La Parola quotidiana di Dio | “A proposito della Bibbia (1)” | Estratto 266

100 |13 Ottobre 2020

Dopo che Dio ebbe compiuto l’opera dell’Età della Legge, venne redatto l’Antico Testamento, e fu allora che gli uomini cominciarono a leggere la Bibbia. Dopo la Sua venuta, Gesù compì l’opera dell’Età della Grazia e i Suoi apostoli scrissero il Nuovo Testamento. Così vennero redatti l’Antico e il Nuovo Testamento della Bibbia, e fino ad oggi tutti coloro che credono in Dio continuano a leggere la Bibbia. La Bibbia è un libro di storia. Naturalmente, contiene anche alcune delle predizioni dei profeti, e tali presagi non sono affatto storia. La Bibbia comprende diverse parti, non contiene esclusivamente le profezie o unicamente l’opera di Jahvè, e nemmeno soltanto le lettere di Paolo. Bisogna che tu sappia di quante parti si compone la Bibbia: l’Antico Testamento contiene la Genesi, l’Esodo, ecc., nonché i libri di profezia scritti dai profeti. L’Antico Testamento si conclude, infine, con il Libro di Malachia. La Bibbia documenta l’opera dell’Età della Legge, la quale fu diretta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di un resoconto esaustivo di tutta l’opera dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento riporta tutto ciò che gli uomini guidati da Jahvè ebbero modo di vivere durante l’Età della Legge. In quest’epoca dell’Antico Testamento, i numerosi profeti suscitati da Jahvè pronunciarono profezie per Suo conto, fornirono direttive a svariate tribù e nazioni e preannunciarono l’opera che Jahvè avrebbe compiuto. A tutte le persone suscitate per tale scopo, Jahvè donò lo Spirito della profezia: esse furono in grado di vedere le visioni che Egli dava loro di vedere, nonché di udire la Sua voce, e quindi scrissero le profezie sotto la Sua ispirazione. L’opera che svolsero era l’espressione della voce di Jahvè, l’espressione della profezia di Jahvè, e l’opera di Jahvè all’epoca consisteva semplicemente nel guidare le persone per mezzo dello Spirito; Jahvè non divenne carne e l’umanità non vide affatto il Suo volto. Egli, dunque, suscitò molti profeti affinché eseguissero la Sua opera e diede loro degli oracoli che essi tramandarono a ogni tribù e famiglia di Israele. Il loro compito era quello di profetizzare e alcuni di loro trascrissero le indicazioni ricevute da Jahvè per mostrarle ad altri. Egli suscitò questi individui affinché proferissero profezie e preannunciassero l’opera del futuro o il lavoro ancora da realizzare in quel periodo, in modo che le persone potessero contemplare la prodigiosità e la sapienza di Jahvè. Questi libri profetici erano alquanto diversi dagli altri libri della Bibbia; si trattava di parole pronunciate o scritte da coloro ai quali era stato dato lo Spirito della profezia, da quanti avevano ricevuto visioni da parte di Jahvè, oppure udito la Sua voce. A parte i libri delle profezie, ogni altra parte dell’Antico Testamento consiste in resoconti stilati dall’uomo dopo che Jahvè ebbe portato a termine la Sua opera. Questi libri non possono subentrare ai presagi preannunciati dai profeti suscitati da Jahvè, proprio come la Genesi e l’Esodo non possono essere paragonati al Libro di Isaia e a quello di Daniele. Le profezie furono proferite prima che l’opera fosse realizzata, mentre gli altri libri vennero scritti dopo il suo completamento, giacché era questo ciò di cui gli uomini erano capaci. I profeti di quel tempo proferirono profezie sotto l’ispirazione di Jahvè, pronunciarono molte parole, e preannunciarono cose relative all’Età della Grazia, come anche la distruzione del mondo negli ultimi giorni: l’opera che Jahvè aveva progettato di realizzare. I libri restanti documentano tutti l’opera compiuta da Jahvè in Israele. Perciò, quando si legge la Bibbia si acquisiscono informazioni perlopiù relative a quanto compiuto da Jahvè in Israele; l’Antico Testamento documenta soprattutto come Jahvè operò nel guidare Israele, come fece uscire gli Israeliti dall’Egitto per mezzo di Mosè, il quale li liberò dalle catene di Faraone e li condusse nel deserto, dopodiché entrarono in Canaan e, da lì in poi, ogni resoconto successivo riguarda la loro vita in Canaan. Tutto il resto, tranne quanto sopra elencato, consiste in testimonianze storiche che narrano l’opera compiuta da Jahvè in tutto il territorio di Israele. Quanto viene descritto nell’Antico Testamento rappresenta l’operato di Jahvè nella regione in cui Egli aveva creato Adamo ed Eva. Sin da quando Dio cominciò ufficialmente a guidare gli uomini sulla terra dopo Noè, tutto ciò che viene riportato nell’Antico Testamento riguarda il lavoro svolto in Israele. Come mai non vi è documentata alcuna opera al di fuori di Israele? Perché questa terra è la culla del genere umano. In principio, non esistevano altri paesi ad eccezione di Israele, e Jahvè non operava in nessun altro luogo. In tal senso, ciò che è documentato nell’Antico Testamento della Bibbia riguarda esclusivamente l’opera di Dio in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele… sono parole che preannunciano l’altra Sua opera sulla terra, l’opera di Jahvè Dio Stesso. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, il restante contenuto narra le esperienze umane relative all’opera di Jahvè in quel periodo.

L’opera della creazione ebbe luogo prima dell’esistenza del genere umano, tuttavia il Libro della Genesi venne soltanto dopo; si trattava di un libro scritto da Mosè durante l’Età della Legge. Ciò è simile a quanto accade in mezzo a voi nel presente: dopo che una cosa è avvenuta, ne scrivete un resoconto per tramandarlo ai posteri, e per gli esseri umani del futuro quelli documentati sono eventi accaduti in passato, non sono altro che storia. Gli eventi riportati nell’Antico Testamento riguardano l’opera di Jahvè in Israele, mentre il Nuovo Testamento contiene il resoconto dell’opera di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento narra l’opera di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Con l’avvento della nuova opera, anche il Nuovo Testamento divenne antiquato e, quindi, anch’esso è un libro storico. Certamente, non è altrettanto sistematico quanto l’Antico Testamento, né documenta un numero di avvenimenti altrettanto elevato. Le molte parole pronunciate da Jahvè sono tutte documentate nell’Antico Testamento della Bibbia, mentre soltanto alcune delle parole di Gesù vengono riportate nei quattro Vangeli. Certamente, anche Gesù fu assai prolifico di opere, ma esse non vennero documentate nel dettaglio. Vi è una quantità minore di testimonianze storiche nel Nuovo Testamento a motivo dell’entità dell’opera compiuta di Gesù, la portata complessiva del Suo operato nei tre anni e mezzo di vita terrena, congiuntamente a quello degli apostoli, è di gran lunga inferiore rispetto all’opera di Jahvè. Pertanto, vi sono meno libri nel Nuovo Testamento, rispetto all’Antico.

Tratto da “La Parola appare nella carne

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