Non temere più il potere

12 Febbraio 2022

di Xiaohan, Cina

Lo scorso febbraio, sorella Wang, una leader della Chiesa, ha presentato a una riunione del mio gruppo sorella Song, che era appena stata nominata leader e con cui avrebbe iniziato a lavorare. Sorella Song è venuta a trovarci altre volte dopo di allora, ma sempre per fare una consegna o informarci di qualcosa, mai per partecipare a una riunione così da capire meglio il nostro lavoro e le nostre difficoltà nell’ingresso alla vita. Ho pensato dovesse essere molto occupata e non avesse tempo per approfondire il nostro lavoro, quindi dovevamo solo fare di più nel nostro dovere.

Un giorno, all’inizio di marzo, sorella Song ha scritto un articolo sulle sue esperienze e mi ha chiesto dei suggerimenti per migliorarlo. Era lungo poco più di 1000 parole, e sembrava un po’ vago, privo di dettagli. Quando gliene ho parlato, ha risposto che era una credente dal 2008 e aveva sempre servito come leader, finché qualche anno fa non si è ammalata. Sentiva che tutti quegli anni di dovere senza sosta l’avevano sfinita, così aveva deciso di trovarsi un lavoro. Non aveva partecipato a incontri né letto le parole di Dio per tre anni. Questa cosa mi ha sconvolta, così le ho chiesto se fosse stato difficile per lei stare tutti quegli anni senza vivere la vita della Chiesa, senza riunirsi né leggere le parole di Dio. Lei ha detto: “Non provo niente al riguardo”. Poi ha raccontato che tre mesi prima, nel supermercato dove lavorava, aveva incontrato altri membri della Chiesa che le avevano chiesto di tornare. Ero confusa e provavo un po’ di agitazione. Pensavo: “Dopo tre anni fuori dalla Chiesa, sarebbe stata in grado di gestire una posizione di leadership nella Chiesa a soli tre mesi dal suo rientro?” Ho ricordato le parole di Dio: “I leader e i lavoratori devono saper tenere condivisioni sulle parole di Dio, devono essere in grado di trovare una via per la pratica dalle parole di Dio, e devono guidare le persone nella comprensione delle parole di Dio e nello sperimentare e accedere alle parole di Dio nella loro vita quotidiana. Devono essere in grado di incorporare le parole di Dio nella loro vita quotidiana e, quando si trovano di fronte a un problema, devono essere in grado di risolverlo utilizzando le parole di Dio; allo stesso modo, devono anche essere in grado di usare le parole di Dio per affrontare le varie difficoltà che incontrano nello svolgimento del loro dovere” (“Come riconoscere i falsi capi (1)” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Era rimasta fuori dalla Chiesa per anni ed era in un letargo spirituale, senza alcuna esperienza pratica. Come poteva condividere la verità per aiutare i fratelli e le sorelle? Sceglierla come leader andava contro i principi. In quel momento mi sono detta che forse l’avevano scelta perché aveva buona levatura e capiva velocemente la verità. Così ho taciuto.

