VII. I misteri della Bibbia

La Parola quotidiana di Dio Estratto 265

Per molti anni, il tradizionale strumento della fede umana (quella del Cristianesimo, una delle tre religioni principali al mondo) è consistito nella lettura della Bibbia; deviare da essa significa non avere fede nel Signore, è espressione di eterodossia e di eresia, e anche quando gli uomini leggono altri libri, il fondamento di quest’ultimi deve essere l’esplicazione della Bibbia. Vale a dire che, se credi nel Signore, devi leggere la Bibbia, e al di fuori della Bibbia non devi venerare alcun libro in cui essa non sia implicata. Se lo fai, tradisci Dio. Sin da quando esiste la Bibbia, la fede nel Signore da parte delle persone è stata fede nella Bibbia. Anziché dire che gli esseri umani credono nel Signore, è meglio affermare che credono nella Bibbia; anziché sostenere che hanno iniziato a leggerla, è meglio affermare che hanno cominciato a credere in essa; e anziché dichiarare che sono tornati al Signore, sarebbe meglio dire che sono tornati alla Bibbia. In tal modo, le persone venerano la Bibbia come se fosse Dio, come se si trattasse della loro linfa vitale, come se qualora essa venisse a cessare verrebbe meno la loro stessa vita. Gli uomini considerano la Bibbia di pari importanza rispetto a Dio, e vi sono addirittura taluni che la ritengono superiore a Lui. Se gli esseri umani sono privi dell’operato dello Spirito Santo, se non riescono a percepire Dio, sono comunque in grado di continuare a vivere, ma non appena vengono privati della Bibbia o dei celebri capitoli e proverbi contenuti al suo interno, è come se avessero perso la vita. Così, non appena giungono a credere nel Signore, cominciano a leggere la Bibbia e a memorizzarla, e quanta più ne sono in grado di imparare a memoria, tanto più dimostrano di amare il Signore e di avere grande fede. Quanti l’hanno letta e sono in grado di parlarne ad altri, sono tutti fratelli e sorelle dabbene. Per tutti questi anni, la fede nel Signore e la fedeltà nei Suoi confronti da parte delle persone sono state misurate in base all’entità della loro comprensione della Bibbia. La maggior parte della gente semplicemente non capisce il motivo per cui dovrebbe credere in Dio, né come credere in Lui, e non fa altro che andare ciecamente alla ricerca di indizi per decifrare i capitoli della Bibbia. Le persone non hanno mai perseguito la direzione dell’operato dello Spirito Santo; fin dall’inizio, non hanno fatto altro che studiare ed esaminare ostinatamente la Bibbia e, al di fuori di essa, nessuno ha mai rinvenuto opere più recenti da parte dello Spirito Santo. Nessuno ha mai deviato dalla Bibbia, né ha mai avuto il coraggio di farlo. Gli uomini hanno studiato la Bibbia per tutti questi anni, hanno ideato talmente tante spiegazioni e lavorato così indefessamente, hanno anche avuto molte divergenze di opinioni in proposito, sulle quali hanno dibattuto all’infinito, cosicché attualmente si sono venute a formare più di duemila denominazioni diverse. Tutti ambiscono a trovare qualche interpretazione particolare o misteri più profondi all’interno della Bibbia, vogliono sviscerarla e identificarvi i retroscena dell’opera di Jahvè in Israele o dell’opera di Gesù in Giudea, oppure ulteriori enigmi che nessun altro conosce. Le persone hanno un approccio alla Bibbia caratterizzato da ossessione e fede, e nessuno può spiegare in modo del tutto chiaro la sua storia segreta o la sua sostanza. Pertanto, oggi gli uomini nutrono ancora un senso indescrivibile di meraviglia quando si tratta della Bibbia e ne sono ancora più ossessionati, e nutrono ancor più fede in essa. Oggigiorno, tutti vogliono rinvenire nella Bibbia le profezie dell’opera degli ultimi giorni, vogliono scoprire quale sarà l’operato di Dio in tale periodo e quali saranno i segni che presagiscono l’avvicinarsi degli ultimi giorni. In tal modo, il loro culto della Bibbia diventa più fervente e, quanto più gli ultimi giorni si fanno imminenti, tanto più danno cieca fiducia alle profezie bibliche, in particolare a quelle riguardanti gli ultimi giorni. Con una simile fede cieca, con una tale fiducia in essa, non vi è in loro alcun desiderio di cercare l’opera dello Spirito Santo. Nelle loro nozioni, gli uomini ritengono che solo la Bibbia possa suscitare l’opera dello Spirito Santo; che solamente in essa si possano trovare le orme di Dio e si celino i misteri dell’operato divino; ritengono che unicamente la Bibbia, non altri libri o persone, possa chiarire tutto di Dio e la totalità della Sua opera, che possa portare l’opera celeste in terra nonché determinare il principio e la conclusione delle epoche. Con queste concezioni, le persone non sono propense a cercare l’opera dello Spirito Santo. Pertanto, a prescindere da quanto la Bibbia sia stata di aiuto per loro in passato, essa è divenuta un ostacolo per l’opera attuale di Dio. Senza la Bibbia, le persone possono cercare le orme di Dio altrove, eppure, oggi le Sue orme sono state contenute dalla Bibbia; l’estensione della Sua opera attuale è diventata doppiamente difficile e si tratta di un’ardua lotta. Tutto ciò è dovuto ai celebri capitoli e detti della Bibbia, come pure alle varie profezie che essa contiene. La Bibbia è diventata un idolo nella mente delle persone, un enigma nel loro cervello e sono semplicemente incapaci di credere che Dio possa operare al di fuori di essa e che l’uomo possa trovare Dio al di fuori della Bibbia, e ancor meno riescono a credere che Dio possa deviare dalla Bibbia durante l’opera conclusiva e ricominciare da capo. Questo è impensabile per l’uomo; non lo può né credere né immaginare. La Bibbia è diventata un grande ostacolo per l’accettazione da parte degli uomini della nuova opera divina, nonché un impedimento per l’ampliamento della stessa da parte di Dio.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 266

Dopo che Dio ebbe compiuto l’opera dell’Età della Legge, venne redatto l’Antico Testamento, e fu allora che gli uomini cominciarono a leggere la Bibbia. Dopo la Sua venuta, Gesù compì l’opera dell’Età della Grazia e i Suoi apostoli scrissero il Nuovo Testamento. Così vennero redatti l’Antico e il Nuovo Testamento della Bibbia, e fino ad oggi tutti coloro che credono in Dio continuano a leggere la Bibbia. La Bibbia è un libro di storia. Naturalmente, contiene anche alcune delle predizioni dei profeti, e tali presagi non sono affatto storia. La Bibbia comprende diverse parti, non contiene esclusivamente le profezie o unicamente l’opera di Jahvè, e nemmeno soltanto le lettere di Paolo. Bisogna che tu sappia di quante parti si compone la Bibbia: l’Antico Testamento contiene la Genesi, l’Esodo, ecc., nonché i libri di profezia scritti dai profeti. L’Antico Testamento si conclude, infine, con il Libro di Malachia. La Bibbia documenta l’opera dell’Età della Legge, la quale fu diretta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di un resoconto esaustivo di tutta l’opera dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento riporta tutto ciò che gli uomini guidati da Jahvè ebbero modo di vivere durante l’Età della Legge. In quest’epoca dell’Antico Testamento, i numerosi profeti suscitati da Jahvè pronunciarono profezie per Suo conto, fornirono direttive a svariate tribù e nazioni e preannunciarono l’opera che Jahvè avrebbe compiuto. A tutte le persone suscitate per tale scopo, Jahvè donò lo Spirito della profezia: esse furono in grado di vedere le visioni che Egli dava loro di vedere, nonché di udire la Sua voce, e quindi scrissero le profezie sotto la Sua ispirazione. L’opera che svolsero era l’espressione della voce di Jahvè, l’espressione della profezia di Jahvè, e l’opera di Jahvè all’epoca consisteva semplicemente nel guidare le persone per mezzo dello Spirito; Jahvè non divenne carne e l’umanità non vide affatto il Suo volto. Egli, dunque, suscitò molti profeti affinché eseguissero la Sua opera e diede loro degli oracoli che essi tramandarono a ogni tribù e famiglia di Israele. Il loro compito era quello di profetizzare e alcuni di loro trascrissero le indicazioni ricevute da Jahvè per mostrarle ad altri. Egli suscitò questi individui affinché proferissero profezie e preannunciassero l’opera del futuro o il lavoro ancora da realizzare in quel periodo, in modo che le persone potessero contemplare la prodigiosità e la sapienza di Jahvè. Questi libri profetici erano alquanto diversi dagli altri libri della Bibbia; si trattava di parole pronunciate o scritte da coloro ai quali era stato dato lo Spirito della profezia, da quanti avevano ricevuto visioni da parte di Jahvè, oppure udito la Sua voce. A parte i libri delle profezie, ogni altra parte dell’Antico Testamento consiste in resoconti stilati dall’uomo dopo che Jahvè ebbe portato a termine la Sua opera. Questi libri non possono subentrare ai presagi preannunciati dai profeti suscitati da Jahvè, proprio come la Genesi e l’Esodo non possono essere paragonati al Libro di Isaia e a quello di Daniele. Le profezie furono proferite prima che l’opera fosse realizzata, mentre gli altri libri vennero scritti dopo il suo completamento, giacché era questo ciò di cui gli uomini erano capaci. I profeti di quel tempo proferirono profezie sotto l’ispirazione di Jahvè, pronunciarono molte parole, e preannunciarono cose relative all’Età della Grazia, come anche la distruzione del mondo negli ultimi giorni: l’opera che Jahvè aveva progettato di realizzare. I libri restanti documentano tutti l’opera compiuta da Jahvè in Israele. Perciò, quando si legge la Bibbia si acquisiscono informazioni perlopiù relative a quanto compiuto da Jahvè in Israele; l’Antico Testamento documenta soprattutto come Jahvè operò nel guidare Israele, come fece uscire gli Israeliti dall’Egitto per mezzo di Mosè, il quale li liberò dalle catene di Faraone e li condusse nel deserto, dopodiché entrarono in Canaan e, da lì in poi, ogni resoconto successivo riguarda la loro vita in Canaan. Tutto il resto, tranne quanto sopra elencato, consiste in testimonianze storiche che narrano l’opera compiuta da Jahvè in tutto il territorio di Israele. Quanto viene descritto nell’Antico Testamento rappresenta l’operato di Jahvè nella regione in cui Egli aveva creato Adamo ed Eva. Sin da quando Dio cominciò ufficialmente a guidare gli uomini sulla terra dopo Noè, tutto ciò che viene riportato nell’Antico Testamento riguarda il lavoro svolto in Israele. Come mai non vi è documentata alcuna opera al di fuori di Israele? Perché questa terra è la culla del genere umano. In principio, non esistevano altri paesi ad eccezione di Israele, e Jahvè non operava in nessun altro luogo. In tal senso, ciò che è documentato nell’Antico Testamento della Bibbia riguarda esclusivamente l’opera di Dio in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele… sono parole che preannunciano l’altra Sua opera sulla terra, l’opera di Jahvè Dio Stesso. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, il restante contenuto narra le esperienze umane relative all’opera di Jahvè in quel periodo.

