3. Distruggerai te stesso se non sarai né freddo né caldo nella fede
All’inizio di febbraio 2024, stavo svolgendo per la chiesa un dovere basato sul testo. Dapprima, ero piuttosto motivata; avevo la sensazione che il mio cambiamento fosse piuttosto superficiale e che fossi scarsa in tutti gli ambiti, quindi pensavo che, facendo il mio dovere basato sul testo e comprendendo meglio verità e principi, avrei potuto realizzare la mia crescita personale più rapidamente. In seguito, il supervisore mi aveva fatto collaborare con una sorella di nome Qin Lan, per gestire il lavoro di revisione dei sermoni di un gruppo e gli studi dei suoi membri. Qin Lan assolveva il suo dovere basato sul testo da più tempo di me e ne aveva afferrato i principi e le competenze professionali. Ero molto contenta, poiché collaborare con lei significava poter apprendere più cose e maturare più rapidamente nel mio dovere. Sapendo che avevo iniziato da poco questo dovere, Qin Lan mi aveva fornito indicazioni piuttosto dettagliate sul nostro lavoro. Nell’esaminare i sermoni, prima mi chiedeva cosa ne pensavo e, se non capivo qualcosa, condivideva con me punto per punto. Studiavo diligentemente e prendevo appunti, sentendomi alquanto disinvolta nello svolgere il mio dovere in tal modo. In seguito, mentre correggevo il lavoro, mi sono resa conto che c’era davvero molto da fare. A parte la scelta dei sermoni, dovevamo tenerci aggiornate sulla situazione attuale e sui progressi del lavoro dei membri del gruppo, e quando i risultati del lavoro peggioravano, dovevamo rivedere tutte le deviazioni e tutti i problemi. Dovevamo anche studiare le competenze professionali, coltivare i talenti e così via. Ho pensato tra me e me: “Gestire tutti questi progetti diversi è troppo complicato; quanta attenzione ed energia devo metterci e quale prezzo devo pagare per fare bene tutto questo lavoro?” Non appena avevo fatto questi pensieri, mi è scoppiato un forte mal di testa e mi sono sentita sfinita. Quando io e le sorelle controllavamo le deviazioni nel lavoro, avrei voluto partecipare e coinvolgermi, tuttavia, quando pensavo a quanto fosse tutto nuovo per me nel dovere e non capivo le cose, e Qin Lan era esperta in tutti gli aspetti del lavoro, mi sembrava opportuno affidarmi di più a lei, e mi andava bene anche ricoprire solo il ruolo di ascoltatrice. Quando scrivevo le lettere sulla correzione delle deviazioni, organizzavo solo i punti principali che Qin Lan aveva discusso, il che mi risparmiava molti problemi. Quando i risultati del lavoro ne risentivano, tutte le sorelle si preoccupavano molto e riflettevano su loro stesse e riassumevano le deviazioni nel proprio lavoro, ma io non me ne preoccupavo, pensando che i risultati del nostro lavoro non mi riguardassero in alcun modo. Pensavo di essere nuova in questo dovere, di non capire o non saper fare le cose, e analizzavo i problemi con superficialità, così mi ero abituata a comportarmi da lacchè. Ogni giorno controllavo il lavoro solo per routine, senza prenderlo troppo a cuore. A volte iniziavo ad avere sonno anche prima delle 21.00.
All’inizio di marzo, ho avvertito forti dolori alle ginocchia e al petto per diversi giorni di seguito. Una sorella mi ha rivolto un monito, dicendomi: “Non hai sentito molto il fardello del tuo dovere ultimamente. Ora che ti sei ammalata, puoi farti un esame di coscienza”. Ha fatto ricorso anche all’esperienza di un’altra sorella da condividere con me, dicendo come questa sorella avesse sempre ascoltato e fatto affidamento sugli altri nel suo dovere, senza avere le proprie opinioni sulle cose, e in seguito fosse stata destituita perché non era stata efficiente. Solo dopo essere stata rimossa, se n’era pentita e aveva compreso l’importanza del suo