1. La nebbia si dirada e io trovo la via verso il Regno dei Cieli

di Chen Ai, Cina

Fin da piccolo ho seguito i miei genitori nella fede nel Signore, e adesso mi sto avvicinando alla vecchiaia. Anche se ho creduto nel Signore per tutta la vita, il problema di come liberarmi dal peccato ed entrare nel Regno dei Cieli è stato un enigma irrisolvibile che mi ha causato una continua costernazione, facendomi sentire smarrito e addolorato. Desideravo tanto poter capire durante la mia vita come liberarmi dal peccato ed entrare nel Regno dei Cieli, in modo che quando fosse giunta la mia ora sarei stato capace di affrontare la morte sapendo che la mia vita è completa e andando finalmente incontro al Signore con la pace nel cuore.

Nel tentativo di risolvere questo dilemma, ho consultato avidamente la Bibbia, passando dall’Antico Testamento al Nuovo e dal Nuovo Testamento all’Antico e leggendo ripetutamente la Bibbia. Ma alla fine non sono riuscito a trovare la risposta giusta. Esaurite le opzioni, non potevo far altro che compiere ogni sforzo per comportarmi nel modo migliore possibile secondo gli insegnamenti del Signore, poiché il Signore disse: “Il Regno dei Cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono” (Matteo 11:12). Ma ho scoperto che nella vita reale, per quanto mi impegnassi, non riuscivo a essere all’altezza di ciò che il Signore mi chiedeva. Proprio come disse il Signore: “‘Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’” (Matteo 22:37-39). Il Signore richiede che amiamo Dio con tutto il cuore e con tutta la mente e che fratelli e sorelle si amino fra loro. Però, qualunque cosa facessi, non riuscivo proprio a conseguire questo genere di amore, poiché l’amore per la mia famiglia era maggiore del mio amore per il Signore, e proprio non ero capace di amare fratelli e sorelle della Chiesa tanto quanto amassi me stesso. Al contrario, con gli altri ero spesso meschino e calcolatore quando erano in gioco i miei interessi, al punto che in me si destava un risentimento. Come poteva uno come me essere salvato ed entrare nel Regno dei Cieli? Il Signore Gesù disse anche molte cose riguardo all’ingresso nel Regno dei Cieli, per esempio: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli” (Matteo 18:3). “Poiché Io vi dico che, se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel Regno dei Cieli” (Matteo 5:20). Non ero capace di mettere in pratica nessuna di queste richieste del Signore. Spesso dicevo menzogne e, quando mi trovavo di fronte a qualcosa che non mi piaceva, davo la colpa al Signore. I miei pensieri racchiudevano inganno e disonestà, e io languivo continuamente nel peccato, peccavo e mi pentivo, mi pentivo e peccavo, ripetutamente. Il Signore è santo, e nella Bibbia è detto: “La santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebrei 12:14). Come poteva una persona assolutamente turpe come me essere mai meritevole di entrare nel Regno dei Cieli? Per me era una questione assillante. Ma quando leggevo della giustificazione per fede come viene esposta da Paolo in Romani, Galati ed Efesini – ossia chi ha fede e viene battezzato è certamente salvato, e se noi nel nostro cuore crediamo nel Signore e Lo riconosciamo con le parole siamo giustificati per fede, siamo salvati per sempre, e quando il Signore ritornerà sicuramente ci innalzerà al Regno dei Cieli – mi sentivo sopraffatto dalla gioia. Ritenevo di non dovermi preoccupare dell’accesso al Regno dei Cieli. Ma poi rammentavo ciò che disse il Signore riguardo al fatto che le persone potessero entrare nel Regno dei Cieli soltanto in virtù delle proprie opere, e mi sentivo a disagio. Essere giustificato per fede e poi entrare nel Regno dei Cieli: possibile che fosse tanto semplice? Soprattutto quando vedevo dei vecchi credenti pii approssimarsi alla fine della vita e apparire inquieti e preoccupati, fino al punto di piangere copiosamente, e nessuno di loro sembrava contento di andarsene, non potevo fare a meno di domandarmi: se dicono di poter entrare nel Regno dei Cieli con la sola giustificazione per fede, perché allora sul letto di morte appaiono così terrorizzati? Sembrava che loro stessi non sapessero affatto se fossero salvati o no, né quale sarebbe stata la loro destinazione dopo la morte. Ho riflettuto ripetutamente sulle parole del Signore Gesù e ho contemplato anche le parole di Paolo, scoprendo che le parole di Gesù e quelle di Paolo divergevano notevolmente riguardo alla questione di chi sarebbe entrato nel Regno dei Cieli. Secondo Paolo, una persona è giustificata per fede semplicemente se crede nel Signore; se fosse così, tutti sarebbero salvati. Allora perché il Signore Gesù disse: “Il Regno dei Cieli è anche simile a una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni genere di pesci; quando è piena, i pescatori la traggono a riva, poi si mettono a sedere e raccolgono il buono in vasi, e buttano via quello che non vale nulla” (Matteo 13:47-48)? Perché, quando il Signore ritornerà negli ultimi giorni, dovrà separare il grano dalla zizzania, le pecore dai capri e i servi buoni dai servi malvagi? Da queste parole pronunciate dal Signore Gesù, è chiaro come non tutti coloro che credono in Lui possano entrare nel Regno dei Cieli. Perciò mi sono domandato: io sarò salvato? E quando morirò potrò entrare nel Regno dei Cieli? Questi interrogativi mi rimanevano sempre in testa come enigmi, e non riuscivo proprio a trovare una risposta.

