Restare al proprio posto nell’adempimento del dovere dà pace

11 Giugno 2022

di Jiang Ling, Spagna

Con la diffusione del Vangelo del Regno, sempre più persone approfondiscono e accolgono l’opera di Dio degli ultimi giorni, e i nostri fratelli e sorelle sono impegnati nel diffondere il Vangelo e irrigare i nuovi arrivati. Quando alcuni fratelli e sorelle intorno a me sono stati trasferiti alla predicazione del Vangelo, ero davvero entusiasta. Dio è apparso e ha operato nella carne per trent’anni. La Sua opera volge al termine, i grandi disastri sono iniziati, e oggi il momento è cruciale per la diffusione del Vangelo del Regno. Diffondere il Vangelo è la più importante delle buone azioni, quindi, se avessi potuto farlo anche io e portare più persone a Dio, sarebbe stato perfetto. Dio lo avrebbe sicuramente ricordato e benedetto. Aspettavo con ansia che diventasse il mio dovere. Anche se ero la capogruppo e il membro del gruppo di maggiore anzianità, e quindi un trasferimento era improbabile, aspettavo comunque con ansia di poter predicare il Vangelo.

In una riunione, ho ascoltato la comunione di fratelli e sorelle addetti alla predicazione: si affidavano a Dio per portare passo passo i potenziali neofiti davanti a Dio e, nel farlo, vedevano la guida di Dio e acquistavano più fiducia in Lui. Sentirli mi ha riempita d’invidia. Predicavano il Vangelo per guadagnare persone e contribuivano al lavoro della Chiesa, mentre io? Io passavo le giornate a creare immagini, e non sapevo che rilevanza potesse avere nella diffusione del Vangelo. Temevo sempre che il mio contributo alla casa di Dio fosse troppo scarso. Avanti di quel passo, quando l’opera di Dio si fosse conclusa, chissà se sarei sopravvissuta. Ma ero sempre occupata a creare immagini, quindi non avevo mai tempo per predicare il Vangelo. Mi dicevo: “Non posso diffondere il Vangelo, ma posso creare più immagini perché i miei fratelli e sorelle le usino quando predicano. In questo modo, anche io contribuirei in parte all’evangelizzazione”. In realtà, per alcune immagini ottenevo l’effetto desiderato già alla prima versione, ma volevo sempre creare una versione in più, con il risultato che occorreva ogni volta più tempo per finire e il lavoro ne veniva rallentato. Inoltre, in quel periodo, non avevo molto interesse a guidare il gruppo nello studio delle competenze professionali. Capivo in qualche modo che era inappropriato, e mi sentivo un po’ in colpa, ma non riflettevo su me stessa. Incredibilmente, è capitato che molte delle immagini che avevo creato per la predicazione siano state cancellate e perse per errore. Questo mi ha davvero turbata. È stato allora che ho capito che c’era qualcosa di sbagliato nel mio stato, così ho pregato Dio per ricercare: “Dio, non so perché sia successo questo. Ho fatto qualcosa contro la Tua volontà? Ti prego, guidami a riflettere e a conoscere me stessa”.

