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Coloro che non riescono a vivere sempre davanti a Dio sono miscredenti

Quando la richiesta viene alzata un poco, siete in grado di progredire un poco. Non è un male avere richieste elevate nei vostri confronti né è un male porvi domande difficili. L’obiettivo è farvi arrivare ad avere una migliore comprensione della conoscenza e del buon senso dell’aspetto professionale del vostro dovere[a]. Forse vi lamenterete ancora nei vostri cuori, dicendo: “Abbiamo studiato molte cose buone ma Dio non le menziona mai né ci permette di usarle. Perciò non osiamo menzionarle o usarle. E se vengono negate una volta che le usiamo? E se veniamo criticati?” Ora vi dico che potete usarle con coraggio, ma dovete sottoporvi all’ispezione dei vostri fratelli e sorelle. Non essere presuntuoso, e non dire: “Dio ha detto che questa volta possiamo usare queste cose con coraggio, quindi le useremo così”. Essere coraggioso non è agire in modo incontrollato o essere arrogante. Devono esserci dei limiti all’essere coraggioso, deve conformarsi ai principi, e i fratelli e le sorelle devono considerarlo appropriato. Se qualcuno dice: “Questo è inaccettabile”, non devi allora cambiarlo? Le persone ostinate sono brave persone? (No.) È sconsigliabile essere così. Devi ascoltare i suggerimenti degli altri, e quando li senti dire questo, rispondi: “Avete ragione. Devo cambiarlo”. Dopo che l’hai cambiato, qualcuno dice: “Ce l’hai quasi fatta, ne sono contento. Va bene, può andare”. È magnifico! Un lato del fare le cose in questo modo è che poco a poco siete in grado di approfondire l’aspetto professionale, e diventate maturi ed esperti; un altro aspetto è che siete anche in grado di studiare più cose; un altro aspetto ancora è che avete imparato una lezione. Quando incontri dei problemi, non devi essere presuntuoso, pensando: “Io ho l’ultima parola. Voi non siete qualificati a parlare. Io capisco i principi, voi cosa capite? Voi non comprendete, io sì!” Questo è essere presuntuosi. Essere presuntuoso è un’indole satanica corrotta; non è qualcosa all’interno della normale umanità. Dunque, cosa non è essere presuntuosi? (Prendere suggerimenti da tutti, e valutarli insieme a tutti.) Quando tutti approvano e tutti sono d’accordo, allora hai fatto un ottimo lavoro. Finché alcune persone o un gruppo di persone sollevano obiezioni, devi essere più esigente riguardo all’aspetto professionale. Non devi chiudere un occhio e dire: “Chi? Che obiezione hai sollevato? Qualcosa non va? Sei tu che capisci questo o io? Lo comprendi meglio di me? Cosa capisci? Tu non capisci!” Questa è un’indole cattiva, giusto? Anche se colui che ha sollevato l’obiezione può non capire troppo bene ed essere inesperto, e tu puoi essere giustificato e ciò che hai fatto può essere giusto, il problema qui è la tua indole. Quali sono, dunque, le espressioni e le azioni corrette che si conformano ai principi e alla verità? Tu dici: “Qual è il problema? Fammi dare un’occhiata. Non solo io, diano tutti un’occhiata. Coloro che hanno qualche suggerimento o qualche intuizione su questo aspetto, o che hanno qualche esperienza di questo aspetto, guardiamo tutti insieme e parliamone”. Se tutti credono davvero che fare qualcosa in questo modo sia male, che qui ci sia un piccolo problema, e tu guardi una volta e non riesci a vederlo, guardi due volte e ancora non lo vedi, poi guardi tre o quattro volte e più guardi più senti che c’è un problema, allora questo è realmente un problema. E tu devi correggerlo, migliorarlo e sollecitare le idee di tutti. Questa è una cosa buona o cattiva? (È una cosa buona.) Solleciti le idee di tutti, tutti ne parlano, condividete insieme e lo Spirito Santo ti illumina; segui l’illuminazione e il problema viene corretto di conseguenza. Tutti guardano e dicono: “Questo è giusto, ed è molto meglio di prima!” Non è questa la guida di Dio? È una cosa magnifica! Quando fai le cose in questo modo, quando non sei presuntuoso, quando abbandoni le tue fantasie e i tuoi pensieri, e quando pratichi la verità, scendi dal tuo piedistallo e ascolti le idee degli altri, cosa accade allora? Ottieni l’opportunità che lo Spirito Santo operi su di te e ti illumini. Cosa succede quando lo Spirito Santo ti illumina? Hai imparato ancora un’altra cosa professionale. Non è questa una buona cosa?

