La Parola quotidiana di Dio | “Dio Stesso, l’Unico X” | Estratto 196

La Parola quotidiana di Dio | “Dio Stesso, l’Unico X” | Estratto 196

270 |06 Novembre 2020

Poi c’è il ciclo della vita e della morte dei servitori. Abbiamo appena parlato di costoro; quali sono le loro origini? (Alcuni erano miscredenti, altri erano animali.) Essi erano reincarnazioni di miscredenti e di animali. Con l’avvento dell’ultima fase dell’opera, Dio ha selezionato tra i miscredenti un gruppo di persone, ed è un gruppo speciale. Lo scopo di questa scelta è che questi individui servano alla Sua opera. “Servizio” non è una parola dal suono molto elegante e richiama qualcosa che non tutti sono inclini a fare, ma dobbiamo concentrarci su coloro cui si riferisce. L’esistenza dei servitori di Dio ha un’importanza speciale. Nessun altro potrebbe svolgere il loro ruolo, perché sono stati scelti da Lui, ed è qui che è racchiuso il significato della loro esistenza. Qual è il loro ruolo? Servire gli eletti di Dio. In generale, il loro ruolo è servire all’opera di Dio, collaborare con essa e con il completamento degli eletti da parte Sua. Indipendentemente dal fatto che fatichino, che svolgano un certo lavoro o che intraprendano determinati compiti, che cosa pretende Dio da queste persone? È molto esigente nelle Sue prescrizioni verso di loro? (Chiede loro di essere leali.) Anche i servitori devono essere leali. A prescindere dalle tue origini, o dal motivo per cui Dio ti ha scelto, tu devi essere leale: a Lui, a ciò di cui ti incarica, al lavoro di cui sei responsabile e al dovere che compi. Se i servitori sono in grado di essere leali e di soddisfare Dio, quale sarà la loro fine? Potranno restare. È una benedizione essere un servitore che rimane? Che cosa significa rimanere? Che senso ha questa benedizione? Dal punto di vista dello status, sembrano dissimili dagli eletti di Dio, sembrano diversi. In realtà, tuttavia, ciò di cui godono in questa vita non è uguale a ciò di cui godono i Suoi eletti? Sì, almeno in questa vita è uguale. Non lo negate, vero? I discorsi di Dio, la Sua grazia, il Suo provvedere, le Sue benedizioni: chi non gode di queste cose? Tutti godono di tale abbondanza. L’identità dei servitori è essere servitori ma, per Dio, essi sono una delle cose che ha creato; semplicemente, il loro ruolo è quello di servitori. Dunque, che cosa ne dici, in qualità di creatura di Dio: c’è differenza tra un servitore e un Suo eletto? Di fatto, no. Nel nome c’è differenza, nella sostanza c’è differenza, nel ruolo che svolgono c’è differenza; ma Dio non fa alcuna discriminazione verso queste persone. Allora perché sono definite servitori? Dovreste capirlo. I servitori vengono dalle file dei miscredenti. L’accenno ai miscredenti ci dice che il loro passato è cattivo: sono tutti atei, in passato erano atei, non credevano in Dio ed erano ostili a Lui, alla verità e alle cose positive. Non credevano in Dio e non credevano nella Sua esistenza; sono dunque in grado di comprendere le parole di Dio? È corretto dire che, in grande misura, non lo sono. Come gli animali non sono capaci di comprendere le parole umane, così i servitori non comprendono ciò che Dio dice, ciò che prescrive, il motivo per cui fa tali prescrizioni; queste cose sono incomprensibili per loro, ed essi rimangono senza rivelazione. Per questa ragione, queste persone non possiedono la vita di cui abbiamo parlato. Senza vita, gli uomini possono capire la verità? Sono dotati di verità? Sono provvisti dell’esperienza e della conoscenza delle parole di Dio? Certo che no. Tali sono le origini dei servitori. Tuttavia, poiché Dio fa di questi individui dei servitori, le Sue prescrizioni per loro seguono comunque dei criteri; non li guarda dall’alto in basso e non è sbrigativo nei loro confronti. Benché essi non comprendano le Sue parole e siano privi di vita, Dio è benevolo verso di loro, e ci sono dei criteri nelle Sue prescrizioni per loro. Ne avete appena parlato: devi essere leale a Dio e fare ciò che dice. Nel tuo servizio, devi servire dove è necessario, e fino alla fine. Se ci riesci, se sai essere un servitore leale, se sei in grado di servire davvero fino alla fine e di portare perfettamente a termine l’incarico che Dio ti ha affidato, la tua vita avrà valore e quindi sarai in grado di rimanere. Se ti sforzi un po’ di più, se ci metti più impegno, se sei in grado di raddoppiare i tentativi di conoscere Dio, se sai parlare un po’ della conoscenza di Dio e renderGli testimonianza e, in più, se riesci a capire qualcosa della Sua volontà e a collaborare con l’opera di Dio e a essere in qualche modo consapevole del Suo volere, tu, servitore, vedrai cambiare la tua sorte. In che modo? Non sarai più semplicemente in grado di restare. A seconda della tua condotta e delle tue aspirazioni e della tua ricerca personali, Dio farà di te uno degli eletti. È così che cambierà la tua sorte. Per i servitori, qual è il lato migliore di tutto questo? La possibilità di diventare uno degli eletti di Dio. E che cosa implica il fatto che essi diventino eletti di Dio? Implica che non si reincarneranno più sotto forma di animali, come accade ai miscredenti. Questo è un bene? Sì, ed è una buona notizia. In altre parole, i servitori possono essere plasmati. Non è detto che, in quanto servitore, quando Dio ti destina a servire, tu debba farlo per sempre; non è necessariamente così. A seconda della tua condotta personale, Egli ti tratterà e ti risponderà in modo diverso.

