Il mistero dell’incarnazione (1) (Parte 1)

Nell’Età della Grazia, Giovanni spianò la strada a Gesù. Non potendo compiere l’opera di Dio Stesso, compì solo il dovere dell’uomo. Benché fosse il precursore del Signore, non poteva rappresentare Dio; era solo un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvaleva. Dopo che Gesù fu battezzato, lo Spirito Santo discese su di Lui come una colomba e a quel punto diede avvio alla Sua opera, ossia cominciò a svolgere il ministero di Cristo. È per questo motivo che assunse l’identità di Dio, perché era da Dio che proveniva. A prescindere da come fosse stata la Sua fede prima di allora (può darsi che fosse stata ora debole ora forte) tutto ciò apparteneva alla normale vita umana che aveva condotto prima di svolgere il Suo ministero. Dopo essere stato battezzato (ossia dopo l’unzione) Egli ebbe immediatamente con Sé il potere e la gloria di Dio e così cominciò a svolgere il Suo ministero. Poteva operare segni e prodigi, fare miracoli, e aveva potere e autorità, perché operava direttamente per conto di Dio Stesso; svolgeva l’opera dello Spirito al Suo posto ed esprimeva la Sua voce. Dunque era Dio Stesso: questo è indiscutibile. Giovanni venne utilizzato dallo Spirito Santo. Non poteva rappresentare Dio ed era nell’impossibilità di farlo. Se l’avesse desiderato, lo Spirito Santo non lo avrebbe permesso, perché Giovanni non era in grado di compiere l’opera che Dio Stesso intendeva realizzare. Forse in lui c’era una forte componente di volontà umana, o qualcosa di deviante; in nessun caso avrebbe potuto rappresentare direttamente Dio. I suoi sbagli e la sua fallacia rappresentavano soltanto lui, ma la sua opera era rappresentativa dello Spirito Santo. Però non si può dire che tutto, in lui, rappresentasse Dio. La sua deviazione e la sua fallacia avrebbero forse potuto rappresentare anche Dio? Essere fallaci nel rappresentare l’uomo è normale, ma una persona deviante nel rappresentare Dio non sarebbe per Lui un disonore? Non sarebbe una blasfemia contro lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo non permette con leggerezza all’uomo di prendere il posto di Dio, anche se viene esaltato da altri. Se non è Dio, in ultimo non riuscirebbe a mantenersi saldo. Lo Spirito Santo non permette all’uomo di rappresentare Dio come più gli aggrada! Per esempio, è stato lo Spirito Santo a rendere testimonianza a Giovanni e anche a rivelare che sarebbe stato lui a spianare la strada a Gesù, ma l’opera svolta su di lui dallo Spirito Santo era ben misurata. L’unica cosa che fu chiesta a Giovanni era di spianare la strada a Gesù, preparare la via per Lui. In altre parole, lo Spirito Santo appoggiò solo la sua opera di spianamento della strada e gli permise di svolgere solo tale opera: a Giovanni non fu consentito di fare altro. Giovanni rappresentava Elia, e rappresentava un profeta che aveva spianato la strada. In ciò era sostenuto dallo Spirito Santo; finché la sua opera consistette nello spianare la strada, lo Spirito Santo la sostenne. Tuttavia, se Giovanni avesse rivendicato di essere Dio Stesso e affermato di essere venuto a completare l’opera di redenzione, lo Spirito Santo avrebbe dovuto disciplinarlo. Per quanto grande sia stata l’opera di Giovanni, e per quanto sia stata sostenuta dallo Spirito Santo, la sua opera non era priva di limiti. È vero, infatti, che la sua opera era sostenuta dallo Spirito Santo, ma il potere a lui concesso a quel tempo era limitato allo spianamento della strada. Egli non poteva affatto compiere altra opera, perché era soltanto Giovanni, incaricato di spianare la strada, e non Gesù. Pertanto la testimonianza dello Spirito Santo è fondamentale, ma l’opera che Egli permette all’uomo di svolgere è ancora più cruciale. Giovanni non ha forse ricevuto una potente testimonianza all’epoca? La sua opera non è stata anch’essa grande? Eppure l’opera da lui compiuta non ha potuto superare quella di Gesù, perché egli non era altro che un uomo usato dallo Spirito Santo e non poteva rappresentare direttamente Dio, e per questo motivo la sua opera era limitata. Una volta completata l’opera di spianare la strada, lo Spirito Santo non sostenne più la sua testimonianza, nessuna nuova opera lo seguì, e Giovanni se ne andò quando ebbe inizio l’opera di Dio Stesso.

