redis error db index 0 : MISCONF Redis is configured to save RDB snapshots, but is currently not able to persist on disk. Commands that may modify the data set are disabled. Please check Redis logs for details about the error.
VI La differenza tra l’opera di Dio e quella dell’uomo | La Chiesa di Dio Onnipotente
Invitiamo tutti i ricercatori di verità a mettersi in contatto con noi

Brani classici della parola di Dio Onnipotente sul Vangelo del Regno

Indice

VI La differenza tra l’opera di Dio e quella dell’uomo

1. L’opera di Dio incarnato inaugura una nuova epoca e coloro che continuano la Sua opera sono gli uomini che sono utilizzati da Lui. L’opera svolta dall’uomo è tutta all’interno del ministero di Dio nella carne ed è incapace di andare oltre questo ambito. Se il Dio incarnato non viene a compiere la Sua opera, l’uomo non è in grado di portare la vecchia epoca alla fine e di inaugurare una nuova epoca. L’opera svolta da parte dell’uomo è limitata al solo ambito del proprio dovere, umanamente possibile, e che non rappresenta l’opera di Dio. Solo il Dio incarnato può venire a completare l’opera che Egli deve compiere e, a parte Lui, nessuno può compiere quest’opera in Sua vece. Naturalmente, ciò di cui parlo è in relazione all’opera di incarnazione.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

2. Gesù personificava lo Spirito di Dio, ed era lo Spirito di Dio che agiva direttamente. Compì l’opera della nuova era, l’opera che in precedenza nessuno aveva fatto. Aprì una nuova via, rappresentò Jahvè e Dio Stesso. Mentre Pietro, Paolo e Davide, indipendentemente da come fossero stati chiamati, rappresentavano unicamente l’identità di una creatura di Dio, o furono inviati da Gesù o da Jahvè. Dunque, a prescindere da quante opere avessero compiuto o dalla grandezza dei loro miracoli, erano comunque solo delle creature di Dio, incapaci di rappresentarne lo Spirito divino. Operarono in nome di Dio o dopo essere stati mandati da Dio; inoltre, operarono nelle età iniziate da Gesù o da Jahvè, e l’opera che svolsero non era separata. In fin dei conti, erano soltanto creature di Dio.

da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in La Parola appare nella carne

3. L’opera di Dio viene svolta da Dio Stesso. È Lui a mettere in moto la Sua opera, ed è Lui anche a concluderla. È Lui a pianificare l’opera, ed è Lui anche a gestirla e, ancor più, a portarla a compimento. È come è scritto nella Bibbia: “Io sono il Principio e la Fine; Io sono il Seminatore e il Mietitore”. Tutto ciò che è legato alla Sua opera di gestione viene compiuto da Lui Stesso. Egli è il Sovrano del piano di gestione di seimila anni; nessuno può compiere la Sua opera in Sua vece o portarla a termine, perché è Lui ad avere il controllo di tutto. Poiché Egli creò il mondo, sarà Lui a guidarlo affinché viva nella Sua luce e sarà Lui a concludere l’intera epoca per portare a compimento tutto il Suo piano!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

4. Giovanni svolse solo l’opera dell’inizio; il resto della nuova opera fu compiuto da Gesù. Anche Giovanni svolse una nuova opera, ma non fu colui che inaugurò una nuova epoca. … Benché anche Giovanni abbia detto: “Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino”, e abbia altresì predicato il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non fu approfondita e costituì semplicemente un inizio. Invece, Gesù inaugurò una nuova era e portò a termine la vecchia, ma adempì anche la legge dell’Antico Testamento. L’opera che compì era più grande di quella di Giovanni, ed Egli venne a redimere tutta l’umanità. Fu Lui a svolgere quella fase dell’opera. Giovanni preparò semplicemente la strada. Anche se la sua opera fu grande, le sue parole molteplici e i discepoli che lo seguirono numerosi, la sua opera non fece altro che portare all’uomo un nuovo inizio. Da lui l’uomo non ricevette mai la vita, la via o verità più profonde, e per suo tramite non ottenne neppure la comprensione della volontà di Dio. Giovanni fu un grande profeta (Elia) che esplorò un nuovo terreno per l’opera di Gesù e che preparò gli eletti; fu il precursore per l’Età della Grazia. Simili questioni non si possono discernere semplicemente osservando il loro normale aspetto umano. In particolare, anche Giovanni svolse un’opera molto grande; inoltre, nacque dalla promessa dello Spirito Santo e la sua opera fu da Lui sostenuta. Dunque si può distinguere tra le loro rispettive identità solo attraverso la loro opera, perché l’aspetto esteriore dell’uomo non è indicativo della sua sostanza ed egli non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. L’opera svolta da Giovanni e quella svolta da Gesù non furono uguali, bensì di diversa natura. È questo che dovrebbe determinare se egli sia Dio oppure no. L’opera di Gesù consistette nell’iniziare, nel continuare, nel concludere e nel realizzare. Ciascuna di queste fasi fu compiuta da Gesù, mentre l’opera di Giovanni era solo quella di un inizio. In principio, Gesù diffuse il Vangelo e predicò la via del pentimento, poi passò a battezzare l’uomo, a guarire le malattie e a scacciare i demoni. Alla fine redense l’umanità dal peccato e completò la Sua opera per l’intera epoca. Predicò all’uomo e diffuse il Vangelo del Regno dei Cieli in tutti i luoghi. Lo stesso vale per Giovanni, con la differenza che Gesù inaugurò una nuova epoca e portò all’uomo l’Età della Grazia. Dalla Sua bocca uscì la parola su cosa l’uomo avrebbe dovuto praticare e sulla via che avrebbe dovuto seguire nell’Età della Grazia, e alla fine Egli completò l’opera di redenzione. Essa non avrebbe mai potuto essere svolta da Giovanni. Così fu Gesù a compiere l’opera di Dio Stesso, ed è Lui a essere Dio Stesso e a rappresentarLo direttamente.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

5. Ciò che gli uomini dicono, è ciò di cui hanno fatto esperienza. È ciò che hanno visto, ciò che le loro menti riescono a cogliere, e ciò che sentono e provano. Questo è ciò che possono condividere. Le parole pronunciate dal corpo incarnato di Dio sono la diretta espressione dello Spirito ed esprimono l’opera compiuta dallo Spirito. La carne non ha sperimentato né visto ciò, ma esprime ancora il Suo essere, poiché la sostanza della carne è lo Spirito, ed Egli esprime l’opera dello Spirito. Anche se la carne non è in grado di coglierlo, si tratta dell’opera già compiuta dallo Spirito. Dopo l’incarnazione, attraverso l’espressione della carne, Egli permette alla gente di conoscere l’essere di Dio e permette alla gente di vedere l’indole di Dio e l’opera da Lui svolta. L’opera dell’uomo permette alla gente di acquisire più chiarezza su ciò a cui dovrebbero accedere e ciò che dovrebbero comprendere; ciò include il condurre la gente a comprendere e a fare esperienza della verità. L’opera dell’uomo ha lo scopo di sostenere la gente; l’opera di Dio ha lo scopo di aprire nuovi sentieri e nuove ere per l’umanità e rivelare alla gente ciò che non è noto ai mortali, permettendo loro di conoscere la Sua indole. L’opera di Dio è di guidare tutta l’umanità.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

6. La parola di Dio non può essere pronunciata come parola dell’uomo, tantomeno la parola dell’uomo può essere pronunciata come parola di Dio. Gli uomini di cui Dio Si avvale non sono Dio incarnato, e il Dio incarnato non è un uomo usato da Dio; in questo, c’è una differenza sostanziale. Forse, dopo aver letto queste parole, non accetti che siano le parole di Dio e le consideri soltanto alla stregua di parole di un uomo che è stato illuminato. In quel caso, sei accecato dall’ignoranza. Come possono le parole di Dio essere le stesse delle parole di un uomo che è stato illuminato? Le parole di Dio incarnato inaugurano una nuova età, guidano l’umanità intera, rivelano i misteri e mostrano all’uomo la direzione verso una nuova età. L’illuminazione ottenuta dall’uomo non è altro che una semplice pratica o conoscenza. Non può guidare tutta l’umanità verso una nuova età o rivelare il mistero di Dio Stesso. Del resto, Dio è Dio e l’uomo è uomo. Dio ha la sostanza di Dio e l’uomo ha la sostanza dell’uomo.

