3. La vita umana finisce in un lampo, in poche decine di anni. Ripensando al passato, gli esseri umani rammentano la loro vita: andando a scuola, lavorando, sposandosi, avendo figli, aspettando la morte, hanno trascorso l’intera vita a darsi da fare a beneficio della famiglia, del denaro, di fama, fortuna e prestigio, del tutto privi degli scopi e degli obiettivi reali dell’esistenza umana, e incapaci di trovare valore o significato nel fatto di essere vivi. Così si vive generazione dopo generazione in questo modo doloroso e vacuo. Perché la vita umana è così dolorosa e vacua? E come si può rimediare al dolore e alla vacuità dell’esistenza umana?

Parole di Dio attinenti:

Le persone devono capire da dove deriva il dolore della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte nel corso della vita e perché l’uomo soffre per queste cose. Non è forse vero che non esistevano appena l’uomo è stato creato? Da dove sono originati questi dolori? Sono nati dopo che l’uomo è stato tentato e corrotto da Satana e dopo la sua conseguente degenerazione. Il dolore, i problemi, il vuoto della carne umana e tutte le cose miserabili del mondo umano sono apparsi dopo che Satana ha corrotto l’uomo. Dopo averlo corrotto Satana ha iniziato a tormentarlo, e così l’uomo è precipitato sempre più in basso, la sua malattia è diventata via via più profonda, il suo dolore sempre più grande, ed egli è stato assalito dalla percezione sempre crescente che il mondo è vuoto e miserabile, che sopravvivere in questo mondo è impossibile e che la vita in questo mondo è sempre più priva di speranza. Quindi, tutto questo dolore è stato causato da Satana dopo che ha corrotto l’uomo rendendolo degenerato.

La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Il significato del provare la sofferenza del mondo da parte di Dio”

Da quando l’umanità ha inventato le scienze sociali, la mente dell’uomo è occupata dalla scienza e dalla conoscenza. La scienza e la conoscenza, quindi, sono divenute strumenti per governare l’umanità, e per l’uomo non vi è più spazio sufficiente per adorare Dio, né ci sono più le condizioni favorevoli per farlo. La posizione di Dio è precipitata ancora più in basso nel cuore dell’uomo. Senza un posto per Dio nel cuore, il mondo interiore dell’uomo è oscuro, vuoto e senza speranza. E così sono sorti molti sociologi, storici e politici che hanno espresso teorie di scienze sociali, la teoria dell’evoluzione umana e altre teorie che contraddicono la verità della creazione dell’uomo da parte di Dio, per riempire il cuore e la mente dell’uomo. In questo modo, coloro che credono che Dio abbia creato ogni cosa sono divenuti sempre di meno, mentre coloro che credono nella teoria dell’evoluzione sono divenuti sempre più numerosi. Sempre più persone considerano miti e leggende i documenti che registrano l’opera di Dio e le Sue parole durante l’età dell’Antico Testamento. Nel loro cuore, le persone divengono indifferenti alla dignità e alla grandezza di Dio, alla Sua esistenza e al principio per cui Egli ha la sovranità