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X Parole classiche sulla realtà della verità nella quale le persone scelte da Dio devono entrare

(IV) Parole classiche su come conoscere la differenza tra l’opera di Dio e quella dell’uomo

73. L’opera di Dio Stesso comprende l’opera di tutto il genere umano, e rappresenta anche l’opera dell’intera era. Vale a dire, l’opera propria di Dio rappresenta il movimento e la tendenza di tutta l’opera dello Spirito Santo, mentre l’opera degli apostoli segue l’opera propria di Dio e non conduce l’era, né rappresenta la tendenza dell’opera dello Spirito Santo nell’intera era. Essi compiono solo l’opera che spetta all’uomo, e che non interessa affatto l’opera di gestione. L’opera propria di Dio consiste nel progetto all’interno dell’opera di gestione. L’opera dell’uomo consiste solo nello svolgimento dei compiti assegnati agli uomini che vengono usati e non ha alcuna relazione con l’opera di gestione. A causa delle differenti identità e rappresentazioni dell’opera, nonostante il fatto che siano entrambe opera dello Spirito Santo, ci sono chiare e sostanziali differenze tra l’opera propria di Dio e l’opera dell’uomo. Inoltre, l’estensione dell’opera compiuta dallo Spirito Santo sui destinatari di tale opera con differenti identità varia. Questi sono i principi e l’ambito dell’opera dello Spirito Santo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

74. La parola di Dio non può essere pronunciata come parola dell’uomo, tantomeno la parola dell’uomo può essere pronunciata come parola di Dio. Gli uomini di cui Dio Si avvale non sono Dio incarnato, e il Dio incarnato non è un uomo usato da Dio; in questo, c’è una differenza sostanziale. Forse, dopo aver letto queste parole, non accetti che siano le parole di Dio e le consideri soltanto alla stregua di parole di un uomo che è stato illuminato. In quel caso, sei accecato dall’ignoranza. Come possono le parole di Dio essere le stesse delle parole di un uomo che è stato illuminato? Le parole di Dio incarnato inaugurano una nuova età, guidano l’umanità intera, rivelano i misteri e mostrano all’uomo la direzione verso una nuova età. L’illuminazione ottenuta dall’uomo non è altro che una semplice pratica o conoscenza. Non può guidare tutta l’umanità verso una nuova età o rivelare il mistero di Dio Stesso. Del resto, Dio è Dio e l’uomo è uomo. Dio ha la sostanza di Dio e l’uomo ha la sostanza dell’uomo.

da Introduzione in La Parola appare nella carne

75. L’opera di Dio incarnato inaugura una nuova epoca e coloro che continuano la Sua opera sono gli uomini che sono utilizzati da Lui. L’opera svolta dall’uomo è tutta all’interno del ministero di Dio nella carne ed è incapace di andare oltre questo ambito. Se il Dio incarnato non viene a compiere la Sua opera, l’uomo non è in grado di portare la vecchia epoca alla fine e di inaugurare una nuova epoca. L’opera svolta da parte dell’uomo è limitata al solo ambito del proprio dovere, umanamente possibile, e che non rappresenta l’opera di Dio. Solo il Dio incarnato può venire a completare l’opera che Egli deve compiere e, a parte Lui, nessuno può compiere quest’opera in Sua vece. Naturalmente, ciò di cui parlo è in relazione all’opera di incarnazione.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

76. Alcuni potrebbero chiedersi: “Perché l’epoca deve essere inaugurata da Dio Stesso? Non può un essere creato fare le Sue veci?”. … Se l’umanità del creato fosse incaricata di concludere l’epoca, a prescindere che ciò avvenga dal punto di vista dell’uomo o di Satana, questo sarebbe solo un atto che si oppone a Dio o che Lo tradisce, non un atto di obbedienza nei Suoi confronti, e così il lavoro dell’uomo asseconderebbe Satana. Solo se l’uomo obbedisce a Dio e Lo segue in un’era inaugurata da Lui Stesso, Satana sarebbe pienamente convinto, perché questo è il dovere di un essere creato. Così dico che dovete solo seguire e obbedire, e non vi viene chiesto nient’altro. È questo che si intende quando si dice che ciascuno deve ottemperare al suo dovere e svolgere la sua funzione. Dio svolge la Sua opera e non ha bisogno che l’uomo lo faccia in Sua vece, né Si intromette nel lavoro degli esseri creati. L’uomo adempie al proprio dovere e non interferisce con l’opera di Dio, e questa è vera obbedienza e la prova che Satana è sconfitto. Dopo aver inaugurato la nuova era, Dio Stesso non opera più tra gli uomini. Solo allora l’uomo entra ufficialmente nella nuova era per ottemperare al suo dovere e per compiere la sua missione di essere creato. Questi sono i principi operativi che non possono essere trasgrediti da nessuno. Solo operare in questo modo è sensato e ragionevole. L’opera di Dio viene svolta da Dio Stesso. È Lui a mettere in moto la Sua opera, ed è Lui anche a concluderla. È Lui a pianificare l’opera, ed è Lui anche a gestirla e, ancor più, a portarla a compimento. È come è scritto nella Bibbia: “Io sono il Principio e la Fine; Io sono il Seminatore e il Mietitore”. Tutto ciò che è legato alla Sua opera di gestione viene compiuto da Lui Stesso. Egli è il Sovrano del piano di gestione di seimila anni; nessuno può compiere la Sua opera in Sua vece o portarla a termine, perché è Lui ad avere il controllo di tutto. Poiché Egli creò il mondo, sarà Lui a guidarlo affinché viva nella Sua luce e sarà Lui a concludere l’intera epoca per portare a compimento tutto il Suo piano!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

