Il mistero dell’incarnazione (4) (Parte 2)

La salvezza dell’uomo da parte di Dio non si compie tramite il metodo dello Spirito e l’identità dello Spirito, perché il Suo Spirito non può essere né toccato né visto dall’uomo e non può essere da lui avvicinato. Se Egli cercasse di salvare l’uomo direttamente alla maniera dello Spirito, l’uomo non sarebbe in grado di ricevere la Sua salvezza. Se Dio non indossasse la forma esteriore di un uomo del creato, per l’uomo sarebbe impossibile ricevere questa salvezza. L’uomo, infatti, non può in alcun modo avvicinarsi a Lui, proprio come nessuno poteva avvicinarsi alla nube di Jahvè. Solo diventando un essere del creato, ossia solo mettendo la Sua parola nel corpo di carne che Egli sta per divenire, Egli può personalmente operare la parola in tutti coloro che Lo seguono. Solo allora l’uomo può vedere e sentire personalmente la Sua parola, nonché entrare in possesso della Sua parola e in tal modo essere pienamente salvato. Se Dio non Si facesse carne, nessun uomo in carne e ossa potrebbe ricevere questa grande salvezza e neppure uno verrebbe salvato. Se lo Spirito di Dio operasse direttamente tra gli uomini, tutta l’umanità verrebbe stroncata o altrimenti, senza poter in alcun modo entrare in contatto con Dio, sarebbe tutta presa prigioniera e portata via da Satana. La prima incarnazione era finalizzata a redimere l’uomo dal peccato, a redimerlo attraverso il corpo carnale di Gesù; in altre parole, Egli ha salvato l’uomo dalla croce, ma l’indole satanica corrotta ancora restava nell’uomo. La seconda incarnazione non deve più fungere da sacrificio per il peccato, ma deve invece essere volta a salvare completamente coloro che sono stati redenti dal peccato. Lo scopo è coloro che sono stati perdonati possano essere liberati dai loro peccati e mondati completamente e, conseguendo un cambiamento della loro indole, possano liberarsi dall’influsso delle tenebre di Satana e ritornare davanti al trono di Dio. Solo in questo modo l’uomo può essere pienamente santificato. Dopo che è terminata l’Età della Legge, e a cominciare dall’Età della Grazia, Dio ha cominciato l’opera di salvezza che prosegue fino agli ultimi giorni, quando Egli, giudicando e castigando il genere umano per la sua insubordinazione, porterà definitivamente a compimento la purificazione dell’umanità. Solo allora Dio concluderà la Sua opera di salvezza e Si metterà a riposare. Nelle tre fasi dell’opera, pertanto, Dio Si è fatto carne solo due volte per svolgere Egli Stesso la Sua opera tra gli uomini. Questo perché solo una delle tre fasi dell’opera consiste nel guidare l’uomo nel condurre la propria vita, mentre le altre due consistono nell’opera di salvezza. Solo facendoSi carne Dio può vivere accanto all’uomo, sperimentare la sofferenza del mondo e vivere in un normale corpo fatto di carne. Solo in questo modo può fornire agli uomini la via concreta di cui hanno bisogno in quanto esseri del creato. È attraverso l’incarnazione di Dio che l’uomo riceve da Lui la piena salvezza, e non direttamente dal cielo in risposta alle sue preghiere poiché, essendo l’uomo fatto di carne, non ha modo di vedere lo Spirito di Dio, e tanto meno di avvicinarsi al Suo Spirito. L’unica cosa con cui l’uomo possa entrare in contatto è la carne incarnata di Dio, e solo in questo modo può comprendere tutte le vie e tutte le verità e ricevere la piena salvezza. La seconda incarnazione sarà sufficiente a mondare i peccati dell’uomo e purificarlo pienamente. Con la seconda incarnazione, dunque, verrà portata a termine in tutta la sua interezza l’opera di Dio nella carne e il significato della Sua incarnazione sarà reso completo. Da quel momento in poi l’opera di Dio nella carne sarà giunta al termine definitivo. Dopo la seconda