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Finalmente ho trovato il modo di essere una persona autentica

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Xiaoli Provincia di Henan

Fin da piccola, il mio desiderio di avere una buona reputazione è stato sempre molto forte e, quando interagivo con le persone, prestavo particolare attenzione alla mia immagine, al mio status agli occhi degli altri e al giudizio che davano su di me. Per questo, permettevo sempre agli altri di avere tutti i vantaggi, i benefici e seppellivo nel mio cuore difficoltà e rancori. Non parlavo a nessuno di queste cose e quando gli altri avevano delle difficoltà, pensavo sempre a qualche modo per aiutarli. Così, agli occhi dei miei genitori, ero una brava ragazza, una vera delizia. Agli occhi dei miei vicini e dei miei amici ero cordiale e generosa. Dopo essermi sposata, riuscii anche ad andare molto d’accordo con la famiglia di mio marito. Quando mia cognata e mio cognato trovarono dei partner e si sposarono, mi misi a correre come una matta. Offrivo soldi e sforzi e condividevo gli oneri con i miei suoceri. Dopo non molto, ero diventata una buona nuora e una brava sorella maggiore. In realtà, in quel tempo, ogni giorno mi esaurivo e mi consumavo fino al midollo, perché camminavo continuamente qui e là in punta di piedi per mantenere le mie relazioni con gli altri e per prendermi cura dei sentimenti di tutti; tenevo d’occhio le loro espressioni mi esprimevo di conseguenza. Avevo paura di ferire gli altri e di lasciargli una cattiva impressione di me, danneggiando così la mia reputazione. Dopo essermi guadagnata una “buona fama”, nel mio cuore mi sentivo orgogliosa e pensavo che valesse la pena pagare quel prezzo. Sentivo che, come essere umano, avevo molto successo. Spesso dicevo a me stessa: se un giorno dovrò affrontare delle difficoltà, i miei amici, la mia famiglia e i miei vicini sicuramente tenderanno le loro mani verso di me e mi aiuteranno a uscire dai guai. Ma proprio mentre mi crogiolavo nelle mie “imprese” come essere umano, dal nulla mi arrivò un disastro che distrusse completamente le mie fantasie e cambiò il mio punto di vista.

Il 4 dicembre 1991, a mio maritò capitò un terribile incidente automobilistico. La milza fu lacerata, il fegato e i reni furono danneggiati e riportò anche gravi traumi intestinali. Sanguinava in modo incontrollabile. In un solo mese subì quattro interventi chirurgici, con trasfusioni di più di due litri di sangue. Nonostante questo, la sua vita rimaneva sempre appesa a un filo. Il dottore disse che, se non avessero continuato a praticargli trasfusioni sanguigne, le sue ferite non si sarebbero mai cicatrizzate. In quel tempo, avevamo appena terminato di costruirci una casa e avevamo anche acquistato un’automobile, per cui ci eravamo indebitati pesantemente. Non avevamo proprio alcuna possibilità di sostenere quelle ingenti spese mediche e i miei genitori avevano esaurito tutte le loro risorse per permettere a mio fratello minore di frequentare l’università. Non avevano possibilità di aiutarci, per cui non avevo altra scelta che rivolgermi ai miei parenti e amici. Ma non avrei mai immaginato che le persone che erano sempre state intorno a me, una ad una, avrebbero trovato una scusa per respingermi, per evitarmi. Mi sentivo ferita. In seguito, appresi che un parente che avevamo aiutato un bel po’ aveva detto a un’altra persona: “Non potevamo assolutamente prestarle dei soldi. Non c’era alcuna speranza di curarlo e, se fosse morto, sua moglie si sarebbe semplicemente sposata con qualcun altro, e chi ci avrebbe restituito i soldi? E anche se non fosse morto, avrei scommesso che sarebbe rimasto disabile per il resto della vita, per cui prestargli dei soldi non significava forse gettarli via?”. Dopo aver udito parole così fredde, crudeli, non potei far altro che piangere, perché sapevo che quella era la voce di tutti coloro che non mi avrebbero prestato i soldi. Ma la cosa più deludente per me fu la scortesia della famiglia di mio marito. I miei suoceri di soldi ne avevano certamente, ma ci diedero solo 500 yuan[a], e in seguito, quando vollero saldare i conti con noi, ci conteggiarono i costi dei viaggi, dei pasti e della frutta di quando erano venuti a visitare mio marito in ospedale. Mio marito aveva due fratelli minori, benestanti e quando vennero a visitarlo in ospedale, gli diedero solo 500 yuan in due. Quei pochi soldi, donatici dai miei parenti acquisiti, per noi erano solo come una goccia nel mare. Non potevano aiutarci a risolvere le nostre difficoltà. In mezzo alla sofferenza e alla disperazione, potevo solo rivolgermi alla banca per chiedere un prestito, ma la banca rifiutò le mie richieste. Alla fine, per finanziare il trattamento di mio marito, non ebbi altra scelta che vendere l’auto a un prezzo basso. Nonostante tutto ciò, non riuscii a mettere insieme abbastanza soldi per pagare le spese mediche di mio marito. Avevo veramente esaurito le opzioni e tre mesi dopo mio marito venne dimesso prematuramente, nonostante le sue ferite non fossero ancora guarite. Ma non avrei mai immaginato che, appena messo piede a casa nostra, ci saremmo trovati i creditori alle calcagna, che spingevano la porta per entrare. Anche mia cognata più grande venne a casa nostra a chiederci dei soldi. Di fronte a una situazione del genere, mi sentii ferita in modo indicibile. Corsi fuori da sola, in un boschetto in cima a una collina e scoppiai a piangere. In quel periodo, avevo appena compiuto 24 anni ed ero sposata solamente da un anno. I miei crudeli suoceri mi avevano mollato l’intero fardello e, intorno a noi, nessuno era disposto a darci una mano. La strada che avevamo davanti sarebbe stata lunga; come avrei potuto reggere un colpo di questo genere, un fardello del genere? Nel boschetto, non potevo far altro che pensare e piangere, pensare e piangere. Non avevo proprio il coraggio di andare avanti e gridai verso il cielo: “O Cieli! Perché la mia vita è così difficile? Non posso continuare a vivere così. Cieli, vi prego di prendervi la mia vita!”. La sofferenza è dura, e alla fine è necessario affrontare le difficoltà concrete, e così non ebbi altra scelta che tirarmi su, farmi coraggio e sostenere la mia famiglia. L’enorme stress quotidiano spinse me, che ero sempre stata allegra ed energica, a scoraggiarmi ogni giorno. Quando mio marito mi vide in quelle condizioni, si mise a piangere e disse: “Dovresti andartene da questa casa; non devi soffrire in questo modo per me!”. Per dirla tutta, anch’io avevo una mezza idea di andarmene, ma la mia reputazione era per me più preziosa dell’oro, per cui non avrei assolutamente abbandonato mio marito in quelle condizioni. I giorni seguenti furono ancora più difficili. Mio marito non era in grado di fare nessun lavoro fisico e come ciliegina sulla torta avevamo avuto tre anni di siccità e quasi nessun tipo di raccolto, per cui i debiti erano pesanti. Anche il vitto divenne un problema. Proprio quando ero completamente sommersa dalla disperazione e nessuna speranza di poter andare avanti, una persona mi consigliò di credere in Gesù. Quando cominciai a credere in Lui, scoprii le seguenti parole nella Bibbia: “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Giovanni 3:16-17). Nel bel mezzo di quei giorni di sofferenza, quelle parole di Dio mi diedero un grande conforto. Inoltre, lessi nella Bibbia che, dopo essere risorto e averci lasciato, il Signore Gesù, era andato a prepararci un luogo e, dopo averlo preparato, ci avrebbe incontrato di nuovo. Da allora in poi, nel mio cuore aspettavo il giorno in cui Dio sarebbe ritornato, e pensavo: “Quando Dio tornerà, non dovrò più soffrire in questo mondo”.

