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Dio è la fonte di vita per tutte le cose (IV) Parte 4

2. Le prescrizioni di Dio per l’umanità

1) L’identità e lo status di Dio Stesso

Siamo giunti alla fine dell’argomento “Dio è la fonte di vita per tutte le cose” e del tema “Dio è l’unico Dio Stesso”. Pertanto, dobbiamo fare un riepilogo. Di che tipo? Un riepilogo riguardo a Dio Stesso. Poiché questa sintesi concerne Dio Stesso, essa deve riferirsi a ogni Suo aspetto, e alla forma di fede in Lui praticata dagli uomini. Prima devo chiedervi, dunque: dopo aver ascoltato la predica, chi è Dio nella vostra immaginazione? (Il Creatore.) Il Dio che immaginate è il Creatore. C’è altro? Dio è il Signore di tutte le cose; Dio è Colui che regna su tutte le cose e che le amministra. Ha creato tutto ciò che esiste e lo amministra; inoltre, lo governa e vi provvede. Questo è il Suo status, la Sua identità. Per tutte le cose e per tutto ciò che esiste, la vera identità di Dio è quella di Creatore e di Sovrano di tutte le cose. Questa è la Sua identità, ed Egli è unico tra tutte le cose. Nessuna delle Sue creature – che esse siano parte dell’umanità o del mondo spirituale – può usare alcun mezzo o pretesto per impersonare o sostituire la Sua identità e il Suo status, perché solo una tra tutte le cose possiede questa identità, questo potere, questa autorità e capacità di governare tutte le cose: il nostro unico Dio Stesso. Egli vive e Si muove tra tutte le cose; può innalzarSi fino al luogo più elevato, sopra tutte le cose; può abbassarSi facendoSi uomo, diventando uno di coloro che sono di carne e sangue, trovandoSi faccia a faccia con le persone e condividendone la buona e la cattiva sorte; allo stesso tempo, comanda su tutto ciò che esiste, e decide il suo destino e in quale direzione si muove; inoltre, guida le sorti e la direzione di tutta l’umanità. Un Dio come questo dovrebbe essere adorato, ubbidito e conosciuto da tutti gli esseri viventi. Così, indipendentemente da quale che sia il gruppo e la categoria di uomini a cui appartieni, credere in Lui, seguirLo, riverirLo, accettarNe il dominio e le disposizioni per il tuo destino è l’unica scelta, e la scelta necessaria, per qualunque persona, per qualunque essere vivente. Nell’unicità di Dio, le persone vedono che la Sua autorità, la Sua indole giusta, la Sua sostanza e i mezzi con cui provvede a tutte le cose sono unici; la Sua unicità determina la vera identità di Dio Stesso e il Suo status. Pertanto, tra tutte le creature, se un qualunque essere vivente nel mondo spirituale o tra gli uomini desiderasse prendere il posto di Dio, ciò sarebbe impossibile, come lo sarebbe tentare di impersonare Dio. Questo è un dato di fatto. Quali sono le prescrizioni per l’umanità da parte di un Creatore e di un Sovrano come questo, che possiede l’identità, il potere e lo status di Dio Stesso? Dovrebbe essere chiaro a tutti voi che siete qui oggi; dovreste ricordarlo, ed è molto importante sia per Dio sia per l’uomo!

2) I vari atteggiamenti dell’umanità verso Dio

Il modo in cui le persone si comportano verso Dio determina il loro destino e il modo in cui Dio Si comporta verso di loro e in cui tratta con loro. A questo punto, vi darò qualche esempio di come le persone si comportino verso Dio. Ascoltiamo qualche osservazione sulla correttezza dei loro modi e atteggiamenti. Consideriamo la condotta dei seguenti sette tipi di persone:

a. Esiste un tipo di persone il cui atteggiamento verso Dio è particolarmente assurdo. Pensano che Egli sia simile a un Bodhisattva o a un essere sacro del folclore umano, e che abbia bisogno che le persone si inchinino tre volte quando si incontrano e che brucino l’incenso dopo aver mangiato. Così, quando nei loro cuori sono grate a Dio per la Sua Grazia e Gli sono riconoscenti, provano spesso un impulso di questo genere. Desiderano che il Dio in cui credono oggi possa, come l’essere sacro cui anelano nel loro cuore, accettare nei Propri confronti un comportamento in cui ci si inchina tre volte quando ci si incontra e in cui si brucia l’incenso dopo aver mangiato.