da Introduzione in La Parola appare nella carne

7. I profeti dell’Antico Testamento esprimevano profezie, e analogamente poteva farlo Gesù. Come mai? La distinzione qui si fonda sulla natura dell’opera. Per discernere tale questione, non puoi considerare la natura della carne e non devi considerare la profondità o superficialità delle parole. Devi sempre considerare prima di tutto l’opera e gli effetti che essa produce sull’uomo. Le profezie pronunciate da Isaia all’epoca non provvedevano alla vita dell’uomo, e i messaggi ricevuti da persone come Daniele erano soltanto profezie e non la via della vita. Se non fosse stato per la rivelazione diretta da parte di Jahvè, nessuno avrebbe potuto compiere quell’opera, poiché non è possibile per i mortali. Anche Gesù parlò molto, ma le Sue parole erano la via della vita da cui l’uomo poteva trovare un cammino per la pratica. Vale a dire, primo, che Egli poteva provvedere alla vita dell’uomo, poiché Gesù è vita; secondo, Egli poteva correggere le deviazioni dell’uomo; terzo, la Sua opera poteva seguire quella di Jahvè nel proseguimento dell’era; quarto, Egli poteva comprendere dall’interno le necessità dell’uomo e capire ciò che gli manca; quinto, Egli poteva inaugurare una nuova era e concludere quella precedente. Ecco perché viene chiamato Dio e Cristo; è diverso non solo da Isaia ma anche da tutti gli altri profeti. Si prenda Isaia per confronto riguardo all’opera dei profeti. Primo, egli non avrebbe potuto provvedere alla vita dell’uomo; secondo, non avrebbe potuto inaugurare una nuova era. Operava sotto la guida di Jahvè e non allo scopo di inaugurare una nuova era. Terzo, ciò di cui parlava andava al di là della sua stessa comprensione. Riceveva rivelazioni direttamente dallo Spirito di Dio, e altri non avrebbero capito, nemmeno dopo averle ascoltate. Queste poche cose da sole sono sufficienti a dimostrare come le sue parole non fossero altro che profezie, nient’altro che un aspetto dell’opera compiuta in luogo di Jahvè. Isaia non poteva però rappresentare completamente Jahvè. Era servo di Jahvè, strumento della Sua opera. Compì l’opera soltanto entro l’Età della Legge e nell’ambito dell’opera di Jahvè; non operò al di là dell’Età della Legge. Al contrario, l’opera di Gesù era diversa. Gesù superava l’ambito dell’opera di Jahvè; operava quale Dio incarnato e subì la crocifissione per redimere l’intera umanità. Vale a dire, compì una nuova opera al di fuori dell’opera compiuta da Jahvè. Si trattava di inaugurare una nuova era. Un ulteriore aspetto è che Gesù poteva parlare di cose che l’uomo non avrebbe potuto realizzare. La Sua opera rientrava nella gestione di Dio e coinvolgeva l’intera umanità. Non operò solo tra pochi uomini, né la Sua opera consisteva nel guidare un numero limitato di uomini. … Dalla Sua opera si può vedere che, primo, Egli è in grado di inaugurare una nuova era; secondo, è in grado di provvedere alla vita dell’uomo e di mostrargli la via da seguire. Ciò è sufficiente per stabilire che Egli è Dio Stesso. Come minimo, l’opera da Lui compiuta può rappresentare pienamente lo Spirito di Dio, e da tale opera si può vedere che lo Spirito di Dio è in Lui. Poiché l’opera compiuta dal Dio incarnato serve principalmente a inaugurare una nuova era, guidare una nuova opera e introdurre nuove circostanze, questi pochi aspetti da soli sono sufficienti a stabilire che Egli è Dio Stesso. Questo, allora, Lo differenzia da Isaia, da Daniele e dagli altri grandi profeti.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

8. Dovete sapere come differenziare l’opera di Dio da quella dell’uomo. Che cosa sei in grado di vedere dall’opera dell’uomo? Ci sono un sacco di elementi dell’esperienza umana nell’opera dell’uomo; quel che l’uomo esprime è ciò che egli è. Anche l’opera propria di Dio esprime ciò che Egli è, ma ciò che Egli è differisce da ciò che l’uomo è. Ciò che l’uomo è rappresenta l’esperienza e la vita dell’uomo (ciò che l’uomo sperimenta o incontra nella propria vita, o le filosofie di vita che possiede), e le persone che vivono in contesti differenti esprimono esseri differenti. Che tu abbia o meno delle esperienze sociali e che cosa tu di fatto viva e sperimenti nella tua famiglia, può essere osservato in ciò che esprimi, mentre tu non puoi vedere dall’opera del Dio incarnato se Egli abbia o meno delle esperienze sociali. Egli è perfettamente consapevole dell’essenza dell’uomo, Egli può rivelare ogni tipo di pratica relativa a qualsiasi genere di persona. È ancor più bravo nel rivelare l’indole umana corrotta e il comportamento ribelle. Non vive tra la gente del mondo, ma è consapevole della natura dei mortali e di tutte le corruzioni della gente del mondo. Questo è ciò che Egli è. Sebbene non abbia a che fare con il mondo, Egli conosce le regole dell’avere a che fare con il mondo, poiché comprende appieno la natura umana. Conosce l’opera dello Spirito, che gli occhi dell’uomo non possono vedere e che le orecchie dell’uomo non possono sentire, sia di oggi che del passato. Ciò include una saggezza che non è una filosofia di vita, e un aspetto prodigioso che la gente fatica a immaginare. Questo è ciò che Egli è, palesato e al tempo stesso nascosto alla gente. Ciò che Egli esprime non è quale straordinaria persona Egli sia, bensì gli attributi intrinseci e l’essere dello Spirito. Egli non viaggia per il mondo, ma ne conosce ogni aspetto. Contatta gli “antropoidi” che non hanno alcuna conoscenza né intuizione, ma esprime parole che sono più elevate della conoscenza e superiori a quelle di grandi uomini. Vive in mezzo a un gruppo di persone ottuse e intontite che non hanno umanità, e che non comprendono la vita e le convenzioni umane, ma può chiedere al genere umano di condurre una vita umana normale, rivelando al tempo stesso la bassezza e la meschinità dell’umanità del genere umano. Tutto questo è ciò che Egli è, più alto di quanto sia ogni persona in carne e ossa. Per Lui, non è necessario fare esperienza di una complessa, complicata e sordida vita sociale, per compiere l’opera che Egli deve fare e svelare a fondo l’essenza di un’umanità corrotta. La sordida vita sociale non edifica la Sua carne. La Sua opera e le Sue parole si limitano a rivelare la disobbedienza dell’uomo e non forniscono all’uomo esperienza e lezioni per affrontare il mondo. Non ha bisogno di indagare società o famiglia dell’uomo mentre dona all’uomo la vita. Mettere a nudo e giudicare l’uomo non è un’espressione delle esperienze della Sua carne, serve per rivelare l’iniquità dell’uomo, dopo aver conosciuto a lungo la disobbedienza umana e detestato la corruzione umana. L’opera che Egli compie consiste nel rivelare la Propria indole all’uomo ed esprimere il Proprio essere. Egli soltanto può svolgere quest’opera, non si tratta di qualcosa che una persona in carne e ossa possa fare. In riferimento alla Sua opera, l’uomo non può dire che genere di persona Egli sia. L’uomo è anche incapace di classificarLo come persona creata sulla base della Sua opera. Ciò che Egli è, Lo rende anche non classificabile come persona creata. L’uomo può solo considerarLo non umano, ma non sa in quale categoria inserirLo, e così è costretto a inserirLo nella categoria di Dio. Non è irragionevole per l’uomo fare ciò, poiché Egli ha svolto tra la gente tante opere che l’uomo non è in grado di svolgere.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

9. Quando Dio viene sulla terra, Egli compie l’opera della divinità. Questo è l’incarico affidato dal celeste Spirito al Dio incarnato. Egli Si limita ad andare ovunque e a predicare, per far sentire la Sua voce in diversi modi e da diverse prospettive. Egli in primo luogo ha come Suo scopo e principio di opera quello di nutrire ed istruire l’uomo. Non Si preoccupa di cose come le relazioni interpersonali o i dettagli della vita delle persone. Il Suo principale ministero è di parlare per lo Spirito. Quando lo Spirito di Dio appare tangibilmente nella carne, Egli Si limita a provvedere alla vita dell’uomo e a proclamare la verità. Non Si immischia delle questioni umane, cioè, non partecipa al lavoro dell’umanità. Gli esseri umani non possono svolgere l’opera divina e Dio non prende parte al lavoro umano.

da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in La Parola appare nella carne

10. Satana può essere completamente sconfitto solo se il Dio nella carne giudica la corruzione del genere umano. Essendo come l’uomo in possesso di umanità normale, Dio nella carne può giudicare direttamente l’ingiustizia dell’uomo; questo è il segno della Sua santità innata e della Sua straordinarietà. Solo Dio è qualificato e nella posizione di giudicare l’uomo, perché è in possesso della verità e della giustizia, e quindi è in grado di giudicare l’uomo. Coloro che sono senza verità e giustizia non sono adatti a giudicare gli altri.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

11. Qualunque opera o parola di Dio diretta al compimento del destino dell’umanità ha a che fare con l’umanità, conformemente all’essenza di ciascuna persona; non ci saranno incidenti, e certamente non si verificherà il benché minimo errore. Solo quando è una persona a compiere il lavoro, vi saranno mescolate emozioni o intenzioni umane. L’opera che Dio compie è la più appropriata; Egli non rivolgerà di certo false accuse nei confronti di nessuna creatura.

da “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in La Parola appare nella carne

12. L’opera svolta da parte dell’uomo rappresenta solo una portata limitata e, quando Dio compie la Sua opera, non parla a una certa persona, ma a tutta l’umanità e a tutti coloro che accettano le Sue parole. La fine che Egli proclama è la fine di tutti gli uomini, non solo la fine di una certa persona. Egli non riserva a nessuno un trattamento speciale, né vittimizza nessuno, lavora e parla in favore di tutta l’umanità.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

13. L’opera di Dio non ha regole e non è soggetta a limiti di tempo o a confini geografici. Egli può esprimere ciò che è in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Lavora come Gli pare e piace. L’opera dell’uomo ha condizioni e contesto; altrimenti, egli non è in grado di lavorare né di esprimere la propria conoscenza di Dio o la sua esperienza della verità. Non devi far altro che confrontare le differenze tra loro per dire se si tratti dell’opera propria di Dio o dell’opera dell’uomo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

