Ho trovato una vera casa

05 Dicembre 2019

di Yangyang, Stati Uniti

Mio padre è morto quando avevo tre anni. Mia madre aveva appena dato alla luce mio fratello minore, e mia nonna, per via della superstizione, aveva detto che erano stati mia madre e il mio fratellino ad aver provocato la morte di mio padre. Non avendo un’alternativa migliore, mamma dovette portare mio fratello minore ad abitare in casa di suo padre; così, da che ho memoria, ricordo di aver vissuto insieme a mio nonno e mia nonna. Sebbene mi trattassero bene, mi sentivo comunque sola e desideravo tanto stare insieme a mia madre e a mio fratello. Anelavo allo stesso tipo di amore materno che ricevevano gli altri bambini. In realtà non chiedevo molto: volevo solo una vera famiglia, una madre che mi amasse teneramente, che potesse condividere con me i suoi sentimenti sinceri. Ma persino questa piccola richiesta era diventata un’assurda speranza, perché potevo vedere mia madre solo nei fine settimana. Ogni volta che avevo dei problemi a scuola, mamma non era mai lì al mio fianco; ero come un filo d’erba sul bordo della strada a cui nessuno badava. Col tempo sono arrivata a credere poco in me stessa, tenevo tutto dentro di me e non riuscivo a prendere l’iniziativa di interagire con gli altri. Quando avevo 16 anni, alcune persone del mio villaggio sono andate all’estero per lavoro, e l’idea ha tentato anche me. Ho pensato: la mia situazione qui non è delle migliori. Se andassi all’estero, potrei guadagnarmi da vivere e mandare anche una parte del denaro alla mia famiglia. Così potrei aiutarla a vivere un po’ meglio.

Nell’agosto del 2000 sono venuta negli Stati Uniti decisa a cavarmela da sola. Una volta stabilitami qui, mi alzavo presto ogni mattina e lavoravo l’intera giornata fino a tarda notte, e non c’era nessuno accanto a me con cui condividere i miei pensieri. Esteriormente mi atteggiavo a persona forte, ma dentro di me mi sentivo estremamente sola e sconsolata. Quando mi sentivo così, mi mancava tanto la mia famiglia, e anelavo ancora di più alla possibilità di avere una famiglia felice.

A 21 anni, mentre lavoravo presso un ristorante, ho conosciuto mio marito. Era un bravo ragazzo, legato ai suoi genitori, così mi fece una buona impressione. Una volta, per una mia disattenzione, mi sono slogata un piede e, con mia grande sorpresa, lui ha lasciato il suo lavoro per assistermi, cosa che mi ha profondamente commossa. A poco a poco ho cominciato a dipendere da lui. Nell’aprile del 2008 ci siamo sposati. Sentivo di aver trovato qualcuno a cui poter affidare la mia vita e finalmente avevo una famiglia tutta mia. Provavo una grande felicità nel mio cuore perché quel che avevo sperato per tanti anni si era finalmente avverato. Dopo il matrimonio, la sorella di mio marito e io ci siamo associate per avviare una società di materiali da costruzione, ma poiché ero l’unica in famiglia che conosceva l’inglese, ero fondamentalmente io a mandare avanti l’impresa. Mi occupavo di ogni membro della mia famiglia e gestivo la società. Dopo diversi anni di duro lavoro, sono riuscita non solo ad aiutare mio marito a pagare i suoi debiti precedenti, ma anche a mettere da parte dei risparmi per la mia famiglia. All’inizio avevo pensato che i miei sforzi mi sarebbero valsi il rispetto della famiglia di mio marito, ma la realtà è stata come uno schiaffo in faccia. Non appena l’attività ha cominciato ad avere successo, abbiamo pianificato di avere un figlio, ma io non riuscivo a rimanere incinta. Di conseguenza, ho preso molte medicine e ho consultato molti dottori, ma senza intravedere un solo raggio di speranza. Mio marito era il primogenito della sua famiglia e i suoi genitori e parenti si sono mostrati molto delusi da noi perché non avevamo dato loro un nipote. Di fronte a una pressione di questo tipo, l’atteggiamento di mio marito nei miei confronti è cambiato radicalmente. Seguendo il suo esempio, tutti i familiari di mio marito hanno fatto altrettanto. La sorella maggiore di mio marito diceva spesso cose per escludermi e arrivava persino a distorcere i fatti per dire cose cattive su di me di fronte a mio marito. Sentivo di essere trattata ingiustamente, così ho detto a mio marito quel che provavo. Ma lui non si è mostrato affatto comprensivo, anzi, a volte mi urlava contro, facendomi sentire ancora più ferita e umiliata. In seguito, quando siamo andati all’ospedale per un altro esame medico, è venuto fuori che il problema, in realtà, lo aveva mio marito. Ma ormai non aveva più importanza, perché dopo tanti anni di litigi il nostro rapporto aveva cominciato a deteriorarsi. A partire dall’inizio del 2012, mio marito andava spesso in Cina a consultare dottori e occuparsi di affari e tornava a casa ogni sei mesi. Ogni volta che rientrava era solo per procurarsi soldi: mi diceva che la società che stava gestendo in Cina aveva bisogno di fondi per coprire i costi, ma nei miei confronti si mostrava completamente indifferente. Così, per più di tre anni, non siamo stati quasi mai insieme, e così ci siamo allontanati sempre di più.

