Responsabilità di leader e lavoratori (2) Parte 1
Rivediamo innanzitutto l’argomento principale della nostra condivisione dell’ultima riunione. (L’ultima volta hai elencato le quindici responsabilità dei leader e dei lavoratori e hai condiviso principalmente sulle prime due: la prima è quella di guidare le persone a nutrirsi delle parole di Dio e a capirle, e ad accedere alla realtà delle parole di Dio; la seconda è quella di conoscere lo stato di ogni genere di persone e risolvere varie difficoltà relative all’accesso alla vita da loro incontrate nella vita reale. Sulla base di questi due temi, hai analizzato le manifestazioni pertinenti dei falsi leader.) Avete mai riflettuto su quale di queste due responsabilità sapreste assolvere se foste leader? Molte persone sentono sempre di possedere una certa dose di levatura, intelligenza e senso del fardello, e di conseguenza desiderano competere per diventare leader e non vogliono essere semplici seguaci. Quindi, prima di tutto, valuta se sei in grado di assolvere queste due responsabilità e quale delle due sei più capace di assolvere e sai assumerti. Non parliamo per ora del fatto che tu possieda o meno la levatura per diventare un leader, oppure queste capacità lavorative o il senso del fardello, e guardiamo prima se sei in grado di assolvere bene queste due responsabilità. Avete mai riflettuto su tale questione? Alcuni potrebbero dire: “Non ho intenzione di diventare un leader, quindi perché dovrei rifletterci? Devo solo fare bene il mio lavoro, questa questione non ha nulla a che vedere con me. In questa vita non voglio assolutamente essere un leader né voglio assumermi le responsabilità di un leader o di un lavoratore, quindi non ho alcun bisogno di riflettere su questioni simili”. Questa affermazione è corretta? (No.) Anche se non vuoi essere un leader, non hai comunque bisogno di sapere quanto bene il tuo leader sta assolvendo queste due responsabilità, se ha adempiuto alle sue responsabilità, se possiede la levatura, le capacità e il senso del fardello necessari e se soddisfa questi due requisiti? Se non comprendi o non sai capire a fondo queste cose e il tuo leader ti condurrà in una fossa, ne sarai consapevole? Se ti limiti a seguirlo in modo confuso e sei solo uno sprovveduto, se non sai che è un falso leader, o che ti sta portando fuori strada, e neppure dove ti sta guidando, allora sarai in pericolo. Poiché non comprendi la portata delle responsabilità dei leader e dei lavoratori e non possiedi discernimento dei falsi leader, lo seguirai in modo confuso e farai qualsiasi cosa ti chieda di fare, senza sapere se ciò che condivide con te sia in linea con la verità contenuta nelle parole di Dio o se sia la realtà. Penserai che poiché ha entusiasmo, si dà molto da fare, lavora duramente dall’alba al tramonto ed è in grado di pagare un prezzo, e poiché, quando qualcuno è in difficoltà, gli dà una mano per assisterlo e non lo ignora, allora sia un leader all’altezza degli standard. Non sai che i falsi leader sono sprovvisti dell’abilità di comprendere le parole di Dio, che, per quanto a lungo lavorino, non capiranno le intenzioni di Dio né sapranno quali sono le Sue richieste, che non saranno nemmeno in grado di discernere cosa sono le dottrine e cosa le verità realtà, non sapranno comprendere le parole di Dio e la verità in modo puro, né sapranno nutrirsi delle parole di Dio; questo rende evidente che sono dei falsi leader. I falsi leader non ottengono risultati nel lavoro che svolgono. Condivideranno con te e se la sbrigheranno, ma non avranno affatto chiaro in quale stato tu ti trovi, quali difficoltà tu stia affrontando e se siano state effettivamente risolte o meno, e nemmeno tu stesso saprai queste cose. Esteriormente, avranno letto le parole di Dio e condiviso con te sulla verità, ma tu starai ancora vivendo in uno stato sbagliato senza alcuna inversione di rotta. Qualsiasi difficoltà incontrerai, essi sembreranno assolvere le loro responsabilità, ma nessuna delle tue difficoltà verrà risolta grazie alle loro condivisioni o alla loro assistenza, e i problemi persisteranno. Questo tipo di leader è all’altezza degli standard? (No.) Dunque, quali sono le verità che devi comprendere per discernere queste questioni? Devi capire se i leader e i lavoratori svolgono ogni compito e affrontano ogni problema in conformità alle richieste contenute nelle parole di Dio, se ogni parola che pronunciano è concreta e corrisponde alla verità contenuta nelle parole di Dio. Inoltre devi capire se, quando affronti varie difficoltà, il loro approccio alla risoluzione dei problemi ti porta a comprendere le parole di Dio e ad acquisire un cammino di pratica, oppure se si limitano a pronunciare alcune parole e dottrine, a declamare slogan o a richiamarti. Alcuni leader e lavoratori amano aiutare le persone attraverso l’esortazione, altri spronandole, altri ancora smascherandole, accusandole e potandole. Qualsiasi metodo utilizzino, se può veramente condurti a entrare nella verità realtà, risolvere le tue reali difficoltà, farti capire quali sono le intenzioni di Dio e quindi metterti in condizione di conoscere te stesso e di trovare un cammino di pratica, allora, quando in futuro affronterai situazioni simili, avrai un cammino da seguire. Pertanto, lo standard di base per valutare se un leader o un lavoratore sia all’altezza degli standard è se egli è in grado o meno di usare la verità per risolvere i problemi e le difficoltà delle persone, mettendole in condizione di comprendere la verità e di acquisire un cammino di pratica.