14. Forse l’esperienza di una persona nel proprio lavoro è particolarmente elevata o la sua immaginazione e le sue opinioni sono particolarmente alte, e la sua umanità è particolarmente buona; questi aspetti possono guadagnare solo l’ammirazione della gente, ma non possono far nascere in loro alcuna riverenza e terrore. Tutta la gente ammira coloro che hanno la capacità di lavorare e che hanno un’esperienza particolarmente profonda e possono praticare la verità, ma ciò non può mai suscitare timore, solo ammirazione e invidia. Tuttavia, le persone che hanno sperimentato l’opera di Dio non ammirano Dio, bensì sentono che la Sua opera sia al di là della portata dell’uomo e che sia imperscrutabile per l’uomo, e che sia fresca e meravigliosa. Quando le persone sperimentano l’opera di Dio, la prima cosa che apprendono di Lui è che Egli è imperscrutabile, sapiente e meraviglioso, e inconsciamente Lo temono e avvertono il mistero dell’opera da Lui compiuta, che è al di là della portata della mente umana. Le persone vogliono semplicemente essere all’altezza delle Sue richieste, per adempiere i Suoi desideri; non desiderano superarLo, poiché l’opera che Egli compie va al di là del pensiero e dell’immaginazione dell’uomo e non può essere svolta dall’uomo in Sua vece. Persino l’uomo stesso non conosce le proprie inadeguatezze, mentre Egli ha aperto un nuovo percorso e viene a condurre l’uomo in un mondo più nuovo e più bello, così che l’umanità abbia compiuto nuovi progressi e avuto un nuovo inizio. Ciò che gli uomini provano per Lui non è ammirazione, o piuttosto, non è solo ammirazione. La loro più profonda esperienza è di timore e amore, la loro sensazione è che Dio sia effettivamente meraviglioso. Egli compie un’opera che l’uomo non è in grado di svolgere, Egli dice cose che l’uomo non è in grado di dire. La gente che ha sperimentato la Sua opera prova sempre una sensazione indescrivibile. Le persone con esperienze più profonde amano Dio in modo particolare. Avvertono costantemente la Sua amabilità, sentono che la Sua opera è così sapiente, così meravigliosa e ciò esercita inevitabilmente un grande potere in mezzo a loro. Non si tratta di paura o di amore e rispetto occasionali, ma di una sensazione profonda della compassione e della tolleranza di Dio nei confronti dell’uomo. Tuttavia, le persone che hanno fatto esperienza del Suo castigo e giudizio, Lo sentono maestoso e inviolabile. Persino le persone che hanno fatto molta esperienza della Sua opera non sono in grado di scandagliarLo; tutte le persone che veramente Lo temono sanno che la Sua opera non è in linea con le nozioni della gente, bensì va sempre contro di esse. A Lui non serve che le persone provino completa ammirazione o facciano finta di sottomettersi a Lui, bensì che provino autentica riverenza e vera sottomissione. In tale quantità della Sua opera, chiunque ne abbia fatta autentica esperienza prova per Lui riverenza, che è più elevata dell’ammirazione. Le persone hanno visto la Sua indole a motivo della Sua opera di castigo e di giudizio e pertanto Lo riveriscono nei loro cuori. Dio deve essere riverito e obbedito, poiché il Suo essere e la Sua indole non sono gli stessi di un essere creato e sono al di sopra di quelli di un essere creato. Dio è un essere non creato ed Egli solo è degno di riverenza e di sottomissione; l’uomo non è qualificato per questo. Tutte le persone, pertanto, che hanno sperimentato la Sua opera e che veramente Lo conoscono, provano riverenza per Lui. Tuttavia, coloro che non abbandonano le proprie nozioni su di Lui, cioè, coloro che semplicemente non Lo considerano Dio, non hanno alcuna riverenza per Lui e anche se Lo seguono non sono conquistati; sono persone disobbedienti per natura. Egli compie quest’opera per ottenere il risultato che tutte le creature possano riverire il Creatore, adorarLo, e sottomettersi al Suo dominio incondizionatamente. Questo è il risultato finale che tutta la Sua opera si propone di ottenere.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

15. Sebbene lo Spirito Santo operi in diversi modi e secondo molti principi, indipendentemente da come l’opera venga fatta o su quale tipo di persone, la sostanza è sempre diversa, e l’opera che Egli fa su diverse persone ha tutti i principi e tutto può rappresentare la sostanza dell’oggetto dell’opera. Ciò, perché l’opera dello Spirito Santo è molto specifica riguardo all’ambito e accuratamente misurata. L’opera compiuta nel corpo incarnato non è la stessa di quella svolta sulle persone e inoltre varia a seconda del diverso calibro di persone. L’opera fatta nel corpo incarnato non viene svolta sulle persone, e nel corpo incarnato Egli non svolge la stessa opera svolta sulle persone. In una parola, indipendentemente da come Egli operi, l’opera svolta su oggetti differenti non è mai la stessa, e i principi secondo i quali Egli opera differiscono a seconda dello stato e della natura delle diverse persone. Lo Spirito Santo opera su persone diverse in base alla loro sostanza intrinseca e non fa loro richieste che vadano oltre la loro sostanza intrinseca, né opera su di loro oltre il loro effettivo calibro. Pertanto, l’opera dello Spirito Santo sull’uomo permette alle persone di vedere la sostanza dell’oggetto dell’opera. La sostanza intrinseca dell’uomo non cambia; il calibro effettivo dell’uomo è limitato. Sia che lo Spirito Santo usi le persone, sia che operi sulle persone, la sua opera è sempre in rapporto ai limiti di calibro delle persone, così che possano trarne beneficio. Quando lo Spirito Santo opera sugli uomini che vengono utilizzati, sia i loro doni sia il calibro effettivo entrano in gioco senza alcuna riserva. Il loro calibro effettivo viene totalmente messo a servizio della realizzazione dell’opera. Si può dire che Egli operi usando le parti degli uomini a Sua disposizione, al fine di ottenere i risultati desiderati. Per contro, l’opera svolta nel corpo incarnato è diretta espressione dell’opera dello Spirito e non si mescola con mente e pensieri umani, non è raggiungibile né dai doni, né dall’esperienza, né dall’innata condizione dell’uomo. …

… L’opera dello Spirito Santo viene completata da molti diversi tipi di persone e non può essere compiuta né completamente chiarita da una sola particolare persona. Neanche coloro che sono a capo di una Chiesa possono completamente rappresentare l’opera dello Spirito Santo; possono solo svolgere parte dell’opera di conduzione. In tal modo, l’opera dello Spirito Santo può essere divisa in tre parti: l’opera propria di Dio, l’opera degli uomini che vengono utilizzati, e l’opera di tutti coloro che sono nella corrente dello Spirito Santo. Tra le tre, l’opera propria di Dio è quella di condurre l’intera era; l’opera degli uomini che vengono utilizzati è quella di guidare i seguaci di Dio, mediante l’essere inviati o il ricevere incarichi in base all’opera propria di Dio, e costoro sono quelli che collaborano all’opera di Dio; l’opera svolta dallo Spirito Santo su coloro che si trovano nella corrente è quella di mantenere tutta la Propria opera, cioè mantenere l’intera gestione e mantenere la Sua testimonianza, portando contemporaneamente a perfezione coloro che possono essere condotti a perfezione. Queste tre parti costituiscono l’opera completa dello Spirito Santo, ma senza l’opera di Dio Stesso, l’intera opera di gestione stagnerebbe. L’opera di Dio Stesso comprende l’opera di tutto il genere umano, e rappresenta anche l’opera dell’intera era. Vale a dire, l’opera propria di Dio rappresenta il movimento e la tendenza di tutta l’opera dello Spirito Santo, mentre l’opera degli apostoli segue l’opera propria di Dio e non conduce l’era, né rappresenta la tendenza dell’opera dello Spirito Santo nell’intera era. Essi compiono solo l’opera che spetta all’uomo, e che non interessa affatto l’opera di gestione. L’opera propria di Dio consiste nel progetto all’interno dell’opera di gestione. L’opera dell’uomo consiste solo nello svolgimento dei compiti assegnati agli uomini che vengono usati e non ha alcuna relazione con l’opera di gestione. A causa delle differenti identità e rappresentazioni dell’opera, nonostante il fatto che siano entrambe opera dello Spirito Santo, ci sono chiare e sostanziali differenze tra l’opera propria di Dio e l’opera dell’uomo. Inoltre, l’estensione dell’opera compiuta dallo Spirito Santo sui destinatari di tale opera con differenti identità varia. Questi sono i principi e l’ambito dell’opera dello Spirito Santo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