77. Se l’uomo dovesse realizzare tale opera, essa sarebbe troppo limitata: potrebbe portare l’uomo fino a un certo punto, ma non al destino eterno, poiché egli è incapace di decidere il destino dell’umanità nonché di garantirne le attese e il destino futuro. L’opera di Dio, tuttavia, è diversa. Poiché Egli ha creato l’uomo, lo guida; poiché salva l’uomo, lo salverà e guadagnerà pienamente; poiché guida l’uomo, lo condurrà al destino opportuno; e poiché ha creato e gestisce l’uomo, deve assumersi la responsabilità del suo destino e delle sue prospettive. Tale è l’opera del Creatore.

da “Ridare una vita normale all’uomo e condurlo a un destino meraviglioso” in La Parola appare nella carne

78. L’opera svolta da parte dell’uomo rappresenta solo una portata limitata e, quando Dio compie la Sua opera, non parla a una certa persona, ma a tutta l’umanità e a tutti coloro che accettano le Sue parole. La fine che Egli proclama è la fine di tutti gli uomini, non solo la fine di una certa persona. Egli non riserva a nessuno un trattamento speciale, né vittimizza nessuno, lavora e parla in favore di tutta l’umanità. Così questo Dio incarnato ha già classificato l’intera umanità in base al genere, l’ha già giudicata e ha organizzato una destinazione adatta per essa.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

79. Tutta l’opera che Dio Stesso compie è quella che Egli intende svolgere nel Suo piano di gestione ed è legata alla grande gestione. L’opera svolta dall’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Egli trova un nuovo cammino di esperienza rispetto a quello percorso da coloro che l’hanno preceduto, e guida i suoi fratelli e sorelle sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono è la loro esperienza individuale oppure scritti spirituali di uomini spirituali. Anche se lo Spirito Santo Si avvale di loro, la loro opera non è legata alla grande opera di gestione nel piano di seimila anni. Vengono semplicemente incaricati dallo Spirito Santo, in diversi periodi, di guidare le persone nella corrente dello Spirito Santo finché non adempiono alla loro funzione o la loro vita non giunge al termine. L’opera che compiono serve solo a preparare una strada adeguata per Dio Stesso o a continuare un aspetto nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Tali uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella Sua gestione e non possono aprire nuove vie d’uscita, né tantomeno concludere tutta l’opera di Dio dell’epoca precedente. Dunque l’opera che svolgono rappresenta soltanto un essere creato nello svolgimento della sua funzione e non può rappresentare Dio Stesso nel compimento del Suo ministero. Questo perché l’opera che compiono è diversa da quella di Dio Stesso. L’opera di inaugurare una nuova era non può essere svolta dall’uomo al posto di Dio. Non può essere compiuta da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutta l’opera svolta dall’uomo consiste nel fare il suo dovere come parte del creato e si compie solo quando egli è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. La guida che tali uomini offrono riguarda la pratica nella vita quotidiana dell’uomo e come egli debba agire in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro dell’uomo non coinvolge la gestione di Dio né rappresenta l’opera dello Spirito.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

80. Gli uomini di cui Egli Si avvale potrebbero anche svolgere una parte nuova dell’opera e altresì eliminare una parte di quella compiuta nell’età precedente, ma il loro lavoro non può esprimere l’indole e la volontà di Dio nella nuova epoca. Operano solo per cancellare l’opera dell’età precedente, non per compiere la nuova opera volta a rappresentare direttamente l’indole di Dio Stesso. Così, per quante pratiche obsolete aboliscano o per quante nuove ne introducano, essi rappresentano ancora l’uomo e gli esseri creati. Quando Dio Stesso compie l’opera, tuttavia, non dichiara apertamente l’abolizione delle pratiche della vecchia epoca né l’inizio di una nuova era. È diretto e immediato nella Sua opera. È schietto nell’esecuzione dell’opera che intende compiere, cioè esprime direttamente l’opera che ha provocato, la svolge direttamente come stabilito in origine, esprimendo il Suo essere e la Sua indole. Per come la vede l’uomo, la Sua indole e anche la Sua opera sono diverse da quelle delle epoche passate. Tuttavia, dalla prospettiva di Dio Stesso, si tratta semplicemente di una prosecuzione e di un ulteriore sviluppo della Sua opera. Quando a operare è Dio Stesso, Egli esprime la Sua parola e porta direttamente la nuova opera. Invece, quando a operare è l’uomo, ciò avviene attraverso la riflessione e lo studio, oppure si tratta dello sviluppo della conoscenza e della sistematizzazione della pratica, costruiti sulla base dell’opera altrui. Vale a dire che l’essenza dell’opera compiuta dall’uomo è rispettare la convenzione e “percorrere vecchie strade con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini di cui lo Spirito Santo Si avvale è costruita su quella aperta da Dio Stesso. Così, dopo tutto, l’uomo è uomo e Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

