27. Fede indistruttibile

di Meng Yong, Cina

Sono una persona onesta di natura, ed è per questo motivo che sono stato sempre infastidito dalle altre persone. Di conseguenza, ho assaggiato la freddezza del mondo degli uomini e ho sentito che la mia vita era vuota e priva di significato. Dopo aver iniziato a credere in Dio Onnipotente, attraverso la lettura delle Sue parole e vivendo la vita della Chiesa, provai delle sensazioni di sincerità e gioia nel mio cuore che non avevo mai provato prima. Vedendo i fratelli e le sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente amarsi gli uni con gli altri come una famiglia, ho capito che soltanto Dio è giusto, e che esclusivamente nella Chiesa di Dio Onnipotente c’è la luce. Dopo aver sperimentato personalmente per svariati anni l’opera di Dio Onnipotente, sono arrivato ad apprezzare veramente che le parole di Dio Onnipotente possono di fatto cambiare e salvare le persone. Dio Onnipotente è amore, ed è salvezza. Affinché più persone possano godere dell’amore di Dio e ricevere la Sua salvezza, ho lottato insieme ai miei fratelli e alle mie sorelle per fare del nostro meglio per diffondere il Vangelo, ma non ci saremmo mai aspettati di essere catturati e perseguitati dal Partito Comunista.

Nel Dicembre del 2012, insieme a diversi fratelli e sorelle, guidammo verso un luogo in cui avremmo diffuso il Vangelo, e finimmo per essere denunciati da persone malvagie. Non molto tempo dopo, il governo della contea ordinò a funzionari provenienti da vari dipartimenti di ordine pubblico, come ad esempio la buoncostume, le forze di sicurezza nazionali, l’antidroga, le forze di polizia armate e il dipartimento della polizia locale, di venire con oltre dieci veicoli della polizia per arrestarci. Quando insieme a un fratello ci stavamo preparando per andare via, vedemmo sette o otto poliziotti che picchiavano selvaggiamente un altro fratello con dei manganelli. A quel punto, quattro funzionari di polizia arrivarono velocemente e bloccarono la nostra macchina. Uno dei funzionari malvagi estrasse le chiavi dell’auto senza alcuna spiegazione, e ci ordinò di rimanere immobili in macchina. In quel momento vidi che quel fratello era stato picchiato talmente tanto che era seduto per terra, incapace di muoversi. Non potei fare a meno di sentirmi pieno di giusta indignazione e mi precipitai fuori dall’auto, provando a mettere fine alla loro violenza, ma il poliziotto mi trattenne. Più tardi ci portarono alla stazione di polizia, e la nostra auto venne confiscata d’ufficio.

