Come perseguire la verità (8) Parte 6
L’amare la socializzazione e l’essere solitari
Amare la socializzazione: che aspetto è questo? (Una condizione innata.) Questa è una condizione innata, un metodo per le relazioni mondane quando ci si trova in mezzo a gruppi di persone. Alcuni amano stare in compagnia, non se ne stancano mai e, a prescindere dalla personalità degli altri, sono in grado di stare con loro e disposti a farlo. Altri, invece, preferiscono evitare la folla e non vogliono stare in compagnia. Questo ha una certa connessione con la personalità innata di un individuo. Quando una cosa riguarda la personalità, riguarda sicuramente le condizioni innate. Amare la socializzazione è legato alla personalità di un individuo; non riguarda i pregi o le manchevolezze dell’umanità e, naturalmente, non riguarda alcuna indole corrotta. Questa è una manifestazione relativamente semplice. Essere solitari: in quale aspetto rientra? (Fa parte della personalità innata di un individuo.) (È un difetto dell’umanità.) C’è un po’ di disaccordo qui: quindi, che tipo di questione si intende per essere solitari? (Essere solitari indica che si ha una personalità scarsa.) Avere una personalità scarsa è un difetto dell’umanità. Anche la personalità stessa è un aspetto delle proprie condizioni innate, quindi questo tratto dell’essere solitari è sia una condizione innata che un difetto dell’umanità. Non pertiene a un’indole corrotta e non riguarda la condotta di una persona. Essere solitari significa evitare sempre la gente, non essere disposti a comunicare i propri pensieri con gli altri, preferire fare le cose da soli e non gradire la compagnia degli altri né la vita in mezzo alla gente. Gli individui di questo tipo amano soltanto stare in un ambiente solitario o in un angolo. Quando ci sono molte persone, non vogliono parlare. Non sono bravi a comunicare con gli altri. Quando lo fanno si sentono in ansia e in preda al panico o si ritrovano in situazioni imbarazzanti e di disagio. Questo è un problema della personalità all’interno delle condizioni innate e, naturalmente, è anche un difetto dell’umanità, giusto? (Giusto.)
L’essere timorosi e l’essere audaci
Ora diamo un’occhiata all’essere timorosi: che tipo di problema è questo? (Una condizione innata.) (Un difetto dell’umanità.) È una condizione innata e anche un difetto dell’umanità. DiteMi, cosa significa essere timorosi? Avere paura di uscire di notte, temere topi, millepiedi e scorpioni, così come avere paura di mettersi nei guai e non essere disposti ad affrontare questioni complicate: queste sono tutte manifestazioni dell’essere timorosi. Alcune persone svengono per la paura quando vedono un serpente. Altre si spaventano così tanto da essere scosse da tremiti quando sentono parlare di un incidente d’auto. Alcuni, quando sentono che i credenti in Dio vengono perseguitati e possono essere arrestati, condannati e incarcerati, hanno così tanta paura che non osano credere. Ci sono anche quelli che non hanno il coraggio di andare sulle montagne russe. Tali individui non osano prendere parte a niente né provare nulla se c’è anche solo un minimo che non riescono a capire a fondo o se si tratta di qualcosa che non hanno mai fatto prima. Non solo non osano provare lavori o attività pericolosi, ma hanno anche paura di fare cose che le persone normali dovrebbero fare nella vita quotidiana. Per esempio, se viene chiesto loro di imparare a guidare, rispondono: “Non ho il coraggio di guidare. Ci sono così tante macchine in strada e vanno così veloci: e se faccio un incidente?” Qualcuno dice: “Perché ti preoccupi sempre degli incidenti? Non puoi semplicemente essere un po’ più prudente quando guidi?” Ma loro hanno comunque paura: “Una volta che la macchina inizia a muoversi, è fuori dal mio controllo. Se davvero si verifica un incidente, nessuno può averne il controllo!” Pensano sempre in una direzione negativa, quindi non riescono a realizzare nulla. Essere timorosi è una condizione innata ed è anche un difetto dell’umanità. Le persone timorose sono eccessivamente caute e meticolose in tutto ciò che fanno. Di solito non commettono grandi errori né gravi misfatti. Ma, da qualsiasi punto di vista, questo non può essere considerato un pregio: è un difetto dell’umanità. E allora che dire dell’essere audaci? Quali termini