68. Il dolore causato dal paragonarmi agli altri
Nel 2023 irrigavo i nuovi arrivati nella chiesa. Con la formazione, sono riuscita a cogliere alcuni principi in vari aspetti. Le sorelle mie collaboratrici non si erano formate a lungo e chiedevano aiuto a me per risolvere le difficoltà che avevano nei loro doveri o nel loro personale ingresso nella vita. Sentivo di possedere un certo senso di presenza nel gruppo e mi piaceva che le altre si affidassero a me e mi ammirassero. Un giorno, ho ricevuto d’improvviso un messaggio in cui il supervisore mi chiedeva di valutare i sermoni del Vangelo. Non ho potuto fare a meno di sentirmi un po’ turbata: “Ho già afferrato alcuni principi nell’irrigare i nuovi arrivati e sento di padroneggiare davvero questo dovere; se invece ne assumo uno nuovo, dovrò formarmi e imparare daccapo le basi, e se non svolgo bene questo dovere e poi vengo destituita, cosa penseranno di me fratelli e sorelle? Non sarò completamente umiliata?” Dopo averci pensato su, ho ritenuto che sarei stata più sicura nel mio attuale dovere. Ma, al pensiero che lo aveva disposto la chiesa, mi pareva che rifiutare mi avrebbe fatta sembrare del tutto priva di ragione, così mi sono sottomessa con riluttanza.
All’inizio, sorella Yu Xin mi ha guidata nell’apprendere i principi. Cercavamo informazioni insieme quando c’era qualcosa che non capivo e gradualmente ho iniziato ad afferrare alcuni principi per valutare i sermoni. Ho pensato tra me e me: “A quanto pare, sono in grado di svolgere questo dovere”. Qualche giorno dopo, si è unita al gruppo sorella Qing Ming. All’inizio, Qing Ming non condivideva molto le sue opinioni, ma dopo una settimana ho notato che stava migliorando rapidamente. Mentre io non ero ancora riuscita a trovare alcun problema in un sermone dopo averlo letto, lei li aveva già individuati. Per diversi sermoni di fila, è stata la prima a individuare i problemi. Non ho potuto fare a meno di provare un senso di crisi: “Qing Ming è arrivata dopo di me ma sta progredendo più velocemente. Se continua così, non finirò per restare ancora più indietro? Ciò non mi renderà la più debole del gruppo?” Questo pensiero mi ha piuttosto turbata. In seguito, quando valutavamo insieme i sermoni, temevo di non individuare i problemi o che le mie opinioni potessero essere inaccurate. A volte, dopo che finivamo di leggere un sermone, mentre stavo ancora riflettendo, Qing Ming iniziava a condividere le sue intuizioni ben ragionate. Yu Xin concordava con le sue analisi e io, quando le vedevo ridere e discutere di quelle cose insieme, mi sentivo come scivolata sullo sfondo, ero colma di sentimenti di oppressione e volevo andarmene. Ho persino iniziato a sospettare: “Se un giorno il supervisore verrà a una riunione e vedrà la mia mancanza di progressi, penserà che sono priva di levatura e che ha commesso un errore nell’assegnarmi questo dovere? Se vengo destituita a causa della mia scarsa levatura, sarò completamente umiliata!” Non ho potuto fare a meno di ricordare il periodo in cui svolgevo il dovere di irrigare i nuovi arrivati. Allora ero una figura chiave del gruppo e le mie collaboratrici mi chiedevano aiuto per i problemi di lavoro, e il più delle volte i miei suggerimenti venivano adottati durante le discussioni. Invece ora ero diventata la più debole del gruppo! Semplicemente non potevo accettare di essere così inadeguata. Più ci riflettevo, più mi rincresceva, e pensavo: “Se avessi saputo che le cose sarebbero andate così, non avrei assunto questo dovere e non mi sarei messa in imbarazzo!” Per diversi giorni di fila, mi sono ritrovata intrappolata in uno stato di sconforto. Sono diventata più passiva nel mio dovere e non riuscivo a discernere i problemi quando valutavo i sermoni. Mi sono resa conto che il mio stato era sbagliato, quindi mi sono presentata davanti a Dio in preghiera: “Dio, mi sento davvero negativa e persino il pensiero di essere riassegnata nel mio dovere a causa della mia scarsa levatura mi fa sentire umiliata. Non voglio vivere in questo stato ed essere manipolata da Satana. Ti prego, guidami fuori da questo stato”.
Durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle Sue parole: “Tutte le persone hanno in sé alcuni stati sbagliati, quali negatività, debolezza, avvilimento e fragilità, o hanno intenti vili, o sono costantemente turbate dall’orgoglio, dai desideri egoistici e dagli interessi personali, o pensano di avere una bassa levatura e sperimentano degli stati negativi. Per te sarà molto difficile ottenere l’opera dello Spirito Santo se vivi sempre in questi stati. Se per te è difficile ottenere l’opera dello Spirito Santo, allora gli elementi positivi dentro di te saranno pochi e gli elementi negativi verranno fuori e ti disturberanno. Le persone contano sempre sulla propria volontà per reprimere quegli stati negativi ma, per quanto li reprimano, non riescono a scrollarseli di dosso. La ragione principale per cui ciò accade è che le persone non sanno discernere con esattezza queste cose negative; non riescono a vederne chiaramente l’essenza. Il che rende molto difficile per loro ribellarsi alla carne e a Satana. Inoltre, le persone restano sempre incastrate in questi stati negativi, malinconici e degenerati e non pregano Dio né guardano a Lui, limitandosi invece a cavarsela in qualche modo in tali stati. Ne risulta che lo Spirito Santo non opera in loro, ed esse di conseguenza non sono in grado di comprendere la verità, manca loro un cammino in tutto ciò che fanno e non riescono a vedere nessuna questione con chiarezza. Ci sono troppe cose negative dentro di te ed esse ti hanno colmato il cuore, perciò spesso sei negativo, malinconico nello spirito, ti allontani sempre più da Dio e diventi sempre più debole. Se non riesci a ottenere l’illuminazione e l’opera dello Spirito Santo non sarai in grado di eludere questi stati e il tuo stato negativo non cambierà perché, se lo Spirito Santo non opera in te, tu non puoi trovare un percorso. Per queste due ragioni, per te è molto difficile liberarti del tuo stato negativo e accedere a uno normale. […] Il cuore delle persone è completamente occupato da cose sataniche. Tutti lo possono vedere chiaramente. Se non elimini queste cose, se non sei in grado di sbarazzarti di questi stati negativi, non sarai in grado di trasformarti nella sembianza di un bambino e di venire davanti a Dio in modo vibrante, adorabile, innocente, semplice, sincero e puro. Allora per te sarà difficile ottenere l’opera dello Spirito Santo o la verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Libertà e liberazione si possono guadagnare solo liberandosi della propria indole corrotta”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho capito che se si fa il proprio dovere senza un cuore puro e onesto e si calcola costantemente per il proprio orgoglio e prestigio invece di concentrarsi sul proprio dovere, è molto difficile ricevere l’opera dello Spirito Santo. Ripensandoci, mi sono chiesta perché avessi avuto spesso la mente vuota negli ultimi giorni, perché non fossi in grado di discernere se ci fossero problemi nei sermoni e perché non riuscissi a percepire la guida dello Spirito Santo. È venuto fuori che il mio rapporto con Dio era diventato anormale. Ho ripensato a quando avevo iniziato a valutare i sermoni e ho capito che non stavo pensando a come munirmi delle verità principi per svolgere bene il mio dovere, e che invece mi preoccupavo del mio orgoglio, prestigio e senso di presenza nel gruppo. Quando valutavamo i sermoni insieme e ho visto Qing Ming progredire più velocemente di me, ho provato un senso di crisi. Avevo costantemente paura che Qing Ming mi avrebbe superata e lasciata sul fondo. Quando mi sono resa conto che stavo ancora riflettendo sulle cose mentre lei stava già esprimendo le sue opinioni e ottenendo l’approvazione di Yu Xin, mi sono sentita così inferiore da voler scappare e addirittura mi rincresceva aver assunto quel dovere basato sui testi. Pensavo solo all’orgoglio e al prestigio e non avevo un briciolo di sincerità verso Dio. Egli mi aveva elevata a farmi carico di un dovere così importante e avrei dovuto studiare con serietà e afferrare i principi il più rapidamente possibile al fine di selezionare sermoni preziosi per rendere testimonianza a Lui. Solo allora avrei potuto soddisfarLo. Ma poiché le mie motivazioni nel mio dovere erano sbagliate e non avevo il cuore al posto giusto, non potevo ricevere la guida di Dio. Per così tanto tempo non ho fatto progressi. Non solo ho subito perdite nella mia vita, ma è stato anche ritardato il lavoro della chiesa. Se avessi continuato a concentrarmi sull’orgoglio e sul prestigio senza assolvere le responsabilità che mi competevano, avrei perso il mio dovere. Riflettendo su questo, ho provato un senso di paura, così mi sono presentata davanti a Dio per offrire una preghiera di pentimento: “Dio, non ho assolto le responsabilità che mi competevano e ho costantemente perseguito reputazione e prestigio, disgustandoTi. Dio, non voglio più continuare su questo cammino sbagliato; in futuro sono disposta a fare il mio dovere con i piedi per terra e Ti chiedo di sottoporre a scrutinio il mio cuore”.
