La Parola quotidiana di Dio: L'ingresso nella vita | Estratto 388

Lo scopo che Pietro perseguiva era conoscere sé stesso e scoprire che cosa fosse stato rivelato in lui tramite l’affinamento prodotto dalle parole di Dio e nelle varie prove che Egli aveva disposto per lui. Quando giunse veramente a comprendere sé stesso, Pietro si rese conto di quanto l’uomo sia profondamente corrotto, di quanto sia irrilevante e indegno di servire Dio e di come non meriti di vivere al Suo cospetto. A quel punto, Pietro cadde prostrato davanti a Dio. Infine, questo fu il suo pensiero: “Conoscere Dio è la cosa più preziosa! Se morissi prima di conoscerLo, sarebbe davvero un peccato; sento che conoscere Dio è la cosa più importante, più densa di significato che ci sia. Se l’uomo non conosce Dio, non merita di vivere e non ha vita”. All’epoca in cui l’esperienza di Pietro era giunta a questo punto, egli era divenuto consapevole della propria natura e ne aveva acquisito una comprensione relativamente buona. Sebbene non sarebbe stato probabilmente capace di spiegarla in maniera tanto chiara quanto le persone saprebbero fare oggi, aveva effettivamente raggiunto questa condizione. Ciò evidenzia che la ricerca della vita e il conseguimento della perfezione per mano di Dio comportano una conoscenza della propria natura che parta dalle parole di Dio, nonché la comprensione dei vari aspetti di questa e la sua accurata descrizione con parole chiare e semplici. Solo così si ottiene una vera conoscenza di sé stessi e si raggiungono i risultati richiesti da Dio. Se la tua conoscenza non è ancora giunta a tal punto e malgrado ciò affermi di comprendere te stesso e di aver acquisito la vita, non ti stai forse semplicemente vantando? Non conosci te stesso, né sai cosa sei dinanzi a Dio, non sai se hai davvero raggiunto i requisiti per essere umano, o quanti elementi satanici continuano a essere presenti in te. Ancora non ti è chiaro a chi appartieni e non hai nemmeno un briciolo di conoscenza di te stesso: come puoi dunque essere in possesso di raziocinio di fronte a Dio? Quando Pietro perseguiva la vita, si concentrava sulla comprensione di sé stesso e sul cambiamento subito dalla propria indole durante le prove da lui affrontate. Si adoperò per conoscere Dio e alla fine fu questo il suo pensiero: “Durante la loro vita, gli esseri umani devono cercare di comprendere Dio; conoscerLo è la cosa fondamentale. Se non conosco Dio, non potrò riposare in pace quando morirò. Invece, se Lo avrò conosciuto, anche se a quel punto Dio mi farà morire, ne sarò comunque più che lieto, non mi lamenterò minimamente e la mia vita intera sarà stata realizzata”. Pietro non fu in grado di ottenere questo grado di comprensione o di raggiungere tale condizione subito dopo aver cominciato a credere in Dio; prima dovette affrontare molte prove. La sua esperienza dovette arrivare a un certo punto ed egli dovette capire pienamente sé stesso prima di poter percepire il valore della conoscenza di Dio. Il cammino intrapreso da Pietro fu dunque un cammino di acquisizione della vita e di perfezionamento; la sua attività specifica si concentrò prevalentemente su questo aspetto.

E voi che strada state percorrendo? Se non è alla pari con quella di Pietro per quanto concerne la ricerca della vita, la comprensione di voi stessi e la conoscenza di Dio, allora non state ancora facendo il cammino di Pietro. In questo momento, la maggior parte delle persone si trova in una condizione riflessa dal seguente pensiero: “Per poter ottenere delle benedizioni mi devo sacrificare per Dio e pagare un prezzo per Lui. Per poter ottenere delle benedizioni devo abbandonare tutto per Dio; devo portare a termine ciò che Lui mi ha affidato e compiere bene il mio dovere”. Questo pensiero è dominato dal desiderio di guadagnarsi benedizioni ed è un esempio di come alcuni si impegnino a fondo al solo scopo di ricevere ricompense da Dio e di ottenere una corona. Una persona che si comporta in questo modo non ha la verità dentro di sé e sicuramente la sua conoscenza è limitata ad alcune parole della dottrina, di cui fa sfoggio ovunque vada. Il suo cammino è quello di Paolo. La fede in Dio di un individuo di questo tipo è un atto di costante sforzo, ed egli è intimamente convinto che più fa, più dimostrerà la sua lealtà a Dio, che più fa, più Dio sarà sicuramente soddisfatto, e che più fa, più meriterà di essere incoronato davanti a Dio e più sarà certo di ricevere grandi benedizioni nella casa di Dio. Pensa che, se riuscirà a sopportare le sofferenze, a predicare e morire per Cristo, a sacrificare la propria vita e a portare a termine tutti i compiti che Dio gli ha affidato, allora sarà una delle persone più benedette da Dio, una di quelle che ottengono le benedizioni maggiori e che sicuramente riceverà una corona. Questo è precisamente ciò che Paolo si immaginava e perseguiva; è esattamente il cammino da lui percorso, e fu sotto la guida di questi pensieri che egli lavorò per servire Dio. Tali pensieri e intenzioni non hanno forse origine da una natura satanica? Sono come quelli degli esseri umani terreni, i quali credono che, fintanto che sono al mondo, debbano ricercare la conoscenza e che solo dopo averla ottenuta possano distinguersi dalla massa, diventare funzionari e godere di una posizione di prestigio. Pensano che, una volta ottenuta tale posizione di prestigio, possano realizzare le loro ambizioni e portare la propria casata e la propria professione a determinati livelli. Tutti i non credenti non percorrono forse questo cammino? La fede di coloro che sono dominati da questa natura satanica può solo essere come quella di Paolo: “Devo abbandonare ogni cosa al fine di dedicarmi a Dio, devo essere fedele nei confronti di Dio e alla fine riceverò la corona più maestosa e le benedizioni più grandi”. È lo stesso atteggiamento delle persone terrene che perseguono cose terrene; esse non sono affatto diverse e sono soggette alla stessa natura. Quando gli esseri umani hanno una natura satanica di questa sorta, nel mondo perseguono la conoscenza, il prestigio, l’erudizione, e cercano di distinguersi dalla massa; nella casa di Dio, essi cercheranno di impegnarsi per Dio, di essere fedeli e, infine, di ottenere la corona e le grandi benedizioni. Se, dopo essere diventati credenti in Dio, gli esseri umani non possiederanno la verità e non avranno subito un cambiamento nella loro indole, questo sarà sicuramente il cammino che percorreranno; sarà un cammino diametralmente opposto a quello di Pietro, e questa è una realtà innegabile. Quale cammino state intraprendendo, voi tutti, adesso? Sebbene potreste non avere programmato di intraprendere il cammino di Paolo, la vostra natura vi ha imposto di percorrere questa strada e state andando in quella direzione indipendentemente dalla vostra volontà. Se volete intraprendere il cammino di Pietro ma non avete le idee chiare su come farlo, farete invece il cammino di Paolo pur senza volerlo: ecco come stanno veramente le cose.