sono comunemente associati all’essere audaci? (Essere scioccamente audaci, agire in modo sconsiderato per audacia.) “Agire in modo sconsiderato per audacia”, “essere scandalosamente audaci” ed “essere audaci come leoni” si riferiscono tutti all’audacia. Quindi, essere audaci è un bene o un male? (Dipende dalla questione.) Dipende dalla situazione e dal tipo di persona che costoro sono. Se valutato dalla prospettiva dell’umanità, essere audaci non può essere classificato come un pregio né come una manchevolezza: lo classificheremo come una condizione innata. L’audacia di un individuo deve essere considerata nei termini della questione; inoltre, bisogna valutare se egli ha dei limiti nel fare le cose e com’è il suo carattere. Se ha un cattivo carattere, l’audacia può portarlo a infrangere la legge, fare del male e commettere crimini, approfittando, ottenendo guadagni illeciti e truffando e imbrogliando gli altri ovunque. Se qualcuno offre a simili individui del denaro per commettere misfatti, loro sono capaci di farlo. Per approfittare, osano compiere qualsiasi cattiva azione, senza riguardo per le conseguenze né considerazione per gli altri. Agire così, in modo sconsiderato per audacia, è un bene? (No.) Alcune persone ingannano gli altri ovunque in nome dei propri affari. L’attività che gestiscono è illegale: è solo una società fittizia senza vere attività operative. Ma, per via della loro audacia unita alla loro capacità di ingannare, accumulano fortuna per un certo periodo, vivono in ville e guidano berline: godono di un’ottima vita, ma il denaro e i beni materiali di cui godono sono stati tutti ottenuti con l’inganno grazie alla loro audacia. Questa è una buona cosa? DiteMi, questa audacia è un bene? (No.) Pertanto, quando si tratta di persone audaci, bisogna guardare il cammino che intraprendono. Se osano truffare e imbrogliare gli altri a causa della loro audacia, stanno compiendo un grande male. Più inganni e approfitti degli altri, più severa sarà la punizione che riceverai in futuro, non è così? Ciò non porta forse calamità? (Sì.) Se sei timoroso e vuoi truffare e imbrogliare gli altri, perpetrerai un po’ meno inganni e la punizione che riceverai in futuro sarà più lieve. Quindi, per tali individui che non percorrono il giusto cammino, è meglio essere in qualche modo timorosi oppure audaci? (È meglio essere in qualche modo timorosi.) Per queste persone che non percorrono il giusto cammino, che sono capaci di truffare e imbrogliare gli altri, che ignorano la legge e cercano sempre di sfruttare scappatoie legali per ottenere guadagni inaspettati, e che sono capaci di infrangere la legge in qualsiasi momento, l’audacia è una calamità: è un difetto e una carenza della loro umanità. Essere timorosi, per contro, diventa una cosa positiva, persino una salvaguardia per loro. Le persone timorose guadagnano un po’ di denaro per provvedere ai bisogni essenziali della propria famiglia e di sé stesse, si concedono anche qualche lusso, e si fermano lì. La punizione che riceveranno in futuro sarà più lieve. Le persone audaci osano commettere misfatti in modo sconsiderato e truffare e imbrogliare gli altri, appropriandosi di ciò che appartiene agli altri per avere di più di cui godere. Approfittano degli altri: non dovranno forse compensare per questo in futuro? (Sì.) Se avranno una prossima vita, la punizione che riceveranno allora sarà severa: potrebbero anche non essere in grado di compensare del tutto in una o due vite. Alcune persone passano l’intera vita a gestire ristoranti o attività commerciali, guadagnando uno o due milioni o addirittura decine di milioni di dollari di beni, eppure non riescono a goderseli perché li usano tutti per ripagare i debiti. Neanche a settanta o a ottant’anni hanno ancora finito di ripagarli. Cosa sta succedendo qui? Questa è una punizione che ha una causa: magari è perché nelle loro vite passate hanno preso troppo dagli altri per avidità, quindi continuano a ripagare i debiti nel corso di queste svariate vite. Non è forse che nelle loro vite passate sono state troppo avide, troppo audaci e hanno approfittato troppo degli altri, con una conseguente punizione nella loro vita attuale? (Sì.) Per coloro che non percorrono il giusto cammino, essere un po’ timorosi è una salvaguardia, mentre l’audacia è un brutto segno.
