera tesori, addirittura cercando in essi conferma dell’opera di oggi. Crede persino che Gesù abbia fatto soltanto un determinato numero di cose nel periodo dopo la Sua nascita. È come se credesse che Dio possa fare solo un determinato numero di cose, che non ci possa essere un’opera ulteriore. Non è assurdo?

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

6. Le persone credono che Dio fattoSi carne non viva affatto come l’uomo; credono che sia pulito senza doverSi lavare i denti o la faccia, perché è una persona santa. Non sono queste concezioni puramente umane? La Bibbia non documenta la vita di Gesù come uomo, solo la Sua opera, ma ciò non dimostra che Egli non avesse un’umanità normale o che non abbia condotto una vita umana normale prima dei trent’anni. Iniziò ufficialmente la Sua opera a ventinove anni, ma non puoi negare la Sua intera vita di uomo prima di quell’età. La Bibbia omise semplicemente questa fase dalle sue testimonianze; poiché era la Sua vita di uomo comune, e non la fase della Sua opera divina, non necessitava di essere messa per iscritto. Prima del battesimo di Gesù, infatti, lo Spirito Santo non svolse immediatamente la Sua opera, bensì Si limitò a conservare la Sua vita di uomo comune fino al giorno in cui Gesù fu chiamato a svolgere il Suo ministero. Pur essendo Dio incarnato, subì il processo di maturazione come uomo comune. Questo processo fu omesso dalla Bibbia perché non poteva dare un grande contributo alla crescita dell’uomo nella vita. Prima del battesimo di Gesù ci fu una fase in cui Egli non Si rivelò né operò segni e miracoli. Solo dopo il battesimo diede inizio a tutta l’opera di redenzione dell’umanità, un’opera ricca di grazia, di verità, d’amore e di misericordia. L’inizio di quest’opera fu anche il principio dell’Età della Grazia; per questa ragione fu messo per iscritto e tramandato fino al presente. … Prima che Gesù svolgesse il Suo ministero o, come si dice nella Bibbia, prima che lo Spirito scendesse su di Lui, Egli non era altro che un uomo comune e non possedeva assolutamente nulla di soprannaturale. Dopo la discesa dello Spirito Santo, cioè quando Egli cominciò lo svolgimento del Suo ministero, Si permeò di soprannaturale. Pertanto l’uomo conserva la convinzione che la carne incarnata di Dio non fosse un uomo comune e crede erroneamente che Dio incarnato non possedesse alcuna umanità. Certo, l’opera e tutto ciò che l’uomo vede di Dio sulla terra sono soprannaturali. Ciò che vedi con gli occhi e che senti con le orecchie fa tutto parte del soprannaturale, perché la Sua opera e le Sue parole sono incomprensibili e irraggiungibili per l’uomo. Se qualcosa del cielo viene portato sulla terra, come può non essere soprannaturale? I misteri del Regno dei Cieli furono portati sulla terra, misteri che erano incomprensibili e insondabili per l’uomo, troppo meravigliosi e saggi. Non facevano tutti parte del soprannaturale? Tuttavia, devi sapere che, per quanto soprannaturali, furono compiuti nella Sua umanità normale. La carne incarnata di Dio ha umanità, altrimenti Egli non sarebbe la carne incarnata di Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

7. Anche l’opera dello Spirito di Dio nella carne ha i suoi principi. Egli poté intraprendere l’opera e l’incarico del Padre solo in base al fatto di possedere un’umanità normale. Soltanto allora poté iniziare la Sua opera. Durante l’infanzia, Gesù non era affatto in grado di comprendere gran parte di ciò che era accaduto nei tempi antichi, e arrivò a capire solo facendo domande ai rabbini. Se avesse iniziato la Sua opera subito dopo aver imparato a parlare, come sarebbe stato possibile che non commettesse alcun errore? Come potrebbe Dio fare dei passi falsi? Pertanto poté cominciare la Sua opera solo quando ne fu in grado; non compì alcuna opera finché non fu totalmente capace di intraprenderla. All’età di ventinove anni, Gesù era già piuttosto maturo e la Sua umanità sufficiente per intraprendere l’opera che doveva compiere. Fu solo allora che lo Spirito Santo, rimasto nascosto per trent’anni, cominciò a rivelarSi e che lo Spirito di Dio iniziò ufficialmente a operare in Lui. A quel tempo, Giovanni si preparava da sette anni ad aprirGli la strada e, quando ebbe concluso la sua opera, fu gettato in prigione. Quindi il fardello ricadde interamente su Gesù. Se avesse intrapreso quest’opera a ventuno o ventidue anni, quando era molto carente sul piano dell’umanità ed era appena entrato nella giovane età adulta, e non aveva ancora la comprensione di molte cose, non sarebbe stato in grado di assumere il controllo. A quel tempo, Giovanni svolgeva già la sua opera da qualche tempo, prima che Gesù iniziasse la Propria nella mezza età. A questa età, la Sua umanità normale era sufficiente per intraprendere l’opera che Egli doveva svolgere.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

8. L’opera di Dio incarnato nella carne ha molti principi. Ci sono molte cose che l’uomo semplicemente non capisce, eppure usa costantemente le proprie nozioni per misurarle o per farGli richieste eccessive. Persino oggi molti non sono affatto consapevoli che la loro conoscenza comprende soltanto le loro nozioni. Qualunque sia l’epoca o il luogo in cui Dio Si incarna, i principi della Sua opera nella carne rimangono immutati. Egli non può farSi carne, ma trascendere la carne per operare; inoltre, non può diventare carne, ma evitare di operare entro la normale umanità della carne. Altrimenti il significato dell’incarnazione di Dio si dissolverebbe nel nulla e la Parola diventata carne diverrebbe del tutto insignificante. Inoltre, solo il Padre in cielo (lo Spirito) sa dell’incarnazione di Dio, e nessun altro, nemmeno la carne Stessa o i messaggeri del cielo. Dunque l’opera di Dio nella carne è ancora più normale e più in grado di dimostrare che la Parola si fa davvero carne; carne significa uomo comune e normale.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

9. Alcuni potrebbero chiedersi: “Perché l’epoca deve essere inaugurata da Dio Stesso? Non può un essere creato fare le Sue veci?”. Voi siete tutti consapevoli che Dio Si fa carne espressamente allo scopo di inaugurare una nuova era e, naturalmente, quando lo fa, allo stesso tempo ha concluso la precedente. Dio è il Principio e la Fine; è Lui Stesso a mettere in moto la Sua opera e quindi deve essere Lui Stesso a concludere l’epoca precedente. Questa è la prova che Egli sconfigge Satana e conquista il mondo. Ogni volta che Dio Stesso opera tra gli uomini è l’inizio di una nuova battaglia. Senza l’inizio della nuova opera, naturalmente non ci sarebbe alcuna conclusione di quella vecchia. La mancanza di conclusione di quella vecchia è la prova che la battaglia con Satana deve ancora giungere al termine. Solo se Dio Stesso viene e compie la nuova opera tra gli uomini, essi possono liberarsi completamente dal dominio di Satana e ottenere una nuova vita e un nuovo inizio. Altrimenti, l’uomo vivrà per sempre nella vecchia epoca e sotto il vecchio influsso di Satana. A ogni epoca guidata da Dio, una parte dell’uomo viene liberata, e così egli avanza con la Sua opera verso la nuova era. La vittoria di Dio è una vittoria per tutti coloro che Lo seguono. Se l’umanità del creato fosse incaricata di concludere l’epoca, a prescindere che ciò avvenga dal punto di vista dell’uomo o di Satana, questo sarebbe solo un atto che si oppone a Dio o che Lo tradisce, non un atto di obbedienza nei Suoi confronti, e così il lavoro dell’uomo asseconderebbe Satana. Solo se l’uomo obbedisce a Dio e Lo segue in un’era inaugurata da Lui Stesso, Satana sarebbe pienamente convinto, perché questo è il dovere di un essere creato. Così dico che dovete solo seguire e obbedire, e non vi viene chiesto nient’altro. È questo che si intende quando si dice che ciascuno deve ottemperare al suo dovere e svolgere la sua funzione. Dio svolge la Sua opera e non ha bisogno che l’uomo lo faccia in Sua vece, né Si intromette nel lavoro degli esseri creati. L’uomo adempie al proprio dovere e non interferisce con l’opera di Dio, e questa è vera obbedienza e la prova che Satana è sconfitto. Dopo aver inaugurato la nuova era, Dio Stesso non opera più tra gli uomini. Solo allora l’uomo entra ufficialmente nella nuova era per ottemperare al suo dovere e per compiere la sua missione di essere creato. Questi sono i principi operativi che non possono essere trasgrediti da nessuno. Solo operare in questo modo è sensato e ragionevole. L’opera di Dio viene svolta da Dio Stesso. È Lui a mettere in moto la Sua opera, ed è Lui anche a concluderla. È Lui a pianificare l’opera, ed è Lui anche a gestirla e, ancor più, a portarla a compimento. È come è scritto nella Bibbia: “Io sono il Principio e la Fine; Io sono il Seminatore e il Mietitore”. Tutto ciò che è legato alla Sua opera di gestione viene compiuto da Lui Stesso. Egli è il Sovrano del piano di gestione di seimila anni; nessuno può compiere la Sua opera in Sua vece o portarla a termine, perché è Lui ad avere il controllo di tutto. Poiché Egli creò il mondo, sarà Lui a guidarlo affinché viva nella Sua luce e sarà Lui a concludere l’intera epoca per portare a compimento tutto il Suo piano!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

