La Parola appare nella carne

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Il lavoro di Dio e la pratica dell’uomo

Il lavoro di Dio in mezzo agli uomini è inseparabile dall’uomo, poiché l’uomo è l’oggetto di tale lavoro ed il solo essere creato da Dio che possa renderGli testimonianza. La vita dell’uomo e tutte le attività dell’uomo sono inseparabili da Dio e sono tutte controllate dalla mano di Dio, e si può persino dire che nessuna persona può esistere indipendentemente da Dio. Nessuno può negare questo, poiché è un dato di fatto. Tutto ciò che Dio opera è a favore dell’umanità, e diretto agli schemi di Satana. Tutto ciò che è necessario all’uomo viene da Dio, e Dio è la sorgente della vita dell’uomo. Pertanto, è semplicemente impossibile che l’uomo si separi da Dio. Dio, inoltre, non ha mai avuto alcuna intenzione di allontanarsi dall’uomo. L’opera che Dio svolge è per il bene dell’umanità intera e i Suoi pensieri sono sempre amorevoli. Per l’uomo, pertanto, l’opera di Dio e i pensieri di Dio (cioè, la volontà di Dio) sono entrambi “visioni” che dovrebbero essere note all’uomo. Tali visioni sono anche la gestione di Dio, e sono un lavoro che l’uomo non sarebbe mai in grado di svolgere. Le richieste che Dio fa all’uomo durante lo svolgimento della Sua opera vengono chiamate “pratica” dell’uomo. Le visioni sono l’opera di Dio Stesso o la Sua volontà per il genere umano o lo scopo e il significato della Sua opera. Le visioni possono anche essere considerate parte della gestione, poiché tale gestione è il lavoro di Dio ed è diretto all’uomo, il che significa che è l’opera che Dio svolge in mezzo agli uomini. Quest’opera è la prova e il sentiero mediante il quale l’uomo giunge a conoscere Dio, ed è della massima importanza per l’uomo. Se le persone, anziché prestare attenzione alla conoscenza dell’opera di Dio, prestassero attenzione solo alle dottrine della fede in Dio, o a dettagli del tutto insignificanti, allora semplicemente non arriverebbero a conoscere Dio e, inoltre, non sarebbero alla ricerca del cuore di Dio. L’opera di Dio è estremamente utile alla conoscenza che l’uomo può avere di Dio, e riceve il nome di visioni. Tali visioni sono l’opera di Dio, l’indole di Dio, e rappresentano gli scopi e il significato dell’opera di Dio; esse sono tutte a beneficio dell’uomo. La pratica si riferisce a quello che dovrebbe essere fatto dall’uomo, che dovrebbe essere fatto dalle creature che seguono Dio. È anche il dovere dell’uomo. Ciò che l’uomo deve fare non è qualcosa che è stato compreso dall’uomo fin dal principio, ma consiste in una serie di richieste che Dio fa all’uomo nel corso dello svolgimento della Sua opera. Tali richieste divengono gradualmente più profonde e più elevate nel corso dell’opera di Dio. Per esempio, durante l’Età della Legge, l’uomo era tenuto a seguire la legge, mentre durante l’Età della Grazia, l’uomo ha dovuto portare la croce. L’Età del Regno è diversa: le richieste fatte all’uomo sono più alte di quelle fatte durante l’Età della Legge e l’Età della Grazia. Dal momento che le visioni si fanno più elevate, le richieste all’uomo diventano sempre più alte, e diventano sempre più chiare e più reali. Allo stesso modo, anche le visioni si fanno sempre più reali. Tali numerose autentiche visioni sono tali da condurre l’uomo non solo ad obbedire a Dio, ma anche a conoscerLo.

In confronto alle età precedenti l’opera di Dio durante l’Età del Regno è più pratica, più diretta alla sostanza dell’uomo e a cambiamenti della sua indole e più capace di portare testimonianza a Dio Stesso per tutti coloro che Lo seguono. In altre parole, durante l’Età del Regno, nel corso della Sua opera, Dio rivela Se Stesso all’uomo più che in qualsiasi altro momento del passato, il che significa che le visioni che dovrebbero essere note all’uomo sono più elevate di quelle di ogni età precedente. Poiché l’opera di Dio in mezzo agli uomini è entrata in un territorio inesplorato, le visioni ricevute dall’uomo durante l’Età del Regno sono le più elevate di tutto il Suo lavoro di gestione. L’opera di Dio è entrata in un territorio inesplorato, e pertanto le visioni che devono essere note all’uomo sono divenute le più elevate, e anche la risultante pratica dell’uomo è più elevata di quella di ogni precedente età, poiché la pratica dell’uomo cambia di pari passo con le visioni, e la perfezione delle visioni segna anche la perfezione delle richieste fatte all’uomo. Non appena l’intera opera di gestione di Dio giungerà a compimento, anche la pratica dell’uomo cesserà e, senza l’opera di Dio, l’uomo non avrà altra scelta che quella di attenersi alla dottrina dei tempi passati, altrimenti non gli resterà semplicemente altro cui volgersi. Senza nuove visioni, non ci sarà alcuna nuova pratica dell’uomo; senza visioni complete, non ci sarà alcuna pratica perfetta per l’uomo; senza visioni più elevate, non ci sarà pratica più elevata da parte dell’uomo. La pratica dell’uomo cambia al seguito delle orme di Dio, e, allo stesso modo, cambiano la conoscenza e l’esperienza che l’uomo fa dell’opera di Dio. Indipendentemente dalle capacità dell’uomo, egli è comunque inseparabile da Dio e, se Dio dovesse sospendere il proprio lavoro, fosse anche per un solo momento, l’uomo morirebbe immediatamente, a motivo della Sua ira. L’uomo non ha nulla di cui vantarsi, poiché non importa quanto alta sia la conoscenza attuale dell’uomo, non importa quanto profonde siano le sue esperienze, egli è inseparabile dall’opera di Dio—poiché la pratica dell’uomo e ciò che egli dovrebbe perseguire nella sua fede in Dio sono inseparabili dalle visioni. In ogni aspetto dell’opera di Dio ci sono visioni che dovrebbero essere note all’uomo, visioni che sono seguite da corrispondenti richieste di Dio all’uomo. Senza le fondamenta di tali visioni, l’uomo non sarebbe capace di alcuna pratica, né sarebbe in grado di seguire Dio senza tentennamenti. Se l’uomo non conosce Dio o non comprende la volontà di Dio, allora tutto ciò che l’uomo fa è invano, e tale da non poter ricevere l’approvazione di Dio. Per quanto abbondanti siano i doni dell’uomo, egli resta inseparabile dall’opera di Dio e dalla guida di Dio; per quanto buone siano le azioni dell’uomo, esse non possono sostituire l’opera di Dio. E pertanto, in nessuna circostanza, la pratica dell’uomo può essere separata dalle visioni. Coloro che non accettano le nuove visioni non hanno alcuna nuova pratica. La loro pratica non ha alcuna relazione con la verità, poiché si fonda sulla dottrina e si attiene alla legge ormai morta; non hanno assolutamente nessuna nuova visione e, quale risultato, non mettono in pratica nulla relativo alla nuova età. Hanno perso le visioni e, così facendo, hanno perso anche l’opera dello Spirito Santo, e hanno perso la verità. Coloro che sono privi della verità sono progenie della falsità, personificazioni di Satana. Indipendentemente da quale tipo di persona siano, non possono stare senza le visioni dell’opera di Dio e non possono essere privati della presenza dello Spirito Santo; non appena perdono tali visioni, precipitano all’istante dentro l’Ade e vivono nelle tenebre. Le persone prive delle visioni sono coloro che seguono Dio insensatamente, sono coloro che sono privi dell’opera dello Spirito Santo e vivono nell’inferno. Tali persone non perseguono la verità e appendono il nome di Dio come un’insegna. Coloro che non conoscono l’opera dello Spirito Santo, coloro che non conoscono il Dio incarnato, coloro che non conoscono i tre stadi dell’opera di gestione di Dio nella sua interezza—non conoscono le visioni e pertanto sono privi della verità. E coloro che non possiedono la verità non sono forse tutti operatori di iniquità? Coloro che desiderano mettere in pratica la verità, che desiderano giungere a conoscere Dio e che davvero cooperano con Dio, sono persone per le quali le visioni hanno il ruolo di fondamenta. Essi godono dell’approvazione di Dio, perché collaborano con Dio, ed è proprio tale collaborazione che dovrebbe essere messa in pratica dall’uomo.