81. “Qual è la differenza tra l’opera realizzata dal Dio incarnato e quella dei profeti e degli apostoli del passato?” Anche Davide venne chiamato Signore, e così fu per Gesù; sebbene l’opera compiuta da entrambi fosse diversa, furono chiamati nello stesso modo. A tuo parere, perché le loro identità non erano le stesse? Quanto testimoniato da Giovanni riguardava una visione che proveniva dallo Spirito Santo, ed egli fu capace di dire le parole che intendeva dire lo Spirito Santo; perché l’identità di Giovanni è diversa da quella di Gesù? Le parole pronunciate da Gesù furono in grado di rappresentare in pieno Dio e la Sua opera. Quello che vide Giovanni era stata una visione, ed egli era incapace di rappresentare completamente l’opera di Dio. Per quale motivo Giovanni, Pietro e Paolo pronunciarono molte parole come aveva fatto Gesù, eppure non avevano la stessa identità di Gesù? Principalmente perché l’opera che svolsero fu diversa. Gesù personificava lo Spirito di Dio, ed era lo Spirito di Dio che agiva direttamente. Compì l’opera della nuova era, l’opera che in precedenza nessuno aveva fatto. Aprì una nuova via, rappresentò Jahvè e Dio Stesso. Mentre Pietro, Paolo e Davide, indipendentemente da come fossero stati chiamati, rappresentavano unicamente l’identità di una creatura di Dio, o furono inviati da Gesù o da Jahvè. Dunque, a prescindere da quante opere avessero compiuto o dalla grandezza dei loro miracoli, erano comunque solo delle creature di Dio, incapaci di rappresentarne lo Spirito divino. Operarono in nome di Dio o dopo essere stati mandati da Dio; inoltre, operarono nelle età iniziate da Gesù o da Jahvè, e l’opera che svolsero non era separata. In fin dei conti, erano soltanto creature di Dio.

da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in La Parola appare nella carne

82. Giovanni svolse solo l’opera dell’inizio; il resto della nuova opera fu compiuto da Gesù. Anche Giovanni svolse una nuova opera, ma non fu colui che inaugurò una nuova epoca. … Benché anche Giovanni abbia detto: “Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino”, e abbia altresì predicato il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non fu approfondita e costituì semplicemente un inizio. Invece, Gesù inaugurò una nuova era e portò a termine la vecchia, ma adempì anche la legge dell’Antico Testamento. L’opera che compì era più grande di quella di Giovanni, ed Egli venne a redimere tutta l’umanità. Fu Lui a svolgere quella fase dell’opera. Giovanni preparò semplicemente la strada. Anche se la sua opera fu grande, le sue parole molteplici e i discepoli che lo seguirono numerosi, la sua opera non fece altro che portare all’uomo un nuovo inizio. Da lui l’uomo non ricevette mai la vita, la via o verità più profonde, e per suo tramite non ottenne neppure la comprensione della volontà di Dio. Giovanni fu un grande profeta (Elia) che esplorò un nuovo terreno per l’opera di Gesù e che preparò gli eletti; fu il precursore per l’Età della Grazia. Simili questioni non si possono discernere semplicemente osservando il loro normale aspetto umano. In particolare, anche Giovanni svolse un’opera molto grande; inoltre, nacque dalla promessa dello Spirito Santo e la sua opera fu da Lui sostenuta. Dunque si può distinguere tra le loro rispettive identità solo attraverso la loro opera, perché l’aspetto esteriore dell’uomo non è indicativo della sua sostanza ed egli non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. L’opera svolta da Giovanni e quella svolta da Gesù non furono uguali, bensì di diversa natura. È questo che dovrebbe determinare se egli sia Dio oppure no. L’opera di Gesù consistette nell’iniziare, nel continuare, nel concludere e nel realizzare. Ciascuna di queste fasi fu compiuta da Gesù, mentre l’opera di Giovanni era solo quella di un inizio. In principio, Gesù diffuse il Vangelo e predicò la via del pentimento, poi passò a battezzare l’uomo, a guarire le malattie e a scacciare i demoni. Alla fine redense l’umanità dal peccato e completò la Sua opera per l’intera epoca. Predicò all’uomo e diffuse il Vangelo del Regno dei Cieli in tutti i luoghi. Lo stesso vale per Giovanni, con la differenza che Gesù inaugurò una nuova epoca e portò all’uomo l’Età della Grazia. Dalla Sua bocca uscì la parola su cosa l’uomo avrebbe dovuto praticare e sulla via che avrebbe dovuto seguire nell’Età della Grazia, e alla fine Egli completò l’opera di redenzione. Essa non avrebbe mai potuto essere svolta da Giovanni. Così fu Gesù a compiere l’opera di Dio Stesso, ed è Lui a essere Dio Stesso e a rappresentarLo direttamente.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