L’opera della creazione ebbe luogo prima dell’esistenza del genere umano, tuttavia il Libro della Genesi venne soltanto dopo; si trattava di un libro scritto da Mosè durante l’Età della Legge. Ciò è simile a quanto accade in mezzo a voi nel presente: dopo che una cosa è avvenuta, ne scrivete un resoconto per tramandarlo ai posteri, e per gli esseri umani del futuro quelli documentati sono eventi accaduti in passato, non sono altro che storia. Gli eventi riportati nell’Antico Testamento riguardano l’opera di Jahvè in Israele, mentre il Nuovo Testamento contiene il resoconto dell’opera di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento narra l’opera di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Con l’avvento della nuova opera, anche il Nuovo Testamento divenne antiquato e, quindi, anch’esso è un libro storico. Certamente, non è altrettanto sistematico quanto l’Antico Testamento, né documenta un numero di avvenimenti altrettanto elevato. Le molte parole pronunciate da Jahvè sono tutte documentate nell’Antico Testamento della Bibbia, mentre soltanto alcune delle parole di Gesù vengono riportate nei quattro Vangeli. Certamente, anche Gesù fu assai prolifico di opere, ma esse non vennero documentate nel dettaglio. Vi è una quantità minore di testimonianze storiche nel Nuovo Testamento a motivo dell’entità dell’opera compiuta di Gesù, la portata complessiva del Suo operato nei tre anni e mezzo di vita terrena, congiuntamente a quello degli apostoli, è di gran lunga inferiore rispetto all’opera di Jahvè. Pertanto, vi sono meno libri nel Nuovo Testamento, rispetto all’Antico.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 267

Che genere di libro è la Bibbia? L’Antico Testamento racchiude l’opera di Dio durante l’Età della Legge e Ne documenta tutto l’operato durante quell’età e durante la creazione. Nel suo complesso, narra l’opera realizzata da Jahvè e, infine, ne completa il resoconto con il Libro di Malachia. L’Antico Testamento documenta due parti dell’operato divino: una è l’opera della creazione e l’altra è l’emanazione delle leggi. Entrambe rientrano nell’opera eseguita da Jahvè. L’Età della Legge rappresenta l’opera attuata in nome di Jahvè Dio; si tratta della totalità dell’opera compiuta principalmente nel nome di Jahvè. L’Antico Testamento riporta, quindi, la Sua opera e il Nuovo Testamento documenta l’opera di Gesù, che venne realizzata principalmente in nome Suo. Il significato del nome di Gesù e del Suo operato è documentato principalmente nel Nuovo Testamento. Durante l’Età della Legge veterotestamentaria, Jahvè edificò il tempio e l’altare in Israele, guidando la vita terrena degli Israeliti a dimostrazione del fatto che essi erano il Suo popolo eletto; il primo popolo prescelto da Lui sulla terra, persone secondo il Suo cuore, il primo gruppo che Egli condusse personalmente. Le dodici tribù di Israele furono i primi eletti di Jahvè, e così Egli operò sempre in loro, fino al momento in cui non si concluse l’opera di Jahvè dell’Età della Legge. La seconda fase fu quella dell’Età della Grazia del Nuovo Testamento, attuata in mezzo alla tribù di Giuda, una delle dodici tribù di Israele. L’ambito d’azione di quest’opera fu inferiore perché Gesù era Dio divenuto carne. Gesù operò unicamente nella regione della Giudea e per tre anni e mezzo soltanto; perciò, quanto si narra nel Nuovo Testamento è ben lungi dal poter superare l’ampiezza dell’operato documentato nell’Antico Testamento.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 268

Se desideri vedere l’opera dell’Età della Legge e osservare come gli Israeliti seguirono le vie di Jahvè, devi leggere l’Antico Testamento; se invece vuoi comprendere l’opera dell’Età della Grazia, devi leggere il Nuovo Testamento. Come puoi, tuttavia, intravedere l’operato degli ultimi giorni? Devi accettare la guida del Dio attuale ed entrare nell’opera odierna, perché si tratta dell’opera attuale, la quale non è mai stata documentata da nessuno precedentemente nella Bibbia. Attualmente, Dio Si è fatto carne e ha designato altri eletti in Cina. Egli agisce in queste persone, dà seguito al Suo operato sulla terra, ripartendo dal punto in cui si era conclusa l’opera dell’Età della Grazia. L’opera odierna è un cammino che l’uomo non ha mai percorso e una via che mai nessuno ha visto. È un compito mai attuato prima d’ora: è l’opera più recente di Dio sulla terra. Perciò, un’opera che non è mai stata compiuta prima non può essere storia, perché il presente è il presente, e deve ancora divenire passato. Le persone sono ignare del fatto che Dio ha realizzato un’opera più grande e più recente sulla terra, al di fuori di Israele, la quale si è già protesa oltre l’ambito di Israele e oltre i presagi dei profeti; essa è un’opera nuova e meravigliosa, non inquadrata dalle profezie, un’opera più attuale che esula da Israele, un’opera che le persone non possono né percepire né immaginare. Come potrebbe la Bibbia contenerne un esplicito resoconto? Chi avrebbe potuto documentare ogni singola parte dell’opera odierna, senza omissioni, in anticipo? Chi avrebbe potuto annotare in quel vecchio libro ammuffito quest’opera più potente, più saggia, che sfida le convenzioni? Il lavoro odierno non è storia e, come tale, se desideri percorrere il nuovo cammino attuale, devi discostarti dalla Bibbia, andare oltre i libri profetici o storici della Bibbia. Soltanto allora sarai in grado di percorrere il nuovo cammino adeguatamente, ed entrare nel nuovo ambito e nella nuova opera. Devi capire come mai, in questo tempo, ti viene chiesto di non leggere la Bibbia, come mai c’è un’altra opera che esula dalla Bibbia, come mai Dio non cerca di rinvenire nella Bibbia una pratica più aggiornata, più dettagliata, e per quale motivo c’è invece un’opera più potente al di fuori di essa. Questo è quanto dovreste comprendere. Devi comprendere la differenza tra l’opera antica e quella nuova e, sebbene tu non legga la Bibbia, devi essere in grado di analizzarla; in caso contrario, continuerai a venerarla ancora, e ti sarà difficile accedere alla nuova opera e subire nuovi cambiamenti. Giacché vi è una via superiore, perché studiare quella scadente e antiquata? Data l’esistenza di enunciazioni più recenti e di un’opera più attuale, perché vivere fra vecchi documenti storici? Le nuove parole possono provvedere al tuo fabbisogno, il che dimostra che questa è la nuova opera; i vecchi resoconti non possono saziarti o soddisfare le tue esigenze correnti, e ciò attesta che sono storia e non già l’opera del qui ed ora. La via più elevata è l’opera più recente e, con l’opera attuale, non importa quanto possa essere illustre la via del passato, sarà sempre la storia delle considerazioni umane, e a prescindere dal valore che possa avere come punto di riferimento, resta sempre la vecchia via. Benché sia documentata nel “libro sacro”, la vecchia via ormai è storia; sebbene non ve ne sia traccia nel “libro sacro”, la nuova via appartiene all’ambito del qui ed ora. Questo percorso può salvarti e cambiarti, poiché si tratta dell’opera dello Spirito Santo.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 269