incarnazione, Egli non Si farà più carne una terza volta per la Sua opera, poiché tutta la Sua gestione sarà giunta al termine. L’incarnazione degli ultimi giorni avrà pienamente guadagnato il Suo popolo eletto e negli ultimi giorni l’umanità sarà stata classificata in base alla sua natura. Egli non compirà più l’opera della salvezza né tornerà a farSi carne per operare in alcun modo. Nell’opera degli ultimi giorni la parola è più potente della manifestazione dei segni e dei prodigi e l’autorità della parola supera quella dei segni e dei prodigi. La parola svela tutta l’indole corrotta sepolta nel profondo del cuore dell’uomo. Non c’è modo per te di riconoscerla da solo. Quando verrà messo a nudo attraverso la parola, giungerai a scoprirla in modo spontaneo; non sarai in grado di negarla e sarai totalmente convinto. Non è questa l’autorità della parola? È questo il risultato ottenuto dall’opera della parola attualmente in corso. Pertanto, non è attraverso la guarigione della malattia e la cacciata dei demoni che l’uomo può essere pienamente salvato dai suoi peccati, né può essere reso del tutto completo dalla manifestazione dei segni e dei prodigi. L’autorità di guarire le malattie e di scacciare i demoni dà all’uomo soltanto la grazia, ma la sua carne appartiene ancora a Satana e l’indole satanica corrotta rimane ancora in lui. In altre parole, ciò che non è stato ripulito appartiene ancora al peccato e al sudiciume. Solo dopo essere stato mondato attraverso la parola egli può essere guadagnato da Dio ed essere santificato. Quando i demoni sono stati scacciati dall’uomo ed egli è stato redento, vuol dire solo che era stato strappato dalle mani di Satana e restituito a Dio. Tuttavia, senza essere mondato o trasformato da Dio, l’uomo corrotto rimane tale. In lui esistono ancora sudiciume, opposizione e insubordinazione; è ritornato a Dio solo attraverso la Sua redenzione, ma non ha la benché minima conoscenza di Dio ed è ancora capace di resisterGli e tradirLo. Prima che l’uomo fosse redento erano già stati insinuati in lui molti dei veleni di Satana e, dopo millenni di corruzione satanica, in lui si è consolidata una natura che resiste a Dio. Pertanto, quando è stato redento, non è stato altro che un caso di redenzione dell’uomo pagata a caro prezzo, ma senza che la natura velenosa che alberga in lui sia stata eliminata. L’uomo contaminato a quel modo deve subire un cambiamento prima di diventare degno di servire Dio. Attraverso quest’opera di giudizio e di castigo, l’uomo arriverà a conoscere appieno la sostanza sudicia e corrotta dentro di sé e sarà in grado di cambiare completamente e di diventare puro. Solo in questo modo può essere degno di tornare davanti al trono di Dio. Tutta l’opera compiuta in questo giorno serve a fare in modo che l’uomo possa essere mondato e cambiato; attraverso il giudizio e il castigo tramite la parola, e attraverso il raffinamento, egli può mondare la propria corruzione ed essere reso puro. Anziché considerare questa fase dell’opera la fase della salvezza, sarebbe più appropriato dire che è l’opera di purificazione. In verità, questa fase è anche quella della conquista, oltre ad essere la seconda fase dell’opera di salvezza. È attraverso il giudizio e il castigo della parola che l’uomo giunge ad essere guadagnato da Dio, ed è attraverso l’uso della parola per raffinare, giudicare e svelare che vengono rivelate in tutto e per tutto le impurità, le nozioni, le motivazioni e le aspirazioni individuali che albergano nel cuore dell’uomo. Per quanto l’uomo possa essere stato redento e perdonato per i suoi peccati, si può solo ritenere che Dio non si sia ricordato le trasgressioni dell’uomo e non lo abbia trattato in base ad esse. Tuttavia, quando l’uomo, il quale vive