“Dio Stesso, l’Unico III” | Estratto 123

Sottomettersi al dominio del Creatore e affrontare serenamente la morte

Nel momento in cui una persona nasce, un’anima solitaria inizia la sua esperienza di vita sulla terra, la sua esperienza dell’autorità del Creatore che Egli ha predisposto. Inutile dirlo, per l’individuo, per l’anima, questa è una straordinaria opportunità per acquisire la conoscenza della Sua sovranità, per arrivare a conoscere la Sua autorità e a sperimentarla personalmente. Gli uomini vivono la vita secondo le leggi del destino stabilite per loro dal Creatore e, per qualunque persona razionale con una coscienza, scendere a patti con la Sua sovranità e riconoscere la Sua autorità nel corso di diversi decenni sulla terra non è una cosa difficile da fare. Pertanto dovrebbe essere molto facile per ciascuno riconoscere, attraverso le proprie esperienze di vita nel corso dei vari decenni, che tutti i destini umani sono prestabiliti, e afferrare o riassumere cosa significhi essere vivi. Nel momento stesso in cui si imparano queste lezioni di vita, si arriva gradualmente a capire da dove venga l’esistenza, a comprendere di cosa il cuore abbia veramente bisogno, cosa conduca una persona al vero percorso di vita, quali dovrebbero essere la missione e l’obiettivo di un’esistenza umana; e si riconoscerà gradualmente che se non si adora il Creatore, se non ci si sottomette alla Sua autorità, quando si affronterà la morte – quando l’anima starà per rincontrare il Creatore –, il cuore si riempirà di paura e di inquietudine infinite. Se una persona è esistita nel mondo per diversi decenni ma non è arrivata a capire da dove venga la vita umana, se non ha ancora riconosciuto in quali mani si trovi il destino umano, non c’è da meravigliarsi che non sia in grado di affrontare serenamente la morte. Una persona che, dopo aver vissuto per diversi decenni, ha acquisito la conoscenza della sovranità del Creatore è un individuo che apprezza correttamente il significato e il valore dell’esistenza; un individuo con una profonda conoscenza dello scopo della vita, con una vera esperienza e comprensione della sovranità del Creatore; e, ancora di più, un individuo in grado di sottomettersi alla Sua autorità. Una persona simile capisce il significato della creazione dell’umanità da parte di Dio, capisce che l’uomo deve adorare il Creatore, che tutto ciò che egli possiede viene da Lui e a Lui tornerà un giorno non lontano da oggi; una persona simile comprende che il Creatore predispone la nascita dell’uomo e ha la sovranità sulla sua morte, e che sia la vita sia la morte sono prestabilite dalla Sua autorità. Così, quando si afferrano davvero queste cose, naturalmente si è in grado di affrontare la morte con serenità, di accantonare tranquillamente tutti i propri averi terreni, di accettare felicemente tutto ciò che segue e di sottomettervisi, e di accogliere l’ultimo momento decisivo della vita disposto dal Creatore, anziché temerlo ciecamente e lottare contro di esso. Se si considera la vita un’opportunità per sperimentare la sovranità del Creatore e per arrivare a conoscere la Sua autorità, se la si vede come una rara occasione di compiere il proprio dovere come essere umano creato e di realizzare la propria missione, si avrà necessariamente una visione corretta dell’esistenza, si condurrà una vita beata e guidata dal Creatore, si camminerà nella Sua luce, si conoscerà la Sua sovranità, ci si sottometterà al Suo dominio, si diventerà testimoni delle Sue azioni miracolose e della Sua autorità. Inutile dirlo, una persona simile verrà necessariamente amata e accettata dal Creatore, e soltanto un individuo di questo tipo potrà avere un atteggiamento sereno verso la morte e accogliere con gioia l’ultimo momento decisivo della vita. Giobbe, ovviamente, aveva questo genere di atteggiamento verso la morte; era nella posizione di accettare felicemente l’ultimo momento decisivo dell’esistenza e, avendo portato il viaggio della sua vita a una conclusione tranquilla e completato la sua missione nell’esistenza, tornò accanto al Creatore.

Tratto da “La Parola appare nella carne

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