Nel tentativo di risolvere questo problema, ho consultato opere scritte da celebri autori spirituali di tutte le epoche, ma gran parte di ciò che leggevo era costituito da interpretazioni della giustificazione per fede come compare in Romani, Galati ed Efesini, e nessuno di quei libri mi ha dissipato la confusione. Quindi ho fatto visita a tutti i più noti anziani fedeli al Signore e ho frequentato riunioni di molte confessioni diverse, ma ho constatato che tutti dicevano più o meno le stesse cose e nessuno sapeva spiegarmi con chiarezza il mistero di come entrare nel Regno dei Cieli. Poi ho scoperto una confessione straniera emergente e ho pensato che forse questo genere di Chiesa potesse gettare nuova luce sulla questione. E così, con entusiasmo, sono andato a frequentare una loro riunione. Inizialmente ho trovato il sermone piuttosto illuminante, ma alla fine ho constatato che anche loro predicavano la giustificazione per fede e mi sono sentito sopraffatto dalla delusione. Dopo la riunione sono andato a cercare il pastore capo e gli ho domandato: “Pastore, temo di non aver capito quello che lei ha detto: ‘Una volta salvato, sempre salvato’. Potrebbe comunicarmi qualcosa di più sulla questione?” Il pastore ha risposto: “È una cosa molto facile da capire. In Romani è detto: ‘Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è Colui che li giustifica. Chi li condannerà?’ (Romani 8:33-34). Il Signore Gesù Cristo ci ha già assolti da tutti i peccati facendoSi crocifiggere. Vale a dire, tutti i nostri peccati, che si tratti dei peccati che abbiamo commesso nel passato, dei peccati che commettiamo oggi o dei peccati che ancora dobbiamo commettere in futuro, sono tutti perdonati. Siamo giustificati per sempre per la fede in Cristo e, se il Signore non ci condanna per i nostri peccati, chi mai potrebbe accusarci? Pertanto non dobbiamo perdere fiducia nel fatto che entreremo nel Regno dei Cieli”. La risposta del pastore mi ha confuso ancor più, perciò ho insistito domandandogli: “Come spiega quello che è scritto in Ebrei: ‘Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati’ (Ebrei 10:26)?” Il pastore è arrossito e non ha detto più niente, perciò la mia domanda è rimasta senza risposta. Questa riunione non solo non era riuscita a risolvere la mia confusione, ma anzi mi aveva intensificato l’irritazione. Ho pensato: “Credo nel Signore da decenni, ma se non mi è chiaro se quando morirò la mia anima andrà al Signore o no, questo non significa forse che per tutta la vita ho avuto una sorta di fede confusa?” Quindi mi sono messo a cercare proprio dappertutto la risposta al mio problema.

Nel marzo del 2000 sono andato a studiare a un seminario gestito da stranieri, confidando nel fatto che i sermoni predicati da stranieri fossero di livello superiore e di sicuro potessero risolvere la mia confusione. Con mia sorpresa, però, dopo avere studiato lì per due mesi, un periodo in cui traboccavo di fede, ho scoperto che i pastori predicavano tutti le stesse vecchie cose e nei loro sermoni non vi era affatto nuova luce. Mentre ero lì, non ho sentito parlare nemmeno di un unico sermone vivificante, né ho letto alcun saggio spirituale. Non soltanto la mia confusione non si è dissipata, ma inoltre il periodo lì trascorso ha semmai accresciuto ancor più il mio turbamento. Non potevo che sentirmi confuso e ho pensato: “Sono qui da più di due mesi, ma che cosa ho guadagnato? Se non riesco a ottenere qui una provvista, che senso ha proseguire questi studi?”