La Bibbia è un libro storico, e se durante l’Età della Grazia ti fossi nutrito dell’Antico Testamento, se durante l’Età della Grazia avessi messo in pratica ciò che veniva richiesto ai tempi dell’Antico Testamento, Gesù ti avrebbe respinto e condannato; se avessi applicato l’Antico Testamento all’operato di Gesù, saresti stato annoverato tra i farisei. Se, nel presente, mettessi assieme l’Antico e il Nuovo Testamento per nutrirtene e per metterlo in pratica, il Dio attuale ti condannerebbe; saresti infatti rimasto indietro rispetto all’opera odierna dello Spirito Santo! Se ti nutri dell’Antico e del Nuovo Testamento, ebbene, in tal caso ti trovi al di fuori dalla corrente dello Spirito Santo! Durante l’epoca di Gesù, Egli condusse gli Ebrei e tutti coloro che Lo seguivano secondo l’opera che lo Spirito Santo attuò in Lui a quel tempo. Egli non utilizzò la Bibbia come base per ciò che faceva, ma parlò conformemente alla Sua opera; non prestò alcuna attenzione a ciò che era scritto nella Bibbia, né cercò in essa un percorso per potervi guidare i Suoi seguaci. Sin dal primo momento in cui iniziò a operare, Egli divulgò la via del ravvedimento, un termine di cui non si faceva assolutamente menzione nelle profezie dell’Antico Testamento. Non solo non attuò secondo la Bibbia, ma indicò inoltre un nuovo cammino e compì una nuova opera. Non fece mai alcun riferimento alla Bibbia nelle Sue predicazioni. Durante l’Età della Legge, nessuno era mai stato in grado di compiere gli stessi Suoi miracoli che consistevano nel guarire i malati e cacciare i demoni. Allo stesso modo, anche la Sua opera, i Suoi insegnamenti, l’autorità e il potere delle Sue parole andarono ben oltre rispetto a quanto compiuto da qualunque uomo nell’Età della Legge. Gesù attuò semplicemente la Sua opera più nuova e, anche se molte persone Lo condannarono appellandosi alla Bibbia e invocando addirittura l’Antico Testamento per crocifiggerLo, la Sua opera trascese l’Antico Testamento; se così non fosse, perché mai Lo avrebbero inchiodato alla croce? Non fu forse perché l’Antico Testamento non conteneva alcun riferimento al Suo insegnamento e alla Sua capacità di guarire i malati e di cacciare i demoni? La Sua opera venne attuata allo scopo di condurre verso un nuovo cammino, non per provocare deliberatamente uno scontro con la Bibbia, o per accantonare intenzionalmente l’Antico Testamento. Egli venne semplicemente per svolgere il Suo ministero, per portare la nuova opera a quanti Lo bramavano e Lo cercavano. Egli non venne per spiegare l’Antico Testamento o per tutelarne l’opera. La Sua opera non perseguiva l’obiettivo di consentire all’Età della Legge di continuare a svilupparsi, poiché non teneva in alcuna considerazione il fatto di avere o meno la Bibbia come fondamento; Gesù venne semplicemente a compiere l’opera che Gli spettava. Quindi, Egli non diede chiarimenti in merito alle profezie dell’Antico Testamento, né attuò secondo le parole dell’Età della Legge. Egli ignorò quanto decretato nell’Antico Testamento, non curandosi se fosse o meno concorde con il Suo operato e non badando a quanto della Sua opera fosse nota agli altri o di quanto essi la condannassero. Continuò semplicemente a compiere l’opera che era tenuto a compiere, sebbene molte persone utilizzassero le predizioni dei profeti dell’Antico Testamento per condannarLo. Agli uomini sembrava che il Suo operato fosse privo di fondamento e che buona parte di esso fosse in contrasto con quanto era scritto nell’Antico Testamento. Non si trattava forse di un errore dell’uomo? È forse necessario applicare la dottrina all’opera di Dio? Dio deve forse operare in base alle predizioni dei profeti? Dopotutto, cos’è più grande, Dio o la Bibbia? Perché Dio dovrebbe operare in base alla Bibbia? Può essere che Dio non abbia il diritto di trascendere la Bibbia? Dio non può forse deviare da essa e operare diversamente? Come mai Gesù e i Suoi discepoli non osservavano il sabato? Se Gesù era tenuto ad osservare il sabato e vivere in funzione dei comandamenti dell’Antico Testamento, come mai non osservò il sabato dopo la Sua venuta, ma invece lavò i piedi, coprì il capo, spezzò il pane e bevve il vino? Tutto ciò non è forse assente nei comandamenti dell’Antico Testamento? Se Gesù ne onorava i precetti, perché Si dissociò da queste dottrine? Dovresti sapere cosa venne prima, Dio o la Bibbia! Essendo il Signore del sabato, poteva non essere anche il Signore della Bibbia?

L’opera compiuta da Gesù ai tempi del Nuovo Testamento inaugurò un’opera nuova: Egli non attuò secondo l’opera dell’Antico Testamento, né fece uso delle parole in esso pronunciate da Jahvè. Svolse il Suo operato personale e attuò un’opera più nuova, superiore a quella della legge. Perciò, Egli disse: “Non pensate che Io sia venuto per abolire la legge o i profeti; Io sono venuto non per abolire, ma per portare a compimento”. Perciò, in conformità con quanto aveva compiuto, si dissociò da buona parte della dottrina. Un giorno di sabato, mentre attraversava con i discepoli dei campi di grano, essi ne raccolsero e mangiarono le spighe; Egli infranse quindi il riposo del sabato e dichiarò: “Il Figlio dell’uomo è Signore del sabato”. All’epoca, secondo le leggi degli Israeliti, chiunque non osservasse il riposo del sabato doveva essere lapidato a morte. Gesù, tuttavia, non entrò nel tempio né osservò il riposo del sabato, e il Suo operato non rientrava nell’ambito dell’opera di Jahvè nel periodo dell’Antico Testamento. L’opera compiuta da Gesù trascendeva quindi la legge dell’Antico Testamento, era superiore a essa, e non vi era conforme. Durante l’Età della Grazia, Gesù non operò secondo la legge dell’Antico Testamento, essendosi già dissociato da tali dottrine. Gli Israeliti però restarono caparbiamente attaccati alla Bibbia e condannarono Gesù: non equivaleva forse a negare l’opera di Gesù? Anche oggi il mondo religioso resta caparbiamente attaccato alla Bibbia, e alcuni sostengono: “La Bibbia è un libro sacro, e va assolutamente letto”. Altri affermano: “L’opera di Dio va sostenuta in eterno, l’Antico Testamento è il patto di Dio con gli Israeliti e non se ne può fare a meno, e il riposo del sabato va sempre osservato!”. Non sono forse ridicoli? Perché Gesù non osservò il riposo del sabato? Incorse forse nel peccato? Chi può davvero comprendere tali cose? Indipendentemente da come gli uomini leggano la Bibbia, sarà per loro impossibile conoscere l’opera divina ricorrendo alle proprie capacità di comprensione e di apprendimento. Non solo non acquisiranno una conoscenza pura di Dio, ma le loro nozioni diverranno persino più oltraggiose, a tal punto che cominceranno a opporsi a Lui. Se non fosse per l’incarnazione odierna di Dio, gli uomini verrebbero ridotti in rovina dalle loro stesse concezioni e morirebbero nel pieno del Suo castigo.

Tratto da “A proposito della Bibbia (1)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 270

La Bibbia viene anche denominata Antico e Nuovo Testamento. Sapete a cosa si riferisce la parola “testamento”? Il “testamento” contenuto nell’Antico Testamento deriva dal patto stabilito da Jahvè con il popolo di Israele, quando Egli uccise gli Egiziani e riscattò gli Israeliti dal Faraone. Naturalmente, la prova di tale patto fu il sangue d’agnello spruzzato sugli architravi, attraverso il quale Dio istituì un patto con l’uomo, in cui si stabiliva che quanti avevano macchiato gli stipiti e l’architrave della porta con il sangue d’agnello erano Israeliti, il popolo eletto da Dio, e sarebbero stati tutti risparmiati da Jahvè (poiché Egli Si accingeva a uccidere tutti i primogeniti d’Egitto, tanto degli uomini quanto del bestiame). In questo patto vi sono due livelli di significato. Neanche un solo individuo, del popolo d’Egitto o tra il bestiame, sarebbe stato risparmiato da Jahvè; Egli avrebbe ucciso tutti i primogeniti, tanto quelli degli uomini quanto quelli del bestiame. Di conseguenza, in molti libri profetici si preannunciava che gli Egiziani sarebbero stati castigati severamente a seguito del patto stabilito da Jahvè. Questo è il primo livello di significato del patto. Jahvè uccise i primogeniti degli uomini d’Egitto e tutti i primogeniti del bestiame e risparmiò tutti gli Israeliti, il che significava che quanti provenivano dalla terra di Israele erano amati da Jahvè e sarebbero stati risparmiati; era Suo desiderio attuare su di loro un’opera a lungo termine, ed Egli stabilì l’alleanza con loro per mezzo del sangue d’agnello. Da quel momento in avanti, Jahvè non avrebbe più ucciso gli Israeliti e dichiarò che sarebbero stati i Suoi eletti in eterno. Egli avrebbe intrapreso la Sua opera tra le dodici tribù d’Israele per tutta l’Età della Legge, rendendo note tutte le Sue leggi agli Israeliti e scegliendo in mezzo a loro giudici e profeti, ed essi sarebbero stati al centro della Sua opera. Jahvè fece un patto con loro: a meno che l’età non cambiasse, Egli avrebbe operato solo tra i prescelti. L’alleanza di Jahvè era immutabile poiché sancita con il sangue, e fu stabilita con il Suo popolo eletto. Soprattutto, Egli aveva scelto un ambito d’azione e un obiettivo appropriati tramite i quali intraprendere la Sua opera per tutta l’età, e quindi il popolo attribuiva al patto un’importanza particolare. Questo è il secondo livello di significato dell’alleanza. A eccezione della Genesi, la cui esistenza risale a tempi anteriori al patto, tutti gli altri libri dell’Antico Testamento narrano l’opera di Dio tra gli Israeliti dopo la stipulazione dell’alleanza. Naturalmente c’è qualche sporadico resoconto incentrato sui Gentili ma, nel complesso, l’Antico Testamento documenta l’opera di Dio in Israele. A motivo del patto stabilito da Jahvè con gli Israeliti, i libri scritti durante l’Età della Legge vengono denominati “Antico Testamento” e prendono il nome proprio da quest’alleanza.

