72. Il mio fraintendimento e la mia cautela nei confronti di Dio sono stati eliminati

di Chongxin, Cina

Nel 2023 ero responsabile del lavoro del Vangelo nella chiesa ma, dopo un po’ di tempo, sono stata destituita a causa delle mie scarse capacità lavorative e dell’inadeguatezza a gestire i doveri di una capogruppo. I leader hanno disposto che io predicassi il Vangelo in base alla mia levatura. Ho pensato: “Sebbene io riesca ancora a predicare il Vangelo, la mia levatura è mediocre e non posso svolgere un ruolo chiave nel gruppo. Se svolgo questo dovere e non ottengo comunque alcun risultato, potrei rischiare di perdere il mio dovere e di essere eliminata”. Così, ho lavorato instancabilmente per predicare il Vangelo, sperando di guadagnare un maggior numero di persone.

Una volta, la sorella con cui collaboravo, Li Xiao, ha notato che stavo violando i principi nel mio dovere e che avevo abbandonato alcuni potenziali destinatari del Vangelo che erano conformi ai principi. Ho provato disagio dentro di me e ho pensato: “Mi sono formata per così tanto tempo ma ho comunque subito una grande deviazione, se i leader lo scoprissero, potrebbero pensare che non ho colto i principi nel mio dovere e potrebbero considerarmi incapace di svolgere questo ruolo e riassegnarmi. Ora che l’opera di Dio si sta avvicinando al compimento, se non svolgo il mio dovere in questo momento cruciale, non rivelerei forse di essere come una zizzania che deve essere eliminata da Dio?” Più ci pensavo, più mi sentivo afflitta. Considerando che Li Xiao comprendeva i principi meglio di me, ho deciso di ascoltare più spesso i suoi suggerimenti, grazie ai quali avrei limitato gli errori e, nel caso in cui se ne fossero verificati alcuni, ne avrei avuto una minore responsabilità. Da allora, in qualsiasi questione poco chiara, non riflettevo attentamente sulle cose pensando che, con la mia scarsa levatura, riflettere sulle questioni non avrebbe prodotto risultati e aspettavo di discuterne con tutti. Durante le discussioni, condividevo solo brevemente sui miei pensieri e poi aspettavo che Li Xiao esprimesse le sue opinioni. A volte avevo opinioni diverse ma non osavo esprimerle e temevo che se avessi commesso un errore, sarei stata ritenuta responsabile e che questo avrebbe potuto influenzare la mia destinazione e le prospettive future. Quindi, la maggior parte delle volte, seguivo gli altri e le mie opinioni diminuivano.

Una volta, abbiamo discusso sull’eventualità che una persona religiosa fosse un potenziale destinatario del Vangelo a cui si potesse predicare. Pensavo che questa persona soddisfacesse i principi per l’evangelizzazione, ma Li Xiao diceva che invece non riusciva a comprendere la verità e quindi non si poteva predicare con lei. Inizialmente volevo condividere ulteriormente sul mio punto di vista, ma poi ho pensato: “E se la mia opinione fosse sbagliata e comportasse degli errori? Non importa, non dirò niente. Li Xiao comprende bene i principi e ha più esperienza nella predicazione del Vangelo, quindi la ascolterò”. Così abbiamo deciso di abbandonare questo potenziale destinatario del Vangelo. In seguito, il supervisore è venuto a conoscenza di questa situazione e ha detto che questo potenziale destinatario del Vangelo aveva solo molte nozioni religiose, ma non era incapace di accettare la verità e che abbandonarlo con facilità non era in linea con i principi. Vedendo una tale deviazione nel lavoro, in quel momento mi sono pentita profondamente di non aver sollevato la questione per ulteriori ricerche. Ma poi ho pensato: “Questo è ciò che ha suggerito Li Xiao, quindi non sono l’unica responsabile”. Così mi sentivo meno in colpa.

