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Continuazione di La Parola appare nella carne (Selezioni)

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Continuazione di La Parola appare nella carne (Selezioni)

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Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

Ognuno di voi dovrebbe esaminare di nuovo la propria vita di fede in Dio per vedere se, nella ricerca di Dio, ha veramente capito, ha veramente compreso ed è veramente giunto a conoscerLo, se sa veramente quale atteggiamento Dio assuma verso i vari tipi di esseri umani e se capisce veramente che cosa Dio stia operando in lui e come Dio definisca ogni suo atto. In ultima analisi, quanto capisci e quanto realmente sai di questo Dio che è al tuo fianco, a guidare la direzione del tuo progredire, a prestabilire il tuo destino e a provvedere alle tue necessità? Sai che cosa Egli operi in te ogni singolo giorno? Conosci i principi e gli scopi su cui basa ogni Sua azione? Sai come ti guida? Conosci i mezzi con cui provvede a te? Conosci i metodi con cui ti guida? Sai che cosa Egli desideri ottenere da te e che cosa desideri conseguire in te? Conosci l’atteggiamento che assume verso gli svariati modi in cui ti comporti? Sai se sei amato da Lui? Conosci l’origine della Sua gioia, della Sua collera, del Suo dolore e della Sua contentezza, i pensieri e le idee su cui si fondano, e la Sua essenza? Sai, in definitiva, che genere di Dio sia questo Dio in cui credi? Questi e altri interrogativi del genere sono forse qualcosa che tu non hai mai capito o a cui non hai mai pensato? Nel ricercare la tua fede in Dio, attraverso un reale apprezzamento e una vera esperienza delle parole di Dio, hai chiarito i tuoi malintesi riguardo a Lui? Dopo avere ricevuto la disciplina e il castigo di Dio, hai raggiunto sottomissione e sollecitudine autentiche? Nel pieno del castigo e del giudizio di Dio, sei giunto a conoscere la natura ribelle e satanica dell’uomo e hai acquisito un minimo di comprensione della Sua santità? Sotto la guida e l’illuminazione delle parole di Dio, hai cominciato a vedere la vita in maniera diversa? Nel pieno della prova mandata da Dio, hai percepito la Sua intolleranza per le offese dell’uomo nonché ciò che Egli ti richiede e come ti stia salvando? Se non sai che cosa significhi fraintendere Dio o come chiarire tale fraintendimento, allora si può dire che tu non sia mai entrato in vera comunione con Dio e non Lo abbia mai capito, o perlomeno si può dire che tu non abbia mai desiderato capirLo. Se non sai che cosa siano la disciplina e il castigo di Dio, sicuramente non sai che cosa siano sottomissione e sollecitudine, o perlomeno non ti sei mai veramente sottomesso e non hai mai avuto sollecitudine verso Dio. Se non hai mai avuto esperienza del castigo e del giudizio di Dio, sicuramente non saprai che cosa sia la Sua santità e avrai ancora meno chiarezza riguardo a che cosa sia la ribellione dell’uomo. Se non hai mai avuto una corretta visione della vita o un corretto scopo nella vita, ma ti trovi ancora in uno stato di perplessità e indecisione riguardo al tuo futuro percorso di vita, fino al punto di esitare ad andare avanti, allora di sicuro non hai mai veramente ricevuto l’illuminazione e la guida di Dio e si può anche dire che tu non sia mai stato veramente rifornito o nutrito dalle parole di Dio. Se ancora non hai subìto la Sua prova, inutile dire che certamente non sai che cosa sia l’intolleranza di Dio verso le offese dell’uomo, né capiresti che cosa Dio in definitiva richieda da te, e ancora meno, in definitiva, che cosa sia la Sua opera di gestire e salvare l’uomo. A prescindere da quanti anni una persona creda in Dio, se non ha mai sperimentato o percepito nulla nelle Sue parole, di sicuro non sta percorrendo il cammino verso la salvezza, la sua fede in Dio è sicuramente priva di un vero contenuto, anche la sua conoscenza di Dio è sicuramente pari a zero, ed è inutile dire che tale persona non ha affatto idea di che cosa significhi venerare Dio.