16. Nemmeno un uomo usato dallo Spirito Santo può rappresentare Dio Stesso. Non solo quest’uomo non può rappresentare Dio, ma la sua opera non può rappresentarLo direttamente. Vale a dire che l’esperienza dell’uomo non può essere collocata direttamente dentro la gestione di Dio e non può rappresentarla. Tutta l’opera che Dio Stesso compie è quella che Egli intende svolgere nel Suo piano di gestione ed è legata alla grande gestione. L’opera svolta dall’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Egli trova un nuovo cammino di esperienza rispetto a quello percorso da coloro che l’hanno preceduto, e guida i suoi fratelli e sorelle sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono è la loro esperienza individuale oppure scritti spirituali di uomini spirituali. Anche se lo Spirito Santo Si avvale di loro, la loro opera non è legata alla grande opera di gestione nel piano di seimila anni. Vengono semplicemente incaricati dallo Spirito Santo, in diversi periodi, di guidare le persone nella corrente dello Spirito Santo finché non adempiono alla loro funzione o la loro vita non giunge al termine. L’opera che compiono serve solo a preparare una strada adeguata per Dio Stesso o a continuare un aspetto nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Tali uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella Sua gestione e non possono aprire nuove vie d’uscita, né tantomeno concludere tutta l’opera di Dio dell’epoca precedente. Dunque l’opera che svolgono rappresenta soltanto un essere creato nello svolgimento della sua funzione e non può rappresentare Dio Stesso nel compimento del Suo ministero. Questo perché l’opera che compiono è diversa da quella di Dio Stesso. L’opera di inaugurare una nuova era non può essere svolta dall’uomo al posto di Dio. Non può essere compiuta da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutta l’opera svolta dall’uomo consiste nel fare il suo dovere come parte del creato e si compie solo quando egli è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. La guida che tali uomini offrono riguarda la pratica nella vita quotidiana dell’uomo e come egli debba agire in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro dell’uomo non coinvolge la gestione di Dio né rappresenta l’opera dello Spirito. … Pertanto, poiché il lavoro degli uomini usati dallo Spirito Santo è diverso dall’opera compiuta da Dio Stesso, anche le loro identità e l’essere per conto di cui essi agiscono sono altrettanto differenti. Questo, perché l’opera che lo Spirito Santo intende svolgere è diversa, conferendo così identità e status diversi a tutti coloro che operano. Gli uomini di cui Egli Si avvale potrebbero anche svolgere una parte nuova dell’opera e altresì eliminare una parte di quella compiuta nell’età precedente, ma il loro lavoro non può esprimere l’indole e la volontà di Dio nella nuova epoca. Operano solo per cancellare l’opera dell’età precedente, non per compiere la nuova opera volta a rappresentare direttamente l’indole di Dio Stesso. Così, per quante pratiche obsolete aboliscano o per quante nuove ne introducano, essi rappresentano ancora l’uomo e gli esseri creati. Quando Dio Stesso compie l’opera, tuttavia, non dichiara apertamente l’abolizione delle pratiche della vecchia epoca né l’inizio di una nuova era. È diretto e immediato nella Sua opera. È schietto nell’esecuzione dell’opera che intende compiere, cioè esprime direttamente l’opera che ha provocato, la svolge direttamente come stabilito in origine, esprimendo il Suo essere e la Sua indole. Per come la vede l’uomo, la Sua indole e anche la Sua opera sono diverse da quelle delle epoche passate. Tuttavia, dalla prospettiva di Dio Stesso, si tratta semplicemente di una prosecuzione e di un ulteriore sviluppo della Sua opera. Quando a operare è Dio Stesso, Egli esprime la Sua parola e porta direttamente la nuova opera. Invece, quando a operare è l’uomo, ciò avviene attraverso la riflessione e lo studio, oppure si tratta dello sviluppo della conoscenza e della sistematizzazione della pratica, costruiti sulla base dell’opera altrui. Vale a dire che l’essenza dell’opera compiuta dall’uomo è rispettare la convenzione e “percorrere vecchie strade con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini di cui lo Spirito Santo Si avvale è costruita su quella aperta da Dio Stesso. Così, dopo tutto, l’uomo è uomo e Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

17. La parola e l’opera dei profeti e quelle utilizzate dallo Spirito Santo compiono tutte il dovere dell’uomo, svolgendone la funzione di essere creato e facendo ciò che l’uomo dovrebbe fare. Tuttavia la parola e l’opera del Dio incarnato servono a svolgere il Suo ministero. Sebbene la Sua forma esteriore sia quella di un essere creato, la Sua opera serve a svolgere non la Sua funzione ma il Suo ministero. Il termine “dovere” viene usato in relazione agli esseri creati, mentre “ministero” viene usato in relazione alla carne del Dio incarnato. Vi è una differenza essenziale fra i due termini, che non sono intercambiabili. L’attività dell’uomo è soltanto compiere il suo dovere, mentre l’opera di Dio è gestire e svolgere il Suo ministero. Pertanto, anche se molti apostoli furono utilizzati dallo Spirito Santo e molti profeti erano ricolmi di Lui, la loro opera e la loro parola servivano soltanto a compiere il loro dovere di esseri creati. Sebbene le loro profezie potessero essere più grandi della via della vita di cui ha parlato il Dio incarnato, e perfino la loro umanità fosse più trascendente di quella del Dio incarnato, comunque compivano il loro dovere e non svolgevano un ministero. Il dovere dell’uomo si riferisce alla sua funzione ed è qualcosa di conseguibile da parte sua. Invece, il ministero svolto dal Dio incarnato è legato alla Sua gestione, che non è conseguibile da parte dell’uomo. Che il Dio incarnato parli, operi o manifesti prodigi, sta compiendo un’opera grandiosa nell’ambito della Sua gestione, e tale opera non può essere svolta dall’uomo in Sua vece. L’attività dell’uomo è solo di compiere il suo dovere di essere creato in una data fase dell’opera di gestione di Dio. Senza tale gestione, cioè, se il ministero del Dio incarnato andasse perduto, andrebbe perduto anche il dovere dell’essere creato. L’opera di Dio nello svolgere il Suo ministero ha lo scopo di gestire l’uomo, mentre l’uomo che compie il suo dovere rappresenta l’esecuzione dei suoi obblighi di soddisfare le richieste del Creatore e in nessun modo ciò può essere considerato lo svolgimento di un ministero. Per l’essenza intrinseca di Dio, ossia lo Spirito, l’opera di Dio è la Sua gestione, ma per il Dio incarnato che assume la forma esteriore di un essere creato, l’opera è lo svolgimento del Suo ministero. Qualunque opera compia, ha il fine di svolgere il Suo ministero, e l’uomo può soltanto fare del suo meglio nell’ambito della Sua gestione e sotto la Sua guida.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

18. L’opera dell’uomo ha un ambito e delle limitazioni. Una persona è in grado di svolgere solo l’opera di una determinata fase e non può svolgere l’opera di un’intera era, altrimenti porterebbe le persone nelle regole. L’opera dell’uomo può essere applicabile solo a un particolare periodo o a una determinata fase. Questo perché l’umana esperienza ha un ambito. Non si può confrontare l’opera dell’uomo con l’opera di Dio. Le vie della pratica dell’uomo e la sua conoscenza della verità sono tutte applicabili a un ambito particolare. Non si può dire che il percorso che l’uomo compie sia completamente volontà dello Spirito Santo poiché l’uomo può essere illuminato solo dallo Spirito Santo e non può essere completamente ripieno di Spirito Santo. … L’ambito all’interno del quale la verità viene sperimentata dall’uomo si fonda quasi sempre sulle differenti condizioni individuali e pertanto non è lo stesso. In tal modo, la conoscenza della stessa verità espressa da diverse persone non è la stessa, vale a dire, l’esperienza dell’uomo ha sempre dei limiti e non può rappresentare nella sua completezza la volontà dello Spirito Santo, e il lavoro dell’uomo non può essere percepito come l’opera di Dio, anche se quanto viene espresso dall’uomo corrisponde molto da vicino alla volontà di Dio, anche se l’esperienza dell’uomo è molto vicina all’opera di perfezionamento svolta dallo Spirito Santo. L’uomo può essere solo un servitore di Dio, svolgendo l’opera che Dio gli assegna. L’uomo può esprimere la conoscenza solo sotto l’illuminazione dello Spirito Santo e le verità raggiunte mediante le proprie personali esperienze. L’uomo non è qualificato e non possiede le condizioni per essere l’emissario dello Spirito Santo. Non è autorizzato a dire che l’opera dell’uomo è l’opera di Dio. L’uomo ha principi di lavoro umani e tutti gli uomini hanno esperienze diverse e si trovano in condizioni soggette a cambiamento. L’opera dell’uomo include tutte le esperienze da lui compiute sotto l’illuminazione dello Spirito Santo. Queste esperienze possono essere rappresentative solo dell’essere dell’uomo e non rappresentano l’essere di Dio, né il volere dello Spirito Santo. Il sentiero percorso dall’uomo, pertanto, non può essere definito come il percorso compiuto dallo Spirito Santo, poiché l’opera dell’uomo non può rappresentare l’opera di Dio e l’opera ed esperienza dell’uomo non sono l’intera volontà dello Spirito Santo. L’opera dell’uomo è propensa a ricadere in una regola, e il metodo del suo operare viene facilmente confinato a un ambito limitato e non è in grado di condurre la gente in una via di libertà. La maggior parte dei seguaci vive in un ambito limitato e anche il loro modo di sperimentare possiede un ambito limitato. L’esperienza dell’uomo è sempre limitata; anche il metodo della sua opera è limitato a poche tipologie e non può essere paragonato all’opera dello Spirito Santo o di Dio Stesso; questo, perché l’esperienza dell’uomo, alla fine, è limitata. Comunque Dio compia la Sua opera, non ci sono regole in questo; comunque venga svolta, non è limitata a un solo e unico modo. Non ci sono regole di alcun tipo nell’opera di Dio, tutta la Sua opera si realizza nella più assoluta libertà. Indipendentemente da quanto tempo l’uomo passi a seguirLo, egli non sarà mai in grado di riassumere tutte le leggi e le vie della Sua opera. Sebbene la Sua opera abbia dei principi, viene sempre svolta in modi nuovi e possiede sempre nuovi sviluppi, che sono al di là dell’umana portata. Durante un periodo di tempo, Dio può utilizzare numerose differenti modalità di opera e diversi modi di condurre, così da permettere sempre alle persone di usufruire di nuovi ingressi e nuovi cambiamenti. Non puoi individuare le leggi che governano la Sua opera, poiché Egli lavora in modi sempre nuovi. Solo in tal modo i seguaci di Dio non cadono nelle regole. … L’opera eseguita da Dio non si accorda con la carne dell’uomo; non si accorda con i pensieri dell’uomo, bensì confuta le nozioni dell’uomo; non è mescolata a vaga colorazione religiosa. I risultati della Sua opera non possono essere raggiunti da un uomo che non sia stato condotto a perfezione da Lui, e sono al di là della portata del pensiero umano.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