83. Colui che opera nella divinità rappresenta Dio, mentre coloro che lavorano nell’umanità sono persone utilizzate da Dio. Vale a dire, il Dio incarnato è sostanzialmente differente dalle persone utilizzate da Dio. Il Dio incarnato può svolgere l’opera della divinità, mentre le persone usate da Dio non possono. Al principio di ciascuna età, lo Spirito di Dio parla di persona, per inaugurare la nuova era e condurre l’uomo a un nuovo inizio. Quando Egli termina di parlare, significa che l’opera di Dio nella divinità è concluso. Da quel momento in poi, le persone seguono tutte il capo di quelli usati da Dio per farne esperienza di vita.

da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in La Parola appare nella carne

84. L’opera svolta dalla persona di cui Dio Si serve è intesa quale collaborazione all’opera di Cristo o dello Spirito Santo. Tale persona viene fatta sorgere da Dio tra gli esseri umani, ha il compito di guidare tutti gli eletti da Dio ed è inoltre fatta sorgere per svolgere l’opera di cooperazione con gli uomini. Una siffatta persona, capace di svolgere l’opera di cooperazione umana, può essere un tramite per soddisfare ulteriori prescrizioni rivolte da Dio all’uomo, nonché per l’opera che lo Spirito Santo deve compiere nell’uomo. In altri termini: l’obiettivo di Dio nel servirSi di tale uomo consiste nel fatto che tutti i Suoi seguaci possano comprendere meglio la Sua volontà e ottemperare a un maggior numero di Sue prescrizioni. Dato che gli esseri umani non sono capaci di comprendere direttamente le parole o la volontà di Dio, Dio ha fatto sorgere persone avvezze a tale compito.

da “Come Dio Si serve dell’uomo” in La Parola appare nella carne

85. Colui di cui Egli Si serve può essere definito altresì un mezzo tramite il quale Dio guida la gente, il “traduttore” che mette in comunicazione Dio e il popolo. Pertanto, un tale uomo è diverso da chiunque operi nella casa di Dio o da qualunque apostolo. Al pari di questi, si può affermare che è una persona che serve Dio, ma nella sostanza del suo lavoro e per il fatto che Dio Si serve di lui, egli è notevolmente diverso dagli altri operatori e apostoli. Quanto alla sostanza del suo lavoro e al fatto che Dio Si serve di lui, l’uomo di cui Dio Si serve è fatto sorgere da Lui, è preparato da Dio per la Sua opera e collabora con Dio stesso. Nessuno potrebbe mai sostituirlo nel suo lavoro, si tratta di cooperazione umana fondamentale per l’opera divina. Nel contempo, il lavoro svolto da altri operatori o apostoli non è che la trasmissione e attuazione dei molti aspetti delle disposizioni destinate in ogni epoca alle chiese, o la messa in opera di alcune semplici provvisioni di vita intese a dare sostegno alla vita della chiesa. Tali operatori e apostoli non sono nominati da Dio, ancor meno possono essere definiti persone di cui Si serve lo Spirito Santo. Essi sono selezionati fra le chiese e, dopo un periodo di formazione e approfondimento, quanti tra loro sono ritenuti idonei rimangono, mentre i non idonei vengono rimandati indietro. … D’altro canto, colui di cui Dio Si serve è una persona preparata da Dio, dotata di una certa levatura e di umanità. È stato già preparato e reso perfetto dallo Spirito Santo che lo guida in tutto e per tutto e, in particolare per quanto attiene al suo operato, egli viene diretto e comandato dallo Spirito Santo: di conseguenza non vi sono deviazioni sul percorso delle guide scelte da Dio, perché Dio di sicuro Si assume la responsabilità del Proprio lavoro. E Dio fa sempre la Sua parte.