Poi, qualche giorno dopo, in una riunione del nostro gruppo, sorella Zhang e sorella Zhou mi hanno detto che non ritenevano che sorella Song dovesse essere una leader, e che anche altri avevano sollevato dei dubbi, chiedendosi in base a quale principio sorella Song fosse stata eletta. Sorella Song non aveva una reale comprensione delle parole di Dio da condividere nelle riunioni, e a volte, dopo aver letto un passo, si limitava a riassumerne il contenuto. Quando i fratelli e le sorelle le parlavano dei loro problemi, non aveva idea di cosa dire. Sorella Zhang e sorella Zhou ne hanno parlato con la nostra leader, sorella Wang, ma lei ha risposto che sorella Song si era sempre dimostrata una buona leader in precedenza ed era stata persino promossa a lavorare in altre regioni. Ora aveva lasciato il lavoro per svolgere il suo dovere, e tutto questo indicava che era una persona corretta, quindi era stata scelta direttamente da un leader superiore. Sembrava che neanche sorella Wang realizzasse. Con le altre due sorelle, abbiamo cercato la verità al riguardo, e abbiamo trovato questo passo delle parole di Dio: “Coloro che possono guidare Chiese, fornire vita alle persone ed essere apostoli per la gente devono avere esperienza effettiva, devono avere una corretta comprensione delle questioni spirituali, un corretto apprezzamento e una corretta esperienza della verità. Solo tali uomini sono qualificati per essere collaboratori o apostoli alla guida delle Chiese. Altrimenti, possono solo seguire in quanto ultimi e non possono condurre, né tantomeno essere apostoli in grado di fornire vita alla gente. La ragione di ciò sta nel fatto che la funzione degli apostoli non è quella di correre qua e là o di combattere, bensì quella di compiere il lavoro di fornire la vita e guidare gli altri nella trasformazione della loro indole. A coloro i quali svolgono questa funzione è affidato un incarico di grande responsabilità, una responsabilità che non tutti sono in grado di sostenere. Questo tipo di lavoro può essere intrapreso solo da coloro in possesso di ciò che è vita, cioè coloro che hanno esperienza della verità. Non può essere intrapreso da chiunque sappia fare rinunce, possa correre qua e là o essere disposto a spendersi; persone che non abbiano alcuna esperienza della verità, che non siano state potate o giudicate, non sono in grado di svolgere questo tipo di lavoro. Le persone senza alcuna esperienza, cioè prive di realtà, non sono in grado di vedere la realtà con chiarezza, poiché esse stesse non possiedono l’essere in questo ambito. Così, questo genere di persona non solo non è in grado di svolgere un lavoro di guida, ma sarà anche soggetta all’eliminazione, se rimane senza alcuna verità per un lungo periodo di tempo” (“L’opera di Dio e il lavoro dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Questo ci mostra che i leader devono saper guidare i prescelti di Dio a comprendere la verità, accedere alle parole di Dio, condividere sulla verità per risolvere i problemi reali delle persone e amministrare la vita degli altri. Essere leader non è solo avere un po’ di entusiasmo e fare qualche sacrificio. I principi per la scelta dei leader della casa di Dio dicono inoltre che dovrebbero essere eletti dai fratelli e dalle sorelle, e solo coloro che perseguono la verità possono guidare gli altri a leggere le parole di Dio e a comprendere la verità. Certo, i leader possono essere nominati direttamente in circostanze speciali, ma devono comunque soddisfare i criteri di base, ed essere approvati dalla maggioranza. Sorella Song non aveva partecipato alla vita della Chiesa per tre anni, e non aveva una vera comprensione delle parole di Dio da condividere. Non sapeva ricercare la verità per aiutare gli altri nel loro ingresso alla vita, quindi, promuovendo sorella Song, la leader aveva violato i principi.

Abbiamo trovato anche un altro passo delle parole di Dio. “Qual è la causa dell’emergere della categoria di persone dei leader e dei lavoratori? E come sono emersi? Su grande scala, sono richiesti per l’opera di Dio; su scala minore, sono richiesti per il lavoro della Chiesa, sono richiesti dai prescelti di Dio. […] La differenza tra il loro dovere e quello delle altre persone ha a che fare con una loro caratteristica speciale. Di quale caratteristica speciale si tratta? L’aspetto su cui si pone maggiore accento è la funzione di leadership. Per esempio, c’è una squadra di persone con una a guidarle; se questa persona viene chiamata ‘leader’ o ‘lavoratore’, qual è la sua funzione all’interno della squadra? (La funzione della leadership.) Che effetto ha la leadership di questa persona su quelle che guida e sulla squadra nel suo insieme? Influenza la direzione della squadra e il suo percorso. Ciò implica che se questa persona che occupa una posizione di leadership percorre la strada sbagliata, allora, come minimo, porterà le persone sotto di lei e l’intera squadra a deviare dalla retta via; oltre a ciò, potrebbe intralciare o distruggere la direzione dell’intera squadra mentre procede, così come la sua velocità e il suo ritmo. Quindi, quando si tratta di questo gruppo di persone, il cammino che i leader seguono, la direzione del cammino che scelgono, la misura in cui comprendono la verità e la loro fede in Dio influenzano non solo loro stessi, ma anche tutti i fratelli e le sorelle che rientrano nell’ambito della loro leadership. Se un leader è una persona retta, che sta camminando sul giusto sentiero e persegue e pratica la verità, allora le persone che guida si nutriranno e ricercheranno adeguatamente e, allo stesso tempo, il progresso personale del leader sarà costantemente visibile agli altri. Quindi, qual è il giusto cammino che un leader dovrebbe percorrere? Essere in grado di condurre gli altri a una certa comprensione della verità e a un certo ingresso nella verità, e condurli davanti a Dio. Qual è un sentiero sbagliato? Spesso quello di elevare se stessi e testimoniare a se stessi, perseguendo il prestigio, la fama e il profitto, senza mai rendere testimonianza a Dio. Che effetto ha questo sulle persone sotto di loro? (Le conduce al loro cospetto.) Le persone si allontaneranno da Dio e finiranno sotto il controllo di questo leader. Se porti le persone a presentarsi al tuo cospetto, allora le stai conducendo a presentarsi al cospetto dell’umanità corrotta, e le stai conducendo al cospetto di Satana, non di Dio. Solo condurre le persone al cospetto della verità equivale a condurle al cospetto di Dio. I leader e i lavoratori, che si trovino sul cammino giusto o su quello sbagliato, hanno un’influenza diretta sui prescelti di Dio. Quale cammino i fedeli scelgano, quale cammino percorrano, è direttamente collegato a quello percorso dai leader, e può essere influenzato in varia misura da questi leader e lavoratori” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Ho potuto vedere che il fatto che un leader persegua o meno la verità, così come il suo cammino, non influenza solamente lui, ma ha anche l’accesso alla vita di fratelli e sorelle e il lavoro della Chiesa. Se i prescelti di Dio hanno un buon leader che li irriga e sostiene, rimarranno più facilmente sul sentiero della ricerca della verità e della salvezza. Invece, con un cattivo leader che non ha una comprensione pura delle parole di Dio o che non pratica la verità, sprovvisto di conoscenza empirica delle parole di Dio, che ha appena un po’ di cervello, qualche dote e sa parlare solo di dottrine, i prescelti di Dio non avranno sostentamento e saranno rovinati. Che la leader avesse nominato sorella Song contravvenendo ai principi era un grosso problema e poteva compromettere la salvezza dei fratelli e delle sorelle. Sapevo di dover proteggere il lavoro della Chiesa, e rispettare la volontà di Dio, facendo rapporto a un leader superiore. Sorella Song non era idonea per l’incarico di leader, avrebbe dovuto averne uno adatto a lei. Sarebbe stato meglio per lei, per il lavoro della Chiesa e per l’ingresso nella vita di tutti.