Il Nuovo Testamento è così denominato a causa del sangue versato da Gesù sulla croce e del patto da Lui stabilito con tutti quelli che avevano creduto in Lui. Il patto istituito da Gesù era il seguente: gli uomini non dovevano fare altro che credere in Lui per ottenere il perdono dei loro peccati in virtù del sangue da Lui versato e così essere salvati, sarebbero nati di nuovo per mezzo di Lui e non sarebbero più stati peccatori; bastava credere in Lui per ricevere la Sua grazia e non soffrire le pene dell’inferno dopo la morte. Tutti i libri scritti durante l’Età della Grazia sono successivi a questo patto, e documentano l’opera e le espressioni in esso contenute. Non vanno oltre la salvezza resa possibile in virtù della crocifissione del Signore Gesù o del patto; sono tutti libri scritti da fratelli nel Signore che ne fecero esperienza. Quindi, anche questi libri prendono il nome da un’alleanza: vengono denominati Nuovo Testamento. Questi due testamenti comprendono solo l’Età della Grazia e l’Età della Legge e non hanno alcun nesso con l’età finale. Per questo motivo, la Bibbia non riveste grande utilità per il popolo odierno degli ultimi giorni. Al massimo può servire da riferimento provvisorio, ma fondamentalmente ha scarso valore d’uso. Eppure, le persone religiose la tengono tuttora in gran conto. Non conoscono la Bibbia; sanno solo come spiegarla e sono sostanzialmente all’oscuro delle sue origini. Il loro atteggiamento verso la Bibbia consiste nel credere che tutto quanto essa contiene sia giusto, che non vi siano imprecisioni o errori. Siccome hanno stabilito a priori che la Bibbia è ineccepibile e senza errore, la studiano e la esaminano con grande interesse. La fase odierna dell’opera non è stata preannunciata nella Bibbia. Non vi è mai stata alcuna menzione dell’opera di conquista nel più oscuro di tutti i luoghi, poiché questa è l’ultima opera. Giacché l’età dell’opera è diversa, persino Gesù Stesso era ignaro del fatto che questa fase dell’opera sarebbe stata realizzata durante gli ultimi giorni, quindi come potrebbero le persone di questo periodo scoprire questa fase dell’opera nella Bibbia esaminandone il contenuto?

Tratto da “A proposito della Bibbia (2)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 271

Non tutto ciò che la Bibbia contiene è un resoconto delle parole proferite personalmente da Dio. La Bibbia documenta semplicemente le due fasi precedenti dell’opera divina: una fase consiste nella documentazione dei presagi dei profeti e un’altra riguarda la conoscenza e le esperienze messe per iscritto dagli uomini di cui Dio Si è servito nel corso delle epoche. Le esperienze umane sono contaminate dalla conoscenza e dalle opinioni personali, e ciò è inevitabile. Molti dei libri della Bibbia contengono concezioni e pregiudizi umani, nonché assurde interpretazioni da parte dell’uomo. Naturalmente, la maggior parte delle parole sono procedute dalla rivelazione e dall’illuminazione dello Spirito Santo e sono interpretazioni corrette; tuttavia, non si può dire che siano espressioni del tutto accurate della verità. Le loro opinioni su determinati aspetti non sono altro che conoscenza ottenuta mediante l’esperienza personale o l’illuminazione dello Spirito Santo. Le predizioni dei profeti vennero personalmente tramandate da Dio. Le profezie di Isaia, Daniele, Ezra, Geremia ed Ezechiele sono procedute da istruzioni dirette dello Spirito Santo; essi erano tutti veggenti, avevano ricevuto lo Spirito della profezia, ed erano tutti profeti dell’Antico Testamento. Durante l’Età della Legge queste persone, sotto l’ispirazione di Jahvè, proferirono molte profezie tramandate direttamente da Jahvè. Per quale ragione Egli agì in loro? Perché il popolo d’Israele era il popolo scelto da Dio; l’operato dei profeti doveva essere svolto in mezzo a loro; per questo motivo fu concesso ai profeti di ricevere tali rivelazioni. In effetti, essi stessi non comprendevano le rivelazioni ricevute da Dio. Lo Spirito Santo pronunciò quelle parole per bocca dei profeti, in modo che le generazioni future potessero comprendere tali cose e constatare che erano davvero opera dello Spirito di Dio, dello Spirito Santo, e che la loro origine non era umana, nonché per dare loro conferma dell’operato dello Spirito Santo. Durante l’Età della Grazia, Gesù Stesso compì quest’opera interamente al posto del genere umano, e perciò le persone non proferirono più profezie. Gesù fu quindi un profeta? Naturalmente, Egli fu un profeta, ma fu anche in grado di compiere l’opera degli apostoli: era sia in grado di proferire profezie che di predicare e ammaestrare le persone in tutto il paese. Eppure, l’operato che svolse e l’identità che rappresentava non erano la stessa cosa. Egli venne per riscattare tutta l’umanità, per redimere l’uomo dal peccato; era un profeta e un apostolo ma, ancor più di questo, era il Cristo. Un profeta può anche proferire profezie, ma non si può affermare che tale individuo sia il Cristo. In quel periodo, Gesù proferì molte profezie e si può quindi asserire che Egli fosse un profeta, ma non si può dire a ragion di ciò che non fosse il Cristo. Questo perché Egli rappresentava Dio Stesso nello svolgimento di una fase dell’opera e la Sua identità era diversa da quella di Isaia: Gesù venne per portare a termine l’opera di redenzione, e fornì anche il necessario per la vita dell’uomo e lo Spirito di Dio si posò su di Lui direttamente. Nell’opera che realizzò, non ebbe alcuna ispirazione dello Spirito di Dio, né direttive da parte di Jahvè. Piuttosto, lo Spirito agì direttamente: ciò è sufficiente a dimostrare che Gesù non può essere equiparato a un profeta. L’opera che Egli compì fu di redenzione e, in grado minore, di rivelazione della profezia. Egli fu un profeta, un apostolo ma, ancor più di questo, fu il Redentore. I profeti, invece, potevano solo proferire profezie e non erano in grado di rappresentare lo Spirito di Dio nel compiere qualsiasi altra opera. Dato che buona parte dell’opera messa in atto da Gesù non era mai stata svolta dall’uomo prima d’allora, e dato che Egli portò a compimento la redenzione dell’umanità, Gesù fu quindi diverso da profeti quali Isaia.

Tratto da “A proposito della Bibbia (3)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 272