L’avere e l’essere di Dio, l’essenza di Dio, l’indole di Dio: tutto è stato reso noto tramite le Sue parole all’umanità. Quando ha esperienza delle parole di Dio, l’uomo, nel processo di metterle in pratica, giungerà a capire lo scopo alla base delle parole pronunciate da Dio, a capire la fonte e l’antefatto delle Sue parole e a capire e apprezzare l’effetto desiderato delle Sue parole. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, comprendere e fare proprie per avere accesso alla verità e alla vita, comprendere le intenzioni di Dio, trasformare la propria indole e divenire capace di sottomettersi alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nello stesso tempo in cui l’uomo sperimenta, comprende e fa proprie queste cose, a poco a poco avrà acquisito una certa comprensione di Dio e in quel momento avrà anche acquisito gradi diversi di conoscenza di Lui. Questa comprensione e questa conoscenza non provengono da qualcosa che l’uomo ha immaginato o composto, ma piuttosto da ciò che apprezza, sperimenta, percepisce e corrobora in sé stesso. Solo quando queste cose sono state apprezzate, sperimentate, percepite e corroborate, la conoscenza di Dio da parte dell’uomo acquisisce contenuto; solo la conoscenza che l’uomo ottiene in questo momento è effettiva, reale e precisa, e questo processo – di conseguire un’autentica comprensione e conoscenza di Dio apprezzando, sperimentando, percependo e corroborando le Sue parole – non è altro che la vera comunione fra l’uomo e Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo giunge veramente a capire e comprendere le intenzioni di Dio, giunge veramente a capire e conoscere l’avere e l’essere di Dio, giunge veramente a capire e conoscere la Sua essenza, giunge gradatamente a capire e conoscere la Sua indole, arriva a una reale certezza e a una corretta definizione della realtà del dominio di Dio sull’intero creato e acquisisce un orientamento sostanziale e una conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo modifica, passo dopo passo, le sue idee riguardo a Dio, non immaginandoLo più emerso dal nulla, né lasciando briglia sciolta ai propri sospetti su di Lui né fraintendendoLo né condannandoLo, né giudicandoLo, né dubitando di Lui. Di conseguenza l’uomo avrà meno discussioni con Dio, avrà meno conflitti con Lui e meno occasioni in cui ribellarsi contro di Lui. Viceversa, la sollecitudine dell’uomo verso Dio e la sua sottomissione a Lui aumenteranno, e la sua venerazione della volontà di Dio diventerà più reale, oltre che più profonda. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo conseguirà la provvista della verità e il battesimo della vita, ma allo stesso tempo otterrà anche la vera conoscenza di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo si trasformerà quanto alla propria indole e riceverà la salvezza, ma allo stesso tempo guadagnerà anche la reale venerazione e adorazione di Dio da parte di un essere creato. Dopo questo genere di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più una pagina bianca o una promessa offerta solo a parole o una forma di cieca ricerca e idolatria. Solo con questo genere di comunione la vita dell’uomo crescerà giorno dopo giorno verso la maturità, e solo adesso la sua indole a poco a poco si trasformerà, e la sua fede in Dio si modificherà, passo dopo passo, da una credenza vaga e incerta a un’autentica sottomissione e sollecitudine, a una reale venerazione. L’uomo inoltre, nella sua ricerca di Dio, a poco a poco progredirà da un atteggiamento passivo a uno attivo, da uno che subisce l’azione a uno che intraprende un’azione positiva. Solo con questo genere di comunione l’uomo arriverà a capire veramente Dio, a conoscerLo veramente. Poiché la gran parte delle persone non è mai entrata in vera comunione con Dio, la sua conoscenza di Dio si ferma al livello teorico, al livello di lettere e dottrine. Vale a dire, la gran parte delle persone, a prescindere da quanti anni creda in Dio, per ciò che riguarda la Sua conoscenza è ancora allo stesso punto di quando ha cominciato, bloccata sulle fondamenta delle forme tradizionali di omaggio, con le relative decorazioni di colori leggendari e superstizioni feudali. Se la conoscenza di Dio da parte dell’uomo rimane ferma al punto di partenza, significa che è praticamente inesistente. A parte l’affermazione della posizione e dell’identità di Dio da parte dell’uomo, la fede dell’uomo in Lui è ancora in uno stato di vaga incertezza. Stando così le cose, quanta vera venerazione per Dio può avere l’uomo?