Poiché ponevo domande agli altri riguardo a tutte le cose e non avevo pensieri personali, sono diventata gradualmente molto apatica in tutto ciò che facevo, predicare il Vangelo mi sembrava sempre più difficile e i risultati stavano peggiorando. Ripensandoci, quando predicavo il Vangelo, ero solita essere in grado di condividere su alcune questioni delle persone religiose e di risolverle, ma perché ora avevo così poco da dire? Sentivo che qualcosa stava andando storto ma non ne conoscevo il motivo, quindi pensavo disperatamente che potesse essere dovuto alla mia scarsa levatura e alla mia superficiale comprensione della verità. Quando avevo questi pensieri, diventavo piuttosto negativa. Sapevo che il mio stato era sbagliato ma mi sentivo impotente per cambiarlo. In seguito, il supervisore ha tenuto una riunione con noi e ha segnalato molti dei miei problemi, come il fatto di essere passiva nel mio dovere, di dipendere sempre dagli altri e di non svolgere un lavoro reale, ecc. Quando queste valutazioni mi sono state presentate una a una, ero perplessa e pensavo: “Come possono esserci così tanti problemi nel mio dovere? Quale ruolo ho svolto nel gruppo?”

Successivamente, ho letto un passo delle parole di Dio: “Gli anticristi non obbediscono mai alle disposizioni della casa di Dio, e correlano sempre strettamente il dovere, la fama, il guadagno e il prestigio alla loro speranza di ottenere benedizioni e alla loro destinazione futura, come se, una volta persi il loro prestigio e la loro reputazione, non avessero alcuna speranza di ottenere benedizioni e ricompense, e hanno la sensazione che questo equivalga a perdere la vita. Pensano: ‘Devo stare attento, non devo essere negligente! Non si può fare affidamento sulla casa di dio, sui fratelli e le sorelle, sui leader e i lavoratori, e nemmeno su dio. Non posso fidarmi di nessuno di loro. La persona su cui puoi contare di più e che è più degna di fiducia sei tu stesso. Se non sei tu a fare dei piani per te stesso, allora chi si prenderà cura di te? Chi penserà al tuo futuro? Chi valuterà se riceverai o meno delle benedizioni? Devo pertanto fare piani e calcoli accurati per il mio bene. Non posso commettere errori o essere minimamente negligente, altrimenti cosa farò se qualcuno cercherà di approfittarsi di me?’ Per questo motivo, si guardano dai leader e dai lavoratori della casa di Dio, temendo che qualcuno possa discernere o capire come sono veramente, che per questo vengano rimossi e che il loro sogno di ricevere benedizioni venga infranto. Ritengono di dover mantenere la loro reputazione e il loro prestigio per avere la speranza di ottenere benedizioni. Gli anticristi considerano ricevere benedizioni come più importante dei cieli, della vita, del perseguimento della verità, del cambiamento dell’indole o della salvezza personale, e più importante che svolgere bene il proprio dovere ed essere un essere creato all’altezza degli standard. Pensano che essere un essere creato all’altezza degli standard, svolgere bene il proprio dovere ed essere salvati siano tutte cose insignificanti, a malapena degne di menzione o commento, e che invece ottenere benedizioni sia l’unica cosa in tutta la loro vita a cui non possono mai smettere di pensare. In qualsiasi circostanza affrontino, per quanto seria o insignificante, la rapportano all’essere benedetti, sono estremamente cauti e attenti, e si tengono sempre pronta una via d’uscita(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 12: Vogliono abbandonare quando non hanno prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni”). Dalle parole di Dio, ho capito che gli anticristi credono in Lui solo per le benedizioni, che considerano il perseguirle come la loro linfa vitale, che sono pieni di sospetto e di cautela nei confronti della casa di Dio e dei fratelli e delle sorelle e che temono di essere destituiti ed eliminati e di perdere le loro buone prospettive e la loro destinazione nel caso in cui compiano il male, causino disturbi e vengano smascherati. Ho capito che il mio perseguimento e i miei punti di vista erano gli stessi di un anticristo. Da quando sono stata destituita come capogruppo ho temuto che se la mia evangelizzazione