In seguito, ho letto un altro passo delle Sue parole: “Non sapresti capire chi ha davvero il modo giusto di pensare, ma allo stesso tempo non saresti disposto a rinunciare alle tue idee. In una situazione del genere, dovresti ricercare la verità, oltre che i principi e gli standard che Dio richiede. Una volta che hai cercato gli standard richiesti da Dio, condividi con l’altra persona. Se questa poi condividerà un po’ sulle sue opinioni e sulle sue conoscenze, il tuo cuore diventerà chiaro e luminoso. Dirai a te stesso: ‘Il mio modo di pensare è un po’ distorto e superficiale, mentre il suo è migliore, più vicino agli standard richiesti da Dio; quindi metterò da parte il mio modo di pensare, accetterò il suo e vi obbedirò. Facciamo a modo suo’. E, visto che hai imparato qualcosa dall’altra persona, non sei stato forse favorito? L’altro ti ha dato qualcosa e tu hai ricevuto qualcosa di già pronto. Questa si chiama grazia di Dio, e tu sei stato favorito. Pensi davvero di essere favorito solo quando lo Spirito Santo ti illumina? Quando qualcuno ha un’opinione o una qualche illuminazione e la condivide con te, oppure quando qualcosa viene messo in pratica secondo i principi di questa persona, e tu vedi che il risultato non è male, questo non è forse guadagnare qualcosa? Questo è essere favoriti. La collaborazione tra fratelli e sorelle è un processo di compensazione delle proprie debolezze con i punti di forza di un altro. Tu usi i tuoi pregi per compensare i suoi difetti, e lui usa i suoi pregi per compensare le tue carenze. Questo significa compensare le debolezze dell’uno con i punti di forza dell’altro e collaborare armoniosamente. Solo se le persone collaborano in armonia possono essere benedette dinanzi a Dio, e, più sperimentano le cose, più realtà giungono a possedere, e più percorrono il loro cammino, più esso si rischiara e loro si sentono ancor più a proprio agio” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Sulla collaborazione armoniosa”). Dopo aver letto le parole di Dio, avevo il cuore più luminoso. Ho capito che il fatto che Egli avesse disposto che cooperassi con Qing Ming rifletteva la Sua intenzione. Qing Ming aveva predicato il Vangelo in precedenza e aveva una buona comprensione delle nozioni religiose comuni, perciò, quando sottolineava i problemi che notava, questo compensava perfettamente le mie carenze, aiutandomi a comprendere e afferrare rapidamente le nozioni e gli stati delle persone religiose. Non ne stavo ricavando un grande guadagno? Dopo aver compreso l’intenzione di Dio, ero in qualche modo sollevata. Durante le nostre successive valutazioni dei sermoni, ho smesso di paragonarmi costantemente a Qing Ming; al contrario, ascoltavo prima le sue opinioni su questioni che non riuscivo a capire a fondo e praticando in questo modo non ero più limitata dalle preoccupazioni per il mio orgoglio. Attraverso un periodo di pratica, ho fatto qualche progresso e mi sono sentita più rilassata e libera nel mio dovere.