Ci sono alcuni che sono posseduti da spiriti malvagi e che si ostinano a gridare: “Io sono Dio!” Tuttavia, alla fine vengono smascherati, perché ciò che rappresentano è sbagliato. Essi rappresentano Satana, e lo Spirito Santo non presta loro ascolto. Per quanto tu possa esaltarti, o per quanto forte tu possa gridare, sei sempre un essere creato, e un essere creato che appartiene a Satana. Io non grido mai: “Io sono Dio, Io sono l’amato Figlio di Dio!” Però l’opera che svolgo è l’opera di Dio. Ho bisogno di urlare? Non vi è alcuna necessità di ricorrere all’esaltazione. Dio compie la Sua opera da Sé e non necessita che l’uomo Gli conferisca uno status o un titolo onorifico: è la Sua opera a rappresentare la Sua identità e il Suo status. Prima del battesimo, Gesù non era Dio Stesso? Non era la carne incarnata di Dio? Sicuramente non si può dire che sia diventato l’unico Figlio di Dio solo dopo avere ricevuto testimonianza. Non c’era forse già un uomo di nome Gesù molto prima che Egli iniziasse la Sua opera? Tu non puoi creare nuovi percorsi o rappresentare lo Spirito. Non puoi esprimere l’opera dello Spirito o le parole che Egli pronuncia. Non puoi compiere l’opera di Dio Stesso, e sei altrettanto inetto a compiere quella dello Spirito. La saggezza, la meraviglia e l’insondabilità di Dio e tutta l’indole con cui Egli castiga l’uomo: tutte queste sono cose che vanno al di là della tua capacità di espressione. Pertanto non avrebbe senso rivendicare di essere Dio: avresti solo il nome e non la sostanza. Dio Stesso è venuto, ma nessuno Lo riconosce, eppure Egli continua nella Sua opera e lo fa in rappresentanza dello Spirito. ChiamaLo pure uomo o Dio, Signore o Cristo o chiamaLa sorella, ma l’opera che Egli compie è quella dello Spirito e rappresenta l’opera di Dio Stesso. Egli non Si cura del nome con cui l’uomo Lo chiama. Può quel nome determinare la Sua opera? Indipendentemente da come Lo chiami, dal Suo punto di vista Dio è la carne incarnata dello Spirito di Dio; Egli rappresenta lo Spirito ed è da Lui approvato. Se non puoi introdurre una nuova età, non puoi porre fine a quella vecchia o inaugurarne una nuova o compiere una nuova opera, non puoi essere chiamato Dio!

Neppure un uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale può rappresentare Dio Stesso. Significa non solo che quest’uomo non può rappresentare Dio, ma che nemmeno la sua opera può rappresentarLo direttamente. Vale a dire che l’esperienza umana non può essere collocata direttamente entro la gestione di Dio e non può rappresentarla. Tutta l’opera che Dio Stesso compie è quella che Egli intende svolgere nel Suo piano di gestione ed è legata alla grande gestione. L’opera dell’uomo consiste nel fornire la propria esperienza individuale. Consiste nel trovare un nuovo cammino di esperienza, diverso da quello percorso da coloro che li hanno preceduti, e guidare i fratelli e le sorelle sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono è la loro esperienza individuale oppure gli scritti spirituali di uomini spirituali. Anche se lo Spirito Santo Si avvale di loro, la loro opera non è legata alla grande opera di gestione nel piano di seimila anni. Sono solo persone che in varie epoche sono state elevate dallo Spirito Santo per guidare gli uomini nella corrente dello Spirito Santo, finché al compimento delle funzioni che sono in grado di adempiere o al termine la loro vita. L’opera che compiono serve solo a preparare una strada adeguata per Dio Stesso o a continuare un certo aspetto nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Di per sé questi uomini non sono in grado di compiere la parte più consistente della Sua gestione e non possono neppure aprire nuove vie d’uscita, e tanto meno portare a conclusione tutta l’opera di Dio dell’età precedente. Dunque l’opera che svolgono rappresenta soltanto un essere creato che svolge la sua funzione e non può rappresentare Dio Stesso nel compimento del Suo ministero. Questo perché l’opera che compiono è diversa da quella di Dio Stesso. L’opera di inaugurare una nuova età non è una cosa che possa essere fatta dall’uomo al posto di Dio. Non può essere compiuta da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutta l’opera svolta dall’uomo consiste nel fare il suo dovere di creatura e si compie solo quando egli è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. La guida che tali uomini offrono consiste interamente nel mostrare all’uomo la via della pratica nella vita quotidiana e come l’uomo debba