“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” | Estratto 57

Se il cuore dell’uomo è nemico di Dio, come può egli temerLo e fuggire il male?

Poiché le persone di oggi non possiedono la stessa umanità di Giobbe, qual è la sostanza della loro natura e il loro atteggiamento nei confronti di Dio? Lo temono? Fuggono il male? Coloro che né temono Dio né fuggono il male possono essere descritti con quattro parole: i nemici di Dio. Spesso pronunciate queste quattro parole, ma non avete mai compreso il loro vero significato. Le parole “i nemici di Dio” hanno un loro senso: non significano che Dio vede l’uomo come nemico, ma che l’uomo vede Dio come nemico. Prima di tutto, quando le persone iniziano a credere in Dio, chi non ha i suoi scopi, le sue motivazioni e le sue ambizioni? Anche se alcune persone credono nell’esistenza di Dio, e l’hanno percepita, la loro fede in Dio contiene ancora quelle motivazioni, e il loro scopo ultimo nel credere in Dio è quello di ricevere le Sue benedizioni e le cose che essi desiderano. Nelle esperienze della vita, spesso pensano a sé stesse: “Per Dio ho rinunciato alla famiglia e alla carriera, e Lui che cosa mi ha dato? Devo anche aggiungere, e confermare: ho forse ricevuto qualche benedizione di recente? In questo periodo ho dato tanto, ho corso a destra e a manca, e ho sofferto da morire, ma in cambio Dio mi ha fatto qualche promessa? Si è forse ricordato delle mie buone azioni? Che fine farò? Potrò ricevere le benedizioni di Dio? …” Ogni persona costantemente, e di frequente, nel suo intimo fa questi calcoli, e chiede a Dio di sostenere le sue motivazioni, le sue ambizioni e i suoi affari. Vale a dire, nel suo intimo l’uomo tenta costantemente Dio, escogitando continuamente piani a proposito di Dio, e dibattendo costantemente con Lui il caso riguardante il suo scopo, e tentando di estorcere a Dio una dichiarazione, per vedere se Egli può concedergli ciò che desidera oppure no. Nello stesso tempo in cui ricerca Dio, l’uomo non Lo tratta come Tale. Ha sempre tentato di concludere accordi con Lui, facendoGli richieste senza tregua, e anche sollecitandoLo a ogni passo, tentando di prendersi tutto il braccio dopo aver avuto la mano. Mentre sta cercando di concludere accordi con Dio, l’uomo dibatte con Lui, e c’è anche chi, nel momento in cui gli capitano delle prove o si trova in determinate situazioni, spesso diventa debole, passivo e fiacco nel suo lavoro, e pieno di lamentele riguardanti Dio. Dal primo momento in cui ha iniziato a credere in Dio, l’uomo Lo ha considerato un pozzo di San Patrizio, un “jolly”, e si è autoproclamato come il più grande creditore di Dio, come se tentare di ottenere benedizioni e promesse da Dio fosse un suo diritto e obbligo innato, mentre la responsabilità di Dio sarebbe quella di proteggere l’uomo, prenderSi cura di lui e mantenerlo. Ecco l’interpretazione di base del concetto “fede in Dio” da parte di tutti coloro che credono in Lui, e la loro più profonda comprensione di questo concetto. A partire dalla sostanza della natura dell’uomo fino alla sua ricerca soggettiva, non c’è niente che si collega con il timore di Dio. Lo scopo dell’uomo nel credere in Dio presumibilmente non ha niente a che fare con l’adorazione di Dio. Vale a dire, l’uomo non ha mai considerato né compreso che la fede in Dio implica il timore e l’adorazione di Dio. Alla luce di tali condizioni, l’essenza dell’uomo è ovvia. E di quale essenza si tratta? Il cuore dell’uomo è maligno, un ricetto di perfidia e disonestà, non ama la correttezza e la giustizia, o ciò che è positivo, ed è spregevole e avido. Il cuore dell’uomo non potrebbe essere più chiuso nei confronti di Dio; l’uomo non l’ha mai dato affatto a Dio. Egli non ha mai visto il vero cuore dell’uomo, e non è mai stato adorato da lui. Indipendentemente da quanto sia grande il prezzo pagato da Dio, da quanto lavoro Egli compia, o da quanto fornisca all’uomo, egli rimane cieco a tutto questo, e totalmente indifferente. L’uomo non ha mai donato il suo cuore a Dio, vuole provvedere da solo al suo cuore e prendere le sue decisioni, e ciò sottintende che non desidera seguire la via del timore di Dio e del rifiuto del male, né obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio, e non desidera adorare Dio in quanto Tale. Ecco lo stato attuale dell’uomo. E ora prendiamo ancora in considerazione Giobbe. Prima di tutto, egli fece un patto con Dio? Aveva dei secondi fini per restare saldo nella via del timore di Dio e del rifiuto del male? In quel tempo, Dio aveva parlato con qualcuno della fine a venire? In quel tempo, Dio non aveva fatto promesse a nessuno riguardo alla fine, e in quel contesto Giobbe fu in grado di temere Dio e fuggire il male. Le persone di oggi reggono il confronto con Giobbe? C’è troppa disparità, sono mondi diversi. Sebbene Giobbe non avesse molta conoscenza di Dio, Gli aveva dato il suo cuore ed esso Gli apparteneva. Non concluse mai un accordo con Dio, non ebbe desideri o richieste bizzarri nei confronti di Dio; al contrario, credeva che “Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto”. Ecco ciò che aveva percepito e ottenuto dalla sua fermezza nella via del timore di Dio e del rifiuto del male per molti anni della sua vita. Allo stesso modo, egli guadagnò il risultato seguente: “Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare il male?”. Queste due frasi erano ciò che aveva visto ed era arrivato a conoscere come risultato del suo atteggiamento di obbedienza nei confronti di Dio durante le esperienze della sua vita, e furono anche le sue armi più potenti grazie alle quali trionfò sulle tentazioni di Satana, e il fondamento della sua fermezza nella testimonianza a Dio. A questo punto, vi immaginate Giobbe come una persona amabile? Sperate di essere persone del genere? Temete di dover sopportare le tentazioni di Satana? Decidete di pregare perché Dio vi sottoponga alle stesse prove di Giobbe? Senza dubbio, la maggior parte delle persone non oserebbe pregare per cose del genere. Quindi, è evidente che la vostra fede è penosamente piccola; in confronto a quella di Giobbe, la vostra fede è semplicemente indegna di menzione. Siete i nemici di Dio, non Lo temete, siete incapaci di restare fermi nella vostra testimonianza a Dio, e di trionfare sugli attacchi, le accuse e le tentazioni di Satana. Che cosa vi rende idonei a ricevere le promesse di Dio? Dopo aver ascoltato la storia di Giobbe e compreso l’intenzione di Dio nel salvare l’uomo e il significato della salvezza dell’uomo, ora avete la fede necessaria per accettare le stesse prove di Giobbe? Non dovreste prendere una piccola decisione per consentire a voi stessi di seguire la via del timore di Dio e del rifiuto del male?

Tratto da “La Parola appare nella carne

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