in un corpo fatto di carne, non è stato liberato dal peccato, può solo continuare a peccare, rivelando all’infinito la sua indole satanica corrotta. Questa è la vita che conduce, un ciclo infinito di peccato e perdono. La maggior parte degli uomini non fa che peccare durante il giorno per confessarsi la sera. In questo modo, anche se il sacrificio per il peccato è eternamente efficace per l’uomo, non sarà in grado di salvarlo dal peccato. Solo metà dell’opera di salvezza è stata portata a termine, poiché l’uomo ha ancora un’indole corrotta. Ad esempio, quando si sono resi conto di essere discendenti di Moab, gli uomini hanno proferito parole di protesta e smesso di perseguire la vita cadendo in pieno nella negatività. Non è forse la dimostrazione del fatto che non sono ancora capaci di sottomettersi totalmente al dominio di Dio? Non è proprio la loro indole satanica corrotta? Quando non eri sottoposto al castigo le tue mani si levavano più in alto di tutte, anche di quelle di Gesù, e gridavi a gran voce: “Sii un amato figlio di Dio! Sii in intimità con Dio! Preferiremmo morire che piuttosto di inchinarci a Satana! Ribellatevi al vecchio Satana! Ribellatevi al gran dragone rosso! Che il gran dragone rosso perda il potere fino in fondo! Che Dio ci renda completi!” Le tue grida erano più forti di quelle di tutti gli altri. Ma poi è venuto il tempo del castigo e, ancora una volta, si è rivelata l’indole corrotta dell’umanità. Allora gli uomini hanno smesso di gridare e perso la loro determinazione. Ecco la corruzione dell’uomo; scorre più in profondità del peccato, instillata da Satana e profondamente radicata nell’uomo. Non è facile per l’uomo acquisire consapevolezza dei suoi peccati; egli è incapace di riconoscere la sua natura profondamente radicata, e deve fare affidamento al giudizio della parola per ottenere questo risultato. Solo così è possibile che l’uomo cambi, a poco a poco, a partire da questo momento. L’uomo in passato gridava a quel modo perché non aveva alcuna comprensione della propria indole corrotta originale. Queste sono le impurità che esistono nell’uomo. In tutto questo lungo periodo di giudizio e castigo, l’uomo è vissuto in un’atmosfera di tensione. Tutto ciò non è stato realizzato attraverso la parola? Non hai gridato anche tu a gran voce prima della prova dei servitori? “Entrate nel Regno! Tutti coloro che accettano questo nome entreranno nel Regno! Tutti si uniranno a Dio!” Quando è giunta la prova dei servitori, non hai più gridato. All’inizio, tutti gridavano: “Dio! Dovunque Tu mi metta mi presterò ad essere governato da te”. Alla lettura delle parole di Dio: “Chi sarà il Mio Paolo?”, gli uomini hanno detto: “Io voglio esserlo!” Poi hanno visto le parole: “E che dire della fede di Giobbe?” E hanno detto: “Sono pronto ad assumere la fede di Giobbe. Dio, Ti prego, mettimi alla prova!” Quando è giunta la prova dei servitori, sono crollati immediatamente senza quasi più riuscire a rialzarsi. Dopodiché, a poco a poco, le impurità nel cuore dell’uomo sono diminuite. Non si è forse tutto realizzato attraverso la parola? Dunque ciò che voi avete sperimentato oggi sono risultati ottenuti tramite la parola, addirittura più grandi di quelli ottenuti attraverso i segni e i miracoli compiuti da Gesù. La gloria di Dio che vedi e l’autorità di Dio Stesso che vedi non si riconoscono solo attraverso la crocifissione, la guarigione delle malattie e la cacciata dei demoni, ma ancor più attraverso il giudizio della Sua parola. Ciò ti dimostra che l’autorità e la potenza di Dio non consistono solo nell’operare segni, guarire dalle malattie e cacciare i demoni, ma che il giudizio della parola di Dio è maggiormente in grado di rappresentare l’autorità di Dio e di rivelare la Sua onnipotenza.