In una riunione, ho letto questo passo della parola di Dio: “Mentre il Mio giorno si avvicina, il loro desiderio diventa costantemente più forte. E quanto maggiore è il disastro, tanto più questo li rende impotenti, non sapendo da dove cominciare per compiacerMi ed evitare di perdere i benefici che essi hanno a lungo agognato. Non appena la Mia mano inizia il suo lavoro, questi uomini sono desiderosi di agire offrendosi come avanguardie; pensano solo a balzare nella primissima linea delle Mie truppe, avendo un profondo timore che altrimenti Io non li veda. Fanno e dicono ciò che pensano essere giusto, senza sapere che le loro opere e azioni non hanno mai avuto attinenza con la verità e che esse non fanno altro che disturbare e interferire con i Miei piani. Sebbene possano averci messo molto impegno e possano essere in buona fede nella loro volontà e nella loro intenzione di affrontare le difficoltà, tutto ciò che fanno non ha nulla a che vedere con Me, perché Io non ho mai visto che le loro azioni provengano da buone intenzioni, né tanto meno li ho visti offrire alcunché sul Mio altare. Tali sono le azioni che hanno compiuto davanti a Me in tutti questi lunghi anni” (“Dovete prendere in considerazione le vostre azioni” in “La Parola appare nella carne”). Ho ponderato le parole di Dio e riflettuto sul mio stato recente. Ho visto che quando i fratelli e le sorelle intorno a me andavano a predicare il Vangelo, iniziavo a entusiasmarmi, perché ero convinta che predicare e portare le persone a Dio fosse ciò che Egli apprezza di più, il dovere più prezioso da compiere. Mentre ora creavo solamente immagini nell’anonimato, ed era difficile quantificare l’utilità di quelle immagini nella predicazione; quindi temevo, continuando con quel dovere, di non ottenere molto credito né una buona destinazione Attribuivo valori diversi ai doveri, pensando che l’evangelizzazione valesse di più e offrisse maggiori possibilità di essere benedetti, mentre che il mio attuale dovere fosse inutile e offrisse poche speranze di benedizioni. Quando vedevo con quanto entusiasmo tutti diffondevano il Vangelo e irrigavano i nuovi arrivati, provavo invidia e trepidazione. Volevo entrare nel gruppo del Vangelo, e dare un grande contributo in prima linea, convinta che, in quel modo, Dio mi avrebbe sicuramente benedetta. Di fronte alle scarse speranze di ottenere quel dovere, volevo allora creare più immagini per i fratelli e le sorelle addetti all’evangelizzazione, per accrescere il valore del mio dovere, trascurando che questo ritardava il progresso del lavoro. Solo allora ho visto che ero guidata solamente dal mio desiderio di benedizioni. Non agivo pensando alla volontà di Dio o per sacrificarmi per Lui. Ho anche capito che, permettendo che quelle immagini andassero perse, Dio aveva creato un ambiente per ammonirmi a riflettere e a pentirmi prima che fosse troppo tardi. Una volta capito questo, il mio cuore si è illuminato, così ho pregato Dio per dirGli che volevo obbedire e compiere con gioia il mio dovere.

Non molto tempo dopo, altri fratelli del nostro gruppo sono passati a predicare il Vangelo, e siamo rimasti in pochi. Mi sono subito demoralizzata. Cominciavo a ritenere il mio dovere del tutto irrilevante e inutile. Mi dicevo: “A che serve investire così tanto tempo e fatica per creare immagini e studiare queste abilità? Un giorno potrei anche non averne più bisogno. Altri arrivano a predicare il Vangelo, a testimoniare l’opera di Dio e a portare le persone davanti a Dio. Quello è un lavoro significativo. Quando potrò finalmente smettere di occuparmi di immagini?” Questo pensiero mi ha scoraggiata e abbattuta. Svolgevo ogni giorno il mio dovere controvoglia, e non trovavo interesse in nulla. Quando esortavo il mio gruppo a imparare le competenze, lo facevo meccanicamente. E, quando la mattina suonava la sveglia, mi sentivo pigra e non volevo alzarmi. A quel punto, ho capito che il mio stato era sbagliato, e mi sono chiesta: “Mi è sempre piaciuto questo compito, quindi perché ora mi ha stancata? Perché penso sempre a predicare il Vangelo?” Mi sono presentata davanti a Dio per riflettere su me stessa.