da “Come Dio Si serve dell’uomo” in La Parola appare nella carne

86. La parola e l’opera dei profeti e quelle utilizzate dallo Spirito Santo compiono tutte il dovere dell’uomo, svolgendone la funzione di essere creato e facendo ciò che l’uomo dovrebbe fare. Tuttavia la parola e l’opera del Dio incarnato servono a svolgere il Suo ministero. Sebbene la Sua forma esteriore sia quella di un essere creato, la Sua opera serve a svolgere non la Sua funzione ma il Suo ministero. Il termine “dovere” viene usato in relazione agli esseri creati, mentre “ministero” viene usato in relazione alla carne del Dio incarnato. Vi è una differenza essenziale fra i due termini, che non sono intercambiabili. L’attività dell’uomo è soltanto compiere il suo dovere, mentre l’opera di Dio è gestire e svolgere il Suo ministero. Pertanto, anche se molti apostoli furono utilizzati dallo Spirito Santo e molti profeti erano ricolmi di Lui, la loro opera e la loro parola servivano soltanto a compiere il loro dovere di esseri creati. Sebbene le loro profezie potessero essere più grandi della via della vita di cui ha parlato il Dio incarnato, e perfino la loro umanità fosse più trascendente di quella del Dio incarnato, comunque compivano il loro dovere e non svolgevano un ministero. Il dovere dell’uomo si riferisce alla sua funzione ed è qualcosa di conseguibile da parte sua. Invece, il ministero svolto dal Dio incarnato è legato alla Sua gestione, che non è conseguibile da parte dell’uomo. Che il Dio incarnato parli, operi o manifesti prodigi, sta compiendo un’opera grandiosa nell’ambito della Sua gestione, e tale opera non può essere svolta dall’uomo in Sua vece. L’attività dell’uomo è solo di compiere il suo dovere di essere creato in una data fase dell’opera di gestione di Dio. Senza tale gestione, cioè, se il ministero del Dio incarnato andasse perduto, andrebbe perduto anche il dovere dell’essere creato. L’opera di Dio nello svolgere il Suo ministero ha lo scopo di gestire l’uomo, mentre l’uomo che compie il suo dovere rappresenta l’esecuzione dei suoi obblighi di soddisfare le richieste del Creatore e in nessun modo ciò può essere considerato lo svolgimento di un ministero. Per l’essenza intrinseca di Dio, ossia lo Spirito, l’opera di Dio è la Sua gestione, ma per il Dio incarnato che assume la forma esteriore di un essere creato, l’opera è lo svolgimento del Suo ministero. Qualunque opera compia, ha il fine di svolgere il Suo ministero, e l’uomo può soltanto fare del suo meglio nell’ambito della Sua gestione e sotto la Sua guida.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

87. L’opera dell’uomo rappresenta la sua esperienza e la sua umanità. Ciò che l’uomo provvede e l’opera che l’uomo svolge lo rappresentano. Il modo dell’uomo di vedere, di ragionare, la sua logica, la sua ricchezza di immaginazione, sono tutti aspetti inclusi nella sua opera. In particolare, l’esperienza dell’uomo è maggiormente in grado di rappresentare la sua opera e le esperienze che una persona ha compiuto saranno i componenti della sua opera. L’opera dell’uomo può esprimere la sua esperienza. … Ciò che l’uomo esprime è ciò che osserva, sperimenta e può immaginare. Anche se si tratta di dottrine o di nozioni, sono tutte raggiungibili dal pensiero umano. Indipendentemente dalle dimensioni dell’opera umana, essa non può uscire dall’ambito dell’esperienza umana, da ciò che l’uomo osserva o da ciò che l’uomo può immaginare o concepire. Ciò che Dio esprime è ciò che Dio Stesso è, e va oltre la portata dell’uomo, cioè al di là del pensare umano. Egli esprime la Sua opera di conduzione dell’intera umanità e ciò non è rilevante per i dettagli dell’esperienza umana, bensì riguarda la Sua Stessa gestione. L’uomo esprime la propria esperienza, mentre Dio esprime il Proprio essere: questo essere è la Sua intrinseca indole ed è al di là della portata dell’uomo. L’esperienza dell’uomo consiste nella sua osservazione e nella conoscenza acquisita in base all’espressione del Proprio essere da parte di Dio. Tale osservazione e conoscenza prendono il nome di essere dell’uomo. Sono espresse sul fondamento dell’intrinseca indole dell’uomo e del suo effettivo calibro; di conseguenza vengono anche chiamati essere dell’uomo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