Nel settembre del 2015 abbiamo ottenuto il divorzio. Ciò che mi ha ferita di più è stato che, al momento di dividere i nostri averi, mio marito è arrivato al punto di autorizzare un legale a farmi firmare un contratto in base al quale, se il tribunale non avesse approvato il nostro divorzio, avrei dovuto dare a mio marito tutti i miei averi entro una settimana. Un altro avvocato mi ha fatto riflettere bene sulla questione: se avessi firmato quel contratto, sarebbe stato molto pregiudizievole per me, e lui mi avrebbe aiutata a scrivere un accordo per ottenere gli alimenti. Vedere mio marito comportarsi in modo così freddo e spietato è stata per me una grande delusione. Dal primo innamoramento al matrimonio, per quasi dieci anni avevo dedicato tutta me stessa a mio marito e alla famiglia, che valevano più di qualsiasi somma di denaro o di ogni bene materiale. Eppure, poiché mio marito non poteva mettermi incinta, lui e la sua famiglia mi consideravano l’unica responsabile ed erano crudeli con me, senza un minimo di considerazione per i miei sentimenti. In cambio di tutta la mia dedizione ho ricevuto solo tanto dolore e dispiacere. Ero esausta. Non volevo avera più niente a che fare con quella famiglia. Desideravo solo lasciare quella casa il prima possibile e allontanarmi da quelle persone che mi avevano ferita così profondamente. Perciò, senza la minima esitazione, ho firmato.

Dopo il divorzio mi sono sentita totalmente indifesa. Non sapevo di chi potermi fidare, né a chi rivolgermi per condividere i miei sentimenti. Ogni volta che pensavo al mio matrimonio fallito mi sentivo depressa e infelice. Ho fatto un bilancio della mia persona: per avere un figlio, avevo preso così tante medicine a base di ormoni che ero aumentata di metà del mio peso originale. Avevo così paura che gli altri mi vedessero com’ero allora, in ristrettezze economiche e in una situazione difficile. Esteriormente fingevo di essere forte, ma nel mio cuore mi sentivo estremamente fragile. Anelavo davvero al giorno in cui sarei stata in grado di vivere una vita dove il mio spirito fosse libero. È stato da quel momento che ho cominciato ad avere il desiderio di credere in Dio.

Un giorno, non molto tempo dopo, mi sono imbattuta in Carmen al centro commerciale dove ero andata a comprare dei vestiti. È stata molto gentile e solerte nell’aiutarmi, e ci siamo scambiate il numero di telefono. In seguito, ho visto un suo messaggio postato su WeChat e ho scoperto che era cristiana. Carmen parlava spesso con me dell’amore di Dio per l’uomo, e questo mi toccava profondamente il cuore. A poco a poco mi sono accorta che io, sempre così chiusa e riservata, ero ormai disposta ad aprire il mio cuore e a interagire con altre persone. Via via che Carmen e io approfondivamo la nostra conoscenza, tutto il dolore che avevo nascosto nel mio cuore per tanti anni ha trovato sfogo. Carmen ha compreso realmente la mia sofferenza e ha condiviso con me un’esperienza simile da lei vissuta. Ho sentito che avevo incontrato una persona che si preoccupava davvero per gli altri, e questo mi ha scaldato il cuore. Un giorno, Carmen mi ha invitata a casa di un’altra sorella dove ho conosciuto Fratello Kevin e diverse altre sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente. Mentre ero con loro, ho sentito che erano molto diversi dalle persone che avevo incontrato in passato. Ogni volta che mi ero trovata insieme ad altre persone, che fossero parenti o amici, avevo avuto la sensazione di non essere realmente capita quando aprivo loro il mio cuore, anzi, ero preoccupata che le mie disgrazie venissero messe in ridicolo. Così non ero più disposta a condividere i miei sentimenti con nessuno. Tuttavia, mentre ero con Carmen e gli altri fratelli e sorelle, mi sono sentita molto a mio agio, perché riuscivano tutti a capire la mia sofferenza e condividevano con me le loro esperienze. Non avrei mai immaginato con quanta sincerità sarei riuscita ad aprire il mio cuore e a parlare con tutti già dal nostro primo incontro, e come tutti avremmo condiviso le nostre esperienze. Ho sentito che quei fratelli e sorelle mi trattavano come una loro parente, più di quanto avesse mai fatto la mia famiglia; qualcosa che non avevo mai assaporato in tutta la mia vita in questo mondo negli ultimi decenni, e questo mi ha commossa profondamente.