Se una persona percorre il giusto cammino, l’audacia è un bene? (Sì.) Cosa c’è di buono in essa? (Se tale persona è audace, è in grado comunque di persistere nella fede in Dio quando affronta una persecuzione.) Questa audacia non si riferisce semplicemente al coraggio della carne. Se si tratta del tipo di audacia che è il coraggio della carne, allora è sconsideratezza e avventatezza: è in un certo modo impulsiva e cieca. Per esempio, se sei audace e vieni arrestato per la tua fede in Dio, avrai paura di essere torturato? Avrai paura della morte? Avrai paura di essere incarcerato per venti o trent’anni? Se avrai paura, allora, quando appena iniziato a credere in Dio dici “Non ho paura”, questa è sconsideratezza, non è vera audacia. Quale manifestazione non è sconsideratezza? Il fatto che, quando inizi a credere in Dio, possiedi un certo coraggio ma anche una fede autentica. A cosa si riferisce questa fede autentica? Significa che, nella tua fede in Dio, sei determinato: “Se vengo perseguitato, arrestato e torturato per la mia fede in Dio, devo essere pronto a dare la vita. In qualsiasi modo o misura verrò tormentato, non venderò la chiesa né diventerò un giuda: non temo la morte!” Questo è un aspetto. L’altro aspetto è che, se davvero vieni arrestato e perseguitato e il gran dragone rosso ti minaccia per indurti a vendere la chiesa, riesci a capire a fondo le macchinazioni di Satana, a non farti limitare da esse e a rimanere saldo nella tua testimonianza, dicendo: “Tutto ciò che riguarda una persona, incluse la sua vita e la sua morte, è nelle mani di Dio. Non ho paura!” Non si tratta né di sconsideratezza né di semplice coraggio; questa è fede autentica. Possedere questa fede autentica ed essere in grado di rimanere saldo nella tua testimonianza è un tuo pregio. Supponiamo che tu non abbia una fede autentica e dica solo: “Non ho paura; al peggio, è semplicemente la morte”, ma che, quando ti trovi ad affrontare l’arresto, sia così spaventato da fartela addosso. Dopo essere stato arrestato, la prima cosa che pensi è: “Sarò torturato? La mia carne soffrirà? Se mi marchieranno il corpo con un ferro elettrificato, sarò in grado di resistere? Se la tortura sarà grave, morirò? Se morirò, Dio non Si ricorderà di me? Non sarò in grado di ottenere la salvezza? Se davvero non riuscirò a sopportarlo, venderò la chiesa e diventerò un giuda. Se dopo essere diventato un giuda verrò punito e distrutto, così sia: almeno non soffrirò in questo momento”. In tal caso, non stai perdendo la tua testimonianza? Supponiamo che il Partito Comunista ti minacci, usando la tua famiglia per ricattarti, non permettendo ai tuoi figli di frequentare l’università, negando ai tuoi genitori l’accesso all’assicurazione sanitaria, privando la tua famiglia di tutti i diritti: allora avrai paura e non avrai una fede autentica. Dove sarà finito il tuo coraggio? Sei davvero audace? Se non possiedi una fede autentica, allora la tua audacia è solo sconsideratezza. Solo quando hai una fede autentica, il tuo coraggio è autentico. Se prima di essere arrestato pensi: “Dio non permetterà che io venga arrestato” e a causa di questo pensiero ti senti più audace, questa non è vera forza d’animo o vera fede. Supponiamo che, prima di essere arrestato, tu abbia già riflettuto su tutto questo e dica: “La vita e la morte di una persona sono nelle mani di Dio. Se Dio vuole davvero togliermi la vita, dovrei sottomettermi. Quanto alla mia destinazione futura, è determinata da una sola parola di Dio. In qualunque modo Egli mi tratti e qualunque destinazione mi conceda, ogni cosa è la Sua giustizia e io mi sottometterò. Se Dio dispone che io muoia in prigione, questo è il mio onore: sono disposto a offrirGli questa vita. Per quanto grande sarà la sofferenza che sperimenterò, avrò un credo immutabile, ovvero che affido la mia vita alle mani di Dio e, a prescindere da quanto Satana mi tormenti, mi devasti o mi infligga torture, non cederò mai a lui. Non mi preoccupo di morire o meno. Anche se morirò, ciò è sotto la sovranità di Dio ed è Lui che l’ha preordinato. Lo ringrazierò e Lo loderò comunque!” Questo è il tipo di fede che devi avere; solo con una fede di questo genere puoi