Come perseguire la verità (1) Parte 5
Qual è lo standard per avere una coscienza? Come dovresti valutare se una persona possiede o meno una coscienza? (Dipende dal fatto che abbia o meno un senso di giustizia in cuor suo quando vede dei malevoli che fanno del male o delle cose che danneggiano gli interessi della casa di Dio, e dal fatto che sia capace di provare odio per tali cose. Se in cuor suo non ha la minima consapevolezza, allora non è dotata di coscienza. Inoltre, se qualcuno in cuor suo non ha consapevolezza del male che ha commesso o delle cose che ha fatto che violano chiaramente i principi, anch’egli è privo di coscienza.) Se non hai coscienza, allora non sei umano. In tal caso, Dio ti salverà comunque? Se non ti salverà, ti disciplinerà comunque? Disciplinare e castigare sono una minima parte dell’opera di Dio. Quando dico “minima”, intendo che Dio usa questi metodi soltanto con moderazione, ma fanno comunque parte della Sua opera. Se non sei nemmeno dotato di coscienza o ragionevolezza, è di qualche utilità che Dio ti disciplini? Se non hai senso della giustizia e non provi nulla nei confronti di tutto ciò che è malvagio, di tutto ciò che va contro la verità, di tutto ciò che va contro la giustizia morale, e anche di ciò che va contro la tua coscienza; non provi odio per tali cose, non sai stare dalla parte di Dio per difendere gli interessi della Sua casa e non sei in grado di alzarti in piedi e dire una sola cosa in difesa del lavoro della chiesa – nemmeno una singola affermazione giusta – allora non sei umano. Non lo sei, eppure hai l’aspettativa esagerata che Dio ti disciplini. Stai davvero esaltando te stesso invece di considerarti come un estraneo! Alcuni dicono: “Se un individuo non è una pecora di Dio, ma un lupo, allora Egli non lo disciplinerà. Quindi, se invece è una pecora di Dio, Egli lo disciplinerà?” In circostanze particolari, Dio occasionalmente ti disciplinerà e si farà carico di te. Anche se sei insensibile e inconsapevole, Dio ti suggerirà, ti disciplinerà e ti rimprovererà. L’opera di Dio viene svolta nella misura appropriata, e nulla più. Perché Egli opera in questo modo? Perché, se hai una coscienza, allora quando Dio ti rimprovera in questo modo essa acquisirà rapidamente consapevolezza, e tu biasimerai te stesso e ti sentirai in debito con Lui; proverai rimorso, tristezza e angoscia e sarai in grado di invertire la rotta e, alla fine, di ricercare le verità principi e praticare secondo la verità: questo è il risultato che Dio vuole ottenere. Se hai una coscienza sensibile, comprendi molte verità e, anche se Dio non ti disciplina, non ti castiga e non ti suggerisce, sei comunque in grado di renderti conto del problema e la tua coscienza ha ancora consapevolezza e si sente rimproverata e biasimata, allora è persino meglio, e la disciplina di Dio non è necessaria. Anche se Egli non ti disciplina, la tua coscienza è estremamente sensibile e si sente rimproverata, e tu ti senti pentito, rattristato, in debito con Dio e senti di averGli fatto un torto, di averLo deluso e di non averLo soddisfatto, e sei in grado di ricercare in modo proattivo le verità principi e di agire secondo i requisiti da Lui posti. Questo è l’effetto che la coscienza dell’umanità normale esercita sulle persone, ed è anche l’effetto che dovrebbe esercitare su di esse. Pertanto, che un individuo sia una delle pecore di Dio o meno e che possa essere salvato o meno dipende dal fatto che sia dotato di umanità normale e di coscienza. Questo è fondamentale e importante. Se dici di comprendere molte verità, allora quando sei ribelle o incontri persone malevole che fanno del male le verità che comprendi giocano un qualche ruolo? Hanno l’effetto di supervisionarti, illuminarti e far sì che la tua coscienza si senta rimproverata ed entri in azione? Se non hai consapevolezza della coscienza, allora sei privo di coscienza e di umanità normale, e ciò che comprendi è dottrina, invece che la verità. Se comprendi solo la dottrina, allora non sei in grado di mettere in pratica la verità e non sei uno di quelli che saranno salvati. Questo lo capisci, giusto? (Sì.) Pertanto, nell’opera di Dio, relativamente ad alcuni dei modi più basilari in cui Egli opera, le persone non dovrebbero delimitarli in base alle proprie nozioni e fantasie. Indipendentemente dal fatto che tu sia stato