su tutte le cose. La sopravvivenza dell’umanità e il destino di paesi e nazioni non sono più importanti per loro. L’uomo vive in un mondo vacuo, interessato solo a mangiare, a bere e alla ricerca del piacere… Poche persone si assumono il compito di cercare dove Dio svolge la Sua opera oggi, o di scoprire come Egli regna sovrano sulla destinazione dell’uomo e la dispone. In tal modo, a insaputa dell’uomo, la civiltà umana è sempre meno in grado di attenersi ai desideri dell’uomo, e vi sono persino molte persone che avvertono che, vivendo in un mondo simile, sono meno felici di coloro che già se ne sono andati. Persino le popolazioni di Paesi che un tempo erano molto civilizzati esprimono tali rimostranze. Poiché, senza la guida di Dio, anche se governanti e sociologi si spremono le meningi per preservare la civiltà umana, tutto ciò non sortisce alcun effetto. Nessun individuo può colmare il vuoto nel cuore dell’uomo, poiché nessun individuo può essere la vita dell’uomo e nessuna teoria sociale può liberare l’uomo dal problema del vuoto. Scienza, conoscenza, libertà, democrazia, divertimento e comodità non sono per l’uomo che una consolazione temporanea. Anche con queste cose, comunque l’uomo inevitabilmente pecca e si lamenta dell’ingiustizia della società. Avere queste cose non può ostacolare la bramosia e il desiderio dell’uomo di esplorare. Ciò accade perché l’uomo è stato creato da Dio e i suoi sacrifici e le sue esplorazioni privi di senso non possono che dargli ulteriore angoscia, e farlo vivere in un incessante stato di ansia, senza sapere come affrontare il futuro dell’umanità, né come affrontare il cammino che ha davanti, al punto che l’uomo giunge persino a temere scienza e conoscenza e ancor di più a temere la sensazione di vuoto. In questo mondo, indipendentemente dal fatto che tu viva in un paese libero o in uno privo dei diritti umani, sei del tutto impossibilitato a sfuggire al destino dell’umanità. Che tu sia un governante o un governato, sei del tutto impossibilitato a sfuggire al desiderio di esplorare il destino, i misteri e la destinazione del genere umano, e ancor meno sei in grado di sfuggire alla sconcertante sensazione di vuoto. Tali fenomeni, comuni a tutto il genere umano, vengono definiti dai sociologi fenomeni sociali, ma nessun grand’uomo è capace di farsi avanti per risolvere questi problemi. L’uomo, dopo tutto, è uomo: la posizione e la vita di Dio non possono essere rimpiazzate da alcun uomo. L’umanità non ha bisogno semplicemente di una società equa in cui tutti siano ben nutriti, liberi e godano di pari diritti; l’umanità ha bisogno della salvezza da parte di Dio, e che Egli le fornisca la vita. Solo quando l’uomo riceve da Dio la provvista di vita e la salvezza, i suoi bisogni, il suo desiderio di esplorare e il vuoto del suo cuore possono essere risolti. Se la popolazione di un Paese o di una nazione non è in grado di ricevere la salvezza e la cura di Dio, tale Paese o nazione si muoverà verso il declino, verso le tenebre, e di conseguenza sarà annientato da Dio.