Al giorno d’oggi, le persone credono che la Bibbia sia Dio e che Dio sia la Bibbia. Parimenti, ritengono anche che tutte le parole della Bibbia siano le uniche parole pronunciate da Dio e che furono tutte dette da Lui. Coloro che credono in Dio pensano addirittura che, sebbene tutti i sessantasei libri dell’Antico e del Nuovo Testamento siano stati scritti da persone, siano stati tutti trasmessi sotto l’ispirazione di Dio e rappresentino una testimonianza scritta di quanto espresso dallo Spirito Santo. Si tratta di comprensione errata da parte delle persone e non è del tutto conforme ai fatti. In effetti, a eccezione dei libri profetici, la maggior parte dell’Antico Testamento è un resoconto storico. Alcune delle epistole del Nuovo Testamento derivano da esperienze personali e altre dall’illuminazione dello Spirito Santo; le lettere di Paolo, per esempio, sono da attribuire all’opera di un uomo, scaturirono dalla rivelazione dello Spirito Santo, vennero scritte per le Chiese e furono parole di esortazione e di incoraggiamento rivolte ai fratelli e alle sorelle delle Chiese. Non si trattava di parole pronunciate dallo Spirito Santo, Paolo non poteva parlare a nome Suo e non era neppure un profeta, ancor meno ebbe visioni pari a quelle contemplate da Giovanni. Le sue lettere vennero scritte per le Chiese di Efeso, Filadelfia, Galazia e altre Chiese ancora. Quindi, le lettere paoline del Nuovo Testamento sono epistole che Paolo scrisse per le Chiese e non si tratta di ispirazioni dello Spirito Santo, né di parole espressamente pronunciate dallo Spirito Santo. Si tratta di semplici parole di esortazione, consolazione e incoraggiamento che Paolo scrisse per le Chiese durante lo svolgimento del suo lavoro. Sono, inoltre, un resoconto storico di buona parte del lavoro svolto da Paolo a quel tempo. Furono scritte per tutti i fratelli e le sorelle nel Signore, affinché quanti appartenevano alle Chiese di quell’epoca potessero seguire il suo consiglio e conformarsi alla via del ravvedimento tramandata dal Signore Gesù. In nessun caso Paolo affermò che le Chiese, sia quelle dei suoi tempi che quelle future, fossero tutte tenute a nutrirsi dei suoi scritti, né dichiarò che le sue parole procedevano tutte da Dio. Secondo le circostanze della Chiesa di quell’epoca, egli professava semplicemente la comunione con i fratelli e le sorelle, li esortava e ispirava la fede in loro, oltre a predicare semplicemente, incoraggiando e aiutando le persone a ricordare. Le sue parole erano basate sul suo fardello individuale, e per mezzo di esse egli sosteneva le persone. Egli svolse l’opera di apostolato delle Chiese di quel tempo, fu un operaio di cui il Signore Gesù Si servì, e dovette quindi assumersi la responsabilità delle Chiese e svolgere un’opera tra le Chiese, nonché tenersi al corrente della condizione dei fratelli e delle sorelle; proprio per questo motivo egli scrisse le epistole per tutti loro. Tutto ciò che di edificante e positivo disse alle persone era giusto, ma non rappresentava le espressioni dello Spirito Santo e non poteva rappresentare Dio. Si tratta di un equivoco madornale e di una terribile bestemmia che gli uomini considerino i resoconti delle esperienze di un uomo e le sue epistole come parole comunicate dallo Spirito Santo alle Chiese! Ciò vale in particolare per quanto riguarda le lettere scritte da Paolo alle Chiese, perché queste vennero redatte per i fratelli e le sorelle in funzione delle circostanze e della situazione di ogni Chiesa a quel tempo, allo scopo di esortare i fratelli e le sorelle nel Signore, in modo che potessero ricevere la grazia del Signore Gesù. Le sue epistole erano finalizzate a risvegliare i fratelli e le sorelle di quel periodo. Si può affermare che questo fosse il suo fardello individuale, oltre che quello assegnatogli dallo Spirito Santo; dopotutto, era un apostolo che presiedeva alle Chiese dell’epoca, il quale redigeva epistole alle Chiese per esortarle: in ciò consisteva la sua responsabilità. La sua identità era semplicemente quella di un apostolo intento nel suo operato, ed era semplicemente un apostolo inviato da Dio; non era né un profeta, né un chiaroveggente. Per lui, il suo incarico e la vita dei fratelli e delle sorelle rivestivano la massima importanza. Perciò, non poteva parlare a nome dello Spirito Santo. Le sue parole non erano parole pronunciate dallo Spirito Santo, né tanto meno potevano essere considerate parole proferite da Dio, visto che Paolo non era niente più che una Sua creatura, e non era certamente l’incarnazione di Dio. La sua identità non era la stessa di Gesù. Le parole di Gesù erano quelle dello Spirito Santo, erano parole di Dio, perché la Sua identità era quella del Cristo, il Figlio di Dio. Come potrebbe Paolo essere Suo pari? Se le persone considerano epistole o parole come quelle di Paolo alla stessa stregua delle espressioni dello Spirito Santo e le venerano come fossero di Dio, si può solamente affermare che siano fin troppo privi di discernimento. Per dirla più duramente, non si tratta forse di semplice blasfemia? Come può un uomo parlare per conto di Dio? Come possono le persone inchinarsi davanti alla testimonianza scritta delle sue epistole e delle parole da lui pronunciate, come se si trattasse di un libro sacro o proceduto dal cielo? Le parole di Dio potrebbero mai essere proferite in modo disinvolto da un uomo? Come può un uomo parlare per conto di Dio? Quindi, cosa dici a riguardo? Le lettere da lui scritte per le Chiese non potrebbero forse essere contaminate dalle sue idee personali? Come potrebbero non essere contaminate da concezioni umane? Egli scrisse lettere per le Chiese basandosi sulle sue esperienze personali e sulla sua conoscenza individuale. Per esempio, Paolo scrisse un’epistola alle Chiese della Galazia in cui espresse un determinato parere, e Pietro ne scrisse un’altra con un punto di vista differente. Quale delle due procedeva dallo Spirito Santo? Nessuno può dirlo con certezza. Pertanto, si può solo affermare che entrambi portavano un fardello per le Chiese ma che, tuttavia, le loro lettere rappresentano la loro statura, quanto essi erano in grado di somministrare e il sostegno che erano in grado di dare ai fratelli e alle sorelle, nonché il loro fardello per le Chiese; le loro lettere quindi rappresentano solo l’operato umano: non sono procedute interamente dallo Spirito Santo. Se affermi che le sue epistole sono parole dello Spirito Santo, sei una persona assurda e stai proferendo bestemmie! Le lettere di Paolo e le altre epistole del Nuovo Testamento hanno lo stesso valore delle memorie delle personalità spirituali vissute in tempi più recenti. Sono alla pari con i libri di Watchman Nee o le esperienze di Lawrence, e via dicendo. È semplicemente che i libri delle personalità spirituali più contemporanee non sono compilati nel Nuovo Testamento, eppure l’essenza di queste persone era la stessa: erano uomini di cui lo Spirito Santo Si è servito in un determinato periodo, ma non potevano rappresentare Dio direttamente.

Tratto da “A proposito della Bibbia (3)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 273

Il Vangelo di Matteo, nel Nuovo Testamento, documenta la genealogia di Gesù. All’inizio, è scritto che Gesù è discendente di Abramo, Davide e Giuseppe; in seguito, si narra che Gesù fu concepito dallo Spirito Santo e nacque da una vergine, il che significherebbe che non era figlio di Giuseppe o discendente di Abramo e Davide. Tuttavia, la genealogia insiste nel ricollegare Gesù a Giuseppe. Dopodiché, comincia a documentare il processo relativo alla nascita di Gesù. Si legge che Egli fu concepito per opera dello Spirito Santo, che nacque da una vergine e che non era figlio di Giuseppe. Eppure, nella genealogia è chiaramente scritto che Gesù era figlio di Giuseppe e, poiché il soggetto della genealogia è Gesù, si contano quarantadue generazioni. Giunti alla generazione di Giuseppe, si menziona sommariamente che Giuseppe è lo sposo di Maria, parole proposte a conferma del fatto che Gesù discendeva da Abramo. Non si tratta forse di una contraddizione? La genealogia documenta chiaramente l’ascendenza di Giuseppe, e si tratta chiaramente della genealogia di quest’ultimo, ma Matteo insiste nell’attribuire tale genealogia a Gesù. Ciò non nega forse l’attendibilità del concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo? La genealogia elaborata da Matteo non è dunque un’idea umana? È ridicola! Da ciò si può capire che questo libro non proviene interamente dallo Spirito Santo. Ci sono, forse, alcuni che pensano che Dio debba avere una genealogia terrena, e di conseguenza inseriscono Gesù nella quarantaduesima generazione a partire da Abramo. Ciò è davvero assurdo! Essendo Egli giunto sulla terra, come poteva Dio avere un albero genealogico? Se affermi che Dio ha una genealogia, non Lo annoveri forse tra le Sue creature? Infatti, Dio non ha un’origine terrena, Egli è il Signore della creazione e, benché Si sia fatto carne, non è della stessa sostanza dell’uomo. Come potresti qualificare Dio alla stessa stregua di una Sua creatura? Abramo non può rappresentare Dio; egli fu l’oggetto dell’opera di Jahvè in quel periodo, fu semplicemente un fedele servitore al quale Jahvè accordò il Suo beneplacito, nonché un uomo appartenente al popolo di Israele. Come potrebbe essere un antenato di Gesù?

Chi scrisse la genealogia di Gesù? Fu Egli Stesso a scriverla? Disse loro personalmente: “Elabora il Mio albero genealogico”? La genealogia fu stilata da Matteo, dopo che Gesù fu inchiodato sulla croce. A quell’epoca, buona parte dell’opera svolta da Gesù era incomprensibile per i Suoi discepoli ed Egli non aveva fornito alcuna spiegazione. Dopo la Sua dipartita, i discepoli cominciarono a predicare e a operare dappertutto e, per il bene di quella fase dell’opera, cominciarono a redigere le lettere e i libri del Vangelo. Questi ultimi, contenuti nel Nuovo Testamento, vennero messi per iscritto venti o trent’anni dopo la crocifissione di Gesù. Prima di ciò, il popolo d’Israele leggeva soltanto l’Antico Testamento. Quindi, agli albori dell’Età della Grazia, il popolo leggeva l’Antico Testamento. Si ha notizia dell’esistenza del Nuovo Testamento soltanto durante l’Età della Grazia: esso non esisteva ai tempi in cui Gesù compì il Suo operato; le persone ne diedero testimonianza scritta solo in seguito alla Sua risurrezione e ascensione al cielo. Solo allora fecero la loro comparsa i quattro Vangeli, a cui si aggiunsero le lettere di Paolo e di Pietro, oltre all’Apocalisse. Più di trecento anni dopo l’ascensione al cielo di Gesù, le generazioni successive elaborarono una collazione selettiva di questi resoconti, e soltanto allora il Nuovo Testamento divenne parte integrante della Bibbia. Solo successivamente al completamento di quest’opera, il Nuovo Testamento fece la sua comparsa; esso non esisteva in precedenza. Dio, quindi, aveva realizzato la totalità di quell’opera e l’apostolo Paolo, insieme agli altri apostoli, aveva scritto un gran numero di epistole destinate alle chiese in svariate località. Altre persone, venute in seguito, raggrupparono queste epistole e vi accodarono la più straordinaria delle visioni, documentata da Giovanni nell’isola di Patmos, nella quale si preannunciava l’opera di Dio degli ultimi giorni. Tale sequenza fu opera dell’uomo, e in questo si differenzia dalle parole pronunciate nell’età odierna. Quanto viene documentato nel tempo presente è conforme alle fasi dell’opera di Dio; ciò con cui la gente attualmente entra in contatto è l’opera personalmente realizzata da Dio e le parole pronunciate personalmente da Lui. Non occorre che tu, il genere umano, interferisca: le parole, provenienti direttamente dallo Spirito, sono state predisposte passo dopo passo e sono diverse dalle disposizioni dei resoconti umani. Quanto documentato dalle generazioni passate si può dire sia stato conforme al loro livello di istruzione e alla loro levatura umana. Le loro testimonianze scritte consistono in esperienze umane, ognuno contava sui propri mezzi per annotare e informarsi e ogni resoconto era diverso. Quindi, se tu veneri la Bibbia come fosse Dio, sei incredibilmente ignorante e stolto! Perché non cerchi l’opera del Dio odierno? Solo l’opera di Dio può salvare l’uomo. La Bibbia non può salvare l’uomo, la gente potrebbe leggerla per migliaia di anni senza ricavarne il benché minimo cambiamento interiore, e se la veneri non otterrai mai l’operato dello Spirito Santo.