Un giorno, ho letto questo passo della parola di Dio: “Che lo scopo della fede in Dio sia ottenere benedizioni: questo non si trova forse nel cuore di tutti? Sì, è un dato di fatto. Anche se le persone non ne parlano spesso, e addirittura nascondono la loro mira e il loro desiderio di ottenere benedizioni, questa mira e questo desiderio sono sempre stati incrollabili nel profondo dei loro cuori. Non importa quanta teoria spirituale capiscano, quanta esperienza o conoscenza abbiano, quali doveri siano in grado di compiere, quanta sofferenza sopportino, o quale prezzo paghino: non rinunciano mai alla mira a ottenere benedizioni nascosta nel profondo del loro cuore, e si adoperano sempre silenziosamente al suo servizio. Non è forse questa la cosa sepolta più profondamente dentro di loro? Senza questa mira a ricevere benedizioni, come vi sentireste? Con quale atteggiamento svolgereste il vostro dovere? Cosa succederebbe se le persone si liberassero di questa mira a ricevere benedizioni nascosta nei loro cuori? Forse molti diventerebbero negativi, mentre alcuni potrebbero ritrovarsi demotivati nei loro doveri. Perderebbero interesse nella loro fede in Dio, come se la loro anima fosse svanita. Darebbero l’impressione che la loro anima sia stata strappata via. Ecco perché dico che la mira a ottenere benedizioni è la cosa sepolta più profondamente nelle persone. Forse, mentre compivano il loro dovere o vivevano la vita della Chiesa, si sentivano capaci di abbandonare le loro famiglie e di spendersi volentieri per Dio, ritenevano di conoscere la loro mira a ricevere benedizioni, e di averla messa da parte e non esserne più dominate né limitate. In tal caso, sarebbero convinte di non nutrire più la mira a ottenere benedizioni, ma Dio crederebbe il contrario. La gente vede le cose solo superficialmente. Quando non sono messe alla prova, le persone si sentono bene con se stesse. Fintanto che non lasciano la Chiesa, non rinnegano il nome di Dio e persistono nello spendersi per Dio, credono di essere cambiate. Sentono di non essere più spinte dall’entusiasmo personale o da impulsi effimeri nell’adempimento del loro dovere. Al contrario, credono di saper perseguire la verità, e si ritengono capaci di ricercare e praticare continuamente la verità nello svolgimento del loro dovere, così che la loro indole corrotta venga purificata e loro possano ottenere un autentico cambiamento. Tuttavia, quando accadono cose che sono direttamente collegate alla propria destinazione e alla propria fine, il loro comportamento rivela a pieno la loro verità nella sua interezza” (“Sei indicatori di crescita nella vita” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio rivelava il mio vero stato. Ho ricordato che, quando ho iniziato con la produzione di immagini e ho imparato l’importanza del lavoro professionale, mi sono concentrata sullo studio, per svolgere bene il mio dovere. Poi, sono diventata capogruppo. Anche se sapevo che avrei dovuto lavorare e soffrire di più, non mi sono mai tirata indietro. Credevo che contribuire in doveri importanti mi avrebbe procurato le benedizioni di Dio, e che più alto era il prezzo che pagavo, più ne avrei ricevute. Quando i membri del nostro gruppo sono via via diminuiti, ho immaginato che tale dovere professionale fosse poco importante, e che non mi attendesse una crescita futura nella produzione di immagini, quindi, sinceramente, non volevo più occuparmene. Era un dovere che si confaceva perfettamente alle mie abilità, ma non lo volevo. Ero molto più interessata a predicare il Vangelo. Durante quel periodo, trascuravo molto i miei incarichi, cosa che ha diminuito la produttività del mio lavoro. Solo allora mi sono resa conto che il mio desiderio di benedizioni nella fede in Dio non era mai cambiato. Volevo usare il mio dovere e dare un contributo in cambio di una meravigliosa destinazione. Avevo sperimentato molti ambienti nei miei recenti anni di fede in Dio, e pensavo che la mia ricerca in quel cammino fosse cambiata. Ora, mi dicevo, avevo veramente iniziato a spendermi per Dio, ma i fatti hanno messo a nudo la corruzione della mia fede in Dio e la mia reale levatura. Il mio dovere non soddisfaceva il mio desiderio di benedizioni e io lo rifiutavo, mi ribellavo, e ho perso motivazione a svolgerlo. Potevo forse affermare di possedere una coscienza? O umanità? Pensare a questo mi ha colmata di rimorso e senso di colpa. Ho pregato Dio con le lacrime agli occhi: “Dio, sono così ribelle! Ti ringrazio per aver usato questo ambiente per smascherarmi e mostrarmi la mia ricerca errata nella fede in Dio. Non voglio più perseguire le benedizioni nella fede. Qualunque dovere io svolga, voglio solo sottomettermi alle Tue orchestrazioni e disposizioni; quindi, Ti prego, guidami a conoscermi meglio”.