L’ultima volta abbiamo grosso modo condiviso sulla prima e sulla seconda responsabilità dei leader e dei lavoratori e abbiamo analizzato alcune manifestazioni dei falsi leader in relazione a queste due responsabilità. Le loro manifestazioni principali sono una comprensione superficiale e poco approfondita delle parole di Dio e il non capire la verità. È evidente che di conseguenza non sono in grado di guidare gli altri a comprendere le parole di Dio e ad afferrare le Sue intenzioni. Quando le persone affrontano delle difficoltà, i falsi leader non sanno attingere alla propria conoscenza esperienziale per condurle a comprendere la verità e a entrare nella realtà in modo che abbiano un cammino da seguire, né sono in grado di portarle a riflettere su sé stesse e a conoscersi nelle varie difficoltà e allo stesso tempo risolverle. Oggi, quindi, condividiamo innanzitutto su quali sono le difficoltà dell’ingresso nella vita e quali sono le varie difficoltà comuni correlate all’ingresso nella vita che le persone incontrano spesso nella loro vita quotidiana. Facciamo un riassunto specifico di queste cose. C’è bisogno di condividere su questo? (Sì.) Siete in qualche modo interessati a questi argomenti correlati all’ingresso nella vita, non è vero? Le prime volte che interagivo con voi e vi parlavo, qualsiasi cosa venisse detta, voi eravate intorpiditi e spenti, fiacchi e lenti a reagire. Sembrava che non capiste nulla e che non possedeste alcuna statura, per non parlare dell’ingresso nella vita. Ora, quando parliamo di questioni che riguardano il cambiamento dell’indole di vita, la maggior parte di voi è relativamente interessata a questo argomento e ha qualche reazione al riguardo. Questo è un fenomeno positivo. Se non svolgeste i vostri doveri, potreste ottenere queste cose? (No.) Questa è la grazia di Dio; tutto ciò è dovuto al Suo favore.