Quella sera, dopo le nove, vennero a interrogarmi due funzionari di polizia. Quando videro che non avrebbero potuto avere alcuna informazione utile da me, si innervosirono e si spazientirono, digrignando i denti in uno slancio di rabbia e imprecando: “Dannazione, ci occuperemo di te più tardi!” Poi mi chiusero nella sala d’attesa degli interrogatori. Alle 23:30, due funzionari mi portarono in una stanza priva di videocamere di sorveglianza. Avevo la sensazione che mi avrebbero usato violenza, quindi iniziai a pregare Dio ripetutamente nel cuore, chiedendoGli di proteggermi. In quel momento, un malvagio funzionario di polizia di cognome Jia venne a interrogarmi: “Hai viaggiato a bordo di una Volkswagen Jetta in questi ultimi giorni?” Risposi di no, e lui mi gridò furiosamente: “Altre persone ti hanno già visto, e tuttavia lo neghi ancora?” Dopo avere detto queste parole, mi schiaffeggiò in volto con cattiveria. Tutto quello che riuscii a sentire fu un dolore bruciante sulla mia guancia. Poi mi urlò a gran voce: “Vediamo quanto sei tosto!” Mentre parlava, prese un’ampia cintura e continuò a usarla per frustarmi sulla faccia, non so quante frustate mi inferse, ma non potevo fare altro che gridare di dolore più e più volte. Dopo aver visto tutto questo, mi misero la cintura attorno alla bocca. Alcuni funzionari malefici poi posarono una coperta sul mio corpo, prima di colpirmi ferocemente con i loro manganelli, fermandosi soltanto quando erano troppo stanchi, per prendere fiato. Ero stato picchiato così forte che mi girava la testa e avevo il corpo tanto indolenzito, come se ogni osso fosse stato frantumato. In quel momento non sapevo perché mi stessero trattando così, ma più tardi scoprii che mi avevano messo addosso una coperta per evitare che i pugni mi lasciassero dei segni sulla pelle. Lasciarmi in una stanza senza videosorveglianza, imbavagliarmi e coprirmi con una coperta: avevano fatto tutto questo perché avevano paura che le loro azioni perverse fossero rese pubbliche. Non ho mai pensato che i dignitosi “poliziotti della gente” potessero essere così perfidi e feroci! Quando tutti e quattro si stancarono di picchiarmi, scelsero un altro metodo per torturarmi: due funzionari malvagi mi storsero un braccio, tirandolo energicamente verso l’alto, mentre altri due malvagi funzionari mi sollevavano l’altro braccio al di sopra della spalla verso il dorso, premendolo poi con forza. Ciò nonostante, non riuscivano a unirmi le mani, e così mi spinsero perfidamente un ginocchio nel braccio. Tutto quello che sentii fu un “clic”, ed ebbi la sensazione che mi fossero state staccate le braccia. Il dolore era così forte che ero quasi sul punto di spirare. Questo tipo di metodo di tortura era denominato “Portare una spada sulla schiena”, qualcosa che la gente normale non sarebbe minimamente in grado di sopportare. Non impiegai molto tempo a perdere la sensibilità in entrambe le mani, ma ciò non era ancora sufficiente a farli desistere, e così mi ordinarono di inginocchiarmi per aumentare la mia sofferenza. Soffrivo così tanto che tutto il mio corpo cominciò a sudare freddo, sentivo uno scampanellio in testa e cominciavo a perdere coscienza. Pensai: “In tutti questi anni nella mia vita, non ho mai avuto la sensazione di essere incapace di controllare il mio stato di coscienza. Sto per morire?” Più tardi non ce la facevo davvero più, e così pensai di cercare sollievo attraverso la morte. In quel momento, la parola di Dio mi illuminò dal di dentro: “Oggi, la maggior parte della gente non ha quella consapevolezza. Crede che la sofferenza sia priva di valore, […] La sofferenza di alcune persone raggiunge un livello estremo e i loro pensieri si rivolgono alla morte. Questo non è il vero amore di Dio; questa gente è vigliacca, non ha la perseveranza, è debole e incapace!” (“Solamente affrontando prove dolorose puoi conoscere l’amabilità di Dio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi fecero improvvisamente svegliare e capire che il mio modo di pensare non era conforme alle intenzioni divine, e avrebbe soltanto intristito e deluso Dio. Poiché in mezzo a questo dolore e a questa sofferenza, Dio non vuole vedermi cercare la morte, ma che io riesca a fare affidamento sulla Sua guida per portarGli testimonianza e per lottare contro Satana, mortificandolo e sconfiggendolo. Cercare la morte vorrebbe dire cadere proprio nella trama di Satana, e comporterebbe la mia incapacità di portare testimonianza, diventando invece un marchio di vergogna. Dopo aver compreso le intenzioni di Dio, Lo pregai in silenzio: “Oh Dio! La realtà ha mostrato che la mia natura è troppo debole. Non ho la volontà e il coraggio di soffrire per Te e volevo morire solo per un po’ di dolore fisico. Adesso io non voglio sfuggirgli e devo rendere testimonianza e soddisfarTi, a prescindere da quanta sofferenza io debba sopportare, ma in questo momento il mio corpo fisico è estremamente debole e sofferente, e so che è molto difficile superare le bastonate di questi demoni da solo. Per favore, dammi più sicurezza e forza in modo che io possa affidarmi a Te per sconfiggere Satana. Giuro sulla mia vita che non Ti tradirò, e non tradirò nemmeno i miei fratelli e le mie sorelle”. Dopo aver ripetutamente pregato Dio, il mio cuore si mise lentamente a suo agio. Il poliziotto malvagio vide che respiravo a fatica, e se fossi morto temevano di doversi fare carico della responsabilità, e quindi vennero a togliermi le manette. Ma le mie braccia si erano già irrigidite, e le manette erano così strette che erano diventate molto difficili da staccare. Se avessero usato più forza, mi avrebbero rotto le braccia. I quattro poliziotti malefici impiegarono svariati minuti per rimuovere le manette prima di riportarmi nella sala d’attesa degli interrogatori.