Il giorno dopo, durante i miei devozionali, ho letto un passo della parola di Dio. Dio dice: “Negli ultimi giorni, Dio Si incarna per operare, esprime molte verità, dischiude all’umanità tutti i misteri del piano di gestione di Dio, e fornisce tutte le verità che gli uomini devono capire e a cui devono accedere per essere salvati. Queste verità e queste parole di Dio sono tesori per tutti coloro che amano le cose positive. Le verità sono necessarie all’umanità corrotta, e sono inoltre tesori inestimabili per il genere umano. Ogni parte della parola, dei requisiti e della volontà di Dio è qualcosa che le persone dovrebbero capire e afferrare, a cui le persone devono attenersi per ottenere la salvezza, nonché verità che gli esseri umani devono acquisire. Invece gli anticristi considerano queste parole come teorie e slogan, fanno orecchie da mercante, o addirittura le disprezzano e le rinnegano. Gli anticristi considerano le cose più preziose dell’umanità come menzogne da ciarlatani. Gli anticristi non credono nell’esistenza di alcun Salvatore, figurarsi nelle verità o nelle cose positive del mondo. Pensano che qualsiasi cosa bella o vantaggiosa debba essere conquistata da mani umane e ottenuta con sforzi umani. Gli anticristi sono convinti che le persone senza ambizioni né sogni non avranno mai successo, mentre hanno il cuore colmo di ostilità e odio per la verità espressa da Dio. Considerano le verità espresse da Dio come teorie e slogan, mentre considerano il potere, gli interessi, l’ambizione e il desiderio come cose giuste da intraprendere e perseguire. Usano inoltre il servizio prestato grazie alle loro doti come un mezzo per contrattare con Dio, nel tentativo di entrare nel Regno dei Cieli, ottenere corone e godere di maggiori benedizioni. Questo non è forse malvagio? In che modo interpretano la volontà di Dio? Affermano: ‘Dio determina chi è il capo guardando chi si spende e soffre di più per Lui e chi paga il prezzo più alto. Egli stabilisce chi può entrare nel Regno e chi riceverà le corone guardando chi è capace di adoperarsi molto, chi parla in modo eloquente, e chi ha lo spirito di un bandito e sa impossessarsi delle cose con la forza. Come disse Paolo: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8)’. Seguono le parole di Paolo e le ritengono vere, mentre ignorano i requisiti e le dichiarazioni di Dio nei confronti del genere umano, pensando: ‘Queste cose non sono importanti. Tutto ciò che conta è che, una volta combattuto il mio combattimento e fatto il mio corso, ci sarà una corona ad aspettarmi alla fine. Questa è la verità. Non è questo che Dio intende? Dio ha pronunciato migliaia e migliaia di parole e tenuto innumerevoli sermoni. Quello che vuole dire alla gente è che, se desideri corone e ricompense, sta a te combattere, lottare, carpire e prendere’. Non è forse questa la logica degli anticristi? Nel profondo dei loro cuori, questo è il modo in cui gli anticristi vedono l’opera di Dio, e questo è il modo in cui interpretano la parola di Dio e il Suo piano di gestione. Hanno un’indole malvagia, vero? Distorcono la volontà di Dio, la verità e tutte le cose positive. Considerano il piano di gestione di Dio per salvare il genere umano come una mera transazione, e considerano il dovere che il Creatore richiede al genere umano come nient’altro che esproprio, aggressione, inganno e transazione. Non è questa l’indole malvagia degli anticristi? Gli anticristi credono che, per ottenere le benedizioni ed entrare nel Regno dei Cieli, sia necessaria una transazione, e che questo sia giusto, ragionevole e più che legittimo. Non è questa la logica del male? Non è la logica satanica? Gli anticristi nutrono sempre tali opinioni e atteggiamenti nei loro cuori, a dimostrazione della malvagità della loro indole” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte settima)” in “Smascherare gli anticristi”). La rivelazione delle parole di Dio mi ha colpita al cuore. Dio esprime la verità per nutrire e salvare le persone. Questa è l’immensa salvezza che Egli dona al genere umano, e le persone dovrebbero amare le parole di Dio e obbedire loro. Invece, gli anticristi hanno un’indole malvagia e non prendono mai sul serio la verità espressa da Dio. Al contrario, mettono i loro interessi al di sopra di tutto. Prendono delle cose positive, come la verità espressa da Dio per salvare le persone, e le trasformano in contrattazioni tra gli uomini e Dio, persuasi che chi svolge più lavoro e soffre di più riceverà da Dio più benedizioni. Fanno sacrifici e si spendono per Dio per chiederGli in cambio un compenso, per raggiungere il loro obiettivo di essere benedetti. Quando svolgono i loro doveri in questo modo, stanno ingannando e usando Dio, nonché giocando con la verità, e sono disprezzati e condannati da Dio. Mi sono resa conto che i miei obiettivi e le mie idee in merito alla ricerca nella fede in Dio e al dovere erano gli stessi degli anticristi. Consideravo l’opera di salvezza di Dio come una transazione e pensavo che la mia fede in Dio e il mio dovere dovessero essere pagati con una sorta di salario, come se chi lavora e contribuisce di più meritasse le corone e le benedizioni maggiori, e chi invece lavora e contribuisce meno avesse poca speranza di salvezza. Per questo volevo predicare il Vangelo, anche se fosse stato faticoso o difficile, e quando i miei desideri non si sono realizzati mi sono impigrita. In che modo i miei sforzi, i miei pensieri e le mie idee erano diversi da quelli degli anticristi e dei miscredenti? Credevo in Dio, eppure praticavo il detto “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, o “Non fate nulla senza un tornaconto”, e altre filosofie sataniche del genere. In ogni cosa, valutavo il mio dovere e il mio atteggiamento verso di esso in base ai miei interessi. Desideravo sempre doveri più importanti per poter mettere in mostra i miei sforzi davanti agli occhi di tutti, convinta così di poter ottenere una buona destinazione nella mia fede. Le mie idee in merito alla ricerca e tutte le mie azioni erano così vergognose e malvagie! Questo era forse praticare la verità e compiere il mio dovere? Non facevo altro che negare la verità e oppormi a Dio. Ho pensato a Paolo, che voleva una corona in cambio dei suoi sforzi. Sebbene abbia predicato il Vangelo in tutta Europa, soffrendo e sacrificandosi molto, non si spendeva sinceramente per Dio, voleva bensì delle ricompense ed entrare nel Regno di Dio; per questo disse: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8). Le parole di Paolo contenevano minacce e richieste a Dio. Egli implicava che, se non lo avesse incoronato e ricompensato, allora Dio era ingiusto. Paolo credette in Dio per molti anni e, nonosante abbia viaggiato a lungo e sofferto molto, i suoi atti e le sue azioni andavano contro Dio, e per questo Dio lo condannò e maledisse. Solo allora ho capito che perseguire le benedizioni nella mia fede in Dio è un vicolo cieco. È un tipo ricerca ostile a Dio e alla fine Egli la punirà. Ho anche ringraziato Dio per avermi dato, con quell’ambiente, la possibilità di riflettere su me stessa. Altrimenti, non avrei mai capito che la mia fede in Dio fosse corrotta, né mi sarei resa conto di quanto fossero malvagie le mie ricerche e di quanto Dio le odiasse e ne fosse disgustato.