Per quanto fermamente tu creda nella Sua esistenza, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio, né della tua venerazione per Lui. Per quanto tu abbia gioito delle Sue benedizioni e della Sua grazia, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Per quanto tu sia disposto e ansioso di consacrare tutto te stesso e di spendere tutto te stesso per Lui, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Forse hai acquisito tanta familiarità con le parole da Lui pronunciate o perfino le conosci a memoria e puoi sciorinarle alla rovescia, ma questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Per quanto l’uomo possa essere deciso a seguire Dio, se non ha mai avuto una comunione autentica con Lui né ha avuto un’esperienza autentica delle Sue parole, allora la sua conoscenza di Dio non sarebbe più che un vuoto assoluto o una fantasticheria infinita. Per quanto tu abbia “sfiorato” Dio di sfuggita o Lo abbia incontrato faccia a faccia, la tua conoscenza di Dio sarà ancora pari a zero e la tua venerazione per Lui non sarà altro che un vano slogan o un ideale.

Molti prendono in mano le parole di Dio e le leggono giorno dopo giorno, fino al punto di imparare attentamente a memoria tutti i brani classici e considerarlo il loro bene più prezioso. Inoltre predicano ovunque le parole di Dio, nutrendo e aiutando gli altri per mezzo delle Sue parole. Pensano che fare così significhi rendere testimonianza a Dio, rendere testimonianza alle Sue parole, che fare così significhi seguire la via di Dio; pensano che fare così significhi vivere secondo le parole di Dio, portare le Sue parole nella propria vita effettiva, che fare così consenta loro di ricevere la lode di Dio ed essere salvati e resi perfetti. Ma, pur predicando le parole di Dio, nella pratica non vi si conformano mai né cercano di allinearsi a ciò che vi viene rivelato. Invece usano le parole di Dio per conquistare l’adorazione e la fiducia degli altri mediante inganni, per avviare una gestione propria e per sottrarre e rubare la gloria di Dio. Sperano vanamente di approfittare dell’occasione offerta dalla divulgazione delle parole di Dio per ricevere la Sua opera e la Sua lode. Quanti anni sono trascorsi, eppure non solo queste persone sono state incapaci di guadagnare la lode di Dio mediante la predicazione delle Sue parole; non solo sono state incapaci di scoprire la via da seguire per rendere testimonianza alle parole di Dio; non solo non hanno aiutato o nutrito sé stesse mentre nutrivano e aiutavano gli altri per mezzo delle parole di Dio; non solo, nel fare tutte queste cose, sono state incapaci di conoscere Dio o di destare in sé stesse una venerazione autentica per Dio; ma al contrario i loro malintesi riguardo a Dio si fanno sempre più profondi, la loro diffidenza nei Suoi confronti si fa sempre più grave e le loro fantasie nei Suoi riguardi si fanno sempre più iperboliche. Nutrite e guidate dalle loro teorie riguardo alle parole di Dio, sembrano essere a loro agio e mettere in pratica le proprie abilità con facilità e senza sforzo, come se avessero trovato il loro scopo nella vita, la loro missione, come se avessero conquistato una nuova vita e fossero state salvate; come se, con le parole di Dio che escono vivaci dalla loro lingua nella recitazione, avessero ottenuto l’accesso alla verità, avessero compreso le intenzioni di Dio e scoperto il cammino per conoscerLo; come se, predicando le parole di Dio, si trovassero spesso faccia a faccia con Lui. Inoltre spesso si “commuovono” al punto di mettersi a piangere e altrettanto spesso, guidate dal “Dio” delle parole di