b. Alcune persone considerano Dio un Buddha vivente, capace di liberare tutti gli esseri viventi dalla sofferenza e di salvarli; Lo vedono come un Buddha vivente capace di portarle via dal mare dell’afflizione. La loro fede in Dio consiste nell’adorarLo come un Buddha. Sebbene non brucino l’incenso, non si prostrino e non offrano sacrifici, in cuor loro Dio è semplicemente un Buddha come questo, e chiede loro solo di essere gentili e caritatevoli, di non uccidere alcun essere vivente, di non inveire contro gli altri, di vivere una vita apparentemente onesta e di non fare nulla di male; nient’altro. Questo è il Dio nei loro cuori.

c. Alcune persone adorano Dio come qualcuno di grande o di famoso. Per esempio, con qualunque mezzo questa grande persona ami parlare, con qualunque intonazione parli, qualunque parola e lessico usi, qualunque siano il suo tono, il suo modo di gesticolare, le sue opinioni, le sue azioni e il suo atteggiamento, esse li imitano tutti, e sono cose che devono arrivare a riprodurre pienamente nel corso della loro fede in Dio.

d. Alcune persone vedono Dio come un monarca, sentono che Egli è sopra qualunque altra cosa, e nessuno osa offenderLo. Se lo fanno, vengono penalizzate. Adorano un simile monarca perché i monarchi occupano un certo posto nel loro cuore. I pensieri, il modo di fare, l’autorità e la natura dei monarchi – persino i loro interessi e la loro vita personale – diventano tutti cose che queste persone devono comprendere, questioni e problemi cui si interessano, così adorano Dio come un monarca. Una simile forma di fede è ridicola.

e. Alcune persone hanno una fede particolare nell’esistenza di Dio, una fede profonda e incrollabile. Poiché la loro conoscenza di Dio è molto superficiale e non hanno molta esperienza delle Sue parole, Lo adorano come un idolo. Questo idolo è il Dio nel loro cuore, qualcosa che devono temere e a cui devono inchinarsi, che devono seguire e imitare. Vedono Dio come un idolo, da seguire per tutta la vita. Copiano il tono con cui parla e imitano esternamente coloro che Gli sono graditi. Fanno spesso cose che sembrano ingenue, pure e oneste, e addirittura seguono questo idolo come un coniuge o un compagno da cui non riescono mai a separarsi. Questa è la loro forma di fede.

f. Ci sono persone che, pur avendo letto molte parole di Dio e ascoltato molte predicazioni, in cuor loro ritengono che il solo principio di comportamento verso Dio sia essere sempre ossequiosi e servili, oppure lodarLo ed elogiarLo in modo irrealistico. Secondo loro è un Dio che impone di comportarsi così e, se non lo fanno, potrebbero suscitarNe le ire da un momento all’altro o peccare contro di Lui e, di conseguenza, Egli le punirebbe. Questo è il Dio nei loro cuori.

g. Poi c’è la maggioranza delle persone, che trova sostentamento spirituale in Dio. Poiché esse vivono in questo mondo, sono prive di pace o di felicità e non trovano conforto da nessuna parte. Dopo aver trovato Dio, dopo aver visto e ascoltato le Sue parole, in cuor loro sono segretamente piene di gioia e di euforia. Perché? Credono di aver finalmente trovato un luogo che porterà loro felicità, un Dio che darà loro sostentamento spirituale. Questo perché, dopo aver accettato Dio e cominciato a seguirLo, diventano felici, le loro vite sono realizzate, non sono più come i miscredenti che attraversano l’esistenza come sonnambuli alla stregua degli animali, e pensano di aver finalmente trovato qualcosa da aspettare con impazienza nella vita. Così ritengono che questo Dio possa soddisfare i loro bisogni spirituali e portare loro grande felicità, sia nella mente che nello spirito. Senza rendersene conto, diventano incapaci di lasciare questo Dio che dà loro sostentamento spirituale, che porta felicità al loro spirito e a tutta la famiglia. Credono che la fede in Dio non debba far altro che portare loro sostentamento spirituale.