Una volta fatto questo, pensi: “Quando incontro dei problemi, non devo essere presuntuoso. Tutti mi detestano quando sono presuntuoso”. Quando tutti detestano qualcuno, Dio lo odia? (Sì.) Stai imparando una lezione, vero? Quando pratichi sempre in questo modo, un aspetto è che vedrai dei progressi nell’aspetto professionale del tuo dovere e Dio ti illuminerà e ti benedirà; un altro aspetto è che avrai una via da seguire nel praticare la verità, saprai come praticarla, arriverai gradualmente a comprendere i principi e a trovare la strada, saprai come affrontare le cose in modo da ottenere l’illuminazione e la guida di Dio, quali sono i modi di fare le cose che fanno sì che Dio ti ignori o ti detesti, e come fare le cose in un modo che sia benedetto da Dio. Quando le persone guadagnano le benedizioni e la rivelazione di Dio, c’è gioia o tristezza nei loro cuori? C’è gioia. Quando andrai a rendere conto di ciò che hai fatto davanti a Dio, ne trarrai diletto e penserai: “Questo l’ho fatto bene”. Dentro ti sentirai contento e sereno. Questa sensazione di serenità e contentezza ti è data da Dio, ed è un risveglio che ti è dato dallo Spirito Santo. Se non pratichi questo ma persisti sempre nei tuoi modi, dicendo: “Non darò ascolto a nessuno. Anche se ascolto, fingerò di farlo e non cambierò. Farò le cose in questo modo, sento di aver ragione e di essere completamente nel giusto”, cosa succederà? Può darsi che tu sia nel giusto e che non ci sia alcun difetto in ciò che fai, può darsi che tu non abbia commesso alcun errore e abbia compreso l’aspetto professionale meglio di altri, eppure se assumi questi tipi di espressioni e pratichi in questo modo, gli altri lo vedranno e diranno: “L’indole di questa persona non è buona. Quando incontra dei problemi, non accetta, anzi, rifiuta qualunque cosa che chiunque altro abbia da dire, giusta o meno. Questa persona non accetta la verità”. Quando le persone dicono che non accetti la verità, cosa penserà Dio? Dio è in grado di vedere queste tue espressioni? Naturalmente, Dio può vederle. Dio non solo scruta nel profondo del cuore dell’uomo, Egli osserva tutto quel che dici e fai in ogni momento e in ogni luogo. E quando Egli vede queste cose, cosa fa? Dice: “Ti sei indurito. Sei così in situazioni in cui hai ragione, e sei così anche in situazioni in cui hai torto. Non importa quale sia la situazione in cui ti trovi, tutto ciò che riveli ed esprimi è disaccordo e opposizione. Non accetti affatto le idee o i suggerimenti di chiunque altro. Il tuo cuore è totalmente in conflitto, rifiutando e restando chiuso alle idee di altri. Sei molto difficile!” In che modo sei difficile? Il tuo essere difficile sta nel fatto che la tua espressione non è un modo sbagliato di fare le cose o un comportamento sbagliato, ma piuttosto una rivelazione della tua indole. Cosa ha rivelato la tua indole? Odi la verità e sei ostile verso la verità. E quando sei stato definito come qualcuno che è ostile verso la verità, sei nei guai agli occhi di Dio. Al massimo, tutti diranno: “Questa persona ha un’indole cattiva, è caparbia e arrogante. È difficile andare d’accordo con lei, non pratica la verità e non la ama. Non ha mai accettato la verità”. Al massimo, tutti ti valuteranno in questo modo, ma questa valutazione è in grado di decidere il tuo destino? La gente ti valuta, ma questo non può decidere il tuo destino. Eppure c’è un punto che non devi dimenticare: Dio scruta il cuore dell’uomo, e allo stesso tempo osserva tutto quel che l’uomo dice e fa. Se Dio definisce qualcuno, dicendo: “Sei ostile verso la verità”, Egli non lo sta semplicemente definendo col dire: “Questa persona ha un’indole leggermente corrotta ed è un po’ disobbediente”, ma sta invece dicendo: “Sei ostile verso la verità”, è una questione grande o piccola? (È una questione grande.) Ed è fonte di guai? (Sì.) Che genere di guai causa? Il guaio non sta nel modo in cui gli altri ti vedono o ti valutano, ma nel modo in cui Dio vede la tua indole corrotta che è ostile verso la verità. Pertanto, come vede Dio la tua indole ostile verso la verità? Lo sai? Dio dice: “È ostile verso la verità e non ama la verità”. È così che Dio vede la cosa? Da dove proviene la verità? Chi rappresenta la verità? (Rappresenta Dio.) Allora rifletti su questo: come dovrebbe vedere Dio l’indole ostile verso la verità? Come la vedrà? (Dio la vede come ostile verso di Lui e come nemica) E questo è grave? Chi è ostile verso la verità è ostile verso Dio. Perché dico che è ostile verso Dio? Insulta Dio? No. Si oppone apertamente a Dio? No. Lo denigra alle Sue spalle? No. Allora in che modo sta rivelando che questo tipo di indole è ostile verso Dio? Non è fare un gran chiasso per nulla? C’è qualcosa che non va, vero? Sai cos’è? Qualcuno ha questo tipo di indole e la rivela in ogni momento e in ogni luogo e, per di più, conta su di essa per vivere e non abbandona mai questo modo di vivere e di fare le cose, e non vi rinuncia. Conti su queste cose e su questa indole per vivere, e quando non succede nulla, se qualcuno dice che sei ostile verso Dio, puoi essere d’accordo con lui? Non puoi. Tuttavia, quando i problemi si presentano, poiché tu hai questo tipo di indole, non la riveli in ogni momento e in ogni luogo? Allora cos’è questa indole? È un’indole che è ostile verso Dio e verso la verità. Tu metti in discussione le parole di Dio, le esamini, le analizzi e le prendi col beneficio del dubbio. Cosa significa quando fai queste cose? Significa che quando ascolti le parole di Dio, pensi: “Sono queste le parole di Dio? Non credo che questa sia la verità e che sia tutto necessariamente corretto”. La tua indole è rivelata, giusto? Sei capace di obbedire quando pensi così? Certamente no. E se non sei capace di obbedire, Dio è ancora il tuo Dio? No, non lo è. Allora come consideri Dio? Come un oggetto di studio e di dubbio, e anche solo come una persona comune, qualcuno con un’indole corrotta come l’uomo. Questo non è determinato dall’indole corrotta dell’uomo?

