L’App della Chiesa di Dio Onnipotente

Ascolta la voce di Dio e accogli il ritorno del Signore Gesù!

Invitiamo tutti i ricercatori di verità a mettersi in contatto con noi

Che cos’è che ha ingannato il mio spirito?

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di Xu Lei, provincia dello Shandong

Sono un leader della Chiesa di Dio Onnipotente. Un giorno ho ricevuto una lettera dal leader mio superiore che mi chiedeva di partecipare a un incontro con i colleghi. Ritenendo che tramite la partecipazione a un incontro con i colleghi avrei potuto capire ancor più verità, mi sentii molto felice. Ma poi pensai: “Ultimamente non ho ottenuto buoni risultati in nessuna opera di cui sono responsabile. Se il mio superiore lo sapesse, dovrebbe sicuramente sottopormi a trattamento, e forse addirittura sostituirmi. Ma allora cosa farei?”. Quando pensai a ciò, non potei fare a meno di preoccuparmi. Il giorno dopo andai al luogo dell’incontro col cuore pesante. Vidi che il mio superiore non era ancora arrivato e dunque mi misi a chiacchierare con alcuni colleghi riguardo allo stato della nostra opera. Pensavo: “Non so in quale stato sia nessuna delle loro opere. Se tutti hanno fatto bene la loro opera e sono solo io a essere così scadente, allora ho chiuso”. Non dovetti attendere a lungo prima che molti miei colleghi dicessero che non avevano svolto molto bene alcune parti della loro opera. Quando lo udii, il mio cuore, che fino a quel momento era stato così pesante, si sentì all’improvviso molto più leggero. Pensai: “Sembra che nessuno abbia compiuto bene la sua opera, non solo io. Nessun bisogno di allarmarsi, dunque: la leader non potrà mai sostituirci tutti quanti!”. Il grosso del mio senso di disagio scomparve in un istante.

Proprio quando stavo incominciando a trovarmi a mio agio nel mio stato di autoconsolazione, un brano di un sermone si intrufolò nella mia mente: “Se una persona porta idee mondane nella famiglia di Dio, allora si tratta di concezioni che sfidano Dio. Molte persone hanno le stesse opinioni su certe cose come i non credenti su determinate cose. Poiché non hanno alcuna verità dentro di loro, quando entrano nella famiglia di Dio esse usano delle idee mondane per guardare l’opera della famiglia di Dio, per commentare le questioni della famiglia di Dio, e, di conseguenza, si trattengono, risultando nel loro essere sempre deboli e negative, incapaci di cercare la verità o di pagare il prezzo. Tutto questo non è forse creato dalla loro ignoranza?” (“Come conoscere le nozioni e i giudizi dell’uomo” in “Sermoni e comunicazioni sull’ingresso nella vita III”). Queste parole mi fecero pensare alla reazione che avevo avuto poco prima. Quando avevo ritenuto di non aver compiuto bene la mia opera, avevo avvertito un gran peso sul cuore e mi ero preoccupato costantemente della mia possibile sostituzione. Ma una volta appreso che i miei colleghi a loro volta non avevano compiuto bene la loro opera, mi ero subito sentito sollevato e avevo pensato con piena tranquillità di coscienza che non ero solo io a non aver ottenuto nulla con la sua opera. Se il nostro superiore avesse dovuto sottoporci a trattamento, allora ciascuno avrebbe avuto la sua parte. Non potevamo certo essere sostituiti tutti. Ma un simile modo di pensare: “Non è un peccato se tutti lo fanno”, non era forse dominato da Satana? Non stavo forse usando per davvero il punto di vista di Satana per misurare i principi dell’opera della Chiesa? Non stavo svolgendo bene il mio dovere e non stavo cercando la verità o riflettendo su me stesso; invece cercavo scuse e ragioni per consolarmi e viziarmi. Non mi stavo facendo del male in tal modo? Non stavo sfidando Dio? Ripensandoci, molte volte avevo accettato il dominio di questo punto di vista di Satana onde perdonare me stesso. Per un po’ ero vissuto nella carne senza accedere affatto alla vita e, sebbene preoccupato per la mia salvezza personale, quando vedevo dei fratelli e delle sorelle che a loro volta non erano entrati affatto nella vita, mi sentivo liberato dall’angoscia e smettevo di complicarmi la vita. Pensavo che ora che tanti di noi erano entrati così superficialmente nella vita, Dio non ci avrebbe passati tutti al vaglio. Vivevo dunque in uno stato lassista di intemperanza, senza portare alcun fardello reale per la mia vita. Se non avevo scritto alcun articolo per molto tempo, non mi ero conformato alla volontà di Dio e provavo rimorso, mi mettevo a osservare come anche altri fratelli e sorelle non avessero scritto articoli, e così concludevo che non era un problema grave. In ogni caso non ero l’unico negligente, e in tal modo il senso di rimorso spariva, tanto meno cercavo o contemplavo la verità su questo argomento. Se non vedevo alcun frutto della mia opera evangelica, provavo ansia e mi mettevo a pensare a come collaborare onde conseguire buoni risultati. Ma se vedevo che altri non riuscivano a ottenere risultati migliori di me con la loro opera evangelica, mi sentivo a mio agio, pensando che non fosse un problema e che non fossi solo io a non ottenere nulla. Di conseguenza divenivo assai meno coscienzioso nell’opera evangelica. Capii allora che il punto di vista di Satana – Non è un peccato se tutti lo fanno – aveva messo radici molto in profondità nel mio cuore. Sotto il dominio di tale punto di vista cercavo costantemente di cavarmela e di non darmi pena nell’esercizio dei miei doveri, non mi impegnavo con tutto me stesso e non ero alla ricerca del miglior esito possibile. Non avevo svolto la funzione che un essere creato dovrebbe svolgere e avevo causato gravi perdite all’opera della Chiesa. Ferito da tale veleno di Satana, non facevo che tirare avanti alla meglio nel mio cammino di sequela di Dio. Sebbene mi stessi spendendo per Dio, nel mio cuore non prendevo sul serio la verità e non mi preoccupavo del mio ingresso nella vita né concentravo su ciò la mia attenzione; non avevo obiettivi da perseguire, nessuna direzione nella vita. Questo mi aveva portato a credere in Dio per molti anni senza ottenere alcuna realtà della verità, e la mia indole corrotta era cambiata ben poco. Ero del tutto privo della coscienza, ragione, integrità o dignità che una persona normale dovrebbe possedere. Avevo per davvero subito gravi danni dal veleno di Satana!