Una sera dopo cena ho domandato a un pastore: “Pastore, da studenti di teologia, è tutto qui quello che studiamo? Non possiamo parlare della guida di vivere?” Il pastore mi ha risposto con tono assai solenne: “Se nei nostri studi teologici non parliamo di queste cose, di che cosa dovremmo parlare? Si rilassi e continui a studiare! Noi siamo la più grande organizzazione religiosa del mondo e siamo riconosciuti a livello internazionale. Lei seguirà qui tre anni di formazione e poi diventerà un pastore certificato a livello internazionale. Quando verrà il momento, potrà esibire quel certificato ovunque nel mondo per predicare il Vangelo e istituire chiese”. La risposta del pastore è stata per me davvero deludente. Non volevo diventare pastore, volevo soltanto sapere come entrare nel Regno dei Cieli. E così gli ho domandato: “Pastore, visto che il possesso di un certificato di pastore apre tante porte, potrò usarlo per entrare nel Regno dei Cieli?” Ascoltando queste parole, il pastore si è zittito. Ho proseguito: “Pastore, ho saputo che lei crede nel Signore fin da quando era ragazzo. Sono trascorsi diversi decenni, perciò mi domando: lei è stato salvato?” Mi ha risposto: “Sì”. Ho domandato: “Allora potrà entrare nel Regno dei Cieli?” Sicuro di sé, mi ha detto: “Certo che sì!” Quindi gli ho domandato: “Posso chiederle allora su quale base lei afferma di poter entrare nel Regno dei Cieli? Lei è forse un uomo più giusto degli scribi e dei farisei? Lei ama il prossimo come sé stesso? Lei è santo? Ci pensi: non possiamo evitare di peccare continuamente e di andare contro gli insegnamenti del Signore, e quotidianamente viviamo nel peccato di giorno e ci confessiamo di sera. Dio è santo, perciò lei ritiene veramente che potremo entrare nel Regno dei Cieli se siamo così colmi di peccati?” Il pastore era imbarazzato ed è arrossito come un peperone, e per un bel po’ non ha più detto una parola. Ho trovato molto deludente la sua reazione e ho pensato che se avessi proseguito lì i miei studi non sarei stato in grado di capire il mistero di come conquistare la vita ed entrare nel Regno dei Cieli. E così ho abbandonato i miei studi al seminario e sono ritornato nella mia città.

Durante il viaggio di ritorno a casa mi sentivo depresso come non mai; mi sembrava che mi fosse svanita l’ultima speranza. Ho pensato: “Perfino a un seminario gestito da pastori stranieri la mia ricerca non mi ha indicato la via per liberarmi dal peccato ed entrare nel Regno dei Cieli. Dove altro posso andare a ricercare questo cammino?” Mi sembrava di avere esaurito le possibilità. Proprio in quel momento mi è balenata di nuovo davanti agli occhi l’immagine del mio vecchio padre e di un vecchio pastore che piangevano all’approssimarsi della morte. Ho pensato a come avessero trascorso l’intera vita predicando la giustificazione per fede e affermando che dopo la morte si sarebbe entrati nel Regno dei Cieli, ma in definitiva sono deceduti colmi di rimpianti. Io avevo creduto nel Signore per tutta la vita e ogni giorno avevo detto a tutti che dopo la morte sarebbero entrati nel Regno dei Cieli, eppure non ho mai avuto chiarezza su come effettivamente entrare nel Regno dei Cieli: avrei forse lasciato questa vita colmo di rimpianti come mio padre e il pastore? Nel pieno della mia afflizione, mi sono venute in mente all’improvviso queste parole del Signore: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7). “Giusto”, ho pensato. “Il Signore è fedele e se io ricerco con cuore sincero il Signore sicuramente mi guiderà. Non posso arrendermi. Finché mi rimane in corpo un ultimo respiro, continuerò a cercare la via verso il Regno dei Cieli!” Quindi mi sono presentato dinanzi al Signore per pregare: “Signore caro, ho cercato dappertutto la via per liberarmi dal peccato ed entrare nel Regno dei Cieli, ma nessuno è stato in grado di risolvere il mio problema. Signore caro, che devo fare? Da predicatore, dico ogni giorno a fratelli e sorelle che devono ricercare con diligenza e pazientare sino alla fine e che Tu verrai a condurci nel Regno dei Cieli dopo la nostra morte. Ma a questo punto non ho veramente idea di come liberarmi dal peccato ed entrare nel Regno dei Cieli. Non sono forse un cieco che guida altri ciechi, conducendo fratelli e sorelle verso l’abisso? Signore caro, dove devo andare a cercare la via verso il Regno dei Cieli? Ti prego di guidarmi!”