Tratto da “A proposito della Bibbia (3)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 274

Molte persone credono che la comprensione e la capacità di interpretare la Bibbia equivalgano all’aver trovato la vera via, ma le cose sono davvero così semplici? Nessuno conosce la realtà della Bibbia: ovvero, che non è altro che una narrazione storica dell’opera divina e una testimonianza relativa alle due fasi precedenti dell’opera di Dio, che non offre al lettore alcuna delucidazione riguardo agli obiettivi di tale opera. Chiunque abbia letto la Bibbia sa che essa documenta le due fasi dell’opera di Dio durante l’Età della Legge e l’Età della Grazia. L’Antico Testamento narra la storia d’Israele e dell’opera di Jahvè, dal momento della creazione fino al termine dell’Età della Legge. Il Nuovo Testamento riporta l’opera di Gesù sulla terra, la quale è narrata nei quattro Vangeli, come pure l’operato di Paolo; questi non sono forse resoconti storici? Riproporre le cose del passato al giorno d’oggi le rende storia; a prescindere da quanto possano essere vere o reali, sono sempre storia e la storia non può confrontarsi con il presente, perché Dio non guarda indietro alla storia! Pertanto, se comprendi solo la Bibbia e non capisci nulla dell’opera che Dio intende compiere nel presente, e se credi in Lui ma non cerchi l’opera dello Spirito Santo, allora non sai cosa significhi cercare Dio. Se leggi la Bibbia al fine di studiare la storia di Israele e documentarti in merito alla storia della creazione dei cieli e della terra da parte di Dio, allora non credi in Lui. Tuttavia, attualmente, dato che credi in Dio e persegui la vita, dato che sei alla ricerca della Sua conoscenza e non insegui lettere e dottrine morte o una comprensione della storia, devi ricercare la volontà odierna di Dio e provare a individuare la direzione dell’opera dello Spirito Santo. Se tu fossi un archeologo potresti leggere la Bibbia, ma non lo sei: sei tra coloro che credono in Dio e faresti meglio a ricercare la volontà odierna di Dio. Leggendo la Bibbia, al massimo potrai capire in minima parte la storia di Israele, potrai conoscere la vita di Abramo, Davide e Mosè, imparerai come essi temevano Jahvè, come Egli incenerì quanti si opposero a Lui e come parlò agli uomini di quell’epoca. Troverai solamente informazioni relative all’opera compiuta da Dio in passato. Gli scritti della Bibbia sono correlati al modo in cui l’antico popolo d’Israele temeva Dio e viveva sotto la guida di Jahvè. Dato che gli Israeliti erano il popolo eletto da Dio, nell’Antico Testamento puoi constatare la lealtà di tutto il popolo israelita nei confronti di Jahvè e osservare come tutti coloro che erano obbedienti a Jahvè ricevevano la Sua cura e le Sue benedizioni; puoi apprendere che al tempo in cui Dio operava in Israele Egli era colmo di misericordia e di amore, nonché in possesso di fuoco consumante, e che tutti gli Israeliti, dal più umile al più potente, veneravano Jahvè, e in tal modo tutto il paese era benedetto da Dio. Tale è la storia di Israele narrata nell’Antico Testamento.

Tratto da “A proposito della Bibbia (4)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 275

La Bibbia è un resoconto storico dell’opera di Dio in Israele e documenta un gran numero di predizioni degli antichi profeti, nonché alcune delle parole proferite da Jahvè nell’ambito della Sua opera in quel periodo. Quindi, tutti considerano sacro questo libro (poiché Dio è santo e grande). Naturalmente, tutto ciò è conseguenza della loro riverenza verso Jahvè e della loro adorazione verso Dio. Le persone evocano questo libro in tal modo solo perché le creature di Dio nutrono un profondo senso di riverenza e di adorazione verso il proprio Creatore, e ve ne sono addirittura alcune che lo definiscono un libro proceduto dal cielo. In realtà, si tratta semplicemente di un resoconto umano. Non è stato personalmente nominato da Jahvè, né la sua stesura è stata personalmente guidata da Lui. In altre parole, l’autore di questo libro non è Dio, bensì l’uomo. La Sacra Bibbia è solo il titolo ossequioso assegnatole dall’uomo, non è stato deciso da Jahvè e Gesù dopo averne discusso tra Loro; non è niente più che un’idea umana. Infatti, questo libro non è stato scritto da Jahvè, ancor meno da Gesù. Si tratta invece di resoconti riportati da molti antichi profeti, apostoli e veggenti, compilati dalle generazioni successive e raccolti in un libro di antiche scritture a cui le persone attribuiscono un carattere particolarmente sacro, un libro che esse credono contenga molti misteri insondabili e profondi che sono tuttora in attesa di essere risolti dalle generazioni future. In tal senso, le persone sono ulteriormente disposte a credere che questo sia un libro proceduto dal cielo. Con l’aggiunta dei quattro Vangeli e dell’Apocalisse, le persone hanno assunto nei confronti di questo libro un atteggiamento particolarmente diverso rispetto a qualsiasi altro libro, e dunque nessuno osa esaminare approfonditamente questo “libro celeste”, perché troppo “sacro”.

Per quale motivo le persone, non appena leggono la Bibbia, sono capaci di trovare in essa un percorso adeguato da mettere in pratica? Perché sono in grado di comprendere una buona parte di quanto era per loro incomprensibile? Oggi, sto analizzando la Bibbia in modo approfondito; ciò non significa che Io la detesti, o che neghi il suo valore quale fonte di consultazione. Ti sto spiegando e chiarendo il valore intrinseco e le origini della Bibbia per evitare che tu ne sia tenuto all’oscuro, giacché le persone hanno talmente tanti punti di vista sulla Bibbia, la maggior parte dei quali è sbagliata: leggere la Bibbia in questo modo impedisce loro non solo di ottenere quanto dovrebbero, ma, cosa più importante, intralcia il lavoro che ho intenzione di fare. Ciò interferisce enormemente con l’operato del futuro e offre solo svantaggi, non vantaggi. Quanto ti sto insegnando è, dunque, proprio la sostanza e la storia segreta della Bibbia. Non ti sto chiedendo di non leggerla, o di andare in giro a proclamare che essa è totalmente priva di valore, ma unicamente che tu abbia la conoscenza e il punto di vista corretti in merito ad essa. Non essere troppo fazioso! Benché la Bibbia sia un libro di storia scritto dagli uomini, documenta altresì molti dei principi in base ai quali i santi e i profeti dell’antichità servirono Dio, come pure le recenti esperienze degli apostoli nel loro servizio reso a Dio; tutto ciò fu realmente visto e conosciuto da queste persone, e può essere un riferimento per gli uomini dell’età attuale nel perseguimento della vera via. Quindi, attraverso la lettura della Bibbia le persone sono in grado di acquisire anche molti percorsi di vita che non possono essere rinvenuti in altri libri. Questi percorsi sono i sentieri di vita dell’opera dello Spirito Santo sperimentati dai profeti e dagli apostoli in epoche passate, e molte di queste parole sono preziose e in grado di fornire ciò di cui necessitano gli uomini. Perciò, le persone amano tutte leggere la Bibbia. Poiché contiene un gran numero di cose nascoste, gode di una considerazione diversa nell’opinione delle persone rispetto agli scritti dei grandi personaggi spirituali. La Bibbia è un resoconto e una raccolta di esperienze e conoscenze delle persone che servirono Jahvè e Gesù nella vecchia e nella nuova età; pertanto, le generazioni successive hanno potuto ottenere da essa molta rivelazione, illuminazione e percorsi da praticare. Il motivo per cui la Bibbia è superiore agli scritti di qualsiasi grande personaggio spirituale sta nel fatto che tutti i loro scritti sono tratti dalla Bibbia e ne spiegano il contenuto, e la Bibbia è altresì all’origine di ogni loro esperienza. Perciò, quantunque le persone possano ottenere nutrimento dai libri di un grande personaggio spirituale qualunque, continuano comunque a venerare la Bibbia, perché sembra loro talmente superiore e profonda! Benché la Bibbia raccolga alcuni dei libri contenenti parole di vita, come ad esempio le lettere di Paolo e Pietro, e nonostante le persone possano essere nutrite e sostenute da tali libri, essi rimangono obsoleti, appartengono comunque alla vecchia epoca, e per quanto possano essere validi sono adatti solo a un determinato periodo e non sono sempiterni. Infatti, l’opera di Dio è in continuo sviluppo e non può semplicemente bloccarsi al periodo di Paolo e Pietro, o restare sempre ferma all’Età della Grazia in cui Gesù venne crocifisso. Questi libri sono quindi adatti solo all’Età della Grazia, non all’Età del Regno degli ultimi giorni. Possono solo provvedere al fabbisogno dei credenti dell’Età della Grazia, non ai santi dell’Età del Regno e, a prescindere da quanto siano eccellenti, sono pur sempre obsoleti. È lo stesso per quanto riguarda l’opera della creazione da parte di Jahvè o il Suo operato in Israele: non importa quanto sia stata straordinaria tale opera, è pur sempre superata, e giungerà comunque il tempo in cui sarà passata del tutto. Anche per l’opera di Dio è la stessa cosa: è straordinaria, ma verrà il tempo in cui finirà; non potrà sussistere in eterno nell’ambito dell’opera della creazione o di quella della crocifissione. Per quanto l’opera della crocifissione sia persuasiva, per quanto efficace nel determinare la sconfitta di Satana, l’opera è, dopotutto, sempre opera, e le epoche sono, in fondo, sempre epoche; l’opera non può poggiare sempre sullo stesso fondamento, né possono le epoche rimanere immutabili, perché la creazione ha avuto luogo e dovranno avere luogo anche gli ultimi giorni. Ciò è inevitabile! Così, attualmente, le parole di vita del Nuovo Testamento, ossia le epistole degli apostoli e i quattro Vangeli, sono divenuti libri storici, antichi almanacchi, e come potrebbero quest’ultimi condurre gli uomini nella nuova epoca? Non importa quanto tali scritti siano fonte di vita per le persone, non importa quanto siano efficaci nel condurle alla croce, non sono forse superati? Non sono privi di valore? Perciò, Io affermo che tu non debba credere ciecamente in questi almanacchi. Sono troppo vecchi, non possono condurti nella nuova opera e possono solo appesantirti. Non solo non possono condurti nella nuova opera e verso un nuovo ingresso, ma ti portano all’interno di vetuste chiese religiose e, in tal caso, non staresti dunque regredendo nella tua fede in Dio?

