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Sai qual è l’intenzione nascosta nella parabola dei lavoratori della vigna?

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Chengxin

Una sera, mentre sedevo alla mia scrivania, dopo aver pregato Dio, lessi la parabola raccontata da Gesù in Matteo 20:1-16, in cui il Regno dei Cieli viene paragonato all’ingaggio, da parte di un padrone, di lavoratori nella sua vigna, dove, indipendentemente dal fatto che essi andassero alla mattina presto, a mezzogiorno o nel pomeriggio, percepivano tutti lo stesso salario. Quando i lavoratori che arrivarono per primi lo scoprirono, se ne lamentarono con il padrone, ma egli rispose loro dicendo: “Non m’è lecito far del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio ch’io sia buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi” (Matteo 20:15-16). Dopo aver letto queste righe della scrittura della Bibbia, inarcai le sopracciglia e non potei fare a meno di pensare: “È ragionevole affermare che coloro che praticano la loro fede in Dio da lungo tempo, abbandonano più cose, si prodigano di più per il Signore e faticano per più anni debbano essere ricompensati maggiormente rispetto a coloro che arrivano dopo, ma nella Scrittura si afferma che i salari di coloro che arrivano presto sono uguali a quelli di chi arriva tardi; così facendo, Dio non sta forse privilegiando deliberatamente coloro che arrivano dopo?” Sentii di non comprendere davvero quelle parole; non capivo quale fosse stata l’intenzione del Signore nel pronunciarle.

Gesù parla con pietro

Un giorno, mi imbattei in un altro membro della Chiesa e, mentre stavamo parlando, gli rivelai ciò su cui ero confuso da così tanti anni. Il membro della Chiesa disse: “Anch’io avevo frainteso la volontà di Dio, senza mai riuscire a comprenderla, e non è stato che fino a poco tempo fa, quando ho letto un libro, che sono giunto a comprendere questo aspetto della verità. Per casualità, oggi ho portato con me quel libro. Diamogli un’occhiata assieme!”. Così dicendo, il membro della Chiesa estrasse il libro dalla borsa e me ne lesse un passo: “Indipendentemente da quanto tu sia in grado di accettare, da quanto tu abbia ascoltato, da quanto tu abbia capito, da quanto vivi o da quanto ottieni, vi è un dato di fatto: la verità, la via e la vita di Dio sono concesse liberamente a ogni persona, ed è una cosa equa per tutti. Dio non favorirà una persona rispetto a un’altra per il fatto che sia un nuovo credente, creda da un paio di mesi, oppure due anni, dieci anni o vent’anni; né tratterà qualcuno in maniera diversa per via della sua età, del suo aspetto, del sesso, della famiglia in cui è nato o delle origini della sua famiglia. Ogni persona ottiene da Dio le stesse cose. Egli non fa sì che qualcuno ottenga di meno oppure molto di più. È una cosa equa e ragionevole nei confronti di ogni persona. Egli provvede all’uomo in maniera tempestiva e adeguata, non permettendo che soffra la fame, il freddo o la sete” (“L’uomo è il maggiore beneficiario del piano di gestione di Dio”). Dopo aver finito di leggere, il membro della Chiesa proseguì il suo discorso: “In passato anch’io pensavo che, se coloro che avevano creduto nel Signore per molto tempo e si erano prodigati per Lui maggiormente venivano ricompensati allo stesso modo di coloro che credevano nel Signore da meno tempo, Dio stesse facendo dei favoritismi. Dopo aver letto tali parole, mi liberai finalmente del fraintendimento che avevo di Dio. A quanto pare, Dio tratta ciascuno in modo giusto, non mostra favoritismi nei confronti di alcuno, sia che si tratti di un nuovo credente o di una persona che crede in Dio da molti anni, e, indipendentemente dalla sua storia familiare, dal suo aspetto, ecc., Dio provvederà a ognuno, a seconda delle sue esigenze. Lo stesso avviene con la verità che Dio ci dona nello svolgere la Sua opera di salvezza dell’uomo e con gli ambienti e le opportunità che Egli predispone per ciascuno di noi, e il fatto che noi possiamo, o meno, acquisire finalmente la verità dipende dal fatto se amiamo la verità e la perseguiamo, se siamo in grado di mettere in pratica la parola del Signore e se siamo in grado di svolgere i nostri doveri al meglio delle nostre abilità, in accordo con la volontà e le richieste del Signore. Se non amiamo la verità e non la perseguiamo, allora non saremo in grado di svolgere i compiti che Dio ci ha affidato in accordo con la Sua volontà e, quando ci imbatteremo in cose che non sono conformi alle nostre personali concezioni, non proveremo a scoprire e a cercare la volontà di Dio, ma, al contrario, faremo affidamento sulle nostre analisi, così tanto da arrivare perfino a fraintendere Dio e a incolparLo. Coloro che faranno ciò, anche se credono in Dio da tanti anni e hanno faticato molto, alla fine non otterranno nulla e perderanno addirittura l’opportunità che Dio dona loro di ottenere la verità, saranno ai Suoi occhi dei malfattori e potranno solo essere eliminati e puniti da Dio. Poi vi sono alcuni che, nonostante credano in Dio solo da poco tempo, hanno un cuore che ha sete della verità e la persegue e, ogni volta che le cose si abbattono su di loro, sono in grado di pregare spesso Dio per cercare la verità e, quando saranno in grado di raggiungere una comprensione della volontà del Signore, la metteranno in pratica secondo la Sua parola; la loro indole corrotta cambierà poco a poco, mentre essi seguiranno Dio e otterranno la verità e vivranno una normale umanità. Tali persone avranno una buona destinazione finale.