non avesse prodotto buoni risultati, sarei stata nuovamente riassegnata e non avrei avuto nessun dovere da svolgere, quindi ho cercato di migliorare l’efficacia del mio dovere al fine di mantenerlo e assicurarmi una buona prospettiva e una buona destinazione. La sorella con cui collaboravo ha notato delle deviazioni nel mio lavoro, ma non ho trovato subito la causa e non le ho corrette. Al contrario, avevo paura che i leader se ne accorgessero, mi considerassero inadeguata e mi riassegnassero, così ho cercato di mascherare le mie manchevolezze, servendomi della mancanza di comprensione dei principi come scudo, non ho ricercato le questioni su cui non ero stata chiara e non ho espresso opinioni diverse. Mi sono semplicemente affidata alla sorella con cui collaboravo credendo che, anche se fossero emersi degli errori, avrei avuto una minore responsabilità e non sarei stata riassegnata. In origine, svolgere i doveri richiedeva che cooperassimo armoniosamente e che completassimo a vicenda i nostri punti di forza, ma ero preoccupata solo di proteggere me stessa e non consideravo affatto il lavoro della chiesa. Non adempivo nemmeno le mie responsabilità. Ero stata veramente egoista, spregevole, sfuggente e propensa all’inganno! Ripensando al motivo per cui ero stata precedentemente destituita, da un lato era dovuto al fatto che avevo la grave indole di una persona compiacente e non proteggevo il lavoro della chiesa e, dall’altro lato, era dovuto alla mia scarsa levatura e all’incapacità di gestire il lavoro di capogruppo. Avrei dovuto ricercare la verità per eliminare la mia indole corrotta di compiacente e dotarmi rapidamente della verità e dei principi della predicazione del Vangelo. Solo praticando in questo modo, avrei potuto compiere progressi nel mio dovere. Ma non ho ricercato la verità e ho provato a servirmi dell’astuzia per nascondere le mie manchevolezze, che non solo hanno danneggiato la mia vita, ma hanno anche influenzato l’efficacia del mio dovere. Le mie azioni hanno portato Dio a detestarmi da tempo. Ora vivevo nell’oscurità e avevo perso la guida dello Spirito Santo. Questa era la giusta indole di Dio che cadeva su di me e, se non fossi rinsavita, sarei finita per essere detestata ed eliminata da Lui! Così ho pregato Dio, esprimendo la mia volontà di pentirmi e di svolgere bene il mio dovere.

Dopo un po’, Li Xiao è stata riassegnata e il lavoro nel gruppo è stato assunto da sorella Xinyue e me. Non potevo fare a meno di preoccuparmi, pensando: “Li Xiao era solita esaminare le questioni su cui non ero stata chiara, quindi se sorgevano dei problemi, avevo una minore responsabilità. Al momento Xinyue ha appena iniziato la formazione, quindi, se in futuro sorgeranno dei problemi, naturalmente la responsabilità sarà mia; è evidente come i pidocchi su una testa calva. E allora essere potata sarà una questione da poco; nei casi più gravi, potrei essere destituita ed eliminata”. Mi sono resa conto che il mio stato era sbagliato, quindi ho pregato Dio per ribellarmi a me stessa. Ho pensato alle parole di Dio: “Onestà significa donare il vostro cuore a Dio, essere sinceri con Lui in ogni cosa, aperti con Lui in ogni cosa, senza mai nascondere i fatti, senza tentare di ingannare i superiori e i subordinati e senza fare le cose solo per ingraziarsi Dio. In breve, essere onesti vuol dire essere puri nelle vostre azioni e parole, e non ingannare né Dio né gli uomini. […] Se cercare la via della verità ti soddisfa realmente, allora sei uno che dimora sempre nella luce. Se sei davvero lieto di essere un servitore nella casa di Dio, lavorando nell’ombra in modo diligente, dando sempre senza mai prendere, allora dico che sei un santo leale, perché non cerchi alcuna ricompensa e ti stai semplicemente comportando da persona onesta. Se sei disposto a essere schietto, se sei disposto a dare tutto te stesso, se sei capace di sacrificare la tua vita per Dio e a rimanere saldo nella tua testimonianza, se sei onesto fino al punto in cui sai soltanto soddisfare Dio senza considerare né prendere per te stesso, allora dico che sei fra coloro che sono nutriti nella luce e che vivranno in eterno nel Regno(La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Tre