Nelle visioni sono contenuti molti percorsi di pratica. Le richieste pratiche fatte all’uomo sono a loro volta contenute nelle visioni, in quanto si tratta dell’opera di Dio che dovrebbe essere nota all’uomo. In passato, durante le adunanze speciali o le grandi adunanze tenute in diversi luoghi, si parlava solo di un singolo aspetto del percorso di pratica. Tale pratica era quella richiesta durante l’Età della Grazia e raramente era in connessione con la conoscenza di Dio, poiché la visione dell’Età della Grazia si limitava alla visione della crocefissione di Gesù, e non c’erano visioni più vaste. Si supponeva che l’uomo non dovesse conoscere altro che il lavoro della Sua redenzione dell’umanità attraverso la crocefissione e, pertanto, durante l’Età della Grazia non c’erano altre visioni che l’uomo fosse tenuto a conoscere. In tal modo, l’uomo aveva solo una conoscenza approssimativa di Dio e, ad eccezione della conoscenza dell’amore e della compassione di Gesù, non c’erano che poche semplici e pie attività che l’uomo dovesse mettere in pratica, attività ben lontane da quelle richieste oggi. In passato, indipendentemente da come fosse formata la sua assemblea, l’uomo non era in grado di parlare di una conoscenza pratica dell’opera di Dio e, ancor meno, era in grado di indicare chiaramente quale fosse il percorso pratico più idoneo che l’uomo dovesse intraprendere. Egli aggiungeva semplicemente pochi semplici dettagli a fondamenta fatte di sopportazione e di pazienza; non c’era alcun cambiamento nella sostanza della sua pratica, poiché all’interno della stessa età Dio non compiva alcuna opera innovativa, e le sole richieste da Lui fatte all’uomo erano la sopportazione e la pazienza, ossia portare la croce. A parte tali pratiche, non c’erano visioni più elevate di quella della crocifissione di Gesù. In passato non si faceva alcuna menzione di altre visioni, poiché Dio non compiva una grande quantità di lavoro e poiché Egli faceva all’uomo solo richieste limitate. In tal modo l’uomo, indipendentemente da cosa facesse, era impossibilitato a varcare tali limiti, limiti che consistevano in poche semplici e banali azioni, che l’uomo doveva mettere in pratica. Io oggi parlo di altre visioni, poiché oggi deve essere fatto più lavoro, un lavoro che è molte volte superiore a quello dell’Età della Legge e dell’Età della Grazia. Le richieste fatte all’uomo sono inoltre di gran lunga superiori a quelle delle età passate. Se l’uomo non è in grado di conoscere appieno tale opera, allora essa non possiede alcun grande significato; si potrebbe dire che l’uomo avrebbe difficoltà a conoscere pienamente tale opera, se non dedicasse gli sforzi della sua intera vita al raggiungimento di questo scopo. Nel lavoro di conquista, il solo parlare del cammino della pratica renderebbe la conquista dell’uomo impossibile. Anche il mero parlare delle visioni, non accompagnato da alcuna richiesta all’uomo, renderebbe impossibile la conquista dell’uomo. Se non si facesse che parlare del cammino della pratica, allora sarebbe impossibile colpire il tallone d’Achille dell’uomo, o confutarne le errate concezioni e, pertanto, sarebbe impossibile conquistare interamente l’uomo. Le visioni sono il principale strumento di conquisto dell’uomo, eppure se non ci fosse altro cammino che quello delle visioni, l’uomo non avrebbe modo di seguirlo e, ancor meno, avrebbe i mezzi per accedervi. Questo è stato il principio-guida dell’opera di Dio, dall’inizio alla fine: nelle visioni c’è ciò che deve essere messo in pratica e, pertanto, ci sono visioni che sono esclusive di tale pratica. Il livello di cambiamento, sia nella vita che nell’indole dell’uomo, accompagna cambiamenti nelle visioni. Se l’uomo dovesse fare affidamento esclusivamente sui propri sforzi, sarebbe impossibile per lui raggiungere alcun significativo livello di cambiamento. Le visioni parlano dell’opera di Dio Stesso e della gestione di Dio. La pratica si riferisce al percorso pratico dell’uomo e alle modalità dell’esistenza umana; in ogni aspetto della gestione divina, la relazione tra visioni e pratica è la relazione tra Dio e l’uomo. Se le visioni venissero rimosse, o se ne parlasse senza parlare della pratica, o ci fossero solo visioni e la pratica dell’uomo ne venisse sradicata, tali cose non potrebbero essere considerate la gestione di Dio e men che meno si potrebbe dire che l’opera di Dio sia per il bene del genere umano; in tal modo, non solo il dovere dell’uomo sarebbe rimosso, ma costituirebbe una negazione del proposito dell’opera di Dio. Se, dall’inizio alla fine, all’uomo fosse richiesta solo la pratica, senza il coinvolgimento dell’opera di Dio, e, a maggior ragione, se all’uomo non fosse richiesta alcuna conoscenza dell’opera di Dio, ancor meno tale lavoro potrebbe esser chiamato gestione di Dio. Se l’uomo non conoscesse Dio, e ignorasse del tutto la volontà di Dio, e ciecamente svolgesse la sua pratica in modo approssimato e astratto, egli non potrebbe mai divenire una creatura pienamente qualificata. Entrambe queste cose sono pertanto indispensabili. Se ci fosse solo l’opera di Dio, vale a dire, se ci fossero solo le visioni e non ci fosse alcuna cooperazione e pratica da parte dell’uomo, allora tali cose non potrebbero essere chiamate gestione di Dio. Se ci fossero solo la pratica e il contributo dell’uomo, ciò, indipendentemente da quanto elevato possa essere il percorso intrapreso dall’uomo, sarebbe altrettanto inaccettabile. Il contributo dell’uomo deve gradualmente cambiare al passo con l’opera e le visioni; non può cambiare a casaccio. I principi della pratica dell’uomo non sono liberi e incondizionati, ma contenuti in determinati confini. Tali principi cambiano al passo con le visioni dell’opera. Pertanto la gestione di Dio, in ultima analisi, si riduce all’opera di Dio e alla pratica dell’uomo.