10. A quel tempo, quando Gesù operava in Giudea, Egli lo faceva apertamente, ma ora Io opero e parlo tra voi in segreto. I miscredenti ne sono completamente all’oscuro. Il Mio lavoro tra voi è isolato dagli altri. Queste parole, questi castighi e giudizi, sono conosciuti soltanto da tutti voi e nessun altro. Tutto questo lavoro è compiuto tra voi e aperto solo per voi; nessuno di quei miscredenti lo conosce, perché il tempo non è ancora arrivato. Questi uomini sono vicini all’essere resi completi dopo aver sopportato castighi, ma coloro che sono all’esterno non sanno nulla di questo. Questo lavoro è molto nascosto! Per loro, il Dio incarnato è segreto, ma per coloro in questo corso, Egli può essere considerato rivelato. Sebbene in Dio tutto è aperto, tutto è rivelato e tutto è reso pubblico, ciò è vero soltanto con coloro che credono in Lui, e niente è fatto sapere a coloro che non credono. L’opera che si sta realizzando qui ora è strettamente isolata per impedire loro di sapere. Se dovessero diventare consapevoli, tutto ciò che attende è condanna e persecuzione, in quanto non crederanno. Lavorare nella nazione del grande dragone rosso, uno dei posti più arretrati, non è un compito facile. Se questa opera fosse resa nota, allora diverrebbe impossibile continuare. Questa fase dell’opera semplicemente non può progredire in questo posto. Come potrebbero tollerarla, se una simile opera fosse realizzata apertamente? Ciò non porterebbe rischi anche più grandi? Se questa opera non fosse nascosta, ma piuttosto continuasse come al tempo di Gesù, quando Egli spettacolarmente guariva i malati e scacciava i demoni, i demoni non se ne sarebbero “impadroniti” molto tempo fa? Potevano tollerare l’esistenza di Dio? Se fossi entrato ora nelle sale per predicare e rimproverare, non sarei stato fatto a pezzi da tempo? Se così fosse, come potrebbe la Mia opera continuare a essere realizzata? Il motivo per cui i segni e i miracoli non sono apertamente manifestati è per il bene dell’occultamento. Così la Mia opera non può essere né vista, né conosciuta o scoperta dai miscredenti. Se questa fase dell’opera fosse fatta allo stesso modo di Gesù nell’Età della Grazia, non potrebbe essere così stabile. Quindi, l’opera nascosta in questo modo è di beneficio per tutti voi e di tutta l’opera. Quando l’opera di Dio sulla terra giungerà al termine, cioè, quando quest’opera in segreto si concluderà, questa fase dell’opera sarà rivelata. Tutti sapranno che c’è un gruppo di vincitori in Cina; tutti sapranno che Dio incarnato è in Cina e che la Sua opera è giunta al termine. Solo allora l’uomo comprenderà come mai in Cina ancora non si è manifestato alcun declino o crollo? Si scopre che Dio sta personalmente realizzando la Sua opera in Cina e ha perfezionato un gruppo di persone in vincitori.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

11. Dio incarnato Si manifesta soltanto ad alcune persone che Lo seguono mentre Egli realizza personalmente la Sua opera, e non a tutte le creature. Egli Si è incarnato soltanto per completare una fase dell’opera, non per mostrare all’uomo la Sua immagine. Tuttavia, la Sua opera deve essere realizzata da Lui Stesso, perciò è necessario che Lui Si incarni per fare ciò. Quando questa opera terminerà, Egli lascerà la terra; non può rimanere a lungo tra gli esseri umani per paura di ostacolare l’opera che sta per accadere. Ciò che Egli manifesta alla moltitudine è soltanto la Sua giusta indole e tutte le Sue azioni, e non l’immagine del Suo corpo quando Si incarna due volte, perché l’immagine di Dio può essere mostrata soltanto attraverso la Sua indole e non sostituita dall’immagine della Sua incarnazione. L’immagine della Sua carne è mostrata soltanto a un limitato numero di persone, solo a coloro che Lo seguono mentre Egli opera nella carne. Questo è il motivo per cui l’opera che viene realizzata ora è fatta così in segreto. È proprio come se Gesù Si fosse mostrato soltanto agli ebrei mentre faceva la Sua opera e non Si fosse mai mostrato pubblicamente alle altre nazioni. Perciò, una volta che Egli completò la Sua opera, lasciò subito l’uomo e non rimase; nel periodo seguente, Egli non manifestò la Sua immagine all’uomo, anzi l’opera fu compiuta direttamente dallo Spirito Santo. Una volta che l’opera di Dio incarnato termina completamente, Egli lascia il mondo mortale e mai più fa un’opera simile a quella del tempo in cui era incarnato. L’opera che segue è tutta fatta direttamente dallo Spirito Santo. Durante questo tempo, l’uomo difficilmente sarebbe capace di vedere la Sua immagine incarnata; Egli non Si mostra per niente all’uomo, e rimane per sempre nascosto. C’è un tempo limitato per l’opera di Dio incarnato, che deve essere compiuta in una specifica età, tempo, nazione e tra persone specifiche. Tale opera rappresenta soltanto l’opera durante il tempo di Dio incarnato, ed è specifica per l’età, rappresentando l’opera dello Spirito di Dio in una particolare età, e non l’interezza della Sua opera. Di conseguenza, l’immagine di Dio incarnato non sarà mostrata a tutti. Ciò che viene mostrato alla moltitudine è la giustizia di Dio e la Sua indole nella sua interezza, piuttosto che la Sua immagine quando Egli Si incarna due volte. Non è né la singola immagine che viene mostrata all’uomo, né le due immagini combinate. Perciò, è imperativo che l’incarnazione di Dio lasci la terra al completamento dell’opera che Egli necessita di fare, perché Egli viene solo per fare l’opera che deve fare, e non per mostrare alla gente la Sua immagine. Sebbene il significato dell’incarnazione sia già stato realizzato da Dio due volte incarnato, Egli ancora non Si manifesterà apertamente a nessuna nazione che non Lo ha mai visto prima.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

12. Dovete sapere che l’opera di Dio incarnato sta per aprire un’epoca. Quest’opera è limitata a pochi anni ed Egli non può adempiere a tutta l’opera dello Spirito di Dio. È una situazione identica all’immagine di Gesù, che da ebreo può rappresentare soltanto l’immagine di Dio mentre operava in Giudea, ed Egli poté solo fare l’opera di crocifissione. Durante il periodo in cui Gesù era incarnato, Egli non poté fare l’opera di portare a termine un’epoca o distruggere l’umanità. Di conseguenza, dopo essere stato crocefisso e aver concluso la Sua opera, Egli ascese al cielo e Si nascose per sempre all’uomo. Da allora, i fedeli credenti delle nazioni Gentili poterono vedere soltanto la Sua immagine che attaccarono sui muri e non la manifestazione del Signore Gesù. Questa immagine è quella disegnata dall’uomo, e non l’immagine che Dio Stesso mostrò all’uomo. Dio non Si mostrerà apertamente alla moltitudine nell’immagine di quando Si è incarnato due volte. L’opera che Egli compie tra gli uomini è per permettere loro di comprendere la Sua indole. Tutto ciò si adempie mostrando l’uomo attraverso l’opera delle diverse epoche come anche l’indole che Egli ha fatto conoscere e l’opera che ha compiuto, piuttosto che attraverso la manifestazione di Gesù. Ossia, l’immagine di Dio non è fatta conoscere all’uomo attraverso l’immagine incarnata, ma piuttosto attraverso l’opera compiuta da Dio incarnato di immagine e forma; e attraverso la di Lui (Lei) opera, la Sua immagine è mostrata e la Sua indole fatta conoscere. Questo è il significato dell’opera che Egli desidera fare nella carne.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