possedere vero coraggio. Supponiamo che, prima di essere arrestato, prima che ti accada davvero, tu abbia capito a fondo queste questioni, possieda autentica fede in Dio, autentica sottomissione a Lui e autentica comprensione e accettazione delle questioni della vita e della morte, che tu sia capace di affidarti completamente alle mani di Dio e che, quando davvero vieni arrestato e affronti la possibilità della morte, queste comprensioni nel tuo cuore rimangano immutate: allora la tua fede non vacillerà. Indipendentemente dalle circostanze, se la tua fede non verrà annientata o sconfitta, avrai sempre coraggio. Supponiamo che, prima di essere arrestato, prima che ti accada davvero, tu non abbia riflettuto per bene su queste cose e abbia solo questo pio desiderio: “Sono disposto a offrire la mia vita. La vita mi è stata donata da Dio: nel peggiore dei casi, morirò da martire per Lui!” In tal caso, quando il gran dragone rosso ti torturerà e poi ti condannerà a dieci anni di prigione, rimarrai sbalordito: “Pensavo che la morte sarebbe stata la fine. Se fossi stato martirizzato, Dio Si sarebbe ricordato di me. Non mi aspettavo di non rendere quella testimonianza e, alla fine, di essere condannato a dieci anni. Dieci anni non sono dieci giorni o dieci mesi! Come dovrei sopportare tutto questo?” Dato che non hai mai pensato a queste cose prima, sarà facile capirle in quel momento? Sarà in qualche modo difficile, non è così? (Sì.) Quando sorgono delle difficoltà, le persone pensano solo a come gestirle e a come sfuggirvi. Se la tua spinta a fuggire dalle difficoltà è forte, allora la tua spinta ad adattarti a esse nel mezzo di una situazione difficile sarà estremamente debole. Pertanto, quando affronti delle difficoltà, diventa molto difficile per te sottometterti a un simile ambiente. Quindi, come si dovrebbero risolvere tali situazioni? Devi cercare immediatamente la verità e riflettere su queste questioni, e inoltre capire il cammino per praticare la verità. Per esempio, se riceverai una condanna a dieci anni di carcere, cosa penserai? “Mia moglie (o mio marito) divorzierà da me? Che età avranno i miei figli fra dieci anni? Non avrò adempiuto alla mia responsabilità nei loro confronti: mi rinnegheranno e si rifiuteranno di prendersi cura di me in vecchiaia? Come vivrò dopo il mio rilascio? Tra dieci anni, i miei genitori saranno vecchi e io non avrò adempiuto alla mia responsabilità filiale nei loro confronti: questo non mi renderà forse un figlio non devoto? L’opera di Dio sarà finita tra dieci anni? Non avrò guadagnato nulla in prigione: non avrò partecipato a nessuna riunione né ascoltato alcun sermone, e non avrò compreso la verità. Non rimarrò indietro durante questi dieci anni? Non significherà forse che sarò stato eliminato? Dio mi vorrà ancora? Se affronto questa sofferenza, Dio Se ne ricorderà? Se non Se ne ricorderà e non potrò ottenere la salvezza, allora non avrò trascorso questo periodo in prigione per niente? In dieci anni cambieranno molte cose e io non guadagnerò nulla, anzi, perderò molto”. Quando pensi a queste cose, emergono le difficoltà. Come dovresti affrontarle? Non dovresti forse pensare a come superare ogni giorno? Se non hai riflettuto a fondo su queste cose e non hai raggiunto un punto in cui comprendi la verità e vedi le cose con chiarezza, allora, quando affronterai l’arresto, la tua vita e la tua morte dipenderanno da un singolo pensiero: un momento di pavidità e di paura, un singolo pensiero o una singola idea possono spingerti a diventare un giuda, vendere la chiesa e vanificare tutti i tuoi sforzi precedenti. Se non sai riflettere in maniera approfondita su questa questione o capirla a fondo, sarà molto difficile per te non preoccuparti delle tue prospettive e del tuo destino e affidare la tua vita e la tua morte alle mani di Dio e permetterGli di orchestrare come vuole. Se non riesci a capire a fondo le questioni della vita e della morte e continui a nutrire la mentalità di tentare la fortuna, volendo cavartela alla meglio, allora, quando affronterai un ambiente, verrai rivelato. Tutti coloro che, quando sono stati arrestati, sono diventati dei giuda e hanno firmato le “Tre Dichiarazioni” lo