dovere. Mi sono sentita uno schifo dopo aver ascoltato la condivisione di questa sorella, pensando: “Non è stato così anche per me recentemente? Non ho voluto preoccuparmi di nulla e mi sono comportata da lacchè”. Ho pensato a un passaggio delle parole di Dio che avevo letto qualche giorno prima: “Alcuni sembrano avere sottomissione nell’assolvimento del loro dovere, fanno tutto ciò che il Supremo dispone. Ma quando viene chiesto loro: ‘Svolgi il tuo dovere in modo superficiale? Lo svolgi in linea con i principi?’, non riescono a dare una risposta precisa e si limitano a dire: ‘Faccio come il Supremo mi istruisce e non oso scatenarmi compiendo misfatti’. Quando si chiede loro se abbiano adempiuto alle loro responsabilità, rispondono: ‘Beh, faccio quello che sono tenuto a fare’. Vedi? Hanno sempre questo tipo di atteggiamento quando assolvono il loro dovere: non hanno fretta, fanno le cose lentamente e non ci mettono tutto il cuore. Non puoi davvero trovare un difetto in loro ma, se misuri il loro assolvimento del dovere in base al metro delle verità principi, esso è inefficiente e non all’altezza degli standard. Eppure costoro non se ne curano, continuano ad agire come prima e non fanno comunque le cose che dovrebbero prendere l’iniziativa di fare; non cambiano affatto. Non sono forse sfacciatamente testardi? Mantengono sempre questo atteggiamento: ‘Tu potrai anche avere mille piani brillanti, ma io ho le mie regole. Sono semplicemente fatto così. Vediamo cosa riesci a farmi. Questo è il mio atteggiamento!’ Non hanno fatto nulla di immensamente infido o malevolo, ma hanno anche compiuto poche buone azioni. Quale cammino diresti che stanno percorrendo? Questo tipo di atteggiamento nei confronti della fede in Dio e del proprio dovere è buono? (No.) Nella Bibbia, Dio dice questo: ‘Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente Io ti vomiterò dalla Mia bocca’ (Apocalisse 3:16). Essere tiepidi, né freddi né caldi, è un atteggiamento positivo? (No.) Alcune persone pensano: ‘Se faccio il male e provoco intralci, sarò presto condannato. Ma se faccio le cose in modo positivo e proattivo mi stancherò, e se commetto un errore potrei essere potato o forse sarò addirittura destituito, il che sarebbe così imbarazzante! Quindi rimango tiepido, né freddo né caldo. Qualsiasi cosa tu mi chieda di fare, la farò. Se invece non mi dici di fare qualcosa, non interverrò. In questo modo non mi stancherò e, inoltre, le persone non potranno trovare difetti in me. È un approccio fantastico!’ Questo è un buon modo di comportarsi? (No.)” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). Le parole di Dio hanno avuto un profondo impatto su di me. Dio aveva messo a nudo la mia stessa condizione nel dovere. Apparentemente, eseguivo tutto quello che mi diceva il supervisore; avevo verificato il lavoro e selezionato i sermoni, facendo tutte queste cose, e non avevo agito in modo malvagio né causato disordini. Tuttavia, avevo un atteggiamento passivo nel dovere. Avevo svolto un lavoro basato sul testo per oltre un mese, e affrontavo ogni giorno con le idee confuse e senza alcun senso di urgenza. Mi ero semplicemente comportata da lacchè nel mio dovere, accettando i punti di vista di Qin Lan nelle mie risposte alle lettere, e non prendendo parte alla revisione del lavoro. Quando non c’erano progressi nel lavoro, non mi preoccupavo o non diventavo ansiosa e usavo solo le scuse del tipo “Non posso farlo” o “Non capisco”. Avevo un atteggiamento noncurante su tutto e non sentivo minimamente il fardello del dovere. Coloro che portano il fardello del proprio dovere sono in grado di considerare le intenzioni di Dio e riflettono su come intraprendere il lavoro rapidamente, sono in grado di cercare la verità per