Ciò che l’uomo ha raggiunto ora (la sua attuale levatura, la conoscenza, l’amore, la lealtà, l’obbedienza e la sua capacità di vedere) sono i risultati conseguiti attraverso il giudizio tramite la parola. Che tu possa essere leale e restare in piedi fino a questo giorno è un risultato conseguito attraverso la parola. Ora l’uomo vede che l’opera di Dio incarnato è davvero straordinaria, e che in essa vi sono molte cose che non possono essere conseguite dall’uomo, e che si tratta di misteri e prodigi. Pertanto, molti si sono sottomessi. Ci sono uomini che non si sono mai sottomessi ad anima viva dal giorno della loro nascita ma, nel vedere le parole di Dio in questo giorno, si sottomettono completamente senza rendersene conto, e non azzardano analisi o altre affermazioni. L’umanità è caduta sotto la parola e giace prostrata sotto il giudizio della parola. Se lo Spirito di Dio parlasse direttamente all’uomo, l’umanità si sottometterebbe tutta alla voce, cadendo senza parole di rivelazione in modo molto simile a Paolo quando cadde a terra illuminato dalla luce sulla via di Damasco. Se Dio continuasse a operare in questo modo, l’uomo non potrebbe mai conoscere la propria corruzione attraverso il giudizio della parola e conseguire così la salvezza. Solo facendoSi carne Egli può portare personalmente le Sue parole alle orecchie di ogni essere umano affinché tutti quanti hanno orecchie possano udire le Sue parole e ricevere la Sua opera di giudizio tramite la parola. Il risultato ottenuto dalla Sua parola è solo questo, e non il manifestarSi dello Spirito per indurre l’uomo alla sottomissione spaventandolo. È solo attraverso quest’opera concreta e tuttavia straordinaria che la vecchia indole dell’uomo, nascosta in profondità per molti anni, può essere pienamente rivelata, cosicché l’uomo possa riconoscerla e modificarla. Queste cose sono tutte l’opera concreta di Dio incarnato, in cui, pronunciandoSi ed eseguendo il giudizio in modo concreto, Egli raggiunge i risultati del giudizio sull’uomo tramite la parola. Sono questi l’autorità di Dio incarnato e il significato dell’incarnazione di Dio. Ciò viene fatto per rendere nota l’autorità di Dio incarnato, per rendere noti i risultati ottenuti dall’opera della parola e per rendere noto che lo Spirito è venuto nella carne e che dimostra la Sua autorità attraverso il giudizio dell’uomo tramite la parola. Anche se la Sua carne è la forma esteriore di un’umanità normale e ordinaria, sono i risultati conseguiti dalle Sue parole a dimostrare all’uomo che Egli è pieno di autorità, che Egli è Dio Stesso e che le Sue parole sono l’espressione di Dio Stesso. In questo modo a tutti gli uomini viene dimostrato che Egli è Dio Stesso, che Egli è Dio Stesso fattoSi carne, che Egli non deve essere offeso da nessuno, e che nessuno può superare il Suo giudizio tramite la parola e nessuna forza delle tenebre può prevalere sulla Sua autorità. L’uomo Gli si sottomette completamente, perché Egli è la Parola fattaSi carne, per via della Sua autorità e per via del Suo giudizio tramite la parola. L’opera apportata dalla Sua carne incarnata è l’autorità che Egli possiede. Il motivo per cui Egli Si fa carne è che la carne può possedere anche autorità, ed Egli è capace di svolgere l’opera tra gli uomini in modo concreto, in un modo che risulti visibile e tangibile all’uomo. Tale opera è molto più realistica dell’opera svolta direttamente dallo Spirito di Dio, che possiede tutta l’autorità, e anche i suoi risultati sono manifesti. Questo perché la carne incarnata di Dio sa parlare e operare in modo concreto. La forma esteriore della Sua carne non detiene alcuna autorità e può essere avvicinata dall’uomo, mentre la Sua sostanza reca in sé autorità, sebbene la Sua autorità non sia visibile a nessuno. Quando Egli parla e opera, l’uomo non è in grado di rilevare l’esistenza della Sua autorità; ciò risulta ancora più propizio nel compiersi di un’opera di natura concreta. Tutta quest’opera concreta può ottenere dei risultati. Benché nessun uomo si renda conto che Egli detiene l’autorità o che Egli non deve essere offeso, e benché altresì nessun uomo veda la Sua ira, Egli ottiene i risultati previsti delle Sue parole attraverso la Sua autorità velata, la Sua ira nascosta e le parole che pronuncia apertamente. In altre parole, l’uomo viene completamente convinto attraverso il Suo tono di voce, la severità del Suo discorso e tutta la saggezza delle Sue parole. In questo modo, l’uomo si sottomette alla parola