Responsabilità di leader e lavoratori (2) Parte 2
V. Questioni legate alla brama delle comodità della carne
Bramare le comodità della carne è un problema serio. Quali sono, secondo voi, alcune manifestazioni del bramare le comodità della carne? Quali esempi potete fornire da ciò che avete visto nelle vostre esperienze personali? Godere dei vantaggi del prestigio conta? (Sì.) Altro? (Preferire i compiti facili a quelli difficili quando si svolgono i propri doveri, e voler sempre scegliere i lavori leggeri.) Quando svolgono un dovere, le persone scelgono sempre i lavori leggeri, non stancanti e che non implichino sfidare gli elementi all’aperto. Questo è scegliere gli incarichi facili ed evitare quelli difficili, ed è una manifestazione di brama per le comodità della carne. Altro? (Lamentarsi di continuo quando il loro dovere è un po’ impegnativo, un po’ faticoso, quando comporta pagare un prezzo.) (Preoccuparsi del cibo e dei vestiti e dei piaceri della carne.) Queste sono tutte manifestazioni di brama per le comodità della carne. Quando una persona di questo tipo vede che un compito è troppo faticoso o rischioso, lo scarica su qualcun altro; dal canto suo, si limita a svolgere il lavoro piacevole e accampa scuse, dicendo di possedere scarsa levatura, di non avere le capacità lavorative e di non potersi assumere il compito, mentre in realtà la ragione è che brama le comodità della carne. Non vuole soffrire, indipendentemente dal lavoro che svolge o dal dovere che assolve. Se le si dice che una volta finito il lavoro ci sarà per lei del maiale brasato da mangiare, lo svolge in modo molto rapido ed efficiente e non c’è bisogno di spronarla, esortarla o sorvegliarla; se invece non ci sarà per lei del maiale brasato da mangiare e se deve fare gli straordinari per il suo dovere, procrastina e trova ogni sorta di ragioni e scuse per rimandarlo, e dopo averlo fatto per un po’ dice: “Mi sento stordito, ho la gamba intorpidita, sono esausto! Mi fa male ogni parte del corpo, posso riposare un po’?” Qual è il problema qui? Costui brama le comodità della carne. Capita inoltre che le persone si lamentino di continuo delle difficoltà mentre svolgono il loro dovere, che non vogliano minimamente impegnarsi e che, non appena hanno un po’ di tempo libero, si riposino, chiacchierino e si concedano piaceri e svaghi. E quando il lavoro riprende, rompendo il ritmo e la routine della loro vita, ne sono infelici e scontente. Brontolano e si lamentano, e diventano superficiali nell’assolvimento del loro dovere. Questo è bramare le comodità della carne, vero? Per esempio, per mantenere la linea, alcune donne fanno esercizio fisico e si concedono un sonno di bellezza ogni giorno a orari fissi. Tuttavia, non appena il lavoro diventa impegnativo e queste routine vengono compromesse, diventano infelici e dicono: “Non va bene; questo compito ritarda troppo le cose. Non posso permettere che influisca sulle mie faccende personali. Non presterò attenzione a chi cercherà di mettermi fretta; seguirò il mio ritmo. Quando sarà il momento di fare yoga, lo farò. Quando sarà il momento del mio sonno di bellezza, dormirò. Continuerò a fare queste cose come facevo prima. Non sono così sciocca e solerte come tutte voi. Tra qualche anno, tutte voi vi trasformerete in donne vecchie e scialbe, i vostri corpi andranno in rovina e non sarete più snelle. Nessuno vorrà guardarvi e nella vita non avrete più fiducia in voi stesse”. Per soddisfare i piaceri della carne, per la bellezza, per piacere agli altri e per vivere con maggiore sicurezza di sé, si rifiutano di rinunciare ai piaceri e alle preferenze della loro carne, a prescindere da quanto siano impegnate nell’assolvimento dei loro doveri. Questo è indulgere nelle comodità della carne. Alcuni dicono: “Dio è ansioso e noi dovremmo tener conto delle Sue intenzioni”. Invece queste donne dicono: “Non ho visto Dio essere ansioso; io sto bene fintanto che non ho ansie. Se io tengo conto delle intenzioni di Dio, chi terrà conto delle mie?” Queste donne possiedono una qualche umanità? Non sono forse dei diavoli? Ci sono anche delle persone che, per quanto il loro lavoro sia impegnativo e pressante, non lasciano che influisca sul loro modo di vestire e su ciò che indossano. Passano ore ogni giorno a truccarsi, ricordano con la stessa chiarezza del loro indirizzo quali vestiti indossare ogni giorno per abbinarvi un determinato paio di scarpe e quando fare trattamenti di bellezza e massaggi, senza confondersi affatto su queste cose. Quando però si tratta di quanta verità comprendono, di quali verità non hanno ancora compreso o in cui non sono ancora entrate, di quali cose trattano ancora in modo superficiale e senza lealtà, di quali forme di indole corrotta hanno rivelato e altre questioni simili relative alla verità e che coinvolgono l’ingresso nella vita, non sanno assolutamente nulla