Tuttavia, alcuni servitori non sono in grado di servire fino alla fine; durante il servizio, c’è chi rinuncia a metà strada e abbandona Dio, chi fa molte cose cattive e persino chi causa un tremendo danno e compromette gravemente l’opera di Dio; ci sono persino servitori che bestemmiano Dio e così via. Che cosa significano queste irrimediabili conseguenze? Una qualunque di queste azioni malvagie comporta il termine del servizio. In altre parole, poiché la tua condotta durante il servizio è stata troppo carente, poiché hai superato il limite, quando Dio vedrà che il tuo servizio non è adeguato ti priverà dell’idoneità a servire; non ti permetterà di servire, ti allontanerà dalla Sua vista e dalla Sua casa. Non è che non vuoi servire? Non desideri sempre fare il male? Non sei sempre infedele? Be’, c’è una soluzione semplice: verrai privato dell’idoneità a servire. Per Dio, privare un servitore dell’idoneità a servire significa che la sua fine è stata proclamata e che, pertanto, costui non sarà più idoneo a servirLo, che Egli non avrà più bisogno del suo servizio e che, per quante cose belle egli dica, queste parole saranno vane. Quando le cose arrivano a questo punto la situazione è ormai irreparabile; simili servitori non potranno tornare indietro. Dio come li tratta? Impedisce semplicemente loro di servire? No. Impedisce semplicemente loro di restare? Oppure li mette da parte e aspetta che si ravvedano? No. Dio non è così benevolo verso i servitori, davvero. E quindi, se una persona ha questo tipo di atteggiamento nel servizio a Dio, Egli, in conseguenza di tale atteggiamento, la priverà dell’idoneità a servire e la getterà di nuovo tra i miscredenti. Qual è il destino di un servitore che riceve questo trattamento? Lo stesso dei miscredenti: reincarnarsi in un animale e ricevere la punizione dei miscredenti nel mondo spirituale. Dio non avrà un interesse personale nella loro punizione, dal momento che essi non hanno più alcuna rilevanza per la Sua opera. Questa non è solo la fine della loro vita di fede in Dio, ma anche la fine del loro stesso destino, l’annuncio del loro destino, e pertanto, se i servitori servono male, dovranno subirne le conseguenze. Se un servitore non è in grado di servire fino alla fine oppure viene privato dell’idoneità a servire, viene gettato tra i miscredenti e, in tal caso, verrà trattato alla stregua di una bestia, di una persona senza intelletto o razionalità. Quando lo spiego in questi termini, lo capite, vero?

È così che Dio tratta il ciclo della vita e della morte dei Suoi eletti e dei servitori. Come vi sentite dopo aver ascoltato queste parole? Ho mai parlato dell’argomento di cui ho appena discusso, degli eletti di Dio e dei servitori? In realtà sì, ma voi non ve lo ricordate. Dio è giusto verso entrambe le categorie. È giusto sotto tutti gli aspetti, su questo non c’è dubbio. Forse ci sono persone che diranno: “Be’, allora perché Dio è così tollerante verso gli eletti? E perché, invece, è solo poco indulgente verso i servitori?”. Qualcuno desidera prendere le difese di costoro? “Può Dio concedere ai servitori più tempo, ed essere più indulgente e tollerante verso di loro?”. Queste sono parole corrette? (No.) Perché? (Perché in realtà Egli ci ha mostrato il Suo favore proprio rendendoci servitori.) In realtà, Egli ha mostrato il Suo favore ai servitori proprio consentendo loro di servire! Senza il termine “servitori”, e senza il lavoro di servitori, dove sarebbero questi individui? Tra i miscredenti, a vivere e a morire con le bestie. Di quali grandi grazie godono oggi essendo concesso loro di comparire dinanzi a Dio ed entrare nella Sua casa! Questa è un’enorme grazia! Se Dio non ti avesse dato l’opportunità di servire, non avresti mai avuto la possibilità di comparire dinanzi a Lui. Quantomeno, anche se sei un buddista che ha raggiunto la realizzazione, nel mondo spirituale sei tutt’al più un fattorino; non incontrerai mai Dio né udirai la Sua voce, non sentirai le Sue parole né percepirai il Suo amore e le Sue benedizioni per te, e non potresti mai trovarti faccia a faccia con Lui. L’unica cosa a disposizione dei buddisti sono semplici compiti. Loro non possono conoscere Dio, ma soltanto accondiscendere e obbedire ciecamente; i servitori invece ottengono moltissimo in questa fase dell’opera! Innanzitutto, possono trovarsi faccia a faccia con Dio, udire la Sua voce, sentire le Sue parole e sperimentare le grazie e le benedizioni che Egli dona alle persone. Inoltre, possono ricevere le parole e le verità date da Lui. Ottengono davvero moltissimo! Moltissimo! Perciò, se in qualità di servitore non sei neppure in grado di profondere il dovuto impegno, potrà Dio tenerti ugualmente? Non è nemmeno molto quello che ti chiede! Non potrà tenerti. Tu non fai adeguatamente nulla di ciò che chiede, non ti sei attenuto al tuo dovere; dunque, senza dubbio, Dio non potrà tenerti. Questa è la Sua indole giusta. Egli non ti tiene nella bambagia, ma nemmeno ti discrimina. Questi sono i principi secondo cui agisce Dio. Egli Si comporta così con tutte le persone e le creature.

Tratto da “La Parola appare nella carne

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