Il lavoro di gestione è dovuto unicamente a causa del genere umano, il che significa che è determinato unicamente dall’esistenza del genere umano. Non c’era gestione prima dell’umanità o al principio, quando i cieli e la terra e tutte le cose sono state create. Se, in tutta l’opera di Dio, non ci fosse pratica che sia di beneficio all’uomo, vale a dire, se Dio non adattasse le Proprie richieste all’umanità corrotta (se, nell’opera compiuta da Dio, non ci fosse alcun percorso praticamente percorribile dall’uomo), allora tale opera non potrebbe essere chiamata gestione di Dio. Se l’opera di Dio nella sua interezza comprendesse solo il comunicare all’umanità corrotta quale sia il modo di comportarsi nella propria pratica, e Dio non portasse avanti la Sua propria impresa, e non mostrasse un briciolo della Propria onnipotenza o Sapienza, allora, indipendentemente da quanto elevate possano essere le richieste che Dio fa all’uomo, indipendentemente da quanto a lungo Dio decida di vivere in mezzo agli uomini, l’uomo non potrebbe conoscere nulla dell’indole di Dio; se le cose stessero così, allora un’opera di tal genere sarebbe ancor meno degna di essere chiamata gestione di Dio. Per dirlo in modo più semplice, il lavoro di gestione di Dio è il lavoro compiuto da Dio e tutto il lavoro compiuto sotto la guida di Dio da coloro che sono stati redenti da Dio. Tale lavoro può essere riassunto nella definizione di gestione e si riferisce all’opera di Dio in mezzo agli uomini, così come alla cooperazione con Lui di tutti coloro che Lo seguono; tutto ciò, nel suo complesso, può essere definito gestione. Qui, l’opera di Dio assume il nome di visioni e la cooperazione dell’uomo assume il nome di pratica. Più elevata è l’opera di Dio (cioè, più elevate sono le visioni), più l’indole di Dio viene resa comprensibile all’uomo, e più questa risulta in contrasto con le opinioni dell’uomo, e più elevate sono la pratica e la cooperazione dell’uomo. Più si fanno elevate le richieste all’uomo, più l’opera di Dio risulta in contrasto con le opinioni dell’uomo, e, di conseguenza, le prove cui viene sottoposto l’uomo e i livelli di conformità che gli vengono richiesti si fanno più elevati. Alla conclusione di tale opera, tutte le visioni saranno state completate, e ciò che all’uomo sarà richiesto di mettere in pratica avrà raggiunto il vertice della perfezione. Questo sarà anche il tempo in cui ognuno verrà classificato in base al proprio genere, poiché sarà stato mostrato all’uomo ciò che all’uomo è richiesto di conoscere. Pertanto, quando le visioni raggiungeranno il loro apice, l’opera si avvicinerà di pari passo alla propria conclusione, e anche la pratica dell’uomo avrà raggiunto lo zenit. La pratica dell’uomo si basa sull’opera di Dio, e la gestione di Dio trova piena espressione solo grazie alla pratica e alla cooperazione dell’uomo. L’uomo è il fiore all’occhiello dell’opera di Dio, così come l’oggetto di tutto il lavoro di gestione di Dio e anche il prodotto dell’intero lavoro di gestione di Dio. Se Dio lavorasse da solo, senza la collaborazione dell’uomo, allora non ci sarebbe nulla che potrebbe fungere da cristallizzazione della Sua intera opera e, in tal caso, la gestione di Dio non avrebbe il benché minimo significato. Solo scegliendo un oggetto pertinente, che sia esterno all’opera di Dio e che possa essere l’espressione di questo lavoro e provarne l’onnipotenza e la sapienza, è possibile raggiungere lo scopo che la gestione divina si propone, e raggiungere lo scopo di utilizzare tutti gli aspetti di quest’opera per sconfiggere completamente Satana. L’uomo è, pertanto, parte indispensabile dell’opera di Dio ed è l’unico che può far sì che la gestione di Dio porti frutto e raggiunga il suo scopo definitivo; nessun’altra forma di vita, ad esclusione dell’uomo, può rivestire tale ruolo. Se l’uomo è destinato a divenire l’autentica cristallizzazione del lavoro di gestione, allora la disobbedienza dell’umanità corrotta deve essere completamente dissipata. Ciò esige che all’uomo venga assegnata una pratica adatta alle diverse circostanze e che Dio svolga la corrispondente opera in mezzo agli uomini. Solo in tal modo potrà essere, alla fine, ottenuto un gruppo di persone che rappresentino la cristallizzazione del lavoro di gestione. L’opera di Dio in mezzo agli uomini non può rendere testimonianza a Dio Stesso semplicemente attraverso il lavoro di Dio solo; tale testimonianza richiede che ci siano esseri umani viventi in grado di far sì che la Sua opera venga portata a compimento. Dio lavorerà dapprima su tali persone, attraverso le quali la Sua opera verrà in seguito manifestata, così che questa Sua testimonianza venga portata tra le creature. E così facendo, Dio avrà raggiunto lo scopo della Propria opera. Dio non lavora da solo per sconfiggere Satana, poiché Egli non può rendere diretta testimonianza di Sé tra le creature. Se così facesse, sarebbe impossibile convincere profondamente l’uomo, e pertanto Dio deve lavorare sull’uomo al fine di conquistarlo e solo in seguito Egli potrà far sì che Gli sia resa testimonianza tra tutte le creature. Se Dio dovesse lavorare da solo, senza alcuna collaborazione da parte dell’uomo, o se all’uomo non venisse richiesto di cooperare, allora l’uomo non potrebbe mai giungere a conoscere l’indole di Dio e sarebbe per sempre all’oscuro della volontà di Dio; se così fosse, ciò non potrebbe essere considerato il lavoro della gestione di Dio. Anche se l’uomo si arrovellasse, cercasse e lavorasse duramente, ma non avesse alcuna comprensione dell’opera di Dio, non farebbe che arrabattarsi inutilmente. Senza l'opera dello Spirito Santo, ciò che l’uomo compie appartiene a Satana, ed egli non è che un ribelle e un operatore di iniquità; Satana si manifesta in tutto ciò che viene compiuto dall’umanità corrotta e, in tali azioni, non c’è nulla che sia compatibile con Dio, e tutte sono manifestazioni di Satana. Nulla, in tutto ciò di cui si è parlato, appartiene esclusivamente alle visioni e alla pratica. Sul fondamento delle visioni, l’uomo trova la pratica, trova il sentiero dell’obbedienza, così da poter mettere da parte le proprie opinioni e ottenere quanto non era stato possibile possedere in passato. Dio esige che l’uomo cooperi con Lui, che l’uomo si sottometta completamente alle Sue richieste; l’uomo chiede di contemplare l’opera realizzata da Dio Stesso, per sperimentare l’onnipotente sovranità di Dio e per conoscere l’indole di Dio. Questa, in sintesi, è la gestione di Dio. L’unione di Dio con l’uomo è la gestione, e la più grandiosa delle gestioni.