La mattina seguente ho scritto alla leader, soella Wang, chiedendole di incontrarci. Le ho detto che sorella Song credeva da quasi dieci anni, quindi capiva alcuni aspetti della verità e sembrava salda su quella strada. Quindi abbandonare Dio e tornare nel mondo per tre anni senza dire una parola non era solo una debolezza momentanea, ma un tradimento verso Dio e una grave offesa nei Suoi confronti. Dio ha dignità, e principi nel Suo amore e nella Sua misericordia per gli uomini. Se sorella Song non si fosse veramente pentita, avrebbe ottenuto a fatica l’opera dello Spirito Santo. Non ha letto le parole di Dio per anni e non sa risolvere le difficoltà che i fratelli hanno nei loro doveri o nell’ingresso alla vita. Ho detto alla leader che sceglierla andava contro i principi. Che non conosceva il passato di sorella Song, quindi avrebbe indagato. Dopo circa 10 giorni, sorella Wang mi ha comunicato che sorella Song era entusiasta del suo dovere, quindi era una persona corretta e capace di svolgerlo. Dovevamo trattarla in modo equo. Io ho detto che non era quello il problema, ma che, secondo i principi, lei non doveva essere una leader, e promuoverla in quel modo era sbagliato. Anche la sorella con cui lavoravo è intervenuta, dicendo che sorella Song non leggeva le parole di Dio da anni e non sapeva risolvere i problemi reali dei fatelli. Se avessimo insistito a tenerla in quella posizione, avrebbe danneggiato gli altri. Ma sorella Wang continuava a insistere che fosse adatta, e che la leader superiore aveva l’autorità di promuoverla. Poi mi ha chiesto se c’era qualcos’altro di cui volevo parlare. Non ritenevo le sue opinioni in linea con i principi della verità, ma nel vederla così irremovibile ho esitato. Pensavo che, poiché la leader superiore voleva sorella Song per quel dovere, se avessi continuato a sollevare obiezioni sorella Wang poteva pensare che fossi arrogante e insubordinata, poiché rifiutavo di sostenere il loro lavoro ed ero ingiusta. Poteva rendermi le cose difficili e sollevarmi dal mio dovere, o addirittura rimandarmi a casa. In fuga dal Partito Comunista a causa della mia fede, dove sarei andata se mi avessero allontanata? Parlare troppo poteva rivelarsi un errore da parte mia, e potevo comunque farlo in seguito se altri avessero sollevato obiezioni. Così ho detto a sorella Wang che avrei accettato e avrei continuato a riflettere su ciò che non capivo. Nei giorni successivi, mi sentivo incredibilmente colpevole ogni volta che pensavo a quanto ero stata disonesta solo per proteggermi. Ho pregato più volte.