Più tardi ci siamo riuniti per guardare insieme il musical della Chiesa di Dio Onnipotente, “La storia di Xiaozhen”, che mi ha infiammato il cuore. La storia nel film era così vera: da bambina, la protagonista gioca con i suoi amici in modo puro e innocente; una volta cresciuti, però, appena cominciano i conflitti di interesse tra loro, tutti cambiano dal profondo del cuore. Iniziano a complottare l’uno contro l’altro, diventando persino nemici e scontrandosi tra loro. Non c’è più alcun affetto o amicizia degni di questo nome. Non ho potuto fare a meno di pensare a tutti quegli anni in cui io e mio marito avevamo combattuto insieme. Poi, però, siccome non riuscivamo ad avere un figlio, il nostro rapporto si è incrinato, e alla fine mio marito si è conteso con me fino all’ultimo centesimo quando è stato il momento di dividere i nostri averi. Mi ha fatto pensare a come le persone siano davvero orribili: ogni volta che ci sono in ballo i loro interessi, ogni sentimento viene dimenticato. Per fortuna, la protagonista del film alla fine trova Dio e torna alla famiglia di Dio, dove Dio diventa l’Unico su cui può fare affidamento e lei non è più sola, né si sente ancora insicura e indifesa. Mi sono commossa talmente tanto nel vederlo che avevo gli occhi pieni di lacrime. Ho pensato tra me e me: “Quando Xiaozhen è ritornata da Dio, si è tolta la maschera che aveva indossato per sopravvivere; ha vissuto davvero alla presenza di Dio, ha ricevuto la Sua salvezza ed è stata in grado di vivere una vita libera e senza costrizioni. Di certo Dio Onnipotente salverà anche me in modo che io possa vivere felice come Xiaozhen”. Nel film, ho sentito Dio Onnipotente dire: “L’umanità, essendosi allontanata dalla provvista di vita dell’Onnipotente, è ignara dello scopo dell’esistenza, ma nonostante ciò teme la morte. Gli uomini sono senza aiuto o sostegno, ma ancora riluttanti a chiudere gli occhi, e si preparano a protrarre un’esistenza ignobile in questo mondo, sacchi di carne senza alcuna coscienza delle proprie anime. Tu vivi in questo modo, senza speranza, come fanno gli altri, senza scopo. Soltanto il Santo della leggenda salverà le persone che, gemendo nella sofferenza, bramano disperatamente il Suo arrivo. Finora questa convinzione non si è realizzata in coloro che sono privi di coscienza. Nonostante ciò, le persone la bramano ancora. L’Onnipotente ha pietà di questi uomini che hanno sofferto profondamente; allo stesso tempo è stanco di queste persone prive di coscienza, perché ha dovuto aspettare troppo a lungo una risposta dall’umanità. Desidera cercare, cercare il tuo cuore e il tuo spirito, portarti acqua e cibo e svegliarti, affinché tu possa non avere più sete e fame. Quando sei stanco e inizi a sentire la cupa desolazione di questo mondo, non essere smarrito, non piangere. Dio Onnipotente, l’Osservatore, accetterà il tuo arrivo in qualunque momento. Vigila al tuo fianco, aspettando che torni indietro. Attende il giorno in cui, d’un tratto, recupererai la memoria: quando ti renderai conto che sei venuto da Dio, che in un momento imprecisato hai smarrito la strada, che in un momento imprecisato hai perso conoscenza lungo il cammino e che in un momento imprecisato hai acquisito un ‘padre’; quando ti renderai conto, inoltre, che l’Onnipotente ha sempre vigilato, aspettando il tuo ritorno per un periodo molto, molto lungo” (“Il sospiro dell’Onnipotente” in “La Parola appare nella carne”). Sentire queste parole, è stato come se mia madre mi stesse chiamando, e ho avuto la sensazione di essere tornata al suo fianco, cosa che mi ha scaldato il cuore in modo indescrivibile. A quanto pareva, Dio era sempre stato accanto a me, vegliando su di me, aspettando il mio ritorno. Non ero più sola. Dio conosceva le mie difficoltà e le mie necessità. Nel momento in cui ho avuto più bisogno, quando il mio spirito soffriva di più, mediante quei fratelli e sorelle che mi predicavano il Vangelo, Egli mi ha ricondotto nella casa di Dio, dove ho ricevuto la Sua salvezza e ho assaporato l’amore che Dio ha per me. In quel momento, mi sono sentita come una bambina smarrita che ha finalmente ritrovato la via di casa, che ha ritrovato la sua famiglia, e ho provato una grande felicità!

