La Parola quotidiana di Dio | “Lo scopo della gestione del genere umano” | Estratto 313

Se gli uomini riuscissero realmente a scorgere con chiarezza la retta via della vita umana, nonché lo scopo della gestione del genere umano da parte di Dio, non riterrebbero il loro futuro e destino individuali un tesoro da custodire nel proprio cuore. Non avrebbero più alcun interesse a servire i propri genitori, i quali sono peggio dei porci e dei cani. Il futuro e il destino dell’uomo non sono forse per l’appunto i cosiddetti “genitori” odierni di Pietro? Sono come la carne e il sangue dell’uomo. Quali saranno esattamente la meta e il futuro della carne? Forse il vedere Dio mentre ancora si è in vita, oppure che l’anima incontri Dio dopo la morte? La carne finirà un domani in una grande fornace di tribolazioni, o in una vampata di fuoco? Domande come queste, riguardanti l’eventualità che la carne umana patisca o meno sventure o sofferenze, non sono forse i fatti di maggior rilievo che suscitano massima preoccupazione in chiunque, nel corso attuale, sia dotato di cervello e di buon senso? (In questo contesto, il patire sofferenze si riferisce al ricevere benedizioni; significa che le prove future sono utili in funzione della meta dell’uomo. Il patire sventure si riferisce all’incapacità di restare saldi o all’eventualità di essere ingannati; oppure, vuol dire che una persona si imbatterà in situazioni sfortunate e perderà la vita in una catastrofe, e che non esiste un approdo adeguato per l’anima.) Sebbene gli uomini siano dotati di ragionevolezza, forse ciò che pensano non corrisponde del tutto alle facoltà di cui la loro ragionevolezza dovrebbe essere fornita. Questo perché sono tutti piuttosto confusi e seguono le cose ciecamente. Dovrebbero possedere tutti una conoscenza approfondita di ciò a cui si dovrebbe accedere, e in particolare dovrebbero discernere a cosa si dovrebbe accedere durante la tribolazione (vale a dire, durante l’affinamento della fornace), nonché di cosa si dovrebbe essere muniti durante le prove del fuoco. Non servire continuamente i tuoi genitori (ovvero la carne), che sono come porci e cani, e sono ancora peggio di formiche e insetti. Che senso ha tormentarti, rimuginare e scervellarti intorno a tale questione? La carne non ti appartiene, ma è nelle mani di Dio, il Quale non solo ha controllo su di te, ma esercita altresì il dominio su Satana. (Ciò significa che in origine la carne appartiene a Satana. Giacché anche Satana è nelle mani di Dio, questo è il solo modo di formulare tale concetto. È, infatti, più convincente esprimerlo in questo modo: ciò implica che gli uomini non sono interamente sottoposti al dominio di Satana, ma sono nelle mani di Dio.) Vivi in preda ai tormenti della carne, ma la carne ti appartiene? È forse sotto il tuo controllo? Perché arrovellarsi a motivo di ciò? Perché darti la pena di implorare ossessivamente Dio per la tua putrida carne, ormai da molto tempo condannata e maledetta, nonché contaminata da spiriti immondi? Che bisogno c’è di tenersi costantemente stretti al cuore i compari di Satana? Non ti preoccupi forse che la carne possa rovinare il tuo vero futuro, le tue meravigliose speranze e l’autentica meta a cui tende la tua vita?

Tratto da “La Parola appare nella carne

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