19. Nell’Età della Grazia, Giovanni spianò la strada a Gesù. Non poteva compiere l’opera di Dio Stesso e adempì semplicemente al dovere dell’uomo. Benché fosse il precursore del Signore, non poteva rappresentare Dio; era solo un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvaleva. … Giovanni fu utilizzato dallo Spirito Santo. Non poteva rappresentare Dio ed era nell’impossibilità di farlo. Se l’avesse desiderato, lo Spirito Santo non lo avrebbe permesso, perché egli non era in grado di compiere l’opera che Dio Stesso intendeva realizzare. … Per esempio, Egli rese testimonianza a Giovanni e rivelò anche che sarebbe stato lui a spianare la strada a Gesù, ma l’opera svolta in lui dallo Spirito Santo fu ben misurata. L’unica cosa che venne chiesta a Giovanni fu spianare la strada a Gesù, preparare la strada per Lui. Vale a dire che lo Spirito Santo appoggiò soltanto la sua opera di spianamento della strada e gli permise di svolgere solo tale opera, nessun’altra. Giovanni rappresentava Elia, il profeta che spianò la strada. Ciò era sostenuto dallo Spirito Santo; finché la sua opera fosse consistita nello spianare la strada, lo Spirito Santo l’avrebbe sostenuta. Tuttavia, se Giovanni avesse rivendicato di essere Dio Stesso e di essere venuto a completare l’opera di redenzione, lo Spirito Santo avrebbe dovuto disciplinarlo. Per quanto grande sia stata l’opera di Giovanni, e per quanto sia stata sostenuta dallo Spirito Santo, rimase entro certi limiti. È vero, infatti, che la sua opera era sostenuta dallo Spirito Santo, ma il potere che gli fu concesso a quel tempo si limitò allo spianamento della strada. Egli non poteva affatto compiere qualunque altra opera, perché era soltanto Giovanni, incaricato di spianare la strada, e non Gesù. Pertanto la testimonianza dello Spirito Santo è fondamentale, ma l’opera che Egli permette all’uomo di svolgere è ancora più cruciale. A Giovanni non fu forse resa grande testimonianza? La sua opera non fu grande anch’essa? L’opera che compì, però, non poteva superare quella di Gesù, perché egli non era altro che un uomo usato dallo Spirito Santo e non poteva rappresentare direttamente Dio, dunque l’opera che svolse fu limitata.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

20. Se l’uomo dovesse realizzare tale opera, essa sarebbe troppo limitata: potrebbe portare l’uomo fino a un certo punto, ma non al destino eterno, poiché egli è incapace di decidere il destino dell’umanità nonché di garantirne le attese e il destino futuro. L’opera di Dio, tuttavia, è diversa. Poiché Egli ha creato l’uomo, lo guida; poiché salva l’uomo, lo salverà e guadagnerà pienamente; poiché guida l’uomo, lo condurrà al destino opportuno; e poiché ha creato e gestisce l’uomo, deve assumersi la responsabilità del suo destino e delle sue prospettive. Tale è l’opera del Creatore.

da “Ridare una vita normale all’uomo e condurlo a un destino meraviglioso” in La Parola appare nella carne

21. Isaia, Ezechiele, Mosè, Davide, Abramo e Daniele furono capi o profeti del popolo eletto di Israele. Perché non venivano chiamati Dio? Perché lo Spirito Santo non rese loro testimonianza? Perché lo Spirito Santo rese testimonianza a Gesù non appena Questi iniziò a operare e a parlare? E perché lo Spirito Santo non rese testimonianza ad altri? Essi, uomini di carne, furono tutti chiamati “Signore”. Indipendentemente da come venissero chiamati, la loro opera rappresenta il loro essere e la loro essenza; e il loro essere e la loro essenza rappresentano la loro identità. La loro essenza non è legata ai loro appellativi; è rappresentata da ciò che espressero e da come vissero. Nell’Antico Testamento, non c’era nulla di straordinario nell’essere chiamato Signore, e una persona avrebbe potuto essere stata chiamata in qualsiasi modo, ma la sua essenza e la sua identità intrinseca erano comunque immutabili.

da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in La Parola appare nella carne

22. L’opera dell’uomo rappresenta la sua esperienza e la sua umanità. Ciò che l’uomo provvede e l’opera che l’uomo svolge lo rappresentano. Il modo dell’uomo di vedere, di ragionare, la sua logica, la sua ricchezza di immaginazione, sono tutti aspetti inclusi nella sua opera. In particolare, l’esperienza dell’uomo è maggiormente in grado di rappresentare la sua opera e le esperienze che una persona ha compiuto saranno i componenti della sua opera. L’opera dell’uomo può esprimere la sua esperienza. …e l’opera dello Spirito Santo spesso cambia con lo stato dell’uomo. Egli opera in base all’esperienza dell’uomo e non costringe un uomo, bensì gli fa delle richieste conformi al normale corso della sua esperienza. Vale a dire che la comunione umana differisce dalla parola di Dio. Ciò che gli uomini comunicano trasmette il loro personale modo di vedere e di sentire, esprimendo ciò che osservano e provano sul fondamento dell’opera di Dio. La loro responsabilità consiste nello scoprire, dopo che Dio opera o parla, ciò che devono mettere in pratica o in cui devono entrare, e poi trasmetterlo ai propri seguaci. Pertanto, l’opera dell’uomo rappresenta il suo ingresso e la sua pratica. Ovviamente, tale opera è mescolata a lezioni ed esperienze umane o ad alcuni pensieri umani. … Ciò che l’uomo esprime è ciò che osserva, sperimenta e può immaginare. Anche se si tratta di dottrine o di nozioni, sono tutte raggiungibili dal pensiero umano. Indipendentemente dalle dimensioni dell’opera umana, essa non può uscire dall’ambito dell’esperienza umana, da ciò che l’uomo osserva o da ciò che l’uomo può immaginare o concepire. Ciò che Dio esprime è ciò che Dio Stesso è, e va oltre la portata dell’uomo, cioè al di là del pensare umano. Egli esprime la Sua opera di conduzione dell’intera umanità e ciò non è rilevante per i dettagli dell’esperienza umana, bensì riguarda la Sua Stessa gestione. L’uomo esprime la propria esperienza, mentre Dio esprime il Proprio essere: questo essere è la Sua intrinseca indole ed è al di là della portata dell’uomo. L’esperienza dell’uomo consiste nella sua osservazione e nella conoscenza acquisita in base all’espressione del Proprio essere da parte di Dio. Tale osservazione e conoscenza prendono il nome di essere dell’uomo. Sono espresse sul fondamento dell’intrinseca indole dell’uomo e del suo effettivo calibro; di conseguenza vengono anche chiamati essere dell’uomo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

23. Quando gli esseri umani agiscono, cercano e procedono a tentoni, sempre imitando e riflettendo sulla base delle fondamenta poste da altri al fine di ottenere un ingresso più profondo. L’opera di Dio consiste nel provvedere la Sua essenza, Egli compie l’opera che Egli Stesso deve compiere e non provvede alla chiesa usando la conoscenza derivante dall’attività di un qualsiasi essere umano; invece compie l’opera attuale in base alla condizione delle persone. Pertanto, operare in questo modo presenta una libertà migliaia di volte maggiore rispetto all’attività degli esseri umani. A questi ultimi sembra perfino che Dio non Si attenga al Suo dovere e operi come preferisce. Ma tutta l’opera da Lui eseguita è opera nuova, e tu devi sapere che l’opera di Dio incarnato non è mai fondata sulle sensazioni.

da “Pratica (5)” in La Parola appare nella carne

24. L’opera nella mente dell’uomo viene ottenuta con eccessiva facilità dall’uomo. Pastori e guide nel mondo religioso, per esempio, confidano nei propri doni e nella propria posizione per svolgere il loro lavoro. Le persone che li seguono per lungo tempo verranno influenzate dai loro doni e da qualche aspetto di ciò che sono. Essi si concentrano su doni, abilità e conoscenze delle persone e fanno attenzione ad alcuni aspetti soprannaturali e a molte dottrine profondamente irrealistiche (ovviamente, tali profonde dottrine sono inarrivabili). Non si concentrano sui cambiamenti nell’indole delle persone, e si concentrano invece sull’allenare le capacità di predicazione e di opera delle persone, migliorandone le conoscenze e arricchendole di dottrine religiose. Non si concentrano su quanto l’indole delle persone sia cambiata o su quanto le persone comprendano la verità. Non si preoccupano della sostanza delle persone e ancor meno cercano di conoscerne gli stati normali o anomali. Non confutano le nozioni delle persone né rivelano le proprie e ancora meno correggono le loro mancanze o corruzioni. La maggior parte delle persone che li seguono servono mediante i propri doni naturali, e ciò che esprimono è conoscenza e vaga verità religiosa, del tutto prive di qualsiasi contatto con la realtà e del tutto incapaci di infondere vita alle persone. In effetti, la sostanza del loro lavoro consiste nel nutrire il talento, trasformando qualcuno che non ha nulla in un talentuoso diplomato da un seminario che porterà avanti a sua volta il lavoro e la guida. Dai seimila anni di opera di Dio, sei in grado di dedurre una qualsiasi legge? Ci sono un sacco di regole e di restrizioni nell’opera compiuta dall’uomo, e il cervello umano è troppo dogmatico. Pertanto ciò che l’uomo esprime è una qualche conoscenza e realizzazione appartenenti alla totalità delle sue esperienze. L’uomo non è in grado di esprimere alcunché oltre a questo. L’esperienza o la conoscenza dell’uomo non sgorgano dai suoi doni innati o dal suo istinto; sgorgano invece a motivo della guida di Dio e della diretta cura pastorale di Dio. L’uomo ha solo l’organo per accettare tale cura pastorale, e non l’organo per esprimere direttamente che cosa sia la divinità. L’uomo non è in grado di essere la sorgente, bensì può solo essere il recipiente che accoglie l’acqua dalla sorgente; questo è l’istinto umano, l’organo che si dovrebbe possedere in quanto esseri umani. Se una persona perde l’organo per accettare la parola di Dio e perde l’istinto umano, quella persona perde anche ciò che è più prezioso, e perde il dovere di uomo creato. Se una persona non ha conoscenza né esperienza della parola di Dio o della Sua opera, quella persona perde il dovere, il dovere che dovrebbe svolgere in quanto creatura, e perde la dignità di creatura.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