agire in armonia con la volontà di Dio. L’operato dell’uomo non coinvolge la gestione di Dio né rappresenta l’opera dello Spirito. A titolo di esempio, l’opera di Witness Lee e di Watchman Nee è consistita nel guidare il cammino. Che fosse nuova o vecchia, l’opera si fondava sul principio di rimanere nella Bibbia. Che venisse fatta per restaurare o per costruire la Chiesa locale, l’opera di questi due uomini ha avuto a che vedere con la fondazione delle chiese. L’opera che hanno svolto ha portato avanti ciò che Gesù e i Suoi apostoli non avevano ultimato o sviluppato ulteriormente nell’Età della Grazia. Ciò che hanno fatto con la loro opera è stato ripristinare quello che Gesù durante la Sua opera aveva chiesto alle generazioni successive di fare, come coprirsi il capo, ricevere il battesimo, spezzare il pane o bere il vino. Si potrebbe dire che la loro opera sia consistita nell’attenersi alla Bibbia e nel cercare percorsi solo dal suo interno. Non hanno fatto alcun nuovo progresso. Nella loro opera, dunque, si può vedere solo la scoperta di nuove vie dentro la Bibbia, oltre a pratiche migliori e più realistiche. In essa, tuttavia, non si può trovare la volontà attuale di Dio, e ancor meno la nuova opera che Dio negli ultimi giorni ha in serbo di compiere. Questo perché il cammino che hanno percorso era ancora uno dei vecchi cammini: non c’è stato alcun progresso né rinnovamento. Hanno continuato ad attenersi alla “crocifissione di Gesù”, a osservare la pratica di chiedere agli uomini di pentirsi e di confessare i propri peccati, ad attenersi a quanto detto, ossia che chi resiste fino alla fine sarà salvato e che l’uomo è il capo della donna e la moglie deve essere sottomessa al marito, e soprattutto alla nozione tradizionale secondo cui le sorelle non possono predicare ma solo obbedire. Se questo tipo di guida fosse stato seguito ancora, lo Spirito Santo non sarebbe mai stato in grado di compiere alcuna nuova opera, di liberare gli uomini dalla dottrina o di condurli verso una dimensione di libertà e bellezza. Dunque questa fase dell’opera, che determina un cambiamento d’età, deve essere svolta e pronunciata da Dio Stesso, altrimenti nessun uomo può farlo in Sua vece. Finora tutta l’opera dello Spirito Santo al di fuori di questa corrente ha subito una battuta d’arresto, e coloro di cui Egli Si è avvalso hanno perso l’orientamento. Pertanto, poiché il lavoro degli uomini usati dallo Spirito Santo è diverso dall’opera compiuta da Dio Stesso, sono differenti anche le loro identità e gli esseri per conto di cui essi agiscono. Questo perché l’opera che lo Spirito Santo intende svolgere è diversa, e per tale ragione a coloro che operano in modo analogo vengono conferite identità e status diversi. Gli uomini di cui Egli Si avvale potrebbero anche svolgere una parte nuova dell’opera e altresì eliminare una parte di quella compiuta nell’età precedente, ma il loro lavoro non può esprimere l’indole e la volontà di Dio nella nuova età. Operano solo per cancellare l’opera dell’età precedente, non per compiere la nuova opera volta a rappresentare direttamente l’indole di Dio Stesso. Così, per quante pratiche obsolete aboliscano o per quante nuove ne introducano, essi rappresentano ancora l’uomo e gli esseri creati. Quando Dio Stesso compie l’opera, invece, non dichiara apertamente l’abolizione delle pratiche della vecchia età né l’inizio di una nuova. È diretto e immediato nella Sua opera. È schietto nell’esecuzione dell’opera che intende compiere, cioè esprime direttamente l’opera che ha provocato, la svolge direttamente come stabilito in origine, esprimendo il Suo essere e la Sua indole. Per come la vede l’uomo, la Sua indole e anche la Sua opera sono diverse da quelle delle epoche passate. Tuttavia, dalla prospettiva di Dio Stesso, si tratta semplicemente di una prosecuzione e di un ulteriore sviluppo della Sua opera. Quando a operare è Dio Stesso, Egli esprime la Sua parola e porta direttamente la nuova opera. Invece, quando a operare è l’uomo, ciò avviene attraverso la riflessione e lo studio, oppure si tratta di un ampliamento della conoscenza e della sistematizzazione della pratica, costruiti sulla base dell’opera altrui. Vale a dire che l’essenza dell’opera compiuta dall’uomo è rispettare un ordine stabilito e “percorrere vecchie strade con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini di cui lo Spirito Santo Si avvale è costruita su quella aperta da Dio Stesso. Così, a conti fatti, l’uomo rimane uomo e Dio rimane Dio.