Il lavoro che implica visioni riguarda principalmente l’opera di Dio Stesso, mentre il lavoro relativo alla pratica dovrebbe essere svolto dall’uomo e non ha nulla a che fare con Dio. L’opera di Dio viene compiuta esclusivamente da Dio, e la pratica dell’uomo viene svolta dall’uomo. Ciò che dovrebbe essere fatto da Dio Stesso non ha bisogno di essere fatto dall’uomo, e ciò che dovrebbe essere messo in pratica dall’uomo non ha nulla a che fare con Dio. L’opera di Dio è il Suo proprio ministero, e non ha nulla a che vedere con l’uomo. Tale lavoro non serve che sia svolto dall’uomo e, inoltre, l’uomo non sarebbe in grado di fare il lavoro che deve essere svolto da Dio. Quel che all’uomo viene chiesto di mettere in pratica, deve essere fatto dall’uomo, sia che si tratti del sacrificio della sua vita, sia che riguardi la sua consegna nelle mani di Satana per rendere testimonianza —tutto ciò deve essere compiuto dall’uomo. Dio Stesso porta a compimento tutto il lavoro che Gli spetta, e ciò che l’uomo dovrebbe fare viene mostrato all’uomo, e il lavoro rimanente viene lasciato all’uomo. Dio non compie alcun lavoro aggiuntivo. Egli compie solamente il lavoro che compete al Suo ministero, e si limita a mostrare all’uomo la via e compie solo il lavoro di aprire tale via, non quello di lastricarla; ciò dovrebbe esser compreso dall’uomo. Mettere in pratica la verità significa mettere in pratica la parola di Dio, e tutto ciò è dovere dell’uomo, è il compito che dovrebbe essere svolto dall’uomo, e non ha nulla a che fare con Dio. Se l’uomo chiede che Dio pure soffra il tormento e la purificazione nella verità, nello stesso modo in cui ciò è richiesto all’uomo, allora l’uomo sta compiendo un atto di disobbedienza. L’opera di Dio consiste nell’esecuzione del Suo ministero, e il dovere dell’uomo consiste nell’obbedire a tutte le indicazioni fornite da Dio, senza opporre alcuna resistenza. L’uomo è tenuto ad attenersi a ciò che deve fare, indipendentemente da come Dio operi o viva. Solo Dio Stesso può fare richieste all’uomo, vale a dire, solo Dio Stesso ha il diritto di fare richieste all’uomo. L’uomo non dovrebbe avere altra scelta, non dovrebbe far altro che sottomettersi e mettere in pratica; questo è il buon senso che l’uomo dovrebbe possedere. Una volta che l’opera che deve essere svolta da Dio Stesso sia stata portata a compimento, all’uomo viene richiesto di farne esperienza, passo dopo passo. Se, alla fine, quando tutto il lavoro di gestione di Dio sarà stato compiuto, l’uomo non avrà ancora fatto ciò che gli è stato richiesto da Dio, allora l’uomo dovrà essere punito. Se l’uomo non adempie alle richieste di Dio, allora ciò è dovuto alla disobbedienza dell’uomo; non significa che Dio non ha fatto abbastanza nello svolgimento del Proprio lavoro. Tutti coloro che non possono mettere in pratica le parole di Dio, coloro che non adempiono alle richieste di Dio, e coloro che non sono in grado di garantire la propria fedeltà e di compiere il proprio dovere—tutti costoro saranno puniti. Oggi, quello che vi viene chiesto di fare non è una richiesta aggiuntiva, bensì il dovere dell’uomo, che dovrebbe essere compiuto da tutte le persone. Se non siete in grado neppure di fare il vostro dovere, o di farlo bene, non state forse tirandovi addosso dei problemi? Non state corteggiando la morte? Come potreste ancora aspettarvi un futuro e delle prospettive? L’opera di Dio è per il bene del genere umano e la collaborazione dell’uomo è per il bene della gestione di Dio. Dopo che Dio avrà portato a compimento tutto ciò che è Suo compito fare, all’uomo è richiesto di continuare instancabile nella propria pratica, e di cooperare con Dio. Nell’opera di Dio, l’uomo non dovrebbe lesinare alcuno sforzo, dovrebbe offrire tutta la propria fedeltà e non dovrebbe indulgere nelle numerose opinioni o sedere passivamente in attesa della morte. Dio può sacrificare Se Stesso per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire la sua fedeltà a Dio? Dio è costante nel suo amore e nella sua considerazione per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire un po’ di collaborazione? Dio lavora per l’umanità, quindi perché l’uomo non può fare almeno un po’ del proprio dovere per il bene della gestione di Dio? L’opera di Dio è giunta fino a questo punto, eppure voi ancora state a guardare senza fare nulla, sentite ma non vi muovete. Persone simili non sono forse oggetto di perdizione? Dio ha già dato all’uomo tutto ciò che è Suo, quindi perché, oggi, l’uomo non è capace di compiere onestamente il proprio dovere? Per Dio, quest’opera è una priorità assoluta e l'opera di gestione è della massima importanza. Per l’uomo, mettere in pratica la parola di Dio e adempiere alle richieste di Dio sono priorità assoluta. Questo dovreste comprendere, tutti quanti. Le parole pronunciate, che vi hanno toccato nella parte più intima della vostra essenza, e l’opera di Dio sono entrate in un territorio inesplorato. Molte persone ancora non comprendono la verità o la falsità di questo cammino; sono ancora in attesa di vedere, e non compiono il proprio dovere. Esaminano, invece, ogni parola e azione di Dio, focalizzando l’attenzione su ciò che mangia e indossa, e le loro opinioni si fanno sempre più gravose. Queste persone non stanno forse facendo molto rumore per nulla? Come potrebbero tali persone essere coloro che cercano Dio? E come potrebbero essere coloro che intenzionalmente si sottomettono a Dio? Relegano la propria fedeltà e il proprio dovere nella parte più remota della propria mente e si concentrano invece sulle faccende di Dio. Sono uno scandalo! Se l’uomo avesse compreso tutto quel che avrebbe dovuto comprendere, e avesse messo in pratica tutto quello che avrebbe dovuto mettere in pratica, Dio sicuramente elargirebbe le proprie benedizioni all’uomo, poiché ciò che Egli chiede all’uomo non è che di fare il proprio dovere e di svolgere il compito che gli è stato assegnato. Se l’uomo è incapace di comprendere ciò che sarebbe tenuto a comprendere, ed è incapace di mettere in pratica ciò che dovrebbe mettere in pratica, allora l’uomo verrà punito. Coloro che non collaborano con Dio sono nemici di Dio, coloro che non accettano la nuova opera vi si oppongono, anche se non fanno nulla che possa essere considerata una diretta opposizione. Tutti coloro che non mettono in pratica la verità richiesta da Dio sono persone che deliberatamente si oppongono e disobbediscono alla parola di Dio, anche qualora dovessero prestare “particolare attenzione” all’opera dello Spirito Santo. Le persone che non obbediscono alla parola di Dio e non si sottomettono a Dio sono dei ribelli che si oppongono a Dio. Le persone che non fanno il proprio dovere sono coloro che non collaborano con Dio, e le persone che non collaborano con Dio sono coloro che non accettano l’opera dello Spirito Santo.