ammonimenti”). Dalle parole di Dio, ho capito che le persone oneste possono abbandonarsi completamente a Lui e sottomettersi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni, fare i propri doveri senza pianificare o valutare sé stesse, pensando solo a svolgerli bene per soddisfare Dio. Tali persone possono guadagnare la Sua approvazione. Riflettendo sulle parole di Dio, ho capito che evitare di smascherare le mie manchevolezze non porterà a una buona prospettiva e a un buon destino. Al contrario, più le celo e imbroglio Dio con l’inganno, più Egli mi detesterà e più sarà probabile che perderò l’opera dello Spirito Santo. Ho avuto il permesso di Dio per svolgere questo dovere. Dio conosceva tutte le mie carenze e le mie manchevolezze, ma ho sempre voluto nasconderle e celarle. Stavo cercando di ingannare me stessa e chi mi stava intorno! Com’ero stupida! Dovrei praticare per essere una persona onesta, chiedere chiarimenti ai fratelli e alle sorelle sulle cose che non comprendo, affrontare e accettare gli errori con coraggio, avere delle manchevolezze, ma sforzarmi di migliorare, e adempiere tutte le responsabilità che posso. Capendo questo, in cuor mio mi sono sentita in pace. Quando discutevo con Xinyue dei problemi dei potenziali destinatari del Vangelo, se ci imbattevamo in cose che non comprendevamo, cercavamo le parole di Dio pertinenti e, attraverso la condivisione reciproca, alcune questioni che inizialmente non erano state comprese diventavano chiare in modo naturale. Per alcuni problemi che non riuscivamo a chiarire attraverso la discussione, cercavamo aiuto dai supervisori e, attraverso la loro condivisione, raggiungevamo una maggiore chiarezza. In questo periodo, molte delle mie manchevolezze sono state rivelate, ma non mi sentivo più vincolata. Quando sorgevano dei problemi, li analizzavo per tempo e, senza nemmeno accorgermene, l’efficacia della nostra evangelizzazione migliorava. Ho ringraziato Dio dal profondo del mio cuore.

Qualche tempo dopo, i leader hanno scritto per chiedere informazioni sull’efficacia della nostra evangelizzazione e mi sono sentita di nuovo sotto pressione. Sebbene l’efficacia fosse migliorata rispetto a prima, non aveva ancora mostrato un miglioramento significativo e non potevo fare a meno di preoccuparmi di nuovo: “Se l’efficacia nel gruppo non migliora in modo significativo, i leader penseranno che non sono all’altezza di questo dovere e quindi mi riassegneranno?” Questi pensieri mi hanno fatto provare un po’ di sconforto. Ho capito che, ancora una volta, mi stavo preoccupando per il mio futuro. Durante una delle mie devozioni, ho letto un passo delle parole di Dio in un video di testimonianza esperienziale che era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Dio Onnipotente dice: “Alcuni non credono che la casa di Dio tratti le persone in modo equo. Non credono che Dio regni nella Sua casa e che vi regni la verità. Ritengono che, se dovesse sorgere un problema in un qualsiasi dovere una persona svolga, la casa di Dio si occuperà immediatamente di quella persona, privandola del suo diritto ad assolvere quel dovere, mandandola via o addirittura allontanandola dalla chiesa. È davvero così che funzionano le cose? Certamente no. La casa di Dio tratta ogni persona secondo le verità principi. Dio è giusto nel Suo modo di trattare ogni persona. Non guarda solo come una persona si comporta in un’unica circostanza; Egli osserva la natura essenza di una persona, le sue intenzioni, il suo atteggiamento, e guarda in particolare se una persona sa riflettere su di sé quando commette un errore, se prova rimorso, e se riesce a capire a fondo l’essenza del problema in base alle Sue parole, arriva a capire la verità, detestare sé stessa e pentirsi veramente. Se qualcuno non ha questo giusto atteggiamento, ed è totalmente corrotto dalle intenzioni personali, se è pieno di schemi scaltri e di rivelazioni di indole corrotta, e quando sorgono problemi ricorre alla finzione, ai sofismi e all’autogiustificazione, e si rifiuta ostinatamente di riconoscere le proprie azioni, allora costui non può essere salvato. Non accetta per niente la verità ed è stato completamente