Tratto da “A proposito della Bibbia (4)” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 276

Oggi, chi di voi osa dire che tutte le parole pronunciate da coloro di cui Si è avvalso lo Spirito Santo, provenivano dallo Spirito Santo? Qualcuno ha il coraggio di fare simili dichiarazioni? Se affermi queste cose, per quale motivo il libro profetico di Esdra venne eliminato, e perché i libri di quegli antichi santi e profeti fecero la stessa fine? Se erano tutti venuti dallo Spirito Santo, perché osate fare queste scelte capricciose? Possiedi la qualifica per scegliere l’opera dello Spirito Santo? Vennero eliminate anche molte storie di Israele. E se ritieni che questi scritti del passato provenissero tutti dallo Spirito Santo, perché alcuni libri sono stati scartati? Se fossero tutti provenuti dallo Spirito Santo, avrebbero dovuto essere tutti tenuti e inviati ai fratelli e alle sorelle delle Chiese per essere letti. Non dovrebbero essere scelti o eliminati per volontà umana; è sbagliato farlo. Affermare che le esperienze di Paolo e Giovanni erano mescolate alle loro visioni personali, non vuole dire che le loro esperienze e conoscenze venissero da Satana, ma solo che possedevano cose provenienti dalle loro esperienze e visioni personali. La loro conoscenza si basava sul contesto delle esperienze reali all’epoca, e chi poteva dire con certezza che tutto ciò proveniva dallo Spirito Santo? Se i quattro Vangeli fossero tutti derivati dallo Spirito Santo, perché allora Matteo, Marco, Luca e Giovanni riferirono ciascuno cose diverse sull’opera di Gesù? Se non ci credete, leggete i racconti nella Bibbia di come Pietro rinnegò per tre volte il Signore: sono tutti diversi e tutti possiedono caratteristiche proprie. Molti, nella loro ignoranza, dicono: “Dio incarnato è anche uomo, dunque possono le parole che Egli pronuncia provenire totalmente dallo Spirito Santo? Se nelle parole di Paolo e Giovanni c’era una componente di volontà umana, questa non può essere presente anche nelle parole pronunciate da Lui?” Chi dice questo è cieco e ignorante! Leggete con attenzione i quattro Vangeli; leggete quanto viene annotato delle cose che Gesù fece e delle parole che pronunciò. Ogni resoconto era semplicemente diverso, e ognuno ha una sua prospettiva. Se quanto fu scritto dagli autori di questi libri fosse derivato tutto dallo Spirito Santo, avrebbe dovuto essere tutto uguale e coerente. Perché allora vi sono discrepanze?

Tratto da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 277

I discorsi e l’operato di Gesù all’epoca non si conformavano alla dottrina ed Egli non svolse la Sua opera in base a quella della legge dell’Antico Testamento, bensì in funzione dell’opera che doveva essere compiuta nell’Età della Grazia. Egli agì in base all’opera che aveva originato, secondo il Suo piano e secondo il Suo ministero; non operò secondo la legge dell’Antico Testamento. Nulla di ciò che fece fu secondo la legge del Vecchio Testamento, e non venne a operare per compiere le parole dei profeti. Nessuna fase dell’opera di Dio aveva l’espressa finalità di realizzare le profezie degli antichi profeti, ed Egli non venne per conformarSi alla dottrina o adempiere deliberatamente le predizioni degli antichi profeti. Eppure le Sue azioni non sovvertirono le profezie degli antichi profeti, né disturbarono l’opera che Egli aveva fatto in precedenza. Il punto saliente della Sua opera era il non conformarsi a una qualsiasi dottrina e compiere l’opera che Lui Stesso doveva fare. Egli non era un profeta o un veggente, bensì un uomo d’azione, che in realtà venne a svolgere l’opera che doveva fare, e per inaugurare la Sua nuova era e realizzare la Sua nuova opera. Quando Gesù venne a compierla, ovviamente, adempì anche a molte delle parole pronunciate dagli antichi profeti nel Vecchio Testamento. Similmente, l’opera odierna ha compiuto le profezie degli antichi profeti del Vecchio Testamento. È solo che Io non Mi attengo a quel “vecchio almanacco ingiallito”, questo è quanto. Perché c’è un’ulteriore opera da compiere e ci sono ulteriori parole che devo dirvi, e quest’opera e queste parole sono di gran lunga più importanti che non il fatto di spiegare i passi della Bibbia, in quanto un’opera come questa non riveste un grande significato o valore per voi, e non può aiutarvi né cambiarvi. Ho intenzione di svolgere una nuova opera non per il gusto di dare compimento a qualche brano della Bibbia. Se Dio fosse venuto sulla terra solo per adempiere le parole degli antichi profeti della Bibbia, chi è più grande, Dio incarnato o gli antichi profeti? In fin dei conti, Dio dipende dai profeti oppure i profeti dipendono da Dio? Come spieghi queste parole?

Tratto da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 278

Gli Ebrei all’epoca leggevano l’Antico Testamento e conoscevano la profezia di Isaia, secondo cui un bambino sarebbe nato in una mangiatoia. Perché allora, malgrado questa conoscenza, perseguitarono comunque Gesù? Non è per via della loro natura ribelle e per la loro ignoranza dell’opera dello Spirito Santo? A quel tempo, i farisei credevano che l’opera di Gesù fosse diversa da ciò che sapevano del bambino profetizzato; l’uomo di oggi rifiuta Dio perché l’opera di Dio incarnato non è conforme alla Bibbia. Non è forse la stessa identica cosa la sostanza della loro ribellione a Dio? Puoi essere una persona che accetta indiscutibilmente tutta l’opera dello Spirito Santo? Se si tratta dell’opera dello Spirito Santo, allora è il flusso giusto. Dovresti accettarlo senza il minimo dubbio, anziché selezionare e scegliere che cosa accettare. Se acquisisci ulteriori conoscenze da Dio e usi una maggiore prudenza nei Suoi confronti, non è forse ingiustificato? Non hai bisogno di cercare ulteriore conferma dalla Bibbia; se si tratta dell’opera dello Spirito Santo, devi accettarla, affinché tu creda in Dio per seguirLo, e non dovresti esaminarLo. Non dovresti cercare ulteriori prove su di Me per dimostrare che Io sono il tuo Dio. Piuttosto, dovresti discernere se ti reco beneficio; questo è il punto. Anche se hai scoperto molte prove inconfutabili nella Bibbia, ciò non può portarti completamente al Mio cospetto. Sei una persona che vive all’interno dei confini della Bibbia e non davanti a Me; la Bibbia non può aiutarti a conoscerMi, né può approfondire il tuo amore per Me. Nonostante la Bibbia avesse annunciato che sarebbe nato un bambino, nessuno poteva capire per chi si sarebbe verificata tale profezia, dato che l’uomo non conosceva l’opera di Dio, e ciò spinse i farisei a opporsi a Gesù. Alcuni sanno che la Mia opera è nell’interesse dell’uomo, tuttavia continuano a credere che Gesù e Io siamo due esseri interamente separati che sono reciprocamente incompatibili. All’epoca, Gesù Si era limitato a pronunciare ai Suoi discepoli una serie di sermoni nell’Età della Grazia, per esempio su come fare pratica, come riunirsi, come chiedere nella preghiera, come trattare gli altri, e così via. L’opera che Egli portò a termine era quella dell’Età della Grazia ed Egli spiegò soltanto ai discepoli e a coloro che Lo seguivano come dovessero fare pratica. Svolse soltanto il lavoro dell’Età della Grazia, e nulla che fosse degli ultimi giorni. Quando Jahvè stabilì la legge dell’Antico Testamento nell’Età della Legge, perché allora non svolse l’opera dell’Età della Grazia? Perché non rese chiara in anticipo l’opera dell’Età della Grazia? Ciò non avrebbe portato beneficio all’accettazione da parte dell’uomo? Egli profetizzò soltanto la nascita di un bambino che sarebbe giunto al potere; ma non svolse in anticipo l’opera dell’Età della Grazia. L’opera di Dio in ogni epoca ha dei confini ben delineati; Egli svolge soltanto l’opera dell’epoca attuale e non svolge mai in anticipo la fase successiva dell’opera. Solo in questo modo, la Sua opera rappresentativa di ciascun periodo può essere portata in primo piano. Gesù aveva parlato unicamente dei segni degli ultimi giorni, di come essere pazienti e di come essere salvati, come pentirsi e confessarsi, nonché come portare la croce e sopportare la sofferenza; non parlò mai di come l’uomo negli ultimi giorni dovesse accedere, o come cercare di soddisfare la volontà di Dio. Di conseguenza, non sarebbe errato cercare nella Bibbia l’opera di Dio degli ultimi giorni? Che cosa puoi comprendere tenendo semplicemente in mano la Bibbia? Che sia un commentatore o un predicatore della Bibbia, chi può prevedere l’opera di oggi?