Dio, sembrano aggrapparsi incessantemente alle Sue serie premure e gentili intenzioni e allo stesso tempo aver compreso la salvezza dell’uomo da parte di Dio e la Sua gestione, sembrano essere giunte a conoscere la Sua essenza e aver capito la Sua indole giusta. Su queste basi, sembrano credere ancora più fermamente nell’esistenza di Dio, essere maggiormente a conoscenza della Sua condizione eccelsa e percepire ancor più profondamente la Sua grandezza e la Sua trascendenza. Immerse come sono nella conoscenza superficiale delle parole di Dio, sembra che la loro fede sia cresciuta, la loro determinazione a sopportare la sofferenza si sia rafforzata e la loro conoscenza di Dio sia diventata più profonda. Ben poco sanno che, finché non sperimentano veramente le parole di Dio, tutta la loro conoscenza di Dio e le loro idee riguardo a Lui derivano dalla loro bramosa immaginazione e dalle loro congetture. La loro fede non reggerebbe ad alcun genere di prova da parte di Dio, la loro cosiddetta spiritualità e la loro levatura semplicemente non reggerebbero alla prova o alla verifica da parte di Dio; la loro determinazione è solo un castello di sabbia e anche la loro cosiddetta conoscenza di Dio non è altro che frutto della loro fantasia. In realtà queste persone, che per così dire hanno profuso grande impegno nelle parole di Dio, non hanno mai capito che cosa sia la vera fede, che cosa sia la vera sottomissione, che cosa sia la vera sollecitudine o la vera conoscenza di Dio. Prendono la teoria, l’immaginazione, la conoscenza, il dono, la tradizione, la superstizione e perfino i valori morali dell’umanità e ne fanno un “capitale di investimento” e “armamenti militari” per credere in Dio e ricercarLo, costituendole perfino come fondamenta della loro fede in Dio e della loro ricerca di Lui. Allo stesso tempo prendono questo capitale e questi armamenti e li trasformano in un talismano magico per conoscere Dio, per affrontare e combattere la verifica, la prova, il castigo e il giudizio di Dio. Alla fine, ciò che ottengono non è altro che deduzioni riguardo a Dio immerse in connotazioni religiose, in superstizioni feudali e in tutto ciò che è romantico, grottesco ed enigmatico, e il loro modo di conoscere e definire Dio è creato con lo stesso stampo di quello di quanti credono soltanto nel Cielo Supremo o nel Grande Vecchio in Cielo, mentre la realtà di Dio, la Sua essenza, la Sua indole, il Suo avere e il Suo essere e così via (tutto ciò che riguarda il vero Dio Stesso) sono cose che la loro conoscenza non è riuscita a comprendere e rispetto alle quali è completamente irrilevante e perfino diametralmente opposta. In questo modo, anche se vivono con la provvista e il nutrimento delle parole di Dio, ciò nonostante sono incapaci di percorrere realmente la via dell’aver timore di Dio ed evitare il male. Il vero motivo di tutto questo è che non hanno mai conosciuto Dio, né hanno mai avuto un contatto autentico o una comunione con Lui, e così è impossibile per loro arrivare a un’intesa reciproca con Dio o destare in sé in modo autentico la fede in Dio, la ricerca di Lui o l’adorazione di Lui. Che considerino così le parole di Dio, che considerino così Dio: questo punto di vista e questo atteggiamento le hanno condannate a ritornare a mani vuote dai loro tentativi, le hanno condannate per tutta l’eternità a non essere mai in grado di percorrere la via dell’aver timore di Dio ed evitare il male. Lo scopo a cui mirano e la direzione in cui procedono indicano che sono nemiche di Dio per l’eternità e che per l’eternità non saranno mai in grado di ricevere la salvezza.