di tutto ciò. Quando si chiede loro di parlarne, sono completamente ignoranti. Eppure, quando si tratta di argomenti correlati ai piaceri della carne, come mangiare, bere e divertirsi, sono capaci di blaterare all’infinito, è impossibile fermarle. Per quanto impegno sia richiesto nel lavoro della chiesa o nei loro doveri, non permettono mai che la routine e la condizione normale della loro vita vengano intralciate. Non trascurano mai i piccoli dettagli della vita della carne e li controllano perfettamente, con severità e serietà estreme. Quando invece si occupano del lavoro della casa di Dio, per quanto importante sia la questione e anche se potrebbe coinvolgere la sicurezza dei fratelli e delle sorelle, la gestiscono con negligenza. Non si preoccupano nemmeno delle cose che riguardano l’incarico ricevuto da Dio o il dovere che devono svolgere. Non si assumono alcuna responsabilità. Questo è indulgere nelle comodità della carne, non è vero? Le persone che indulgono nelle comodità della carne sono adatte a svolgere un dovere? Non appena qualcuno menziona l’assolvimento del dovere o parla di pagare un prezzo e di sopportare le avversità, costoro non fanno che scuotere la testa. Manifestano infiniti problemi, sono pieni di lamentele e colmi di negatività. Queste persone sono inutili, non hanno i requisiti per assolvere il loro dovere e dovrebbero essere eliminate. Quanto alla brama delle comodità della carne, è tutto.
VI. Difficoltà legate alla conoscenza di sé stessi
Conoscere sé stessi è l’aspetto più cruciale dell’ingresso nella vita. Tuttavia per la maggior parte delle persone, poiché non amano la verità e non la perseguono, conoscere sé stesse diventa la più grande delle difficoltà. Pertanto, è certo che chi non ama la verità non può conoscere autenticamente sé stesso. La conoscenza di sé quali aspetti include? Il primo è sapere quali forme di indole corrotta vengono rivelate nei propri discorsi e nelle proprie azioni. A volte si tratta di arroganza, altre di propensione all’inganno, o magari di malvagità, intransigenza, tradimento, e così via. Oltre a ciò, quando capita qualcosa a una persona, essa dovrebbe esaminarsi per vedere se nutre intenzioni o moventi che non sono conformi alla verità. Dovrebbe inoltre esaminare se c’è qualcosa nei propri discorsi o nelle proprie azioni che si oppone o si ribella a Dio. In particolare, dovrebbe esaminare se possiede un senso del fardello e se è leale quando si tratta del proprio dovere, se si sta spendendo sinceramente per Dio e se si sta comportando in modo superficiale o al fine di avere qualcosa in cambio. Conoscere sé stessi significa anche sapere se si hanno nozioni e fantasie, richieste esose o fraintendimenti e lamentele riguardo a Dio, e se si possiede un assetto mentale di sottomissione. Significa sapere se si è in grado di ricercare la verità, accettare da Dio e avere un cuore che si sottomette a Dio quando si affrontano le situazioni, le persone, gli eventi e le cose che Egli orchestra. Significa sapere se si possiede coscienza e ragionevolezza e se si è amanti della verità. Significa sapere se ci si sottomette o si cerca di discutere quando capita qualcosa, e se ci si basa su nozioni e fantasie o sulla ricerca della verità quando si affrontano tali questioni. Tutto questo è l’ambito della conoscenza di sé. Alla luce del proprio atteggiamento nei confronti di vari ambienti, persone, eventi e cose, una persona dovrebbe riflettere sul fatto che ami la verità e abbia vera fede in Dio oppure no. Se sa arrivare a conoscere la propria indole corrotta e vedere quanto è grande la propria ribellione a Dio, allora sarà cresciuta. Inoltre, quando si tratta di faccende che coinvolgono il proprio modo di trattare Dio, dovrebbe riflettere sul fatto che abbia o meno nozioni, timore o sottomissione nel proprio modo di trattare il nome e l’incarnazione di Dio, e soprattutto su qual è il proprio atteggiamento nei confronti della verità. Una persona dovrebbe inoltre conoscere le proprie carenze, la propria statura e sapere se possiede la verità realtà, nonché se il proprio perseguimento e il cammino che percorre sono corretti e in conformità con le intenzioni di Dio. Queste sono tutte cose che le persone dovrebbero sapere. In sintesi, i vari aspetti della conoscenza di sé consistono essenzialmente in quanto segue: sapere se la propria levatura è elevata o scarsa, conoscere il proprio carattere, conoscere le intenzioni e i moventi delle proprie azioni, conoscere l’indole corrotta e la natura essenza che uno rivela, conoscere le proprie preferenze e il proprio perseguimento, conoscere il cammino che si percorre, conoscere le proprie opinioni sulle cose, conoscere la propria visione della vita e dei valori e conoscere il proprio atteggiamento nei confronti di Dio e della verità. La conoscenza di sé è costituita principalmente da questi aspetti.