Dopo un po’ di tempo, si è unita al gruppo un’altra sorella, Fang Hua. Lei credeva in Dio da molto tempo e quando valutavamo i sermoni insieme era in grado di identificare rapidamente i problemi in essi contenuti e di esporli in modo razionale e convincente. Nel frattempo io me ne stavo seduta in disparte, sentendomi come incapace di contribuire. Avevo il cuore infastidito e mi sentivo a disagio. A poco a poco, ho notato che le mie collaboratrici tenevano Fang Hua in grande considerazione. Cercavano la sua guida ogni volta che incontravano qualcosa che non capivano e io sentivo un leggero senso di disagio nel cuore, pensando: “Fang Hua è migliore di me in ogni aspetto. Questo non mi rende di nuovo la peggiore del gruppo?” Due delle mie sorelle hanno notato il mio stato sbagliato e hanno usato le parole di Dio per aiutarmi, ma io non ho saputo ascoltare e ho continuato a vivere in uno stato di negatività e opposizione. Durante le valutazioni dei sermoni, non riuscivo a discernere i problemi. Pensavo tra me e me: “Ho scarsa levatura e non posso dare molto al gruppo. È meglio che mi limiti a restarmene in un angolo ed eviti il contatto con chiunque per salvarmi dall’imbarazzo”. Di notte, mi giravo e rigiravo, incapace di dormire e sentendomi addolorata e tormentata. In quel momento, ho finalmente capito che l’orgoglio, il prestigio e l’ammirazione delle persone che amavo erano tutti inutili e vuoti e non potevano alleviare minimamente il dolore della mia anima. Mi mancavano davvero i giorni in cui avevo la presenza di Dio, poiché allora sentivo nell’anima una pace e una gioia che non avrei potuto barattare con nient’altro. Non provavo altro che odio per la mia ribellione e la mia incapacità di ribellarmi alla mia carne e praticare la verità. Il fatto che Dio mi detestasse e mi lasciasse nell’oscurità era solo colpa mia. Nel mio dolore, mi sono presentata davanti a Lui e ho pregato: “Dio, so di essere su un cammino sbagliato. Perseguo costantemente reputazione e prestigio per guadagnarmi l’ammirazione altrui. Non voglio più essere ingannata da Satana in questo modo. Ti prego, aiutami a ribellarmi alla mia indole corrotta”. La mattina dopo, mi sono aperta sul mio stato con una delle sorelle mie collaboratrici. Lei mi ha detto: “Il tuo problema non è la tua scarsa levatura. È che il cammino che stai percorrendo è sbagliato. Persegui sempre reputazione e prestigio e ti paragoni agli altri”. La sorella ha anche condiviso sulle sue esperienze e trovato un passo delle parole di Dio per aiutarmi. Ho letto queste Sue parole: “Le persone non devono considerarsi assolutamente perfette, molto distinte, molto nobili o molto diverse dagli altri; tutto ciò è provocato dall’indole arrogante e dall’ignoranza dell’uomo. Credersi sempre speciali: ciò è causato da un’indole arrogante. Non essere mai in grado di accettare i propri difetti e di affrontare i propri errori e fallimenti: ciò è causato da un’indole arrogante. Non permettere mai agli altri di essere superiori o migliori di sé: ciò è causato da un’indole arrogante. Non consentire mai ai punti di forza altrui di essere superiori o migliori dei propri: ciò è causato da un’indole arrogante. Non permettere mai agli altri di avere pensieri, suggerimenti e idee migliori dei propri, quando si scopre che gli altri sono migliori di sé, diventare negativi, non desiderare di parlare, sentirsi angosciati e abbattuti, e diventare turbati: tutto ciò è causato da un’indole arrogante. Quest’ultima può renderti incapace di accettare le correzioni degli altri a causa del tuo essere protettivo verso l’orgoglio, di affrontare le tue manchevolezze e di accettare i tuoi fallimenti ed errori. Per di più, quando qualcuno è migliore di te, ciò può suscitare odio e invidia nel tuo cuore, ed è possibile che tu ti senta limitato, che persino non abbia voglia di fare il tuo dovere e che diventi superficiale nel farlo. Un’indole arrogante può causare in te la comparsa di questi comportamenti e pratiche” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Attraverso lo smascheramento delle parole di Dio, sono finalmente giunta a capire perché ogni volta che interagivo con persone di levatura migliore della mia finissi per sprofondare in uno stato negativo e volessi persino abbandonare il mio dovere e tradire Dio. Era a causa della mia natura eccessivamente arrogante e del mio costante perseguimento di un senso di presenza tra gli altri. Quando vedevo persone con più punti di forza o una levatura migliore della mia e sentivo di non poter più distinguermi tra loro, mi sentivo inadeguata, cadevo in uno stato di negatività e mi delimitavo. In realtà, la levatura di ognuno, buona o scarsa, è stabilita da Dio. Nel mio costante paragonarmi agli altri e nella negatività che provavo quando non ero all’altezza, non stavo forse opponendomi a Dio e mancando di sottomissione alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni? Ho visto che ero stata davvero arrogante!