Quando qualcuno è arrivato a questo punto e ha questo genere di rapporto con Dio, com’è il rapporto tra questa persona e Dio? È ostile e la persona è diventata una antagonista di Dio, giusto? Se credi in Dio ma non riesci a ottenere o ad accettare la verità, Dio non è il tuo Dio. Dio non ti considera come un nemico, ma tu consideri Dio come un antagonista e non riesci ad accettare che Egli sia la tua verità e la tua via; come può, dunque, essere risolto questo problema? Quando incontri delle difficoltà devi prima pensare: “Qual è la situazione qui? Non la capisco molto bene, e non sono così sicuro al riguardo”. Qualunque sia la questione, non devi prima chiarirla, ma piuttosto vedere che cosa dicono le parole di Dio in proposito. Forse non riesci a trovare le parole pertinenti di Dio, e forse non sai nemmeno quali verità questo problema implichi, ma trovi un principio – che è, innanzitutto, obbedire. Per prima cosa, rimani obbediente, calma il tuo cuore e aspetta, non avere opinioni o pensieri personali, aspetta un po’ e vedi come Dio intende trattare la questione e cosa farà. Questo nelle situazioni che non capisci bene. E quando capisci? Per esempio, qualcuno esprime un’opinione; come affronti la questione? Come la gestisci in un modo che sia conforme alla verità? Prima la accetti; ascolti e dici: “Di cosa si tratta? Ah, c’è un problema nel mio modo di fare questo? Se c’è un problema, diamo un’occhiata, allora”. Non prendere la questione alla leggera; implica cose che rientrano nell’ambito dei tuoi doveri, perciò devi considerarla con coscienza. Questo è l’atteggiamento corretto da adottare e la condizione corretta in cui essere. Quando sei nella condizione corretta, riveli un’indole che è stanca della verità? (No.) Non riveli un’indole che è ostile verso la verità, e quando pratichi in questo modo la tua indole corrotta viene cambiata; stai praticando la verità. Quando pratichi la verità in questo modo, quale risultato si ottiene? (Lo Spirito Santo ci guida.) La guida dello Spirito Santo è un aspetto. Per Dio, stai praticando la verità. A volte hai la guida dello Spirito Santo e il problema viene corretto; a volte, dopo essere stato informato del problema, lo comprendi con facilità e lo trovi molto semplice. È qualcosa che la mente umana è in grado di raggiungere e tu devi solo correggerlo. È una questione piccola. E qual è quella grande? Quando pratichi in questo modo, Dio ti vede come qualcuno che pratica e che ama la verità, e vede che non sei qualcuno che odia la verità o è ostile verso la verità. Allo stesso tempo, Dio vede il tuo cuore, vede anche la tua indole. Questa è una grande questione. Cioè, quello che fai davanti a Dio, quello che vivi e che riveli davanti a Lui, così come l’atteggiamento che adotti, i pensieri che hai e la condizione in cui sei in ogni cosa che fai – tutte queste espressioni che hai davanti a Dio – sono le cose più importanti.

Le persone hanno sempre da ridire sulla gente e sulle questioni, e questo è un grosso problema. Cosa pensano sempre? Che siano gli altri a essere duri con loro, o che gli altri rendano loro le cose difficili di proposito, oppure trovano solo difetti negli altri. È questa una prospettiva corretta? (No, non lo è.) Perché dite di no? È decisamente sbagliato avere sempre da ridire su questioni e persone. Non si sforzano con la verità, e tentano sempre di salvare la faccia e cercano giustificazione di fronte agli altri o tra le altre persone, e vogliono sempre usare i metodi umani per risolvere tutti questi problemi. Questo è il più grande ostacolo all’ingresso nella vita. Agendo in questo modo, praticando in questo modo e credendo in Dio in questo modo, non sarai mai in grado di ottenere la verità, poiché non vieni mai davanti a Dio. Non vieni mai davanti a Dio ad accettare tutte le cose che Egli dispone per te, non applichi mai la verità per risolvere tutte queste cose, e vuoi sempre usare i metodi umani per risolverle. Così, agli occhi di Dio, ti sei allontanato troppo da Lui e non solo con il cuore, ma tutti i tuoi pensieri, tutte le tue idee e la tua intera condizione non sono mai stati davanti a Dio. Questo è il modo in cui Dio vede coloro che hanno da ridire su questioni e persone. Perciò, alcune persone che hanno il dono della parlantina e i riflessi pronti, pensano: “Ho un’eloquenza convincente, e quando sono vicino ad altre persone, tutte mi invidiano e mi ammirano. Mi esaltano, e la maggior parte di loro si fa convincere da me”. È di qualche utilità? Il tuo prestigio è confermato tra le altre persone, ma non davanti a Dio, che ti ha sempre ignorato, e dice che sei un miscredente e che sei ostile verso la verità. Ti comporti con gli altri in modo mellifluo e suadente, riesci a trattare con chiunque, sei molto abile nel gestire le questioni, e sei in grado di andare d’accordo con tutti, ma in conclusione