Nell’autunno del 1998, per grazia di Dio, ebbi la buona sorte di incontrare una sorella che credeva in Dio Onnipotente. Quando appresi da ciò che la sorella mi diceva e cioè che Dio era già tornato e stava compiendo una nuova opera, non potei trattenermi dall’emozione. Mi prostrai di fronte a Dio e pregai: “Oh Dio Onnipotente, la mia speranza che Tu saresti ritornato si è finalmente realizzata. Ho sofferto già abbastanza e ho vissuto abbastanza in questo mondo miserevole. Non posso rimanerci un giorno di più. Oh Dio, non importa quale opera Tu sia tornato a compiere o quale tipo di prescrizioni tu abbia, sono pronta a seguirTi da vicino”. In seguito, grazie alla lettura delle parole di Dio Onnipotente, compresi molte verità che non avevo capito prima. Vidi che Dio guidava le persone nel modo di credere in Lui e di realizzare un’umanità corretta. Riconobbi che tutte le parole di Dio sono verità e sono parole secondo le quali gli uomini possono vivere, e che Egli ci sta guidando per liberarci dal peccato, per realizzare vite umane corrette, per camminare sulla giusta via nelle nostre vite. ,Per giunta scoprii l’amore genuino di fratelli e sorelle grazie alle mie interazioni con loro e ne fui profondamente commossa. Questo dimostrò ulteriormente che Dio Onnipotente è la venuta del Signore Gesù, che Lui è il vero Dio che è venuto a operare e a salvare l’umanità. Tutto questo avvenne nel periodo della mietitura d’autunno. Quando la sorella responsabile dell’opera della Chiesa venne a sapere che mio marito era inabile al lavoro della terra, venne a trovarmi, proprio mentre stavo portando sulle spalle un carico di grano. Mi tolse il carico dalle spalle e mi disse apertamente: “Prendi fiato, ci penso io!”. Il giorno successivo, trovò alcuni fratelli e sorelle che venissero ad aiutarmi a mietere il grano. Aveva anche comprato per me rollè cotti a vapore, pasta e verdure e diede a mio figlio semi di girasole e dolciumi. Dopo aver terminato il lavoro, tornammo a casa mia e alcuni di loro mi aiutarono a cucinare, a prendermi cura del bambino e altri mi aiutarono a fare il bucato. Inoltre, due fratelli resero testimonianza a mio marito sull’opera di Dio negli ultimi giorni. La sera, leggemmo insieme la parola di Dio, cantammo degli inni e i fratelli e le sorelle mi ascoltarono mentre parlavo delle mie difficoltà. Alcuni di loro piansero con me e altri condivisero con me la verità. Tra loro, durante la condivisione, una sorella mi disse: “Senza queste disgrazie, forse non saresti diventata una credente in Gesù Cristo e non saresti stata in grado di accettare l’opera di Dio negli ultimi giorni. E, ancora più importante, non avresti potuto sperimentare il Suo amore e la Sua salvezza; questo non è un male, ma un bene”. Sentii che tutto ciò che stavano dicendo era molto insolito ed era proprio ciò di cui avevo bisogno. Fu di grande ispirazione. Quando vidi il loro aiuto sincero nei miei riguardi, rimasi estremamente commossa. Non eravamo né amici né parenti, ma loro mi erano più cari della mia famiglia. L’esperienza di anni di difficoltà e di tribolazioni nella mia vita e dell’indifferenza degli altri mi aveva sconfortata, ma l’amore e l’interesse dei miei fratelli e sorelle mi fecero sentire un grande calore e sul mio viso fece capolino un sorriso, dimenticato da tempo. Non avrei mai immaginato di vedere la sincerità, che avevo bramato per così tanti anni, nei miei fratelli e sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente. Dalle verità che condividevano nella comunione con me e che realizzavano, compresi che solo Dio Onnipotente può compiere questo tipo di opera e cambiare le persone. Così, grazie all’incoraggiamento dell’amore di Dio e con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle, il mio cuore intorpidito riguadagnò un po’ di emozioni e ancora una volta ripresi fiducia e coraggio per continuare a vivere. In seguito, vidi che i miei fratelli e sorelle si davano da fare lavorando e pagavano un prezzo per l’opera del vangelo di Dio; non potevo rimanere con le mani in mano, e così, da lì a poco, anch’io intrapresi l’opera di predicazione del vangelo di Dio degli ultimi giorni. A mano a mano che i miei rapporti con i fratelli e le sorelle si approfondivano, notavo che non erano assolutamente come le altre persone del mondo e che, nell’ambito della Chiesa, non dovevi mai preoccuparti di chi avrebbe potuto prenderti in giro o premeditare qualcosa, e non c’era bisogno di aver paura di dire qualcosa in modo incauto e offendere qualcuno. Stando insieme, fratelli e sorelle erano sempre semplici e aperti e dicevano ciò che avevano nel cuore e, anche con lo scopo di mettere a nudo qualche corruzione, tutto poteva essere affrontato in modo corretto. Tutto poteva essere accettato da Dio e nessuno si fissava sui problemi degli altri. Non importava chi avesse detto o fatto qualcosa di sbagliato; non si serbava nessun rancore e tutti scrutavano il proprio cuore per conoscersi e imparare le lezioni di cui avevano bisogno. Se qualunque fratello o sorella si fosse trovato di fronte a una difficoltà, tutti avrebbero lavorato insieme per aiutarlo, per mettere i cuori nella comunione della verità, in modo che, nel momento in cui avessero incontrato delle difficoltà, avrebbero potuto comprendere la volontà di Dio e mettere in pratica le sue prescrizioni. Tra fratelli e sorelle non esisteva nessuna divisione di tipo gerarchico; erano tutti uguali. I responsabili erano allo stesso livello di ogni fratello o sorella; nessuno era speciale. Vidi la luce di Dio Onnipotente, trovai qualcosa su cui appoggiarmi e fui in grado nel mio cuore di sperimentare una pace e una stabilità di cui non avevo mai goduto prima. Ogni giorno godevo di un entusiasmo e una gioia inesprimibili.