Rientrato nella mia città, ho sentito dire che molte pecorelle buone e anche dei capi della nostra Chiesa erano stati portati via dal Lampo da Levante. Molti dicevano che la via del Lampo da Levante offrisse una nuova interpretazione e una nuova luce, e perfino dei pastori esperti provavano ammirazione per i suoi sermoni. Quando sentivo queste cose, pensavo: “A quanto pare, i sermoni tenuti dal Lampo da Levante sono davvero eccelsi. È un peccato che io non abbia mai incontrato nessuno del Lampo da Levante. Sarebbe bellissimo conoscere qualcuno di loro, prima o poi! Se arriverà quel giorno, di sicuro ascolterò e ricercherò con impegno per vedere di preciso come mai i loro sermoni siano tanto validi e se siano in grado di dissipare la confusione che mi accompagna da anni”.

Un giorno, una donna capo della Chiesa mi ha detto: “La tale Chiesa si è fatta portare via molte pecorelle buone dal Lampo da Levante. Tutte le confessioni adesso stanno barricando le Chiese, e noi dobbiamo insistere con i nostri fratelli e sorelle perché non abbiano assolutamente nulla a che fare con qualcuno del Lampo da Levante e in particolare non ascoltino i loro sermoni. Se tutti i nostri fedeli cominciano a credere al Lampo da Levante, chi resterà ad ascoltare le nostre predicazioni?” Sono rimasto disgustato nel sentire un capo della Chiesa dire così e ho pensato: “La nostra Chiesa è aperta a tutti, e allora perché dobbiamo barricarla? Perché non accogliere un forestiero che viene da lontano? Nella Bibbia è detto: ‘Non dimenticate l’ospitalità; perché alcuni, praticandola, senza saperlo hanno ospitato angeli’ (Ebrei 13:2). Abramo accolse dei forestieri e così fu benedetto da Dio ed ebbe un figlio all’età di cento anni; Lot ospitò due angeli e così fu salvato dalla distruzione di Sodoma; la prostituta Raab fece entrare delle spie di Israele e l’intera sua famiglia fu salvata; e una povera vedova ricevette il profeta Elia e così per tre anni e mezzo fu scongiurata la morte per fame. Fra tante persone, nemmeno una fu danneggiata dal fatto di accogliere forestieri provenenti da lontano, ma anzi tutte furono benedette da Dio. Perciò è chiaro come accogliere forestieri sia conforme alla volontà di Dio. Allora perché vuoi andare contro la volontà di Dio, barricando arbitrariamente la Chiesa e non facendo entrare forestieri?” Mentre pensavo queste cose, ho scrollato la testa e le ho detto: “Fare così è in contrasto con la volontà del Signore. La nostra Chiesa appartiene a Dio ed è aperta a tutti. Purché la loro comunicazione riguardi la fede nel Signore, dobbiamo accogliere tutti, chiunque siano, e dobbiamo ricercare con mente aperta ed esaminare assieme le idee. Solo agendo in questo modo saremo in sintonia con gli insegnamenti del Signore”.

Un giorno, nel luglio del 2000, mentre mi trovavo a casa del fratello Wang ho conosciuto due sorelle che predicavano il Lampo da Levante. Dopo un breve saluto, ho domandato loro: “Da sempre sono perplesso riguardo al fatto che io possa essere salvato ed entrare nel Regno dei Cieli. L’intero mondo religioso ora si attiene alle parole di Paolo nella convinzione che saremo salvati soltanto avendo fede e facendoci battezzare e che, credendo nel Signore nel proprio cuore e riconoscendoLo con le parole, si sia giustificati per fede, salvati per sempre, e di sicuro quando ritornerà il Signore si verrà innalzati al Regno dei Cieli. Ma personalmente non credo che entrare nel Regno dei Cieli sia tanto semplice. Come è detto nella Bibbia. ‘La santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore’ (Ebrei 12:14). Che si tratti di me o dei fratelli e sorelle che mi circondano, quotidianamente tutti trascorriamo l’intera giornata a languire nel peccato, perciò non credo che persone come noi che vivono ogni giorno nel peccato possano entrare nel Regno dei Cieli. Mi piacerebbe sapere di preciso come entrare nel Regno dei Cieli. Potete tenere con me una comunicazione su questo argomento?”