VII. Le varie manifestazioni delle persone nel modo in cui trattano Dio
Il prossimo argomento sull’ingresso nella vita sono le varie manifestazioni delle persone nel modo in cui trattano Dio. Per esempio avere nozioni su Dio, sviluppare incomprensioni su di Lui e mettersi sulla difensiva nei Suoi confronti, porGli richieste irragionevoli, voler sempre evitarLo, non apprezzare le parole che pronuncia e cercare costantemente di sottoporLo a scrutinio. C’è anche l’incapacità di capire a fondo o di riconoscere l’onnipotenza di Dio, così come nutrire sempre un atteggiamento di dubbio nei confronti della sovranità, delle disposizioni e dell’autorità di Dio e la totale mancanza di conoscenza di queste cose. Inoltre, ci sono non solo il non evitare né negare le calunnie e le bestemmie che i non credenti e il mondo muovono contro Dio, ma anche, al contrario, il voler chiedere se siano vere o reali. Questo non è forse dubitare di Dio? Oltre a queste manifestazioni, quali altre ci sono? (Sospettare di Dio e testarLo.) (Cercare di ingraziarsi Dio.) (Non voler accettare lo scrutinio di Dio.) C’è il non voler accettare lo scrutinio di Dio e allo stesso tempo dubitare che Egli sia in grado di sottoporre a scrutinio l’intimo del cuore delle persone. (C’è anche l’opposizione a Dio.) Anche questa è una manifestazione: opporsi a Dio e strepitare contro di Lui. C’è l’uso di un atteggiamento sdegnoso e sprezzante nel trattare Dio, nel parlarGli e nel relazionarsi con Lui. Altro? (Essere superficiali con Dio e raggirarLo.) (Lamentarsi di Dio.) C’è il non sottomettersi mai né ricercare la verità di fronte alle questioni, e perorare sempre la propria causa e lamentarsi. (C’è anche il giudicare e il bestemmiare Dio.) (Competere con Dio per il prestigio.) (Contrattare con Dio e sfruttarLo.) (Negare Dio, respingerLo e tradirLo.) Queste sono tutte questioni essenziali; si tratta dei vari stati e delle varie forme di indole corrotta che emergono nel modo in cui le persone trattano Dio. Queste sono fondamentalmente le varie manifestazioni di come le persone trattano Dio.
VIII. Gli atteggiamenti e le varie manifestazioni delle persone nel modo in cui trattano la verità
Un altro aspetto dell’argomento dell’ingresso nella vita è il modo in cui le persone trattano la verità. Quali sono le manifestazioni di questo aspetto? C’è il trattare la verità come una teoria o uno slogan, come una regola o come un capitale per vivere alle spalle della chiesa e godere dei vantaggi del prestigio. Aggiungetene altre. (Trattare la verità come un supporto spirituale.) C’è il trattare la verità come un supporto spirituale per soddisfare i propri bisogni spirituali. (Non accettare la verità e provare avversione per essa.) Questo è un atteggiamento nei confronti della verità. (Pensare che le parole di Dio siano volte a smascherare gli altri, che non abbiano a che fare con sé stessi e considerarsi padroni della verità.) Hai descritto questa manifestazione in modo molto appropriato. Gli individui con questa manifestazione credono di comprendere tutte le verità pronunciate da Dio e che le forme di indole e di essenza corrotte dell’uomo che Dio espone si riferiscano ad altri e non a loro. Si considerano padroni della verità, spesso usano le parole di Dio per fare la predica agli altri, come se loro personalmente non avessero alcuna indole corrotta, fossero già l’incarnazione della verità e i portavoce della verità. Che razza di spazzatura sono costoro? Vogliono essere l’incarnazione della verità: non sono proprio come Paolo? Paolo negava che il Signore Gesù fosse Cristo e Dio; lui stesso voleva essere Cristo e il Figlio di Dio. Queste persone sono come Paolo, sono della sua stessa specie, sono anticristi. Altro? (Trattare le parole di Dio come quelle di una persona qualunque, non come la verità da praticare, e avere verso di esse un atteggiamento sprezzante e superficiale.) Non trattare le parole di Dio come la verità da accettare e praticare, bensì trattarle come parole umane: questo è un aspetto. (Collegare le parole di Dio alle filosofie e alle teorie dei non credenti.) C’è il collegare le parole di Dio alle filosofie, trattare le parole di Dio come decorazioni o parole vuote, considerando invece come verità i