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55. Come prese forma la Bibbia? Che tipo di libro è esattamente?

La risposta viene dalla parola di Dio:

Le opere registrate nell’Antico Testamento evidenziano l’opera di Jahvè in Israele, mentre quanto è scritto nel Nuovo Testamento è l’opera di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento attesta il lavoro di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è il frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Quando ebbe inizio la nuova opera, questi libri divennero antiquati e, dunque, anche il Nuovo Testamento è un libro storico. Certamente non è così sistematico come l’Antico Testamento, né documenta così tante imprese.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola appare nella carne

Nei tempi passati, prima dell’Età della Grazia, le persone leggevano la Bibbia, ma in quel periodo c’era solo l’Antico Testamento e non il Nuovo. Poiché esisteva l’Antico Testamento della Bibbia, gli uomini iniziarono a leggere le Sacre Scritture. Quando si concluse la guida di Jahvè, Mosè scrisse la Genesi, l’Esodo e il Deuteronomio… Egli ricordò l’opera di Jahvè in quelle occasioni e la mise per iscritto. La Bibbia è un libro di storia. Naturalmente contiene anche alcuni presagi dei profeti e, ovviamente, queste predizioni non sono in alcun modo storia. La Bibbia comprende diverse parti, non ci sono solo le profezie o l’opera di Jahvè, e nemmeno soltanto le lettere di Paolo. Bisogna che tu conosca di quante parti si compone. Include l’Antico Testamento, che contiene la Genesi, l’Esodo, ecc. e ci sono anche i libri scritti dai profeti. Alla fine, l’Antico Testamento termina con il Libro di Malachia. La Bibbia annota l’opera dell’Età della Legge, che venne condotta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di una documentazione completa di tutto l’operato dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento documenta tutto ciò che venne vissuto dagli uomini guidati da Jahvè durante l’Età della Legge. Nell’epoca dell’Antico Testamento, i numerosi profeti suscitati da Jahvè pronunciarono profezie per Lui, fornirono istruzioni alle varie tribù e nazioni e predissero l’opera che Jahvè avrebbe compiuto. Queste persone, che vennero innalzate e ricevettero tutte lo Spirito della profezia da Jahvè, furono in grado di vedere le visioni tramite Lui e di udire la Sua voce, e furono, dunque, ispirate da Lui a scrivere profezie. L’attività che svolsero era la manifestazione della voce di Jahvè, l’opera della profezia che compirono in Suo nome, e tale azione, all’epoca, era semplicemente una guida per le persone utilizzando lo Spirito; Jahvè non divenne carne e l’umanità non vide il Suo volto. Per svolgere il Suo operato Egli, dunque, innalzò molti profeti e donò loro oracoli che essi trasmisero a ogni tribù e gruppo di Israele. Il loro compito era quello di profetizzare e alcuni di loro trascrissero le indicazioni ricevute da Jahvè per mostrarle agli altri. Egli innalzò queste persone per raccontare profezie, predire l’opera del futuro o il lavoro ancora da realizzare in quel periodo, in modo che gli individui potessero contemplare la Sua meraviglia e la Sua saggezza. Questi libri di profezie erano abbastanza diversi dagli altri libri della Bibbia; si trattava di parole pronunciate o scritte da coloro ai quali venne dato lo Spirito della profezia, quanti avevano ricevuto la visione o la voce da Jahvè. A parte i libri delle profezie, tutto il resto dell’Antico Testamento venne messo per iscritto dall’uomo dopo che Jahvè ebbe portato a termine la Sua opera. Questi libri non possono sostituire le predizioni pronunciate dai profeti ispirati da Jahvè, proprio come la Genesi e l’Esodo non possono essere paragonati al Libro di Isaia e a quello di Daniele. Le profezie furono previste prima che l’opera fosse realizzata, mentre gli altri libri vennero scritti dopo il suo completamento, che rappresentava ciò di cui erano capaci gli uomini. I profeti di quel tempo erano ispirati da Jahvè e riferirono profezie, dissero molte parole, prevedendo cose dell’Età della Grazia, come pure la distruzione del mondo negli ultimi giorni: l’opera che Jahvè aveva progettato di realizzare. I libri restanti documentano tutti l’opera realizzata da Jahvè in Israele. Così, quando leggi la Bibbia, stai studiando principalmente ciò che Egli fece in Israele; l’Antico Testamento, in primo luogo, documenta l’opera di Jahvè alla guida di Israele, il Suo impiego di Mosè per condurre gli Israeliti fuori dall’Egitto, liberandoli dalle catene del Faraone, e portandoli nel deserto, oltrepassato il quale entrarono in Canaan. Quanto seguì costituì la loro vita in Canaan. Tutto, a parte questo, è il resoconto dell’opera di Jahvè in ogni parte di Israele. Quanto viene descritto nell’Antico Testamento rappresenta l’operato di Jahvè in questa regione, nella quale Egli creò Adamo ed Eva. Da quando Dio iniziò ufficialmente a guidare gli uomini sulla terra dopo Noè, tutto ciò che è scritto nell’Antico Testamento è il lavoro in Israele. E perché non vi è documentata nessuna azione al di fuori di Israele? Perché questa terra è la culla del genere umano. In principio, non esistevano altri paesi a parte Israele e Jahvè non operava in nessun altro luogo. In tal senso, ciò che viene annotato nella Bibbia è soltanto l’operato in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia e Ezechiele… predicono l’altra Sua opera sulla terra, il lavoro di Jahvè Dio. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, ogni altra cosa è una documentazione delle esperienze umane riguardo all’opera di Jahvè in quel periodo.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola appare nella carne