La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Appendice 2: Dio regna sovrano sul destino dell’intera umanità”

Le persone attraversano questa vita in uno stato di povertà o di ricchezza e vivono vite lunghe o brevi. Alcune sono persone comuni, mentre altre sono funzionari di alto rango e appartenenti alle élite. Ci sono persone provenienti da ogni strato sociale, ma sostanzialmente vivono tutte allo stesso modo: si contendono fama e profitto in base ai loro desideri, alle loro ambizioni e alla loro indole satanica, e non si daranno pace finché non avranno raggiunto quegli obiettivi. Di fronte a tali circostanze, ci si potrebbe chiedere: “Perché le persone vivono in quel modo? Non hanno un altro cammino da percorrere? Vivono davvero soltanto per mangiare e bere bene fino a quando muoiono? Dopodiché dove vanno? Perché tantissime generazioni hanno vissuto così? Qual è la ragione?” Gli esseri umani non sanno da dove vengono, qual è la loro missione nella vita o chi comanda e detiene la sovranità su tutto questo. Le generazioni si succedono l’una all’altra e ciascuna vive e poi muore allo stesso modo. Tutte vengono e se ne vanno alla stessa maniera, senza che nessuno scopra un vero metodo o un vero percorso per vivere. Nessuno ricerca la verità in questo. Dall’antichità ai giorni nostri, le persone hanno tutte vissuto in modo identico. Tutte ricercano e aspettano, col desiderio di vedere come sarà l’umanità, senza che nessuna di loro lo sappia o arrivi a vederlo. A conti fatti, la gente semplicemente non sa chi sia Colui che governa e detiene la sovranità su tutto questo o se addirittura Egli esista. Non conoscono la risposta a questo interrogativo e non possono fare altro che vivere nell’impotenza, anelando anno dopo anno e soffrendo giorno dopo giorno fino ad ora. La conoscenza di tutto questo darebbe forse alle persone un cammino da seguire per imparare a vivere? A quel punto, sarebbero in grado di sfuggire a tale sofferenza e di non vivere più in base ai desideri e alle speranze umani? Quando le persone capiranno perché vivono, perché muoiono e chi è a capo di questo mondo; quando giungeranno a comprendere la risposta che Colui che detiene la sovranità su tutte le cose è il Creatore, allora avranno un percorso da seguire. Sapranno che devono cercare la verità nelle parole di Dio per trovare una via d’uscita e che non hanno bisogno di vivere in tale infelicità, facendo affidamento su desideri e speranze. Se le persone scoprono la ragione per cui vivono e muoiono, questo non eliminerà forse tutta l’infelicità e le difficoltà umane? Non offrirà forse loro una liberazione? Gli individui avranno davvero ottenuto la liberazione e saranno completamente liberati.