disciplinato, castigato e punito da Dio o che tu non lo sia mai stato, ciò non è indicativo di quante verità principi tu abbia compreso, né del fatto che tu sia una persona che Dio ha scelto. Può darsi che tu abbia creduto in Lui per molti anni e che tu sia stato disciplinato e castigato innumerevoli volte, ma che tu non abbia mai agito secondo le verità principi: in tal caso, quando alla fine non sarai salvato, sarà tutta colpa tua e sarà esattamente ciò che meriti. Può anche darsi che raramente tu sia stato disciplinato e punito nella tua fede in Dio ma che, a causa della tua coscienza, tu ti senta spesso rimproverato e biasimato e, quando commetti trasgressioni, tu provi rimorso, inverta la rotta e sia in grado di ricercare le verità principi, di mettere in pratica la verità e di agire secondo le verità principi: in tal caso, sei uno di quelli che saranno salvati. Hai capito? (Sì.) Ho menzionato due situazioni. Quali sono, nello specifico? (Una è quando le persone sono state molto disciplinate e punite, ma alla fine non sono comunque in grado di agire secondo le verità principi e non hanno guadagnato la verità, quindi non vengono salvate, ed è tutta colpa loro. L’altra è quando alcuni sono in grado di usare la loro coscienza per frenarsi senza bisogno di essere disciplinati o castigati molto da Dio e, ogni volta che violano i principi o rivelano ribellione, si sentono rimproverati dalla loro coscienza, sanno ricercare in modo proattivo la verità e agire secondo le verità principi e, come minimo, sono in grado di fare alcune cose positive, quindi sono tra coloro che saranno salvati. Dio ha parlato proprio ora di queste due situazioni.) Il fatto che riescano o meno ad agire secondo le verità principi è lo standard per valutare questi due tipi di persone. Alcuni non sono in grado di agire secondo le verità principi e, a prescindere da quanta dottrina comprendano o da quanto vengano disciplinati e puniti, non sono destinati alla salvezza. Altri, invece, vengono raramente disciplinati e puniti da Dio o da Lui castigati e rimproverati, ma sono spesso in grado di riflettere su sé stessi e, ogni volta che agiscono in violazione dei principi o rivelano ribellione, riescono a percepire il rimprovero e il biasimo della loro coscienza, e in seguito provano rimorso e sanno praticare in modo proattivo secondo le verità principi. Sebbene siano raramente disciplinate o castigate da Dio, le persone di questo tipo sono comunque destinate alla salvezza. La disciplina e la punizione a cui Mi riferisco qui non hanno nulla a che fare con il giudizio e il castigo delle parole di Dio, sono semplicemente ciò che le persone intendono per disciplina e punizione nelle proprie nozioni e fantasie. Nelle loro nozioni e fantasie, esse credono che se vengono disciplinate e punite frequentemente ciò significa che hanno testimonianza esperienziale e che sono persone spirituali. Le persone spesso collegano anche il fatto di essere disciplinate e punite con l’opera dello Spirito Santo, e credono di essere connesse alla corrente dello Spirito Santo. Alcuni spesso dicono: “Non ho fatto bene il mio dovere e sono stato potato ancora una volta. Ora ho le vesciche sulla bocca e mi sono ammalato: è Dio che mi sta disciplinando”. Molti spesso condividono su queste esperienze, ma dovresti guardare quali sono le loro manifestazioni ogni volta che capitano loro dei problemi: se si sentono rimproverati dalla loro coscienza quando fanno qualcosa di sbagliato e se, quando si imbattono in cose malvagie o persone malevole che fanno del male, sono in grado di farsi avanti per sostenere le verità principi e difendere gli interessi della casa di Dio. In caso contrario, allora questi individui non hanno coscienza e non sono umani! Pronunciano belle parole e parlano in modo così perfetto delle molte testimonianze esperienziali che possiedono: è come se Dio avesse mostrato loro così tanta grazia, operato così tanto in loro e detto loro così tante parole che si sono fatti l’idea di aver già raggiunto la salvezza. Tuttavia, nella loro vita quotidiana, ogni volta che incontrano problemi relativi ai principi non sostengono mai le verità principi e si tirano sempre indietro, come una tartaruga che si nasconde nel suo guscio, ed eludono la questione. E ogni volta che viene chiesto loro di parlare ed esprimere le loro opinioni e