Gli atteggiamenti di questi vari tipi di persone verso Dio esistono tra di voi? (Sì.) Se, nella fede in Dio, qualcuno ha in cuor suo uno qualunque di questi atteggiamenti, è in grado di venire davvero dinanzi a Dio? Crede in Lui? Nell’unico Dio Stesso? Poiché non credi nell’unico Dio Stesso, in chi credi? Se ciò in cui credi non è l’unico Dio Stesso, è possibile che tu creda in un idolo, in un grand’uomo o in un Bodhisattva, che in cuor tuo adori Buddha. Inoltre è possibile che tu creda in una persona ordinaria. In sintesi, a causa delle diverse forme di fede degli uomini e degli atteggiamenti verso Dio, le persone collocano nel proprio cuore il Dio di loro conoscenza, Gli impongono la propria immaginazione, giustappongono i loro atteggiamenti e le loro fantasie su Dio all’unico Dio Stesso, e poi li esibiscono perché vengano celebrati. Che cosa significa quando gli uomini hanno atteggiamenti così inadeguati verso Dio? Significa che hanno rifiutato il vero Dio Stesso e che adorano un falso Dio, e che, pur credendo in Lui, Lo rifiutano e Gli si oppongono e che negano l’esistenza del vero Dio. Se le persone continuano ad aggrapparsi a simili forme di fede, quale sarà la conseguenza? Con simili forme di fede sono in grado di avvicinarsi sempre più alla soddisfazione delle prescrizioni di Dio? Al contrario, a causa delle loro concezioni e fantasie, gli uomini si allontaneranno sempre più dalla via di Dio, perché la direzione che cercano è opposta a quella che Egli impone loro. Conoscete l’espressione “andare a sud guidando il carro verso nord”? Si potrebbe benissimo applicare a questa situazione. Quando le persone credono in Dio in un modo così ridicolo, più ti sforzi, e più ti allontani da Dio. Perciò vi do un avvertimento: prima di metterti in viaggio, devi prima capire se stai andando nella direzione giusta. Compi sforzi mirati e ricorda di chiederti: “Il Dio in cui credo è il Sovrano di tutte le cose? È semplicemente qualcuno che mi dà sostentamento spirituale? È il mio idolo? Che cosa pretende da me? Approva tutto ciò che faccio? Tutto ciò che faccio e perseguo è allo scopo di conoscerLo? È in linea con le Sue prescrizioni? Il percorso che seguo è riconosciuto e approvato da Lui? Dio è soddisfatto della mia fede?”. Devi farti queste domande spesso e ripetutamente. Se desideri cercare la conoscenza di Dio, devi avere una coscienza limpida e obiettivi chiari prima di poterLo soddisfare.