Tema 2: Conoscere lo stato di ogni genere di persone e risolvere varie difficoltà relative all’accesso alla vita da loro incontrate nella vita reale (Parte seconda)
Otto tipi di difficoltà nell’ingresso nella vita
I. Difficoltà legate all’assolvimento del proprio dovere
Per quanto riguarda le difficoltà dell’ingresso nella vita, esaminiamo innanzitutto in modo più ampio quelle correlate all’assolvimento dei propri doveri. Quando nell’assolvimento dei tuoi doveri affronti dei problemi che coinvolgono la pratica della verità e non riesci a gestire le cose secondo i principi, non è forse una difficoltà nell’ingresso nella vita? (Sì.) In parole povere, si tratta dei vari stati, idee, punti di vista e di certi modi di pensare errati che sorgono quando si svolgono i propri doveri. Quali sono dunque le difficoltà specifiche a questo proposito? Per esempio, c’è il tentativo di essere sempre superficiali ed evasivi e di battere la fiacca quando si svolgono i propri doveri: questo non è forse uno stato che si manifesta e si rivela comunemente durante l’assolvimento dei doveri? C’è anche il non occuparsi del proprio lavoro, il paragonarsi costantemente agli altri mentre si svolge il proprio dovere, il trattare il luogo in cui si svolge il proprio dovere come un campo da gioco o di battaglia, il pensare di trovare un “indicatore” ogni volta che si svolge il proprio dovere, dicendo dentro di sé: “Vedrò chi è più bravo di me e chi riesce a provocare il mio spirito combattivo, poi competerò con loro, concorrerò con loro e mi paragonerò a loro, per vedere chi raggiunge risultati migliori e una maggiore efficienza nello svolgimento del proprio dovere e chi è più bravo a conquistare i cuori delle persone”. Poi c’è il comprendere i principi per svolgere il proprio dovere ma non volervisi attenere, o non voler agire in conformità alla verità contenuta nelle parole di Dio o alle richieste della casa di Dio, e preferire sempre adulterare l’assolvimento del proprio dovere con preferenze personali, dicendo: “Mi piace svolgerlo in questo o quel modo; voglio farlo così e colà”. Questa è ostinazione, voler sempre seguire la propria volontà e agire come si vuole secondo le proprie preferenze, ignorare tutte le richieste poste dalla casa di Dio e preferire allontanarsi dalla retta via. Non sono forse queste le manifestazioni reali che la maggior parte delle persone mostra nell’assolvimento dei propri doveri? È chiaro che tutte queste questioni comportano difficoltà nell’assolvimento del proprio dovere. Aggiungetene altre. (Non saper cooperare armoniosamente con gli altri quando si svolge il proprio dovere e fare sempre a modo proprio.) Anche questa è una difficoltà. Non saper cooperare armoniosamente con gli altri quando si svolge il proprio dovere e voler sempre fare a modo proprio e avere l’ultima parola; volersi umiliare per chiedere consiglio e ascoltare le opinioni altrui quando si affrontano dei problemi, ma non riuscire a metterli in pratica e sentirsi a disagio quando si cerca di farlo: questo è un problema. (Salvaguardare sempre i propri interessi quando si svolge un dovere, essere egoisti e vili, e sapere effettivamente come risolvere un problema quando si presenta ma ritenerlo del tutto scollegato da sé, temere di assumersi la responsabilità se le cose vanno male e di conseguenza non osare farsi avanti.) Non risolvere un problema quando lo si vede, considerarlo scollegato da sé e ignorarlo: anche questo vale come assolvere il proprio dovere senza lealtà. Che tu sia o meno responsabile di un compito, se sei in grado di capire a fondo e di risolvere un problema, dovresti assolvere questa responsabilità. Si tratta di un dovere e di un lavoro che ti spetta. Se il supervisore è in grado di risolverlo, puoi lasciar correre, ma se lui non ne è capace dovresti farti avanti e risolverlo tu. Non dividere le questioni in base a chi appartiene l’ambito di responsabilità in cui rientrano: questa è slealtà nei confronti di Dio. C’è altro? (Fare affidamento sulla propria intelligenza e sui propri doni per lavorare mentre si assolve il proprio dovere e non ricercare la verità.) Ci sono molte persone di questo tipo. Pensano sempre di possedere intelligenza e levatura e sono indifferenti a tutto ciò che accade loro; non ricercano affatto la verità e agiscono esclusivamente secondo la propria volontà, con il risultato di non riuscire a svolgere alcun dovere in modo adeguato. Queste sono tutte difficoltà che le persone affrontano nell’assolvimento dei loro doveri.