hanno fatto da un giorno all’altro e hanno ricevuto da Satana il marchio della bestia. A volte la vita e la morte di una persona dipendono da un singolo pensiero. Senza la verità, è molto difficile superare le crisi. Quindi, cos’è la vera audacia? Se qualcuno realizza qualcosa affidandosi a un’esplosione di forza bruta, questa è vera audacia? Non lo è: è impulsività. Una persona veramente coraggiosa ha un certo livello di discernimento nel cuore riguardo a molte cose positive e negative. È in grado interiormente di concordare con le cose positive, di accettarle e di riconoscerle fermamente, raggiungendo il punto di sapersi sottomettere alla verità e alla sovranità di Dio. Solo in questo modo puoi possedere vero coraggio. Se non hai queste qualità nel tuo cuore, la tua audacia è solo stolta, come un vitello appena nato che non ha paura di una tigre. Pertanto, in un Paese che si oppone a Dio, credere in Lui e seguirLo non solo richiede coraggio ma, cosa più importante, richiede fede. Hai il coraggio di credere in Dio non perché sei audace, ma perché hai fede. Alcuni dicono: “Penso di credere in Dio semplicemente perché sono audace e non ho paura della persecuzione”. Questa affermazione potrebbe essere corretta. Tu credi per audacia ma, alla luce della tua stoltezza, ignoranza e semplicità, Dio ti riserva una grazia speciale, predisponendo per te determinati ambienti, oltre a fornirti l’irrigazione e la provvista della verità. Attraverso questo, arrivi a comprendere e ad acquisire numerose verità. Col tempo, la tua audacia acquisisce elementi di fede autentica ed è solo allora che il tuo coraggio cresce e che osi di più affrontare situazioni o persecuzioni future. Se un individuo non ha una fede autentica e si affida a un’esplosione di forza, dicendo: “Io ho il coraggio di credere in Dio! Non ho paura della persecuzione o di essere arrestato e incarcerato!”, questo tipo di coraggio non durerà a lungo. Senza la provvista della verità, senza che Dio predisponga ambienti nella vita reale per allenarti, per spingerti a praticare e per insegnarti come affrontare le varie situazioni, la tua audacia non è altro che temerarietà e non è affatto fede autentica. Capito? (Sì.) Se davvero è temerarietà, allora questo ti rende una persona sconsiderata, sciocca e ignorante. Alcuni credenti in Dio hanno pensieri molto semplici, immaginano che le cose siano alquanto lineari, senza prevedere affatto quali pericoli siano insiti nel seguire Dio. Solo quando incontrano delle battute d’arresto si rendono conto che seguire Dio non è una questione lineare. Se l’audacia di un individuo è un pregio dell’umanità, allora, come minimo, egli è semplice e diretto, non complicato, e non si preoccupa dei mille pericoli possibili. Supponiamo invece che la tua audacia sia guidata dall’intenzione di ottenere benedizioni e tu pensi: “Se credi in Dio, puoi entrare in cielo, ottenere grandi benedizioni, sfuggire ai disastri ed evitare la morte, quindi crederò, accada quel che accada!” In altre parole, la tua fede è guidata da un’esplosione di temeraria forza bruta; non sei tu che desideri, in modo semplice, credere in Dio; piuttosto, è un inseguire le benedizioni. In tal caso, nella migliore delle ipotesi la tua audacia è temerarietà e non può essere classificata come un pregio dell’umanità. Pertanto, quando si tratta di persone audaci, devi capire qual è la loro umanità essenza. Se non hanno coscienza e ragionevolezza e sono semplicemente temerarie, allora hanno poco valore e non possono realizzare nulla di significativo. Se invece sono in grado di credere in Dio e di accettare la verità, allora hanno valore. Se una persona è audace ma non possiede abilità di comprensione, non riesce a capire la verità e crede in Dio solo per ottenere benedizioni, e se per questo scopo è disposta a rinunciare alla famiglia e alla carriera e non teme la persecuzione, allora questo non è un pregio dell’umanità, bensì un pensiero e un punto di vista errati. I pensieri e i punti di vista errati sono in linea con le intenzioni di Dio? (No.) Il fatto che una persona sia timorosa o audace riguarda le sue condizioni innate e ha poco a che fare con l’essenza della sua umanità.