Il pomeriggio seguente, la polizia mi attribuì arbitrariamente un “reato penale” e mi riportò a casa per perquisirla, e poi mi spedì in un centro di detenzione. Non appena entrai nel centro di detenzione, quattro guardie carcerarie mi confiscarono il giubbotto di cotone, i pantaloni, gli stivali, l’orologio e i 1.300 yuan in contanti che avevo. Mi fecero indossare l’uniforme standard della prigione e mi costrinsero a spendere 200 yuan per acquistare da loro una coperta. Successivamente, le guardie carcerarie mi rinchiusero a chiave con rapinatori a mano armata, assassini, stupratori e trafficanti di droga. Quando entrai nella mia cella, vidi dodici prigionieri pelati che mi guardavano con ostilità. L’atmosfera era oscura e terrificante, e immediatamente sentii il cuore salirmi in gola. Due dei boss della cella camminarono verso di me e mi chiesero: “Perché sei qui dentro?” Risposi: “Per aver diffuso il Vangelo”. Senza aggiungere altro, uno di loro mi diede uno schiaffo in faccia due volte, e disse: “Sei un ‘Vescovo’, non è vero?” Gli altri prigionieri iniziarono tutti a ridere barbaramente e mi presero in giro, chiedendomi: “Perché non fai in modo che il tuo Dio ti salvi da qui?” Tra il beffardo e il ridicolo, il boss della cella mi schiaffeggiò qualche altra volta. Da allora mi soprannominarono “Il Vescovo” e spesso mi umiliarono e mi derisero. L’altro boss della cella vide le pantofole che indossavo e gridò con arroganza: “Non conosci neanche il posto che ti compete. Sei degno di indossare queste scarpe? Toglitele!” Dopo aver detto queste parole, mi forzò a toglierle e a indossare un paio delle loro pantofole consumate. Diedero via anche la mia coperta per condividerla con gli altri prigionieri. Quei prigionieri lottarono avanti e indietro per la mia coperta, e alla fine mi lasciarono con una vecchia coperta che era sottile, strappata, sporca e puzzolente. Istigati dalle guardie carcerarie, questi prigionieri mi sottoposero a ogni sorta di sofferenza e tormento. La luce era sempre accesa nella cella di notte, ma un boss mi disse con un sorrisetto malefico: “Spegni quella luce per me”. Dato che non fui in grado di farlo (non c’era neppure un interruttore), iniziarono a ridermi in faccia e a prendermi di nuovo in giro. Il giorno dopo, alcuni prigionieri giovani mi costrinsero a stare in un angolo e a memorizzare le regole del carcere, minacciandomi: “Te la faremo vedere noi se non le memorizzi entro due giorni”. Non potevo fare a meno di essere terrorizzato, e quanto più pensavo a quello che avevo passato negli ultimi giorni, tanto più mi spaventavo. Quindi io continuai a chiamare Dio a gran voce e implorandoGli di proteggermi in modo da poter superare quella situazione. In quel momento, pensai ad un inno delle parole di Dio: “Quando sopraggiungono le prove, sai ancora amare Dio; a prescindere dal fatto che tu affronti la detenzione, la malattia, lo scherno o la calunnia da parte degli altri o l’impressione di non avere alcuna via d’uscita, riesci ancora ad amare Dio. Ciò significa che il tuo cuore si è rivolto a Lui” (“Il tuo cuore si è rivolto a Dio?” in “Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi”). La parola di Dio mi diede forza e mi indicò un sentiero da seguire – ricercare il Dio amorevole e rivolgere il mio cuore verso di Lui! In quel momento, tutto divenne improvvisamente chiarissimo nel mio cuore: Dio permetteva che mi toccasse vivere questa sofferenza non per tormentarmi né per farmi patire intenzionalmente, ma per allenarmi a rivolgere il mio cuore verso di Lui in un ambiente del genere, affinché io potessi resistere al controllo delle influenze oscure di Satana e il mio cuore potesse ancora essere vicino a Lui e amarLo, non lamentandosi mai e obbedendo sempre alle Sue orchestrazioni e disposizioni. Tenendo a mente tutto questo, non avevo più paura. Comunque la polizia e i prigionieri mi trattassero, tutto ciò di cui mi preoccupavo era di dare me stesso a Dio; non avrei mai ceduto a Satana.

