Cantico cristiano – Coloro che temono Dio Lo esaltano in tutte le cose

12 Agosto 2026

I

Sebbene Giobbe non avesse mai visto Dio e non Ne avesse mai udito le parole con le sue orecchie, Dio aveva un posto nel suo cuore. Il suo atteggiamento nei confronti di Dio era: “Sia benedetto il nome di Jahvè”. La sua benedizione del nome di Dio era incondizionata, indipendente da qualsiasi contesto e priva di causa. Giobbe aveva dato il suo cuore a Dio, consentendoGli di governarlo; tutto ciò che pensava, che decideva, e che pianificava nel suo cuore era aperto davanti a Dio e non chiuso a Lui. Il suo cuore non era in opposizione a Dio, ed egli non Gli aveva mai chiesto di fare niente per lui o di concedergli niente, e non nutriva desideri smodati di guadagnare qualcosa dalla sua adorazione di Dio. Giobbe non cercò di fare accordi con Dio, non avanzò alcuna richiesta nei Suoi confronti e non pretese niente da Lui. Egli lodava il nome di Dio per la Sua grande potenza e autorità nell’avere sovranità su tutte le cose, e questo non dipendeva dalle benedizioni guadagnate o dalle avversità ricevute.

II

Giobbe credeva che, a prescindere dal fatto che le persone ricevessero benedizioni o avversità da Dio, il Suo grande potere e la Sua autorità non sarebbero cambiati e, a prescindere dalle circostanze di una persona, il Suo nome doveva essere lodato. Il fatto che l’uomo sia benedetto da Dio avviene a motivo della Sua sovranità e anche quando all’uomo succedono avversità è a motivo della sovranità di Dio. Il grande potere e l’autorità di Dio hanno la sovranità su tutte le cose dell’uomo e le dispongono; l’imprevedibilità della sorte dell’uomo è una manifestazione del grande potere e dell’autorità di Dio. A prescindere dal punto di vista dal quale lo si osserva, il nome di Dio dovrebbe essere lodato. Ecco ciò che Giobbe sperimentò e giunse a conoscere negli anni della sua vita. Tutti i pensieri e le azioni di Giobbe raggiunsero le orecchie di Dio, arrivarono di fronte a Lui, e da Lui furono apprezzati. Dio aveva cara questa conoscenza di Giobbe, e lo aveva molto a cuore perché aveva questo cuore. Questo cuore era sempre in attesa dei Suoi comandi e in ogni luogo, indipendentemente dal tempo o dal posto, accoglieva tutto ciò che gli capitava. Giobbe non avanzò alcuna richiesta a Dio. Ciò che richiedeva a sé stesso era di attendere, accettare, affrontare e sottomettersi a tutte le disposizioni che venivano da Dio; egli riteneva che questo fosse il suo dovere, ed era proprio ciò che Dio voleva.

La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II”

Visualizza altri

Sei fortunato ad accederea questo sito Web,avrai l’opportunitàdi accogliere il Signoree trovare la via per sbarazzarti della sofferenza. Vuoi guadagnare questa benedizione di Dio?

Rispondi

Condividi

Annulla

Connettiti con noi su WhatsApp