Se non condividessimo sulle varie manifestazioni delle condizioni innate, dell’umanità e dell’indole corrotta, sapreste discernerle da soli? (Magari ci riusciremmo con le manifestazioni semplici, ma non con quelle più complesse.) Ora che abbiamo condiviso sulle distinzioni tra condizioni innate, umanità e indole corrotta, sapete discernerle? (Sappiamo discernerle un po’ meglio di prima.) Se fornissi degli esempi meno comuni, sareste in grado di discernerli in base a ciò su cui ho condiviso? È difficile dirlo, vero? Allora, la prossima volta, continueremo a condividere su questioni relative a questo argomento. Man mano che condivideremo ulteriormente, individuerete alcune regole per discernere diversi tipi di questioni. Nei termini delle varie manifestazioni dell’umanità, delle condizioni innate e dell’indole corrotta, in generale sapete discernere le manifestazioni su cui abbiamo condiviso. Quanto a quelle su cui non abbiamo condiviso, solo chi possiede comprensione spirituale o chi sa come cercare la verità potrebbe essere in grado di discernerne alcune. Chi ha scarsa levatura potrebbe non arrivarci e non essere in grado di discernerle, quindi deve ascoltare di più e fare più domande. Se non condividiamo su tali questioni, rimarranno sempre vaghe per voi, e anche ciò che direte sarà poco chiaro; ci sarà sempre un divario tra la vostra comprensione e la pura comprensione della verità, vero? (Sì.)
Oggi abbiamo condiviso su questioni di levatura. Adesso sai discernere com’è la levatura delle persone? (Sì, più o meno.) Se non riesci a discernerla, allora prenditi il tempo che ti serve e fa’ esperienze. Nella vita quotidiana, incontrerai queste questioni. Impara ad applicare le parole della nostra condivisione alla vita reale, correlandole a poco a poco alle manifestazioni delle persone, discernendo te stesso e gli altri, arrivando a conoscere te stesso e gli altri. Gradualmente, sarai in grado di valutare queste cose e avrai uno standard per farlo. I principi per valutare le persone e le cose, nonché per comportarti e agire, diventeranno sempre più chiari. Abbiamo condiviso molto sui vari aspetti del discernimento delle condizioni innate, dell’umanità e dell’indole corrotta. Su qualsiasi manifestazione o rivelazione dell’umanità condividiamo, nulla di tutto ciò è parole vuote: queste cose possono essere tutte incontrate, viste e percepite nella vita reale. Pertanto, devi imparare a valutare le varie cose e i vari tipi di persona correlandoli alle parole di Dio. Solo imparando a correlare i vari stati e le varie questioni della nostra condivisione alla vita reale riuscirai gradualmente a progredire nel valutare persone e cose, così come nel comportarti e nell’agire, ad avere una comprensione accurata di varie questioni relative alla verità e ad afferrare gradualmente le varie verità principi. Capito? (Sì.) Sebbene le questioni di cui abbiamo parlato siano principalmente utilizzate per discernere i vari stati e le varie rivelazioni manifestati dalle persone e non ti mettano direttamente in condizione di comprendere la verità e di accedervi, tutte queste questioni influenzeranno la tua comprensione della verità, nonché il tuo accesso alla verità realtà. Pertanto, nonostante nelle nozioni delle persone possa sembrare che queste questioni riguardino solo l’umanità, le condizioni innate o alcuni tipi evidenti di indole corrotta, ogni questione e ogni affermazione sono correlate all’accesso delle persone alla verità. Perciò, queste sono questioni che devi affrontare sul cammino per accedere alla verità; non puoi evitarle. Le varie questioni e manifestazioni dell’umanità, positive o negative che siano, sono tutte cose che affronterai e incontrerai in vari ambienti nella vita quotidiana. Se, quando affronti diverse questioni, non riesci a discernerne alcuna e generalizzi su tutte, considerando le verità principi della nostra condivisione come regole o dottrine, allora non sarai mai in grado di entrare nella verità realtà. Perché? Perché non capirai mai che cos’è la verità.
Bene, questo è tutto per la condivisione di oggi. Arrivederci!
25 novembre 2023
Sei fortunato ad accederea questo sito Web,avrai l’opportunitàdi accogliere il Signoree trovare la via per sbarazzarti della sofferenza. Vuoi guadagnare questa benedizione di Dio?
Contenuti correlati
La parola di Dio – L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato (Parte 2)
Lettura delle parole di Dio Onnipotente - L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato (Parte...