il loro punto di vista, si astengono, fanno i finti tonti e rimangono in silenzio. Non sostengono affatto le verità principi, né mettono in pratica la verità. Che genere di individui sono questi? Sono ipocriti. Quando irrigano e aiutano gli altri, parlano di teorie spirituali in modo molto sistematico e logico, e ogni volta vanno avanti per ore, commuovendo alcune persone fino alle lacrime, eppure non mettono mai in pratica la verità nelle loro azioni: sono dei farisei. Non importa di quante esperienze e dottrine pseudo-spirituali essi parlino o quante parole vuote ed esagerate pronuncino: la loro coscienza non li rimprovera; quando si tratta di questioni di principio o di questioni fondamentali relative a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non si schierano dalla parte della verità né sostengono le verità principi, e la loro coscienza non li rimprovera affatto, anzi, in seguito riescono ancora a vantarsi spudoratamente di come difendono gli interessi della casa di Dio e a pronunciare molte belle dottrine: questo è essere ipocriti e privi della consapevolezza della coscienza. Quante volte non praticano la verità, quante volte la violano, quante volte ingannano e fuorviano gli altri, eppure la loro coscienza non li rimprovera affatto, e riescono ancora sfacciatamente a mettersi in mostra: questa è una totale mancanza di umanità! Vanno in giro a pavoneggiarsi e a imbrogliare gli altri in questo modo e non si sentono nemmeno in imbarazzo; non mettono in pratica la verità, eppure si vantano comunque di essere individui spirituali, che sono stati salvati e resi perfetti da Dio, e che amano Dio più di chiunque altro: ciò vuol dire che sono privi della consapevolezza della coscienza e che non sono individui che sono stati salvati. Coloro che sono stati salvati possono essere privi di umanità normale e della consapevolezza della coscienza? Alcuni sentono di non amare poi tanto la verità e, ogni volta che incontrano problemi che implicano le verità principi o questioni fondamentali relative a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, diventano compiacenti, cercano di cavarsela e non sono mai in grado di sostenere le verità principi, e così si sentono rimproverati in cuor loro e spesso pregano davanti a Dio e si sentono in debito con Lui. Sebbene siano spesso deboli e incapaci di superare questa barriera, sanno in cuor loro che non hanno sostenuto la verità o la giustizia, che non sono rimasti saldi nella loro testimonianza a Dio e che sono solo compiacenti, quindi si sentirebbero troppo imbarazzati per dire di avere una qualche testimonianza. Questo perché non hanno sostenuto le verità principi e non hanno un’autentica testimonianza esperienziale, sono impoveriti e ciechi e non hanno soddisfatto i requisiti posti da Dio; in cuor loro lo sanno, le loro coscienze spesso si sentono rimproverate per questo e loro sentono di essere in debito con Dio e ne sono rattristati. Per queste persone c’è ancora speranza e spazio di manovra per raggiungere la salvezza. Al contrario, ci sono alcuni che esteriormente sembrano comprendere molto bene la verità ed essere in grado di irrigare gli altri, provvedere a loro e aiutarli, ma quando incontrano problemi che coinvolgono le verità principi o questioni fondamentali relative a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non si schierano mai dalla parte di Dio e non sostengono mai le verità principi, eppure si vantano di essere persone spirituali, che amano Dio e che Gli sono leali. Gli individui di questo tipo sono in grossi guai. Non osano affrontare la realtà, non osano risolvere i problemi reali, non osano dichiarare la loro posizione su questioni importanti e non osano sostenere le verità principi in modo aperto e diretto, ma dopo il fatto si vantano ancora spudoratamente di essere persone spirituali e dicono di amare Dio più di chiunque altro e di riuscire a cogliere al meglio le Sue intenzioni. Gli individui di questo tipo non hanno assolutamente alcuna consapevolezza della coscienza. Una persona che non ha la consapevolezza della coscienza può sostenere le verità principi? Ha il coraggio di dichiarare apertamente la sua posizione e di schierarsi dalla parte di Dio per affrontare i malevoli? Non c’è alcuna possibilità che ciò accada; è molto difficile per tali individui mettere in pratica la verità.