rivelato. Coloro che non sono nel giusto e che non riescono minimamente ad accettare la verità, sono essenzialmente miscredenti e possono solo essere eliminati. […] DiteMi: se qualcuno che ha commesso un errore ma è capace di autentica comprensione e intenzionato a pentirsi, la casa di Dio non gli darebbe forse una possibilità? Mentre il piano di gestione di Dio di seimila anni volge al termine, ci sono tanti doveri da assolvere. Ma se tu non hai coscienza né ragione e non ti occupi del tuo giusto lavoro, se hai ricevuto l’opportunità di assolvere un dovere ma non sai farne tesoro e non persegui minimamente la verità, mancando così di cogliere l’attimo, allora sarai rivelato. Se sei costantemente superficiale nello svolgere il tuo dovere e non mostri alcuna sottomissione di fronte alla potatura, la casa di Dio ti affiderà ancora un dovere? Nella casa di Dio è la verità a regnare, non Satana. Dio ha l’ultima parola su tutto. È Lui che sta compiendo l’opera di salvezza dell’uomo, è Lui che regna sovrano su ogni cosa. Non c’è alcun bisogno che tu analizzi cosa sia giusto e cosa sbagliato; a te spetta solo ascoltare e sottometterti. Di fronte alla potatura, devi accettare la verità ed essere in grado di correggere i tuoi errori. Se lo fai, la casa di Dio non ti priverà del diritto di svolgere un dovere. Se vivi nel timore costante di essere eliminato, accampando sempre scuse, giustificandoti di continuo, questo è un problema. Se lasci che gli altri vedano che non accetti minimamente la verità e che sei sordo a ogni ragione, allora sei nei guai. La chiesa sarà obbligata a occuparsi di te. Se non accetti minimamente la verità nell’assolvere il tuo dovere e hai sempre paura di essere rivelato ed eliminato, allora questo tuo timore è contaminato da intenzioni umane e da un’indole satanica corrotta, nonché da sospetto, diffidenza e incomprensioni. Una persona non dovrebbe avere nessuno di questi atteggiamenti(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dalle Sue parole, ho capito che la casa di Dio elimina le persone in base ai principi, non in base ai loro errori temporanei, né alla loro levatura, ma sulla scorta del loro atteggiamento nei confronti della verità e dei loro doveri e dell’eventualità che accettino la verità e si pentano dinanzi a Dio dopo aver commesso degli errori. Coloro che commettono errori ma si rifiutano di pentirsi e che, per la loro natura essenza, provano avversione per la verità, sono quelli che vengono eliminati. Inoltre, ho sempre pensato che essere riassegnati nel proprio dovere significasse essere eliminati, ma questa visione non era affatto in linea con le parole di Dio. Alcune persone vengono destituite a causa della loro grave indole corrotta che le ha portate a intralciare e disturbare il lavoro, ma se riflettono e si pentono dopo essere state destituite, la chiesa dà loro comunque l’opportunità di svolgere i propri doveri. Se qualcuno viene riassegnato perché è di scarsa levatura e non è in grado di gestire il proprio lavoro, la chiesa organizzerà doveri adatti in base alla sua levatura e alle sue doti, il che giova sia al lavoro della chiesa che all’ingresso nella vita dell’individuo. La destituzione e la riassegnazione non privano una persona dell’opportunità di perseguire la verità e svolgere i propri doveri, né tanto meno significano essere eliminati. Per esempio, la sorella Han Yu, che collaborava con me, è stata destituita perché la sua indole arrogante la portava ad affermare il suo prestigio e a limitare gli altri, a far sentire vincolati i fratelli e le sorelle e a disturbare e intralciare il lavoro. Tuttavia, dopo che Han Yu ha riflettuto e ha acquisito una certa consapevolezza della sua indole arrogante, la chiesa ha disposto che svolgesse nuovamente dei doveri. In passato, sono stata destituita per aver perseguito fama, guadagno e prestigio, ma una volta che sono stata pronta a pentirmi, la chiesa ha disposto che io svolgessi nuovamente i miei doveri. Da questo, ho capito che Dio elimina le persone non perché abbiano commesso errori o per la loro levatura, ma in base all’eventualità che riescano ad accettare la verità e a pentirsi veramente. Questa è l’indole giusta di Dio.