13. Quando l’opera di Colui che Si è incarnato due volte giunge al termine, Egli inizia a mostrare la Sua indole di giustizia nelle nazioni Gentili, permettendo alla moltitudine di vedere la Sua immagine. Egli desidera manifestare la Sua indole e attraverso ciò chiarire la fine dei diversi tipi di uomo, così da portare completamente a termine la vecchia epoca. La Sua opera nella carne non si estende in vastità (così come Gesù operò soltanto in Giudea e oggi Io opero solo tra di voi) perché la Sua opera nella carne ha confini e limiti. Egli sta semplicemente portando a termine un breve periodo di lavoro nell’immagine di un normale e ordinario Essere incarnato, invece di fare l’opera di eternità o fare l’opera di apparire a tutte le persone delle nazioni Gentili attraverso questa incarnazione. Quest’opera nella carne deve essere limitata nell’ambito (come lavorare solo in Giudea o solo tra voi), poi estesa attraverso l’opera compiuta all’interno di questi confini. Di certo, l’opera di questa espansione è realizzata dal Suo Spirito direttamente e non sarebbe l’opera della Sua incarnazione. Perché l’opera nella carne ha i suoi limiti e non si estende a tutti gli angoli dell’universo. Ciò non può essere realizzato. Attraverso l’opera nella carne, il Suo Spirito realizza l’opera che segue. Così, l’opera realizzata nella carne è quella di iniziazione realizzata nei limiti; il Suo Spirito successivamente continua con questa opera e la espande.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

14. Dio viene su questa terra solo per fare l’opera di guidare l’epoca, per iniziare una nuova epoca e portare a termine quella vecchia. Non è venuto per vivere il corso della vita dell’uomo sulla terra, per sperimentare da Sé le gioie e i dolori della vita come uomo, o per perfezionare una certa persona con la Sua mano o osservare personalmente qualcuno mentre cresce. Non è questa la Sua opera; la Sua opera è semplicemente iniziare la nuova epoca e mettere un fine a quella vecchia. Ossia, inizierà una nuova era, terminerà la vecchia e sconfiggerà Satana realizzando l’opera di persona. Ogni volta che realizza l’opera di persona, è come se stesse mettendo un piede sul campo di battaglia. Nella carne, innanzitutto sconfigge il mondo e prevale su Satana; guadagna tutta la gloria e solleva il sipario sull’opera di tutti i duemila anni, dando a tutti gli uomini sulla terra il giusto sentiero da seguire e una vita di pace e gioia. Tuttavia, Dio non può vivere a lungo con l’uomo sulla terra, perché Dio è Dio, e in fin dei conti differente dall’uomo. Non può vivere la vita di un uomo normale, ossia, non può risiedere sulla terra come un umano che non è nulla di straordinario, perché ha solo una minima parte della normale umanità degli uomini comuni per sostenere la Sua vita in quanto tale. In altre parole, come potrebbe Dio mettere su famiglia e crescere i figli sulla terra? Non sarebbe una disgrazia? Egli possiede la normale umanità solo per lo scopo di realizzare l’opera in un modo normale, e non per permetterGli di mettere su famiglia come farebbe un uomo comune. Il Suo senno normale, la mente normale, la normale alimentazione e l’abbigliamento della Sua carne, sono sufficienti a dimostrare che possiede una normale umanità; non ha bisogno di mettere su famiglia per dimostrare che è fornito di una normale umanità. È completamente inutile! Dio viene sulla terra, significa che la Parola diviene carne; sta semplicemente permettendo all’uomo di capire e vedere la Sua parola, ossia sta permettendo all’uomo di vedere l’opera realizzata dalla carne. La Sua intenzione non è che le persone trattino la Sua carne in un certo modo, ma solo che l’uomo sia obbediente sino alla fine, cioè obbedisca a tutte le parole che escono dalla Sua bocca e si sottometta a tutta l’opera che Lui fa. Sta semplicemente operando nella carne, non chiedendo intenzionalmente all’uomo di esaltare la grandezza e la santità della Sua carne. Sta semplicemente mostrando all’uomo la saggezza della Sua opera e tutta l’autorità che esercita. Quindi, anche se possiede un’eccezionale umanità, non fa annunci e Si concentra soltanto sull’opera che dovrebbe fare. Dovreste sapere perché Dio Si è incarnato ma non Si vanta o testimonia la Sua normale umanità e invece compie semplicemente l’opera che desidera fare. Ecco perché vedete soltanto l’essere della divinità in Dio incarnato, semplicemente perché Lui non proclama mai la Sua umanità perché l’uomo Lo emuli. Solo quando l’uomo conduce l’uomo parla della sua umanità, in modo da poter ottenere la guida degli altri impressionandoli e convincendoli. Al contrario, Dio conquista l’uomo solo attraverso la Sua opera (ovvero opera irrealizzabile dall’uomo). Non impressiona l’uomo o fa che tutta l’umanità Lo adori, ma semplicemente instilla nell’uomo un sentimento di riverenza per Lui o rende l’uomo consapevole della Sua imperscrutabilità. Dio non ha bisogno di impressionare l’uomo. Tutto ciò di cui ha bisogno è che tu Lo riverisca una volta che hai testimoniato la Sua indole.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

15. L’opera del Dio incarnato è diversa da quella di coloro di cui lo Spirito Santo Si avvale. Quando Dio svolge la Sua opera sulla terra, è interessato solo al compimento del Suo ministero. Per quanto concerne tutte le altre questioni slegate dal Suo ministero, Egli praticamente non vi prende parte, addirittura al punto di chiudere un occhio. Svolge semplicemente l’opera che deve compiere, e in particolare non Si interessa al lavoro che l’uomo deve fare. L’opera che svolge è solo quella legata all’epoca in cui Egli è e al ministero che deve compiere, come se tutte le altre questioni non fossero di Sua responsabilità. Egli non Si munisce di una conoscenza più basilare sul vivere come un uomo e non acquisisce altre capacità sociali né qualunque altra cosa l’uomo comprenda. Non mostra alcun interesse per tutto ciò di cui l’uomo dovrebbe essere dotato, e svolge semplicemente l’opera che è Suo dovere. E così, per come la vede l’uomo, il Dio incarnato è carente in troppe cose, persino al punto di chiudere un occhio su molte delle cose che un uomo dovrebbe avere, e non ha alcuna comprensione di tali questioni. Questioni come la conoscenza generale della vita, nonché i principi di condotta e l’associazione con altri, sembrano non avere alcuna importanza per Lui. Comunque, tu non avverti il minimo comportamento anomalo nel Dio incarnato. Vale a dire, la Sua umanità mantiene solo la Sua vita come uomo comune con il normale ragionamento del Suo cervello, dandoGli la capacità di discernere tra giusto e sbagliato. Egli, tuttavia, non è dotato di nient’altro, di alcuna delle cose destinate solo all’uomo (esseri creati). Dio Si fa carne soltanto per compiere il Suo ministero. La Sua opera è diretta a un’intera epoca e non a una persona o a un luogo specifico. La Sua opera è diretta all’intero universo. Questa è la direzione della Sua opera e il principio secondo cui Egli opera. Ciò non può essere alterato da alcuno e l’uomo non può prendervi parte.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

16. Dio viene sulla terra solo per completare la Sua opera, e così la Sua opera sulla terra è di breve durata. Egli non viene sulla terra con l’intento che lo Spirito di Dio coltivi la Sua carne fino a farLo diventare uno straordinario leader della Chiesa. Quando Dio viene sulla terra, è la Parola che Si fa carne; l’uomo, tuttavia, non è a conoscenza della Sua opera e Gli ascrive tale intento. Ma tutti dovete rendervi conto che Dio è la Parola fattaSi carne, non una carne coltivata dallo Spirito di Dio per ricoprire temporaneamente il ruolo di Dio. Dio Stesso non è coltivato, bensì è la Parola fattaSi carne, e oggi svolge ufficialmente la Sua opera tra tutti voi.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