È possibile che, in conseguenza della Sua tolleranza, Dio accetti Suo malgrado questi atteggiamenti inadeguati di cui ho appena parlato? Potrebbe lodare gli atteggiamenti di queste persone? Quali sono le prescrizioni di Dio per l’umanità e per coloro che Lo seguono? Vi è chiaro l’atteggiamento che esige dagli uomini? Oggi ho detto molto, ho parlato a lungo dell’argomento di Dio Stesso, nonché delle azioni di Dio e di ciò che Egli ha ed è. Ora sapete cosa Dio desidera ottenere dalle persone? Sai cosa vuole da te? Parlate pure. Se la conoscenza che avete tratto dalle esperienze e dalla pratica è ancora carente o molto superficiale, potete dire qualcosa riguardo alla vostra conoscenza di queste parole. Avete una conoscenza sommaria? Che cosa chiede Dio all’uomo? (Lealtà, obbedienza.) Che altro, a parte la lealtà e l’obbedienza? Possono parlare anche gli altri fratelli e sorelle. (Durante queste varie condivisioni, Dio ha sottolineato la necessità di conoscere Lui e le Sue azioni, di sapere che è la fonte di vita per tutte le cose, e ci ha chiesto di conoscere il Suo status e la Sua identità, e il nostro dovere come creature di Dio. Ha pronunciato parole chiare su ciò cui dovremmo dedicare tutti i nostri sforzi, su cosa pretende da noi, su quale tipo di persone gradisca e quale Egli detesti.) Qual è il risultato finale quando Dio chiede che le persone Lo conoscano? (Scoprono che Egli è il Creatore e che gli uomini sono esseri creati.) Quando raggiungono una simile conoscenza, che cosa cambia nel loro atteggiamento verso Dio, nel loro comportamento e nel metodo di attuazione, o nella loro indole della vita? Ci avete mai pensato? Si potrebbe dire che, dopo aver conosciuto Dio e averLo compreso, esse diventino brave persone? (Credere in Lui non cercare di essere brave persone.) Allora che tipo di individui devono essere? (Devono essere creature qualificate di Dio.) (Devono essere oneste.) Qualcos’altro? (Devono essere persone che si sottomettono ai piani di Dio, capaci di adorarLo e di amarLo davvero.) (Devono possedere coscienza e senno, ed essere in grado di obbedirGli veramente.) Che altro? (Dopo averLo davvero conosciuto correttamente, siamo in grado di comportarci verso di Lui come Dio, sapremo per sempre che Egli è Dio, che noi siamo esseri creati, che dobbiamo adorarLo e restare saldi nella nostra posizione.) Benissimo! Sentiamo qualcun altro. (Le condivisioni con Lui ci permettono di conoscere la Sua autorità nel governare tutte le cose, di riconoscere che è il Sovrano di tutte le cose, cosicché possiamo sottometterci davvero alle condizioni che Egli prepara per noi ogni giorno e al compito da Lui assegnatoci.) (Conosciamo Dio e sostanzialmente siamo in grado di essere persone che Gli obbediscono veramente, che Lo riveriscono e rifuggono il male.) Esatto!

3) L’atteggiamento che Dio esige dall’umanità nei Propri confronti

In realtà, Dio non è molto esigente verso l’umanità o, almeno, non quanto immaginano le persone. Senza i Suoi discorsi e senza alcuna espressione della Sua indole, delle Sue azioni o delle Sue parole, sarebbe estremamente difficile per voi conoscere Dio, perché le persone dovrebbero dedurre la Sua intenzione e la Sua volontà, il che è molto arduo per loro. Riguardo alla fase finale della Sua opera, tuttavia, Dio ha pronunciato molte parole, svolto una grande quantità di lavoro e dato molte prescrizioni all’uomo. Nelle Sue parole e nella Sua grande quantità di lavoro, ha informato le persone di ciò che Gli è gradito, di ciò che Gli è inviso e di che tipo di uomini dovrebbero essere. Dopo aver compreso queste cose, in cuor loro le persone dovrebbero avere una definizione accurata delle Sue prescrizioni, perché non credono in Lui tra la vaghezza e l’astrazione, e non credono più nel Dio vago né Lo seguono tra la vaghezza, l’astrazione e il nulla; invece sono in grado di ascoltarNe i discorsi, di comprendere i criteri delle Sue prescrizioni e di raggiungerli, e Dio usa il linguaggio dell’umanità per dire alle persone tutto ciò che devono sapere e comprendere. Oggi, se gli uomini sono ancora inconsapevoli delle Sue prescrizioni per loro, di cosa Egli sia, del perché credano in Lui e di come dovrebbero credere in Lui e comportarsi nei Suoi confronti, allora c’è un problema. Proprio ora ognuno di voi ha parlato di un ambito; siete consapevoli di alcune cose, siano esse specifiche o generali, ma desidero dirvi le prescrizioni corrette, complete e specifiche di Dio per il genere umano. Si tratta solo di alcune parole, molto semplici. Forse le conoscete già. Le prescrizioni corrette di Dio per l’umanità e per coloro che Lo seguono sono queste. Egli pretende cinque cose da coloro che Lo seguono: vera fede, seguirLo lealmente, obbedienza assoluta, vera conoscenza e riverenza sincera.