In seguito, ho letto due passi della parola di Dio: “In quanto essere creato, quando ti presenti dinanzi al Creatore devi svolgere il tuo dovere. Questa è la cosa opportuna da fare, e la responsabilità che ti spetta. Sulla base del prerequisito per cui gli esseri creati svolgono i loro doveri, il Creatore ha di nuovo compiuto nell’umanità un’opera ancor più grande. Ha svolto nell’umanità una fase ulteriore dell’opera. E che opera è? Dio fornisce agli esseri umani la verità, consentendo loro di ottenere da Lui la verità mentre svolgono il proprio dovere e così di liberarsi della propria indole corrotta e di venire purificati. Così giungono a soddisfare la volontà di Dio, intraprendono la retta via nella vita e alla fine sono in grado di temere Dio ed evitare il male, conseguire la salvezza definitiva e non essere più soggetti ai tormenti di Satana. Questo è l’effetto principale che Dio vuole far infine conseguire agli esseri umani tramite il compimento del loro dovere. Perciò, lo scopo dell’adempimento del tuo dovere non è solamente farti vedere chiaramente una singola cosa e farti capire una piccola parte di verità, né semplicemente permetterti di godere della grazia e delle benedizioni che ricevi compiendo il tuo dovere di essere creato. Piuttosto, è consentirti di essere purificato e salvato e, in definitiva, di giungere a vivere nella luce del volto del Creatore” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte settima)” in “Smascherare gli anticristi”). “Gli esseri creati devono compiere il loro dovere per ottenere l’approvazione del Creatore. Gli esseri creati dovrebbero vivere sotto il dominio del Creatore. Dovrebbero accettare tutto ciò che è offerto da Dio e tutto ciò che proviene da Dio, e far fronte alle loro responsabilità e ai loro obblighi. Questo è stabilito dal Cielo e riconosciuto in terra; è il decreto di Dio. Da ciò si può vedere che, per gli uomini, compiere il dovere di esseri creati è più giusto, bello e nobile di qualsiasi altra cosa si faccia vivendo nel mondo dell’uomo; niente per l’umanità è più significativo o degno, niente apporta maggiore significato e valore alla vita di un essere creato che compiere il suo dovere di essere creato. Non è vero? Per un essere creato, saper compiere il suo dovere di essere creato e compiacere il Creatore è la cosa più bella tra gli uomini e va celebrata. Gli esseri creati dovrebbero accettare in maniera incondizionata tutto ciò che il Creatore affida loro; per l’umanità è qualcosa di benedetto e glorioso, e per tutti gli uomini che compiono il loro dovere di esseri creati nulla è più bello o memorabile: è qualcosa di positivo. E quanto a come il Creatore tratti coloro che compiono il loro dovere di esseri creati e che cosa prometta loro, è una questione che riguarda il Creatore, non è affare dell’umanità creata. Per dirla chiaramente e francamente, deciderà Dio, e l’uomo non ha alcuna voce in capitolo. Tu otterrai ciò che Dio ti darà, e se non ti darà niente non potrai dire niente. Quando un essere creato accetta l’incarico da parte di Dio e collabora col Creatore per compiere il proprio dovere e fare ciò che può, non è una transazione o una contrattazione; le persone non devono cercare di sfruttare un qualsiasi atteggiamento o altro per chiedere in cambio a Dio benedizioni o promesse” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte settima)” in “Smascherare gli anticristi”). La parola di Dio mi ha colmata di rimorso e senso di colpa. Nel vasto mare dell’umanità, Dio aveva scelto me, mi aveva donato la verità e mi aveva mostrato come vivere una vita significativa, come comportarmi e quale strada avrei dovuto scegliere nella vita. Come essere creato, avevo goduto dell’irrigazione e del nutrimento di così tante parole di Dio: avrei dovuto esserGli grata, e donarGli tutto il mio cuore, adempiere incondizionatamente al mio dovere per spendermi per Lui, perseguire un cambiamento della mia indole di vita nel mio dovere, e cercare di essere una persona che veramente teme Dio e Gli obbedisce. Questa è la coscienza e la ragione che si dovrebbe avere e il cammino di vita che si dovrebbe intraprendere. Nel periodo successivo, mi sono man mano rasserenata e ho smesso di pensare continuamente all’evangelizzazione. Sono riuscita a concentrarmi sul mio dovere attuale, e a ricercare la verità in ciò che accadeva ogni giorno. Praticare in questo modo mi faceva sentire molto più a mio agio e sicura.