Giovanni nacque da una promessa, proprio come Isacco nacque da Abramo. Spianò la strada per Gesù e svolse molto lavoro, ma non era Dio. Piuttosto, era uno dei profeti, perché non fece altro che spianare la strada a Gesù. Anche la sua opera fu grande, e Gesù cominciò ufficialmente la propria solo dopo che egli ebbe spianato la strada. In sostanza, Giovanni lavorò semplicemente per Gesù e la sua opera fu al servizio di quella di Gesù. Dopo che Giovanni ebbe finito di spianare la strada Gesù iniziò la Sua opera, un’opera che era più nuova, più specifica e più dettagliata. Giovanni svolse solo la parte iniziale dell’opera; la parte più consistente della nuova opera fu compiuta da Gesù. Anche Giovanni svolse una nuova opera, ma non fu lui a inaugurare una nuova età. Egli nacque da una promessa e il suo nome fu dato dall’angelo. A quel tempo, alcuni volevano chiamarlo con il nome di suo padre Zaccaria, ma sua madre alzò la voce, dicendo: “Questo bambino non può essere chiamato con quel nome. Deve essere chiamato Giovanni”. Tutto ciò fu disposto dallo Spirito Santo. Anche il nome di Gesù fu attribuito per disposizione dello Spirito Santo, ed Egli nacque dallo Spirito Santo e dalla Sua promessa. Gesù era Dio, Cristo e il Figlio dell’uomo. Se anche l’opera compiuta da Giovanni fu grande, allora perché non fu chiamato Dio? Qual era esattamente la differenza tra l’opera compiuta da Gesù e quella compiuta da Giovanni? L’unica ragione era forse che Giovanni era colui che aveva spianato la strada a Gesù? O che ciò fosse stato predestinato da Dio? Benché anche Giovanni abbia detto: “Ravvedetevi, perché il Regno dei Cieli è vicino”, e anche Giovanni abbia predicato il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non è stata approfondita e ha costituito solo un inizio. Invece, Gesù ha inaugurato una nuova età e portato a termine la vecchia, ma ha adempiuto anche la legge dell’Antico Testamento. L’opera che ha compiuto è stata più grande di quella di Giovanni, e soprattutto è venuto per redimere tutta l’umanità. È stato Lui a svolgere quella fase dell’opera. Quanto a Giovanni, ha preparato solo la strada. Anche se la sua opera fu grande, le sue parole molteplici e i discepoli che lo seguirono numerosi, la sua opera non fece altro che portare all’uomo un nuovo inizio. Da lui l’uomo non ricevette mai la vita, la via o verità più profonde, e per suo tramite non ottenne neppure la comprensione della volontà di Dio. Giovanni fu un grande profeta (Elia) che esplorò un nuovo terreno per l’opera di Gesù e che preparò gli eletti; fu il precursore dell’Età della Grazia. Simili questioni non si possono discernere semplicemente osservando il loro normale aspetto umano, tanto più che Giovanni svolse un’opera molto grande, oltre al fatto che nacque dalla promessa dello Spirito Santo e la sua opera fu da Lui sostenuta. Dunque l’unico modo per distinguere tra le loro rispettive identità è la loro opera, perché l’aspetto esteriore dell’uomo non è indicativo della sua sostanza e l’uomo non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. L’opera svolta da Giovanni e quella svolta da Gesù sono state dissimili e di diversa natura. È in base a questo che si può determinare se Giovanni fosse o meno Dio. L’opera di Gesù è consistita nell’iniziare, nel continuare, nel concludere e nel realizzare. Ciascuna di queste fasi è stata compiuta da Gesù, mentre l’opera di Giovanni è consistita solo in un inizio. In principio, Gesù diffuse il Vangelo e predicò la via del pentimento, poi passò a battezzare l’uomo, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Alla fine redense l’umanità dal peccato e portò a termine la Sua opera per l’intera età. Inoltre predicò all’uomo e diffuse il Vangelo del Regno dei Cieli in tutti i luoghi. Da questo punto di vista Lui e Giovanni erano sullo stesso piano, con la differenza che Gesù inaugurò una nuova epoca e portò all’uomo l’Età della Grazia. Dalla Sua bocca uscì la parola relativa alle cose che l’uomo avrebbe dovuto praticare e alla via da seguire nell’Età della Grazia, e alla fine Egli completò l’opera di redenzione. Quest’ultima non avrebbe mai potuto essere svolta da Giovanni. Così fu Gesù a compiere l’opera di Dio Stesso, ed è Lui a essere Dio Stesso e a rappresentarLo direttamente. Le nozioni dell’uomo dicono che tutti coloro che nascono da una promessa, che nascono dallo Spirito, che sono sostenuti dallo Spirito Santo, e che aprono nuove vie d’uscita sono Dio. Secondo questo ragionamento, anche Giovanni sarebbe Dio, e così Mosè, Abramo e Davide… anche loro sarebbero Dio. Non è una cosa estremamente ridicola?

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