In seguito, ho riflettuto ulteriormente, chiedendomi: “Perché, anche se voglio fare bene il mio dovere, non posso fare a meno di cercare costantemente orgoglio e prestigio?” Ho continuato a cercare la verità per risolvere la questione. Durante le mie devozioni spirituali, ho letto questo passo delle parole di Dio: “Per gli anticristi, la reputazione e il prestigio sono la vita. A prescindere dal modo e dall’ambiente in cui vivono, dal lavoro che fanno, da cosa perseguano, da quali siano i loro obiettivi o da quale sia la direzione della loro vita, tutto ruota attorno all’avere una buona reputazione e un elevato prestigio. E questo obiettivo non cambia; non riescono mai a mettere da parte tali cose. È questo il vero volto degli anticristi, è questa la loro essenza. Potresti metterli in una foresta primordiale nascosta tra le montagne, e non rinuncerebbero ugualmente al loro perseguimento di reputazione e prestigio. Potresti metterli in un qualsiasi gruppo di persone, e le uniche cose a cui riescono a pensare sono ugualmente la reputazione e il prestigio. Sebbene gli anticristi credano in Dio, equiparano il perseguimento di reputazione e prestigio alla fede in Dio e danno a queste cose lo stesso peso. In altre parole, mentre percorrono la via della fede in Dio, perseguono anche la reputazione e il prestigio. Si può dire che, in cuor loro, il perseguimento della verità nella fede in Dio sia il perseguimento della reputazione e del prestigio e che il perseguimento della reputazione e del prestigio sia anche il perseguimento della verità: ottenere reputazione e prestigio equivale a ottenere la verità e la vita. Se sentono di non aver ottenuto fama, guadagno o prestigio, se sentono che nessuno li ammira, li tiene in grande considerazione o li segue, allora diventano abbattuti, ritengono che credere in Dio non abbia senso, nessun valore, e si chiedono interiormente: ‘Ho forse fallito credendo in Dio in questo modo? Non c’è speranza per me?’ Spesso calcolano queste cose nei loro cuori. Calcolano come potersi ritagliare un posto nella casa di Dio, come poter acquisire un’elevata reputazione all’interno della chiesa, come potersi fare ascoltare dagli altri quando parlano e farsi tessere le lodi quando agiscono, come poter portare le persone a seguirli dovunque essi siano e come poter avere una voce influente nella chiesa e possedere fama, guadagno e prestigio: si concentrano davvero su queste cose in cuor loro. È questo che simili persone perseguono” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte terza”). Dalle parole di Dio, ho visto che gli anticristi hanno davvero a cuore la reputazione e il prestigio. Con chiunque si trovino o qualsiasi dovere svolgano nella casa di Dio, pensano sempre alla loro reputazione e al loro prestigio. Considerano la reputazione e il prestigio come l’obiettivo del loro perseguimento e persino come la loro vita. Quando non ricevono ammirazione o rispetto dagli altri e perdono il loro posto nel cuore altrui, non sono più motivati a svolgere i propri doveri. Valutandomi alla luce di ciò, ho visto che il mio comportamento e il cammino che avevo intrapreso erano proprio come quelli di un anticristo. Guardandomi indietro, ho visto che, con chiunque mi trovassi, non pensavo mai a come svolgere bene il mio dovere con tutto il cuore e mi interessava solo se potevo ottenere l’ammirazione delle persone e se avevo una buona immagine e presenza nel cuore degli altri. Quando il mio desiderio di orgoglio e prestigio non veniva soddisfatto e sentivo di non avere l’ultima parola o la presenza all’interno di un gruppo, diventavo negativa e passiva, perdevo la mia motivazione a fare il mio dovere e consideravo persino l’idea di abbandonare il mio dovere e tradire Dio. Quando svolgevo doveri di irrigazione, qualsiasi questione venisse discussa, il più delle volte tutti adottavano i miei suggerimenti e opinioni, sentivo di avere una presenza e l’ultima parola, e la mia vanità era soddisfatta. Così ero diventata molto attiva nel mio dovere e, indipendentemente da quanta pressione il lavoro generasse, non