La sorella Zhou ha sorriso e ha detto: “Fratello, la domanda che poni è cruciale. Come entrare nel Regno dei Cieli è una preoccupazione importante per ogni credente. Per ottenere chiarezza su tale questione bisogna prima di tutto sapere che i credenti nel Signore devono sempre comportarsi secondo le parole del Signore Gesù e non secondo quello che hanno detto gli esseri umani. Il Signore Gesù ci ha detto chiaramente: ‘Non chiunque Mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre Mio che è nei cieli’ (Matteo 7:21). Il Signore non ha mai detto che noi possiamo entrare nel Regno dei Cieli soltanto affidandoci alla grazia per essere salvati o venendo giustificati per fede. Essere giustificati per fede, essere salvati per sempre grazie alla fede e poi essere innalzati al Regno dei Cieli: queste erano le parole di Paolo. E Paolo era soltanto un apostolo, faceva parte dell’umanità corrotta, e anche lui aveva bisogno della salvezza offerta dal Signore Gesù. Come poteva allora stabilire se gli altri potessero o no entrare nel Regno dei Cieli? Soltanto il Signore Gesù è il Signore del Regno dei Cieli, il Re del Regno dei Cieli; soltanto le parole del Signore sono la verità e soltanto queste possiedono autorità. Perciò, per sapere come entrare nel Regno dei Cieli, dobbiamo ascoltare soltanto le parole del Signore: non vi è dubbio su questo!

“Poi vengono gli interrogativi ‘Che cosa si intende con giustificazione per fede ed essere salvati grazie alla fede?’ e ‘Quando si è stati salvati si può entrare nel Regno dei Cieli?’ Queste cose sono spiegate molto chiaramente nelle parole di Dio Onnipotente, perciò leggiamo adesso un paio di brani delle parole di Dio. Dice Dio Onnipotente: ‘Tu sai solo che Gesù scenderà negli ultimi giorni, ma come scenderà esattamente? Un peccatore come voi, che è stato redento ma non cambiato o perfezionato da Dio, è in grado di soddisfare il cuore di Dio? Per te, che sei ancora dominato dal tuo vecchio io, è vero che sei stato salvato da Gesù e non sei considerato un peccatore grazie alla salvezza di Dio, ma questo non dimostra che tu non sia peccaminoso e non sia impuro. Come puoi essere santo, se non sei stato trasformato? Dentro di te sei assediato dall’impurità, dall’egoismo e dalla cattiveria, eppure vuoi ancora discendere con Gesù – saresti davvero fortunato! Hai saltato un passaggio della tua fede in Dio: sei stato solo redento, non sei stato trasformato. Perché tu possa soddisfare il cuore di Dio, l’opera di trasformazione e di purificazione deve essere compiuta personalmente da Lui; se sei solo redento, non sarai in grado di raggiungere la santità. Di conseguenza, non sarai qualificato per ricevere parte delle sante benedizioni di Dio, perché hai saltato un passaggio nell’opera di Dio per la gestione dell’uomo, ossia il passaggio principale per la trasformazione e la perfezione. Pertanto tu, un peccatore che è stato solo redento, non puoi ricevere direttamente l’eredità di Dio’ (“Riguardo all’appellativo e all’identità” in “La Parola appare nella carne”). ‘Benché Gesù compia molte cose tra gli uomini, ha soltanto completato la redenzione di tutta l’umanità, Si è sacrificato per il peccato dell’uomo e non ha liberato l’uomo dalla sua indole corrotta. Salvare completamente l’uomo dall’influenza di Satana non solo ha comportato il fatto che Gesù Si facesse carico dei peccati dell’uomo come sacrificio per i peccati, ma ha anche richiesto che Dio compisse un’opera maggiore per liberare completamente l’uomo dalla sua indole corrotta da Satana. E perciò, dopo che all’uomo sono stati perdonati i peccati, Dio Si è nuovamente incarnato per condurlo verso l’età nuova, e ha iniziato l’opera di castigo e giudizio, e quest’opera ha introdotto l’uomo in un regno più elevato. Tutti coloro che ubbidiscono al Suo dominio godranno di una verità superiore e riceveranno maggiori benedizioni. Vivranno realmente nella luce e guadagneranno la verità, la via e la vita’ (Introduzione a “La Parola appare nella carne”)”.