88. L’ambito all’interno del quale la verità viene sperimentata dall’uomo si fonda quasi sempre sulle differenti condizioni individuali e pertanto non è lo stesso. In tal modo, la conoscenza della stessa verità espressa da diverse persone non è la stessa, vale a dire, l’esperienza dell’uomo ha sempre dei limiti e non può rappresentare nella sua completezza la volontà dello Spirito Santo, e il lavoro dell’uomo non può essere percepito come l’opera di Dio, anche se quanto viene espresso dall’uomo corrisponde molto da vicino alla volontà di Dio, anche se l’esperienza dell’uomo è molto vicina all’opera di perfezionamento svolta dallo Spirito Santo. L’uomo può essere solo un servitore di Dio, svolgendo l’opera che Dio gli assegna. L’uomo può esprimere la conoscenza solo sotto l’illuminazione dello Spirito Santo e le verità raggiunte mediante le proprie personali esperienze. L’uomo non è qualificato e non possiede le condizioni per essere l’emissario dello Spirito Santo. Non è autorizzato a dire che l’opera dell’uomo è l’opera di Dio. L’uomo ha principi di lavoro umani e tutti gli uomini hanno esperienze diverse e si trovano in condizioni soggette a cambiamento. L’opera dell’uomo include tutte le esperienze da lui compiute sotto l’illuminazione dello Spirito Santo. Queste esperienze possono essere rappresentative solo dell’essere dell’uomo e non rappresentano l’essere di Dio, né il volere dello Spirito Santo. Il sentiero percorso dall’uomo, pertanto, non può essere definito come il percorso compiuto dallo Spirito Santo, poiché l’opera dell’uomo non può rappresentare l’opera di Dio e l’opera ed esperienza dell’uomo non sono l’intera volontà dello Spirito Santo. L’opera dell’uomo è propensa a ricadere in una regola, e il metodo del suo operare viene facilmente confinato a un ambito limitato e non è in grado di condurre la gente in una via di libertà. La maggior parte dei seguaci vive in un ambito limitato e anche il loro modo di sperimentare possiede un ambito limitato. L’esperienza dell’uomo è sempre limitata; anche il metodo della sua opera è limitato a poche tipologie e non può essere paragonato all’opera dello Spirito Santo o di Dio Stesso; questo, perché l’esperienza dell’uomo, alla fine, è limitata. Comunque Dio compia la Sua opera, non ci sono regole in questo; comunque venga svolta, non è limitata a un solo e unico modo. Non ci sono regole di alcun tipo nell’opera di Dio, tutta la Sua opera si realizza nella più assoluta libertà. Indipendentemente da quanto tempo l’uomo passi a seguirLo, egli non sarà mai in grado di riassumere tutte le leggi e le vie della Sua opera. Sebbene la Sua opera abbia dei principi, viene sempre svolta in modi nuovi e possiede sempre nuovi sviluppi, che sono al di là dell’umana portata. Durante un periodo di tempo, Dio può utilizzare numerose differenti modalità di opera e diversi modi di condurre, così da permettere sempre alle persone di usufruire di nuovi ingressi e nuovi cambiamenti. Non puoi individuare le leggi che governano la Sua opera, poiché Egli lavora in modi sempre nuovi. Solo in tal modo i seguaci di Dio non cadono nelle regole. L’opera di Dio Stesso evita sempre le nozioni della gente e confuta le loro nozioni. Solo coloro che seguono e perseguono Dio con cuore sincero possono essere trasformati nella propria indole e divenire in grado di vivere liberamente senza essere soggetti ad alcuna regola né vincolati ad alcun concetto religioso.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

89. Dovete sapere come differenziare l’opera di Dio da quella dell’uomo. Che cosa sei in grado di vedere dall’opera dell’uomo? Ci sono un sacco di elementi dell’esperienza umana nell’opera dell’uomo; quel che l’uomo esprime è ciò che egli è. Anche l’opera propria di Dio esprime ciò che Egli è, ma ciò che Egli è differisce da ciò che l’uomo è. Ciò che l’uomo è rappresenta l’esperienza e la vita dell’uomo (ciò che l’uomo sperimenta o incontra nella propria vita, o le filosofie di vita che possiede), e le persone che vivono in contesti differenti esprimono esseri differenti. Che tu abbia o meno delle esperienze sociali e che cosa tu di fatto viva e sperimenti nella tua famiglia, può essere osservato in ciò che esprimi, mentre tu non puoi vedere dall’opera del Dio incarnato se Egli abbia o meno delle esperienze sociali. Egli è perfettamente consapevole dell’essenza dell’uomo, Egli può rivelare ogni tipo di pratica relativa a qualsiasi genere di persona. È ancor più bravo nel rivelare l’indole umana corrotta e il comportamento ribelle. Non vive tra la gente del mondo, ma è consapevole della natura dei mortali e di tutte le corruzioni della gente del mondo. Questo è ciò che Egli è. Sebbene non abbia a che fare con il mondo, Egli conosce le regole dell’avere a che fare con il mondo, poiché comprende appieno la natura umana. Conosce l’opera dello Spirito, che gli occhi dell’uomo non possono vedere e che le orecchie dell’uomo non possono sentire, sia di oggi che del passato. Ciò include una saggezza che non è una filosofia di vita, e un aspetto prodigioso che la gente fatica a immaginare. Questo è ciò che Egli è, palesato e al tempo stesso nascosto alla gente. Ciò che Egli esprime non è quale straordinaria persona Egli sia, bensì gli attributi intrinseci e l’essere dello Spirito. Egli non viaggia per il mondo, ma ne conosce ogni aspetto. Contatta gli “antropoidi” che non hanno alcuna conoscenza né intuizione, ma esprime parole che sono più elevate della conoscenza e superiori a quelle di grandi uomini. Vive in mezzo a un gruppo di persone ottuse e intontite che non hanno umanità, e che non comprendono la vita e le convenzioni umane, ma può chiedere al genere umano di condurre una vita umana normale, rivelando al tempo stesso la bassezza e la meschinità dell’umanità del genere umano. Tutto questo è ciò che Egli è, più alto di quanto sia ogni persona in carne e ossa. Per Lui, non è necessario fare esperienza di una complessa, complicata e sordida vita sociale, per compiere l’opera che Egli deve fare e svelare a fondo l’essenza di un’umanità corrotta. La sordida vita sociale non edifica la Sua carne. La Sua opera e le Sue parole si limitano a rivelare la disobbedienza dell’uomo e non forniscono all’uomo esperienza e lezioni per affrontare il mondo. Non ha bisogno di indagare società o famiglia dell’uomo mentre dona all’uomo la vita. Mettere a nudo e giudicare l’uomo non è un’espressione delle esperienze della Sua carne, serve per rivelare l’iniquità dell’uomo, dopo aver conosciuto a lungo la disobbedienza umana e detestato la corruzione umana. L’opera che Egli compie consiste nel rivelare la Propria indole all’uomo ed esprimere il Proprio essere. Egli soltanto può svolgere quest’opera, non si tratta di qualcosa che una persona in carne e ossa possa fare.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