mi lamentavo mai. Invece, da quando ho iniziato a valutare i sermoni, ho visto che tutte le mie collaboratrici erano migliori di me e ho sentito di essere diventata la peggiore del gruppo. Di conseguenza, il mio desiderio di orgoglio e prestigio non era soddisfatto, quindi ho perso la motivazione a fare il mio dovere e volevo abbandonarlo. Perseguivo sempre reputazione e prestigio e stavo percorrendo il cammino sbagliato. “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso”, “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli” e “Meglio essere un pesce grosso in un piccolo stagno”. Questi principi satanici di sopravvivenza si erano radicati profondamente nel mio cuore, e trattavo la reputazione e il prestigio come i miei obiettivi di perseguimento e avevo queste cose a cuore come la mia vita. Senza l’ammirazione delle persone, mi sembrava che mi fosse stata tolta la vita. Dentro di me sapevo chiaramente che valutare sermoni era un compito importante nella chiesa, ma non mettevo il cuore in quel dovere. Pensavo solo alla mia reputazione e al mio prestigio e, di conseguenza, quando valutavo i sermoni non riuscivo a capire a fondo i problemi e il mio dovere non produceva alcun risultato. Fare il mio dovere in quel modo sicuramente disgustava Dio. Riflettendo su queste cose, ho iniziato a sentire qualcosa nel mio cuore intorpidito e ho provato un po’ di paura, nonché un senso di colpa e di debito. Mi sono presentata davanti a Dio e ho pregato: “Dio, grazie per avermi smascherata e giudicata attraverso le Tue parole così che potessi riconoscere il cammino sbagliato che sto percorrendo. Questa è la Tua salvezza per me. Dio, non desidero più perseguire queste cose prive di valore. Sono disposta a pentirmi di fronte a Te e d’ora in poi farò il mio dovere con i piedi per terra per rimediare alle mie trasgressioni”.
Durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle parole di Dio e sono giunta a comprendere le Sue intenzioni e ciò che richiede alle persone. Dio dice: “Se Dio ti ha creato stolto, allora la tua stoltezza ha un significato; se ti ha creato intelligente, allora la tua intelligenza ha un significato. Qualunque punto di forza Dio ti abbia dato, qualsiasi cosa ti riesca bene, qualunque sia il tuo quoziente intellettivo, Dio lo ha fatto per il Suo scopo. Tutte queste cose sono state preordinate da Dio. Il ruolo che hai nella tua vita e il dovere che puoi svolgere sono stati anche preordinati da Dio molto tempo fa. Alcune persone vedono che gli altri possiedono punti di forza che loro non hanno e si sentono indignate. Vogliono cambiare le cose imparando di più, vedendo di più ed essendo più diligenti. Ma c’è un limite a ciò che possono ottenere, a prescindere da quanto siano diligenti, e non possono superare coloro che hanno doni e punti di forza. Per quanto impegno ci metti, è inutile. Qualunque cosa Dio ha preordinato che tu sia, è ciò che sei. Egli concede a tutti diversi doni e punti di forza, e nessuno può fare nulla per cambiare questo. Qualunque cosa tu sia bravo a fare, è in quella che devi impegnarti di più. Qualunque sia il dovere per il quale sei portato, è quello che dovresti fare. Non cercare di forzarti a fare cose in cui non sei bravo e non invidiare gli altri. Ognuno ha la sua funzione. Non pensare di poter fare tutto bene o di essere perfetto e migliore degli altri. Non desiderare sempre di sostituirti agli altri e di metterti in mostra. Questa è un’indole corrotta. Ci sono persone che pensano di non saper far bene nulla e di non avere alcun punto di forza. Se è il tuo caso, dovresti limitarti a essere una persona che ascolta e si sottomette in modo concreto. Dai il meglio di te nelle cose che sei in grado di fare e metticela tutta. È sufficiente questo. Dio ne sarà soddisfatto” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Dalle parole di Dio, sono giunta a comprendere che la mia levatura è stata predeterminata da Lui, che devo fare del mio meglio per svolgere i miei doveri in base alla mia levatura e che questo soddisfa le intenzioni di Dio. Invece io, per