Ricercando, ho trovato questo passo delle parole di Dio: “Molti desiderano perseguire e mettere in pratica la verità, ma il più delle volte ne hanno soltanto la determinazione e il desiderio; la verità non è diventata la loro vita. Di conseguenza, quando si trovano ad affrontare forze maligne, o incontrano persone malvagie e cattive che commettono malefatte o falsi capi e anticristi che agiscono in modo tale da violare i principi – facendo così subire perdite all’opera della casa di Dio e danneggiando i Suoi eletti – perdono il coraggio di reagire e di parlare francamente. Che cosa significa non avere il coraggio? Significa forse che sei timido o che hai difficoltà a esprimerti? Oppure che non capisci a fondo e pertanto non ti fidi a parlare francamente? Niente di tutto questo; è che sei dominato da diversi aspetti dell’indole corrotta. Uno di tali aspetti è il fatto di essere subdolo. Pensi prima di tutto a te stesso, dicendoti: ‘Se parlo francamente, che beneficio ne traggo? Se parlo francamente e faccio irritare qualcuno, come potremo andare d’accordo in futuro?’ È una mentalità subdola, non è vero? Non è forse l’esito di un’indole subdola? Un altro è un’indole meschina ed egoista. Pensi: ‘Cosa ha a che fare con me una perdita per gli interessi della casa di Dio? Perché dovrei preoccuparmene? Non ha nulla a che fare con me. Anche se accadesse davanti ai miei occhi o se venissi a saperlo in seguito, non è necessario che io faccia nulla. Non è una mia responsabilità: io non sono un leader’. Tali cose sono dentro di te, come se fossero scaturite da una mente inconsapevole, come se occupassero un posto fisso nel tuo cuore – questa è l’indole corrotta, satanica, dell’uomo. Tale indole corrotta domina i tuoi pensieri e ti lega mani e piedi, e controlla la tua bocca. Quando vuoi dire qualcosa nel tuo cuore, le parole arrivano alle labbra ma non le pronunci, oppure, se parli, le tue parole sono indirette, lasciandoti spazio di manovra – non parli affatto con chiarezza. Gli altri non provano niente dopo averti ascoltato, e ciò che hai detto non ha risolto il problema. Dici a te stesso: ‘Bene, ho parlato francamente. La mia coscienza è a posto. Ho adempiuto la mia responsabilità’. In verità, nel tuo cuore sai di non aver detto tutto quel che avresti dovuto, sai che ciò che hai detto non ha sortito alcun effetto e che il danno all’opera della casa di Dio rimane. Non hai adempiuto la tua responsabilità, eppure sostieni apertamente di averlo fatto, o che ciò che stava accadendo non ti era chiaro. Questo è vero? Ed è davvero ciò che pensi? Non sei dunque completamente dominato dalla tua indole satanica?” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Ho capito, da ciò che Dio ha rivelato, che non saper praticare la verità né proteggere gli interessi della Chiesa deriva interamente da una natura subdola, egoista e vile. “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “Chi parla molto sbaglia molto”, “Meno fastidi ci sono e meglio è” e “L’autorità più prossima è meglio dell’autorità più elevata”, “Il chiodo che sporge di più viene preso a martellate” erano filosofie sataniche diventate i miei motti. In ogni cosa pensavo solo ai miei interessi. Sapevo benissimo che sorella Wang si sbagliava sulla promozione di sorella Song, che contravveniva ai principi. Ma temevo che se avessi insistito sarei stata destituita, che non avrei avuto via d’uscita. Così ho sorvolato e non ho seguito il mio cuore, dicendo che l’avrei accettato e che mi sarei impegnata a capire meglio. In apparenza stavo svolgendo obbedientemente il mio dovere e praticando la verità, ma al momento di difendere la casa di Dio ho infilato la testa sotto la sabbia, da codarda, subdola ed egoista. Dio è santo e giusto, quindi come potrebbe salvare una persona come me, dall’indole malvagia e satanica? Ho letto anche un altro passo: “Qual è il parametro in base al quale le azioni di una persona vengono giudicate buone o cattive? Dipende dal fatto che tu, nei tuoi pensieri, espressioni e azioni, possieda oppure no la prova di aver messo in pratica la verità e di vivere la realtà della verità. Se non hai questa realtà o non la vivi, sei senza dubbio un malfattore. Dio come vede i malfattori? I tuoi pensieri e i tuoi atti esteriori non rendono testimonianza per Dio, né svergognano Satana né lo sconfiggono; invece svergognano Dio e sono cosparsi di segni che fanno vergognare Dio. Non stai testimoniando Dio, né ti adoperi per Lui, né adempi alle tue responsabilità e ai tuoi obblighi verso Dio; invece, agisci nel tuo interesse. Cosa implica ‘nel tuo interesse’? Per Satana. Pertanto, alla fine, Dio dirà: ‘Allontanatevi da Me, malfattori!’ Agli occhi di Dio, tu non hai compiuto buone azioni; anzi, il tuo comportamento è diventato malvagio. Invece di suscitare l’approvazione di Dio, sarai condannato. Cosa cerca di ottenere qualcuno con una simile fede in Dio? In definitiva, una fede di questo tipo non risulterebbe inutile?” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno mostrato che Egli non guarda solo i nostri sacrifici e sforzi superficiali, ma se stiamo o meno cercando di soddisfarLo nel nostro dovere, se abbiamo la testimonianza di praticare la verità. Se in apparenza facessi molti sacrifici, ma i miei obiettivi e motivazioni fossero egoistici e vivessi ancora secondo un’indole corrotta e le filosofie di vita di Satana, allora non starei rendendo testimonianza a Dio nel mio dovere, anzi offrirei a Satana un’occasione per umiliare Dio. Agli occhi di Dio, questo è compiere il male, e Lo disgusta. A Dio non interessa un buon comportamento superficiale dell’uomo. È fondamentale praticare la verità, difendere i principi, schierarsi con Dio e proteggere gli interessi della casa di Dio.