In seguito, Dio mi innalzò affinché potessi essere una responsabile di Chiesa dall’agosto del 1998 alla fine del 2005 e, anche se passavo un bel po’ di tempo in Chiesa, in quel periodo godetti di una grossa porzione di grazia e di benedizioni da parte di Dio. La cosa più incredibile per me era il fatto che mio marito si fosse ristabilito completamente. Poteva di nuovo lavorare e guadagnare uno stipendio come tutti gli altri e questo ci permise non solo di farci carico dei debiti della nostra famiglia, ma anche di mettere da parte qualche risparmio. Trascorrevamo le nostre giornate in pace e armonia. Ogni giorno pregavo e rendevo lode a Dio, ringraziando Dio Onnipotente di salvare me, persona miserevole, e di benedire il nostro focolare, che aveva sopportato così tante difficoltà. Deposi la mia volontà al cospetto di Dio e dissi: “Sono pronta a consacrare il resto della mia vita a Dio, a spenderla per Lui, per ripagarlo del Suo grande amore”.

Leggendo continuamente le parole di Dio, arrivai a comprendere che il Suo obiettivo nella scelta delle persone non è semplicemente quello di consentire loro di godere di benedizioni materiali e della Sua grazia ma, cosa più importante, di giudicare e castigare la disobbedienza nel loro intimo, per consentire loro di abbandonare la loro indole corrotta, per poter vivere come autentici esseri umani. Proprio come aveva detto Dio Onnipotente: “Oggi l’uomo realizza che solo con la grazia, l’amore e la misericordia di Dio è incapace di conoscersi veramente, tantomeno è in grado di conoscere la propria essenza. Solamente attraverso l’affinamento e il giudizio di Dio, soltanto durante questo processo, puoi conoscere le tue mancanze e renderti conto che non hai nulla. Così l’amore dell’uomo verso Dio si costruisce sulla base della raffinazione e del giudizio di Dio. Se godi soltanto della grazia di Dio, con una vita familiare serena o con benedizioni materiali, allora non Lo hai guadagnato e la tua fede in Lui è venuta meno. Dio ha già completato una fase dell’opera di grazia nella carne e ha già elargito benedizioni materiali all’uomo, ma l’uomo non può essere reso perfetto soltanto con la grazia, l’amore e la misericordia” (“Solamente affrontando prove dolorose puoi conoscere l’amabilità di Dio” in La Parola appare nella carne). Per potermi salvare completamente, Dio eseguì su di me giudizio e castigo, con i quali mi consentì di sperimentare più intensamente il Suo amore e la Sua salvezza per me.