La sorella Wang ha proseguito la sua comunicazione dicendo: “Nell’Età della Grazia, il Signore Gesù compì l’opera di redenzione dell’umanità, diventando un sacrificio espiatorio per l’umanità per mezzo della crocifissione e redimendoci dalle grinfie di Satana. Se noi accogliamo la salvezza offerta dal Signore e confessiamo al Signore i nostri peccati e ce ne pentiamo, allora i nostri peccati vengono perdonati e noi siamo meritevoli di gioire della grazia e delle benedizioni del Signore. Ciò che intendo con ‘i nostri peccati vengono perdonati’ è che non siamo più giudicati colpevoli o condannati a morte per avere violato la legge, ed è questo il reale significato di giustificazione per fede e salvezza in virtù della fede. Ma ciò non significa che noi siamo senza peccato e senza turpitudine, né significa che potremo entrare nel Regno dei Cieli. Questo perché, anche se i nostri peccati sono stati perdonati, in noi rimane profondamente radicata la natura peccatrice, e quando andiamo incontro a questioni continuiamo a dire menzogne e a ingannare gli altri per tutelare la nostra posizione e i nostri interessi. Quando gioiamo della grazia del Signore, Gli rendiamo grazie e Lo lodiamo e ci spendiamo energicamente per il Signore. Ma nel momento in cui avviene una catastrofe o accade qualcosa di brutto alla nostra famiglia, noi fraintendiamo il Signore e diamo la colpa a Lui, fino al punto di rinnegare e tradire il Signore. E allora come possono persone come noi, che sono state redente ma spesso peccano e si oppongono a Dio, avere mai i requisiti per entrare nel Regno dei Cieli? Dio è giusto e santo e non consentirebbe mai a persone turpi e corrotte di entrare nel Suo Regno. Per salvarci una volta per tutte dall’influsso di Satana, Egli opera secondo il Suo piano di gestione e secondo le nostre esigenze in quanto umanità corrotta, compiendo negli ultimi giorni la Sua opera di giudizio e purificazione dell’uomo. Dio incarnato ha pronunciato milioni di parole per giudicare la nostra corruzione, la nostra turpitudine, la nostra ingiustizia e la nostra opposizione e indicarci la via per liberarci dalla nostra indole corrotta. Quando noi, sperimentando il giudizio e il castigo delle parole di Dio, ci libereremo dalla nostra indole satanica corrotta, saremo in grado di mettere in pratica le parole di Dio e saremo diventati persone che veramente obbediscono a Dio e Lo adorano, soltanto allora saremo meritevoli di entrare nel Regno di Dio. In effetti il Signore Gesù profetizzò tanto tempo fa che sarebbe ritornato negli ultimi giorni a compiere l’opera di giudizio. Come disse: ‘Se uno ode le Mie parole e non le osserva, Io non lo giudico; perché Io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi Mi respinge e non riceve le Mie parole ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno’ (Giovanni 12:47-48). ‘Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio’ (Giovanni 16:8). Perciò è chiaro che solo accogliendo l’opera di giudizio di Dio degli ultimi giorni, liberandoci dalla nostra indole corrotta e conseguendo la purificazione potremo entrare nel Regno di Dio”.

Dopo avere ascoltato la comunicazione delle sorelle, tutto all’improvviso mi è divenuto chiaro e all’istante il cuore mi si è colmato di luce. “Ah, allora è così che si entra nel Regno dei Cieli!” ho pensato. “Soltanto adesso capisco finalmente che il Signore Gesù compì l’opera di redimere l’umanità, non l’opera di liberarci dal peccato. Il Signore in effetti ci assolse dai nostri peccati, ma in noi rimane profondamente radicata la natura peccatrice e continuiamo di frequente e involontariamente a peccare e a opporci al Signore. Non meraviglia che io non sia mai stato in grado di liberarmi dai vincoli e dalle catene del peccato: a quanto pare, è perché non ho accolto l’opera di giudizio di Dio Onnipotente degli ultimi giorni!” E così ho detto alle due sorelle: “Sia ringraziato il Signore! Ascoltando le parole di Dio Onnipotente e le vostre comunicazioni, finalmente so che la convinzione che avevamo (chiunque creda nel Signore nel proprio cuore e riconosca il Signore con le parole può essere innalzato al Regno dei Cieli) è soltanto un nostro concetto e una nostra fantasia! Adesso capisco che l’opera compiuta dal Signore Gesù era l’opera di redenzione e che il Signore al Suo ritorno compirà l’opera di giudizio. Ossia purificherà completamente e trasformerà la nostra indole corrotta, e soltanto allora potremo entrare nel Regno dei Cieli. Non meraviglia che io abbia letto tanti libri spirituali senza però mai trovare la soluzione al problema del peccato dell’uomo! Sorelle, in che modo allora Dio compie l’opera di giudizio e castigo negli ultimi giorni? Potete tenere un’altra comunicazione con me?”