In seguito un altro passo delle parole di Dio mi ha offerto una via per la pratica. “Dovresti sapere se c’è vera fede e vera lealtà dentro di te, se hai un passato di sofferenza per Dio e se ti sei sottomesso completamente a Lui. Se manchi di questo, allora dentro di te permane disobbedienza, falsità, cupidigia e protesta. Poiché il tuo cuore è lontano dall’essere onesto, non hai mai ricevuto un riconoscimento positivo da parte di Dio e non hai mai vissuto nella luce. Il modo in cui il destino si determinerà alla fine dipende dal possedere o no un cuore caldo e sincero e un’anima pura. Se sei un individuo oltremodo sleale, con un cuore pieno di malizia e un’anima impura, allora finirai di certo nel luogo in cui l’uomo è punito, come è scritto nel registro del tuo destino. Se affermi di essere del tutto onesto, eppure non riesci mai ad agire secondo la verità o a pronunciare una parola di verità, non stai forse aspettando ancora che Dio ti ricompensi? Speri ancora che Dio ti consideri come la luce dei Suoi occhi? Non è un modo di pensare insensato? Inganni Dio in tutte le cose, dunque come potrebbe la casa di Dio accogliere uno come te, le cui mani sono impure?” (“Tre ammonimenti” in “La Parola appare nella carne”). Questo mi ha aiutata a capire che una buona destinazione e un buon esito dipendono dal mio atteggiamento verso la verità, dall’avere un cuore sincero con Dio, dall’essere una persona onesta che parla e agisce onestamente. Dio è leale, e spera che noi Lo trattiamo onestamente, avendo a cuore la Sua volontà e non i nostri guadagni e le nostre perdite. Ho visto che Dio mi ha guidata a capire che la promozione di sorella Song andava contro i principi, ma, dopo aver parlato con sorella Wang un paio di volte, ho visto quanto lei insisteva nel sostenere il contrario, e che persino la leader superiore aveva approvato, così ho capito la situazione. Ho pensato: “‘L’autorità più prossima è meglio dell’autorità più elevata’, ‘La legge del più forte’. Se continuo a insistere con le mie idee, potrei venire isolata da sorella Wang e perdere il mio dovere”. Pensavo solo al mio futuro. Così quando sorella Wang ha finito di parlare e mi ha chiesto se c’era altro, subito ho cambiato tono e mi sono detta d’accordo con lei per le ragioni sbagliate, rispondendo che l’avrei accettato e che mi sarei adoperata per comprenderlo. Ma non era che una messinscena, con l’intento di ingannare, così da potermi tutelare. Ero davvero subdola e falsa. Una corretta selezione dei leader ha un impatto diretto sulla salvezza dei fratelli e sul corretto avanzamento del lavoro della Chiesa. Proteggere i miei interessi a spese della casa di Dio era disgustoso ai Suoi occhi. Sapevo che mi avrebbe punita se non mi fossi pentita. Vedendo le conseguenze del non praticare la verità, ho smesso di pensare al mio tornaconto e ho deciso di parlarne con i leader superiori. Mi sono detta che, se anche fossi stata sollevata dal mio incarico, l’avrebbe permesso Dio. Sarebbe stata una lezione per me, Dio che mi metteva alla prova per vedere se avrei protetto i miei interessi o quelli della casa di Dio. Ho rammentato quanto detto in condivisione: che la comprensione della verità è limitata per tutti, e anche con un po’ di comprensione dovremmo comunque verificare con i pochi altri che capiscono la verità e ridurre gli errori il più possibile.