le mie opinioni sbagliate su ciò che dovevo perseguire, avevo sempre le mie ambizioni e i miei desideri. Ogni volta che vedevo altri con una levatura migliore della mia, mi sentivo insoddisfatta e mi paragonavo costantemente a loro, e volevo di continuo superarli e ottenere l’ammirazione altrui. Non mi sottomettevo a quanto stabilito da Dio e volevo sempre trascendere la Sua sovranità. Così facendo, non mi stavo forse opponendo a Lui? Allo stesso tempo, ho anche capito che Dio non guarda se qualcuno ha una levatura buona o cattiva, bensì l’atteggiamento che una persona ha verso i propri doveri, se possiede o meno un senso di responsabilità e se sa svolgere i doveri in base alle verità principi. Se una persona ha scarsa levatura ma sa ascoltare, sottomettersi e svolgere i propri doveri con i piedi per terra in base ai principi, allora può comunque ricevere l’approvazione di Dio. Alcuni hanno buona levatura e comprendono le cose in fretta, ma quando svolgono i propri doveri sono sempre sfuggenti, agiscono superficialmente e battono la fiacca. Non mostrano alcun senso di responsabilità verso i loro doveri e Dio detesta queste persone. Andando avanti, indipendentemente dalla levatura delle persone intorno a me, non potevo paragonarmi agli altri, poiché Dio ha dato a ogni persona una diversa levatura e pone richieste diverse a ciascuno. Magari la mia levatura era un po’ carente, ma potevo fare il mio dovere al meglio delle mie possibilità in base a essa e cooperare armoniosamente con tutti. Solo allora avrei potuto svolgere i miei doveri con pace e sicurezza. Attraverso la guida delle parole di Dio, il mio stato è gradualmente migliorato e mi sono sentita più a mio agio e libera. Da allora in poi, ho messo il cuore nei miei doveri, che dopo un po’ hanno iniziato a dare qualche risultato. Ho ringraziato Dio nel mio cuore.
In seguito, sono stata scelta come predicatrice. Quando ho visto che le sorelle mie collaboratrici erano più giovani di me e avevano una levatura migliore della mia, non ho potuto fare a meno di sentire un po’ di pressione. In particolare, quando condividevamo e svolgevamo il lavoro insieme, vedevo che loro condividevano sulla verità con chiarezza, permettendo alle persone di comprenderla facilmente. In confronto, io non mi esprimevo in modo così chiaro o esaustivo, così ho iniziato a delimitare me stessa e ho pensato: “Con la mia levatura, sarò in grado di svolgere bene questo dovere?” A quel punto, mi sono resa conto di essere di nuovo in uno stato sbagliato e ho pregato in silenzio nel mio cuore: “Dio, non voglio più paragonarmi agli altri e non voglio seguire la mia indole corrotta e lasciarmi ingannare da Satana. Ti prego, proteggimi”. Ho letto le parole di Dio che dicono: “Quando le persone riescono a trattare razionalmente la propria levatura e poi a identificare con precisione la propria posizione, agendo come esseri creati che Dio vuole in modo concreto, facendo correttamente ciò che dovrebbero fare in base alla loro levatura intrinseca e dedicando la loro lealtà e ogni loro sforzo, ottengono la soddisfazione di Dio” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (7)”). Dopo la lettura delle parole di Dio, il mio cuore si è illuminato. La levatura che possiedo è stata predeterminata da Dio e io dovevo valutare la cosa correttamente e identificare la mia posizione. Dio ha conferito a ciascuno di noi una levatura diversa e anche le richieste che pone a ognuno di noi sono diverse. Quando cooperiamo nei nostri doveri, ognuno dovrebbe integrare i punti di forza e compensare le debolezze degli altri. Ogni persona ha i propri punti di forza da utilizzare e solo facendo del mio meglio per cooperare posso conformare lo svolgimento dei miei doveri alle intenzioni di Dio. In seguito, nel cooperare nei nostri doveri, quando vedevo le mie sorelle fare meglio di me, cercavo di imparare dai loro punti di forza per compensare le mie mancanze e quando praticavo in questo modo mi sentivo molto più a mio agio e libera. Ho acquisito questa comprensione e questo accesso solo grazie alle parole di Dio.