sarai distrutto da un giudizio di Dio, farai una brutta fine, e il tuo destino sarà segnato. Dio dirà: “Costui è un miscredente, agita il vessillo della fede in Dio per ottenere benedizioni. Questa persona è ostile verso la verità, non si è mai sforzata con la verità e non l’ha mai accettata”. Cosa pensate di questo tipo di giudizio? È questo il giudizio che volete? (No.) Di certo non è quello che volete. Forse alcune persone non se ne preoccupano e dicono: “Sia quel che sia. Non possiamo vedere Dio in ogni caso. La questione più realistica che abbiamo è che dobbiamo andare d’accordo con le persone intorno a noi. Se non facciamo sì che questi rapporti funzionino, come possiamo allora vivere in mezzo a queste persone? La nostra vita sarebbe molto difficile. Come minimo dobbiamo andare d’accordo con loro e gestire bene i rapporti. Tutto il resto può aspettare”. Che genere di persone sono queste? Sono ancora persone che credono in Dio? (No.) Uno deve vivere davanti a Dio in ogni momento e deve venire davanti a Dio e cercare la verità in ogni momento e per tutte le questioni, così che alla fine Dio dirà: “Sei uno che ama la verità e Dio è soddisfatto di te, Dio ti accetta. Dio vede il tuo cuore e il tuo comportamento”. Cosa pensate di questo giudizio? Significa che siete salvi, giusto?

Di solito prestate mai attenzione a tali questioni? Lasciate che vi dica che, quando credi in Dio, non importa se stai compiendo doveri esterni o un dovere che ha a che fare con qualsiasi tipo di lavoro o con qualsiasi aspetto del lavoro professionale all’interno della famiglia di Dio – non importa quale dovere compi – se non riesci a venire sempre davanti a Dio, a vivere davanti a Dio, allora non sei un credente e non c’è alcuna differenza fra te e un miscredente. Vi suona corretto? Riuscite a rendervi conto di questo punto? Forse ora ci sono alcune persone che non sono in grado di compiere il loro dovere a causa di un ambiente inadatto, e stanno vivendo in mezzo a miscredenti, eppure sono sempre capaci di ottenere l’illuminazione e la guida di Dio – quindi qual è la situazione qui? Lo sapete? (È perché vengono sempre davanti a Dio.) Sì, questo determina la condizione spirituale di una persona. Se, dentro di te, sei sempre incapace di sentire Dio, se sei sempre debole, negativo o dissoluto, oppure non porti alcun fardello nei tuoi doveri e il tuo cuore non fa che tirare avanti senza alcuno scopo, questa è una condizione buona o cattiva in cui trovarsi? È una condizione in cui vivi davanti a Dio? Oppure è una condizione in cui semplicemente non vivi affatto davanti a Dio? (È una condizione in cui non viviamo affatto davanti a Dio.) Allora soppesate questo – nella maggior parte delle situazioni, vivete davanti a Dio o no? Ne siete ben consapevoli nei vostri cuori? Vivete davanti a Dio per la maggior parte del tempo o solo in rare occasioni? (Solo in rare occasioni.) Questo è problematico per voi. Se uno è un ballerino, un cantante, uno scrittore o un regista, se il suo cuore non si interessa mai di compiere i giusti doveri, se è depravato e non tollera alcuna restrizione, se è sempre molto confuso quando incontra dei problemi, non ha idea di quale questione riguardi la verità e in quale dei suoi aspetti, né ha alcuna idea se ciò che fa abbia un qualche effetto, se non sa quali cose che fa quotidianamente offendono Dio, quali cose Dio può accettare e quali detesta, se si limita a passare un giorno dopo l’altro nella confusione, allora che tipo di condizione è questa in cui si trova? Coloro che vivono in questa condizione possiedono un cuore timoroso di Dio? Sono capaci di agire secondo i principi? Sono capaci di fare qualcosa di sensato? (No.) Quando stanno compiendo il loro dovere, sono in grado di dire: “Devo tollerare delle restrizioni, devo lavorare con impegno, con tutto il mio cuore e tutta la mia forza, ed essere leale”? Sono capaci di avere lealtà? (No.) Allora cosa fate realmente qui mentre compite il vostro dovere? (Impieghiamo la forza.) Avete ragione; state impiegando la forza. Siete una forza lavoro, giusto? Vi viene fornito cibo e alloggio e lavorate qui. Anche se non guadagnate denaro, sentite che va bene poiché avete da mangiare, da bere e un posto dove vivere. Ma guadagnate la verità? (No.) Allora perdete tanto. Siete troppo sciocchi! Ormai credete in Dio da molti anni, non si tratta solo di pochi giorni. Avete ascoltato tanta verità e non sapete perché credete in Dio, cosa dovete fare, cosa dovete guadagnare o cosa è più importante da guadagnare. Ne sapete qualcosa, adesso? (Sì.) Cosa sapete? DiteMelo. (Nel credere in Dio, guadagnare la verità è la cosa più importante.) Guadagnare la verità è la cosa più importante? Vero o falso? (Vero.) È certamente vero. Ma forse in questo momento non avete una conoscenza autentica nei vostri cuori, e non ve ne rendete conto a questo livello.