risolvere i problemi di lavoro, pensare alle questioni appropriate e avere un atteggiamento fattivo. Per quanto mi riguarda, pensavo solo a come impedire alla mia carne di soffrire. Contavo sulla sorella con cui ero in coppia in tutto il mio lavoro e non adempivo a una sola responsabilità. È stato allora che ho capito che il monito di questa sorella recava in sé l’intenzione di Dio. Se avessi continuato con il solito atteggiamento, sarebbe stato molto pericoloso e mi sarei fatta del male da sola. Dopo averlo compreso, mi sono sentita come in crisi e ho pregato Dio pentita: “Oh Dio, dipendo troppo dagli altri e voglio solo comportarmi da lacchè. Non sono mai disposta a preoccuparmi delle cose o a soffrire e non sento minimamente il fardello del mio dovere. Oh Dio, non voglio rimanere in questo stato ‘né freddo né caldo’ ed essere eliminata da Te. Voglio cambiare, guidami per favore”. Dopo di che, ho consapevolmente cambiato atteggiamento nei confronti del mio dovere, tenendo a mente le questioni serie e non appisolandomi più la sera.
Ma poiché non avevo svolto il lavoro in modo appropriato o non avevo portato il fardello del mio dovere in precedenza, ben presto ho dovuto pagarne le conseguenze. Il lavoro che avevo supervisionato non produceva alcun risultato, qualche fratello e qualche sorella erano diventati negativi e passivi nei loro doveri. Come si dice: “l’esempio del padrone è lo specchio della servitù”. Dopo alcuni giorni, dato che nessuno aveva fatto progressi nello studio delle competenze professionali del gruppo che gestivo, il supervisore aveva affidato questo compito a Qin Lan. Mi sono sentita davvero uno schifo all’udire ciò, e mi sono resa conto che non avevo stabilito orari fissi per studiare e avevo solo aspettato in modo passivo che Qin Lan si organizzasse ogni volta. Certo, Qin Lan aveva competenze professionali, ma io non avevo ancora adempiuto alla mia responsabilità di supervisione basilare e di notifica dei promemoria al gruppo. Se fossi stata un po’ più attenta, avessi portato un po’ più il fardello e avessi supervisionato gli studi in modo tempestivo, non sarei stata riassegnata. Dio mi stava mettendo a nudo con questa situazione, ed ero sconvolta e piena di rimorsi, pensando: “Come ho potuto fare il mio dovere in questo modo? Non sono forse inaffidabile? Dove sono la mia integrità e la mia dignità?” Più tardi ho compreso questi due passaggi delle parole di Dio: “In che modo le persone dovrebbero compiere azioni giuste e in quale stato e condizione devono farlo, affinché lo si possa considerare come preparare buone azioni? Quanto meno, devono avere un atteggiamento positivo e proattivo e, mentre fanno il loro dovere, essere leali, essere in grado di agire in base alle verità principi e salvaguardare gli interessi della casa di Dio. Essere positivi e proattivi è la chiave; se sei sempre passivo, ciò è problematico. È come se non fossi un membro della casa di Dio e non facessi il tuo dovere, come se invece non avessi altra scelta che farlo per guadagnare uno stipendio perché il datore di lavoro te lo chiede: non lo stai facendo volontariamente ma in modo alquanto passivo. Se non fossero coinvolti i tuoi interessi, non lo faresti affatto. O se nessuno ti chiedesse di farlo, non lo faresti assolutamente. Fare le cose con questo approccio, quindi, non è compiere buone azioni. Perciò simili individui sono molto sciocchi; sono passivi in tutto ciò che fanno. Non fanno quello che riescono a pensare di fare, né quello che possono realizzare con tempo ed energia. Si limitano ad aspettare e osservare. Questa è una cosa problematica e alquanto miserevole. […] Dio ti ha dato levatura sufficiente e condizioni superiori, permettendoti di vedere chiaramente alcune cose e di