Se, nel caso di un uomo che da molti anni segua Dio e gioisca di ciò che riceve dalle Sue parole, la sua definizione di Dio fosse essenzialmente la stessa di chi si prostra in omaggio davanti agli idoli, ciò significherebbe che quest’uomo non ha raggiunto la realtà delle parole di Dio. Questo perché semplicemente non ha avuto accesso alla realtà delle parole di Dio e per questo motivo la realtà, la verità, le intenzioni e le richieste all’umanità, tutto ciò che è inerente alle parole di Dio, non hanno nulla a che vedere con lui. Vale a dire, per quanto intensamente un simile uomo possa agire basandosi sul significato superficiale delle parole di Dio, è tutto inutile: poiché ciò che persegue sono semplici parole, ciò che ottiene saranno pure necessariamente semplici parole. Che le parole pronunciate da Dio siano, all’apparenza, semplici oppure astruse, sono tutte verità indispensabili all’uomo nell’accedere alla vita; sono la fonte di acqua di vita che gli consente di sopravvivere tanto nello spirito quanto nella carne. Forniscono ciò di cui l’uomo ha bisogno per restare vivo; il dogma e il credo per condurre la sua vita quotidiana; la via, lo scopo e la direzione da percorrere per ricevere la salvezza; ogni verità da possedere in quanto essere creato davanti a Dio; ogni verità riguardo a come l’uomo obbedisca a Dio e Lo adori. Sono la garanzia che assicura la sopravvivenza dell’uomo, sono il pane quotidiano dell’uomo e sono anche il sostegno robusto che gli consente di essere forte e reggersi in piedi. Sono ricche di realtà della verità della normale umanità come viene vissuta dall’umanità creata, ricche di verità con cui l’umanità si libera dalla corruzione ed elude le trappole di Satana, ricche di instancabile insegnamento, esortazione, incoraggiamento e conforto che il Creatore offre all’umanità creata. Sono il faro che guida e illumina gli uomini a capire tutto ciò che è positivo, la garanzia che assicura agli uomini che vivranno ed entreranno in possesso di tutto ciò che è giusto e buono, il criterio con cui si misurano persone, avvenimenti e oggetti e anche il segnale per la navigazione che guida gli uomini verso la salvezza e il cammino di luce. Solo con la reale esperienza delle parole di Dio l’uomo viene rifornito di verità e di vita; solo così egli giunge a capire che cosa sia la normale umanità, che cosa sia una vita significativa, che cosa sia un autentico essere creato, che cosa sia la vera obbedienza a Dio; solo così egli giunge a capire come avere sollecitudine verso Dio, come compiere il dovere di un essere creato e come possedere le sembianze di un vero uomo; solo così giunge a capire che cosa si intenda per autentica fede e autentica adorazione; solo così capisce chi sia il Sovrano dei cieli e della terra e di tutte le cose; solo così giunge a capire i metodi con cui Colui che è Padrone di tutto il creato governa, guida e provvede al creato; e solo così giunge a capire e a comprendere i metodi con cui Colui che è Padrone di tutto il creato esiste, Si manifesta e opera… Separato dalla reale esperienza delle parole di Dio, l’uomo non ha reale conoscenza o intuizione delle parole di Dio e della verità. Un tale uomo è un vero e proprio cadavere vivente, un perfetto involucro, e tutta la conoscenza relativa al Creatore non ha niente a che vedere con lui. Agli occhi di Dio un tale uomo non ha mai creduto in Lui, né è mai stato Suo seguace, e così Dio non lo riconosce né come Suo fedele né come Suo seguace, tanto meno come autentico essere creato.

Un autentico essere creato deve sapere chi sia il Creatore, a che cosa serva la creazione dell’uomo, come adempiere le responsabilità di un essere creato e come adorare il Signore di tutto il creato; deve capire, comprendere, conoscere e avere sollecitudine verso le intenzioni, i desideri e le richieste del Creatore e deve agire in conformità con la via del Creatore: avere timore di Dio ed evitare il male.

Che cosa significa avere timore di Dio? E come evitare il male?

“Avere timore di Dio” non indica paura e orrore indefinibili, né evadere, né tenere a distanza e nemmeno idolatria o superstizione. Si tratta invece di ammirazione, stima, fiducia, comprensione, sollecitudine, obbedienza, consacrazione, amore, nonché adorazione incondizionata e paziente, contraccambiare e arrendersi. Senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà ammirazione autentica, fiducia autentica, comprensione autentica, autentica sollecitudine od obbedienza, ma solo terrore e disagio, solo dubbio, malinteso, evasione ed elusione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà consacrazione e contraccambio autentici; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà un adorare e un arrendersi autentici, ma solo cieca idolatria e superstizione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non può mai agire in conformità con la via di Dio, né avere timore di Dio, né evitare il male. Al contrario, ogni attività e ogni comportamento che l’uomo intraprende saranno colmi di ribellione e disobbedienza, con imputazioni diffamatorie e giudizi calunniosi su di Lui e con una condotta malvagia contraria alla verità e al vero significato delle parole di Dio.