La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”

Su cosa dovreste riflettere, in cuor vostro, dopo aver ascoltato la canzone “Colui che ha sovranità su tutte le cose”? Se gli uomini sapessero perché si vive e perché si muore, chi è in realtà il Sovrano di questo mondo e di tutte le cose e Colui che regna su tutto, dove Egli Si trova esattamente e cosa richiede all’uomo; se essi riuscissero a capire queste cose, saprebbero come trattare il Creatore, come adorarLo e sottomettersi a Lui, otterrebbero sostegno nel loro cuore, sarebbero in pace e felici e non vivrebbero più in tanto tormento e dolore. In ultima analisi, è indispensabile che le persone comprendano la verità. La scelta del percorso di vita è cruciale, così come è importante il modo in cui vivono. Il modo in cui si vive e il cammino che si percorre determinano se la propria vita sarà colma di gioia oppure di dolore. Questo è un aspetto che le persone dovrebbero comprendere. Nell’udire questo inno, può essere che le persone provino un sentimento così profondo nel loro cuore: “La vita dell’umanità intera segue questa specie di schema; i popoli antichi non facevano eccezione e quelli moderni sono uguali a com’erano in passato e non hanno cambiato rotta. Esiste dunque un Sovrano tra gli uomini, un Dio leggendario che è a capo di tutto? Se l’umanità riuscirà a trovare Dio, Colui che è al comando di tutto, non sarà allora in grado di provare felicità? La chiave ora è trovare la radice dell’umanità. Dove si trova? Una volta individuata tale radice, gli esseri umani potranno vivere in un altro tipo di regno. Se l’umanità non riuscirà a trovarla e continuerà a vivere la stessa vita di sempre, sarà forse in grado di raggiungere la felicità?” Se le persone non credono in Dio, pur sapendo che l’umanità è profondamente corrotta, cosa devono fare allora? Possono risolvere il problema reale della corruzione? Hanno un percorso di salvezza? Benché tu desideri cambiare in meglio e vivere una sembianza umana, sei in grado di farlo? Non hai nessun percorso che ti conduca a farlo! C’è chi, per esempio, vive per i figli; tu magari dici di non volerlo fare, ma sei sicuro di riuscirci? C’è chi si affanna e si dà da fare per ottenere ricchezza, fama e profitto. Può darsi che affannarti per queste cose non ti interessi, ma sei davvero in grado di evitarlo? Inconsapevolmente, hai già intrapreso questo cammino e, per quanto tu voglia passare a un altro modo di vivere, non puoi farlo. Il modo in cui vivi in questo mondo non dipende da te! Per quale ragione? Perché le persone non credono nel vero Dio e non hanno acquisito la verità. Cosa sorregge lo spirito delle persone? Dove si cerca sostegno spirituale? Le persone cercano sostegno spirituale nelle riunioni familiari, nella felicità coniugale, nel piacere generato dai beni materiali, nella ricchezza, nella fama e nel guadagno, nel prestigio, nei sentimenti e nella carriera, nonché nella felicità della generazione successiva. Vi è forse qualcuno che non cerca sostegno spirituale in queste cose? Chi ha figli lo trova nei figli; chi non ha figli lo trova nella carriera, nel matrimonio, nel prestigio sociale, nella fama e nel profitto. Pertanto, gli stili di vita così prodotti sono tutti uguali; essendo soggetti al controllo e al potere di Satana, tutti si affannano e si impegnano, loro malgrado, per amore della fama, del profitto, delle prospettive future, della carriera, del matrimonio, della famiglia, o per il bene della generazione successiva, o per il piacere della carne. Questa è forse la strada giusta? Per quanto alacremente le persone si diano da fare a questo mondo, per quanto competenti siano nel loro lavoro, per quanto grande e felice sia la loro famiglia, per quanto elevato sia il loro prestigio, sono forse in grado di intraprendere il giusto cammino della vita umana? Inseguendo la fama, il profitto e il mondo, o perseguendo le loro carriere, sono forse in grado di vedere che Dio ha creato tutte le cose e che detiene la sovranità sul destino dell’umanità? Non è possibile. A prescindere da cosa perseguono le persone o dal tipo di cammino che percorrono, se esse non riconoscono il fatto che Dio detiene la sovranità sul destino degli esseri umani, allora hanno intrapreso la strada sbagliata. Non è il sentiero giusto, è quello storto: è il sentiero del male. Non importa se hai tratto soddisfazione dal tuo sostegno spirituale oppure no, né importa dove lo hai trovato: non si tratta di fede autentica e non è la strada giusta per la vita umana. Che cosa significa avere una fede genuina? Significa accettare la manifestazione e l’opera di Dio e accettare tutta la verità da Lui espressa. Tale verità costituisce il giusto percorso per la vita umana, la verità e la vita che le persone dovrebbero perseguire. Percorrere il giusto sentiero nella vita significa seguire Dio ed essere in grado, sotto la guida delle Sue parole, di capire la verità, distinguere il bene dal male, sapere cosa è positivo e cosa è negativo e comprendere la Sua sovranità e onnipotenza. Quando le persone comprenderanno realmente nel loro cuore che Dio non solo ha creato i cieli e la terra e tutte le cose, ma è anche il Sovrano dell’universo e di ogni cosa, saranno in grado di sottomettersi a tutte le Sue orchestrazioni e disposizioni, di vivere secondo le Sue parole, di temerLo e di evitare il male. Questo significa percorrere la strada giusta per la vita umana. Quando intraprendono il giusto cammino nella vita, le persone riescono a capire il perché della loro esistenza e in che modo dovrebbero vivere per vivere nella luce e ricevere la benedizione e l’approvazione di Dio.