Avete letto il Libro di Giobbe? (Sì.) E quando lo avete letto, i vostri cuori si sono commossi? (Sì.) Quindi avete una mentalità desiderosa e volete essere come Giobbe? (Sì.) Per quanto tempo eravate riusciti a mantenere quella condizione o quel sentimento? Mezza giornata, due giorni, una settimana? Oppure per uno o due mesi, o uno o due anni? (Forse due o tre giorni.) Il sentimento era sparito dopo tre giorni? Quando quel sentimento sparisce, continua a leggere, e così lo farai durare per altri tre giorni. Ma non è così che funziona, vero? Quando leggi quel libro e ti commuovi, devi pregare, formulare dentro di te il proposito di voler essere come Giobbe, uno che può conoscere Dio, guadagnare la verità, temere Dio e fuggire il male, e preghi affinché Dio faccia lo stesso a te, e ti guidi e predisponga gli ambienti per te, ti dia la forza, ti protegga in qualsiasi ambiente tu possa incontrare in modo che tu sia in grado di mantenerti saldo, così da non sfidare Dio, e sia in grado di temerLo e fuggire il male, e soddisfare la Sua volontà. Devi sempre implorare Dio a tal fine e per ciò a cui aneli e desideri ottenere nel tuo cuore, devi implorare e pregare per questo, e quando Dio vedrà il tuo cuore sincero allora lo farà. Non devi temere Dio in questo, perché Egli non può assolutamente rendere il tuo corpo coperto di piaghe come quando mise Giobbe alla prova e privarti di ogni cosa che hai; Dio non ti farà questo. Egli compirà gradualmente la Sua opera su di te in conformità alla tua levatura morale. Devi implorare con sincerità; non limitarti a leggerlo oggi, commuoverti e implorare Dio, e poi dopo due giorni non fai nulla ed è tutto finito non appena distogli lo sguardo. La gente dice: “Chi è Giobbe?” “Chi? Giobbe? Chi è Giobbe? Come posso non saperlo? Forse ne ho sentito parlare”. Questo è problematico! Non lo leggi per tre giorni ed è tutto dimenticato, sparito dal tuo cuore. Se invidi le persone come Giobbe e vorresti essere come lui, devi avere un percorso da seguire nel tuo cuore, devi deporre il tuo cuore davanti a Dio, poi devi pregare a tal fine, spesso, prendere questo proposito dal tuo cuore e contemplarlo spesso, leggere libri, leggere gli articoli su Giobbe e le parole di Dio riferite a Giobbe, prenderlo costantemente e ripetutamente in considerazione, condividerlo con persone che hanno questo tipo di conoscenza, esperienza o proposito, e devi lavorare sodo verso quell’obiettivo. In che modo devi lavorare sodo? Leggere soltanto non è proprio lavorare sodo. Devi sforzarti con questo proposito, offrire le tue preghiere e metterlo in pratica, e allo stesso tempo avere la determinazione di sopportare la sofferenza e avere un cuore anelante e desideroso. Poi implori per questo, offri le tue preghiere e chiedi a Dio di intervenire. Se Dio non lo fa, è tutto inutile, non importa quanto impegno ci metti, e i tuoi sforzi sono vani. Come interviene Dio? Comincia con il sistemare e organizzare le cose per te in conformità alla tua levatura morale. Per esempio, stai per sostenere l’esame di ammissione all’università, e dici: “Voglio i voti per entrare all’Università Tsinghua”. Cominci a impegnarti per riuscire nell’intento, ripassi le lezioni, cerchi materiali di studio su qualsiasi cosa e insegnanti che ti diano lezioni private. Poi ne parli ai tuoi genitori e loro dicono: “Nostro figlio ha una tale determinazione. Si applica, ha ambizione e non è incompetente”. Così, cosa faranno i tuoi genitori? Prepareranno le tasse d’iscrizione e troveranno un insegnante per te. Prenderanno disposizioni adeguate per la tua vita, quando dovresti riposare, e per i tuoi studi, ti porteranno a scuola e ti verranno a prendere, e faranno in modo che, durante questo periodo, tu non ti stanchi e non sia poco o male nutrito. Ti aiuteranno trattando e gestendo le cose nel mondo esterno affinché tu non venga distratto. Prenderanno disposizioni adeguate per te in ogni aspetto. In questo modo, avrai tempo sufficiente per ripassare, studiare e realizzare il tuo sogno. Riguardo al credere in Dio, a qualunque cosa tu stia aspirando o qualunque proposito tu abbia, devi parlare con Dio. Devi pregare e implorare per questo; ci vorrà molto tempo! Non sarà bene avere un cuore insincero. Se preghi solo un paio di volte di tanto in tanto e quando vedi che Dio non ha fatto nulla per te, dici: “Lascia perdere. Fa lo stesso. Sarà quel che sarà, lascerò che la natura segua il suo corso, e prenderò le cose come vengono”, allora non sarà bene, e il tuo cuore è insincero. Dio farà qualcosa per te se hai solo un paio di minuti di entusiasmo? Dio predisporrà ambienti per te? È accettabile? In realtà Dio non opera in quel modo. Dio vuole vedere la tua sincerità, vuole vedere quanto riesce a durare insieme alla resistenza del tuo cuore, e se il tuo cuore è vero o falso. Dio aspetterà; Egli ascolta le tue preghiere e le tue suppliche, i tuoi propositi e i tuoi desideri, ma non ha ancora visto la tua determinazione a sopportare la sofferenza, perciò non farà nulla per te. Se dici qualche parola e poi te ne vai, Dio farà qualcosa per te? Assolutamente no. Devi continuare a implorare, a pregare, a sforzarti e a riflettere sulla questione, poi sperimenti gli ambienti che Dio predispone per te – arriveranno a te poco a poco, e Dio comincerà ad agire. Senza un cuore vero, è inutile. Dici: “Invidio davvero Giobbe e Pietro”. A cosa serve invidiarli? Per quanto li invidi non puoi essere loro, e per quanto li invidi Dio non compirà su di te la stessa opera che ha compiuto su di loro. Perché è così? Perché non sei lo stesso tipo di persona che erano loro. Tu non possiedi la loro determinazione o la loro umanità, né il loro cuore anelante che cercava la verità. Soltanto quando arriverà il momento in cui possiederai queste cose Dio opererà di più su di te. Capito?