essere competente per questo lavoro. Ma tu non hai l’atteggiamento giusto verso il tuo dovere, sei privo di sincerità, tanto meno di devozione, e non vuoi fare del tuo meglio per svolgerlo bene. Questo è molto deludente per Dio. Quindi, se sei pigro e percepisci sempre come un fastidio il lavoro che ti viene assegnato e non vuoi svolgerlo, e dentro di te brontoli: ‘Perché viene chiesto a me di farlo e non a qualcun altro?’, allora questo è un pensiero sciocco. Quando un dovere ricade su di te, non è un evento sfortunato, è un onore ed è un’esaltazione da parte di Dio. Dovresti accettarlo con gioia e fare il dovere che dovresti fare; non ti sfinirà. Al contrario, se fai bene il tuo dovere, comprendi la verità e risolvi i problemi, ti sentirai in pace e con i piedi per terra nel tuo cuore, e non avrai deluso Dio. Davanti a Dio, avrai fede e sarai in grado di comportarti a testa alta. Se non hai compiuto bene il tuo dovere e sei sempre superficiale, questa è una trasgressione e, anche se non hai causato alcuna perdita, questa trasgressione lascerà nel tuo cuore un rimpianto per tutta la vita. Questa trasgressione sarà come un buco nero senza fondo; ogni volta che ci penserai, proverai dolore e disagio, un’agonia che trafigge il cuore. Non solo non avrai pace né gioia ma, al contrario, il dolore del rimorso e il tormento ti accompagneranno per tutta la vita e non potranno mai essere cancellati. Questo non è forse un rimpianto eterno? Mentre dal punto di vista di Dio? Dio usa le verità principi per definire tale questione, perciò la natura di ciò è molto più grave di quanto tu percepisca. Capisci? Quindi, Dio considererà a trecentosessanta gradi ciò che fai abitualmente e il tuo atteggiamento nei confronti della verità e del tuo dovere, per valutare il cammino che stai percorrendo. Supponiamo che il tuo atteggiamento nei confronti della verità e del tuo dovere sia sempre superficiale, che tu in apparenza faccia delle promesse ma che non le metta in pratica dietro le quinte, che ti dilunghi, che sia sprovvisto di senso di urgenza e non abbia un atteggiamento positivo di tenere conto delle intenzioni di Dio. Anche se esteriormente non causi intralci e disturbi, non compi il male, non agisci in modo arbitrario e sconsiderato né commetti misfatti a briglia sciolta, e sembri una persona ligia alle regole e che si comporta piuttosto bene, tuttavia non fai in modo positivo e proattivo ciò che Dio ti chiede, e sei invece subdolo, batti la fiacca ed eviti di svolgere un lavoro reale. In questo caso, qual è il cammino che stai percorrendo davvero? Anche se non è il cammino di un anticristo, quanto meno è il cammino di un falso leader” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). “Nessuno vuole essere distrutto e mandato all’inferno, ma loro malgrado molte persone compiono ripetutamente il male, percorrendo a grande velocità il cammino che conduce all’inferno. Alcuni ignorano ripetutamente le opportunità di svolgere il loro dovere offerte dalla casa di Dio, ignorano come lo Spirito Santo li muove e rimprovera e ignorano le aspettative di Dio. Insistono a essere superficiali, a commettere misfatti sconsiderati, a comportarsi con smodata ostinazione, a intralciare e a disturbare, a essere individui incorreggibili e privi di vergogna e a compiere il male. Nessuno ti obbliga a fare queste cose e nessuno nella casa di Dio ha preteso che tu le faccia. È chiaro che si tratta di una tua scelta personale; è ciò che sei disposto a fare, ciò che ti piace fare e ciò che sei entusiasta di fare. Quando viene detto che il cammino che stai percorrendo conduce all’inferno e alla distruzione, ti senti turbato e negativo. Cos’hai da sentirti negativo? Non è forse colpa tua? Non te lo sei autoinflitto? Non te