“Ripensai a quando Dio aveva guidato gli Israeliti fuori dall’Egitto e nel deserto, a come quegli uomini sani e quegli alti ‘guerrieri’ che le persone stimavano non avessero cercato la volontà di Dio, ma Gli avessero rivolto persino delle rimostranze e a come, alla fine, fossero morti nel deserto. Invece, quelle donne e quei bambini che mostravano una pura obbedienza, che mettevano in pratica le cose secondo la parola di Dio e che obbedivano alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni, alla fine erano entrati nella fertile terra di Canaan. Inoltre, i sommi sacerdoti ebrei, gli scribi e i farisei avevano familiarità con la Scrittura ed erano dotti nelle leggi; alcuni avevano persino attraversato gli oceani e i continenti per predicare il Vangelo, sentendosi coloro che credevano in Dio da più tempo e che più avevano faticato e, pertanto, i più qualificati ad accogliere il Messia e a venire scelti da Dio. Eppure, quando il Signore Gesù venne a operare, essi sapevano che le Sue parole venivano pronunciate con autorità e potere, ma furono testardi e arroganti, non furono disposti a mettere da parte le proprie posizioni per cercare la verità. In aggiunta, non ricevettero la nuova opera di Dio e arrivarono a far uso di tutta la loro conoscenza della Scrittura per condannare la nuova opera del Signore e opporle resistenza. Alla fine, allo scopo di proteggere le proprie posizioni e i loro beni, inchiodarono il Signore alla croce, dovendo poi per questo patire le Sue maledizioni e punizioni. Ma tutti quei discepoli scelti dal Signore, gli Ebrei che Lo seguirono e le persone di tutte le nazioni oltre a Israele, sebbene non credessero in Dio da così tanto tempo quanto i farisei e non possedessero la loro stessa conoscenza della Scrittura, né tanto meno avessero faticato o attraversato gli oceani e i continenti per predicare il Vangelo come avevano fatto i farisei, avevano un cuore che riveriva Dio e, poiché avevano sete della verità e la ricercavano, ricevettero la salvezza del Signore.