90. È istinto di Dio esprimere ciò che è la divinità, che venga espresso nella carne o direttamente dallo Spirito; questo è il ministero di Dio. L’uomo esprime le proprie esperienze o conoscenze (cioè, esprime ciò che è) durante l’opera di Dio o in seguito; questo è l’istinto e il dovere dell’uomo, è ciò che l’uomo dovrebbe ottenere.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

91. L’opera svolta da Dio non rappresenta l’esperienza della Sua carne; l’opera svolta dall’uomo rappresenta l’esperienza dell’uomo. Ognuno parla della propria personale esperienza. Dio può esprimere direttamente la verità, mentre l’uomo può solo esprimere l’esperienza corrispondente dopo aver sperimentato la verità. L’opera di Dio non ha regole e non è soggetta a limiti di tempo o a confini geografici. Egli può esprimere ciò che è in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Lavora come Gli pare e piace. L’opera dell’uomo ha condizioni e contesto; altrimenti, egli non è in grado di lavorare né di esprimere la propria conoscenza di Dio o la sua esperienza della verità. Non devi far altro che confrontare le differenze tra loro per dire se si tratti dell’opera propria di Dio o dell’opera dell’uomo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

92. Quando gli esseri umani agiscono, cercano e procedono a tentoni, sempre imitando e riflettendo sulla base delle fondamenta poste da altri al fine di ottenere un ingresso più profondo. L’opera di Dio consiste nel provvedere la Sua essenza, Egli compie l’opera che Egli Stesso deve compiere e non provvede alla chiesa usando la conoscenza derivante dall’attività di un qualsiasi essere umano; invece compie l’opera attuale in base alla condizione delle persone. Pertanto, operare in questo modo presenta una libertà migliaia di volte maggiore rispetto all’attività degli esseri umani. A questi ultimi sembra perfino che Dio non Si attenga al Suo dovere e operi come preferisce. Ma tutta l’opera da Lui eseguita è opera nuova, e tu devi sapere che l’opera di Dio incarnato non è mai fondata sulle sensazioni.

da “Pratica (5)” in La Parola appare nella carne

93. Nel corso del tempo, le persone che Dio ha utilizzato hanno tutte pensiero e ragione normali. Tutte sanno come comportarsi e come gestire le questioni della vita. Sono in possesso di un normale umano sistema di idee e possiedono tutto ciò che una persona normale dovrebbe possedere. La maggior parte di loro possiede eccezionale talento e un’intelligenza innata. Lavorando attraverso queste persone, lo Spirito di Dio sfrutta i loro talenti, che sono i doni dati loro da Dio. È lo Spirito di Dio che mette in gioco i loro talenti, usando i loro punti di forza per servire Dio. L’essenza di Dio, tuttavia, è priva-di-ideologia e priva-di-pensiero. Non include idee umane né manca di ciò che gli esseri umani normalmente possiedono. Vale a dire, Dio non comprende nemmeno i principi della condotta umana. Questo è il modo in cui stanno le cose quando il Dio di oggi viene sulla terra. Egli opera e parla senza incorporare le idee o il pensiero dell’uomo, bensì direttamente rivela il significato originario dello Spirito e opera direttamente per conto di Dio. Ciò significa che lo Spirito porta avanti l’opera, e questa opera non ha in sé nemmeno un briciolo di idee umane. Cioè, il Dio incarnato personifica direttamente la divinità, privo di pensiero o di ideologia umani, e senza alcuna comprensione dei principi del comportamento umano.

da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in La Parola appare nella carne