La vita in prigione è praticamente paragonabile all’inferno sulla terra. Le guardie carcerarie continuavano a elaborare dei modi per torturare le persone: venivo spinto insieme a tanti altri prigionieri durante il riposo notturno. Perfino rigirarsi nel letto era difficile. Dal momento che ero l’ultimo arrivato, dovetti addirittura dormire accanto ai servizi igienici. Dopo essere stato arrestato, non ero riuscito a dormire per diversi giorni ed ero diventato talmente insonnolito da non reggere la stanchezza e finire per appisolarmi. I prigionieri di turno che facevano la guardia venivano a importunarmi, colpendomi intenzionalmente sulla testa fino a farmi svegliare prima di andarsene. C’era un prigioniero che deliberatamente mi svegliò e provò a prendere i miei mutandoni. Dopo colazione il giorno dopo, il capo della cella mi chiese di strofinare i pavimenti ogni giorno. Erano i giorni più freddi dell’anno e non c’era acqua calda, quindi potevo usare soltanto l’acqua fredda per il panno della pulizia. Il boss mi aveva anche ordinato di pulire in questo modo tutti i giorni. Poi, svariati rapinatori a mano armata mi fecero memorizzare le regole del carcere. Se non fossi riuscito a memorizzarle, mi avrebbero preso a pugni e a calci; essere schiaffeggiato sul viso era ancora più comune. Di fronte a un ambiente del genere, mi sentivo davvero miserabile. La sera, mi tiravo la coperta sulla testa e pregavo in silenzio: “Oh Dio, hai permesso che mi toccasse vivere in questo ambiente, quindi le Tue buone intenzioni devono nascondersi qui dentro. Per favore svelamele”. In quel momento, le parole di Dio mi illuminarono: “Ammiro i gigli che fioriscono sulle colline. I fiori e l’erba ricoprono i pendii, ma i gigli danno lustro alla Mia gloria in terra prima dell’arrivo della primavera; l’uomo è forse in grado di realizzare tanto? Potrebbe renderMi testimonianza in terra prima del Mio ritorno? Potrebbe votarsi al Mio nome nel paese del gran dragone rosso?” (Capitolo 34 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). Sì, io e i fiori e i prati siamo creature di Dio. Dio ci ha creati per mostrarLo, per glorificarLo. I gigli sono in grado di dare lucentezza alla gloria di Dio sulla terra prima che arrivi la primavera, compiendo così il loro dovere come creature di Dio. Il mio dovere oggi è obbedire all’orchestrazione di Dio e portarGli testimonianza davanti a Satana. Adesso io sopporto tutta questa sofferenza e questa umiliazione non perché abbia commesso un reato, ma per l’amore del nome di Dio. Sopportare questa sofferenza è glorioso. Quanto più Satana mi umilia, tanto più devo stare a fianco di Dio e amarLo. In questo modo, Dio può conquistare la gloria, e io avrei compiuto il dovere che avrei dovuto compiere. Finché Dio è felice e compiaciuto, anche il mio cuore riceverà conforto. Sono intenzionato a sopportare la sofferenza finale per soddisfare Dio e lasciare che tutto sia orchestrato da Lui. Quando iniziai a pensare in questa maniera, mi sentii particolarmente commosso nel cuore, e ancora una volta fui incapace di controllare le mie lacrime: “Oh Dio, Tu sei troppo adorabile! Ti seguo da così tanti anni, ma non ho mai sentito il Tuo tenero affetto come oggi, né mi sono mai sentito vicino a Te come succede oggi”. Dimenticai completamente la mia sofferenza personale e mi immersi in questo sentimento di commozione per un lungo, lungo periodo…