Se una persona possiede la coscienza dell’umanità normale, regolerà i propri pensieri, le proprie parole e le proprie azioni. Cosa significa “regolare”? Significa che, quando i tuoi pensieri e comportamenti si allontanano dallo standard dell’umanità normale, la tua coscienza giudicherà che è sbagliato pensare in quel modo e che non è bene fare quella cosa, quindi arrossirai e ti sentirai a disagio e rimproverato. Dopo aver provato questi sentimenti, i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti in una certa misura verranno frenati, e questa restrizione regolerà il tuo comportamento e ti consentirà di evitare di fare cose che violano palesemente le verità principi e che vanno contro la tua coscienza e la tua giustizia morale. Ma se non hai lo standard della coscienza, allora quando fai le cose non avrai alcun criterio con cui regolare e frenare i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti, e quindi andrai a briglia sciolta, farai tutto ciò che ti viene in mente, tutto ciò che vuoi e tutto ciò che è vantaggioso e conveniente per te stesso. In queste circostanze in cui non c’è nulla che ti frena, i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti saranno notevolmente amplificati. Cosa significa “notevolmente amplificati”? Che non saranno regolati in alcun modo. Sarà proprio come quando i non credenti imbrogliano le persone: non hanno la consapevolezza della coscienza, non si sentono in colpa se ti sottraggono mille dollari con l’inganno e nemmeno se ti truffano fino a mandare in rovina la tua famiglia; anche se ti metti in ginocchio e li implori, non ti presteranno attenzione. Sono davvero individui immensamente malevoli. Perché possono fare così tanto male? Perché non hanno consapevolezza della coscienza, né una coscienza che li freni, e quindi possono essere così malevoli e diventare odiosi peccatori. Pertanto, è importante avere la coscienza dell’umanità normale. Le persone sono in grado di sostenere le verità principi in primo luogo a condizione che abbiano la consapevolezza della coscienza. Avere la consapevolezza della coscienza e un senso di vergogna è ciò che ti consente di regolare il tuo comportamento e ti dà l’opportunità di intraprendere il cammino di ricerca e pratica della verità. Se non hai la consapevolezza della coscienza a regolarti, allora non avrai l’opportunità di intraprendere il cammino di perseguimento della verità. Pertanto, possedere la consapevolezza della coscienza è la condizione essenziale perché le persone possano avere l’opportunità di essere guidate sul cammino della pratica della verità e del sostegno delle verità principi ma, anche in questo caso, si tratta semplicemente di un’opportunità. Dico che si tratta semplicemente di un’opportunità perché, anche se i loro pensieri e i loro comportamenti sono regolati dalla consapevolezza della coscienza, le persone possono comunque violare le verità principi o non agire in conformità con esse, prendendo un cammino intermedio, ovvero non sostenendo le verità principi ma nemmeno associandosi con individui malevoli. In altre parole, sotto l’effetto della coscienza, le persone piuttosto buone sono in grado di praticare la verità e sostenere le verità principi, mentre quelle di levatura leggermente inferiore riescono almeno a evitare di essere controllate o forzate da persone malevole e di seguirle nelle loro malefatte: questo equivale semplicemente a raggiungere la linea di base fornita dallo standard della coscienza. Anche se non hai messo in pratica la verità, non hai fatto del male. Una persona così può almeno essere comunque definita una persona dotata di coscienza: sebbene non abbia messo in pratica la verità, sicuramente non farà del male. Questo è l’effetto che la coscienza ha sulle persone. Per coloro che amano la verità, uno degli effetti più benefici della coscienza è che essa ha la possibilità di regolare le loro parole e i loro comportamenti e può condurli sul cammino di pratica della verità e di rispetto delle verità principi. Pertanto, la coscienza è una parte molto importante dell’umanità delle persone, ed è qualcosa di cui esse non possono fare