Quando ero responsabile della Chiesa, poiché mi preoccupavo troppo della mia reputazione e del mio status, nel lavoro mantenevo sempre i miei rapporti con gli altri, per timore che fratelli e sorelle dicessero che facevo le cose per il mio status e che ero troppo rigida, e che quindi potessero avere scarsa stima di me. Così, anche quando vedevo i fratelli e le sorelle compiere azioni che violavano chiaramente i principi della verità e non erano di beneficio per la Chiesa, non riferivo i problemi in maniera tempestiva che potessero essere risolti. Ricordo che ci fu un periodo in cui una sorella, che inizialmente era stata responsabile di farmi da guida nel mio lavoro, fu retrocessa, e quindi venne incaricata di partecipare al lavoro nella Chiesa di cui ero responsabile. Quando riesaminai il suo lavoro, scoprii molte deviazioni e omissioni. Nel mio cuore sapevo che avrei dovuto avere un momento di condivisione con lei e che avrei dovuto aiutarla, in modo che potesse conoscere se stessa e correggere i suoi metodi. Ma, non appena pensai al fatto che era stata mia superiore, ebbi timore che, se le avessi fatto notare le deviazioni e gli errori nel suo lavoro, avrebbe potuto dire che ero troppo arrogante, o avrebbe potuto avere un preconcetto nei miei confronti. Pensando a tutto ciò, tenni la bocca chiusa e, per quanto riguardava il lavoro di cui era responsabile, iniziai semplicemente a lasciare che le cose scorressero. Tutto questo arrivò fino al punto in cui l’opera del vangelo della quale lei era responsabile non migliorava da diversi mesi, molti fratelli e sorelle erano negativi e deboli, e anche lei era debole al punto da perdere totalmente l’opera dello Spirito Santo e venire sospesa, in modo da poter riflettere su se stessa. Per quanto riguardava la mia situazione di corruzione, la sorella responsabile del mio lavoro mi aveva guidato e aiutato molte volte tramite la condivisione nella verità ma, siccome avevo continuato a fallire nella conoscenza di me stessa, non ero cosciente della gravità del problema. Non lo avevo affatto preso sul serio e al termine del lavoro, vivevo ancora nello stesso modo. Non ero cambiata per niente. Nel dicembre del 2005, la Chiesa pubblicò un sermone: “Selezionare solo responsabili che perseguono la verità e che hanno un senso di giustizia in armonia con il volere di Dio”. In esso si richiedeva che iniziassimo una nuova verifica dei responsabili ecclesiastici di ogni località e la sorella responsabile del mio lavoro mi disse: “In base della portata dei principi, non sei adatta a occupare il ruolo di responsabile di Chiesa. Non hai nessun senso di giustizia e quando succede qualcosa, preferisci sempre mantenere i rapporti con le persone. Sei una ‘brava ragazza’ che non riesce a offendere nessuno. Quando ho evidenziato le deviazioni e i problemi presenti nel tuo lavoro, ti sei giustificata e hai presentato delle scuse. Non accetti che altri si occupino di alcuni tuoi aspetti e li sfrondino e consideri sempre la tua reputazione e il tuo status, la tua immagine nel cuore degli altri. Da uno sguardo generale, sei una delle persone di cui si parla in questo sermone, uno dei ‘bravi ragazzi’, una delle persone ingannevoli, senza senso di giustizia, che devono essere scartate. Questo perché, quando sei di fronte a un problema, consideri sempre il tuo tornaconto; parli e agisci sempre per la tua reputazione e il tuo status. Non ti preoccupi affatto del volere di Dio e non pensi a cosa fare per portare beneficio alla Chiesa e alle vite dei tuoi fratelli e delle tue sorelle. Stai dirigendo la Chiesa in questo modo, portando fratelli e sorelle di fronte a te; si tratta di una grave resistenza a Dio. Hai ricevuto molte volte suggerimenti su ciò che hai dimostrato in queste circostanze, ma non li hai presi sul serio, né ti sei concentrata sul cambiamento. Quindi, in base agli ultimi principi della Chiesa sull’impiego delle persone, è stato deciso che tu sia sollevata dai tuoi incarichi, perché tu possa riflettere su te stessa. Ciò non significa affatto che tu non sia in grado di cambiare. Spero tu possa affrontare il problema in modo corretto e riflettere veramente su te stessa, riconoscere gli aspetti corrotti e concentrarti sul cambiamento. Ciò sarà benefico per la tua vita e anche per l’opera della Chiesa”. Mentre la sorella mi parlava, divenni tutta rossa in viso. Non sapevo più dove mettere la faccia. Fino a quel momento ero sempre stata ben considerata e ben giudicata dagli altri. Nessuno mi aveva mai smascherato in quesl modo. Stavo soffrendo tanto ed ero estremamente imbarazzata. Avrei voluto strisciare in un buco e scomparire. Nel complesso, non avevo perseguito la verità e non avevo mai analizzato seriamente la mia corruzione, e così, il giorno in cui quella sorella mi disse all’improvviso che la natura della mia essenza era ingannevole e che per questo motivo venivo sostituita, non riuscii assolutamente ad accettare una cosa del genere. Sentivo di aver toccato il fondo. Non riuscii a far altro che perdere il controllo e iniziare a piangere. Mi sentivo negativa ed ero disperata. Nel bel mezzo di questo doloroso raffinamento, vidi le parole di Dio che dicono: “Le persone portano nella casa di Dio i loro modi di servire funzionari e signori e tentano di metterli in gioco, credendo invano di poterli applicare anche lì con estrema facilità. Mai hanno immaginato che Dio non avesse l’indole di un agnello ma quella di un leone. Pertanto, coloro che si rapportano con Dio per la prima volta sono incapaci di comunicare con Lui, perché il Suo cuore è diverso da quello dell’uomo. […] Se manchi della realtà della conoscenza e non sei provvisto di verità, allora il tuo servizio appassionato può solo attirare su di te l’odio e l’avversione di Dio. Ormai dovresti aver compreso che la fede in Dio non è solo studiare teologia!” “Se sei un ipocrita ed esperto di socializzazione, allora dico che sei senz’altro uno che non prende sul serio Dio. Se le tue parole sono piene di scuse e giustificazioni prive di valore, allora dico che sei uno estremamente riluttante a mettere in pratica la verità” (“Tre ammonimenti” in La Parola appare nella carne). Il giudizio indiscutibilmente corretto contenuto nelle parole di Dio mi stordì. Ero proprio il genere di persona ingannevole che tentava ignobilmente di essere disonesta di fronte a Dio, e che, nelle sue azioni, si basava sulla filosofia mondana di Satana e resisteva a Dio. Quando riflettei sul periodo trascorso da quando ero diventata responsabile dell’opera della Chiesa, anche se avevo compiuto il mio dovere incessantemente, lo avevo fatto solo perché i miei fratelli e sorelle potessero avere di me una grande stima, per soddisfare la mia vanità e, ancora di più, per salvaguardare il mio status. Quando la Chiesa valutò il nostro livello di ingresso nella verità, udii da quella sorella parole superficiali sul riconoscimento della loro corruzione, sul livello di ingresso di fratelli e sorelle della nostra Chiesa. Mentre compilavo al questionario, risposi coscientemente alle domande con un occhio di riguardo sull’aspetto della conoscenza di me stessa, in modo che quella sorella non si aspettasse di meno da me, e anche per farle vedere che avevo la capacità di guidare i fratelli e le sorelle nella conoscenza di se stessi. In passato avevo assistito una sorella, di mia iniziativa, il che aveva provocato gravi problemi nel suo lavoro. Tutto ciò finì per causare una grossa perdita alla Chiesa. Quando la responsabile della Chiesa me lo fece notare, pensai che non conoscesse l’intera storia, così feci la finta tonta e non parlai delle mie responsabilità. Quella non era l’unica volta che mi succedeva qualcosa del genere, ma era un mio modo di fare abituale. Pensai a tutte le volte che si erano verificate situazioni del genere e la sorella le aveva diligentemente condivise con me, per aiutarmi a capire la verità e a conoscere me stessa, ma per proteggere la mia reputazione e il mio status avevo sempre avanzato delle scuse per giustificarmi. Discutevo su ciò che era giusto e sbagliato e non accettavo l’aiuto della guida della sorella. Ciò influì gravemente sull’opera della Chiesa e non poté in alcun modo portare una vera edificazione o un vero sostegno ai miei fratelli e sorelle. Il fatto che quel giorno fossi stata sollevata dai miei incarichi e dovessi riflettere su me stessa derivava interamente dalla giustizia di Dio. Questo perché Dio è santo e non permette alle persone di portare nella Sua casa, per poterle utilizzare, le pretese mondane delle loro macchinazioni. In modo particolare, Egli non consente a tutti coloro che sono portatori di un’indole satanica di condurre la Chiesa. Durante l’illuminazione e la guida di Dio, pensai alle Sue parole: “Anche se tu fossi estremamente cordiale e leale con parenti, amici, moglie (o marito), figli e figlie e genitori, e non approfitti mai degli altri, ma non sei in grado di andare d’amore e d’accordo con Cristo, allora, anche se tu donassi ogni tuo avere al tuo prossimo o ti prendessi cura di tuo padre, di tua madre e della tua casa, Io ancora affermerei che tu sei malvagio e anche subdolo. Non pensare di essere compatibile con Cristo solo perché sei compatibile con gli altri e fai qualche buona azione. Credi forse che la tua gentilezza possa estorcere la benedizione celeste? Pensi forse che le buone azioni possano prendere il posto dell’obbedienza?” (“Chi non è compatibile con Cristo, è sicuramente un avversario di Dio” in La Parola appare nella carne). Le parole di Dio misero a nudo la mia essenza, come se l’avessero sezionata con un coltello. Le cosiddette “brave persone” del mondo non sono tali agli occhi di Dio. Nel mondo, le persone possono semplicemente mettere in mostra buoni comportamenti ma, quando ti trovi nella casa di Dio, se non sei in grado di portare avanti le cose in modo retto e se non riesci ad essere una persona onesta, agli occhi di Dio sei una persona insidiosa e ingannevole. Pensai al fatto che, dagli inizi fino a ora, avevo sempre lavorato sodo per costruire un’immagine positiva, aiutando tutti gli altri e prendendomi cura di loro, controllando costantemente le loro espressioni e poi parlando e agendo di conseguenza. Per mantenere questa immagine, ero pronta ad accettare tanta sofferenza e a subire ingiustizie. Questi metodi per accattivarsi la simpatia delle persone nel mondo funzionavano veramente e guadagnai le lodi delle persone mondane; questo perché esse non credevano in Dio e non possedevano la verità. Non erano in grado di capire l’essenza degli esseri umani e non potevano decifrare le loro intenzioni e le motivazioni delle loro azioni. Distinguevano solo tra il bene e il male sulla base del loro comportamento esterno. Non importava chi fossero, se riuscivano a fingere discretamente e potevano compiere esteriormente buone azioni, erano in grado di accattivarsi la simpatia delle persone e guadagnarsi una buona reputazione. Ma quando portai questi elementi mondani nella casa di Dio e applicai queste filosofie terrene al mio lavoro nella Chiesa, era esattamente quello che Dio disgusta. Dimostra una mancanza di giustizia e una falsità disonesta. Dio è santo e buono, il Suo amore e il Suo impegno per gli esseri umani è vero e mai vano. Per salvare l’umanità, Egli è disposto a sacrificare tutto, senza chiedere niente. Quando parla e agisce, non c’è contraffazione; è tutto la naturale rivelazione della Sua indole. Per questo, Dio preferisce le persone che hanno un’autentica immagine di se stesse, che parlano e agiscono con sincerità, che non accampano pretese. Ma, nel fare le cose, le mie intenzioni non erano di mostrare onestamente considerazione per la volontà di Dio e di soddisfarla, ma fare in modo che i miei fratelli e sorelle mi ammirassero e mi apprezzassero. Lo facevo per rafforzare la mia immagine e il mio status, per soddisfare i miei desideri. Ero esattamente ciò che Dio aveva messo a nudo nelle Sue parole: una persona ingannevole e insidiosa. Poiché l’opera che Dio sta completando negli ultimi giorni è quella di giudizio e castigo e di cambiamento dell’indole delle persone, Egli deve metterle a nudo e purificarle tramite vari tipi di ambienti. E io, come responsabile di Chiesa, non riuscivo a essere attenta alla volontà di Dio; quando i miei fratelli e sorelle manifestavano corruzione, non ero in grado di aiutarli a riconoscerla in se stessi o a vedere attraverso l’essenza del problema, per raggiungere un vero pentimento e un vero cambiamento. Proteggevo l’immagine che gli altri si facevano di me; avevo paura di offenderli e quindi tenevo costantemente la bocca chiusa e cercavo di essere sempre una “brava ragazza”. Ciò implicava che le indoli corrotte dei miei fratelli e sorelle non potessero venire corrette in modo tempestivo, e questo non li avrebbe danneggiati? Non ho forse un cuore terribile? Grazie alla rivelazione e alla guida di Dio, finalmente mi resi conto che l’atteggiamento persistente nella “ricerca della stima degli altri e del soddisfare la propria vanità” è una cosa dannosa, un cancro impiantato da Satana nella mia più profonda intimità! Ma le avevo sempre ricercate come fossero cose positive, considerandole la base della mia condotta e portandole addirittura nella casa di Dio per usarle, imbrogliando Dio, imbrogliando i miei fratelli e sorelle, considerando l’opera della Chiesa come un gioco. Era veramente penoso e deplorevole. Illudevo me stessa, pensando di riuscire con successo a essere una brava persona, ma quel giorno, sotto il giudizio rivelato nella parola di Dio, riconobbi finalmente che tutto ciò che stavo realizzando era l’indole demoniaca di Satana. Non era affatto ciò che doveva essere realizzato nell’umanità normale. Furono il giudizio e il castigo delle parole di Dio che mi fecero finalmente vedere il modo in cui Satana corrompe l’umanità. Egli aveva da tempo piantato nelle profondità della mia anima i semi velenosi del crearsi un nome, del salvare la faccia, dell’idea di considerare una persona ma non la sua reputazione, di mettere a nudo lei ma non i suoi difetti. Ciò serviva ad avvelenarmi, a giocare con me, a rendermi sempre più superficiale e ingannevole, in modo da farmi diventare una persona veramente disonesta.