Tratto da “Come può l’uomo che ha delimitato Dio nelle sue nozioni ricevere le rivelazioni di Dio?” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 279

La Bibbia fa parte della storia umana da varie migliaia di anni. Le persone, per di più, la trattano come Dio, al punto che, negli ultimi giorni, la Bibbia ha preso il Suo posto, e questo disgusta Dio. Perciò, quando il tempo lo ha permesso, Dio Si è sentito in dovere di chiarire la storia intrinseca e le origini della Bibbia; se non lo avesse fatto, la Bibbia continuerebbe a occupare il posto di Dio nei cuori delle persone, e queste ultime userebbero le parole della Bibbia per giudicare e condannare le azioni di Dio. Spiegando la sostanza, la struttura e le imperfezioni della Bibbia, Dio non stava in alcun modo negando la sua esistenza, né la condannava; piuttosto, stava fornendo una descrizione idonea e appropriata che restituiva l’immagine originale della Bibbia, affrontava le incomprensioni che le persone avevano verso la Bibbia, e dava loro una visione corretta della Bibbia, in modo che non la adorassero e non si smarrissero più; vale a dire, in modo che non confondessero più la loro cieca fede nella Bibbia con la fede in Dio e l’adorazione di Dio, timorose persino di confrontarsi con il suo reale contesto e i suoi difetti. Una volta raggiunta una comprensione genuina della Bibbia, le persone sono in grado di accantonarla senza scrupoli e di accogliere con coraggio le nuove parole di Dio. Questo è l’obiettivo di Dio in questi vari capitoli. La verità che Dio vuole comunicare qui è che nessuna teoria o realtà può prendere il posto dell’opera e delle parole di Dio di oggi, e che niente può prendere il posto di Dio. Se le persone non riescono a sfuggire alla trappola della Bibbia, non saranno mai in grado di giungere dinanzi a Dio. Se desiderano farlo, devono prima purificare i loro cuori da ogni cosa che potrebbe rimpiazzarLo; a quel punto, saranno gradite a Dio. Sebbene qui Dio spieghi soltanto la Bibbia, non dimenticare che ci sono molte altre cose erronee che le persone adorano oltre alla Bibbia; le uniche cose che non adorano sono quelle che vengono veramente da Dio. Dio usa la Bibbia solo come esempio per ricordare alle persone di non intraprendere il cammino sbagliato, e di non arrivare di nuovo agli estremi e cadere preda della confusione mentre credono in Dio e accettano le Sue parole.

Tratto dall’Introduzione alle parole di Cristo quando entrava nelle Chiese in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 280

Ho compiuto molte opere fra gli esseri umani, e in questo periodo ho pronunciato molte parole, che mirano alla salvezza dell’uomo e sono state pronunciate affinché l’uomo possa entrare in armonia con Me. Eppure in terra ho guadagnato solo poche persone che sono in armonia con Me, perciò dico che l’uomo non apprezza molto la Mia parola, poiché l’uomo non è in armonia con Me. In tal modo, l’opera che compio non serve soltanto a far sì che l’uomo possa adorarMi; ma anche, ed è la cosa più importante, a far sì che l’uomo possa essere in armonia con Me. Gli esseri umani, che sono stati corrotti, vivono tutti nella trappola di Satana, vivono nella carne, vivono nei desideri egoistici, e non ce n’è nemmeno uno fra loro che sia in armonia con Me. Alcuni dicono di essere in armonia con Me, ma tutti adorano idoli vaghi. Sebbene riconoscano la santità del Mio nome, percorrono un cammino che procede in senso contrario a Me, e le loro parole sono colme di arroganza e di un’eccessiva sicurezza di sé, perché in fondo sono tutti contro di Me e non sono in armonia con Me. Ogni giorno ricercano nella Bibbia tracce di Me e individuano a caso dei brani “adatti” che leggono incessantemente e che recitano come scritture. Non sanno come fare per essere in armonia con Me, non sanno che cosa voglia dire essere in contrasto con Me e si limitano a leggere ciecamente le scritture. Imprigionano nella Bibbia un Dio vago che non hanno mai visto e che sono incapaci di vedere, e lo estraggono per osservarlo nel loro tempo libero. Credono nella Mia esistenza solo nell’ambito della Bibbia. Per loro, Io sono equivalente alla Bibbia; senza Bibbia Io non ci sono, e senza di Me non c’è Bibbia. Non prestano attenzione alla Mia esistenza e alle Mie azioni, ma dedicano piuttosto un’attenzione estrema e speciale a ogni minima parola della Scrittura, e molti di loro credono perfino che Io non debba fare alcunché di ciò che desidero se non è stato predetto dalla Scrittura. Assegnano alla Scrittura un’importanza eccessiva. Si può dire che assegnino un’importanza eccessiva a parole ed espressioni, al punto che utilizzano versetti della Bibbia per misurare ogni parola che dico e per condannarMi. Ciò che ricercano non è la via per essere in armonia con Me o la via per essere in armonia con la verità, ma la via per essere in armonia con le parole della Bibbia, e credono che tutto ciò che non si conforma alla Bibbia, senza eccezione, non sia opera Mia. Queste persone non sono forse i degni discendenti dei farisei? I farisei ebraici adoperavano la legge di Mosè per condannare Gesù. Non ricercavano l’armonia col Gesù dell’epoca, ma seguivano diligentemente alla lettera la legge, tanto che alla fine inchiodarono alla croce l’innocente Gesù, dopo averLo accusato di non seguire la legge dell’Antico Testamento e di non essere il Messia. Qual era la loro essenza? Non era forse che non ricercavano la via per essere in armonia con la verità? Si ostinavano su ogni minima parola della Scrittura, non prestando attenzione alla Mia volontà e ai passaggi e metodi della Mia opera. Non erano persone che cercavano la verità, ma persone che si attenevano rigidamente alle parole; non erano persone che credevano in Dio, ma persone che credevano nella Bibbia. Sostanzialmente erano i gelosi custodi della Bibbia. Per salvaguardare gli interessi della Bibbia e sostenere la dignità della Bibbia e proteggere la reputazione della Bibbia, si spinsero fino a inchiodare alla croce il misericordioso Gesù. E lo fecero puramente allo scopo di difendere la Bibbia e di conservare nel cuore delle persone il prestigio di ogni minima parola della Bibbia. Così preferirono abbandonare il proprio futuro e il sacrificio espiatorio per condannare a morte Gesù, che non Si conformava alla dottrina della Scrittura. Non erano forse dei lacchè di ogni minima parola della Scrittura?

E che dire delle persone di oggi? Cristo è venuto a trasmettere la verità, eppure loro preferirebbero espellerLo dal consesso umano per acquisire l’ingresso in cielo e ricevere la grazia. Preferirebbero negare del tutto l’avvento della verità per salvaguardare gli interessi della Bibbia, e preferirebbero inchiodare di nuovo alla croce il Cristo ritornato nella carne per garantire l’esistenza perenne della Bibbia. Come può l’uomo ricevere la Mia salvezza se il suo cuore è così malvagio e la sua natura è così antagonistica verso di Me? Io vivo tra gli uomini, eppure l’uomo non sa della Mia esistenza. Quando illumino l’uomo con la Mia luce, egli rimane ancora ignaro della Mia esistenza. Quando scateno la Mia ira sull’uomo, egli nega la Mia esistenza con ancora maggior vigore. L’uomo ricerca l’armonia con la parola, con la Bibbia, eppure nemmeno una persona si presenta davanti a Me per ricercare la via per essere in armonia con la verità. L’uomo alza gli occhi verso di Me in cielo e dedica un interesse particolare alla Mia esistenza in cielo, eppure nessuno si cura di Me nella carne, poiché Io che vivo tra gli uomini sono semplicemente troppo insignificante. Coloro che ricercano soltanto l’armonia con la parola della Bibbia e ricercano soltanto l’armonia con un Dio vago rappresentano per Me uno spettacolo penoso. Questo perché ciò che essi adorano sono parole morte e un Dio in grado di fornire loro tesori incalcolabili. Ciò che adorano è un Dio che si pone alla mercé dell’uomo, e che non esiste. Che cosa allora possono guadagnare da Me simili persone? L’uomo è semplicemente di livello troppo modesto per la parola. Coloro che sono contro di Me, che Mi pongono richieste illimitate, che non hanno amore per la verità, che si ribellano contro di Me: come potrebbero essere in armonia con Me?

Coloro che sono contro di Me sono coloro che non sono in armonia con Me. E così pure sono coloro che non amano la verità, e coloro che si ribellano contro di Me sono ancor più contro di Me e ancor meno in armonia con Me. Tutti coloro che non sono in armonia con Me li consegno nelle mani del maligno. Li abbandono alla corruzione del maligno, lascio loro piena libertà d’azione per rivelare la loro malvagità, e in definitiva li consegno al maligno perché vengano divorati. Non Mi importa quante persone Mi adorino, vale a dire che non Mi importa quante persone credano in Me. Tutto ciò che Mi interessa è quante persone siano in armonia con Me. Questo perché tutti coloro che non sono in armonia con Me sono malvagi che Mi tradiscono; sono Miei nemici, e Io non “custodisco” i Miei nemici in casa Mia. Coloro che sono in armonia con Me saranno sempre al Mio servizio in casa Mia, e coloro che si pongono in contrasto con Me subiranno per sempre la Mia punizione. Coloro che tengono conto solo delle parole della Bibbia, che non si interessano della verità e non ricercano le Mie orme sono contro di Me, poiché Mi racchiudono entro i limiti della Bibbia e Mi imprigionano nella Bibbia, e così sono blasfemi al massimo grado contro di Me. Come potrebbero persone simili presentarsi davanti a Me? Non prestano attenzione ai Miei atti, né alla Mia volontà, né alla verità, ma sono invece ossessionati dalle parole, parole che uccidono. Come potrebbero simili persone essere in armonia con Me?

Tratto da “Devi ricercare la via per essere in armonia con Cristo” in “La Parola appare nella carne”

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