Con queste cinque cose, Dio esige che le persone non Lo mettano più in dubbio né Lo seguano usando l’immaginazione o punti di vista vaghi e astratti; non devono seguirLo con fantasie o concezioni. Dio richiede che ciascuno di coloro che Lo segue lo faccia lealmente, non con scarso entusiasmo o senza impegno. Quando Dio ti dà una qualunque prescrizione o ti mette alla prova, ti giudica, tratta con te e ti pota, oppure ti disciplina o ti percuote, devi dimostrarGli obbedienza assoluta. Non devi chiederGli il motivo o porre condizioni, né tantomeno contestarne la ragione. La tua obbedienza deve essere assoluta. La conoscenza di Dio è l’ambito in cui le persone sono più carenti. Spesso Gli attribuiscono affermazioni, discorsi e parole che non hanno nulla a che vedere con Lui, credendo che queste parole siano la definizione più accurata della conoscenza di Dio. Non sanno che queste affermazioni, scaturite dall’immaginazione degli uomini, dal loro ragionamento e dal loro intelletto, non hanno il minimo legame con l’essenza di Dio. Pertanto voglio dirvi che, nella conoscenza che Egli auspica per le persone, Dio non chiede solo che tu riconosca Lui e le Sue parole, ma anche che la tua conoscenza di Dio sia corretta. Anche se sai pronunciare una sola frase, o se sei consapevole soltanto di poche cose, questa consapevolezza limitata è corretta e vera e compatibile con l’essenza di Dio Stesso. Perché Egli detesta le lodi e gli elogi irrealistici e sconsiderati degli uomini. Odia ancora di più quando le persone Lo trattano come se fosse aria. Detesta quando, durante la discussione di argomenti riguardanti Dio, esse parlano con irriverenza, a piacimento e senza esitazione, in qualunque modo ritengano opportuno; inoltre odia coloro che credono e che si vantano di conoscerLo, discutendo senza restrizioni o riserve di argomenti che Lo riguardano. L’ultima di queste cinque prescrizioni è la riverenza sincera. Questa è la Sua prescrizione fondamentale per tutti coloro che Lo seguono. Quando qualcuno ha una conoscenza corretta e autentica di Dio, è in grado di riverirLo davvero e di rifuggire il male. Questa riverenza viene dal profondo del loro cuore, ed è spontanea, non dovuta al fatto che Dio abbia fatto pressioni su di loro. Egli non chiede che tu faccia dono di un atteggiamento gradevole, di una condotta o di un comportamento esteriore nei Suoi confronti; ti chiede invece di riverirLo e di temerLo dal profondo del tuo cuore. Questa riverenza si raggiunge in conseguenza di cambiamenti nella tua indole della vita, perché hai conoscenza di Dio, comprensione delle Sue azioni e della Sua essenza, e perché hai riconosciuto di essere una delle Sue creature. In questo contesto, pertanto, uso l’aggettivo “sincera” per definire la riverenza affinché gli uomini capiscano che essa deve venire dal profondo del cuore.