Dopo aver riconosciuto la verità del fatto che ero stata corrotta da Satana, pregai immediatamente Dio per cercare la verità adatta a risolvere la mia corruzione. Quindi, vidi le seguenti parole di Dio: “Il Mio Regno richiede coloro che sono onesti, non ipocriti e non menzogneri. Le persone sincere e oneste del mondo non sono forse malviste? Io sono completamente all’opposto. È accettabile che le persone oneste vengano a Me; Mi compiaccio di questo genere di persona e, inoltre, ho bisogno di questo genere di persona. Proprio questa è la Mia giustizia” (da “Discorsi e testimonianze di Cristo al principio”). “Il fatto che Dio chieda alle persone di essere oneste dimostra che odia davvero i disonesti. Non li vede di buon occhio, cioè ne disapprova le azioni, l’indole e persino le motivazioni; in altre parole, non ama il modo in cui fanno le cose, perciò, se vogliamo compiacerLo, dobbiamo prima modificare le nostre azioni e il nostro modo di vivere. In passato facevamo affidamento sulle menzogne, sulla finzione e sulla falsità per vivere tra gli uomini. Questo era il nostro capitale, nonché la base esistenziale, la vita e il principio fondamentale secondo cui vivevamo. Tutto ciò era disprezzato da Dio. […] Così, oggi, il dado è tratto: se non siamo onesti, e se nella nostra vita la pratica non è orientata all’onestà, e se non riveliamo il nostro vero volto, non avremo mai la possibilità di guadagnare l’opera di Dio o la Sua lode” (“Per essere onesti bisogna aprirsi agli altri” in Registrazione dei discorsi di Cristo). I chiari consigli delle parole di Dio mi diedero un modello per diventare un essere umano e mi diedero una direzione per la vita: essere una persona onesta. Le persone oneste rivelano veramente ciò che sono e fanno quello che dicono. Non ci sono pretese, niente intrighi personali, non lavorano per la reputazione o per il proprio beneficio. Cercano solo di soddisfare Dio in tutto e di portare benefici alle vite delle persone tramite parole e azioni. Quindi, solo una persona onesta è una persona autentica, che porta gioia a Dio. Solo coloro che diventano onesti possono ricevere la Sua salvezza ed entrare nel Suo Regno. Nella mia vita non posso più fare affidamento sulle falsità e sulle pretese. Devo cambiare i miei metodi di sopravvivenza, modificare le intenzioni delle mie azioni e non vivere più per reputazione o status. In tutte le cose, devo concentrarmi sul diventare un essere umano autentico, che agisce in armonia con le prescrizioni di Dio.