Allora la sorella Wang ha detto: “La risposta a questa domanda è spiegata chiaramente nelle parole di Dio, perciò leggiamone un brano. Dice Dio Onnipotente: ‘Durante gli ultimi giorni, Cristo utilizza una serie di verità per insegnare all’uomo, rivelarne l’essenza e analizzare le sue parole e le sue azioni. Queste parole comprendono diverse verità, quali il dovere dell’uomo, come l’uomo dovrebbe obbedire a Dio, come dovrebbe esserGli fedele, come dovrebbe vivere la normale umanità, così come la saggezza e l’indole di Dio, e così via. Queste parole sono tutte dirette all’essenza dell’uomo e alla sua indole corrotta. In particolare, le parole che rivelano come l’uomo rifiuta Dio vengono pronunciate a proposito di come l’uomo sia la personificazione di Satana e una forza nemica di Dio. Quando Dio comincia l’opera di giudizio, Egli non Si limita semplicemente a chiarire la natura dell’uomo solo con poche parole, ma compie la rivelazione, il trattamento e la potatura a lungo termine. Tale metodo di rivelazione, di trattamento e di potatura non può essere sostituito con parole ordinarie, ma con la verità che l’uomo non possiede affatto. Solo tale modo di lavoro viene considerato giudizio; solamente attraverso tale giudizio l’uomo può essere assoggettato, pienamente convinto a sottomettersi a Dio e inoltre può ottenere la vera conoscenza di Dio. Ciò che l’opera di giudizio realizza è la comprensione da parte dell’uomo del vero volto di Dio e la verità riguardo alla sua ribellione. L’opera di giudizio permette all’uomo di ottenere molta comprensione della volontà di Dio, dello scopo della Sua opera e dei misteri che non possono essere compresi dall’uomo. Inoltre, consente all’uomo di riconoscere e conoscere la sua sostanza corrotta e le radici della sua corruzione, come pure di scoprire la sua bruttezza. Questi effetti si realizzano tutti tramite l’opera di giudizio, perché la sua sostanza è di fatto l’opera di svelare la verità, la via e la vita di Dio a tutti coloro che hanno fede in Lui. Quest’opera è l’opera di giudizio svolta da Dio’ (“Cristo compie l’opera di giudizio attraverso la verità” in “La Parola appare nella carne”).

“Le parole di Dio ci dicono chiaramente che negli ultimi giorni Dio esprime tutte le verità di cui abbiamo bisogno per conseguire la piena salvezza, giudicando e smascherando la nostra natura satanica che si oppone a Dio e la nostra essenza corrotta. Tutte queste parole sono la verità, recano l’autorità e la potenza di Dio e ci rivelano ciò che Dio ha ed è nonché la Sua indole giusta che non tollera offesa. Attraverso il giudizio e il castigo delle parole di Dio e la rivelazione dei dati di fatto, giungiamo ad avere una certa comprensione della nostra natura satanica e della verità della nostra corruzione a opera di Satana; vediamo che siamo stati tanto profondamente corrotti da Satana da essere per natura arroganti, presuntuosi, disonesti, falsi, egoisti, egotisti, avidi, malvagi, ansiosi di prevalere sugli altri, e che quanto noi riveliamo fino all’osso è la nostra indole satanica. Dominati da tale indole corrotta, continuamente ci opponiamo e ci ribelliamo a Dio nostro malgrado. Per esempio, quando svolgiamo attività e pronunciamo sermoni nelle nostre Chiese, blateriamo discorsi altisonanti e ci mettiamo in mostra e ci esaltiamo in modo che gli altri ci guardino ammirati e ci tengano in grande considerazione; spesso diciamo menzogne e inganniamo gli altri per tutelare i nostri interessi, spingendoci fino a creare intrighi e a competere fra noi; quando ci troviamo di fronte a persone, eventi, cose o situazioni che contrastano con i nostri concetti, presentiamo sempre a Dio richieste irragionevoli o nutriamo desideri stravaganti e siamo incapaci di sottometterci alle orchestrazioni e disposizioni di Dio. Sperimentando il giudizio e il castigo delle parole di Dio, a poco a poco giungiamo a capire alcune verità, acquisiamo una certa reale comprensione della nostra natura satanica, per la quale proviamo un autentico odio, e giungiamo anche ad avere una certa reale comprensione dell’indole giusta di Dio. Capiamo che genere di persone Dio ama e che genere di persone odia, nonché quali attività siano conformi alla Sua volontà. Acquisiamo un certo discernimento per distinguere fra cose positive e negative. Quando capiamo queste cose, dal profondo del cuore siamo disposti a rinunciare alla carne e a fare pratica secondo le parole di Dio. Lentamente, col tempo, in noi nasce il desiderio di venerare e amare Dio, ci liberiamo da alcuni vincoli e catene della nostra indole satanica corrotta e presentiamo a Dio meno richieste irragionevoli. Siamo allora in grado di assumere il nostro ruolo di esseri creati e di compiere il nostro dovere, ci sottomettiamo alle orchestrazioni e disposizioni di Dio e cominciamo a vivere le sembianze di un vero essere umano. Sperimentando l’opera di Dio, giungiamo a capire a fondo che per noi l’unica via per entrare nel Regno dei Cieli è accettare l’opera di giudizio e castigo di Dio Onnipotente negli ultimi giorni, conseguire la conoscenza di Dio e di noi stessi e trasformare la nostra indole corrotta”.