Considerate ora queste cinque prescrizioni: tra voi c’è qualcuno che è in grado di ottemperare alle prime tre? Mi riferisco alla vera fede, al seguirLo lealmente e all’obbedienza assoluta. C’è qualcuno tra voi che sia capace di queste cose? So che se le elencassi tutte e cinque, sicuramente nessuno di voi risponderebbe di sì, ma le ho ridotte a tre. Domandatevi se le abbiate raggiunte oppure no. La “vera fede” è facile da conquistare? (No.) Non è facile, perché spesso le persone mettono in dubbio Dio. “SeguirLo lealmente” è facile da conquistare? (No.) A cosa si riferisce questo “lealmente”? (Al fatto di non essere esitanti, bensì entusiasti.) Sì, non essere esitanti, bensì entusiasti. Avete colpito nel segno! Dunque siete capaci di soddisfare questa prescrizione? Dovete impegnarvi di più, perché non ci siete ancora riusciti! Che Mi dite dell’“obbedienza assoluta”? L’avete raggiunta? (No.) Non avete raggiunto neppure questa. Siete spesso disobbedienti e ribelli, sovente non ascoltate, non desiderate obbedire o non volete sentire. Queste sono le tre prescrizioni fondamentali soddisfatte dalle persone dopo l’ingresso nella vita, e non sono ancora state raggiunte da voi. Al momento avete dunque un grande potenziale? Oggi, avendoMi sentito pronunciare queste parole, siete preoccupati? (Sì!) È giusto che lo siate. Lo sono Io per voi! Non entrerò nel merito delle altre due prescrizioni; senza dubbio, nessuno è in grado di ottemperarvi. Siete preoccupati. Dunque avete stabilito i vostri obiettivi? Quali traguardi dovete perseguire, in quale direzione dovete procedere, a cosa dovete dedicare i vostri sforzi? Avete un obiettivo? (Sì.) Qual è? DiteMelo. (Cercare la verità, la conoscenza di Dio dentro le Sue parole e, fondamentalmente, conquistare la riverenza e l’obbedienza verso di Lui.) Lasciate che parli apertamente: quando ottempererete a queste cinque prescrizioni, avrete soddisfatto Dio. Ciascuna di loro è un indicatore dell’ingresso nella vita da parte delle persone che hanno raggiunto la maturità, nonché il suo obiettivo finale. Anche se scegliessi una sola di queste prescrizioni per parlarne nel dettaglio ed esigerla da voi, non sarebbe facile da conquistare; le persone devono sopportare un certo grado di tribolazioni e investire una cerca quantità di energie. Che tipo di mentalità dovreste avere? Dovrebbe essere identica a quella di un malato di cancro in attesa di entrare in sala operatoria. Perché dico questo? Se desideri credere in Dio e guadagnare Lui e la Sua soddisfazione, ma non sopporti un certo grado di dolore o non investi una certa quantità di energie, non sarai in grado di ottenere queste cose. Hai ascoltato molte predicazioni, ma ciò non significa che tu le abbia fatte tue; devi assimilarle e trasformarle in qualcosa che ti appartenga, devi integrarle nella tua vita e portarle nella tua esistenza, permettendo a queste parole e a queste predicazioni di guidare il modo in cui vivi e di dare alla tua vita un valore esistenziale e un significato. Allora sì sarà valsa la pena ascoltare queste parole. Se le parole che pronuncio non portano alcun accrescimento nella tua vita, o alcun valore alla tua esistenza, è inutile ascoltarle. Lo capite, vero? Una volta compreso questo, il resto dipende da voi. Dovete mettervi al lavoro! Dovete essere scrupolosi in ogni cosa! Non tergiversate: il tempo vola via! La maggior parte di voi crede già da più di dieci anni. Ripensate a questi dieci anni e più di fede: quanto avete guadagnato? Quanti decenni di questa vita vi rimangono? Non sono molti; qualunque cosa tu faccia, non dire che nella Sua opera Dio ti aspetta e ti riserva delle opportunità. Egli non tornerà certo indietro per compiere la stessa opera. Puoi invertire gli ultimi dieci anni? Ogni giorno che passa e a ogni passo che fai, il tempo a tua disposizione si accorcia di un giorno, diminuisce di un giorno, giusto? Il tempo non aspetta nessuno! Trarrai beneficio dalla fede in Dio solo se ti accosterai a essa come alla cosa più grande della tua vita, più importante del cibo, dei vestiti o di qualunque altra cosa! Se credi solo quando hai tempo e non sei in grado di dedicare tutta la tua attenzione alla fede, se ti accontenti sempre e tergiversi, non guadagnerai nulla. Lo capite, vero? Per oggi ci fermiamo qui! Alla prossima volta! (Dio sia ringraziato!)

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