La Parola di Dio | “In merito alla Bibbia (3)” | Estratto 272

Al giorno d’oggi, le persone credono che la Bibbia sia Dio e che Dio sia la Bibbia. Parimenti, ritengono anche che tutte le parole della Bibbia siano le uniche parole pronunciate da Dio e che furono tutte dette da Lui. Coloro che credono in Dio pensano addirittura che, sebbene tutti i sessantasei libri dell’Antico e del Nuovo Testamento siano stati scritti da persone, siano stati tutti trasmessi sotto l’ispirazione di Dio e rappresentino una testimonianza scritta di quanto espresso dallo Spirito Santo. Si tratta di comprensione errata da parte delle persone e non è del tutto conforme ai fatti. In effetti, a eccezione dei libri profetici, la maggior parte dell’Antico Testamento è un resoconto storico. Alcune delle epistole del Nuovo Testamento derivano da esperienze personali e altre dall’illuminazione dello Spirito Santo; le lettere di Paolo, per esempio, sono da attribuire all’opera di un uomo, scaturirono dalla rivelazione dello Spirito Santo, vennero scritte per le Chiese e furono parole di esortazione e di incoraggiamento rivolte ai fratelli e alle sorelle delle Chiese. Non si trattava di parole pronunciate dallo Spirito Santo, Paolo non poteva parlare a nome Suo e non era neppure un profeta, ancor meno ebbe visioni pari a quelle contemplate da Giovanni. Le sue lettere vennero scritte per le Chiese di Efeso, Filadelfia, Galazia e altre Chiese ancora. Quindi, le lettere paoline del Nuovo Testamento sono epistole che Paolo scrisse per le Chiese e non si tratta di ispirazioni dello Spirito Santo, né di parole espressamente pronunciate dallo Spirito Santo. Si tratta di semplici parole di esortazione, consolazione e incoraggiamento che Paolo scrisse per le Chiese durante lo svolgimento del suo lavoro. Sono, inoltre, un resoconto storico di buona parte del lavoro svolto da Paolo a quel tempo. Furono scritte per tutti i fratelli e le sorelle nel Signore, affinché quanti appartenevano alle Chiese di quell’epoca potessero seguire il suo consiglio e conformarsi alla via del ravvedimento tramandata dal Signore Gesù. In nessun caso Paolo affermò che le Chiese, sia quelle dei suoi tempi che quelle future, fossero tutte tenute a nutrirsi dei suoi scritti, né dichiarò che le sue parole procedevano tutte da Dio. Secondo le circostanze della Chiesa di quell’epoca, egli professava semplicemente la comunione con i fratelli e le sorelle, li esortava e ispirava la fede in loro, oltre a predicare semplicemente, incoraggiando e aiutando le persone a ricordare. Le sue parole erano basate sul suo fardello individuale, e per mezzo di esse egli sosteneva le persone. Egli svolse l’opera di apostolato delle Chiese di quel tempo, fu un operaio di cui il Signore Gesù Si servì, e dovette quindi assumersi la responsabilità delle Chiese e svolgere un’opera tra le Chiese, nonché tenersi al corrente della condizione dei fratelli e delle sorelle; proprio per questo motivo egli scrisse le epistole per tutti loro. Tutto ciò che di edificante e positivo disse alle persone era giusto, ma non rappresentava le espressioni dello Spirito Santo e non poteva rappresentare Dio. Si tratta di un equivoco madornale e di una terribile bestemmia che gli uomini considerino i resoconti delle esperienze di un uomo e le sue epistole come parole comunicate dallo Spirito Santo alle Chiese! Ciò vale in particolare per quanto riguarda le lettere scritte da Paolo alle Chiese, perché queste vennero redatte per i fratelli e le sorelle in funzione delle circostanze e della situazione di ogni Chiesa a quel tempo, allo scopo di esortare i fratelli e le sorelle nel Signore, in modo che potessero ricevere la grazia del Signore Gesù. Le sue epistole erano finalizzate a risvegliare i fratelli e le sorelle di quel periodo. Si può affermare che questo fosse il suo fardello individuale, oltre che quello assegnatogli dallo Spirito Santo; dopotutto, era un apostolo che presiedeva alle Chiese dell’epoca, il quale redigeva epistole alle Chiese per esortarle: in ciò consisteva la sua responsabilità. La sua identità era semplicemente quella di un apostolo intento nel suo operato, ed era semplicemente un apostolo inviato da Dio; non era né un profeta, né un chiaroveggente. Per lui, il suo incarico e la vita dei fratelli e delle sorelle rivestivano la massima importanza. Perciò, non poteva parlare a nome dello Spirito Santo. Le sue parole non erano parole pronunciate dallo Spirito Santo, né tanto meno potevano essere considerate parole proferite da Dio, visto che Paolo non era niente più che una Sua creatura, e non era certamente l’incarnazione di Dio. La sua identità non era la stessa di Gesù. Le parole di Gesù erano quelle dello Spirito Santo, erano parole di Dio, perché la Sua identità era quella del Cristo, il Figlio di Dio. Come potrebbe Paolo essere Suo pari? Se le persone considerano epistole o parole come quelle di Paolo alla stessa stregua delle espressioni dello Spirito Santo e le venerano come fossero di Dio, si può solamente affermare che siano fin troppo privi di discernimento. Per dirla più duramente, non si tratta forse di semplice blasfemia? Come può un uomo parlare per conto di Dio? Come possono le persone inchinarsi davanti alla testimonianza scritta delle sue epistole e delle parole da lui pronunciate, come se si trattasse di un libro sacro o proceduto dal cielo? Le parole di Dio potrebbero mai essere proferite in modo disinvolto da un uomo? Come può un uomo parlare per conto di Dio? Quindi, cosa dici a riguardo? Le lettere da lui scritte per le Chiese non potrebbero forse essere contaminate dalle sue idee personali? Come potrebbero non essere contaminate da concezioni umane? Egli scrisse lettere per le Chiese basandosi sulle sue esperienze personali e sulla sua conoscenza individuale. Per esempio, Paolo scrisse un’epistola alle Chiese della Galazia in cui espresse un determinato parere, e Pietro ne scrisse un’altra con un punto di vista differente. Quale delle due procedeva dallo Spirito Santo? Nessuno può dirlo con certezza. Pertanto, si può solo affermare che entrambi portavano un fardello per le Chiese ma che, tuttavia, le loro lettere rappresentano la loro statura, quanto essi erano in grado di somministrare e il sostegno che erano in grado di dare ai fratelli e alle sorelle, nonché il loro fardello per le Chiese; le loro lettere quindi rappresentano solo l’operato umano: non sono procedute interamente dallo Spirito Santo. Se affermi che le sue epistole sono parole dello Spirito Santo, sei una persona assurda e stai proferendo bestemmie! Le lettere di Paolo e le altre epistole del Nuovo Testamento hanno lo stesso valore delle memorie delle personalità spirituali vissute in tempi più recenti. Sono alla pari con i libri di Watchman Nee o le esperienze di Lawrence, e via dicendo. È semplicemente che i libri delle personalità spirituali più contemporanee non sono compilati nel Nuovo Testamento, eppure l’essenza di queste persone era la stessa: erano uomini di cui lo Spirito Santo Si è servito in un determinato periodo, ma non potevano rappresentare Dio direttamente.

Tratto da “A proposito della Bibbia (3)”

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