Quando l’opera di Dio giungerà a un certo punto, e la sua gestione giungerà a un certo punto, coloro che sono in sintonia con il Suo cuore, saranno capaci di adempiere a tutte le Sue richieste. Dio avanza all’uomo richieste che sono in sintonia con i Suoi requisiti e in sintonia con quel che l’uomo è in grado di raggiungere. Mentre parla della Propria gestione, indica anche all’uomo il percorso da seguire perché possa sopravvivere. La gestione di Dio e la pratica dell’uomo appartengono entrambe allo stesso stadio di lavoro e vengono svolte simultaneamente. Il discorso sulla gestione di Dio tratta dei cambiamenti dell’indole dell’uomo e il discorso su ciò che dovrebbe essere fatto dall’uomo e sui cambiamenti nell’indole dell’uomo, tratta dell’opera di Dio; non c’è momento in cui i due possano venire separati. La pratica dell’uomo sta cambiando, passo dopo passo. Ciò accade perché anche le richieste che Dio fa all’uomo stanno cambiando, e perché l’opera stessa di Dio è in continuo cambiamento e in continua progressione. Se la pratica dell’uomo rimanesse intrappolata nella dottrina, questo proverebbe che egli è privo dell’opera e della guida di Dio; se la pratica dell’uomo non cambiasse né andasse più a fondo, allora ciò proverebbe che la pratica dell’uomo viene svolta secondo la volontà dell’uomo e non consiste nella pratica della verità; se l’uomo non avesse alcun sentiero da percorrere, allora sarebbe già caduto nelle mani di Satana e sarebbe già stato asservito da Satana, il che significa che sarebbe già stato asservito dallo spirito maligno. Se la pratica dell’uomo non andasse più a fondo, allora l’opera di Dio non si svilupperebbe, e se non ci fosse alcun cambiamento nell’opera di Dio, allora il contributo dell’uomo cesserebbe; ciò è inevitabile. Se, nel corso dell’intera opera di Dio, l’uomo fosse sempre tenuto a seguire la legge di Jahvè l’opera di Dio non potrebbe progredire e, ancor meno, sarebbe possibile condurre l’intera età a compimento. Se l’uomo fosse sempre tenuto a portare la croce e ad esercitare pazienza ed umiltà, allora sarebbe impossibile per l’opera di Dio continuare a progredire. Seimila anni di gestione non possono semplicemente essere portati a compimento tra persone che si limitano al rispetto della legge, né che si attengano semplicemente alla croce e alla pratica della pazienza e dell’umiltà. Bensì, l’intero lavoro della gestione di Dio si conclude tra coloro degli ultimi giorni che conoscono Dio e sono stati sottratti alle grinfie di Satana, e si sono completamente spogliati dell’influenza di Satana. Questa è l’inevitabile direzione dell’opera di Dio. Perché si dice che la pratica di quelli che frequentano le chiese tradizionali è obsoleta? Perché ciò che essi mettono in pratica è separato dal lavoro attuale. Nell’Età della Grazia, ciò che essi mettono in pratica era giusto, ma dal momento che quell’età è ormai trascorsa e l’opera di Dio è cambiata, la loro pratica è gradualmente divenuta obsoleta. È stata sorpassata dal nuovo lavoro e dalla nuova luce. In base al proprio originario fondamento, l’opera dello Spirito Santo ha compiuto diversi passi in direzione di una maggiore profondità. Tuttavia, quelle persone sono ancora ferme allo stadio originario dell’opera di Dio e ancora aderiscono alle vecchie pratiche e alla vecchia luce. L’opera di Dio può cambiare enormemente in tre o cinque anni; non è logico quindi che trasformazioni ancor più grandi si verifichino nel corso di 2.000 anni? Se l’uomo non possiede nuova luce o nuova pratica, ciò significa che non ha tenuto il passo con l’opera dello Spirito Santo. Questo rappresenta il fallimento dell’uomo; l’esistenza della nuova opera di Dio non può venire negata, per il fatto che coloro che hanno sperimentato l’opera originaria dello Spirito Santo si attengano, tuttora, a pratiche obsolete. l’opera dello Spirito Santo è in continua progressione, e tutti quelli che sono nella corrente dello Spirito Santo dovrebbero anch’essi progredire in profondità e cambiare, passo dopo passo. Non si dovrebbero fermare ad un singolo stadio. Solo coloro che non conoscono l’opera dello Spirito Santo si fermerebbero alla Sua originaria opera e non accetterebbero la nuova opera dello Spirito Santo. Solo coloro che disobbediscono non sarebbero nelle condizioni di meritare l’opera dello Spirito Santo. Qualora la pratica dell’uomo non tenga il passo con la nuova opera dello Spirito Santo, allora la pratica dell’uomo si rescinderebbe inevitabilmente dall’azione attuale e risulterebbe del tutto incompatibile con l’attuale lavoro. Persone obsolete come queste, semplicemente, non sono in grado di compiere la volontà di Dio e, ancor meno, potrebbero essere tra coloro che alla fine dei tempi si leveranno a rendere testimonianza a Dio. L’intero lavoro di gestione non potrebbe essere portato a conclusione in mezzo a un tale gruppo di persone. Poiché, coloro che un tempo si sono attenuti alla legge di Jahvè e coloro che un tempo hanno sofferto per la croce, qualora non siano in grado di accettare lo stadio del lavoro degli ultimi giorni, avrebbero fatto tutto ciò che hanno fatto, invano e senza alcun profitto. La più evidente espressione dell’opera dello Spirito Santo consiste nell’abbracciare il qui ed ora, non nel restare abbarbicati al passato. Coloro che non hanno tenuto il passo con il lavoro attuale e che si sono ritrovati separati dalla pratica attuale, sono coloro che non accettano l’opera dello Spirito Santo. Tali persone sfidano la presente opera di Dio. Sebbene nel passato si siano attenuti alla luce, ciò non significa che sia possibile affermare che conoscono l’opera dello Spirito Santo. Perché è stato fatto tutto questo discorso circa i cambiamenti nella pratica dell’uomo, circa le differenze tra il passato e oggi, e su come la pratica veniva compiuta durante le precedenti età e come invece viene compiuta oggi? Tali divisioni nella pratica dell’uomo sono sempre oggetto di discussione, poiché l’opera dello Spirito Santo progredisce continuamente e, pertanto, alla pratica dell’uomo è richiesto un costante cambiamento. Se l’uomo resta fermo ad uno stadio, ciò prova che egli è incapace di tenere il passo con l’opera di Dio e la nuova luce; ciò non prova che il piano di gestione di Dio non sia cambiato. Coloro che sono al di fuori della corrente dello Spirito Santo pensano costantemente di essere nel giusto, ma, di fatto, l’opera di Dio in loro si è conclusa molto tempo fa e l’opera dello Spirito Santo è completamente assente in loro. L’opera di Dio è stata da lungo tempo trasferita ad un altro gruppo di persone, un gruppo sul quale Egli intende portare a compimento la Propria nuova opera. Poiché coloro che appartengono a una religione non sono in grado di accettare la nuova opera di Dio e si attengono solamente alla vecchia opera del passato, Dio ha abbandonato tali persone e compie la Sua nuova opera sulle persone che accettano questa nuova opera. Queste sono persone che collaborano alla Sua nuova opera e solo in questo modo la Sua gestione può essere portata a compimento. La gestione di Dio progredisce in continuazione e la pratica dell’uomo ascende sempre più in alto. Dio è sempre all’opera e l’uomo è sempre nel bisogno, così che entrambi raggiungano il proprio zenit, e Dio e l’uomo siano in completa unione. Questa è l’espressione del compimento dell’opera di Dio, nonché l’esito finale dell’intera gestione di Dio.