Durante una riunione, ho fatto comunione sul mio recente stato e sulla mia comprensione, e una sorella mi ha inviato un passo delle parole di Dio. “In definitiva, che le persone possano o meno ottenere la salvezza non dipende dal dovere che compiono, ma dal fatto che siano o no in grado di comprendere e ottenere la verità, e dal fatto che sappiano o meno, alla fine, sottomettersi completamente a Dio, porsi alla mercé delle Sue disposizioni e diventare creature all’altezza dei requisiti. Dio è giusto e santo, e questo è il criterio di cui Egli Si serve per valutare l’intera umanità. È un criterio immutabile, e devi ricordartelo. Scolpisci questo criterio nella tua mente, e non pensare di cercare qualche altra strada per perseguire qualcosa di irreale. I requisiti e i criteri che Dio ha per tutti coloro che vogliono ottenere la salvezza sono immutabili per l’eternità. Rimangono gli stessi, chiunque tu sia. Puoi ottenere la salvezza solo credendo in Dio secondo i Suoi requisiti e criteri. Se cerchi un’altra strada per perseguire cose vaghe e immagini che avrai successo grazie alla fortuna, sei qualcuno che si oppone a Dio e Lo tradisce, ed Egli sicuramente ti maledirà e ti punirà” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Riflettere sulle parole di Dio mi ha illuminato ancor più il cuore. Dio non stabilisce la fine delle persone in base al dovere che svolgono, a quanto lavoro facciano o a quanto contribuiscano. Piuttosto, dipende da quale strada intraprendono nel loro dovere, se perseguono e comprendono la verità oppure no, se sono capaci di obbedire a Dio, e se sanno cambiare la loro indole di vita. Dio tratta tutti con giustizia. Qualunque dovere si svolga, ci si deve concentrare sul perseguimento della verità. Altrimenti, per quanto importante sia il proprio dovere, sarà comunque vano.