25. La natura innata dell’uomo non è in grado di rappresentare direttamente Dio. L’uomo deve liberarsi della sua natura innata attraverso la perfezione di Dio, e poi solo avendo cura della Sua volontà, adempiendola, e inoltre seguendo l’opera dello Spirito Santo, può ricevere approvazione da Dio per il suo modo di vivere. Nessun essere umano che vive nella carne è in grado di rappresentare direttamente Dio, a meno che non sia un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale. Malgrado questo, neanche l’indole di una persona tale e ciò che essa vive possono essere considerati una rappresentazione completa di Dio; si può dire solo che il modo in cui vive è governato dallo Spirito Santo. L’indole di un uomo simile non può rappresentare Dio.

… L’indole satanica corrotta è in grado di rappresentare Dio? Chiunque dichiari che la propria indole è rappresentativa di Dio è blasfemo e insulta lo Spirito Santo! Dalla prospettiva del modo in cui opera lo Spirito Santo, l’opera di Dio sulla terra consiste unicamente nel conquistare. Ecco perché gran parte dell’indole satanica corrotta dell’uomo non è ancora stata purificata e il motivo per cui ciò che l’uomo vive è comunque una immagine di Satana. È la bontà dell’uomo e rappresenta le azioni dell’uomo nella carne, o più precisamente, rappresenta Satana e non può assolutamente rappresentare Dio. Anche se un uomo ama già Dio fino al punto di godersi un’esistenza paradisiaca sulla terra, ed è in grado di affermare cose come: “Oh Dio! Non Ti potrò mai amare abbastanza”, e ha raggiunto il regno più alto, non si può dire comunque che viva tramite Dio o che Lo rappresenti, perché la sostanza dell’uomo non è come quella di Dio. L’uomo non può mai vivere come Dio, e tanto meno può diventare Dio. Ciò che lo Spirito Santo dirige l’uomo a vivere è solo conforme a ciò che Dio chiede all’uomo.

Tutte le azioni e le gesta di Satana vengono manifestate nell’uomo. Ora, le azioni e le gesta dell’uomo sono un’espressione di Satana e non possono dunque rappresentare Dio. L’uomo è la personificazione di Satana, e l’indole dell’uomo non è in grado di rappresentare l’indole di Dio. Certi uomini hanno un buon carattere; Dio può operare tramite il loro carattere e la loro opera è governata dallo Spirito Santo, ma la loro indole è comunque incapace di rappresentare Dio. L’opera che Dio svolge su di loro utilizza e si espande attraverso ciò che esiste già dentro di loro. Che siano profeti o uomini impiegati da Dio nel passato, nessuno può rappresentarLo direttamente.

da “L’uomo corrotto è incapace di rappresentare Dio” in La Parola appare nella carne

26. Dopo tutto, l’opera di Dio è diversa da quella dell’uomo, quindi in che modo le espressioni di Dio e quelle dell’uomo potrebbero essere uguali? Dio ha la propria indole particolare, mentre l’uomo ha dei compiti a cui adempiere. L’indole di Dio è espressa nella Sua opera, mentre il dovere dell’uomo è incarnato nelle sue esperienze ed espresso nella sua ricerca. È pertanto possibile distinguere l’espressione di Dio da quella dell’uomo attraverso la loro opera. Non è necessaria una spiegazione di Dio Stesso né l’uomo deve sforzarsi di portare testimonianza, e inoltre Dio Stesso non ha bisogno di sopprimere chicchessia. Tutto questo è una rivelazione naturale, non è forzata né è qualcosa in cui l’uomo possa interferire. Il dovere dell’uomo si mostra attraverso la sua esperienza e non gli richiede di compiere alcuna altra opera di esperienza. L’interezza dell’essenza dell’uomo può essere rivelata mentre compie il proprio dovere, mentre Dio può esprimere la Sua innata indole mentre compie la Sua opera. Se si tratta dell’opera dell’uomo, non è possibile celarla. Se è l’opera di Dio, la Sua indole è ancor più impossibile da celare da parte di chicchessia, e inoltre non può essere controllata dall’uomo. Un uomo non può essere considerato Dio e le sue opere e le sue parole non possono essere considerate o ritenute sante o immutabili. Dio può essere considerato uomo, perché Si è ammantato di carne, ma la Sua opera non può essere considerata opera dell’uomo né suo dovere. Inoltre, la parola di Dio e le lettere di Paolo non si possono mettere sullo stesso piano, né si può affermare che il giudizio e il castigo di Dio siano pari alle istruttive parole dell’uomo. Ci sono quindi dei principi che distinguono l’opera di Dio da quella dell’uomo. Si differenziano per la loro essenza, non per l’ambito o per la temporanea efficienza dell’opera. La maggior parte delle persone commette errori di principio su questo argomento.

da “Qual è la tua attitudine verso le tredici epistole” in La Parola appare nella carne

27. Perché, alla fin fine, gli esseri umani sono solo esseri umani, e possono osservare tutto soltanto dalla prospettiva e dalla statura proprie di una persona. Tuttavia, il Dio incarnato è completamente diverso da una persona corrotta. Per quanto Egli possa essere comune, normale e modesto, o per quanto le persone possano guardarLo dall’alto in basso, nessun individuo potrà mai possedere né imitare i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Egli osserverà sempre l’umanità da una prospettiva divina, dall’altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la forma mentis di Dio. Egli non può assolutamente osservare l’umanità dall’altezza di una persona comune, e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando le persone osservano l’umanità, lo fanno con i loro occhi e usano come parametri le conoscenze, le regole e le teorie umane. Tutto questo rimane nell’ambito di ciò che le persone possono vedere con i loro occhi, e nell’ambito di ciò che le persone corrotte possono ottenere. Quando Dio scruta l’umanità, lo fa da un punto di vista divino, e usa la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è come parametri di misura. La Sua prospettiva include cose che le persone non possono vedere, ed è proprio sotto questo aspetto che il Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente dissimili. Questa differenza è determinata dalla diversità tra le essenze degli uomini e di Dio, e sono queste essenze differenti a stabilire le loro identità e posizioni, e anche la prospettiva e l’altezza dalla quale osservano le cose.

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio, e Dio Stesso III” in Continuazione di La Parola appare nella carne

28. Ci sono diverse grandi religioni nel mondo e ciascuna ha il proprio capo o leader, con seguaci sono sparsi in diversi paesi e regioni di tutto il mondo; ogni paese, grande o piccolo, ha religioni diverse al suo interno. Tuttavia, indipendentemente dal numero di religioni presenti in tutto il mondo, tutte le persone dell’universo in ultima analisi esistono sotto la guida di un solo Dio e la loro esistenza non è guidata da capi o leader religiosi. Ciò significa che l’umanità non è guidata da un particolare capo o leader religioso, bensì dal Creatore, che ha creato i cieli e la terra e tutte le cose e ha anche creato il genere umano – e questo è un dato di fatto. Anche se il mondo ha diverse grandi religioni, indipendentemente dalle loro dimensioni, tutte esistono sotto il dominio del Creatore e nessuna di loro può esulare dalla portata di questo dominio. Lo sviluppo del genere umano, il progresso sociale, lo sviluppo delle scienze naturali sono tutti aspetti inseparabili dalle disposizioni del Creatore e questa opera non è qualcosa che può essere compiuta da un particolare capo religioso. I capi religiosi non sono altro che i leader di una particolare religione e non possono rappresentare Dio o Colui che ha creato i cieli e la terra e tutte le cose. I capi religiosi possono guidare tutti coloro che appartengono all’intera religione, ma non possono comandare tutte le creature sotto il cielo – questo è un dato di fatto universalmente riconosciuto. I capi religiosi sono semplici leader e non possono essere uguali a Dio (il Creatore). Tutte le cose sono nelle mani del Creatore e alla fine ritorneranno tutte nelle mani del Creatore. L’umanità è stata originariamente creata da Dio e indipendentemente dalla religione ogni persona tornerà sotto il dominio di Dio – questo è inevitabile. Dio solo è l’Altissimo fra tutte le cose, e anche il più elevato tra i governatori di tutte le creature deve tornare sotto il Suo dominio. Indipendentemente dall’importanza della sua posizione, nessun uomo può guidare il genere umano verso un’adeguata destinazione e nessuno è in grado di classificare tutte le cose secondo il loro tipo. Jahvè Stesso ha creato l’uomo e ha classificato ciascuno secondo la propria specie e quando arriverà l’ora della fine, Egli Stesso compirà la Propria opera ancora, classificando tutte le cose secondo il loro tipo – e questo non può essere fatto da nessun altro che Dio. Le tre fasi dell’opera svolte dalle origini fino a oggi sono state tutte compiute da Dio Stesso e sono state realizzate da un unico Dio. Il fatto delle tre fasi dell’opera è il fatto della leadership di Dio su tutto il genere umano, un fatto che nessuno può negare. Al termine delle tre fasi dell’opera, tutte le cose saranno classificate in base al proprio tipo e torneranno sotto il dominio di Dio, perché nell’intero universo esiste solo questo Dio e non ci sono altre religioni. Colui che non è in grado di creare il mondo non sarà in grado di portarlo a termine, mentre Colui che ha creato il mondo sarà sicuramente in grado di portarlo a termine, quindi se uno non è in grado di portare a termine l’età e non sa fare altro che aiutare l’uomo a coltivare la propria mente, non si tratta sicuramente di Dio e non si tratta sicuramente del Signore del genere umano. Egli sarà incapace di compiere tale grande opera; c’è solo uno che può svolgere tale opera, e tutti coloro che non ci riescono sono sicuramente nemici, diversamente da Dio. Se si tratta di culti sono incompatibili con Dio, e se sono incompatibili con Dio sono nemici di Dio. Tutta l’opera è compiuta da questo unico vero Dio e l’intero universo è posto sotto il comando di questo unico Dio.