Così ho condiviso al riguardo con alcune sorelle con cui lavoravo, e questo mi ha aiutata a capire che se un leader fa qualcosa che viola i principi, non importa il suo livello: i prescelti di Dio possono opporsi e tenere condivisione sulla verità. Se non si risolve neanche così, possono riferirlo a un leader di livello ancora più alto. Questa è la volontà di Dio. Invece io non capivo la giustizia di Dio, né sapevo che Dio scruta e governa ogni cosa. Vedevo la casa di Dio come il mondo esterno, pensando di dover fingere che i miei superiori avessero ragione, che sarei stata ostracizzata e considerata un nemico se non li avessi assecondati, che mi avrebbero attaccata o espulsa e mi avrebbero reso le cose impossibili. Così non ho osato insistere sul mio punto di vista, temendo di oltrepassare i limiti e che la mia leader se la prendesse con me. Non avevo fede nel fatto che la verità e la giustizia regnano nella casa di Dio. Mancavo di fede in Dio. Che io possa svolgere un dovere, così come il mio esito e il mio destino, tutto è nelle mani di Dio, non dei leader. A prescindere dal suo rango, ogni leader che violi i principi e che intralci il lavoro della casa di Dio può essere smascherato e fermato dai prescelti Dio. Questo è difendere il lavoro della Chiesa e la volontà di Dio e non uscire dai ranghi. Se smascherare e denunciare un leader ci portasse a essere perseguitati, sarebbe Dio a permetterlo. Questo metterebbe il leader a nudo e ci donerebbe miglior discernimento. Quella condivisione è stata illuminante per me, e ho smesso di avere paura. Tutte eravamo d’accordo: i problemi con sorella Song andavano riferiti ai leader superiori. Così abbiamo scritto tutto esattamente dal nostro punto di vista, abbiamo giurato, e l’abbiamo firmato e spedito.

Inviare il nostro rapporto mi ha calmata molto. Ma per oltre una settimana nessuno è venuto a esaminare la questione. Ho iniziato a sentirmi a disagio. Un leader aveva forse trattenuto la nostra lettera? Stavo davvero per perdere il mio dovere? Ho subito recitato una preghiera, chiedendo a Dio di non essere frenata dall’interesse per il mio futuro. Qualche giorno dopo, la sorella che si era occupata del nostro rapporto ci ha riferito che, dalle sue indagini, risultava del tutto accurato. Sorella Song non aveva vera comprensione delle parole di Dio da condividere e non sapeva risolvere i problemi. Non era adatta alla leadership e sarebbe stata rimossa. La leader che l’aveva promossa ha poi riconosciuto che la cosa andava contro i principi ed era disposta ad accettare la nostra supervisione, a riflettere su se stessa e a pentirsi davanti a Dio.

Alcuni giorni dopo, sorella Wang, in una riunione con noi, ha ammesso di essere stata arrogante e testarda nel gestire sorella Song, e di aver contravvenuto ai principi. Voleva pentirsi. Di fronte a quel risultato, ho offerto sincero ringraziamento e lode a Dio. Ho visto che la verità e la giustizia regnano nella casa di Dio. E tutti i leader, senza esclusione, devono seguire i principi della verità e non possono violarli. Questo mi ha donato un’autentica comprensione dell’indole giusta di Dio. Ho anche potuto vedere che solo essere sinceri, realizzare le parole di Dio e seguire i principi della verità è in accordo con il cuore di Dio. Sono grata a Dio per avermi fornito un’esperienza così preziosa.

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