Ad ogni stadio dell’opera di Dio corrispondono determinate richieste all’uomo. Tutti coloro che sono nella corrente dello Spirito Santo sono posseduti dalla presenza e dalla disciplina dello Spirito Santo, mentre coloro che non sono nella corrente dello Spirito Santo sono sotto il comando di Satana e privi di qualsiasi opera dello Spirito Santo. Le persone che sono nella corrente dello Spirito Santo sono coloro che accettano la nuova opera di Dio, quelli che collaborano alla nuova opera di Dio. Se coloro che sono in questa corrente non sono capaci di collaborare e di mettere in pratica la verità richiesta da Dio in questo periodo di tempo, allora verranno sottoposti ad azioni disciplinari e, nel peggiore dei casi, verranno abbandonati dallo Spirito Santo. Coloro che accettano la nuova opera dello Spirito Santo, vivranno nella corrente dello Spirito Santo, riceveranno la cura e la protezione dello Spirito Santo. Coloro che sono disposti a mettere la verità in pratica sono illuminati dallo Spirito Santo, mentre coloro che non sono disposti a mettere la verità in pratica vengono corretti dallo Spirito Santo e possono persino venire puniti. Indipendentemente da quale tipo di persone siano, purché siano nella corrente dello Spirito Santo, Dio si assumerà la responsabilità di coloro che accettano la Sua nuova opera per la gloria del Suo nome. Coloro che glorificano il Suo nome e sono disposti a mettere in pratica la Sua parola riceveranno le Sue benedizioni; coloro che Gli disobbediscono e non mettono in pratica la Sua parola subiranno la Sua punizione. Le persone che sono nella corrente dello Spirito Santo sono coloro che accettano la nuova opera e, dal momento che hanno accettato la nuova opera, dovrebbero collaborare in modo adeguato con Dio e non dovrebbero comportarsi da ribelli, rifiutandosi di compiere il proprio dovere. Questa è la sola richiesta di Dio all’uomo. Non così per coloro che non accettano la nuova opera: essi sono al di fuori della corrente dello Spirito Santo e la disciplina e il castigo dello Spirito Santo non si applicano nel loro caso. Ogni giorno, costoro vivono nella carne, vivono nelle loro opinioni, e tutto ciò che fanno è secondo la dottrina prodotta dall’analisi e dalla ricerca delle loro menti. Non si tratta delle richieste della nuova opera dello Spirito Santo, né tanto meno della collaborazione con Dio. Costoro, che non accettano la nuova opera di Dio, sono privi della presenza di Dio e, per di più, privati delle benedizioni e della protezione di Dio. La maggior pare delle loro parole e azioni si attiene alle passate richieste dell’opera dello Spirito Santo, che sono dottrina, non verità. Tale dottrina e regola sono sufficienti a provare che la sola cosa che li accomuna è la religione; non sono i prescelti, né l’oggetto dell’opera di Dio. Le loro riunioni possono prendere il nome di congressi religiosi, non di chiese. Questo è un fatto inalterabile. Essi non hanno la nuova opera dello Spirito Santo; quello che fanno sembra pregno di religiosità, la loro vita sembra intrisa di religiosità; ma non possiedono la presenza e l’opera dello Spirito Santo e, tanto meno, sono degni di ricevere la disciplina o l’illuminazione dello Spirito Santo. Queste persone sono cadaveri senza vita, larve umane prive di spiritualità. Non hanno alcuna conoscenza della ribellione ed ostilità dell’uomo, nessuna conoscenza di tutta l’iniquità operata dall’uomo e, tanto meno, conoscono l’opera di Dio e la presente volontà di Dio. Non sono che gentaglia, persone ignoranti, comuni, indegne di essere chiamate credenti! Nulla di ciò che fanno ha il minimo impatto sulla gestione di Dio, tanto meno può interferire con i piani di Dio. Le loro parole ed azioni sono troppo disgustose, troppo patetiche e non sono, semplicemente, degne di alcuna menzione. Nulla di ciò che fanno costoro, che non sono all’interno della corrente dello Spirito Santo, ha minimamente a che fare con la nuova opera dello Spirito Santo. A motivo di ciò, indipendentemente da che cosa facciano, sono privi della disciplina dello Spirito Santo e, per di più, privi dell’illuminazione dello Spirito Santo. Poiché sono tutte persone che non hanno amore per la verità e che sono state detestate e rigettate dallo Spirito Santo. Prendono il nome di operatori di iniquità, perché camminano nella carne e fanno ciò che a loro più piace all’insegna di Dio. Mentre Dio lavora, essi Gli sono deliberatamente ostili, e corrono in direzione opposta alla Sua. La mancanza di collaborazione dell’uomo con Dio è la suprema ribellione in sé, per non parlare del deliberato allontanarsi di queste persone da Dio. Non riceveranno, pertanto, la giusta ricompensa? Alla menzione dell’iniquo comportamento di queste persone, alcuni non possono fare a meno di maledirli, Dio invece li ignora. All’uomo sembra che le loro azioni abbiano a che fare con il nome di Dio, mentre, di fatto, non hanno nessuna relazione né con il Suo nome, né con il renderGli testimonianza. Indipendentemente da che cosa tali persone facciano, non ha nulla a che fare con Dio: non ha nulla a che fare né con il Suo nome, né con il Suo lavoro di oggi. Queste persone umiliano se stesse e manifestano Satana; sono operatori di iniquità, che si stanno preparando per il giorno dell’ira. Oggi, indipendentemente dalle loro azioni, e purché non interferiscano con la gestione di Dio e non abbiano nulla a che fare con la nuova opera di Dio, tali persone non sono soggette alla corrispondente punizione, poiché il giorno dell’ira non è ancora giunto. Ci sono molti aspetti per cui la gente ritiene che Dio dovrebbe aver già preso provvedimenti, e pensa che tali operatori di iniquità dovrebbero ricevere la meritata punizione quanto prima. Ma, poiché il lavoro di gestione di Dio non è ancora arrivato a compimento e il giorno dell’ira non è ancora giunto, gli operatori di iniquità continuano ancora a compiere iniquità. Alcuni affermano che coloro che appartengono ad un culto religioso sono privi della presenza o dell’opera dello Spirito Santo e che gettano vergogna sul nome di Dio; allora perché Dio non li distrugge, anziché continuare a tollerarne la sfida? Queste persone, che sono la manifestazione di Satana e che esprimono la carne, sono persone ignoranti, volgari, stolte. Non contempleranno l’avvento dell’ira di Dio prima di aver compreso come Dio svolga il Proprio lavoro tra gli uomini, e solo dopo essere stati completamente conquistati, tali operatori di iniquità riceveranno la loro ricompensa, e non uno di loro potrà sfuggire al giorno dell’ira. Ora non è tempo di punizione per l’uomo, bensì tempo di esecuzione del lavoro di conquista, a meno che si tratti di persone che interferiscono con la gestione di Dio, nel qual caso esse verranno sottoposte a punizioni in base alla gravità delle loro azioni. Durante la gestione del genere umano da parte di Dio, tutti coloro che sono nella corrente dello Spirito Santo sono in relazione con Dio. Coloro che sono detestati e respinti dallo Spirito Santo vivono sotto l’influenza di Satana e ciò che mettono in pratica non ha alcuna relazione con Dio. Solo coloro che accettano la nuova opera di Dio e che cooperano con Dio sono in relazione con Dio, poiché l’opera di Dio è destinata a coloro che l’accettano, e non a tutte le persone, indipendentemente dal fatto che l’accettino o meno. L’opera svolta da Dio è sempre rivolta ad un oggetto e non viene svolta a casaccio. Coloro che si accompagnano a Satana non sono adatti a rendere testimonianza a Dio e, men che meno, a collaborare con Dio.