lo meriti? Alcune persone dicono: ‘Quando compio il male, è perché non riesco a evitarlo. Voglio fare le cose bene a ogni occasione, ma dopo averle fatte mi rendo conto che quello che ho fatto non era buono’. Hai compiuto il male e causato intralci e disturbi, causando perdite al lavoro della chiesa. Potresti non essere ritenuto responsabile delle tue trasgressioni, ma le tue trasgressioni creano rischi nascosti e potresti finire per ripeterle in futuro; questo è molto pericoloso. È come qualcuno che percorre un cammino: ogni passo lascia una traccia. Riconosci le trasgressioni che hai commesso? Provi rimorso per esse? Ti senti in debito e triste? Piangi amaramente a causa di esse? Hai invertito rotta? Odi veramente le tue azioni malvagie? Hai abbandonato il male e ti sei sinceramente pentito davanti a Dio? [...] Se non sei in grado di pentirti veramente e invece inganni Dio con i tuoi voti, allora il cammino che stai percorrendo è quello che conduce alla distruzione. Ogni tua azione malvagia è un colpo con cui bussi alla porta dell’inferno; forse uno di questi colpi finalmente la aprirà e sarà giunta la tua fine. Si può dire che alcune persone, da quando hanno iniziato a credere in Dio fino a oggi, hanno costantemente accumulato azioni malvagie e bussato alla porta dell’inferno con tutte le loro azioni e tutti i loro comportamenti, accumulando inoltre l’ira di Dio; stanno aspettando che la punizione di Dio discenda su di loro” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). Dopo aver letto le parole di Dio, sono rimasta molto turbata. Dio ha detto che quanti sono passivi nel loro dovere, non riescono a fare ciò in cui sono capaci e si comportano in modo superficiale e irresponsabile nel loro dovere, sono persone che non svolgono un vero lavoro, percorrono il cammino degli anticristi e sono condannati da Dio. Ci ho riflettuto sopra, pensando: Nonostante svolgessi un dovere, non mi consideravo un membro della casa di Dio. Non sono stata solo inaffidabile nel mio dovere, ma non avevo nemmeno adempiuto alle responsabilità più basilari. La sorella con cui ero in coppia riassumeva il lavoro per correggere le deviazioni e svolgere meglio i nostri doveri, ma io non partecipavo né facevo domande. Non rispondevo alle lettere con coscienza e scrivevo basandomi solo su ciò che diceva la sorella, come un automa senza cervello. Inoltre, non prendevo sul serio lo studio delle competenze professionali di ciascuno e ritardavo il loro progresso. Tutto ciò era dovuto alla mia paura di prendere troppo a cuore il mio dovere e di non portarne il fardello. Fare il mio dovere in questo modo era qualcosa che Dio aborriva e che la gente rifiutava, e certamente non ero degna della loro fiducia. Avevo tenuto conto solo della mia carne in tutto quello che avevo fatto, non volevo prendere a cuore il mio dovere o pagare un prezzo, volevo solo comportarmi da lacchè e avere tutto ben organizzato per me, senza considerare affatto l’opera della chiesa e senza avere a cuore l’intenzione di Dio. L’atteggiamento che avevo verso il mio dovere aveva deluso molto Dio. Facevo affidamento sulla sorella con cui ero in coppia in ogni cosa. Mentre la mia carne poteva riposarsi, avevo perso la possibilità che Dio mi aveva dato di fare buone azioni e non l’avrei mai più riavuta. Mi sono sentita in debito e colma di rimpianti! La frase delle parole di Dio che diceva “Ogni tua azione malvagia è un colpo con cui bussi alla porta dell’inferno” mi aveva particolarmente commosso. Ero solita pensare che solo Giuda e gli altri che avevano fatto del male potessero spalancare la porta dell’inferno, ma in realtà Dio aveva preso nota di ogni volta che desideravo il conforto, non riuscendo a portare il fardello del mio dovere e rifiutandomi