II. Questioni legate al modo in cui si trattano le proprie prospettive e il proprio destino
Anche il modo in cui si trattano le proprie prospettive e il proprio destino è una questione importante correlata all’ingresso nella vita. Alcuni sono disposti a pagare il prezzo se credono di avere la speranza di essere salvati, mentre diventano negativi se pensano che non ci sia speranza. Se la casa di Dio non li promuove e non li coltiva, non sono disposti a pagare il prezzo, e svolgono i loro doveri limitandosi a sbrigarsela senza assumersi alcuna responsabilità. Indipendentemente da ciò che fanno, considerano sempre le loro prospettive e il loro destino, chiedendosi: “Avrò davvero una buona destinazione? Le promesse di Dio hanno indicato quali saranno le prospettive e la destinazione di una persona come me?” Se non trovano una risposta precisa, non hanno l’entusiasmo di fare nulla. Se vengono promossi e coltivati dalla casa di Dio, si riempiono di energia e sono particolarmente proattivi in tutto ciò che fanno. Se invece non riescono a fare bene il loro dovere e vengono destituiti, diventano subito negativi e lasciano il loro dovere, abbandonando ogni speranza. Quando vengono potati pensano: “Non piaccio più a Dio? Se è così, avrebbe dovuto dirlo prima, invece di ostacolare il mio perseguimento del mondo!” Se vengono destituiti, pensano: “Non mi stanno guardando dall’alto in basso? Chi mi ha segnalato? Mi stanno eliminando? Se è così, avrebbero dovuto dirlo prima!” Inoltre, hanno il cuore pieno di transazioni, pretese e richieste irragionevoli nei confronti di Dio. Qualunque cosa la chiesa disponga che facciano, considerano delle buone prospettive e un buon destino, insieme alle benedizioni di Dio, come prerequisiti per farla. Come minimo, essere trattati con un’espressione e un atteggiamento gentili ed essere approvati sono i loro prerequisiti per accettare e sottomettersi. Queste non sono forse manifestazioni di come trattano le loro prospettive e il loro destino? Aggiungetene altre. (Se emergono deviazioni o problemi durante l’assolvimento dei propri doveri e si viene potati, il lamentarsi di Dio e l’essere sulla difensiva nei Suoi confronti; avere paura di essere rivelati ed eliminati e lasciarsi sempre una via d’uscita.) Avere paura di essere rivelati ed eliminati e lasciarsi sempre una via d’uscita: anche queste sono manifestazioni di come trattano le loro prospettive e il loro destino. (Quando qualcuno si vede descritto dalle parole di Dio di smascheramento e definizione, o quando affronta la potatura e prova vergogna, conclude che è confuso, che è un diavolo e un satana e che non è in grado di accettare la verità. Determina che non ha alcuna speranza di essere salvato e diventa negativo.) Quando si tratta delle loro prospettive e del loro destino, le persone non riescono ad abbandonare completamente i loro intenti e i loro desideri. Li trattano costantemente come le cose più importanti e li perseguono di conseguenza, considerandoli la forza motrice e il presupposto di tutto ciò che perseguono. Quando affrontano il giudizio, il castigo, le prove, il raffinamento, oppure vengono rivelate o incontrano circostanze pericolose, pensano immediatamente: “Dio non mi vuole più? Mi sta sdegnando? Il tono con cui mi parla è così severo; non vuole salvarmi? Vuole forse eliminarmi? Se vuole eliminarmi, dovrebbe dirlo al più presto, mentre sono ancora giovane, così da non ostacolare il mio perseguimento del mondo”. Questo genera in loro negatività, opposizione, ostilità e fiacchezza. Questi sono alcuni stati e manifestazioni che riguardano il modo in cui le persone trattano le loro prospettive e il loro destino. Si tratta di una difficoltà importante riguardante l’ingresso nella vita.
III. Difficoltà legate alle relazioni interpersonali
Vediamo un altro aspetto: le relazioni interpersonali. Anche questa è una difficoltà importante correlata all’ingresso nella vita. Il modo in cui tratti le persone che non ti piacciono, le persone con opinioni diverse dalle tue, le persone che conosci, le persone con cui hai dei legami familiari o che ti hanno aiutato, e le persone che ti danno sempre avvertimenti tempestivi, che ti dicono parole sincere e che ti aiutano, e il fatto che tu sappia o meno trattare ogni persona in modo equo, nonché il modo in cui pratichi quando sorgono dispute con gli altri, così come l’invidia e i conflitti che sorgono tra di voi, e la tua incapacità di interagire con gli altri in modo armonioso o anche di cooperare in modo armonioso nel processo di svolgimento dei tuoi doveri: questi sono alcuni stati e manifestazioni correlati ai rapporti interpersonali. Ce ne sono altri? (Essere una persona compiacente e non osare parlare quando si scoprono i problemi di qualcun altro per paura di offenderlo.) Questo è uno stato che emerge quando si ha paura di offendere gli altri. (E poi il modo in cui si trattano i leader e i lavoratori, o le persone in possesso di potere e prestigio.) Il modo in cui tratti i leader e i lavoratori, o le persone in possesso di potere e prestigio, a prescindere dal fatto che usi l’adulazione e la lusinga oppure che li tratti in maniera corretta, è una manifestazione specifica del modo in cui tratti chi detiene potere e influenza. Queste sono più o meno le difficoltà delle relazioni interpersonali.