a meno. Cosa significa dunque “coscienza”? Ne parleremo in dettaglio più avanti, quando ne avremo l’opportunità, ma oggi diciamo brevemente qualcosa al riguardo. La coscienza si riferisce alla bontà d’animo e al senso di giustizia, che sono le due qualità più essenziali di una persona. Se possiedi queste due qualità, sei un individuo dotato di coscienza; se non possiedi nessuna delle due, allora sei privo di coscienza. Le persone prive di coscienza non hanno un’umanità normale; non avere un’umanità normale significa non possedere alcun senso di giustizia e non avere bontà d’animo. Cosa significa “nessun senso di giustizia”? Significa essere disonesti e malvagi. Cosa significa “non avere bontà d’animo”? Significa essere maligni, feroci e malvagi. Gli individui che possiedono queste forme di indole sono privi di umanità, e di conseguenza sono in grado di compiere qualsiasi genere di malefatta, perché non possiedono la coscienza dell’umanità normale né le due essenze di senso di giustizia e di bontà d’animo contenute nella coscienza dell’umanità normale. Sono spudorati, estremamente disonesti e soprattutto feroci e maligni, quindi sono capaci di compiere qualsiasi genere di malefatta. In altre parole, indipendentemente da quanto le cose che fanno siano malvagie e maligne, essi non provano nulla: non si sentono in colpa e non si sentono rimproverati. Perché sono capaci di fare qualsiasi genere di male? Perché sono privi di bontà d’animo e dell’essenza dell’umanità; qualsiasi male facciano, pensano che sia giustificato e non lo percepiscono come tale. Per esempio, se sei una persona dotata di consapevolezza della coscienza, quando dici qualcosa che costituisce un insulto o un attacco a un’altra persona non sarai in grado di sopportarlo. Penserai: “Ho detto delle cose per insultarla, e questo è abbastanza. Insultare gli altri li fa sentire davvero turbati! Anch’io sarei turbato se qualcuno mi insultasse in quel modo, quindi ora che ho lanciato loro alcuni insulti per alleviare il mio odio e sfogarmi, non andrò oltre”. E quindi ti fermerai. Ma le persone malevole non la pensano così. Pensano: “Insultarti sarebbe essere troppo buono con te. Ti picchierò anche, porterò la tua famiglia alla rovina e farò soffrire i tuoi discendenti! Qualunque cosa malvagia o cattiva ti faccia è giustificata. Purché tu abbia ciò che ti meriti e io possa alleviare il mio odio, sono disposto a fare qualsiasi cosa!” Potrebbero anche non maledirti, ma passare direttamente a farti cose malvagie e a vendicarsi di te: questo è ciò che significa essere malevoli. È così che sono le persone senza consapevolezza della coscienza: sono capaci di commettere ogni genere di male.
All’interno delle varie nozioni e fantasie che le persone hanno sull’opera di Dio, quelle di cui esse sono consapevoli sono principalmente le nozioni di cui parlano spesso e che riguardano la disciplina, il castigo e la punizione. Da un lato, abbiamo condiviso sulle nozioni e sulle fantasie che nascono nelle persone all’interno dell’opera di Dio; dall’altro, esse dovrebbero anche sapere che Dio opera nelle persone in molti e svariati modi. A seconda delle diverse età in cui Egli opera e dei diversi standard che Egli richiede alle persone e, naturalmente, dei diversi risultati che Egli vuole ottenere nelle persone attraverso la Sua opera e anche dei diversi obiettivi della Sua opera e della diversa natura essenza delle persone, Dio adotta metodi differenti e opera nelle persone in molti e svariati modi. La disciplina, il castigo e la punizione costituiscono solo una piccola parte della Sua opera, e non sono i metodi principali che Egli usa in essa. Poiché nella terza fase della Sua opera Dio ha espresso un gran numero di verità per provvedere alle persone e ottenere il risultato di salvarle, la quantità di opera di disciplina, castigo e persino punizione che Egli compie su di esse è molto esigua. Inoltre, a seconda dei diversi obiettivi della Sua opera, Dio agisce anche in conformità con i principi corrispondenti, e le Sue azioni variano a seconda degli obiettivi e delle varie, diverse circostanze. Di conseguenza, relativamente