detti noti di persone famose e grandi, e trattare come verità la conoscenza, la cultura tradizionale e le usanze e soppiantare le parole di Dio con queste cose. Coloro che mostrano questa manifestazione parlano incessantemente di voler praticare la verità e testimoniare e propagare le parole di Dio quando affrontano le situazioni, ma in cuor loro ammirano le persone famose e grandi del mondo secolare, e addirittura adulano Bao Gong dell’antica dinastia Song, dicendo: “Era davvero un giudice severo e imparziale. Non ha mai emesso una sentenza ingiusta, non sono mai stati commessi errori giudiziari per mano sua, né ad anima alcuna è stato fatto torto dalla lama del suo boia!” Questo non è forse adulare e ammirare un personaggio famoso e un saggio? Cercare di far passare per la verità le parole e le azioni di persone famose è calunniare e bestemmiare la verità! Nella chiesa, gli individui di questo tipo parlano molto di voler praticare la verità e propagare le parole di Dio, ma ciò che pensano nella loro mente e dicono di solito sono solo detti popolari e proverbi, e li esprimono in maniera molto esperta e fluida. Queste cose sono sempre sulle loro bocche e scorrono facilmente sulle loro lingue. Costoro non hanno mai pronunciato una parola sulla loro comprensione esperienziale delle parole di Dio, e ancor meno hanno mai detto quali parole di Dio sono il criterio o la base delle loro azioni e della loro condotta. Tutto ciò che pronunciano sono fallacie come, tra le altre: “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli”, “Le esecuzioni fanno solo rotolare teste”, “C’è sempre qualcosa di spregevole nelle persone miserevoli”, “Lasciati sempre un po’ di spazio di manovra”, “Anche se non ho ottenuto alcun risultato, ho sopportato delle avversità; se non avversità, comunque stanchezza”, “Non bruciare il ponte dopo aver attraversato il fiume; non uccidere l’asino dopo aver scaricato la macina”, “Punisci severamente uno per dare l’esempio agli altri, fanne un monito per gli altri” e “I nuovi funzionari non vedono l’ora di farsi notare”; nessuna di queste parole è la verità. Alcune persone memorizzano le parole di poeti contemporanei e le pubblicano persino nella sezione commenti dei video della casa di Dio. Questa non è forse una manifestazione di mancanza di comprensione spirituale? Queste parole sono forse la verità? Sono correlate alla verità? Alcuni spesso dicono cose come “C’è un dio un metro sopra di te” e “Il bene e il male saranno ripagati alla fine; è solo una questione di tempo”. Queste affermazioni sono la verità? (No.) Da dove provengono? Si trovano forse nelle parole di Dio? Provengono dalla cultura buddista e non hanno nulla a che fare con la fede in Dio. Nonostante ciò, le persone spesso cercano di farle assurgere al livello della verità; questa è una manifestazione di mancanza di comprensione spirituale. Alcuni hanno un po’ di determinazione a spendersi per Dio e dicono: “La casa di Dio mi ha promosso, Dio mi ha innalzato, quindi devo essere all’altezza del detto ‘Un gentiluomo sacrificherà la sua vita per chi lo capisce’”. Tu non sei un gentiluomo e Dio non ti ha chiesto di sacrificare la tua vita. È necessario avere un così elevato senso del valore quando svolgi dei doveri? Non sai nemmeno compiere i tuoi doveri ora che sei in vita: c’è speranza che tu lo faccia da morto? Come svolgerai i tuoi doveri allora? Altri dicono: “Sono per natura leale, sono una persona coraggiosa e appassionata. Mi piace mettere tutto in gioco per i miei amici. Lo stesso vale per Dio: dal momento che Dio mi ha scelto, promosso e innalzato, devo ripagare la Sua grazia. Metterò sicuramente tutto in gioco per Dio, fino alla morte!” Questa è forse la verità? (No.) Dio ha pronunciato così tante parole, perché costoro non ne ricordano nemmeno una? In ogni momento, quello che condividono è semplicemente: “Non c’è bisogno di dire altro. Un gentiluomo sacrificherà la sua vita per chi lo capisce, e bisogna mettere in gioco tutto per i propri amici ed essere leali”. Non riescono nemmeno a pronunciare la frase “ripagare l’amore di Dio”. Dopo aver ascoltato sermoni e letto le parole di Dio per così tanti anni, non conoscono una sola verità e non sanno nemmeno pronunciare un