IV. Questioni legate ai sentimenti umani
Parliamo un po’ dei sentimenti umani. Quali questioni sono correlate ai sentimenti? La prima è il modo in cui valuti i tuoi familiari e come tratti le cose che fanno. “Le cose che fanno” qui includono naturalmente intralciare e disturbare il lavoro della chiesa, giudicare le persone alle loro spalle, impegnarsi in alcune delle pratiche dei miscredenti, e così via. Riesci a trattare queste cose in modo imparziale? Quando è necessario che tu rediga una valutazione sui tuoi familiari, riesci a farlo in modo oggettivo e imparziale, mettendo da parte i tuoi sentimenti? Ciò è correlato al modo in cui tratti i tuoi familiari. Inoltre, nutri sentimenti nei confronti di coloro con cui vai d’accordo o che in precedenza ti hanno aiutato? Sei in grado di considerare le loro azioni e la loro condotta in modo obiettivo, imparziale e preciso? Se intralciano e disturbano il lavoro della chiesa, sarai in grado di segnalarli o smascherarli prontamente dopo averlo scoperto? Inoltre, nutri sentimenti nei confronti di coloro che ti sono relativamente vicini o che condividono con te interessi simili? Riesci a valutare, definire e gestire le loro azioni e il loro comportamento in modo imparziale e oggettivo? Supponiamo che queste persone, con cui hai un legame affettivo, vengano gestite dalla chiesa secondo i principi, e l’esito di ciò non sia in linea con le tue nozioni: come lo affronteresti? Saresti in grado di obbedire? Continueresti segretamente a essere intrecciato a loro, verresti fuorviato da tali persone e persino istigato a trovare delle scuse per loro, a giustificarle e a difenderle? Accorreresti in aiuto di coloro che ti hanno aiutato e ti faresti sparare per loro, ignorando le verità principi e trascurando gli interessi della casa di Dio? Questi non sono forse vari problemi che hanno a che fare con i sentimenti? Alcuni dicono: “I sentimenti non riguardano solo parenti e familiari? L’ambito dei sentimenti non è limitato ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e agli altri membri della famiglia?” No, i sentimenti includono un’ampia gamma di persone. Alcuni non sono nemmeno in grado di valutare in modo imparziale i loro buoni amici e compagni, e distorcono i fatti quando parlano di queste persone: figuriamoci se valutano in modo imparziale i propri familiari. Per esempio, se un loro amico non svolge il lavoro che gli spetta e si impegna sempre in pratiche disoneste e malvagie nel suo dovere, lo descriveranno come alquanto giocoso e diranno che la sua umanità è immatura e non ancora stabile. Non ci sono forse sentimenti in queste parole? Questo è pronunciare parole cariche di sentimenti. Se qualcuno che non ha alcun legame con loro non svolge correttamente il lavoro che gli spetta e si impegna in pratiche disoneste e malvagie, avranno parole più dure per costui, e potrebbero persino condannarlo. Non si tratta forse di una manifestazione del parlare e dell’agire in base ai sentimenti? Le persone che vivono in base ai propri sentimenti sono forse imparziali? Sono oneste? (No.) Cosa c’è di sbagliato nelle persone che parlano in base ai loro sentimenti? Perché non riescono a trattare gli altri in modo equo? Perché non riescono a parlare basandosi sulle verità principi? Le persone ipocrite e che non basano mai le loro parole sui fatti sono malvagie. Non essere imparziali quando si parla, parlare sempre in base ai propri sentimenti e per il proprio interesse e non secondo le verità principi, non pensare al lavoro della casa di Dio e limitarsi a proteggere i propri sentimenti, la propria fama, il proprio guadagno e il proprio prestigio personali: questo è il carattere degli anticristi. Questo è il modo in cui parlano gli anticristi; tutto ciò che essi dicono è malvagio e atto a disturbare e intralciare. Le persone che vivono secondo le preferenze e negli interessi della carne vivono secondo i loro sentimenti. Le persone che vivono in base ai propri sentimenti sono quelle che non accettano né praticano affatto la verità. Coloro che parlano e agiscono in base ai loro sentimenti non possiedono alcuna verità realtà. Se queste persone diventano leader, saranno senza dubbio falsi leader o anticristi. Non solo sono incapaci di svolgere un lavoro reale, ma potrebbero anche commettere varie malefatte. Saranno sicuramente eliminate e punite.
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