Poi ho letto le parole di Dio: “Quando un essere creato accetta l’incarico da parte di Dio e collabora col Creatore per compiere il proprio dovere e fare ciò che può, non è una transazione o uno scambio; le persone non dovrebbero cercare di scambiare espressioni di atteggiamenti o azioni e comportamenti per ottenere promesse o benedizioni da Dio. Quando il Creatore vi affida questo incarico, è giusto e opportuno che voi, in quanto esseri creati, accettiate tale dovere e incarico. Vi è forse una qualche transazione qui? (No.) Dal lato del Creatore, Egli intende affidare a ciascuno di voi i doveri che le persone dovrebbero svolgere; dal lato dell’umanità creata, le persone dovrebbero accettare di buon grado tale dovere, considerandolo un obbligo di vita, il valore da vivere in questa vita. Qui non vi è transazione, non si tratta di uno scambio alla pari, e tanto meno ciò comporta una qualche ricompensa o altre affermazioni immaginate dalle persone. Non si tratta neanche lontanamente di una compravendita; non si tratta di scambiare con qualcos’altro il prezzo che le persone pagano o il duro lavoro che forniscono nell’assolvere il loro dovere. Dio non l’ha mai detto e non andrebbe compreso dalle persone in questo modo(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte settima”). “‘Benché la mia levatura sia scarsa, ho un cuore onesto’. Queste parole suonano molto concrete e si riferiscono a un requisito che Dio assegna agli uomini. Quale requisito? Se le persone sono di levatura carente, non è la fine del mondo, ma devono possedere un cuore onesto e, in tal caso, riusciranno a ricevere l’approvazione di Dio. A prescindere dalla tua situazione o dall’ambiente dal quale provieni, devi essere una persona onesta, parlare onestamente, agire onestamente, essere in grado di svolgere il tuo dovere con tutto il cuore e la mente, svolgerlo con lealtà, non prendere scorciatoie, non essere una persona subdola e propensa all’inganno, non mentire o ingannare e non parlare a vanvera. Devi agire secondo la verità ed essere una persona che la persegue(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Contemplando le parole di Dio, ho capito che Egli dona alle persone l’opportunità di svolgere i propri doveri non per adoperarsi e spendersi per le ricompense, ma perché svolgere i propri doveri è responsabilità e obbligo degli esseri creati e non si dovrebbero risparmiare le forze per adempiere queste cose. Questa è anche un’opportunità che Dio ci ha donato per perseguire la verità e liberarci della nostra indole corrotta. Dio non guarda la levatura di una persona, ma se tale persona ha un cuore sincero verso i propri doveri, se riesce a mettere da parte i propri interessi personali, a metterci cuore e impegno, e a fare del suo meglio in tutto ciò che riesce a compiere. Questo è l’atteggiamento che dovremmo avere verso i nostri doveri. Andando avanti, quando svolgevo i miei doveri, non sentivo più il senso del fardello. Sebbene avessi una scarsa levatura, dovevo comunque fare del mio meglio in tutto ciò che riuscivo a compiere. Se c’erano dei problemi che non comprendevo, pregavo e mi affidavo a Dio, o cercavo aiuto dai supervisori. A volte, quando sorgevano dei problemi, temevo che i supervisori potessero capire fino in fondo chi sono veramente e dire che nonostante mi fossi formata per così tanto tempo, non avevo fatto progressi. Ma quando ho pensato a come Dio sottopone a scrutinio ogni cosa, ho capito che Egli conosce le mie manchevolezze, e nasconderle è inutile. Dio ha delle disposizioni adatte alle posizioni per cui sono idonea a svolgere i miei doveri, in base alla mia statura e alla mia levatura. Queste non sono le cose di cui dovrei preoccuparmi o allarmarmi. Dovrei essere una persona onesta, mettere da parte i miei interessi e concentrarmi su come svolgere bene i miei doveri attuali. Se do tutta me stessa e non riesco ancora a svolgere questo dovere, mi sottometterò alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio anche se verrò riassegnata nei miei doveri. Con questi pensieri, ho chiesto apertamente ai supervisori indicazioni sulle questioni e dopo che essi hanno evidenziato alcuni problemi, ho analizzato queste deviazioni e le ho corrette prontamente. Dopo aver praticato in questo modo per un periodo di tempo, l’efficacia della nostra evangelizzazione è migliorata in modo significativo rispetto a prima. In cuor mio, sono grata a Dio. Questo risultato è interamente dovuto alla Sua guida.

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