“Da ciò si può comprendere che, se noi stabiliamo che chi è qualificato a ricevere la ricompensa e le benedizioni di Dio è colui che crede in Lui da lungo tempo, ha investito grandi energie e ha faticato molto, allora questo genere di punto di vista non è conforme alla verità e rappresenta un modo errato di pensare. Dio certamente non assegna ricompense e punizioni, né decide il destino degli uomini in base a fattori esterni, ma, piuttosto, valuta se abbiamo ricevuto la verità attraverso la nostra fede in Dio e se siamo persone che seguono la Sua volontà. È proprio come viene detto nel libro: ‘Io decido la destinazione di ciascuna persona non in base all’età, all’anzianità, alla quantità di sofferenza, né men che meno, al grado in cui suscitano compassione, ma in base al fatto che possieda la verità. Non c’è altro criterio di scelta che questo. Dovete rendervi conto che tutti coloro che non seguono la volontà di Dio saranno puniti. Questo è un dato di fatto immutabile’ (‘Devi preparare una quantità sufficiente di buone azioni per la tua destinazione’). ‘Per Lui, a prescindere che una persona sia grande o insignificante, purché sia in grado di ascoltarLo, di obbedire ai Suoi ordini e a ciò che Egli le affida, e di collaborare con la Sua opera, con la Sua volontà e con il Suo piano, cosicché la Sua volontà e il Suo disegno si possano compiere agevolmente, la condotta di quell’individuo è degna della Sua commemorazione e di ricevere la Sua benedizione. Dio tiene molto a queste persone e ha cari i loro gesti, il loro amore e il loro affetto per Lui. Questo è il Suo atteggiamento’ (‘L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I’).

“Questi due passi spiegano chiaramente i livelli secondo i quali Dio misura gli uomini e la Sua attitudine nei loro confronti. Dio ha un’indole giusta e santa, è equo e imparziale nei confronti di ciascuno; Dio non guarda se una persona ha una posizione sociale di rilievo o modesta, né la sua anzianità, da quanto tempo crede in Dio o quante sofferenze ha sopportato; piuttosto, Egli guarda se una persona persegue la verità, se ama Dio e ha un cuore che Gli obbedisce, se è in grado di considerare e soddisfare la volontà di Dio in tutte le cose e se sarà in grado di acquisire finalmente la verità attraverso la sua fede in Dio. Chi tra noi crede in Dio, sia che siamo pastori, anziani o normali credenti, chi tra noi ha sete della verità e la ricerca, chi è umile e obbediente può ricevere l’illuminazione di Dio e la Sua benedizione, proprio come coloro che giunsero alla vigna più tardi; coloro che credono in Dio da molto tempo, ma non perseguono la verità e, al contrario, fanno affidamento su false credenze, vivendo nel proprio mondo di concezioni e fantasie, arroganti e tronfi nella loro anzianità, indipendentemente da quante sofferenze patiscano e da quanto si prodighino, da quanto siano qualificati, alla fine non otterranno la verità e verranno tutti eliminati. Questo è un fatto che nessuno ha il potere di cambiare ed è ciò che stato deciso dall’indole giusta di Dio”.

Ascoltando la spiegazione del membro della Chiesa, giunsi a comprendere che, indipendentemente da quanto l’opera di Dio non sia conforme alle concezioni dell’uomo, Dio è comunque giusto; non possiamo essere pignoli o dubitare di qualsiasi cosa Dio faccia; dobbiamo lasciar andare le nostre concezioni, cercare e obbedire. È proprio come viene detto nella parola di Dio: “Tutto ciò che Egli fa è retto. Sebbene tu sia incapace di scoprirlo, non dovresti giudicare a tuo piacimento. Se ti sembra irrazionale o se hai un’idea al riguardo e poi affermi che Dio non è retto, è questa l’idea più irragionevole” (“Come comprendere l’indole retta di Dio”). Dio ci osserva dal profondo dei nostri cuori, ci conosce molto bene e sa perfettamente chi crede davvero in Lui, chi ama la verità e chi è un ipocrita e detesta le verità; la decisione di Dio sul nostro destino non dipende da quanto tempo crediamo in Lui o da quanto lavoro abbiamo svolto, ma piuttosto, in sostanza, dal fatto se amiamo, o meno, la verità e se, alla fine, la acquisiremo attraverso la nostra fede in Dio. Ciò è davvero molto appropriato! Ora riesco a comprendere che il mio punto di vista – secondo il quale “Dio mostrava favoritismi verso coloro che arrivavano più tardi, stabilendo gli stessi salari per coloro che arrivavano prima alla vigna e quelli che arrivavano dopo” – era errato!

Grazie a Dio per aver dissipato questo dubbio nel mio cuore. Tutta la gloria sia per Dio!

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