La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”

Alcune persone hanno una comprensione profonda e molto sentita dell’espressione “è il destino”, ma non credono minimamente nella sovranità di Dio; non credono che il destino umano sia preparato e orchestrato da Lui, e non sono disposte a sottomettersi alla Sua sovranità. Tali persone sono come alla deriva nell’oceano, sballottate dalle onde, in balia della corrente, senza avere altra scelta se non aspettare passivamente e rassegnarsi alla sorte. Tuttavia non riconoscono che il destino umano è soggetto alla sovranità di Dio; non sono in grado di arrivare a conoscere quest’ultima di loro iniziativa, e dunque di acquisire la conoscenza dell’autorità di Dio, di sottomettersi alle Sue orchestrazioni e disposizioni, di smettere di resistere al destino e di vivere sotto la Sua cura, protezione e guida. In altre parole, accettare il destino non equivale a sottomettersi alla sovranità del Creatore; credere in esso non significa accettare, riconoscere e comprendere la sovranità del Creatore; credere in esso è un mero riconoscimento della sua verità e delle sue manifestazioni superficiali. Ciò è diverso dal sapere come il Creatore governi la sorte dell’umanità, dal riconoscere che Egli è la fonte del dominio sul destino di tutte le cose, e di certo ben lontano dal sottomettersi alle Sue orchestrazioni e disposizioni per il destino dell’umanità. Si supponga che una persona creda solo nel destino e che perfino lo comprenda profondamente, ma che non per questo sia in grado di conoscere e ammettere la sovranità del Creatore sul fato delle persone, di sottomettervisi e di accettarla. In quel caso, la sua vita sarà una tragedia; sarà nondimeno vissuta invano, sarà un vuoto. Costui non riuscirà ad arrendersi al dominio del Creatore, a diventare un essere umano creato nel vero senso del termine e a guadagnarsi il riconoscimento da parte del Creatore. Un individuo che conosce e sperimenta davvero la sovranità del Creatore dovrebbe essere in uno stato positivo, non in uno negativo o rassegnato. Riconoscendo che tutte le cose sono prestabilite, possiede in cuor suo una definizione accurata della vita e del destino: l’intera vita dell’uomo è sottoposta alla sovranità del Creatore. Quando costui guarda indietro alla strada che ha percorso, quando ricorda ogni fase del suo viaggio di vita, vede che a ogni passo, che il viaggio fosse arduo oppure privo di impedimenti, Dio guidava il suo cammino e lo disponeva per lui. Comprende che sono stati i piani meticolosi di Dio, nonché le Sue premurose disposizioni, a guidare questo individuo fino a oggi senza che se ne rendesse conto. Costui si accorge che essere in grado di accettare la sovranità del Creatore, di accettare la Sua salvezza, è la più grande benedizione nella vita di una persona! Se una persona ha un atteggiamento negativo verso il destino, ciò dimostra che essa si oppone a tutto ciò che Dio ha disposto per lei, che non ha un atteggiamento di sottomissione. Se qualcuno ha un atteggiamento positivo verso la sovranità di Dio sul destino umano, quando guarda indietro al proprio viaggio, quando davvero fa esperienza della sovranità di Dio, desidererà più autenticamente sottomettersi a tutto ciò che Egli ha disposto, ed avrà più determinazione e fede nel lasciare che Dio orchestri il suo destino e nello smettere di ribellarsi a Lui. Questo perché costui vede che le persone, quando non sanno cosa sia il destino o non capiscono la sovranità di Dio, stanno solo lottando e inciampando nella nebbia ostinatamente, e questo viaggio è troppo arduo e causa troppa pena. Perciò, quando gli individui si rendono conto che Dio regna sovrano sul destino umano, gli intelligenti scelgono di conoscere e accettare la sovranità di Dio e dicono addio ai giorni dolorosi del “tentare di costruirsi una vita meravigliosa con le proprie mani”, anziché continuare a lottare contro il destino e a perseguire i cosiddetti obiettivi di vita a modo loro. Quando una persona è senza Dio, quando non riesce a vederLo, quando non è in grado di conoscere davvero e chiaramente la sovranità di Dio, ogni giorno è privo di significato, privo di valore e indescrivibilmente doloroso. Dovunque una persona si trovi e qualunque sia il suo lavoro, i suoi mezzi di sopravvivenza e gli obiettivi che persegue non le portano altro che una pena infinita e un dolore da cui è difficile riprendersi, che essa non può sopportare di guardare. Solo accettando la sovranità del Creatore, sottomettendosi alle Sue orchestrazioni e disposizioni e perseguendo l’ottenimento della vera vita umana, una persona può liberarsi gradualmente da tutta la pena e da tutto il dolore oltre che da tutta la vacuità della vita umana.

La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”