parlando, di rado Egli disciplina, castiga o punisce le persone. Pertanto, esse dovrebbero smettere di aggrapparsi alle loro nozioni e fantasie precedenti sull’opera di Dio e, poiché Egli ha espresso un gran numero di parole e un gran numero di verità, non dovrebbero continuare a dipendere dalla Sua disciplina, dal Suo castigo o dalla Sua punizione, lasciando passivamente che Egli le sproni a praticare la verità e ad accedere alla verità realtà: questa è un’idea che le persone non dovrebbero avere. L’idea corretta che dovrebbero avere è che non devono dipendere passivamente dalla disciplina, dal castigo o dalla punizione di Dio per comprendere le Sue intenzioni o venire davanti a Lui, e che devono invece essere più positive e proattive nel venire al Suo cospetto per ricercare le Sue intenzioni e le verità principi. In qualsiasi momento, le parole di Dio e le verità principi sono la direzione in cui devi procedere, e sono i principi e i cammini a cui più dovresti attenerti e che più dovresti praticare nella tua vita quotidiana o nel tuo cammino di esistenza, mentre la disciplina, il castigo o la punizione di Dio sono solo modi di operare che Egli mette in atto in certe situazioni particolari e in circostanze in cui lo ritiene necessario. Le persone non dovrebbero passivamente attendere o chiedere che ciò accada, pensando: “Che Dio mi disciplini, mi castighi e mi punisca affinché io possa arrivare ad amare e praticare la verità”. Questo approccio è errato: Dio opera in base alle manifestazioni effettive delle persone e alle esigenze della loro vita. Alcuni sentono che chi è privo di coscienza è una bestia e non può essere salvato, quindi diventano ansiosi e pensano: “Se non posso essere salvato, sarà davvero problematico. Poiché non ho la consapevolezza della coscienza dell’umanità normale, preferirei ricevere la disciplina e la punizione di Dio in sostituzione della coscienza dell’umanità normale”. Questa è una buona idea? Se, come essere creato e come membro ordinario dell’umanità corrotta, pensi davvero di essere privo di umanità normale e della coscienza dell’umanità normale; se senti profondamente il dolore di questa mancanza e speri che la disciplina, il castigo e la punizione di Dio non ti abbandonino e ti consentano di essere trasformato e, in ultima analisi, di sopravvivere; se hai davvero questo tipo di determinazione, allora potrebbe essere una buona cosa, e rappresenta un raggio di speranza per la tua sopravvivenza. Ma nel caso in cui tu non abbia questo tipo di determinazione, allora ti dico: sei in grande pericolo se non hai la consapevolezza della coscienza dell’umanità normale. Anche se di tanto in tanto hai subito la disciplina, il castigo e la punizione di Dio, questa è una cosa che Egli ti ha elargito. Dio fa queste cose e usa questi metodi per suggerirti e metterti in guardia, in modo che tu faccia meno male e riceva meno punizioni. Dio ha preservato il tuo orgoglio a sufficienza; dovresti esserGli grato per aver fatto un’eccezione mostrandoti questa grazia, invece di non sapere cosa è meglio per te. In circostanze normali, Dio non compirà alcuna opera né utilizzerà alcun modo di operare in qualcuno che non ha la coscienza e la ragionevolezza dell’umanità. Se hai ricevuto disciplina, castigo o punizioni da Dio, indipendentemente da quali essi siano, che siano lievi o un po’ più severi, allora dovresti esserGli grato per tutto ciò. Per dirla con le parole comuni dell’uomo, Dio lo fa perché ha riguardo per te e ti eleva. Egli non ti guarda assolutamente con ostilità né ti condanna, quindi dovresti accettare questo da Lui. Se hai davvero la possibilità di ricevere la disciplina, il castigo o la punizione di Dio oltre alla fornitura della verità, allora ciò dimostra che Egli ti tratta ancora come un essere creato e un membro dell’umanità corrotta. Dovresti ringraziarLo, comprendere questo fatto correttamente e sottometterti alla Sua disciplina, al Suo castigo o alla Sua punizione. Non dovresti nutrire un atteggiamento ostile nei Suoi confronti a causa di ciò, né dovresti ribellarti ancora di più a Lui. Indipendentemente dal tipo di disciplina