Nonostante sia pronta a cercare di essere una persona onesta, poiché sono stata corrotta da Satana troppo in profondità, mettere le cose in pratica è veramente difficile; in modo particolare, per quanto riguarda la mia reputazione e il mio status, mento e imbroglio nonostante me stessa. Mi ricordo quando predicavo il vangelo e vedevo che i miei fratelli e sorelle si buttavano letteralmente nell’evangelizzazione, e guadagnavano molte persone a Dio, i miei risultati non erano mai buoni. Provavo vergogna e mi preoccupavo che, a causa di questo, gli altri avrebbero potuto guardarmi dall’alto in basso. Durante quei pochi giorni, avevo appena reso testimonianza a un nuovo membro sull’opera di Dio negli ultimi giorni e lei invitò altri due amici a casa sua perché potessi parlare anche con loro. Ma, a causa di altri impegni sopravvenuti durante la giornata, non conclusi niente. La sera, una sorella mi chiese quante persone avevo convertito e, senza pensarci, le dissi: “Tre”. Dopo che lei se ne fu andata via, iniziai a rimproverarmi: la verità è che ho convertito solo una persona e allora perché ho detto tre? Non è stato forse per la mia vanità, per il mio status? Prima, quando non mi concentravo sull’essere una persona onesta, dicevo un sacco di bugie senza rendermene conto ma, quando iniziai a farci caso, scoprii che mentivo spesso e che le bugie mi uscivano da sole dalla bocca. Sembrava che, con quelle bugie, stessi uccidendo me stessa. Sotto questo aspetto, ero soggetta a un grande raffinamento, ed ero preoccupata che fosse difficile affrontarlo. Mi ponevo le domande: dire la verità ti ucciderà? Perché non ti ricordi proprio le cose? Ero scoraggiata perché non ero mai stata in grado di entrare veramente nella verità del fatto di essere una persona onesta. Sentivo di essere un fallimento totale come essere umano e addirittura pensavo che Dio non volesse più vedere questa persona ingannevole. Era così difficile per me dire la verità e avendo così tante indoli corrotte, come avrei mai potuto cambiare? Sembrava che la mia essenza fosse come quella del diavolo e che non potessi essere salvata da Dio. Prima o poi, si sarebbe sbarazzato di me. Quando i miei pensieri arrivarono a questo punto, persi tutta la fiducia in me stessa e iniziai a mollare.

Proprio quando stavo precipitando nella negatività e nell’autocompiacimento, nel mio cuore risuonarono alcuni versi di un inno della parola di Dio: “Dobbiamo avere un solo proposito: per quanto ci scontriamo con un ambiente complicato o con le difficoltà, per quanto deboli e pessimisti siamo, non possiamo perdere la fiducia nella possibilità di cambiare la nostra indole, né nelle parole di Dio. Egli ha fatto una promessa all’umanità e richiede che gli uomini abbiano la risolutezza e la perseveranza necessaria per ricevere. Non ama i codardi, bensì le persone risolute. Anche se ti sei dimostrato molto corrotto, anche se hai percorso molte strade tortuose o se hai commesso molte trasgressioni lungo la via; anche se hai resistito a Dio o se L’hai bestemmiato nel tuo cuore; anche se hai protestato o avuto dei conflitti, Dio non lo considererà. Egli guarda solo per vedere se tu sia disposto a cambiare. Proprio come una madre capisce suo figlio, Dio capisce ogni singola persona. Capisce tutte le difficoltà, le debolezze e le esigenze degli uomini. Capisce inoltre le difficoltà, le debolezze e i fallimenti che si incontrano durante il processo di trasformazione della propria indole. Lo capisce al meglio, il che spiega perché ho detto che Dio ispeziona il cuore ed esamina la mente. A prescindere dalle tue debolezze, purché non abbandoni il Suo nome, purché non lasci Lui e la Sua via, avrai sempre l’opportunità di trasformare la tua indole. Se abbiamo questa possibilità, abbiamo la speranza di andare avanti. Se abbiamo la speranza di andare avanti, abbiamo la speranza di essere salvati da Dio” (“Dio ama le persone che hanno risolutezza” in Segui l’Agnello e canta dei canti nuovi). Queste parole di Dio mi commossero veramente; in esse vidi le speranze di Dio e compresi che il cambiamento di indole non è una cosa semplice. Diventare una persona onesta non è qualcosa che si realizza da un momento all’altro, ma richiede una ricerca costante della verità e una determinazione irremovibile. Nello stesso tempo, vidi anche che se, per controllare me stessa e astenermi dal dire bugie, mi fossi basata solo sulla mia volontà, non sarei stata in grado di raggiungere il livello di una persona onesta. Dovevo continuare a riconoscere la mia natura satanica nelle parole di Dio e, in tutte le cose, esaminare le mie intenzioni, ancora di più nel momento di parlare o agire per amore della reputazione o dello status. Quindi, avrei potuto mettere in pratica queste cose gradualmente e, attraverso questa pratica costante, sarei stata in grado di ottenere il cambiamento. Grazie all’illuminazione e alla guida di Dio, ho un cammino per mettere tutto in pratica e ho la fiducia e la determinazione necessari per continuare a cercare di essere una persona onesta.