Allora, di preciso, come si può intraprendere il cammino di Pietro di questi tempi? Se non sei in grado di distinguere tra il cammino di Pietro e quello di Paolo, o se non ti sono familiari, allora, quando sostieni di percorrere il cammino di Pietro, le tue sono solo parole vuote. Per prima cosa, ti deve essere ben chiaro quale sia la strada di Pietro e quale quella di Paolo. Se comprenderai veramente che il cammino di Pietro è quello della vita e che è l’unico verso la perfezione, allora, e solo allora, sarai in grado di conoscere e comprendere le verità che servono per intraprendere il suo cammino e le modalità specifiche per farlo. Se non comprenderai il cammino di Pietro, allora il cammino sul quale ti avvierai sarà senza dubbio quello di Paolo, perché per te non ce ne sarà un altro, non avrai scelta. Chi non possiede la verità e non ha la giusta determinazione avrà difficoltà a seguire il cammino di Pietro. Si può dire che Dio, adesso, vi abbia rivelato il cammino che conduce alla salvezza e alla perfezione; queste sono la grazia e l’elevazione di Dio ed è Lui a guidarvi sul cammino di Pietro. Senza la guida e l’illuminazione di Dio, nessuno sarebbe in grado di intraprendere il cammino di Pietro e la sola scelta possibile sarebbe quella di percorrere il cammino di Paolo, di seguire le orme di Paolo fino alla distruzione. In quel tempo, Paolo non si rendeva conto che fosse sbagliato camminare su quella strada, credeva convintamente che fosse giusto. Non possedeva la verità e, in particolare, non aveva subito un cambiamento di indole. Credeva troppo in sé stesso e riteneva che non ci fosse il minimo problema nel percorrere quella strada, così continuò ad andare avanti, pieno di fiducia ed estremamente sicuro di sé. Alla fine non se ne rese mai conto, sempre convinto che vivere fosse Cristo. Paolo continuò a percorrere quella strada fino in fondo e quando poi fu punito, per lui fu la fine. Il cammino di Paolo non implicava la conoscenza di sé stessi e ancor meno il tentativo di cambiare di indole. Egli non analizzò mai la sua propria natura e non arrivò mai alla conoscenza di sé; sapeva solo di essere il principale responsabile della persecuzione di Gesù. Non raggiunse la minima comprensione della propria natura e, quando ebbe terminato il suo lavoro, pensò davvero di essere Cristo e di meritare una ricompensa. Il lavoro che Paolo fece fu solo quello di rendere un servizio a Dio mentre per sé non ebbe minimamente né verità né vita, sebbene ricevette alcune rivelazioni dallo Spirito Santo. Non fu salvato da Dio ma fu punito da Lui. Perché si dice che il cammino di Pietro è il cammino verso il perfezionamento? Perché, nel suo agire, egli dava particolare rilievo alla vita, alla conoscenza di Dio e alla comprensione di sé stesso. Grazie alla sua esperienza dell’opera di Dio, giunse a conoscere sé stesso, poté comprendere lo stato di corruzione dell’uomo, riconobbe le sue carenze e scoprì qual era per l’uomo la cosa più preziosa da ricercare. Egli fu in grado di amare sinceramente Dio, imparò come ripagarLo, ottenne una parte di verità e arrivò a possedere la realtà che Dio richiede. Da tutte le cose che disse durante le prove che affrontò, si può evincere che Pietro era veramente colui che aveva il maggior grado di comprensione di Dio. Poiché arrivò a comprendere così tanta verità dalle parole di Dio, il suo cammino diventò sempre più luminoso e sempre più in armonia con la volontà di Dio. Se non avesse avuto questa verità, non sarebbe stato in grado di intraprendere un cammino così giusto.

Tratto da “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

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