94. L’uomo necessita di un lungo periodo di addestramento e perfezionamento prima di poter essere usato per svolgere un lavoro, ed è necessaria un’umanità particolarmente grande. Non solo l’uomo deve essere capace di sostenere il suo normale senno umano, ma deve anche conoscere molti dei principi e delle regole di condotta dinanzi agli altri, e inoltre deve apprendere meglio la saggezza e l’etica dell’uomo. Questo è ciò di cui l’uomo deve essere munito. Non è così, tuttavia, per il Dio fattoSi carne, perché la Sua opera non rappresenta l’uomo né è quella dell’uomo; è, piuttosto, un’espressione diretta del Suo essere e una realizzazione diretta dell’opera che Egli deve compiere. (Naturalmente, la Sua opera viene svolta quando deve essere svolta, e non a casaccio, a piacimento. Piuttosto, la Sua opera inizia quando è il momento di compiere il Suo ministero.) Egli non prende parte alla vita dell’uomo o al lavoro dell’uomo, cioè la Sua umanità non è dotata di alcuna di queste cose (ma ciò non influisce sulla Sua opera). Egli compie il Suo ministero solo quando è il momento di farlo; qualunque sia il Suo status, Egli procede semplicemente con l’opera che deve svolgere. Qualunque cosa l’uomo sappia di Lui o qualunque siano le sue opinioni di Lui, la Sua opera non viene influenzata.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

95. Ciò che gli uomini comunicano trasmette il loro personale modo di vedere e di sentire, esprimendo ciò che osservano e provano sul fondamento dell’opera di Dio. La loro responsabilità consiste nello scoprire, dopo che Dio opera o parla, ciò che devono mettere in pratica o in cui devono entrare, e poi trasmetterlo ai propri seguaci. Pertanto, l’opera dell’uomo rappresenta il suo ingresso e la sua pratica. Ovviamente, tale opera è mescolata a lezioni ed esperienze umane o ad alcuni pensieri umani.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

96. Se non ci fosse alcun’opera svolta da Dio Stesso e ci fosse solo l’opera dell’uomo, sapresti che gli insegnamenti dell’uomo sono elevati, al di là delle capacità di chiunque altro; il loro modo di parlare, i loro principi nel gestire le situazioni e il loro modo di lavorare, ricco di esperienza e di consistenza, sono al di là della portata degli altri. Voi tutti ammirate queste persone dall’umanità elevata, ma non siete in grado di vedere dall’opera e dalle parole di Dio quanto elevata sia la Sua umanità. Invece, Egli è ordinario e mentre opera è normale e reale ma anche incommensurabile per i mortali, e questo fa sì che la gente provi un certo tipo di timore per Lui. Forse l’esperienza di una persona nel proprio lavoro è particolarmente elevata o la sua immaginazione e le sue opinioni sono particolarmente alte, e la sua umanità è particolarmente buona; questi aspetti possono guadagnare solo l’ammirazione della gente, ma non possono far nascere in loro alcuna riverenza e terrore. Tutta la gente ammira coloro che hanno la capacità di lavorare e che hanno un’esperienza particolarmente profonda e possono praticare la verità, ma ciò non può mai suscitare timore, solo ammirazione e invidia. Tuttavia, le persone che hanno sperimentato l’opera di Dio non ammirano Dio, bensì sentono che la Sua opera sia al di là della portata dell’uomo e che sia imperscrutabile per l’uomo, e che sia fresca e meravigliosa. Quando le persone sperimentano l’opera di Dio, la prima cosa che apprendono di Lui è che Egli è imperscrutabile, sapiente e meraviglioso, e inconsciamente Lo temono e avvertono il mistero dell’opera da Lui compiuta, che è al di là della portata della mente umana. Le persone vogliono semplicemente essere all’altezza delle Sue richieste, per adempiere i Suoi desideri; non desiderano superarLo, poiché l’opera che Egli compie va al di là del pensiero e dell’immaginazione dell’uomo e non può essere svolta dall’uomo in Sua vece.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

97. L’esperienza o la conoscenza dell’uomo non sgorgano dai suoi doni innati o dal suo istinto; sgorgano invece a motivo della guida di Dio e della diretta cura pastorale di Dio. L’uomo ha solo l’organo per accettare tale cura pastorale, e non l’organo per esprimere direttamente che cosa sia la divinità. L’uomo non è in grado di essere la sorgente, bensì può solo essere il recipiente che accoglie l’acqua dalla sorgente; questo è l’istinto umano, l’organo che si dovrebbe possedere in quanto esseri umani. Se una persona perde l’organo per accettare la parola di Dio e perde l’istinto umano, quella persona perde anche ciò che è più prezioso, e perde il dovere di uomo creato. Se una persona non ha conoscenza né esperienza della parola di Dio o della Sua opera, quella persona perde il dovere, il dovere che dovrebbe svolgere in quanto creatura, e perde la dignità di creatura.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

98. L’opera dell’uomo permette alla gente di acquisire più chiarezza su ciò a cui dovrebbero accedere e ciò che dovrebbero comprendere; ciò include il condurre la gente a comprendere e a fare esperienza della verità. L’opera dell’uomo ha lo scopo di sostenere la gente; l’opera di Dio ha lo scopo di aprire nuovi sentieri e nuove ere per l’umanità e rivelare alla gente ciò che non è noto ai mortali, permettendo loro di conoscere la Sua indole. L’opera di Dio è di guidare tutta l’umanità.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

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