La Parola quotidiana di Dio | “Lavoro e ingresso (2)” | Estratto 457

La Parola quotidiana di Dio | “Lavoro e ingresso (2)” | Estratto 457

102 |07 Ottobre 2020

A proposito del lavoro, l’uomo pensa che esso consista nel correre a destra e a sinistra per Dio, predicare in ogni luogo e spendersi per Dio. Sebbene tale convinzione sia corretta, è troppo unilaterale; ciò che Dio richiede all’uomo non è soltanto di correre di qua e di là per Dio; questo lavoro riguarda il ministero e l’apporto nell’ambito dello spirito. Molti fratelli e sorelle, persino dopo tutti questi anni di esperienza, non hanno mai considerato di lavorare per Dio, in quanto il lavoro secondo la concezione umana non è congruente con ciò che Dio richiede. Pertanto, l’uomo non nutre il minimo interesse per quel che riguarda il lavoro, ed è proprio questa la ragione per cui l’ingresso dell’uomo è anche alquanto unilaterale. Tutti voi dovreste avviare il vostro ingresso lavorando per Dio, in modo da sperimentare al meglio ogni aspetto dell’esperienza. Questo è ciò a cui dovreste accedere. Il lavoro si riferisce non già al correre di qua e di là per Dio, ma piuttosto al fatto che la vita dell’uomo e ciò che egli vive siano o meno motivo di diletto per Dio. Il lavoro si riferisce al fatto che gli uomini utilizzino la propria devozione verso Dio e la propria conoscenza di Dio per testimoniare Dio, nonché per rendere servizio all’uomo. Questa è la responsabilità dell’uomo, e ciò che tutti gli uomini dovrebbero comprendere. Si potrebbe dire che il vostro ingresso è il vostro lavoro, e che voi ricercate il vostro ingresso nel corso del vostro lavoro per Dio. Fare esperienza dell’opera di Dio non significa semplicemente sapersi nutrire della Sua parola; cosa ancor più importante, significa saper come testimoniare Dio, essere in grado di servire Dio e svolgere il ministero di servizio all’uomo, rifornendolo di ciò di cui ha bisogno. In questo consiste il lavoro e anche il vostro ingresso; questo è quanto ogni uomo dovrebbe compiere. Ci sono molte persone che si concentrano unicamente sul correre avanti e indietro per Dio e sul predicare in ogni dove, trascurando, tuttavia, la propria esperienza personale e il proprio ingresso nella vita spirituale. Ciò ha portato coloro che servono Dio a tramutarsi in coloro che oppongono resistenza a Dio. Queste persone, che per tutti questi anni hanno servito Dio e svolto il proprio ministero a favore dell’uomo, hanno considerato come ingresso solo il lavoro e la predicazione, e nessuna di esse ha mai considerato la propria esperienza spirituale un ingresso importante. Anzi, si sono serviti dell’illuminazione a loro concessa tramite l’opera dello Spirito Santo come patrimonio al quale attingere per ammaestrare gli altri. Durante la predicazione, portano un grande fardello e ricevono l’opera dello Spirito Santo e, tramite ciò, trasmettono la voce dello Spirito Santo. In momenti del genere, coloro che sono intenti a lavorare vengono pervasi da un senso di autocompiacimento, come se l’opera dello Spirito Santo sia una loro personalissima esperienza spirituale; hanno la sensazione che tutte le parole pronunciate in quel momento appartengano al loro stesso essere ma, d’altra parte, avvertono anche che la loro personale esperienza non sia poi così chiara come l’hanno descritta. Inoltre, prima di parlare non hanno la minima idea di cosa diranno, ma, quando lo Spirito Santo opera in loro, prorompono in un incessante flusso di parole. Dopo aver predicato una volta in tal modo, hai la sensazione che la tua effettiva statura non sia poi così esigua come credevi e, in considerazione del fatto che lo Spirito Santo ha operato in te in diverse occasioni, ti senti di stabilire di aver già raggiunto una certa statura e ritieni erroneamente che l’opera dello Spirito Santo sia il tuo ingresso e il tuo stesso essere. Quando fai costantemente questa esperienza, diventi lassista circa il tuo ingresso, inizi a scivolare inconsapevolmente verso la pigrizia e smetti di attribuire alcuna importanza al tuo ingresso individuale. Per questo motivo, quando eserciti il tuo ministero nei confronti degli altri, devi operare una chiara distinzione tra la tua statura e l’opera dello Spirito Santo. Ciò agevolerà maggiormente il tuo ingresso e porterà maggiore beneficio alla tua esperienza. Quando l’uomo considera l’opera dello Spirito Santo come un’esperienza individuale, ciò diviene fonte di depravazione. Per questo Io dico che, qualunque sia il compito che svolgiate, dovreste considerare il vostro ingresso come una lezione chiave.

Tratto da “La Parola appare nella carne

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