Ho iniziato così a vivere la vita della Chiesa e, leggendo la parola di Dio Onnipotente, ho sentito di aver trovato qualcosa in cui potevo confidare davvero e che ora avevo uno scopo e una direzione nella mia vita. Tuttavia, poiché conoscevo ben poco la verità, ogni volta che pensavo al mio matrimonio fallito provavo ancora una gran pena nel cuore. Detestavo il modo in cui la famiglia di mio marito mi aveva trattata, e ogni volta che ci pensavo sprofondavo nel dolore. Così, ho pregato Dio e mi sono confidata con i fratelli e le sorelle riguardo ai miei problemi, facendo condivisione con loro, cercando la verità per risolverli. Una volta, Fratello Kevin ha condiviso con me questo passo delle parole di Dio Onnipotente: “L’uomo ha camminato attraverso questi periodi insieme a Dio, eppure non sa che Egli governa il destino di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi, né è a conoscenza di come orchestri e diriga tutte le cose. Ciò elude la sua comprensione da tempo immemorabile fino a oggi. Quanto al motivo, non è perché le azioni di Dio siano troppo nascoste né perché il Suo piano debba ancora realizzarsi, bensì perché il cuore e lo spirito dell’uomo sono troppo distanti da Lui, al punto che l’essere umano resta al servizio di Satana anche mentre segue Dio, e continua a non rendersene conto. Nessuno cerca attivamente le orme e la manifestazione di Dio, e nessuno è disposto a esistere affidandosi alla Sua cura e protezione. Piuttosto, gli uomini desiderano dipendere dalla corrosione di Satana, del maligno, per adattarsi a questo mondo e alle regole dell’esistenza seguite dall’umanità malvagia. A questo punto, il cuore e lo spirito dell’uomo sono diventati il suo tributo a Satana e ne divengono l’alimento. Ancora di più, il cuore e lo spirito dell’uomo sono diventati un luogo in cui Satana può risiedere e il suo idoneo terreno di gioco. Così, senza rendersene conto, l’uomo perde la sua comprensione dei principi dell’essere umani e del valore e del significato dell’esistenza umana. Le leggi di Dio e l’alleanza tra Lui e l’essere umano si dissolvono gradualmente nel cuore dell’uomo, ed egli smette di cercare Dio o di prestarGli attenzione. Con il passare del tempo, l’uomo non comprende più perché Dio l’abbia creato, né capisce le parole che escono dalla Sua bocca e tutto ciò che proviene da Lui. Poi comincia a opporre resistenza alle leggi e ai decreti di Dio, e il suo cuore e il suo spirito diventano insensibili… Dio perde l’uomo che ha creato in origine e l’uomo perde la radice del suo inizio: questa è l’afflizione di questa razza umana” (“Dio è la sorgente della vita dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Poi Fratello Kevin ha condiviso su questo argomento, dicendomi: “La ragione per cui le nostre vite sono così piene di dolore è perché noi accettiamo le idee, le visioni e gli assiomi di vita di Satana, e perché siamo da lui danneggiati e corrotti. A dire il vero, l’umanità è stata corrotta da Satana per migliaia di anni. Da lungo tempo, ormai, siamo abituati a tutte le cose che Satana instilla in noi. Per vivere ci affidiamo alle regole di sopravvivenza di Satana, che ci rendono ciechi a ogni cosa che non sia il nostro personale profitto, egoisti, spregevoli e senza una coscienza. I familiari del tuo ex marito hanno potuto trattarti in quel modo perché anche loro erano schiavi di concezioni feudali come ‘porta avanti la linea ancestrale’, ‘ci sono tre modi per non essere filiale, e non avere figli è il peggiore’ e ‘cresci dei figli perché abbiano cura di te nella vecchiaia’ che sono stati inculcati in loro da Satana. E quando tuo marito stava dividendo la vostra proprietà, non ha considerato affatto i tanti anni che siete stati insieme come marito e moglie, e anche questo è dovuto al fatto che era influenzato e controllato da regole di sopravvivenza quali ‘Il denaro è il primo’ e ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ ed è diventato egoista e insensibile. A causa della corruzione di Satana, le persone semplicemente non riescono ad andare d’accordo tra loro, e non c’è alcuna felicità degna di essere menzionata nelle loro vite. Tutta la sofferenza che sperimentiamo è causata dalle afflizioni di Satana. Tutte le nostre famiglie sono a loro volta afflitte da Satana, l’intero genere umano è sotto il dominio di Satana e non può fare nulla per non esserne danneggiato. Pertanto, senza la guida di Dio, le persone che vivono secondo le filosofie e gli assiomi di Satana vivono una vita priva di autentica gioia e felicità. Ciò di cui più abbiamo bisogno nelle nostre vite non è la ricchezza materiale o l’affetto delle nostre famiglie, ma la salvezza di Dio. Ciò di cui abbiamo bisogno è di essere provvisti della parola di Dio. Soltanto Dio può guidarci a liberarci dalla corruzione e dall’afflizione di Satana e a recuperare la nostra coscienza e ragione, consentendoci di vivere come persone vere e di ottenere libertà e salvezza”. Dopo aver ascoltato la condivisione di Fratello Kevin, all’improvviso ho capito: non sono solo io che ho vissuto nella sofferenza, ma è l’intero genere umano che è stato ingannato e corrotto da Satana, e tutti noi lottiamo nella sofferenza. Solo venendo dinanzi a Dio e accettando la Sua salvezza, le persone possono liberarsi dall’afflizione di Satana e superare questa sofferenza. Questo è l’unico modo per ottenere felicità e libertà. Una volta compreso questo, mi si è schiarita la mente e mi sono sentita davvero libera.