Il sesto giorno le temperature erano molto basse nella prigione. Poiché il perfido poliziotto aveva confiscato il mio cappotto di cotone, indossavo soltanto un paio di mutandoni, e finii per prendermi un raffreddore. Riportai una febbre alta e non riuscivo a smettere di tossire. La notte mi avvolgevo in una coperta logora, sopportando il tormento della malattia e nel contempo pensando agli infiniti maltrattamenti e all’abuso perpetrati dai prigionieri nei miei confronti. Mi sentivo molto desolato e indifeso. Proprio quando la mia miseria aveva raggiunto una certa portata, pensai alla genuina e sincera preghiera di Pietro dinanzi a Dio: “Se mi infliggi la malattia e mi togli la libertà posso continuare a vivere, ma se il Tuo castigo e giudizio mi lasciassero non avrei alcuna possibilità di continuare a vivere. Se fossi senza il Tuo castigo e giudizio, avrei perso il Tuo amore, un amore che è troppo profondo perché io lo possa esprimere a parole. Senza il Tuo amore, vivrei sotto il dominio di Satana e non sarei in grado di vedere il Tuo volto glorioso. Come potrei continuare a vivere?” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole mi diedero fede e forza. Pietro non pensò a nulla di sofferenza fisica. Ciò di cui fece tesoro, ciò di cui davvero si curava, era il giudizio e castigo di Dio. Ciò che perseguiva era l’esperienza del giudizio e castigo di Dio così egli poté essere purificato e alla fine raggiunse l’obbedienza anche fino alla morte, e l’amore supremo verso Dio. Sapevo che avrei dovuto adottare la stessa ricerca come Pietro, che Dio mi ha permesso di essere posizionato in quella situazione. Anche se stavo vivendo sofferenza fisica, è stato l’amore di Dio a venire su di me. Dio voleva perfezionare la mia fede e la mia determinazione di fronte alla sofferenza. Fui davvero mosso una volta aver compreso le sincere intenzioni di Dio e odiai quanto fossi smidollato, ed egoista. Sentivo che avevo un enorme debito con Dio per non essere stato attento alla Sua volontà, e giurai che non aveva importanza quanto grande fosse stata la mia sofferenza, avrei reso testimonianza e soddisfatto Dio. Il giorno successivo, la mia febbre alta miracolosamente si abbassò. Ringraziai Dio nel mio cuore.

Una sera, un venditore si avvicinò alla finestra e il boss della cella comprò una grande quantità di prosciutto, carne di cane, cosce di pollo, eccetera. Alla fine, mi ordinò di pagare. Dissi di non avere il denaro, e così lui mi rispose con cattiveria: “Se non hai i soldi, ti tormenterò lentamente!” L’indomani mi fece lavare le lenzuola, i vestiti e i calzini. Anche i secondini del carcere mi fecero lavare i loro calzini. Dovetti sopportare le loro botte quasi ogni giorno. Ogniqualvolta non ne potevo più, pensavo alle parole di Dio: “Devi compiere il tuo dovere finale per Dio durante il tuo periodo in terra. Nel passato, Pietro fu crocifisso a testa in giù per Dio; tuttavia, tu alla fine devi soddisfare Dio ed esaurire tutte le tue energie per Dio. Che cosa può fare per Dio una creatura? Così devi donarti alla mercé di Dio al più presto. Finché Dio è contento e soddisfatto, lasciaGli fare ciò che vuole. Che diritto hanno gli uomini di lamentarsi?” (Capitolo 41 di “Interpretazione dei misteri delle ‘Parole di Dio all’intero universo’” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi davano forza. Malgrado di tanto in tanto fossi ancora oggetto di attacchi, abusi, condanne e botte da parte dei prigionieri, con la guida delle parole di Dio, ero confortato all’interno e non mi sentivo più dolorante.