Ogni stadio dell’opera dello Spirito Santo richiede la simultanea testimonianza dell’uomo. Ogni stadio dell’opera è una battaglia tra Dio e Satana, e l’oggetto della battaglia è Satana, mentre colui che viene reso perfetto da quest’opera è l’uomo. Il fatto che l’opera di Dio porti frutti o meno dipende dal modo in cui l’uomo rende testimonianza a Dio. Questa testimonianza è ciò che Dio richiede a coloro che lo seguono; è la testimonianza resa di fronte a Satana, ed è altresì la prova dell’efficacia della Sua opera. L’intera gestione di Dio è divisa in tre stadi, in ognuno dei quali vengono fatte all’uomo richieste pertinenti. Inoltre, con il trascorrere e il progredire delle età, le richieste di Dio al genere umano si fanno sempre più elevate. Così, passo dopo passo, quest’opera di gestione di Dio raggiunge il proprio vertice, finché l’uomo contempla “il Verbo fatto carne”, e in tal modo le richieste all’uomo si fanno ancora più elevate, e le richieste all’uomo di rendere testimonianza si fanno ancora più elevate. Più l’uomo è capace di collaborare effettivamente con Dio, più egli glorifica Dio. La collaborazione dell’uomo è la testimonianza che gli viene chiesto di rendere, e la testimonianza da lui resa è la pratica dell’uomo. Pertanto, sia che l’opera di Dio abbia il dovuto effetto o meno, e sia che ci possa essere effettiva testimonianza o meno, entrambi questi aspetti sono inestricabilmente legati alla collaborazione e alla testimonianza dell’uomo. Ad opera completata, vale a dire, quando ogni aspetto della gestione di Dio sarà giunto a compimento, all’uomo verrà richiesto di rendere una più elevata testimonianza e, quando l’opera di Dio sarà compiuta, la pratica e il contributo dell’uomo raggiungeranno lo zenit. In passato, all’uomo era richiesta l’osservanza della legge e dei comandamenti, e gli era chiesto di essere paziente e umile. Oggi, all’uomo è richiesta l’obbedienza alle disposizioni di Dio e il possesso di un supremo amore per Dio, e gli viene in definitiva chiesto di amare Dio anche in mezzo alle tribolazioni. Questi tre stadi sono le richieste che Dio fa all’uomo, passo dopo passo, nel corso della Sua intera gestione. Ogni stadio dell’opera va più a fondo del precedente, e ad ogni stadio le richieste all’uomo si fanno più profonde che nel precedente e, in tal modo, l’intera gestione di Dio prende gradualmente forma. È precisamente a motivo del fatto che le richieste all’uomo sono più elevate, che l’indole dell’uomo si fa sempre più vicina ai requisiti divini, ed è solo allora che l’intero genere umano gradualmente si allontana dall’influenza di Satana, finché, quando l’opera di Dio giungerà al compimento finale, l’intera umanità sarà stata salvata dall’influenza di Satana. Quando quel tempo verrà, l’opera di Dio sarà giunta al compimento finale, così come la collaborazione dell’uomo con Dio, finalizzata al cambiamento della sua indole, e l’umanità intera vivrà nella luce di Dio, e da allora in poi non ci sarà più alcuna ribellione, né opposizione a Dio. Dio non farà più alcuna domanda all’uomo e ci sarà una più armoniosa collaborazione tra uomo e Dio, quella di Dio e dell’uomo che vivono insieme, la vita che subentra dopo che la gestione di Dio sarà giunta al compimento finale e dopo che Dio avrà interamente sottratto l’uomo alle grinfie di Satana. Coloro che non possono seguire da vicino le orme di Dio non sono in grado di ottener una tale vita. Saranno tutti precipitati nelle tenebre, dove piangeranno e strideranno di denti; queste sono le persone che credono in Dio, ma non Lo seguono, che credono in Dio, ma non aderiscono a tutti gli aspetti della Sua opera. Dal momento che l’uomo crede in Dio, deve seguire da vicino le orme di Dio, passo per passo; dovrebbe “seguire l’Agnello, ovunque Egli vada”. Sono queste le persone che ricercano l’autentico cammino e che conoscono l’opera dello Spirito Santo. Le persone che seguono servilmente la lettera e le dottrine sono coloro che sono state eliminate dall’opera dello Spirito Santo. In ogni periodo di tempo, Dio comincerà un lavoro nuovo, e in ogni periodo si verificherà un nuovo inizio tra gli uomini. Se l’uomo si attiene solo alle verità che “Jahvè è Dio” e che “Gesù è il Cristo”, che sono verità che si applicano ad una sola età, non riuscirà mai a stare al passo con l’opera dello Spirito Santo, e non sarà mai in grado di ottenere l’opera dello Spirito Santo. Indipendentemente da come Dio lavori, l’uomo segue, senza il minimo dubbio, e segue da vicino. In tal modo, come potrebbe l’uomo essere eliminato dallo Spirito Santo? Indipendentemente da ciò che Dio faccia, fintanto che l’uomo è sicuro che sia opera dello Spirito Santo e collabora all’opera dello Spirito Santo, senza alcuna remora, e cerca di essere all’altezza dei requisiti divini, come potrebbe venire punito? Il lavoro di Dio non è mai cessato, le Sue orme non si sono mai fermate, e prima del completamento del Suo lavoro di gestione, si è sempre dato da fare, senza un attimo di sosta. Ma l’uomo è diverso: non avendo ottenuto che un pizzico dell’opera dello Spirito Santo, lo tratta come se non dovesse mai cambiare; avendo ottenuto un briciolo di conoscenza, non procede ulteriormente per seguire le orme della più recente opera di Dio; non avendo visto che una minima parte dell’opera di Dio, immediatamente riduce Dio alle sembianze di una speciale scultura in legno, convinto che Dio rimanga per sempre nella forma che gli è apparsa, che sia stato così in passato e che sarà così per sempre anche in futuro; non avendo ricevuto che una superficiale conoscenza, l’uomo ne diventa così orgoglioso da dimenticare se stesso e comincia a proclamare spudoratamente un’indole e un essere di Dio che semplicemente non esistono; e avendo fissato la presa su uno stadio dell’opera dello Spirito Santo, indipendentemente da quale tipo di persona proclami la nuova opera di Dio, l’uomo non l’accetta. Queste sono persone che non possono accettare la nuova opera dello Spirito Santo; sono troppo conservatrici, incapaci di accettare novità. Tali persone sono coloro che credono in Dio, ma al tempo stesso Lo rifiutano. L’uomo crede che gli Israeliti avessero torto di “credere solo in Jahvè e non credere in Gesù”, eppure la maggioranza delle persone agisce come se “credesse solo in Jahvè e rifiutasse Gesù” e “desiderasse il ritorno del Messia, ma contrastasse il Messia chiamato Gesù”. Nessuno stupore, allora, che le persone ancora vivano sotto il dominio di Satana, pur avendo accettato uno stadio dell’opera dello Spirito Santo, e che ancora non ricevano le benedizioni di Dio. Non è forse questo il risultato della riottosità dell’uomo? I Cristiani di tutto il mondo non hanno tenuto il passo con la nuova opera di oggi e si attengono alla credenza di essere i fortunati, che Dio esaudirà tutti i loro desideri. Eppure non sono in grado di dire per certo perché Dio li innalzerà al terzo cielo, né sono sicuri riguardo al modo in cui Gesù li chiamerà a raccolta dall’alto di una bianca nube, e meno ancora possono dire con assoluta certezza se Gesù arriverà davvero su una bianca nube, il giorno che essi immaginano. Sono tutti incerti e perplessi; non sanno neppure se Dio verrà a prendere personalmente ciascuno di loro, svariate piccole manciate di persone, provenienti da ogni denominazione. L’opera che Dio svolge ora, l’età presente, l’indole di Dio—essi non hanno il minimo sentore di nessuna di tali cose, e non possono far nulla se non fare il conto alla rovescia dei giorni, sulle dita. Solo coloro che seguono le orme dell’Agnello fino alla fine possono ottenere la benedizione finale, mentre queste persone dotate, che sono incapaci di seguire fino alla fine eppure credono di aver ottenuto tutto, non possono assistere all’apparizione di Dio. Si credono tutti quanti le persone più brillanti sulla faccia della terra, e spezzano lo sviluppo continuo dell’opera di Dio senza ragione alcuna, e sembrano credere con assoluta certezza che Dio li porterà in cielo, loro che “possiedono la più profonda fedeltà a Dio, seguono Dio e si attengono alla parola di Dio”. Anche se possedessero la più “assoluta fedeltà” alla parole pronunciate da Dio, le loro parole e azioni risulterebbero comunque disgustose, poiché si oppongono all’opera dello Spirito Santo, e commettono inganno e malvagità. Coloro che non seguono fino alla fine, che non tengono il passo con l’opera dello Spirito Santo e che aderiscono solo alla vecchia opera, non solo non sono riusciti a restare fedeli a Dio, bensì, al contrario, sono divenuti oppositori di Dio, sono divenuti coloro che vengono esclusi dalla nuova età e che verranno puniti. Esiste qualcuno più misero di loro? Molti credono persino che tutti coloro che rifiutano l’antica legge e accettano la nuova opera siano privi di coscienza. Tali persone, che si limitano a parlare di coscienza e non conoscono l’opera dello Spirito Santo, vedranno le loro prospettive stroncate dalle loro stesse coscienze. L’opera di Dio non si attiene alla dottrina e, anche se si tratta della Sua Stessa opera, Dio non vi resta aggrappato. Ciò che dovrebbe essere negato, viene negato, ciò che dovrebbe essere eliminato, viene eliminato. Tuttavia, l’uomo si mette in conflitto con Dio, non attenendosi che a una piccola parte del lavoro di gestione di Dio. Non è questa una totale assurdità da parte dell’uomo? Non è ignoranza da parte sua? Più le persone sono timide ed eccessivamente caute per timore di non ottenere le benedizioni di Dio, più sono incapaci di ottenere benedizioni maggiori e di ricevere la benedizione finale. Le persone che servilmente si attengono alla legge dimostrano tutte la più assoluta fedeltà alla legge, e più dimostrano tale fedeltà alla legge, più sono ribelli che si oppongono a Dio. Poiché ora è l’Età del Regno, non l’Età della Legge, e il lavoro di oggi non può attenersi al lavoro del passato. L’opera di Dio è cambiata e così pure la pratica dell’uomo; non è attenersi alla legge o portare la croce. Pertanto, la fedeltà alla legge e alla croce non incontrano l’approvazione di Dio.