di Dio incarnato, che apparentemente non ha alcuna autorità, conseguendo così l’obiettivo divino della salvezza dell’uomo. Questo è un altro aspetto del significato della Sua incarnazione: parlare in modo più realistico e consentire che la realtà delle Sue parole abbia un effetto sull’uomo, cosicché egli possa testimoniare il potere della parola di Dio. Pertanto, se quest’opera non venisse compiuta attraverso l’incarnazione, non raggiungerebbe il minimo risultato e non potrebbe salvare pienamente i peccatori. Se Dio non Si facesse carne, resterebbe lo Spirito, che è invisibile e intangibile all’uomo. Essendo l’uomo una creatura di carne, egli e Dio appartengono a due mondi diversi e sono diversi per natura. Lo Spirito di Dio è incompatibile con l’uomo, che è fatto di carne, e tra loro non vi è alcun modo di stabilire relazioni, per non parlare del fatto che l’uomo non è in grado di diventare uno spirito. Stando così le cose, lo Spirito di Dio per adempiere la Sua opera originaria deve diventare una creatura. Dio può sia ascendere al luogo più alto sia umiliarSi diventando un essere umano, compiendo l’opera e vivendo tra gli uomini, mentre l’uomo non può ascendere al luogo più alto e diventare uno spirito, ma nemmeno può discendere nel luogo più basso. Per questo Dio deve farSi carne per svolgere la Sua opera. Analogamente, durante la prima incarnazione solo la carne di Dio incarnato ha potuto redimere l’uomo attraverso la Sua crocifissione, mentre per lo Spirito di Dio non sarebbe stato assolutamente possibile essere crocifisso in sacrificio per il peccato dell’uomo. Dio ha potuto farSi direttamente carne per offrirSi in sacrificio per il peccato dell’uomo, mentre l’uomo non è potuto ascendere direttamente al cielo per ricevere il sacrificio per il peccato che Dio aveva preparato per lui. Stando così le cose, era possibile solo chiedere a Dio di fare la spola alcune volte tra il cielo e la terra, ma non far ascendere l’uomo al cielo per procurarsi questa salvezza, poiché l’uomo era caduto e, per di più, non era in grado di ascendere al cielo e tanto meno poteva realizzare il sacrificio offerto per il peccato. Pertanto, si è resa necessaria la venuta di Gesù tra gli uomini a svolgere di persona l’opera che l’uomo non era in grado di compiere. Ogni volta che Dio Si fa carne, lo fa per un’assoluta necessità. Se fosse stato possibile che a compiere direttamente una qualsiasi delle fasi dell’opera fosse lo Spirito di Dio, Egli non Si sarebbe sottomesso all’umiliazione di essere incarnato.

In questa fase finale dell’opera, i risultati si raggiungono attraverso la parola. Attraverso la parola, l’uomo arriva a comprendere molti misteri e l’opera che Dio ha svolto in tutte le generazioni passate; attraverso la parola, l’uomo viene illuminato dallo Spirito Santo; attraverso la parola, egli arriva a capire i misteri mai prima dipanati dalle generazioni passate, nonché l’opera dei profeti e degli apostoli delle epoche passate e i principi secondo cui operavano; attraverso la parola, egli arriva anche a conoscere l’indole di Dio Stesso, nonché la sua insubordinazione e resistenza, e arriva a conoscere la propria sostanza. Attraverso queste fasi dell’opera e tutte le parole pronunciate, l’uomo arriva a conoscere l’opera dello Spirito, l’opera svolta dalla carne incarnata di Dio e, oltre a ciò, tutta la Sua indole. Anche la tua conoscenza dell’opera di gestione di Dio nel corso di seimila anni è stata guadagnata attraverso la parola. La conoscenza delle tue precedenti nozioni e il tuo successo nell’accantonarle non sono stati anch’essi frutto della parola? Nella fase precedente Gesù ha operato segni e prodigi, ma in questa fase non vi sono segni e prodigi. La tua comprensione del motivo per cui Dio non rivela segni e prodigi non è stata anch’essa raggiunta attraverso la parola? Pertanto, le parole pronunciate in questa fase superano l’opera svolta dagli apostoli e dai profeti delle generazioni passate. Nemmeno le profezie dei profeti avrebbero potuto conseguire questo risultato. I profeti pronunciavano solo profezie, parlavano di ciò che sarebbe accaduto in futuro, ma non dell’opera che Dio desiderava adempiere a quel tempo, e neppure parlavano allo scopo di guidare gli uomini nella loro vita, di elargire le verità all’uomo o rivelargli i misteri, e meno ancora allo scopo di donare la vita. Nelle parole pronunciate in questa fase ci sono profezia e verità, ma esse servono principalmente a conferire la vita all’uomo. Oggi, le