Poi, ho letto altri due passi delle parole di Dio, e il mio cuore si è ulteriormente illuminato. Dio dice: “L’opera di diffusione del Vangelo è un tipo di lavoro specifico e complesso che include molti compiti separati. Ogni compito deve essere svolto bene e rapidamente, e questo è l’incarico da parte di Dio. Deve essere svolto bene, e deve diventare sempre più produttivo per essere in linea con la volontà di Dio. Tutti gli altri lavori professionali, come la realizzazione di filmati e testi, la produzione musicale, la grafica e le traduzioni, esistono per sostenere e supportare il lavoro di evangelizzazione. L’evangelizzazione è la prima linea di tutto il lavoro. Pertanto, coloro che svolgono i diversi doveri devono fare bene il proprio lavoro e raggiungere i risultati richiesti da Dio. In questo modo, daranno il loro contributo all’opera di diffusione del Vangelo, poiché tutti questi compiti sono al servizio della diffusione del Vangelo. Tutto il lavoro deve ruotare attorno all’opera di diffusione del Vangelo ed esserne fonte inesauribile di sostentamento. Oggi, tutti i materiali, i lavori, i film e i video necessari alla diffusione del Vangelo vengono realizzati grazie allo sforzo di molti dei prescelti di Dio che lavorano dietro le quinte. Tutto ciò che queste persone fanno dietro le quinte fornisce un potente sostegno all’opera di diffusione del Vangelo” (Come riconoscere i falsi capi). “Nell’opera di diffusione del Vangelo del Regno, tutto il lavoro della casa di Dio è governato da regole ben definite e procede in modo disciplinato. L’opera di diffusione del Vangelo è un compito cruciale, faticoso e a lungo termine. Pertanto, coloro che intraprendono il lavoro di evangelizzazione, che siano supervisori o persone comuni che diffondono il Vangelo, dovrebbero rendersi conto in cuor loro dell’importanza di questo lavoro. Voi state lavorando all’evangelizzazione in prima linea e compiendo i vostri doveri, ma nelle retrovie, ossia dietro le quinte, ci sono molti fratelli e sorelle che svolgono lavori di vario tipo per supportarvi, e che sono la forza a sostegno dell’opera di diffusione del Vangelo. Cosa intendo dire con questo? Tutto il lavoro della casa di Dio è incentrato sulla diffusione del Vangelo, e i doveri svolti da tutti i prescelti di Dio sono al servizio della diffusione del Vangelo. Qualunque dovere svolga ogni singolo membro del popolo eletto di Dio, è comunque collegato alla diffusione del Vangelo. Ogni fratello e sorella che compie un dovere contribuisce all’evangelizzazione, e ogni tipo di lavoro è strettamente e intimamente connesso alla diffusione del Vangelo. In breve, ogni tipo di lavoro, compreso lo stesso lavoro di evangelizzazione, ha lo scopo di testimoniare l’opera di Dio. Non c’è nessun lavoro che non sia collegato al testimoniare l’opera di Dio, e ogni tipo di lavoro è strettamente collegato al lavoro più importante, che è testimoniare Dio. Questo è il nocciolo della questione” (Come riconoscere i falsi capi). Dalla parola di Dio, ho capito che quale dovere si svolga, in quale momento e in che modalità, tutto è orchestrato e disposto da Dio. I nostri doveri sono l’incarico e la missione che Dio ci ha affidato. Ogni dovere, non importa in quale forma, è necessario alla diffusione del Vangelo del Regno di Dio, ed è strettamente correlato all’evangelizzazione. Agli occhi di Dio, i doveri non si dividono in nobili e umili. Dato che il lavoro ha esigenze diverse e le persone hanno diversi punti di forza, a ciascuno viene affidato un differente dovere, in modo che ognuno abbia un ruolo. Dovevo compiere bene il mio dovere, in modo concreto, e dare il mio contributo alla diffusione del Vangelo del Regno. Da allora, mi sono dedicata allo studio delle abilità professionali, condividevo ciò che imparavo con i miei fratelli e sorelle, ed esortavo tutti a studiare insieme. Dopo qalche tempo, ho potuto percepire i miei progressi, ed ero molto riconoscente a Dio!

Attraverso questa esperienza, ho acquisito una certa conoscenza della mia ricerca di benedizioni nella fede. Ora capisco che la cosa più importante nella fede in Dio è ricercare la verità, e che devo stare al mio posto di essere creato, compiere bene il mio dovere, e non agire per avere in cambio delle benedizioni. Desidero solo obbedire alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio, compiere bene il mio dovere e ripagare l’amore di Dio con cuore sincero.

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