La maggior parte di voi ha ora la determinazione di comprendere e ottenere la verità, e di essere perfezionati alla fine? (Sì.) Quanto è grande la tua determinazione? Per quanto tempo riesci a mantenerla? Lo sai? (Ho questa determinazione quando sono in una condizione buona. Quando succedono cose che non sono in accordo con la mia carne o non si conformano alle mie idee, e quando sperimento un raffinamento o delle difficoltà dentro di me, allora la mia fede scompare, mi impantano in una sorta di condizione negativa, e la determinazione che avevo all’inizio diminuisce gradualmente.) Questo non va bene. Questo è essere troppo deboli. Devi raggiungere una fase in cui la tua determinazione non cambia a prescindere dall’ambiente che incontri; solo questo è essere sinceri, e solo questo è un amore genuino della verità e un reale desiderio di essere questo tipo di persona. Non va bene tirarsi indietro quando insorge qualche piccolo problema o difficoltà, o diventare negativi, abbattersi e abbandonare la tua determinazione quando incontri qualche piccola difficoltà. Devi avere la forza di qualcuno disposto a rischiare la propria vita, e dire: “Qualunque cosa accada, anche se devo morire non abbandonerò la mia determinazione né questo obiettivo”. Allora non ci sarà difficoltà che riuscirà a fermarti, e Dio farà questo per te. Inoltre, devi avere questo tipo di prospettiva e comprensione ogni volta che succede qualcosa, e dire: “Qualunque cosa accada, fa tutto parte del raggiungimento del mio obiettivo, ed è opera di Dio. C’è debolezza in me, ma non sono negativo. Ringrazio Dio per l’amore che mi dà e per predisporre questo tipo di ambiente per me. Non devo cedere. Cedere equivarrebbe a fare un compromesso con Satana e all’autodistruzione. Rinunciare al mio desiderio e alla mia determinazione equivarrebbe a tradire Dio”. Questo è il tipo di cuore che devi avere. Ogni minimo problema che incontri è una piccola parentesi nel processo di avanzamento nella vita, e non devi lasciare che ostacoli il tuo andare avanti o la direzione in cui procedere. È bene per te prenderti un po’ di riposo o una breve pausa, ma la tua direzione non deve cambiare, e in nessun caso devi arrivare a fermarti completamente; questo è il tipo di proposito e di determinazione che devi avere. Non importa cosa dicano o come siano gli altri, né come Dio ti tratti, il tuo proposito non deve cambiare. Dio dice: “Non ti voglio più”, e tu dici: “Dio non mi vuole più, quindi lascio perdere”. Questo non significa essere un buono a nulla? Oppure Dio dice: “Sei troppo profondamente corrotto e ti detesto”, e tu dici: “Dio mi detesta, quindi per cosa devo vivere, ormai? Vado a cercare una corda per impiccarmi”. Questo non significa essere un buono a nulla? Non raggiungerai il tuo obiettivo in questo modo. Quanto alla vostra attuale levatura morale, nessuno di voi è ancora in grado di essere messo alla prova da Dio, e dire: “Dio, Ti prego, mettimi alla prova”. Non avete questa levatura morale. Cosa siete meramente capaci di fare? Dovete pregare: “Oh Dio, possa Tu guidarmi, illuminarmi, darmi la resistenza per andare avanti e percorrere la via del temere Dio e fuggire il male secondo i miei desideri. Qualunque sia la sofferenza da sopportare, Tu mi dai la forza e mi proteggi. Anche se posso essere debole e sebbene la mia levatura morale sia immatura, Ti chiedo di darmi la forza, di proteggermi e mostrarmi la Tua benevolenza. Non cederò”. È così che dovete pregare, e dovete sempre venire davanti a Dio a farlo. Quando gli altri stanno ridendo e scherzando e sono indulgenti con se stessi, prega per questo; quando gli altri si stanno divertendo, prega per questo; quando gli altri sono negativi, prega per questo; quando gli altri dormono profondamente o fino a tardi, tu sei già in piedi a pregare per questo; quando gli altri seguono il modo in cui va il mondo e godono avidamente del benessere fisico, o seguono le tendenze mondane, prega per questo. Quando riesci a vivere davanti a Dio in tutte le cose e mantenere te stesso entro certi limiti, quando puoi continuare a vivere davanti a Dio e hai un rapporto normale con Lui, allora Dio può vederlo.