17. Dio Si fa carne solo per guidare l’epoca e avviare una nuova opera. Dovete capire questo punto. Ciò è molto diverso dalla funzione dell’uomo, e le due cose non possono essere menzionate insieme. L’uomo necessita di un lungo periodo di addestramento e perfezionamento prima di poter essere usato per svolgere un lavoro, ed è necessaria un’umanità particolarmente grande. Non solo l’uomo deve essere capace di sostenere il suo normale senno umano, ma deve anche conoscere molti dei principi e delle regole di condotta dinanzi agli altri, e inoltre deve apprendere meglio la saggezza e l’etica dell’uomo. Questo è ciò di cui l’uomo deve essere munito. Non è così, tuttavia, per il Dio fattoSi carne, perché la Sua opera non rappresenta l’uomo né è quella dell’uomo; è, piuttosto, un’espressione diretta del Suo essere e una realizzazione diretta dell’opera che Egli deve compiere. (Naturalmente, la Sua opera viene svolta quando deve essere svolta, e non a casaccio, a piacimento. Piuttosto, la Sua opera inizia quando è il momento di compiere il Suo ministero.) Egli non prende parte alla vita dell’uomo o al lavoro dell’uomo, cioè la Sua umanità non è dotata di alcuna di queste cose (ma ciò non influisce sulla Sua opera). Egli compie il Suo ministero solo quando è il momento di farlo; qualunque sia il Suo status, Egli procede semplicemente con l’opera che deve svolgere. Qualunque cosa l’uomo sappia di Lui o qualunque siano le sue opinioni di Lui, la Sua opera non viene influenzata. È proprio come quando Gesù svolse la Sua opera; nessuno sapeva chi fosse, ma Egli procedette semplicemente con la Sua opera. Niente di tutto ciò Lo condizionò nello svolgimento dell’opera che doveva compiere. All’inizio, pertanto, non confessò o proclamò la Sua identità e fece semplicemente in modo che l’uomo Lo seguisse. Naturalmente, questa non era solo l’umiltà di Dio; era il modo in cui Dio operava nella carne. Egli poteva operare soltanto in questo modo, perché l’uomo non potrebbe riconoscerLo a occhio nudo. E anche se ci riuscisse, non sarebbe in grado di contribuire alla Sua opera. Inoltre, Egli non Si fece carne perché l’uomo arrivasse a conoscere la Sua carne; fu per svolgere l’opera e compiere il Suo ministero. Per questa ragione Egli non attribuì alcuna importanza al rendere nota la Sua identità. Quando ebbe completato tutta l’opera che doveva svolgere, tutta la Sua identità e il Suo status furono compresi spontaneamente dall’uomo. Dio fattoSi carne resta semplicemente in silenzio e non fa mai nessuna proclamazione. Non bada all’uomo o a come l’uomo se la cava nel seguirLo, e procede semplicemente con il compimento del Suo ministero e con lo svolgimento dell’opera che deve compiere. Nessuno può intralciare la Sua opera. Quando arriva il momento di concludere la Sua opera, è imperativo che venga conclusa e portata a termine. Nessuno può decidere altrimenti. Solo dopo che Egli Si sarà allontanato dall’uomo al compimento della Sua opera, l’uomo comprenderà l’opera che Egli svolge, seppure ancora in modo non totalmente chiaro. E all’uomo occorrerà molto tempo per comprendere appieno la Sua intenzione quando Egli svolse la Sua opera inizialmente. In altre parole, l’opera dell’epoca in cui Dio Si fa carne è divisa in due parti. Una parte si compie attraverso l’opera e le parole di Dio Stesso fattoSi carne. Una volta che il ministero della Sua carne è adempiuto completamente, l’altra parte dell’opera deve essere svolta da coloro di cui lo Spirito Santo Si avvale; allora è il momento che l’uomo adempia la sua funzione, perché Dio ha già aperto la strada, e ora essa deve essere percorsa dall’uomo stesso. Vale a dire, Dio Si fa carne per svolgere una parte della Sua opera e questa viene continuata, in successione, dallo Spirito Santo e da coloro di cui lo Spirito Santo Si avvale. Così l’uomo dovrebbe conoscere l’opera primaria che deve essere compiuta da Dio fattoSi carne in questa fase dell’opera. L’uomo deve capire esattamente il significato di Dio che Si fa carne e l’opera che Egli deve compiere, anziché chiedere a Dio ciò che si chiede all’uomo. Questo è l’errore dell’uomo e la sua nozione e, inoltre, la sua disobbedienza.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

18. Dio non Si fa carne con l’intenzione di far arrivare l’uomo a conoscere la Sua carne o di permettere all’uomo di distinguere le differenze tra la carne di Dio incarnato e quella dell’uomo; Dio non Si fa carne per allenare la capacità di discernimento dell’uomo, né tantomeno con l’intenzione che l’uomo adori la carne incarnata di Dio, da cui Egli riceverà grande gloria. Nulla di tutto questo è la volontà originale di Dio nel farSi carne e Dio non Si fa carne per condannare l’uomo, per rivelare intenzionalmente l’uomo o per rendere le cose difficili all’uomo. Nulla di tutto questo è la volontà originale di Dio. Ogni volta che Dio Si fa carne, è un’opera inevitabile. È per la Sua opera più grande e per la Sua gestione più grande che lo fa, e non per le ragioni che l’uomo immagina. Dio viene sulla terra solo come richiesto dalla Sua opera, e sempre come necessario. Non viene sulla terra con l’intenzione di vagabondare, bensì per svolgere l’opera che deve compiere. Perché altrimenti Si farebbe carico di un fardello così pesante e correrebbe rischi così grandi per adempiere questa opera? Dio Si fa carne solo quando deve, e sempre con un significato unico. Se fosse solo per permettere all’uomo di darGli un’occhiata e per aprirgli gli occhi, allora, con certezza assoluta, non verrebbe mai tra gli uomini in modo così frivolo. Viene sulla terra per la Sua gestione e la Sua opera più grande, e per riuscire a ottenere più uomini. Viene per rappresentare l’epoca e per sconfiggere Satana, e viene a sconfiggere Satana in forma incarnata. Inoltre, viene per guidare tutta l’umanità nella sua vita. Tutto ciò riguarda la Sua gestione ed è un’opera che riguarda tutto l’universo. Se Dio Si facesse carne soltanto per permettere all’uomo di arrivare a conoscere la Sua carne e per aprire gli occhi dell’uomo, allora perché non Si sarebbe recato in ogni nazione? Non è questa una questione di estrema facilità? Ma non l’ha fatto, scegliendo invece un luogo adatto in cui stabilirSi e iniziare l’opera che deve compiere. Già solo questa carne è di grande importanza. Egli rappresenta un’intera epoca e svolge anche l’opera di un’intera epoca; mette fine all’epoca precedente e inaugura la nuova. Tutto ciò è l’importante questione che riguarda la gestione di Dio ed è il significato di una fase dell’opera svolta da Dio venuto sulla terra.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

19. L’opera di ogni epoca viene iniziata da Dio Stesso, ma devi sapere che, qualunque sia l’opera di Dio, Egli non viene per avviare un movimento o per tenere conferenze speciali o per creare un qualche tipo di organizzazione per voi. Viene solo per svolgere l’opera che deve compiere. La Sua opera non è limitata da alcun uomo. Egli svolge la Sua opera comunque desideri; indipendentemente da ciò che l’uomo pensa o conosce, Si concentra solo sul compimento della Sua opera. Dalla creazione del mondo ci sono già state tre fasi dell’opera; da Jahvè a Gesù e dall’Età della Legge all’Età della Grazia, Dio non ha mai convocato una conferenza speciale per l’uomo né ha mai riunito insieme tutta l’umanità per convocare una speciale conferenza operativa globale allo scopo di dilungarSi sulla Sua opera. Svolge semplicemente l’opera iniziale di un’intera epoca quando il momento e il luogo sono giusti e, con ciò, inaugura l’era per guidare l’umanità nella sua vita. Le conferenze speciali sono congregazioni dell’uomo; riunire insieme le persone per celebrare le feste è il lavoro dell’uomo. Dio non osserva le feste e inoltre le aborre; non convoca conferenze speciali e inoltre le aborre. Ora dovresti capire esattamente qual è l’opera di Dio fattoSi carne!

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

20. L’intera indole di Dio si è rivelata con il piano di gestione di seimila anni. Non è rivelata soltanto nell’Età della Grazia, soltanto nell’Età della Legge o, ancor meno, soltanto in questo periodo degli ultimi giorni. L’opera compiuta negli ultimi giorni rappresenta il giudizio, l’ira e il castigo. L’opera compiuta negli ultimi giorni non può sostituire quella dell’Età della Legge o quella dell’Età della Grazia. Tuttavia, le tre fasi si interconnettono in un’unica entità e rappresentano tutta l’opera svolta da un solo Dio. Naturalmente, l’esecuzione di quest’opera è divisa in età separate. L’opera eseguita negli ultimi giorni porta tutto a una conclusione; quella compiuta nell’Età della Legge riguarda il principio, e quella compiuta nell’Età della Grazia attiene alla redenzione. Per quanto concerne le visioni dell’opera nell’intero piano di gestione di seimila anni, nessuno riesce a capire o comprendere qualcosa. Tali visioni sono sempre rimaste un mistero. Negli ultimi giorni soltanto l’opera della parola è compiuta per introdurre nell’Età del Regno, ma non è rappresentativa di tutte le età. Gli ultimi giorni non sono nient’altro che gli ultimi giorni, e niente altro che l’Età del Regno, e non simboleggiano né l’Età della Grazia né l’Età della Legge. Gli ultimi giorni sono solamente il periodo in cui vi viene rivelata tutta l’opera nel piano di gestione di seimila anni. Questo è lo svelamento del mistero. Tale mistero non può essere svelato da nessun uomo. Non importa quanto sia grande la comprensione che l’uomo ha della Bibbia, perché rimarrà confinata alle parole, dal momento che egli non capisce la sostanza della Bibbia. Quando l’uomo legge la Bibbia, egli può ricevere alcune verità, spiegare delle parole o esaminare attentamente delle citazioni e dei passaggi famosi, ma non sarà mai in grado di sbrogliare il significato contenuto in quelle parole, poiché non vede altro che parole morte, non le scene dell’opera di Jahvè e Gesù, e quindi l’uomo non è capace di dipanare il mistero di tale opera. Pertanto, il mistero del piano di gestione di seimila anni risulta essere il più grande mistero, quello più nascosto e completamente inconcepibile per l’uomo. Nessuno può comprendere direttamente la volontà di Dio, a meno che Egli Stesso non Si spieghi e Si apra agli uomini, altrimenti essa rimarrà in eterno un enigma per gli uomini, e sarà per sempre un mistero sigillato. Non curarti mai di coloro che appartengono al mondo religioso; se non vi venisse detto oggi, non sareste neanche in grado di capire.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