Ascoltando queste parole di Dio Onnipotente e la comunicazione della sorella ho raggiunto una chiarezza interiore ancora maggiore. Le verità espresse da Dio Onnipotente sono assai concrete e in effetti sono ciò di cui abbiamo bisogno noi esseri umani corrotti. Solo accogliendo e sperimentando l’opera di giudizio di Dio degli ultimi giorni possiamo liberarci una volta per tutte dai vincoli e dalle catene della nostra indole corrotta! Non ho potuto fare a meno di emettere un sospiro e ho detto: “Credo nel Signore da tanti anni, eppure continuo sempre a peccare di giorno e a confessare i peccati di sera, vivendo una vita in cui non faccio che languire nel peccato. Se Dio non avesse espresso tutte le verità per purificare l’umanità, se non ci avesse mostrato la via per liberarci dalla nostra indole corrotta, certamente sarei rimasto tanto avvinto dal peccato che non avrei mai trovato la via verso la libertà. Non meraviglia che il Signore abbia detto: ‘Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di Suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire’ (Giovanni 16:12-13). Il Signore Gesù ci disse tanto tempo fa che negli ultimi giorni avrebbe avuto molte altre parole da esprimere e che ci avrebbe guidati ad accedere a tutte le verità. Le parole di Dio Onnipotente recano autorità e potenza, hanno rivelato tutti i misteri e le verità che io sempre voluto capire senza mai riuscirci, e mi hanno convinto del tutto. Finalmente ho trovato la via per entrare nel Regno dei Cieli!” Le due sorelle hanno annuito felici.

Quindi ho detto emozionato: “Questa è la voce del Signore. Dio Onnipotente è il ritorno del Signore Gesù! La cosa che ho desiderato per tanto tempo è finalmente avvenuta, e io sono davvero fortunato, benedetto! Quando nacque il Signore Gesù, Simeone provò una gioia straordinaria nel vedere Gesù bambino, che aveva appena otto giorni. Poiché posso accogliere il ritorno del Signore e ascoltare i discorsi di Dio durante la mia vita, sono molto più fortunato perfino di Simeone e sono tanto grato al Signore!” Parlando, sono stato sopraffatto dall’emozione e ho versato lacrime di gioia. Mi sono inginocchiato per pregare Dio ma piangevo tanto che non riuscivo a parlare; anche le sorelle si sono commosse fino alle lacrime.

L’irritazione che mi aveva assillato per tanti anni ha finalmente trovato soluzione nelle parole di Dio Onnipotente. Ho pensato a come avessi cercato dappertutto senza però mai trovare la via della purificazione che avrebbe condotto al Regno dei Cieli, ma adesso finalmente l’ho trovata. So che questa è la grazia di Dio e la salvezza per me! In seguito, frequentando le riunioni e comunicando con fratelli e sorelle riguardo alle parole di Dio Onnipotente, sono giunto a capire sempre più verità e ho acquisito una certa comprensione della volontà di Dio di salvarci. Adesso desidero accogliere ancora il giudizio e il castigo delle parole di Dio, sperimentare la Sua opera, a poco a poco liberarmi dalla mia indole corrotta ed essere purificato. Sia ringraziato Dio!

Pagina successiva: 2. Il sentiero per la purificazione

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