A ripensarci con attenzione, avevo vissuto per tutto il tempo nella mia immaginazione e le mie concezioni, credendo che “Non è un peccato se tutti lo fanno”, che se molti commettono il peccato allora Dio ci lascerà filtrare tra le maglie della rete e non riterrà nessuno responsabile, senza mai chiedermi se Dio avrebbe trattato o meno la gente in questo modo. In quel momento non potei fare a meno di pensare alle parole di Dio che dicono: “Colui che contrasta l’opera di Dio, verrà mandato all’inferno; qualsiasi paese che contrasti l’opera di Dio verrà distrutto; qualunque nazione che si levi per contrastare l’opera di Dio verrà cancellata dalla faccia della Terra e cesserà di esistere” (“Dio sovrintende al destino dell’intera umanità” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi fecero tremare di paura. Vidi che l’indole di Dio non avrebbe permesso a nessuno di commettere offese e che Egli non avrebbe basato la Propria decisione se sterminare o meno un uomo sul numero di peccatori, ma piuttosto sul suo atteggiamento verso Dio e sul suo essere o meno in possesso della verità. Pensai alle persone vissute al tempo di Noè, le quali, a motivo della corruzione di Satana, respingevano Dio e non Lo adoravano, e vivevano nella malvagità e in condizione di promiscuità, degenerando a tal punto che Dio sterminò tutti coloro che vivevano in quel tempo, eccetto la famiglia di Noè. Fu così anche la Sua distruzione della città di Sodoma. Ormai le persone negli ultimi giorni sono divenute diversi miliardi, un numero di gran lunga superiore a quello dei giorni di Noè. Anche il livello di peccato ha superato di molto i peccati di quei giorni; tuttavia mai si è detto nelle parole di Dio che coloro che commettono ogni sorta di azioni malvagie saranno esenti da castigo perché negli ultimi giorni i peccatori saranno così numerosi. Quelli che Dio salva e perfeziona sono coloro che anelano alla luce, credono sinceramente in Dio, perseguono la verità e un cambiamento della loro indole. Anche se commettono delle trasgressioni, Dio darà comunque loro una possibilità, consentendogli di pentirsi e di perseguire un cambiamento. Quanto però a coloro che credono in Dio ma non perseguono affatto la verità, prendendosela comoda come un uccello Hanhao[a], Dio non farà che aborrirli, detestarli e respingerli; se queste persone non giungeranno mai a pentirsi, allora alla fine Dio le sterminerà. Solo allora vidi quanto poco avessi compreso l’indole di Dio. Non avevo capito che Dio è un Dio giusto e santo che non permette all’uomo di commettere offese, nella misura in cui ero stato confuso dal veleno di Satana ed ero caduto nelle sue astute trame. Oggi, se non fosse stato per l’illuminazione di Dio, vivrei ancora nel peccato senza ritenerlo tale, e alla fine non sarei stato capace di ottenere la verità, la mia indole corrotta non sarebbe cambiata affatto e sarei stato punito da Dio senza nemmeno sapere perché morivo: avevo corso davvero un gran pericolo!

Rendo grazie a Dio per la Sua illuminazione che mi ha fatto risvegliare dall’inganno di Satana e comprendere che “Non è un peccato se tutti lo fanno” era solamente una falsità eretica di Satana. Era l’astuta trama di Satana tesa a nuocere alle persone e a rovinarle. E dalle parole di Dio ho compreso che Egli è giusto, che la Sua indole non tollererà alcuna offesa, che Dio baserà la sua decisione finale riguardo alla fine delle persone sul fatto che possiedano o meno la verità, e che Egli non mostrerà particolare misericordia a chi non ha la verità e non si è lasciato mutare l’indole corrotta. Da oggi in poi non intendo risparmiarmi alcuno sforzo nella ricerca della verità, nel cercare di capire Dio, di basare sulle parole di Dio la mia visione di tutte le cose, di utilizzare le parole di Dio quale norma su cui impormi esigenze severe, di abbandonare tutte le menzogne e gli inganni di Satana, e di cercare di essere uno che vive secondo la verità.

Note a piè di pagina:

a. La storia dell’uccello Hanhao è molto simile alla fiaba di Esopo della cicala e della formica. L’uccello Hanhao preferisce dormire anziché costruirsi il nido finché il clima è caldo, malgrado ripetuti avvertimenti da parte della sua vicina, una gazza. Quando viene l’inverno, l’uccello muore congelato.

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