21. L’opera negli ultimi giorni è l’ultima delle tre fasi. È l’opera di un’altra nuova epoca e non rappresenta l’intera opera di gestione. Il piano di gestione di seimila anni è diviso in tre fasi dell’opera. Nessuna fase da sola può rappresentare l’opera delle tre età, ma solo una parte di un tutto. Il nome Jahvè non può rappresentare tutta l’indole di Dio. Il fatto che Egli abbia svolto l’opera nell’Età della Legge non dimostra che possa essere Dio solo sotto la legge. Jahvè stabilì le leggi per l’uomo e tramandò i comandamenti, chiedendo all’uomo di costruire il tempio e gli altari; l’opera che svolse rappresenta solo l’Età della Legge. L’opera che svolse non dimostra che Egli sia il Dio che chiede all’uomo di rispettare la legge, il Dio nel tempio o il Dio davanti all’altare. Ciò non si può dire. L’opera sotto la legge può rappresentare solo un’epoca. Pertanto, se Dio avesse compiuto l’opera solo nell’Età della Legge, l’uomo Lo definirebbe dicendo: “Dio è il Dio nel tempio. Per servirLo dobbiamo indossare vesti sacerdotali ed entrare nel tempio”. Se l’opera nell’Età della Grazia non fosse mai stata compiuta e l’Età della Legge fosse continuata fino al presente, l’uomo non saprebbe che Dio è anche misericordioso e amorevole. Se l’opera nell’Età della Legge non fosse stata compiuta e fosse stata svolta solo quella nell’Età della Grazia, l’uomo saprebbe soltanto che Dio può redimere l’uomo e perdonarne i peccati. Saprebbe solo che Egli è santo e innocente, che può sacrificare Sé Stesso ed essere crocifisso per l’uomo. L’uomo sarebbe a conoscenza solo di ciò e non avrebbe alcuna comprensione di tutto il resto. Ogni epoca rappresenta, così, una parte dell’indole di Dio. L’Età della Legge rappresenta alcuni aspetti, l’Età della Grazia altri e poi questa età altri ancora. L’indole di Dio può essere rivelata pienamente solo attraverso la combinazione di tutte e tre le fasi. Solo quando l’uomo conosce tutte e tre le fasi può riceverla pienamente. Nessuna delle tre fasi può essere omessa. Vedrai l’indole di Dio nella sua interezza solo una volta che avrai conosciuto queste tre fasi dell’opera. Il completamento dell’opera da parte di Dio nell’Età della Legge non dimostra che Egli sia il Dio sotto la legge, e il completamento della Sua opera di redenzione non dimostra che redimerà l’umanità per sempre. Queste sono tutte conclusioni tratte dall’uomo. L’Età della Grazia è giunta al termine, ma non puoi dire che Dio appartenga solo alla croce e che la croce rappresenti la salvezza di Dio. Se lo fai, stai definendo Dio. In questa fase, Dio sta svolgendo principalmente l’opera della parola, ma non puoi dire che non sia mai stato misericordioso verso l’uomo e che abbia portato solo castigo e giudizio. L’opera negli ultimi giorni mette a nudo l’opera di Jahvè e di Gesù e tutti i misteri non compresi dall’uomo. Ciò viene fatto per rivelare la destinazione e il fine dell’umanità e per concludere tutta l’opera di salvezza tra gli uomini. Questa fase dell’opera negli ultimi giorni porta tutto a termine. Tutti i misteri non compresi dall’uomo devono essere svelati, per consentire all’uomo di penetrarli e di avere una comprensione chiara nel proprio cuore. Solo allora, gli uomini potranno essere suddivisi secondo la specie. Solo dopo che il piano di gestione di seimila anni sarà stato completato, l’uomo arriverà a capire l’indole di Dio nella sua interezza, perché allora la Sua gestione sarà giunta al termine.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

22. Tutta l’opera compiuta durante il piano di gestione di seimila anni è giunta al termine solo ora. Soltanto dopo che tutta questa opera sarà stata rivelata all’uomo e compiuta tra gli uomini essi conosceranno tutta la Sua indole e ciò che Egli ha ed è. Quando l’opera di questa fase sarà stata pienamente completata, tutti i misteri non compresi dall’uomo saranno rivelati, tutte le verità non comprese precedentemente saranno chiarite e l’umanità sarà informata del suo cammino e della sua destinazione futuri. Questa è tutta l’opera da svolgere in questa fase.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

23. Ciò che viene chiesto all’uomo in questo giorno è diverso da ciò che gli fu chiesto in passato, e ancora più da ciò che gli fu chiesto nell’Età della Legge. Che cosa fu chiesto all’uomo sotto la legge, quando l’opera fu compiuta in Israele? Gli fu chiesto soltanto di osservare il sabato e le leggi di Jahvè. Nessuno doveva lavorare il sabato o trasgredire le leggi di Jahvè. Ora, però, non è così. Il sabato l’uomo lavora, si riunisce e prega come al solito, e non è imposta alcuna restrizione. Coloro che vissero nell’Età della Grazia dovevano essere battezzati; non solo, fu chiesto loro di digiunare, spezzare il pane, bere il vino, coprirsi la testa e lavarsi i piedi. Ora queste regole sono state abolite e all’uomo vengono fatte richieste più grandi, perché l’opera di Dio si approfondisce continuamente e l’ingresso dell’uomo arriva sempre più in alto. In passato, Gesù imponeva le mani sull’uomo e pregava ma, ora che tutto è stato detto, a cosa serve l’imposizione delle mani? Le parole da sole possono ottenere risultati. Quando Egli imponeva le mani sull’uomo in passato, era per benedirlo e guarirlo. Era così che lo Spirito Santo operava a quel tempo, ma ora non è più così. Ora, per ottenere dei risultati, nella Sua opera lo Spirito Santo usa le parole. Vi ha spiegato le Sue parole e voi dovete solo metterle in pratica. Le Sue parole sono la Sua volontà e mostrano l’opera che compirà. Attraverso le Sue parole puoi comprendere la Sua volontà e ciò che ti chiede di conseguire. Limitati a mettere direttamente in pratica le Sue parole, senza bisogno dell’imposizione delle mani. Alcuni potrebbero dire: “Imponi le Tue mani su di me! Imponi le Tue mani su di me, cosicché io possa ricevere la Tua benedizione e partecipare di Te”. Queste sono tutte precedenti pratiche antiquate, che ora sono proibite perché l’epoca è cambiata. Lo Spirito Santo opera in base all’epoca, non solo a piacimento o secondo regole stabilite. L’epoca è cambiata e una nuova epoca deve portare con sé una nuova opera. Ciò vale per ogni fase dell’opera, e così la Sua opera non si ripete mai. Nell’Età della Grazia, Gesù svolse gran parte di quell’opera, per esempio guarendo le malattie, scacciando i demoni, imponendo le mani sull’uomo per pregare per lui e benedicendolo. Oggi, tuttavia, continuare a farlo non servirebbe a nulla. All’epoca lo Spirito Santo operò in quel modo perché era l’Età della Grazia, e all’uomo fu mostrata una grazia sufficiente perché ne beneficiasse. L’uomo non doveva pagare alcun prezzo e poteva ricevere la grazia purché avesse fede. Tutti venivano trattati con molta grazia. Ora l’epoca è cambiata e l’opera di Dio è progredita ulteriormente; attraverso il Suo castigo e giudizio, l’insubordinazione dell’uomo e le cose impure nell’uomo verranno rigettate. Poiché era la fase della redenzione, Dio dovette svolgere quest’opera, mostrando all’uomo grazia sufficiente perché egli ne beneficiasse, cosicché potesse essere redento dal peccato e, attraverso la grazia, perdonato per i suoi peccati. Questa fase si compie per rivelare le iniquità nell’uomo attraverso il castigo, il giudizio, i colpi delle parole, nonché la disciplina e la rivelazione delle parole, cosicché egli possa poi essere salvato. Questa è un’opera più approfondita della redenzione. Nell’Età della Grazia l’uomo beneficiò di grazia sufficiente e ha già sperimentato questa grazia, perciò essa non è più destinata a essere goduta dall’uomo. Tale opera è ormai obsoleta e non va più svolta. Ora l’uomo viene salvato attraverso il giudizio tramite la parola. Dopo che egli è stato giudicato, castigato e raffinato, la sua indole viene così modificata. Questo non è grazie alle parole che ho pronunciato? Ciascuna fase dell’opera si compie in armonia con il progresso di tutta l’umanità e con l’epoca. Tutta l’opera ha un suo significato; si compie per la salvezza finale, perché l’umanità abbia una buona destinazione in futuro e perché alla fine gli uomini siano suddivisi secondo la specie.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