Da lì a poco, per cambiarmi e purificarmi, ancora una volta Dio predispose un ambiente per mettermi alla prova, per rendermi perfetta. La responsabile della nostra Chiesa era la mia migliore amica, e avevamo un rapporto molto stretto. In alcuni momenti della mia vita, lei mi aveva dato un aiuto incredibile, ma in quel momento la sua situazione era molto difficile e, alla fine, rovinò l’opera della Chiesa. I fratelli e le sorelle si riunirono in condivisione con lei molte volte, parlando di questo fatto, ma non ci fu nessun cambiamento. Dopo aver appreso quanto era successo, desiderai andare a trovarla per riunirmi in condivisione con lei, ma poi, spinta dalla mia natura, ebbi timore di offenderla e inventai delle scuse con me stessa: “In questo momento non stiamo svolgendo il nostro compito insieme, per cui non ci devo proprio pensare. Se veramente lei non è adatta a svolgere la funzione di responsabile della Chiesa, i nostri fratelli e sorelle aiuteranno a fare chiarezza sul problema”. Mentre ci pensavo, le parole di giudizio di Dio mi vennero immediatamente alla mente: “Molte volte ho consigliato ai fratelli e alle sorelle che sono con Me di credere in Dio dal profondo del cuore e di non proteggere i loro interessi, di essere rispettosi della Sua volontà” (“Il cammino… (5)” in La Parola appare nella carne). “Abbi una chiara comprensione di tutto ciò che Dio compie, guarda le cose secondo la parola di Dio e dal Suo punto di vista. In tal modo i tuoi punti di vista saranno corretti. La costruzione di un buon rapporto con Dio è dunque una priorità assoluta per chiunque creda in Dio; tutti dovrebbero ritenerlo il compito più importante e l’evento cruciale delle loro vite. Tutto quello che fai andrebbe soppesato a partire da quanto sia o meno normale il tuo rapporto con Dio. Se il tuo rapporto con Dio è normale e le tue intenzioni sono rette, allora fallo. Onde mantenere un rapporto normale con Dio, non puoi temere di ledere i tuoi interessi personali, non puoi lasciar vincere Satana, non puoi permettere a Satana di controllarti e non puoi consentire a Satana di ridicolizzarti” (“Com’è il tuo rapporto con Dio?” in La Parola appare nella carne). Il giudizio nelle parole di Dio mi fece riconoscere che, se avessi continuato a proteggere i benefici della carne, sarei stata complice di Satana e avrei completamente deluso e disgustato Dio. Egli aveva pagato per me un prezzo incalcolabile e nei momenti critici Lo ferivo sempre per amore della carne. Ero davvero un essere umano? Perché non riuscivo a preoccuparmi della Sua volontà? Dio mi aveva concesso una grazia infinita e innumerevoli benedizioni, perché allora non riuscivo a contraccambiarLo? Il mantenimento dell’opera della Chiesa è uno degli elementi basilari del mio lavoro come persona credente in Dio e instaurare una relazione corretta con Lui è molto importante per me in quanto credente. Dovevo soddisfare la Sua volontà; non potevo più vivere per la mia reputazione e per il mio status e ferire il Suo cuore. Quindi, decisi di farmi avanti e impegnarmi nella condivisione con lei, e tramite quella condivisione capii che si trovava in una situazione terribile, per cui non aveva per nulla a cuore la ricerca della verità. Sapevo che, in linea di principio, avrebbe dovuto essere sostituita e che io avrei dovuto notificare alla Chiesa la sua situazione ma, pensando a come lei mi aveva aiutato, esitai, perché non ero disposta a offenderla. Per me era una vera agonia. Se non avessi portato alla luce la sua situazione, non sarei stata più in grado di affrontare Dio. Se avessi portato alla luce la sua situazione, il mio cuore non sarebbe stato in grado di sopportarlo. Portai la cosa di fronte a Dio e pregai molte volte ed Egli mi rivelò che avrei dovuto abbandonare il mio cuore a Dio e non ingannare i miei superiori o deludere i miei sottoposti. Sotto la direzione di Dio, alla fine, compresi che non avrei potuto non tenere conto dell’opera della Chiesa per preservare i miei rapporti con gli altri, e che, in realtà, riferire la questione alla Chiesa sarebbe stato utile per lei e avrebbe portato beneficio alla riflessione su se stessa. Proprio come in precedenza, se non avessi subito la sostituzione e l’ispezione da parte di quella sorella, probabilmente non avrei mai conosciuto me stessa e non sarei stata in grado di effettuare l’ingresso nella mia vita. Quindi, feci appello al mio coraggio e misi per iscritto la situazione, secondo il mio punto di vista, per portarla all’attenzione del mio superiore nella Chiesa. Lei fu rapidamente rimossa dalla sua posizione. Dopo aver fatto questo, mi sentii molto contenta perché, questa volta, avevo agito come una persona onesta. Il mio cuore si dischiuse improvvisamente e sperimentai la gioia di mettere in pratica la verità e di soddisfare il cuore di Dio. Da quel momento, iniziò a crescere la mia fiducia nel mettere in pratica il fatto di essere una persona onesta. In passato, temevo che, se i miei fratelli e sorelle avessero scoperto cose negative della mia vita, avrebbero avuto meno stima di me. Continuavo a nascondere le cose, ma da allora iniziai a pensare che non ci fosse più bisogno di nasconderle. Per questo, nelle riunioni, dissi francamente ai miei fratelli e sorelle il motivo per cui ero stata sostituita, quante cose terribili e contrarie alla verità avevo fatto e perché ero stata disonesta con Dio e anche con i miei fratelli e sorelle. Mentre dicevo queste cose, tremavo e avevo il viso tutto paonazzo, ma non mi sarei mai immaginata che, dopo che i miei fratelli e sorelle mi avessero ascoltato, nemmeno uno di loro si sarebbe disgustato di me o mi avrebbe guardato dall’alto in basso. Una sorella mi disse: “In passato non ho voluto avere molto a che fare con te, perché sentivo di non essere in grado di starti vicina. La sensazione che mi davi era che tu non avessi mai sperimentato la corruzione, per cui rimanevo a rispettosa distanza e non ero incline a interagire con te. Quando la sorella è stata sostituita, pensavo che, poiché avevi un rapporto così buono con lei, non ti saresti schierata dalla parte della verità, ma che sicuramente saresti stata al suo fianco e avresti parlato in sua difesa. Non mi sarei mai immaginata che l’avresti smascherata e avresti parlato di lei. L’opera di Dio può veramente cambiare le persone e, attraverso te, posso vedere che Dio è veramente il Salvatore dell’umanità!”. Mi sentii sia in imbarazzo che commossa alle parole della sorella. In passato, avevo sempre pensato che non avrei mai rivelato il mio lato oscuro ai miei fratelli e sorelle e che avrei potuto mantenere la mia immagine positiva. Ma, in effetti, sotto la direzione di Dio, loro erano da tempo in grado di distinguere il bene dal male, e più accampavo false pretese, più lo detestavano e ne erano disgustati. Parlando più liberamente, non solo fui in grado di guadagnare la luce e l’illuminazione di Dio, ma fui anche in grado di essere più vicina ai miei fratelli e sorelle. Sperimentai veramente che solo una persona onesta è un essere umano autentico e una persona che Dio e gli esseri umani amano. Il mio cuore si sentì liberato come mai prima. Poiché ero pronta a mettere in pratica il fatto di essere una persona onesta, quando si presentava un lavoro importante per la Chiesa, il responsabile organizzava le cose in modo che io potessi farmene carico. Attraverso questo tipo di lavoro, non solo mi occupai di alcune cose che furono di beneficio per la Chiesa e per i fratelli e le sorelle, ma da ciò compresi alcune verità e imparai alcune lezioni. Mi sentivo a mio agio e lo apprezzavo; mi sentivo molto libera e percepivo che era importante vivere in quel modo.