 Una volta, un secondino mi portò nel suo ufficio. Una volta giunto lì, vidi più di una dozzina di persone che mi fissava con occhi curiosi. Uno di loro teneva in mano una videocamera davanti a me alla mia sinistra, mentre un altro mi si avvicinò con in mano un microfono, e mi chiese: “Perché credi in Dio Onnipotente?” Fu allora che mi resi conto che si trattava di un’intervista con i media, quindi risposi con orgogliosa umiltà: “Da quando ero piccolo, sono spesso stato oggetto di atti di bullismo e della freddezza della gente, e ho visto persone ingannarsi a vicenda e approfittarsi le une delle altre. Pensai che questa società fosse troppo oscura, eccessivamente pericolosa; le persone stavano vivendo vite vuote e inutili, senza nulla in cui sperare e senza obiettivi da raggiungere. Successivamente, quando qualcuno mi predicò il Vangelo di Dio Onnipotente, iniziai a crederci. Dopo aver creduto in Dio Onnipotente, ho percepito che altri fedeli mi trattavano come se fossi un loro familiare. Nessuno nella Chiesa di Dio Onnipotente trama contro di me. Tutti sono vicendevolmente comprensivi e premurosi. Si prendono cura gli uni degli altri, e non hanno paura di dire quello che pensano. Nella parola di Dio Onnipotente ho trovato lo scopo e il valore della vita. Penso che credere in Dio sia piuttosto bello”. Il giornalista poi mi chiese: “Sai perché sei qui?” Risposi: “Da quando credo in Dio Onnipotente, mi preoccupo meno della reputazione e dei benefici terreni e sento che certe cose sono vuote e prive di significato. Solo se riesco a essere una brava persona e a intraprendere il giusto cammino vivrò in modo virtuoso. Il mio cuore si sta volgendo sempre più verso la gentilezza, e sono sempre più disposto a essere una brava persona. Vedendo come la parola di Dio Onnipotente può realmente cambiare le persone e guidarle affinché intraprendano il giusto cammino, pensai che se tutta l’umanità potesse credere in Dio, allora anche il nostro paese sarebbe molto più ordinato, e il tasso di criminalità potrebbe pure ridursi. Pertanto, decisi di comunicare questa bella notizia ad altre persone, ma non avrei mai pensato che un’azione così buona potesse essere vietata in Cina. E quindi sono stato arrestato e condotto qui”. Il giornalista vide che le mie risposte non erano vantaggiose per lui, e così mise immediatamente fine all’intervista, si girò e andò via. In quel momento, il vicecapo della Brigata per la Sicurezza Nazionale era così furioso che continuava a battere i piedi. Mi fissò con cattiveria, digrignando i denti e sussurrando: “Aspetta e vedrai!”, ma non avevo per niente paura di tutte le sue minacce o intimidazioni. Al contrario, mi sentivo profondamente onorato di essere stato in grado di portare testimonianza a Dio in un’occasione del genere, e inoltre Gli resi gloria per l’esaltazione del Suo nome e la sconfitta di Satana. Al mattino, un secondino consegnò specificamente un foglio di giornale. I detenuti sorridevano in modo orribile, mentre usavano un tono beffardo per leggere le parole scritte sul giornale, insultando e bestemmiando Dio Onnipotente. Dentro di me ero così furioso che cominciai a digrignare i denti. I detenuti si avvicinarono per chiedermi quale fosse il problema, e io dissi ad alta voce: “Questa è una calunnia del Partito Comunista!” Ascoltando questi prigionieri, che si limitavano a seguire la folla, diffamando la verità e bestemmiando Dio, parlando lo stesso linguaggio del diavolo, mi sembrò di vedere l’approssimarsi della loro fine. Poiché il peccato della bestemmia contro Dio non verrà mai perdonato, chiunque offenda la Sua indole, riceverà il castigo e la punizione più pesanti!