24. L’opera negli ultimi giorni consiste nel pronunciare parole. Attraverso le parole si possono attuare grandi cambiamenti nell’uomo. I cambiamenti ora attuati in queste persone all’accettazione di queste parole sono assai più grandi di quello delle persone nell’Età della Grazia, all’accettazione di quei segni e prodigi. Nell’Età della Grazia, infatti, i demoni si allontanavano dall’uomo con l’imposizione delle mani e con la preghiera, ma l’indole corrotta rimaneva ancora nell’uomo. Egli veniva guarito dalla malattia e perdonato per i suoi peccati, ma l’opera per rigettare l’indole satanica corrotta nell’uomo non si compiva dentro di lui. Egli fu salvato e perdonato per i suoi peccati solo grazie alla fede, ma la sua natura peccaminosa non fu rimossa e restò ancora dentro di lui. I peccati dell’uomo furono perdonati attraverso Dio incarnato, ma ciò non significa che egli non abbia alcun peccato dentro di sé. I peccati dell’uomo poterono essere perdonati attraverso il sacrificio per il peccato, ma l’uomo non è riuscito a risolvere il problema di come non peccare più e di come la sua natura peccaminosa possa essere rigettata completamente e trasformata. I peccati dell’uomo furono perdonati grazie all’opera della crocifissione di Dio, ma l’uomo continuò a vivere nella vecchia indole satanica corrotta. Egli, dunque, deve essere completamente salvato dall’indole satanica corrotta cosicché la sua natura peccaminosa venga rigettata completamente e non si sviluppi mai più, permettendo così di cambiare l’indole dell’uomo. Ciò richiede che egli comprenda il cammino della crescita nella vita, la via della vita e il modo di cambiare la propria indole. Impone anche che egli agisca in conformità a questo cammino cosicché l’indole dell’uomo possa cambiare gradualmente ed egli possa vivere sotto lo splendore della luce e fare tutte le cose in conformità alla volontà di Dio, rigettare l’indole satanica corrotta e liberarsi dall’influenza satanica delle tenebre, emergendo così pienamente dal peccato. Solo allora l’uomo riceverà la salvezza completa. Quando Gesù stava compiendo la Sua opera, la Sua conoscenza da parte dell’uomo era ancora vaga e poco chiara. L’uomo ha sempre creduto che fosse il figlio di Davide e Lo proclamò un grande profeta e il Signore benevolo che redimeva i peccati dell’uomo. Alcuni, grazie alla fede, guarivano semplicemente toccando l’orlo della Sua veste; i ciechi riuscivano a vedere e persino i morti potevano essere resuscitati. Tuttavia, l’uomo non era in grado di scoprire l’indole satanica corrotta profondamente radicata dentro di sé e non sapeva nemmeno come rigettarla. L’uomo ricevette molta grazia, come la pace e la felicità della carne, la benedizione dell’intera famiglia grazie alla fede di uno solo, la guarigione dalle malattie e così via. Il resto consisteva nelle buone azioni dell’uomo e nella sua apparenza devota; se egli riusciva a vivere in base a ciò, era considerato un buon credente. Solo tali credenti potevano entrare in cielo dopo la morte, il che significa che venivano salvati. Nel corso dell’esistenza, però, non comprendevano affatto la via della vita. Semplicemente commettevano dei peccati, poi si confessavano in un ciclo costante, senza alcun cammino verso un’indole trasformata; tale era la condizione dell’uomo nell’Età della Grazia. Egli ha ricevuto la completa salvezza? No! Dopo che quella fase è giunta a compimento, dunque, c’è ancora l’opera del giudizio e del castigo. Questa fase rende l’uomo puro attraverso la parola per dargli un cammino da seguire. Questa fase non sarebbe fruttuosa o significativa se continuasse con la cacciata dei demoni, perché la natura peccaminosa dell’uomo non verrebbe rigettata ed egli si fermerebbe solo al perdono dei peccati. Attraverso il sacrificio per il peccato, l’uomo è stato perdonato per i suoi peccati, poiché l’opera della crocifissione è già giunta al termine e Dio ha prevalso su Satana. Però, l’indole corrotta dell’uomo rimane ancora dentro di lui ed egli può ancora peccare e resistere a Dio; Dio non ha guadagnato l’umanità. Ecco perché, in questa fase dell’opera, usa la parola per rivelare l’indole corrotta dell’uomo e chiede all’uomo di praticare in conformità al cammino giusto. Questa fase è più significativa della precedente e anche più fruttuosa, perché ora è la parola a provvedere direttamente alla vita dell’uomo e a permettere che la sua indole sia completamente rinnovata; è una fase più accurata dell’opera. Pertanto, l’incarnazione negli ultimi giorni ha completato il significato dell’incarnazione di Dio e ultimato completamente il piano di gestione di Dio per la salvezza dell’uomo.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

25. La salvezza dell’uomo da parte di Dio non si compie direttamente per mezzo dello Spirito o in quanto Spirito, perché il Suo Spirito non può essere né toccato né visto dall’uomo e non può essere da lui avvicinato. Se Egli cercasse di salvare l’uomo direttamente alla maniera dello Spirito, l’uomo non sarebbe in grado di ricevere la Sua salvezza. Se Dio non avesse indossato la forma esteriore di un uomo creato, egli non sarebbe stato in grado di ricevere questa salvezza. L’uomo, infatti, non può in alcun modo avvicinarsi a Lui, proprio come nessuno poteva andare vicino alla nube di Jahvè. Solo diventando un uomo del creato, ossia mettendo la Sua Parola nella carne che diventerà, Egli può instillare personalmente la Parola in tutti coloro che Lo seguono. Solo allora l’uomo può udire la Sua Parola, vedere la Sua Parola e ricevere la Sua Parola e poi, attraverso di essa, essere pienamente salvato. Se Dio non Si facesse carne, nessun uomo carnale riceverebbe tale grande salvezza e nessun uomo verrebbe salvato. Se lo Spirito di Dio operasse direttamente tra gli uomini, l’uomo verrebbe colpito o completamente preso prigioniero da Satana, perché l’uomo non è in grado di associarsi con Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

26. La prima incarnazione servì a redimere l’uomo dal peccato attraverso la carne di Gesù, cioè Egli salvò l’uomo dalla croce, ma l’indole satanica corrotta rimase ancora nell’uomo. La seconda incarnazione non è più destinata a fungere da sacrificio per il peccato, bensì a salvare pienamente coloro che sono stati redenti dal peccato. Ciò si compie cosicché coloro che sono stati perdonati possano essere liberati dai loro peccati e resi pienamente puri e conseguire un cambiamento di indole, liberandosi così dall’influenza satanica delle tenebre e tornando davanti al trono di Dio. Solo in questo modo l’uomo può essere pienamente santificato. Dio iniziò l’opera della salvezza nell’Età della Grazia, dopo che l’Età della Legge era giunta al termine. Solo negli ultimi giorni, quando Dio avrà purificato pienamente l’umanità compiendo l’opera del giudizio e del castigo dell’uomo per la sua insubordinazione, Egli concluderà la Sua opera di salvezza ed entrerà nel riposo. Nelle tre fasi dell’opera, pertanto, Dio Si fece carne solo due volte per svolgere Egli Stesso la Sua opera tra gli uomini. Questo è perché solo una delle tre fasi dell’opera consiste nel guidare l’uomo nella sua vita, mentre le altre due sono l’opera della salvezza. Solo se Dio Si fa carne può vivere accanto all’uomo, sperimentare la sofferenza del mondo e vivere in una carne ordinaria. Solo in questo modo può procurare all’uomo di Sua creazione la Parola concreta di cui ha bisogno. L’uomo riceve piena salvezza da Dio grazie a Dio incarnato, non direttamente dalle preghiere rivolte al cielo. L’uomo, infatti, è carnale; egli non è in grado di vedere lo Spirito di Dio, né tantomeno di avvicinarsi a Lui. L’unica cosa con cui l’uomo può associarsi è la carne incarnata di Dio; solo attraverso di Lui può comprendere tutta la Parola e tutte le verità e ricevere piena salvezza. La seconda incarnazione è sufficiente per sbarazzarsi dei peccati dell’uomo e per purificarlo pienamente. La seconda incarnazione, dunque, porterà a termine tutta l’opera di Dio nella carne e completerà il significato della Sua incarnazione. Dopodiché, l’opera di Dio nella carne sarà giunta interamente al termine. Dopo la seconda incarnazione, Egli non Si farà più carne per la Sua opera. La Sua intera gestione sarà infatti giunta al termine. Negli ultimi giorni, la Sua incarnazione avrà pienamente guadagnato il Suo popolo eletto e tutti gli uomini saranno suddivisi secondo la specie. Egli non adempirà più l’opera della salvezza né tornerà carne per compiere l’opera.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