Poiché le persone non conoscono le orchestrazioni e la sovranità di Dio, affrontano sempre il destino con aria di sfida e con atteggiamento ribelle, e vogliono sempre sbarazzarsi della Sua autorità e sovranità e delle cose che il fato ha in serbo, sperando invano di cambiare le proprie circostanze attuali e di modificare il proprio destino. Però non ci riescono mai e sbattono contro un muro a ogni piè sospinto. Questa lotta, che avviene nel profondo della loro anima, arreca loro dolore, il quale si scolpisce nelle loro ossa e allo stesso tempo fa sprecare loro la vita. Qual è la causa di questo dolore? La sovranità di Dio o il fatto che una persona è nata sfortunata? Ovviamente nessuna delle due cose. In fondo, la causa è la strada che le persone intraprendono, il modo in cui scelgono di vivere la vita. Alcuni potrebbero non aver sperimentato queste cose. Tuttavia, quando conosci davvero, quando arrivi veramente a riconoscere che Dio ha la sovranità sul fato umano, quando capisci realmente che tutto ciò su cui Dio regna sovrano e che dispone per te ti fornisce un grande beneficio e una grande protezione, senti che il dolore si alleggerisce gradualmente e che tutto il tuo essere diventa gradualmente rilassato, libero ed emancipato. A giudicare dalle condizioni della maggior parte delle persone, esse non riescono oggettivamente mai a scendere a patti con il valore pratico e il significato della sovranità del Creatore sul destino umano, benché su un piano soggettivo non vogliano continuare a vivere come facevano prima e desiderino un sollievo dal dolore; oggettivamente, non riescono a riconoscere la Sua sovranità e a sottomettervisi veramente, né tantomeno a capire come cercare e accettare le Sue orchestrazioni e disposizioni. Perciò, se gli uomini non riescono a riconoscere davvero che il Creatore ha la sovranità sul destino umano e su tutte le questioni dell’uomo, se non riescono a sottomettersi veramente al Suo dominio, sarà difficile per loro non lasciarsi spingere e limitare dall’idea secondo cui “ciascuno ha il destino nelle proprie mani”. Sarà difficile per loro scrollarsi di dosso il dolore dell’intensa lotta contro il destino e contro l’autorità del Creatore e, inutile dirlo, anche diventare veramente affrancati e liberi, diventare persone che adorano Dio. Il modo più semplice per liberarsi da questo stato è dire addio allo stile di vita precedente, ai precedenti obiettivi esistenziali; riassumere e analizzare il proprio modo di vivere, la visione della vita, i perseguimenti, i desideri e le aspirazioni precedenti; e poi confrontarli con le intenzioni di Dio e i Suoi requisiti per l’uomo, e vedere se alcuno di essi sia compatibile con le intenzioni di Dio, se alcuno di essi sia in linea con i requisiti di Dio, se alcuno di essi fornisca i giusti valori della vita, conduca le persone a comprendere sempre più verità e consenta loro di vivere con umanità e la sembianza di un essere umano. Quando indaghi ripetutamente e analizzi attentamente i vari obiettivi di vita che le persone perseguono e i loro vari modi di vivere, scoprirai che nessuno di loro è conforme all’intenzione originaria con cui il Creatore creò l’umanità. Essi allontanano tutti le persone dalla Sua sovranità e dalla Sua cura; sono tutte trappole che rendono gli uomini depravati, e che li conducono all’inferno. Dopo averlo riconosciuto, quello che dovresti fare è abbandonare la tua vecchia visione della vita, stare lontano dalle varie trappole, lasciare che Dio Si faccia carico della tua vita e dia disposizioni per essa, cercare soltanto di sottometterti alle Sue orchestrazioni e alla Sua guida, senza fare alcuna scelta individuale, e diventare una persona che adora Dio. Sembra facile, ma è una cosa difficile da fare. Alcuni riescono a sopportarne il dolore, altri no. Alcuni sono disposti a conformarsi, altri no. Coloro che non lo sono non hanno il desiderio e la determinazione di farlo; sono chiaramente consapevoli della sovranità di Dio, sanno perfettamente che è Lui a pianificare e a organizzare il destino umano, eppure scalciano e lottano ancora, e non si rassegnano a mettere il proprio destino nelle Sue mani e a sottomettersi alla Sua sovranità; inoltre, provano risentimento per le Sue orchestrazioni e disposizioni. Dunque ci saranno sempre persone che vogliono vedere da sole di cosa sono capaci; vogliono cambiare il loro destino con le proprie mani o conquistare la felicità con le proprie forze, per vedere se riescano a oltrepassare i limiti dell’autorità di Dio e a ergersi sopra la Sua sovranità. La tragedia dell’uomo non è che persegue una vita felice, che persegue la fama e il guadagno o che combatte nella nebbia contro il proprio destino, bensì dal fatto che, dopo aver visto l’esistenza del Creatore, dopo aver scoperto che Egli ha la sovranità sul destino umano, l’uomo non riesce ancora a tornare indietro dalla strada sbagliata che ha intrapreso, a tirare fuori i piedi dalla melma, bensì indurisce il proprio cuore e persiste nei propri errori. Preferisce continuare a dibattersi nel fango, competendo ostinatamente contro la sovranità del Creatore, resistendole fino all’amara conclusione, e tutto senza il minimo briciolo di pentimento. Soltanto quando giace distrutto e sanguinante, decide finalmente di arrendersi e di tornare sui propri passi. Questa è la vera tragedia umana. Perciò dico che coloro che scelgono di sottomettersi sono saggi, mentre coloro che scelgono di lottare e fuggire sono sciocchi e testardi.

La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”

Pagina precedente: 2. Poiché non hanno visto Dio, alcuni affermano che nel mondo non esiste alcun Dio, mentre altri sfruttano le loro esperienze personali per testimoniare l’esistenza di Dio. Noi non sappiamo se davvero esista un Dio, e allora come possiamo stabilire se esista o no?

Pagina successiva: 4. Possiamo ottenere la salvezza se non crediamo in Dio, ma invece ci comportiamo virtuosamente, facciamo opere buone e non commettiamo cattive azioni?

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