Così facendo, il Partito Comunista sta portando tutto il popolo cinese verso il suo destino finale, mostrando completamente il suo vero volto di demone mangia-anime! Più tardi il funzionario di polizia che si occupava del mio caso mi interrogò di nuovo. Stavolta non usò la tortura per provare a estorcermi una confessione, e invece cambiò modo di porsi, usando una faccia “gentile” per chiedermi: “Chi è il tuo leader? Ti darò un’altra possibilità. Se ce lo dici, tutto si risolverà per il meglio per te. Dimostrerò di avere grande clemenza nei tuoi riguardi. Eri comunque innocente, ma altre persone ti hanno tradito. Quindi perché dovresti coprirle? Sembri una persona così ben educata. Perché devi dare la tua vita per loro? Se ce lo dici, potrai tornare a casa. Perché restare qui a soffrire?” Questi ipocriti dalla doppia faccia avevano visto che l’approccio duro non funzionava, e quindi decisero di optare per quello morbido. Conoscono davvero tanti trabocchetti scaltri, e sono grandi maestri di manovre e macchinazioni! Vedere quella sua faccia da ipocrita riempì il mio cuore di odio per questa manica di demoni. Gli dissi: “Le ho raccontato tutto quello che so, non so altro”. Osservando il mio atteggiamento risoluto, si rese conto che non avrebbe potuto estorcermi nessuna informazione, e quindi si allontanò avvilito.

Dopo aver trascorso mezzo mese in carcere, venni rilasciato soltanto dopo che la polizia chiese alla mia famiglia di pagare 8.000 yuan di cauzione, ma mi avvisarono di non andare da nessuna parte, e mi dissero di restare a casa e garantire la mia reperibilità. Il giorno del mio rilascio, i secondini non mi diedero niente da mangiare intenzionalmente, mentre i detenuti dissero: “Il tuo Dio è straordinario. Noi non eravamo malati, ma qui lo siamo diventati tutti. Tu sei venuto qui pieno di malattie, ma adesso stai uscendo completamente sano. Buon per te!” In questo momento, il mio cuore diventò ancora più grato e pieno di gloria verso Dio! Mio zio lavora come guardia carceraria. Continuò a sospettare che fossi stato rilasciato perché mio padre aveva una relazione speciale con qualcuno potente, perché in caso contrario non ci sarebbe mai stata la possibilità che fossi rilasciato da un carcere di massima sicurezza nel giro di mezzo mese: avrei dovuto trascorrervi almeno tre mesi. Tutta la mia famiglia sapeva molto bene che questo era stato determinato dall’onnipotenza di Dio, che stava svelando la Sua meravigliosa opera su di me. Vidi chiaramente che questa era la contesa tra Dio e Satana. A prescindere da quanto sia selvaggio e feroce, Satana sarà sempre sconfitto da Dio. Da allora in poi, mi convinsi che ogni cosa che incontravo facesse parte del disegno di Dio. Più tardi, su un’accusa infondata di “disturbo dell’ordine sociale”, il PCC mi condannò a un anno di reclusione a tempo determinato, e fui sospeso per due anni.

Dopo aver sperimentato questa persecuzione e queste tribolazioni, avevo raggiunto un livello di comprensione sufficiente per riuscire a discernere l’essenza malvagia dell’ateo Partito Comunista Cinese, e avevo sviluppato un odio radicato nei suoi confronti. Tutto ciò che fa è usare metodi violenti per mantenere il suo status dominante, colpendo e sopprimendo tutte le giuste cause, e detestando la verità all’estremo. È il più grande nemico di Dio. Allo scopo di raggiungere il suo obiettivo di controllare permanentemente le persone, non si ferma davanti a niente pur di ostacolare e distruggere l’opera di Dio sulla terra, sopprimendo furiosamente e perseguitando coloro che credono in Dio, usando il bastone e la carota, portando gli altri a obbedire ai suoi ordini, dicendo una cosa e facendone un’altra, e nascondendo inganni e complotti in ogni occasione. Il contrasto che esso evidenzia mi permette di vedere ancora meglio che soltanto la parola di Dio può portare vita alle persone nei momenti di sofferenza. Quando qualcuno è all’estremo della disperazione o a un passo dalla morte, la parola di Dio è come acqua vitale, che alimenta gli aridi cuori della gente. È anche un elisir miracoloso che può curare le ferite delle anime delle persone, salvandole dal pericolo, nutrendo le loro vite con fiducia e coraggio, e portando loro un’energia illimitata, permettendogli di godere della dolcezza della parola di Dio in mezzo alla loro sofferenza, cosa che può dare conforto alle loro anime, e far loro sentire che la vitalità della parola di Dio è inesauribile e infinita. Grazie a Dio per avermi protetto attraverso i giorni più bui e difficili. Il Suo amore per me è troppo grande!

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