Ma, nella vita pratica, non dovevo solo avere rapporti con i miei fratelli e sorelle. Dovevo anche affrontare la mia famiglia, i parenti e gli amici che non credevano in Dio, e ancora una volta questo per me presentava delle difficoltà. Non sapevo come essere una persona onesta tra di loro, soprattutto ripensando a quando avevo appena iniziato ad accettare l’opera di Dio Onnipotente e nessuno dei miei compagni di classe, parenti o amici riusciva a capirmi. Mi evitavano e anch’io facevo lo stesso per timore che mi prendessero in giro. Quando li incontravo, non parlavo loro con il cuore ma, per interagire con loro, trovavo una scusa o dicevo una bugia. Me ne tenevo a distanza e credevo che una persona onesta non avrebbe potuto andare d’accordo con coloro che non credono in Dio. Pensavo addirittura che, se non avessi mentito, non sarei stata in grado di continuare a vivere in questo mondo. Poi, lessi le seguenti parole di Dio: “Vivendo in questo mondo, sotto l’influsso della corruzione di Satana, è impossibile per gli uomini essere onesti, ma possiamo, una volta diventati onesti, esistere in questa società e in questo mondo? Possiamo essere segregati da loro? No, vivremo come prima, perché non facciamo affidamento sulla slealtà per mangiare o per respirare. Per vivere contiamo invece sul respiro e sulla vita donati da Dio; sono soltanto questi, oggi, i principi della nostra esistenza, la sua direzione e i suoi scopi, e la base della nostra vita deve cambiare completamente. È solo che stiamo modificando il nostro metodo e il modo in cui viviamo per soddisfare Dio e per cercare la salvezza, e ciò è totalmente slegato dal cibo, dai vestiti e dalla dimora della carne. Questa è la nostra esigenza spirituale. Non è così?” (“Per essere onesti bisogna aprirsi agli altri” in Registrazione dei discorsi di Cristo). Ancora una volta, le parole di Dio consolidarono la mia fiducia nel tentativo di essere una persona onesta e mi liberarono dalle mie preoccupazioni. Indipendentemente da come loro considerano la mia fede in Dio, sono pronta ad affrontarli con un cuore generoso, a fare del mio meglio per mettere in pratica il fatto di essere una persona onesta, in armonia con le prescrizioni di Dio, per non vivere più nella falsità, come in passato. Da allora, non li evito più, ma interagisco con loro normalmente. Quando vedo che incontrano difficoltà, li aiuto in tutto ciò che posso. Quando prima interagivo con loro, osservavo sempre con attenzione le loro reazioni, per timore di offendere qualcuno con qualcosa che dicevo e di danneggiare i miei interessi o di ledere l’immagine che avevano di me. Ora metto in pratica le cose in base alle prescrizioni di Dio e non spero più di guadagnare da questo alcun beneficio. Al contrario, interagisco con loro con amore e in armonia con la verità. Qualsiasi cosa estrema dicano o linea estrema superino, oso criticarli per questo, per utilizzare la verità al fine di rispondere alle loro concezioni erronee. Dopo un certo periodo di tempo, scoprii che i parenti e gli amici, che avevano mantenuto le distanze a causa della mia fede in Dio, erano disposti a interagire con me, e tutti credevano che fossi in una dimensione superiore alla loro. Quando incontravano delle difficoltà, erano felici di parlare con me e così potevo predicare loro il vangelo di Dio degli ultimi giorni. Tramite la mia esperienza, compresi profondamente che le parole di Dio Onnipotente sono realmente la verità, la via e la vita. L’opera di purificazione e di cambiamento delle persone che Egli sta compiendo negli ultimi giorni è pratica e reale, e sebbene, dall’esterno, non sembra stia scuotendo la terra, in effetti ci ha reso coscienti di come vivere, di come vivere da esseri umani e ha finito con il cambiarci, rendendoci capaci di liberarci gradualmente dall’indole corrotta di Satana e di vivere come esseri umani, liberamente, felicemente e a nostro agio. In passato, non riuscivo mai a collegare l’opera di Dio di salvezza dell’umanità con la mia vita pratica. Ma ora, tramite la mia esperienza, sento profondamente che l’opera di giudizio e di purificazione di Dio negli ultimi giorni è ciò di cui hanno bisogno tutti gli esseri umani corrotti. Solo se le persone sono sottoposte a questo tipo di opera e accettano la salvezza di Dio, possono vivere come esseri umani e godere di una vita felice e promettente.

Rendo grazie al giudizio e al castigo di Dio che mi consente finalmente di spezzare le catene delle forze delle tenebre, in modo che io non mi nasconda più a causa dei vincoli della reputazione e del mio status, e che possa camminare su terreno solido nella casa di Dio e adempiere il mio compito come creatura. Avendo percorso questo cammino, ho sperimentato in profondità che l’opera di giudizio e di castigo di Dio negli ultimi giorni ha lo scopo di salvare l’umanità. Sebbene abbia sofferto durante il Suo giudizio e castigo, nel mio cuore sono molto felice e sento di essere in grado di accettare il Suo giudizio e castigo e realizzare la vita di un essere umano. Questa è la mia buona sorte ed è anche il mio più grande conforto. Anche se non sono ancora all’altezza delle prescrizioni di Dio per essere una persona onesta, continuerò a lavorare duramente per essere una persona veramente onesta che Gli porterà gioia!

Note a piè di pagina:

a. Al cambio attuale, si tratterebbe di circa 64 euro!