Una volta compresa la causa prima del perché l’uomo vive nella sofferenza, mi sono resa conto che il risentimento tra me e la famiglia del mio ex marito era stato provocato dall’afflizione di Satana, ed ero persino disposta a cercare di perdonarli e a smettere di portare loro rancore. Quando ho iniziato a mettere in pratica la parola di Dio, ho provato molta più gioia nel mio cuore. Un giorno di agosto del 2016, ho incontrato per caso mio marito per la strada. Ci siamo salutati, e nel mio cuore ho sentito distintamente che non gli serbavo più rancore, perché sapevo che aveva vissuto con le afflizioni di Satana, che era stato ingannato e tormentato da Satana. Se avessi avuto l’opportunità, gli avrei predicato il Vangelo di Dio degli ultimi giorni, così anche lui avrebbe potuto venire dinanzi a Dio e ricevere la salvezza del Creatore. In quel momento, ho sentito che Dio è davvero amabile e che la Sua parola è la verità. Se veniamo dinanzi a Dio e riceviamo la Sua salvezza, possiamo affrancarci dalle catene di Satana e ottenere libertà e liberazione, e vivere una vita felice e benedetta.

Ogni volta che guardo il video di danza e canzoni “La felicità nella buona terra di Canaan”, sono davvero felice e sento che le parole di questo inno esprimono perfettamente cosa provo: “Torno nella famiglia di Dio, felice ed emozionata. Onorata di conoscer Dio. Gli ho donato il mio cuore. Ho passato valli di lacrime, ed ho visto la Sua bellezza. Il mio amore per Lui cresce giorno dopo giorno. Dio è la mia gioia. Rapita dalla Sua bellezza, il mio cuore appartiene a Lui. Non amerò mai Dio abbastanza. Le canzoni escon dal mio cuore. In questa sacra terra di Canaan, tutto è nuovo e pieno di vita. […] Canaan è la terra del verbo. Il Suo amore ci dà gioia infinita. Se vivrai qui per qualche giorno, l’amerai sopra ogni altra cosa. L’odore dei suoi frutti riempie l’aria, e non vorrai abbandonarla mai”. Quando ripenso al cammino che ho percorso, indipendentemente dalle esperienze fatto lungo il tragitto, Dio è stato sempre al mio fianco a vegliare su di me e, alla fine, mi ha ricondotta nella Sua famiglia. Adesso, assaporo ogni giorno il nutrimento e il sostentamento della parola di Dio Onnipotente. Il dolore che avvertivo dentro di me è svanito, e io ho trovato una direzione nella mia vita e ho ottenuto la vera libertà e felicità. Ringrazio Dio per avermi salvata. Mi sforzerò di cercare la verità e di adempiere come meglio posso il mio dovere di creatura per ripagare l’amore di Dio!

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