La visione dell’opera di Dio (3) (Estratto VIII)

Quando Gesù venne a compiere la Sua opera, fu sotto la direzione dello Spirito Santo; agì secondo la volontà dello Spirito Santo, e non secondo l’Età della Legge dell’Antico Testamento o secondo l’opera di Jahvè. Benché l’opera che Gesù venne a svolgere non fosse quella di far rispettare le leggi o i comandamenti di Jahvè, la Loro fonte fu la stessa. L’opera che Gesù compì, rappresentò il nome di Gesù unitamente all’Età della Grazia; quanto all’opera svolta da Jahvè, essa rappresentò Jahvè insieme all’Età della Legge. La Loro opera fu l’opera di un solo Spirito in due età diverse. L’opera che Gesù svolse, poté rappresentare solo l’Età della Grazia, mentre quella compiuta da Jahvè caratterizzò unicamente l’Età della Legge dell’Antico Testamento. Jahvè condusse soltanto il popolo di Israele e d’Egitto, e di tutte le nazioni al di là di Israele. L’opera di Gesù nell’Età della Grazia del Nuovo Testamento era l’opera di Dio con il nome di Gesù, poiché Egli diresse l’epoca. Se tu affermi che l’opera di Gesù si è basata su quella di Jahvè, che Egli non avviò alcuna opera nuova, e che tutto quello che compì è stato secondo le parole di Jahvè, secondo la Sua opera e le profezie di Isaia, allora Gesù non sarebbe Dio fattoSi carne. Se avesse condotto il Suo operato in questo modo, sarebbe stato un apostolo o un lavoratore dell’Età della Legge. Se è come tu dici, Gesù non avrebbe potuto inaugurare un’epoca, né avrebbe compiuto alcun’altra opera. Parimenti, lo Spirito Santo deve svolgere principalmente il Suo operato attraverso Jahvè e, se non attraverso Jahvè, lo Spirito Santo non avrebbe potuto realizzare alcuna nuova opera. È sbagliato che l’uomo consideri l’opera di Gesù in questo modo. Se l’uomo crede che quello che Gesù compì sia stato in base alle parole di Jahvè e alle profezie di Isaia, allora Gesù fu Dio incarnato o uno dei profeti? Secondo questo punto di vista, non ci sarebbe alcuna Età della Grazia, e Gesù non sarebbe l’incarnazione di Dio, perché l’opera che svolse non poteva rappresentare l’Età della Grazia, bensì soltanto quella della Legge dell’Antico Testamento. Potrebbe esserci una nuova età solo se Gesù venisse a compiere una nuova opera, a inaugurare una nuova età, a superare l’opera precedentemente compiuta in Israele, e per condurre la Sua opera non in base al lavoro svolto da Jahvè in Israele o ai Suoi vecchi precetti o in conformità alle disposizioni di legge, ma piuttosto per svolgere la nuova opera che dovrebbe compiere. Dio Stesso viene a inaugurare un’età, e Dio Stesso viene a portarla a termine. L’uomo non è in grado di svolgere il compito di dare inizio a un’epoca e di concluderla. Se Gesù non avesse concluso l’opera di Jahvè, ciò sarebbe la prova che Egli era soltanto un uomo, e incapace di rappresentare Dio. Proprio perché venne e ultimò l’opera di Jahvè, proseguendo da questa e iniziando la Propria opera, una nuova, ciò dimostra che si è trattato di una nuova epoca, e che Gesù era Dio Stesso. Essi compirono due fasi nettamente differenti dell’opera. Una fase fu attuata nel tempio, e l’altra fu realizzata fuori dal tempio. Una fase fu quella di condurre la vita dell’uomo secondo la legge, e l’altra quella di immolarsi come offerta per il peccato. Entrambe queste fasi dell’opera furono notevolmente diverse; questo separa la nuova età dalla vecchia, ed è assolutamente corretto affermare che si tratta di due età diverse. I luoghi del Loro operato furono distinti, come pure il contenuto e l’obiettivo. In quanto tali, si possono suddividere in due epoche: il Nuovo e l’Antico Testamento, vale a dire, la vecchia e la nuova età. […] Benché furono chiamati con due nomi diversi, fu lo stesso Spirito a compiere entrambe le fasi dell’opera, e l’opera che è stata realizzata era ininterrotta. Poiché era diverso il nome, ed era differente il contenuto dell’opera, lo era anche l’età. Quando venne Jahvè, fu l’Età di Jahvè, e quando venne Gesù, fu quella di Gesù. E così, a ogni venuta, Dio è chiamato con un nome solo, rappresenta una sola età, e apre un nuovo percorso; e in ogni nuovo percorso Egli assume un nuovo nome, il che dimostra che Dio è sempre nuovo e mai vecchio, e che la Sua opera non smette mai di progredire.

Tratto da “La Parola appare nella carne

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