parole sono diverse dalle profezie dei profeti. Questa è una fase dell’opera dedicata non a fare profezie bensì alla vita dell’uomo, a cambiare l’indole della vita dell’uomo. La prima fase è stata l’opera di Jahvè: la Sua opera aveva lo scopo di spianare la strada affinché l’uomo adorasse Dio sulla terra. È stata l’opera di esordio per trovare un luogo d’origine per l’opera sulla terra. A quel tempo, Jahvè ha insegnato agli Israeliti a osservare il sabato, a onorare il padre e la madre e a vivere pacificamente gli uni con gli altri. Il motivo era che gli uomini di quel tempo non capivano di cosa fosse fatto l’uomo né come vivere sulla terra. Era necessario che nella prima fase dell’opera Egli guidasse gli uomini nella loro vita. Tutto ciò che Jahvè ha detto loro non era mai stato reso noto all’umanità in precedenza né l’umanità l’aveva posseduto. A quel tempo Dio ha fatto nascere molti profeti affinché pronunciassero profezie, e tutti quanti loro così hanno fatto sotto la guida di Jahvè. Era solo un elemento dell’opera di Dio. Nella prima fase Dio non Si è fatto carne, istruendo invece tutte le tribù e le nazioni attraverso i profeti. Quando ha operato nella Sua epoca, Gesù non ha parlato tanto quanto oggi. Questa fase dell’opera della parola negli ultimi giorni non è mai stata svolta nelle età e nelle generazioni passate. Benché Isaia, Daniele e Giovanni abbiano pronunciato molte profezie, esse erano completamente diverse dalle parole pronunciate oggi. Quelle che proferivano erano solo profezie, mentre le parole pronunciate adesso non lo sono. Se Io trasformassi tutto ciò che dico ora in profezie, sareste in grado di capire? Supponendo parlassi di cose riguardanti questioni successive alla Mia partenza, come potresti capire? L’opera della parola non è stata mai compiuta al tempo di Gesù o nell’Età della Legge. Forse alcuni diranno: “Non ha pronunciato delle parole anche Jahvè al tempo della Sua opera? Oltre a guarire le malattie, a scacciare i demoni e a operare segni e prodigi, al tempo in cui ha operato non ha parlato anche Gesù?” Ci sono differenze nel modo in cui le parole vengono pronunciate. Qual era la sostanza delle parole pronunciate da Jahvè? Egli stava solo guidando l’uomo nella sua vita sulla terra, cosa che non c’entrava nulla con le questioni spirituali della vita. Perché si dice che, quando Jahvè ha parlato, l’abbia fatto per istruire le genti di tutti i luoghi? La parola “istruire” si riferisce al dire esplicitamente e al comandare direttamente. Egli non ha fornito la vita all’uomo, ma piuttosto l’ha preso semplicemente per mano insegnandogli a riverirLo, senza metterci troppe parabole. L’opera svolta da Jahvè in Israele non era volta a trattare l’uomo o a disciplinarlo o a comminare il giudizio e il castigo: era volta a guidarlo. Jahvè ha ordinato a Mosè di dire alla Sua gente di raccogliere la manna nel deserto. Ogni mattina, prima dell’alba, dovevano raccogliere la manna, solo quanta ne bastava per sfamarsi quel giorno. La manna non doveva essere conservata fino al giorno successivo, perché sarebbe ammuffita. Egli non faceva prediche agli uomini e neppure rivelava la loro natura o le loro idee e i loro pensieri. Non cambiava gli uomini, ma li guidava nella conduzione della loro vita. Gli uomini di quel tempo erano come bambini: non capivano nulla ed erano capaci solo di pochi fondamentali movimenti meccanici; ecco perché Jahvè ha solo emanato leggi per guidare le moltitudini.

Al fine di diffondere il Vangelo, cosicché tutti coloro che ricercano con cuore sincero possano acquisire la conoscenza dell’opera compiuta in questo giorno ed essere totalmente convinti, devi giungere a una chiara comprensione della storia segreta, della sostanza e del significato dell’opera svolta in ciascuna fase. Fai in modo che ascoltando la tua condivisione, gli altri possano comprendere l’opera di Jahvè e l’opera di Gesù, oltre che tutta l’opera del Dio di oggi, come pure gli elementi in comune e le differenze tra le tre fasi dell’opera. Fai in modo che, finito di ascoltare, gli altri abbiano compreso che nessuna delle tre fasi interferisce con le altre, ma che tutte sono opera dello stesso Spirito. Benché Essi operino in età diverse, il contenuto dell’opera che svolgono sia diverso e le parole che pronunciano siano diverse, i principi secondo cui operano sono un’unica cosa. Queste sono le visioni più grandi che tutti i seguaci di Dio dovrebbero comprendere.

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