paio di termini spirituali; queste sono la loro comprensione interiore e la loro definizione della verità. DiteMi, non è miserevole? Non è ridicolo? Non è forse una manifestazione di mancanza di comprensione spirituale? Dopo aver ascoltato così tanti sermoni, non capiscono la verità e non sanno cosa essa sia, eppure usano sfacciatamente queste parole diaboliche, ridicole, assurde ed estremamente risibili per sostituire la verità. Non solo il loro pensiero e la loro comprensione interiori sono tali, ma costoro diffondono e insegnano costantemente queste cose agli altri, portandoli ad avere la loro stessa comprensione. Questo non reca in qualche modo in sé una natura di intralcio e di disturbo? A quanto pare queste persone che non capiscono la verità e sono prive di comprensione spirituale sono pericolose, capaci di provocare intralci e disturbi e di fare cose ridicole e assurde in qualsiasi momento e luogo. Quali sono altre manifestazioni del modo in cui le persone trattano la verità? (Disprezzare la verità, accettare solo ciò che è in linea con le proprie nozioni, e respingere e rifiutare di praticare ciò che non lo è.) Accettare e praticare solo ciò che è in linea con le proprie nozioni e opporsi a ciò che non lo è e condannarlo in toto: questo è un atteggiamento. (Non credere che la verità possa eliminare l’indole corrotta di un individuo o cambiarlo.) Anche non riconoscere la verità né credere in essa è un atteggiamento. Un’altra manifestazione è che l’atteggiamento e il punto di vista di qualcuno nei confronti della verità cambiano a seconda del suo umore, del suo ambiente e delle sue emozioni. Queste persone, quando un giorno si sentono bene e di buon umore, pensano: “La verità è eccellente! La verità è la realtà di tutte le cose positive, la cosa più degna di essere praticata e propagata dagli esseri umani”. Quando sono di cattivo umore, pensano: “Che cos’è la verità? Quali vantaggi porta praticare la verità? Può far guadagnare soldi? Che cosa la verità è in grado di cambiare? Cosa può succedere se si pratica la verità? Non la metterò in pratica: che differenza fa?” Emerge la loro natura demoniaca. Queste manifestazioni sono le forme d’indole e i vari stati che le persone rivelano nel modo in cui trattano la verità. Quali sono altre manifestazioni specifiche? (Non trattare le parole di Dio come la verità o la vita, e invece sottoporle ad analisi e scrutinio.) C’è l’approcciarsi alle parole di Dio con un atteggiamento accademico, sottoponendo sempre la verità ad analisi e scrutinio in base alle proprie conoscenze, senza alcun atteggiamento di accettazione e sottomissione. Queste sono più o meno le difficoltà nel modo in cui le persone trattano la verità che possono essere definite e usate come diciture riassuntive.
La nostra trattazione sulle difficoltà dell’ingresso nella vita comprende otto aspetti in totale, i quali sono le principali difficoltà correlate all’ingresso nella vita e al raggiungimento della salvezza. Gli stati e le forme di indole rivelati dalle persone nell’ambito di questi otto aspetti sono tutti esposti nelle parole di Dio; Dio ha stabilito i requisiti per le persone e ha indicato loro il cammino di pratica. Se le persone dedicano impegno alle parole di Dio, adottano un atteggiamento serio, un atteggiamento di anelito, e si fanno carico di un fardello per il loro ingresso nella vita, allora possono trovare nelle parole di Dio le verità pertinenti per risolvere questi otto tipi di problemi, e vi sono percorsi di pratica per ognuno di essi. Nessuno di essi è una sfida irrisolvibile o un mistero di alcun genere. Se invece non ti assumi alcun fardello per il tuo ingresso nella vita e non sei minimamente interessato alla verità o a cambiare la tua indole, allora, per quanto chiare e accurate siano le parole di Dio, per te rimarranno semplici testi e dottrine. Se non persegui né pratichi la verità, qualsiasi problema tu abbia, non riuscirai a trovare una soluzione, cosa che ti renderà molto difficile ottenere la salvezza. Magari resterai per sempre allo stadio di operaio; potresti rimanere per sempre a uno stadio di incapacità di ottenere la salvezza e in cui Dio ti sdegna e ti elimina.
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