Avendo vera fiducia in Dio, l’umanità saprà realmente come seguire Dio e dipendere da Lui; solo con vera fiducia e dipendenza da Dio l’umanità può avere comprensione e intendimento autentici. Unitamente alla reale comprensione di Dio arriva la vera sollecitudine verso di Lui; solo con un’autentica sollecitudine verso Dio l’umanità può avere un’obbedienza autentica; solo con l’obbedienza autentica a Dio l’umanità conoscerà autentica consacrazione; solo con autentica consacrazione a Dio l’umanità può contraccambiare in maniera incondizionata e senza lamentele; solo con fiducia e dipendenza autentiche, comprensione e sollecitudine autentiche, obbedienza autentica, consacrazione e contraccambio autentici l’umanità può veramente giungere a conoscere l’indole e l’essenza di Dio e a conoscere l’identità del Creatore; solo quando è giunta veramente a conoscere il Creatore, l’umanità può destare in sé un adorare e un arrendersi autentici; solo quando sa realmente adorare e arrendersi al Creatore l’umanità potrà accantonare la propria condotta malvagia, vale a dire evitare il male.

Ciò costituisce l’intero processo di “avere timore di Dio ed evitare il male” ed è anche l’intero contenuto dell’avere timore di Dio ed evitare il male, nonché il cammino da percorrere per arrivare ad avere timore di Dio ed evitare il male.

“Avere timore di Dio ed evitare il male” e conoscere Dio sono inseparabilmente legati tramite una miriade di fili, e il legame fra loro è evidente di per sé. Se si desidera giungere a evitare il male, bisogna prima avere reale timore di Dio; se si desidera conseguire un reale timore di Dio, bisogna prima avere una vera conoscenza di Dio; se si desidera conseguire la conoscenza di Dio, bisogna prima avere esperienza delle Sue parole, accedere alla loro realtà, avere esperienza della punizione e della disciplina di Dio, del Suo castigo e del Suo giudizio; se si desidera avere esperienza delle parole di Dio, bisogna prima giungere faccia a faccia con le Sue parole, giungere faccia a faccia con Dio e chiederGli di fornire occasioni per avere esperienza delle parole di Dio sotto forma di ogni sorta di ambienti comprendenti persone, avvenimenti e oggetti; se si desidera giungere faccia a faccia con Dio e con le Sue parole, bisogna prima possedere un cuore semplice e onesto, disponibilità ad accettare la verità, volontà di sopportare la sofferenza, determinazione e coraggio per evitare il male e l’aspirazione a diventare un autentico essere creato… In questo modo, avanzando passo dopo passo, ti avvicinerai sempre più a Dio, il tuo cuore diventerà sempre più puro e la tua vita e il valore di essere vivo diventeranno, unitamente alla tua conoscenza di Dio, sempre più significativi e sempre più radiosi. Finché un giorno percepirai che il Creatore non è più un enigma, che il Creatore non ti è mai stato nascosto, che il Creatore non ti ha mai celato il Suo volto, che il Creatore non è affatto lontano da te, che il Creatore non è più Colui che brami costantemente nei tuoi pensieri ma non riesci a raggiungere con i tuoi sentimenti, che Egli realmente e veramente ti sta al fianco per proteggerti, provvedere alla tua vita e governare il tuo destino. Non è in un lontano orizzonte, né Si è occultato in alto fra le nuvole. È proprio al tuo fianco, a presiedere tutto il tuo essere, è tutto ciò che hai ed è l’unica cosa che possiedi. Un simile Dio ti consente di amarLo col cuore, aggrapparti a Lui, tenerLo vicino, ammirarLo, temere di perderLo e non essere più disposto a rinunciare a Lui, a disobbedirGli o a eluderLo o a tenerLo a distanza. Tutto ciò che vuoi è avere sollecitudine per Lui, obbedirGli, contraccambiare tutto ciò che ti dà e arrenderti al Suo dominio. Non ti rifiuti più di essere guidato, rifornito, sorvegliato e custodito da Lui; non rifiuti più ciò che Egli detta e predestina per te. Tutto ciò che vuoi è seguirLo, camminare al Suo fianco; tutto ciò che vuoi è accettarLo come tua unica e sola vita, accettarLo come tuo unico e solo Signore, tuo unico e solo Dio.

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