Quando Dio vede il cuore di qualcuno, non usa soltanto i Suoi occhi; Egli predispone ambienti per te e tocca il tuo cuore con le Sue mani. Perché dico questo? Quando Dio predispone un ambiente per te, guarda per vedere se il tuo cuore ne sia disgustato, lo detesti, gli piaccia o sia obbediente, o se aspetti con calma, o cerchi la verità – Egli vede come il tuo cuore cambia e quale direzione prende. I cambiamenti nel tuo cuore, ogni cambiamento dei pensieri e delle idee del tuo cuore riguardo alla gente, alle questioni e alle cose che Dio predispone per te, e ogni tuo singolo cambiamento di umore – Dio percepisce tutto. Per quanto tu non l’abbia detto a nessuno e non abbia pregato, considerando semplicemente questi pensieri nel tuo cuore o nel tuo mondo, nondimeno a Dio è tutto chiaro e lo vede nitidamente con una sola occhiata. Le persone usano gli occhi per vederti, e Dio usa il Suo cuore per toccare il tuo – Egli è così vicino a te. E se sei in grado di avvertire il Suo sguardo indagatore, allora stai vivendo davanti a Dio. Se non lo avverti affatto e vivi nel tuo mondo, allora sei nei guai. Non stai vivendo davanti a Dio, sei distante e lontano da Lui, non ti avvicini a Lui nel tuo cuore o non fai che il tuo cuore si avvicini al Suo, e non accetti lo sguardo indagatore di Dio, e Dio lo sa! Dio è perfettamente in grado di percepire tutto questo. Perciò, quando hai il proposito e l’obiettivo di essere perfezionato da Dio, di diventare qualcuno che compie la Sua volontà, che teme Dio e fugge il male, quando sei in grado di pregare spesso e implorare per questo, quando sei in grado di vivere davanti a Dio, non lontano da Lui, e di non abbandonarLo, allora hai compreso chiaramente, e lo sa anche Dio. Alcune persone dicono: “Ho capito, ma non so se Dio lo sa”. Ciò non ha senso. Allora qual è la situazione qui? Se hai compreso chiaramente, e non sai se Dio ne sia al corrente, allora non hai alcun rapporto con Lui. Capito? Perché dico che non hai alcun rapporto con Dio? Non stai vivendo davanti a Dio, quindi sei incapace di avvertire se Dio sia con te, se ti stia guidando o proteggendo, e se ti stia rimproverando quando fai qualcosa di sbagliato. Non riesci a percepire alcuna di queste cose, allora questo significa che non stai vivendo davanti a Dio. Pensi solo con la tua testa e ti inebri dei tuoi stessi pensieri; questo è vivere nel tuo mondo e non davanti a Dio, e non c’è alcun rapporto tra te e Lui.

Come si può mantenere il rapporto con Dio? Con quali mezzi? Mediante la supplica, la preghiera e la comunione con Dio nel cuore. Questo tipo di rapporto ti permetterà di vivere sempre davanti a Dio, e così sarai una persona molto serena. Alcune persone fanno sempre cose esteriori e si occupano di questioni esteriori. Dopo un giorno o due senza impegnarsi nella vita spirituale, il loro cuore non ha alcuna percezione, e dopo tre, o cinque giorni, non ce l’ha ancora, o continua a non averla dopo uno o due mesi. Ciò significa che non pregano o non supplicano per niente e non si impegnano nella comunione spirituale. Supplicare è chiedere a Dio, quando incontri dei problemi, di aiutarti e guidarti, di provvedere a te, di illuminarti, di permetterti di capire, di lasciarti conoscere la volontà di Dio e quale sia la verità. Pregare ha una portata piuttosto ampia. A volte è dire le parole che hai nel cuore, parlare con Dio quando incontri difficoltà e dirGli le parole che sono nel tuo cuore quando diventi negativo e debole. Puoi anche pregare Dio quando sei ribelle, o parlare con Lui dei problemi che incontri ogni giorno, sia che tu riesca a risolverli o meno. Questo è pregare. L’ambito della preghiera è fondamentalmente fare una chiacchierata con Dio, a volte in orari fissi e a volte in orari non programmati, e si può fare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. La comunione spirituale, in realtà, non segue uno schema prestabilito. Forse c’è un problema, forse no; a volte ci sarà qualcosa da dire, altre no. Questa è comunione spirituale. Quando c’è una questione particolare di cui parlare con Dio, allora puoi pregare. Quando non c’è, pensa soltanto a Dio: “In che modo Dio ama l’uomo? Come Si prende cura di lui? Come lo rimprovera?” “Oh Dio, sento di aver fatto male questa cosa. Se è davvero così, rimproverami e fa’ che ne sia consapevole”. Questa è comunione spirituale, e si può fare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. A volte sei in cammino e pensi a qualcosa che rende il tuo cuore veramente triste. Non c’è bisogno che ti inginocchi o chiuda gli occhi; invece, di’ subito a Dio nel tuo cuore: “Oh Dio, prego che Tu mi guidi con questo problema. Sono debole e non riesco