da “Conoscere le tre fasi dell’opera di Dio è il percorso per conoscere Dio” in La Parola appare nella carne

29. Se questa nuova fase dell’opera non viene avviata, chissà quanto andrete lontano voi evangelisti, predicatori, commentatori e cosiddetti grandi uomini spirituali! Se questa nuova fase dell’opera non viene avviata, ciò di cui parlate è obsoleto! È ascendere al trono oppure preparare la levatura per diventare un re; o negare il sé o sottomettere il proprio corpo; o essere paziente o apprendere la lezione da tutte le cose; o l’umiltà o l’amore. Non è come cantare la stessa vecchia melodia? Equivale semplicemente a dare un nome diverso alla stessa cosa! O coprirsi la testa e spezzare il pane o imporre le mani e pregare, guarire i malati e cacciare i demoni. Ci potrebbe essere una qualunque opera nuova? Potrebbe esserci una qualsiasi prospettiva di sviluppo? Se continui così, non fai altro che seguire ciecamente la dottrina o conformarti per convenzione. Ritenete che il vostro compito sia tanto elevato, ma non sapete che è stato tutto trasmesso e insegnato da quei “vecchi uomini” dei tempi antichi? Non sono forse cose che dite voi o fate le ultime parole di quegli anziani? Non è il messaggio trasmesso da questi anziani prima di morire? Pensi che le vostre azioni superino quelle degli apostoli e dei profeti delle generazioni passate, e addirittura siano superiori a tutte le cose?

da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in La Parola appare nella carne

30. Se hai creduto in Dio per molti anni, ma non Gli hai mai obbedito o accettato tutte le Sue parole, e hai invece chiesto a Dio di sottometterSi a te e seguire le tue concezioni, allora sei il più ribelle di tutti e sei un miscredente. Come può una persona simile essere in grado di obbedire all’opera e alle parole di Dio che non sono conformi alle concezioni dell’uomo? La persona più disobbediente è quella che intenzionalmente sfida e resiste a Dio. Costui è nemico di Dio e un anticristo. Una persona simile conserva sempre ostilità contro la nuova opera di Dio, non mostra alcuna intenzione di sottomettersi e non ha mai obbedito volentieri o umiliato sé stesso. Esalta se stesso davanti agli altri e non si sottomette mai ad un altro. Davanti a Dio, si considera il più esperto nel predicare la “Parola” e il più abile nel lavorare sugli altri. Non rinuncia mai ai tesori già in suo possesso, ma li tratta come cimeli di famiglia da essere adorati, da essere predicati agli altri e utilizzati per fare lezione a quegli sciocchi che lo adorano. Ci sono infatti alcune di queste persone nella chiesa. Si può dire che esse siano gli “eroi indomiti”, che, generazione dopo generazione, dimorano nella casa di Dio. Pensano che predicare la “Parola” (dottrina) sia il loro dovere più alto. Un anno dopo l’altro e una generazione dopo l’altra, essi svolgono il loro sacrosanto dovere. Nessuno osa toccarli e nessuno osa rimproverarli apertamente. Sono diventati “re” nella casa di Dio e agiscono tirannicamente attraverso le età. Questi demoni cercano di unire le forze e tutti insieme distruggere la Mia opera; come posso permettere a questi diavoli viventi di esistere davanti a Me?

da “L’obbediente vero sarà sicuramente guadagnato da Dio” in La Parola appare nella carne

31. Tu servi Dio con la tua inclinazione naturale e secondo le tue preferenze personali; continui a pensare, inoltre, che Dio ami qualunque cosa ti piaccia e che detesti qualunque cosa non ti piaccia, dunque svolgi la tua opera unicamente in base alle tue preferenze. Questo si può forse definire servizio a Dio? Alla fine la tua indole vitale non cambierà di una virgola, anzi, diventerai più testardo perché starai servendo Dio, e così la tua indole corrotta sarà ancora più radicata. Dentro di te si svilupperanno dottrine sul servizio a Dio fondate soltanto sul tuo carattere e sull’esperienza derivata dal servizio svolto secondo la tua indole. È questa la natura dell’esperienza e degli insegnamenti umani. È questa la filosofia di vita dell’uomo. Persone di questo genere si trovano tra i farisei e i religiosi. Se non aprono gli occhi e non si pentono, a lungo andare si trasformeranno nei falsi cristi che appariranno negli ultimi giorni. Saranno impostori. I falsi cristi e gli impostori che furono preannunciati proverranno da questa categoria di persone. Se coloro che servono Dio seguono il proprio carattere e agiscono secondo la propria volontà, corrono il rischio costante di essere eliminati. Coloro che dedicano molti anni di esperienza al servizio di Dio per irretire i cuori delle persone, per rimproverarle e controllarle, per elevare sé stessi, senza mai pentirsi, confessarsi né rinunciare ai vantaggi della propria posizione, cadranno dinanzi a Dio. Sono individui simili a Paolo, presuntuosi e inclini a fare sfoggio della propria anzianità. Dio non perfezionerà gente di questo tipo. Questo genere di servizio interferisce con l’opera di Dio.

da “Occorre proscrivere il servizio religioso” in La Parola appare nella carne

32. Per quanto riguarda tutti voi, se una certa area o un certo settore è affidato a voi, e nessuno vi supervisiona per sei mesi, iniziate ad andare fuori strada. Se nessuno ti supervisiona per un anno, li condurrai lontano e fuori strada. Due anni passano e ancora nessuno ti supervisiona, e tu porti quelle persone davanti a te. Perché questo? Avete mai preso in considerazione questa questione, prima? DiteMi, potreste essere così? La vostra conoscenza può fornirvi delle persone solo per un po’. Con il passare del tempo, se continui a dire le stesse cose, alcune persone saranno in grado di dirlo; tutti diranno che sei troppo superficiale, che manchi di profondità. Non avrai altra scelta che cercare di ingannare le persone parlando di dottrine e, se continui a comportarti in questo modo, quelli sotto di te seguiranno i tuoi metodi, i tuoi passi, e ti prenderanno a modello per credere in Dio e fare esperienza, e metteranno in pratica quelle parole e quelle dottrine, e alla fine, poiché tu parli in tal modo, ti prenderanno ad esempio. Porterai le persone a parlare di dottrine e quelli sotto di te apprenderanno da te delle dottrine, e con il progredire delle cose avrai intrapreso la strada sbagliata. Tutti quelli sotto di te ti seguono, così tu pensi: sono potente adesso; un numero così consistente di persone mi presta ascolto e il mondo è a mia completa disposizione. Questo tradimento nell’uomo inconsapevolmente ti fa trasformare Dio in un semplice figurante, e tu finisci per costituire una specie di denominazione, di setta. Come nascono le denominazioni e le sette? Nascono in questo modo. Guarda ai capi di ogni denominazione e setta. Sono tutti arroganti e presuntuosi e interpretano la Bibbia fuori contesto e secondo la loro personale immaginazione. Fanno tutti affidamento su doni e cultura per fare il loro lavoro. Se non fossero capaci di predicare alcunché, quelle persone li seguirebbero? Essi possiedono, dopo tutto, una certa conoscenza, e possono parlare di un po’ di dottrina, o sapere come persuadere altri o come usare certi stratagemmi, mediante i quali hanno portato le persone al proprio cospetto e le hanno ingannate. Di nome, queste persone credono in Dio – ma in realtà seguono le loro guide. Se incontrassero coloro che predicano la vera via, alcuni di loro direbbero: “Dobbiamo consultare lui circa la nostra fede in Dio”. Vedi come abbiano bisogno del permesso di qualcuno per credere in Dio; non è questo un problema? Che cosa sono diventate, pertanto, tali guide? Non sono diventati dei Farisei, falsi pastori, anticristi e ostacoli all’accettazione della vera via da parte delle persone? 

da “Solo la ricerca della verità è vera fede in Dio” in Registrazione dei discorsi di Cristo