27. Nell’opera degli ultimi giorni, la parola è più potente della manifestazione di segni e prodigi e l’autorità della parola supera quella dei segni e dei prodigi. La parola rivela tutta l’indole corrotta nel cuore dell’uomo. Tu non sei in grado di riconoscerla da solo. Quando ti verrà rivelata attraverso la parola, arriverai spontaneamente alla consapevolezza; non sarai in grado di negarla e sarai totalmente convinto. Non è questa l’autorità della parola? Questo è il risultato ottenuto dall’attuale opera della parola. L’uomo, pertanto, non può essere salvato pienamente dai suoi peccati tramite la guarigione delle malattie e la cacciata dei demoni e non può essere reso pienamente completo tramite la manifestazione di segni e prodigi. L’autorità di guarire le malattie e di scacciare i demoni dà all’uomo soltanto la grazia, ma la sua carne appartiene ancora a Satana e l’indole satanica corrotta rimane ancora in lui. In altre parole, ciò che non è stato reso puro appartiene ancora al peccato e al sudiciume. Solo dopo essere stato reso puro attraverso le parole, l’uomo può essere guadagnato da Dio e santificato. Se non si fa nient’altro, oltre a scacciare i demoni nell’uomo e a redimerlo, ci si limita a prenderlo dalle mani di Satana e a restituirlo a Dio. Tuttavia non è stato reso puro né trasformato da Dio e rimane corrotto. Nell’uomo esistono ancora sudiciume, opposizione e insubordinazione; egli è ritornato a Dio solo attraverso la redenzione, ma non ha alcuna conoscenza di Lui e Gli resiste ancora e Lo tradisce. Prima che l’uomo fosse redento, molti dei veleni di Satana si erano già insinuati in lui. Dopo millenni di corruzione satanica, l’uomo ha già dentro di sé una natura che resiste a Dio. Quando egli è stato redento, dunque, questa non è altro che redenzione, in cui l’uomo viene comprato a caro prezzo, ma la natura velenosa dentro di lui non è stata eliminata. Un uomo così contaminato deve subire un cambiamento prima di essere degno di servire Dio. Attraverso quest’opera di giudizio e di castigo, l’uomo arriverà a conoscere appieno la sostanza sudicia e corrotta dentro di sé e sarà in grado di cambiare completamente e di diventare puro. Solo in questo modo egli può essere degno di tornare davanti al trono di Dio. Tutta l’opera compiuta in questo giorno serve a rendere puro e a cambiare l’uomo; attraverso il giudizio e il castigo tramite la parola, e attraverso il raffinamento, egli può rigettare la propria corruzione ed essere reso puro. Anziché considerare questa fase dell’opera quella della salvezza, sarebbe più appropriato dire che è l’opera della purificazione. In verità, questa fase è quella della conquista nonché la seconda fase della salvezza. L’uomo viene guadagnato da Dio attraverso il giudizio e il castigo tramite la parola; attraverso l’uso della parola per raffinare, giudicare e svelare, tutte le impurità, le nozioni, i motivi e le speranze individuali nel cuore dell’uomo vengono completamente rivelati. Anche se l’uomo è stato redento e perdonato per i suoi peccati, si pensa solo che Dio non ricordi le sue trasgressioni e non lo tratti di conseguenza. Tuttavia, quando l’uomo vive nella carne e non è stato liberato dal peccato, può solo continuare a peccare, rivelando incessantemente l’indole satanica corrotta. Questa è la vita che egli conduce, un ciclo infinito di peccato e perdono. La maggior parte degli uomini pecca durante il giorno solo per confessarsi la sera. Perciò, anche se il sacrificio per il peccato è eternamente efficace per l’uomo, non sarebbe in grado di salvarlo dal peccato. È stata completata solo metà dell’opera della salvezza, perché l’uomo ha ancora un’indole corrotta. …scende più in profondità del peccato, piantata da Satana e profondamente radicata nell’intimo dell’uomo. Non è facile per l’uomo prendere coscienza dei suoi peccati; egli è incapace di riconoscere la sua natura profondamente radicata. Questo risultato si può ottenere solo grazie al giudizio tramite la parola. Solo in questo modo l’uomo può gradualmente essere cambiato da quel punto in poi.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

28. Ciò che l’uomo ha raggiunto ora – la statura morale dell’uomo oggi, la sua conoscenza, l’amore, la fedeltà, l’obbedienza e la sua capacità di vedere – sono i risultati conseguiti attraverso il giudizio tramite la parola. Il fatto che tu sia in grado di avere la fedeltà e di restare saldo fino a questo giorno si ottiene attraverso la parola. Ora l’uomo vede che l’opera di Dio incarnato è davvero straordinaria. Ci sono molte cose che non possono essere conseguite dall’uomo; esse sono misteri e prodigi. Pertanto molti si sono sottomessi. Alcuni non si sono mai sottomessi ad alcun uomo dal giorno della loro nascita ma, quando vedono le parole di Dio in questo giorno, si sottomettono totalmente senza rendersene conto e non si arrischiano a vagliare o a dire nient’altro. L’uomo è caduto sotto la parola e sotto il giudizio tramite la parola. Se lo Spirito di Dio parlasse direttamente all’uomo, tutti si sottometterebbero alla voce, crollando senza parole di rivelazione, proprio come Paolo cadde a terra nella luce mentre era in viaggio verso Damasco. Se Dio continuasse a operare in questo modo, l’uomo non sarebbe mai in grado di conoscere la propria corruzione attraverso il giudizio tramite la parola e di conseguire la salvezza. Solo facendoSi carne Egli può portare personalmente le Sue parole alle orecchie di tutti, cosicché tutti coloro che hanno orecchie possano udire le Sue parole e ricevere la Sua opera di giudizio tramite la parola. Solo questo è il risultato ottenuto dalla Sua parola, anziché la comparsa dello Spirito, che induce l’uomo alla sottomissione spaventandolo. Solo attraverso quest’opera concreta e straordinaria la vecchia indole dell’uomo, nascosta nel profondo per molti anni, può essere pienamente rivelata, cosicché l’uomo possa riconoscerla e modificarla. Questa è l’opera concreta di Dio incarnato; Egli pronuncia ed esegue il giudizio in modo pratico per raggiungere i risultati del giudizio sull’uomo tramite la parola. Questi sono l’autorità di Dio incarnato e il significato dell’incarnazione di Dio. Essa si compie per rendere nota l’autorità di Dio incarnato, i risultati ottenuti dall’opera della parola e il fatto che lo Spirito è venuto nella carne; Egli dimostra la Sua autorità attraverso il giudizio sull’uomo tramite la parola. Anche se la Sua carne è la forma esteriore di un’umanità ordinaria e normale, sono i risultati conseguiti dalle Sue parole a dimostrare all’uomo che Egli è pieno di autorità, che è Dio Stesso e che le Sue parole sono l’espressione di Dio Stesso. Ciò dimostra a tutti gli uomini che Egli è Dio Stesso, Dio Stesso fattoSi carne, e che non può essere offeso da nessuno. Nessuno può superare il Suo giudizio tramite la parola e nessuna forza delle tenebre può prevalere sulla Sua autorità.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