a risolverlo”. Il tuo cuore è agitato, e con queste poche e semplici parole Dio sa tutto al riguardo. A volte pensi alla tua famiglia, e forse dici: “Oh Dio, mi manca davvero la mia famiglia…”. Non ti manca nessuno in particolare, ti senti solo male, così parli con Dio. Non parlarne con altre persone, poiché non serve a nulla. Se ne parli con altri, potrebbe risultare che sentano la mancanza della sua famiglia più di te, e allora ti influenzano e finisci per sentire ancora di più nostalgia dei tuoi cari, e questo non ti porta alcun beneficio. Quando ne parli con Dio, allora Egli ti consolerà, ti renderà di nuovo felice e ti aiuterà a superare questo momento difficile e a uscire da questa piccola circostanza critica. Tale circostanza, questa piccola pietra sul tuo cammino, non ti farà inciampare, non ti frenerà, né inciderà sull’esecuzione dei tuoi doveri. A volte, mentre stai chiacchierando o condividendo con altri, il tuo cuore può provare all’improvviso un lieve senso di smarrimento o di disagio, così ti affretti a pregare Dio, e puoi farlo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Potrebbe non esserci nulla per cui tu voglia implorare, niente che tu voglia che Dio faccia per te o con il quale ti illumini, parla semplicemente con Lui, chiacchiera con Lui in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Che tipo di sensazione devi avere in ogni momento? Questa: Dio non mi lascia mai, è sempre al mio fianco, non mi ha mai abbandonato, e posso sentirlo. Non importa dove mi trovi o cosa stia facendo, se stia riposando o dormendo, consumando un pasto o partecipando a un incontro, o se non dica nulla per un’intera giornata mentre compio il mio dovere, nel mio cuore so che Dio mi sta conducendo per mano e che non mi ha mai lasciato. A volte, ti siedi e pensi a come hai superato questi ultimi anni, mese dopo mese, e senti nel cuore che la tua levatura morale è maturata e che è Dio che ti guida e il Suo amore che ti protegge sempre. Quando pensi questo, preghi nel tuo cuore: “Grazie, Dio!” e offri i tuoi ringraziamenti, e dici: “Sono così debole, così codardo e così profondamente corrotto. Se Tu non mi avessi guidato in questo modo, non ce l’avrei fatta fino a oggi. Grazie Dio!” Non è questa comunione spirituale? Se tu fossi così, non avresti allora tante cose da dire a Dio? Non passeresti giorni e giorni senza nulla da dire a Dio. Se non hai nulla da dirGli, significa che Dio non è nel tuo cuore. Se hai Dio nel cuore, allora puoi dirGli le cose che puoi dire ai tuoi amici intimi – Dio è il tuo più stretto confidente. Quando lasci che Dio diventi il tuo più stretto confidente, il tuo amico più intimo, la famiglia sulla quale puoi contare di più e fare il massimo affidamento, Colui che è il più degno di fiducia, il più intimo e vicino, allora sarà impossibile non avere cose da dirGli. Quando hai sempre cose da dire a Dio, non sei dunque in grado di vivere sempre davanti a Lui? Quando sei in grado di vivere sempre davanti a Dio, allora sarai in grado di percepire in ogni momento come Dio ti stia guidando, proteggendo, come Si prende cura di te, come diventa la tua pace e la tua gioia, ti dà benedizioni e ti illumina, come ti rimprovera, ti disciplina, ti punisce, giudica e castiga. Quando stai vivendo sempre davanti a Dio, il tuo cuore saprà molto chiaramente e distintamente cosa Dio sta operando in te. Non avrai un giorno in cui sarai confuso e non saprai niente, e dirai soltanto queste parole: “Credo in Dio, compio il mio dovere, partecipo agli incontri, leggo e prego ogni giorno”. Non ti atterrai meramente a tutte queste procedure né avrai questo tipo di comportamento esteriore.

Ora dovreste sapere, quindi, qual è la cosa più importante nel credere in Dio? Quando credi in Dio, se Dio non è nel tuo cuore e non hai nulla a che fare con Lui, e se non consideri Dio come il tuo familiare e confidente più intimo, più stretto, più sicuro e degno di fede, allora Dio non è il tuo Dio. Bene, adesso andate a praticare per un po’ in conformità a ciò che ho detto, e vedete se il vostro stato interiore cambierà o no. Praticate in conformità a ciò che ho detto e di certo vivrete davanti a Dio, vivrete in condizioni normali e sarete in uno stato normale. Quando lo stato di una persona è normale, solo allora le cose che esprime e rivela in ogni fase, o in mezzo a persone diverse, questioni o cose, o in ambienti diversi, saranno normali. Soltanto in questo modo la sua vita può maturare e la persona può entrare nella realtà della verità a poco a poco. Capito? (Sì.)

Note a piè di pagina:

a.Il testo originale omette “del vostro dovere”.

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