che hai ricevuto o dalla severità della punizione che hai subito, dovresti sottometterti a Dio e ringraziarLo senza indugio per averti suggerito e messo in guardia, per averti dato questa possibilità e per averti concesso l’opportunità di ricevere tutto questo da Lui. Ciò dimostra anche che hai ancora un rapporto con Dio e che questo legame non è stato completamente reciso. Nell’opera di gestione dell’umanità da parte di Dio e nel Suo processo di salvezza delle persone, Dio ti ha ancora nel Suo cuore; per lo meno, Egli ti vede ancora: quando vede la tua ribellione e la tua corruzione, è ancora disposto a disciplinarti, castigarti e punirti. Ciò dimostra che Egli non ha completamente rinunciato a te; per te, questa è una fortuna, ed è anche una buona notizia. Pertanto, anche se vieni sottoposto a un po’ di disciplina o di castigo dolorosi, dovresti venire davanti a Dio senza indugio. Lo scopo di venire davanti a Dio non è che tu ti inchini davanti a Lui, né che tu senta che Egli è spaventoso o temibile. Dovresti invece capire cosa dovresti fare per piacere a Dio, per far sì che Egli non sia più in collera con te e per fare in modo che la Sua rabbia venga dissipata. Come minimo, dovresti fare del tuo meglio, nell’ambito di ciò che la tua levatura può raggiungere, per mettere in pratica le verità principi che Dio ti ha enunciato, e non dovresti far sì che Egli sia di nuovo in collera con te. Se Dio si arrabbia ripetutamente con te e tu continui a essere estremamente insensibile, a irrigidirti e a guardarLo intransigentemente con ostilità, e combatti contro di Lui fino all’ultimo, allora alla fine ciò a cui andrai inevitabilmente incontro sarà che Egli rinuncerà a te. Il momento in cui Dio non ti disciplina, non ti castiga e non ti punisce più è il momento in cui Egli ha rinunciato a te. E una volta che Dio avrà rinunciato a te, smetterà di suggerirti e ti allontanerà dalla Sua vista, spostandoti al di fuori della chiesa, in un luogo lontano dal centro della Sua opera; per lo meno, farà in modo che non possa vederti durante il periodo della Sua opera: Dio non vorrà più vederti. Se commetti il male in tale misura e arrivi a questo punto, allora non c’è speranza che tu venga salvato. Hai capito? (Sì.)
La condivisione di oggi riguardava il tema di abbandonare le barriere tra sé stessi e Dio e la propria ostilità verso di Lui. Che si tratti di smascherare le nozioni e le fantasie delle persone su Dio o i loro atteggiamenti nei Suoi confronti, o di condividere esattamente su come e in che modo Egli compie la Sua opera sulle persone, ciò che in definitiva tutto questo dice loro è che il punto di vista corretto che esse dovrebbero avere nei confronti dell’opera di Dio è accettare il Suo giudizio e il Suo castigo, sottomettersi a essi e accettare le Sue parole e ogni verità principio che Egli fornisce loro, invece che prendere le distanze da Lui. Ogni volta che fanno qualcosa, dovrebbero ricercare le verità principi e praticare in base a esse, e perseguire l’ingresso nella verità realtà, invece di concentrare gli sforzi sul comportamento esteriore o di sopportare avversità e pagare un prezzo in apparenza, e certamente invece di farsi prendere dalle proprie nozioni e fantasie e sollevare un gran polverone al riguardo. In fin dei conti, non importa quali siano le tue nozioni e le tue fantasie su Dio, il risultato che la Sua opera è destinata a raggiungere è quello di infondere le Sue parole e la verità nelle persone e di consentire a esse di avere verità principi a cui attenersi e di sostenere queste verità principi in tutto ciò che incontrano durante la loro vita quotidiana e sul loro cammino di esistenza: questo è il risultato che l’opera di Dio mira a raggiungere. Il risultato finale dell’opera di Dio è che la verità diventa la realtà e la vita delle persone, non che Egli realizzi tutto ciò secondo le loro nozioni e fantasie. Questo lo capisci, giusto? Abbiamo più o meno condiviso a sufficienza su questi argomenti, non è vero? (Sì.) Allora la nostra condivisione per oggi finisce qui. Arrivederci!
8 luglio 2023
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