Che tipo di libro è la Bibbia? L’Antico Testamento rappresenta l’opera di Dio durante l’Età della Legge e Ne documenta tutto l’operato durante quell’età e durante la creazione. Tutto di esso racconta dell’opera realizzata da Jahvè e alla fine ne tira le fila con il Libro di Malachia. L’Antico Testamento documenta due parti dell’operato divino: una è l’opera della creazione e l’altra è l’emanazione delle leggi. Entrambe vennero realizzate da Jahvè. L’Età della Legge rivela l’opera divina sotto il Suo nome; si tratta della totalità dell’opera, compiuta, essenzialmente, nel nome di Jahvè. L’Antico Testamento mette, quindi, per iscritto la Sua opera e il Nuovo Testamento documenta l’opera di Gesù, che venne realizzata principalmente nel Suo nome. Buona parte del significato del nome di Gesù e del Suo operato sono documentati nel Nuovo Testamento. All’epoca dell’Antico Testamento, Jahvè edificò il tempio e l’altare in Israele, guidando la vita degli Israeliti sulla terra e dimostrando che essi erano il Suo popolo eletto; il primo gruppo di persone che selezionò sulla terra e che erano compatibili con il Suo cuore; il primo gruppo che Egli condusse personalmente; le dodici tribù di Israele erano, cioè, i primi eletti di Jahvè, e così Dio operò sempre in loro, fino a quando non si concluse l’opera di Jahvè dell’Età della Legge. La seconda fase fu quella dell’Età della Grazia del Nuovo Testamento, attuata in seno alla tribù di Giuda, una delle dodici tribù di Israele. Che l’ambito dell’opera sia inferiore si deve al fatto che Gesù era Dio fattoSi carne. Gesù operò unicamente nella regione della Giudea e solamente per tre anni e mezzo; in tal modo ciò che viene documentato nel Nuovo Testamento è dunque ben lungi dall’essere in grado di superare la quantità di operato annotato nell’Antico Testamento. L’opera di Gesù dell’Età della Grazia è documentata soprattutto nei quattro Vangeli. Il cammino percorso dal popolo di quest’epoca fu composto di cambiamenti molto più superficiali nella loro indole di vita, la maggior parte dei quali viene indicata nelle epistole.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola appare nella carne

In quell’epoca, Gesù aveva svolto molto lavoro incomprensibile ai Suoi discepoli e per il quale non aveva fornito alcuna spiegazione. Dopo la Sua dipartita i discepoli iniziarono a predicare e ad agire ovunque e, per il bene di quella fase dell’opera, cominciarono a scrivere le lettere e i libri del Vangelo. Questi ultimi, contenuti nel Nuovo Testamento, vennero messi per iscritto venti o trent’anni dopo che Gesù era stato crocifisso. Prima, il popolo d’Israele leggeva solo l’Antico Testamento, cioè, fino all’Età della Grazia, il popolo leggeva l’Antico Testamento. Il Nuovo Testamento apparve soltanto durante l’Età della Grazia, non esisteva quando Gesù era in azione; le persone documentarono il Suo operato dopo che Egli risorse e ascese al cielo. Solo allora comparvero i quattro Vangeli, oltre ai quali si annoverarono anche le lettere di Paolo e di Pietro, come pure l’Apocalisse. Solamente dopo trecento anni che Gesù era asceso al cielo, quando le generazioni successive raccolsero i loro resoconti, nacque il Nuovo Testamento. Unicamente dopo che quest’opera venne portata a termine, apparve il Nuovo Testamento; non esisteva in precedenza. Dio compì tutta quell’opera e l’apostolo Paolo realizzò tutto quell’operato, e in seguito le lettere di Paolo e di Pietro vennero unite e la più grande visione documentata da Giovanni nell’isola di Patmos venne inserita per ultima, perché profetizzava l’opera degli ultimi giorni. Furono tutti provvedimenti delle generazioni successive e sono diversi dalle parole odierne. … Quello che annotarono si può dire sia stato conforme al loro livello di istruzione e alla levatura umana. Quello che documentarono furono le esperienze umane, ognuno aveva i propri mezzi per annotare e conoscere e ogni resoconto era diverso. Quindi, se adori la Bibbia come Dio sei incredibilmente ignorante e stolto!

da “In merito alla Bibbia (3)” in La Parola appare nella carne

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