29. Egli Si fa carne perché la carne può possedere anche l’autorità, ed Egli è capace di svolgere l’opera tra gli uomini in modo pratico, visibile e tangibile all’uomo. Tale opera è molto più realistica di qualunque opera svolta direttamente dallo Spirito di Dio, che possiede tutta l’autorità, e anche i suoi risultati sono evidenti. Questo, perché la Sua carne incarnata sa parlare e compiere l’opera in modo pratico; la forma esteriore della Sua carne non detiene alcuna autorità e può essere avvicinata dall’uomo. La Sua sostanza reca in sé l’autorità, ma la Sua autorità non è visibile a nessuno. Quando Egli parla e opera, l’uomo non è in grado di rilevare l’esistenza della Sua autorità; ciò è ancora più propizio alla Sua opera effettiva. Tutta quest’opera può ottenere dei risultati. Benché nessun uomo si renda conto che Egli detiene l’autorità o capisca che non può essere offeso o non veda la Sua ira, attraverso la Sua autorità velata, la Sua ira e i Suoi discorsi pubblici, Egli raggiunge i risultati attesi dalle Sue parole. In altre parole, attraverso il Suo tono di voce, la severità del discorso e tutta la saggezza delle Sue parole, l’uomo viene completamente convinto. In questo modo, egli si sottomette alla parola di Dio incarnato, che apparentemente non ha alcuna autorità, conseguendo così il Suo scopo di salvezza per l’uomo. Questo è un altro significato della Sua incarnazione: parlare in modo più realistico e consentire alla realtà delle Sue parole di avere un effetto sull’uomo, cosicché egli possa testimoniare il potere della parola di Dio. Quest’opera, se non venisse compiuta attraverso l’incarnazione, non raggiungerebbe, dunque, il minimo risultato e non sarebbe in grado di salvare pienamente i peccatori. Se Dio non Si fa carne, rimane lo Spirito invisibile e intangibile all’uomo. L’uomo è una creatura di carne, e l’uomo e Dio appartengono a due mondi diversi e sono diversi per natura. Lo Spirito di Dio è incompatibile con l’uomo di carne e tra loro non può stabilirsi alcun rapporto; inoltre, l’uomo non può diventare uno spirito. Dunque lo Spirito di Dio deve diventare una delle creature e adempiere la Sua opera originaria. Dio può sia ascendere al luogo più alto sia umiliarsi diventando un uomo del creato, compiendo l’opera e vivendo tra gli uomini, ma l’uomo non può ascendere al luogo più alto e diventare uno spirito, né tantomeno può scendere nel luogo più basso. Pertanto, Dio deve farSi carne per svolgere la Sua opera. Proprio come nella prima incarnazione, solo la carne di Dio incarnato poté redimere l’uomo attraverso la Sua crocifissione, mentre non fu possibile per lo Spirito di Dio essere crocifisso come sacrificio per il peccato per l’uomo. Dio poté farSi direttamente carne per fungere da sacrifizio per il peccato per l’uomo, ma l’uomo non poté ascendere direttamente al cielo per prendere il sacrificio per il peccato che Dio aveva preparato per lui. Perciò Dio doveva fare la spola tra il cielo e la terra, anziché lasciare che l’uomo ascendesse al cielo per prendere questa salvezza, perché l’uomo era caduto e non poteva ascendere al cielo, né tantomeno ottenere il sacrificio per il peccato. Pertanto, fu necessario che Gesù venisse tra gli uomini e svolgesse di persona l’opera che non poteva semplicemente essere adempiuta dall’uomo. Ogni volta che Dio Si fece carne, ciò era assolutamente necessario. Se qualche fase dell’opera avesse potuto essere compiuta direttamente dallo Spirito di Dio, Egli non avrebbe tollerato le umiliazioni di farSi carne.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

30. In questa fase finale dell’opera, i risultati si raggiungono attraverso la parola. Attraverso la parola, l’uomo arriva a comprendere molti misteri e l’opera di Dio in tutte le generazioni passate; attraverso la parola, egli viene illuminato dallo Spirito Santo; attraverso la parola, egli arriva a capire i misteri mai svelati dalle generazioni passate, nonché l’opera dei profeti e degli apostoli dei tempi passati e i principi secondo cui operavano; attraverso la parola, egli arriva anche a conoscere l’indole di Dio Stesso, nonché l’insubordinazione e la resistenza dell’uomo, e arriva a conoscere la propria sostanza. Attraverso queste fasi dell’opera e tutte le parole pronunciate, l’uomo arriva a conoscere l’opera dello Spirito, l’opera della carne incarnata di Dio e inoltre la Sua intera indole. Anche la tua conoscenza dell’opera di gestione di Dio nel corso di seimila anni è stata guadagnata attraverso la parola. La conoscenza delle tue precedenti nozioni e il tuo successo nell’accantonarle non sono stati ottenuti anch’essi attraverso la parola? Nella fase precedente, Gesù operò segni e prodigi, ma in questa fase non è così. La tua comprensione del motivo per cui Egli non lo fa non è stata raggiunta anch’essa attraverso la parola? Pertanto, le parole pronunciate in questa fase superano l’opera svolta dagli apostoli e dai profeti delle generazioni passate. Nemmeno le profezie fatte dai profeti avrebbero potuto conseguire simili risultati. I profeti parlavano solo di profezie, di ciò che sarebbe accaduto in futuro, ma non dell’opera che Dio doveva adempiere a quel tempo. Non parlavano per guidare l’uomo nella sua vita, per conferire le verità all’uomo o per rivelare i misteri all’uomo, né tantomeno per conferire la vita. Tra le parole pronunciate in questa fase ci sono profezia e verità, ma esse servono principalmente a conferire la vita all’uomo. Oggi, le parole sono diverse dalle profezie dei profeti. Questa è una fase dell’opera dedicata non alle profezie bensì alla vita dell’uomo, a cambiare l’indole della vita dell’uomo. La prima fase fu l’opera di Jahvè per spianare la strada affinché l’uomo adorasse Dio sulla terra. Fu l’opera di inizio, per trovare la fonte dell’opera sulla terra. A quel tempo, Jahvè insegnò agli israeliti a osservare il sabato, a rispettare i genitori e a vivere pacificamente con gli altri. Poiché gli uomini di quel tempo non capivano cosa costituisse l’uomo né come vivere sulla terra, era necessario che nella prima fase dell’opera Egli guidasse gli uomini nella loro vita. Tutto ciò che Jahvè disse loro non era mai stato noto all’umanità in precedenza né era stato in suo possesso. A quel tempo, sorsero molti profeti per parlare di profezie, tutte fatte sotto la guida di Jahvè. Questa era semplicemente una parte dell’opera. Nella prima fase, Dio non Si fece carne, così parlò a tutte le tribù e le nazioni attraverso i profeti. Quando Gesù compì la Sua opera, a quel tempo, non parlò tanto quanto oggi. Quest’opera della parola degli ultimi giorni non è mai stata svolta nelle epoche e nelle generazioni passate. Benché Isaia, Daniele e Giovanni abbiano fatto molte profezie, tali profezie erano completamente diverse dalle parole pronunciate oggi. Ciò di cui parlavano erano solo profezie, ma le parole attuali non lo sono. Se Io trasformassi tutto ciò di cui parlo ora in profezie, sareste in grado di capire? Se parlassi di questioni riguardanti il futuro, di questioni successive alla Mia partenza, come potresti ottenere la comprensione? L’opera della parola non fu mai compiuta al tempo di Gesù o nell’Età della Legge. Forse alcuni potrebbero dire: “Jahvè non pronunciò delle parole anche al tempo della Sua opera? Oltre a guarire le malattie, a scacciare i demoni e a operare segni e prodigi, a quel tempo Gesù non pronunciò anche delle parole?”. Ci sono differenze nel modo in cui le parole vengono pronunciate. Qual era la sostanza delle parole pronunciate da Jahvè? Egli stava solo guidando l’uomo nella sua vita sulla terra, cosa che non c’entrava nulla con le questioni spirituali della vita. Perché si dice che le parole di Jahvè furono proclamate in tutti i luoghi? La parola “proclamate” si riferisce all’enunciazione di spiegazioni chiare e di istruzioni dirette. Egli non dotò l’uomo di vita; piuttosto, prese semplicemente l’uomo per mano e gli insegnò come temerLo. Non ci furono parabole. L’opera di Jahvè in Israele non era volta a occuparsi dell’uomo o a disciplinarlo o a portare il giudizio e il castigo; era volta a guidare. Jahvè chiese a Mosè di dire alla Sua gente di raccogliere la manna nel deserto. Ogni mattina, prima dell’alba, dovevano raccogliere la manna, solo quanta ne bastava per sfamarsi quel giorno. La manna non si poteva conservare fino al giorno successivo, perché sarebbe ammuffita. Egli non insegnò all’uomo o non rivelò la sua natura, e non rivelò le sue idee e i suoi pensieri. Non cambiò l’uomo, ma lo guidò nella sua vita. A quel tempo, l’uomo era come un bambino; egli non comprendeva nulla e riusciva a fare solo movimenti meccanici basilari; perciò Jahvè emanò solo leggi per guidare la gente. Se desideri diffondere il Vangelo cosicché tutti coloro che cercano con cuore sincero possano acquisire la conoscenza dell’opera compiuta in questo giorno ed essere totalmente convinti, allora devi comprendere anche la storia interna, la sostanza e il significato dell’opera svolta in ciascuna fase. Udendo la tua testimonianza, essi riusciranno a comprendere l’opera di Jahvè e l’opera di Gesù e inoltre tutta l’opera compiuta in questo giorno, così come il rapporto e le differenze tra le tre fasi dell’opera, cosicché, dopo aver ascoltato, capiscano che nessuna delle tre fasi interferisce con le altre. Infatti sono state tutte compiute dallo stesso Spirito. Benché Essi abbiano svolto un’opera diversa in epoche diverse e abbiano pronunciato parole dissimili, i principi secondo cui operarono erano identici. Queste sono le visioni più grandi che tutte le persone devono comprendere.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

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