33. Dio e l’uomo non possono essere considerati uguali. La Sua essenza e la Sua opera sono assolutamente insondabili e incomprensibili all’uomo. Se Egli non compie personalmente la Sua opera e non pronuncia le Sue parole nel mondo dell’uomo, l’uomo non sarebbe in grado di comprendere la Sua volontà, e così persino coloro che hanno dedicato tutta la vita a Lui non sarebbero capaci di avere la Sua approvazione. Indipendentemente dal fatto che l’uomo faccia del bene, senza l’opera di Dio questo bene non conterà nulla, perché i pensieri di Dio saranno sempre superiori ai pensieri dell’uomo e la Sua saggezza è imperscrutabile per l’uomo. E così dico che coloro che hanno “visto attraverso” Dio e la Sua opera sono impotenti, e sono solo arroganti e ignoranti. L’uomo non dovrebbe definire l’opera di Dio; inoltre, non può definirla. Agli occhi di Dio, l’uomo è più piccolo di una formica, perciò come può comprendere l’opera di Dio? Coloro che dicono costantemente “Dio non opera in questo o in quel modo” o “Dio è come questo o come quello”, non sono forse degli arroganti? Dovremmo tutti sapere che le persone, che vengono dalla carne, sono state corrotte da Satana. È nella loro natura opporsi a Dio e non sono al Suo pari, tantomeno possono offrire consiglio alla Sua opera. Il modo in cui Dio guida l’uomo è opera di Lui Stesso. L’uomo dovrebbe ubbidire e non nutrire una visione del genere, poiché egli non è altro che polvere. Dal momento che proviamo a cercare Dio, non dovremmo sovrapporre le nostre concezioni alla Sua opera affinché Lui le consideri, e non dovremmo neanche utilizzare la nostra indole corrotta per provare a opporci volontariamente all’opera di Dio. Questo non farebbe di noi degli anticristi? In che modo questa gente potrebbe affermare di credere in Dio? Dal momento che crediamo che Dio esista e che desideriamo soddisfarLo e vederLo, dovremmo cercare la via della verità e una via per essere in armonia con Dio. Non dovremmo opporci ostinatamente a Lui; quale bene potrebbe derivare da simili azioni?

da Introduzione in La Parola appare nella carne

34. Quelli che leggono la Bibbia in grandi chiese, recitano la Bibbia tutti i giorni ma non capiscono lo scopo dell’opera di Dio. Non uno è in grado di conoscere Dio; inoltre, nessuno è in sintonia con il cuore di Dio. Sono tutti uomini meschini e privi di valore, così boriosi da voler insegnare a Dio. Anche se brandiscono il nome di Dio, Gli si oppongono ostinatamente. Anche se si fregiano della definizione di credenti in Dio, sono quelli che mangiano la carne e bevono il sangue dell’uomo. Tutti questi uomini sono diavoli che divorano l’anima dell’uomo, demoni che volutamente disturbano coloro che cercano di percorrere la strada giusta, sono pietre di inciampo che impediscono il cammino di quanti cercano Dio. Anche se sono “fortemente carnali”, come fanno i loro seguaci a sapere che sono anticristi che guidano l’uomo a opporsi a Dio? Come fanno a sapere che sono diavoli vivi che cercano espressamente anime da divorare?

da “Tutti coloro che non conoscono Dio sono coloro che si oppongono a Dio” in La Parola appare nella carne

35. Non vogliono che l’indole divina o il vero Dio occupino i loro cuori. Vogliono soltanto soddisfare i propri desideri, la propria immaginazione e le proprie ambizioni. Quindi, queste persone possono anche credere in Dio, seguirLo e abbandonare la famiglia e il posto di lavoro per Lui, ma non mettono fine ai loro comportamenti malvagi. Alcune di loro addirittura rubano o sperperano offerte, oppure imprecano contro Dio in privato, mentre altre potrebbero usare la loro posizione per testimoniare ripetutamente se stesse, esaltarsi e competere con Dio per la gente e per la posizione. Usano vari metodi e iniziative per far sì che altri individui le venerino, provando costantemente a conquistarli e a controllarli. Alcune persone addirittura intenzionalmente traviano altri uomini, inducendoli a pensare che esse siano Dio, in modo da poter essere trattate come Lui. Non rivelerebbero mai a questi altri uomini di essere state traviate e di essere anche loro corrotte e arroganti, e che quindi non andrebbero venerate, e neppure gli direbbero che non importa quanto bene si comportino, dal momento che tutto dipende dall’esaltazione di Dio e da ciò che dovrebbero comunque fare. Perché non dicono queste cose? Perché hanno estremamente paura di perdere il loro posto nel cuore della gente. Per questo motivo tali persone non esaltano mai Dio e non Gli rendono mai testimonianza, poiché non hanno mai cercato di comprenderLo.

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in Continuazione di La Parola appare nella carne

36. Questa banda di cialtroni è venuta in mezzo agli uomini portando con sé il più totale disordine e scompiglio. Hanno condotto tutti gli uomini sul bordo di un precipizio, proponendosi in segreto di farveli precipitare per farli a pezzi e poterne divorare i cadaveri. …

… Pur avendo un’anima orribile, crede di possederne una d’incredibile bellezza. Che banda di farabutti! Scendono tra i mortali per darsi ai bagordi e sollevare disordini. La loro interferenza causa instabilità nel mondo,[a] produce panico nel cuore dell’uomo e lo distorce così che l’uomo somigli alle bestie di insopportabile bruttezza, privandolo della benché minima traccia dell’originaria santità umana. Aspirano persino ad assumere il tirannico controllo della terra. Impediscono lo svolgersi dell’opera di Dio, così che possa a stento avanzare e isolano l’uomo, rinchiudendolo tra mura di rame e di acciaio. Dopo aver commesso così numerosi peccati e aver causato tanto turbamento, come potrebbero aspettarsi altro se non di ricevere il meritato castigo? Demoni e spiriti maligni hanno scorrazzato in lungo e in largo sulla terra, escludendola dalla volontà e dall’incessante sforzo di Dio, così da renderle impenetrabili. Quale mortale peccato! Come potrebbe Dio non sentirsi in ansia? Come potrebbe Dio non sentirsi adirato? Causano pesanti interferenze e ostacoli all’opera di Dio. Troppo ribelli! Persino i demoni, grandi o piccoli che siano, diventano arroganti per la forza del demonio più potente e sollevano un polverone. Intenzionalmente oppongono resistenza alla verità, nonostante ne abbiano una chiara consapevolezza. Figli della ribellione che non sono altro! È come se, ora che il loro re dell’inferno è asceso al trono regale, se ne compiacessero e trattassero tutti gli altri con disprezzo. Quanti cercano la verità e seguono la giustizia? Sono tutti bestie come maiali e cani, e guidano una banda di mosche puzzolenti in un mucchio di letame ad agitare la testa e istigare al disordine.[b] Credono che il loro re degli inferi sia il più potente dei sovrani e non si rendono conto che non sono che mosche sul pattume. E non solo: fanno calunniose affermazioni contrarie all’esistenza di Dio, facendo affidamento su quei maiali e cani che hanno per genitori. Le minuscole mosche pensano che i loro genitori siano grandi come una balena dentata.[c] Non si rendono conto di essere minuscoli e che i loro genitori sono maiali e cani immondi un miliardo di volte più grandi di loro? Inconsapevoli della loro insignificanza, corrono freneticamente sulla base del putrido odore di quei maiali e di quei cani con l’illusoria convinzione di procreare le generazioni future. Ciò è assolutamente vergognoso! Con le ali verdi sulla schiena (ciò si riferisce alla loro dichiarata fede in Dio), diventano presuntuosi e si vantano ovunque della propria bellezza e della propria attrattiva, gettando in segreto le loro impurità addosso agli uomini. E se ne compiacciono persino, come se un paio di ali variopinte potesse nascondere le loro impurità, e così perseguitano l’esistenza del vero Dio (ciò si riferisce alla storia segreta del mondo religioso). L’uomo sa a malapena che, sebbene le ali di una mosca siano belle e appariscenti, non si tratta d’altro, in fondo, che di una minuscola mosca piena di lordume e coperta di germi. Fondandosi sulla forza di quei porci e di quei cani dei loro genitori, corrono freneticamente per la regione (ciò si riferisce alle religioni ufficiali che perseguitano Dio sulla base del forte sostegno del proprio paese, tradendo il vero Dio e la verità) con schiacciante ferocia. È come se i fantasmi dei Farisei giudaici fossero tornati insieme a Dio nella nazione del gran dragone rosso, di nuovo nel loro vecchio nido. Hanno ricominciato la propria opera di persecuzione, continuando il loro lavoro che copre diverse migliaia di anni. Certamente questo gruppo di degenerati finirà per perire sulla terra! Appare evidente che, dopo diversi millenni, gli spiriti impuri sono divenuti ancora più scaltri e infidi. Costantemente pensano a come trovare il modo di minare in segreto l’opera di Dio. Sono scaltri e astuti e desiderano replicare in patria la tragedia di diverse migliaia di anni fa.

da “Lavoro e ingresso (7)” in La Parola appare nella carne

Note a piè di pagina:

a. “Instabilità nel mondo” indica che se qualcuno è ricco e potente, la gente cerca di ingraziarselo, e se quel qualcuno è squattrinato e privo di potere, la gente lo ignora. Questa espressione si riferisce all’ingiustizia del mondo.

b. “Istigare al disordine” si riferisce a come si scatenano le persone demoniache, ostacolando e contrastando l’opera di Dio.

c. “Una balena dentata” è usato in senso derisorio. È una metafora per indicare come le mosche siano così piccole che i maiali e i cani appaiono loro grandi come balene.