L’uomo troverà perfetto compimento nell’Età del Regno. Dopo il lavoro di conquista, l’uomo sarà sottoposto a purificazione e tribolazione. Coloro che sono in grado di superare la prova e di rendere testimonianza durante la tribolazione sono coloro che verranno alla fine portati a compimento; sono coloro che sono stati approvati. Durante questa tribolazione all’uomo viene chiesto di accettare la purificazione e questa purificazione è l’ultima istanza del lavoro di Dio. È l’ultima purificazione dell’uomo, prima della conclusione dell’intero lavoro di gestione di Dio, e tutti coloro che seguono Dio devono accettare questo esame finale, devono accettare questa ultima purificazione. Coloro che sono afflitti dalla tribolazione sono privi dell’opera dello Spirito Santo e della guida di Dio, mentre coloro che sono stati effettivamente conquistati e davvero cercano Dio, alla fine si leveranno in piedi; sono quelli in possesso dell’umanità e che effettivamente amano Dio. Indipendentemente da che cosa Dio faccia, questi vittoriosi non verranno privati delle visioni, e metteranno ancora in pratica la verità senza venir meno alla loro testimonianza. Sono coloro che alla fine emergeranno dalla grande tribolazione. Anche se coloro che pescano nel torbido possono ancora farla franca oggi, nessuno riuscirà a sfuggire alla tribolazione finale, e nessuno riuscirà a sfuggire all’esame finale. Per coloro che la superano, tale tribolazione è una straordinaria purificazione; mentre per coloro che pescano nel torbido, si tratta di un lavoro di totale eliminazione. Indipendentemente da come vengano provati, la lealtà di coloro che hanno Dio nel loro cuore resta immutata; mentre coloro che non hanno Dio nel loro cuore, non appena l’opera di Dio non risulta vantaggiosa per la loro carne, cambiano il proprio modo di considerare Dio e arrivano persino ad allontanarsi da Dio. Questi sono coloro che non si leveranno in piedi alla fine, che cercano unicamente le benedizioni di Dio e non provano alcun desiderio di spendersi per Dio e di dedicarsi a Lui. Queste persone meschine verranno scacciate quando l’opera di Dio giungerà al termine, e non meritano alcuna simpatia. Coloro che sono privi di umanità non sono capaci di amare davvero Dio. Quando l’ambiente è certo e sicuro, o possono trarre un qualche profitto, sono completamente obbedienti a Dio, ma non appena ciò che desiderano viene messo in discussione o viene loro rifiutato, immediatamente si rivoltano. Persino nel giro di una sola notte, sono capaci di trasformarsi da persone sorridenti e “di animo gentile” in spaventosi e feroci assassini, pronti a trattare il proprio benefattore di ieri come mortale nemico, senza alcuna valida motivazione o ragione. Se questi demoni non vengono scacciati, demoni che ucciderebbero in un batter d’occhio, non diverranno fonte di ulteriore sofferenza? Il lavoro di salvare l’uomo non viene compiuto in seguito al completamento del lavoro di conquista. Il lavoro di conquista è giunto alla fine, ma il lavoro di purificazione non lo è; tale lavoro sarà finito solo quando l’uomo sarà stato completamente purificato, quando coloro che veramente si sottomettono a Dio siano stati resi completi, e quando quegli impostori che sono senza Dio nel loro cuore siano stati epurati. Coloro che non soddisfano Dio nello stadio finale della Sua opera, verranno completamente eliminati e coloro che vengono eliminati appartengono al demonio. Dal momento che sono incapaci di soddisfare Dio, sono ribelli nei Suoi confronti e, anche se queste persone oggi seguono Dio, ciò non prova che siano coloro che alla fine rimarranno. Nelle parole “coloro che seguono Dio alla fine verranno salvati”, il significato di “seguire” sta per resistere con fermezza in mezzo alla tribolazione. Oggi molti credono che seguire Dio sia facile, ma quando l’opera di Dio starà per giungere alla fine, conoscerai il vero significato di “seguire”. Solo perché sei ancora in grado di seguire Dio, oggi, dopo essere stato conquistato, ciò non prova che tu sia uno di coloro che verranno portati a perfezione. Coloro che sono incapaci di sostenere le prove, che non sono in grado di uscire vittoriosi dalle tribolazioni, alla fine, non saranno capaci di levarsi in piedi, e pertanto non saranno in grado di seguire Dio fino alla fine. Coloro che effettivamente seguono Dio sono in grado di sostenere l’esame del loro lavoro, mentre coloro che non seguono effettivamente Dio non sono in grado di sostenere nessuna delle prove di Dio. Presto o tardi essi verranno espulsi, mentre coloro che sono stati approvati rimarranno nel regno. Che l’uomo effettivamente cerchi Dio o meno è determinato dall’esame di questo lavoro, vale a dire, dalle prove di Dio, e non ha niente a che fare con la decisione dell’uomo stesso. Dio non rigetta nessuno a casaccio; tutto ciò che Egli compie ha come unico scopo che l’uomo possa essere profondamente convinto. Egli non fa nulla che non sia visibile all’uomo, né compie alcun lavoro che non possa convincere l’uomo. Che la fede dell’uomo sia vera o no è provato dai fatti, e non può essere deciso dall’uomo. Che “il grano non possa essere trasformato in zizzania e che la zizzania non possa essere trasformata in grano” è fuori da ogni dubbio. Tutti coloro che veramente amano Dio alla fine rimarranno nel regno, e Dio non farà torto a nessuno che Lo ami davvero. In base alle loro differenti funzioni e testimonianze, coloro che sono stati approvati avranno, all’interno del regno, il ruolo di sacerdoti o di fedeli, e tutti coloro che sono usciti vittoriosi dalle tribolazioni diverranno il corpo dei sacerdoti, all’interno del regno. Il corpo dei sacerdoti verrà costituito quando il lavoro del vangelo in tutto l’universo sarà giunto alla fine. Quando giungerà il tempo, ciò che all’uomo verrà chiesto di fare sarà compiere il proprio dovere all’interno del regno di Dio, e vivere insieme a Dio all’interno del regno. Nel corpo dei sacerdoti ci saranno sommi sacerdoti e sacerdoti, e i rimanenti saranno i figli e il popolo di Dio. Ciò viene determinato in base alla testimonianza da loro resa a Dio durante la tribolazione; non sono titoli dati loro a casaccio. Una volta determinato lo stato dell’uomo, l’opera di Dio avrà fine, poiché ciascuno è stato classificato a seconda del tipo ed è tornato alla propria originaria posizione, e questo è il segno del compimento dell’opera di Dio, questo è l’esito finale dell’opera di Dio e della pratica dell’uomo ed è la cristallizzazione delle visioni dell’opera di Dio e della collaborazione dell’uomo. Alla fine, l’uomo troverà riposo nel regno di Dio e anche Dio tornerà a riposare nella propria dimora. Questo è l’esito finale di 6.000 anni di collaborazione tra Dio e l’uomo.