di pentirmi, e ogni nota che Dio aveva preso, apriva un po’ più lo spiraglio della porta dell’inferno. La porta dell’inferno viene spalancata quando si fallisce ripetutamente nella pratica della verità. Questa conseguenza è davvero orribile! Riflettendoci, ho finalmente capito che ero davvero in pericolo e mi sono sentita un po’ in colpa, pensando: “Dio mi ha dato ancora la possibilità di pentirmi. Devo gioire dell’opportunità di fare il mio dovere e rimediare ai miei peccati”. Ho pregato Dio: “Oh Dio, non ho la minima umanità o ragionevolezza. Mi interessa solo desiderare il benessere della mia carne e non ho fatto bene neanche uno dei doveri che avrei dovuto fare. Ti ho molto rattristato! Oh Dio, so che svolgere il mio dovere in questo modo mi distruggerà e danneggerà il lavoro della chiesa. Sono disposta a pentirmi e ad accettare il Tuo scrutinio. Ti prego, istruiscimi e permettimi di comprendere me stessa e di liberarmi della mia indole corrotta”.
Più tardi, ho pensato: “Perché ho sempre paura di prendere a cuore le cose e di pensare? Qual è il problema alla radice di tutto questo?” Ho letto due passaggi delle parole di Dio: “Le persone pigre non sono in grado di fare nulla. Riassumendo in due parole, sono gente inutile; hanno una disabilità di seconda classe. Per quanto buona sia la levatura delle persone pigre, non è altro che apparenza di facciata; anche se hanno buona levatura ciò non ha alcuna utilità. Sono troppo pigre, sanno cosa dovrebbero fare, ma non lo fanno, e anche se sono consapevoli che qualcosa costituisce un problema, non ricercano la verità per risolverlo, e pur sapendo quali avversità dovrebbero affrontare perché il lavoro sia efficace, non sono disposte a sopportare queste proficue avversità; quindi non sono in grado di acquisire alcuna verità né di svolgere un lavoro reale. Non vogliono sopportare le avversità che spettano alle persone; sanno solo indulgere in comodità, godere momenti di gioia e di svago, e di una vita libera e rilassata. Non sono forse inutili? Chi non sopporta le avversità non merita di vivere. Coloro che desiderano vivere sempre la vita da parassiti sono persone prive di coscienza e di ragione; sono bestie, e individui del genere sono indegni persino di fornire manodopera. Non essendo in grado di sopportare le avversità, anche quando offrono manodopera non sono in grado di farlo bene e, se desiderano acquisire la verità, le loro speranze sono ancora più vane. Uno che non sa soffrire e non ama la verità è una persona inutile, non è nemmeno qualificato per fornire manodopera. È una bestia, senza un briciolo di umanità. Simili persone devono essere eliminate; solo questo concorda con le intenzioni di Dio” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (8)”). “Che tipo di persone sono le persone inutili? Sono persone confuse, che sprecano le giornate nell’ozio. Persone di questo genere non sono responsabili in nulla di ciò che svolgono, né lo svolgono seriamente; creano scompiglio in ogni cosa. Non prestano attenzione alle tue parole, a prescindere dal modo in cui condividi sulla verità. Pensano: ‘Se voglio, tirerò avanti così. Dite quello che volete! In ogni caso, al momento sto svolgendo il mio dovere, ho cibo da mangiare e questo mi basta. Almeno non devo fare il mendicante. Se un giorno non avrò nulla da mangiare, allora ci penserò. Il Cielo lascerà sempre una via d’uscita all’uomo. Voi dite che non ho coscienza né ragione, e che ho la testa confusa; bene, e allora? Non ho infranto la legge. Al limite manco un po’ di carattere, ma per me non è una perdita. Finché ho cibo da mangiare, non c’è problema’. Cosa pensi di questo punto di vista? Io ti dico che persone confuse come questa, che sprecano le giornate nell’ozio, sono tutte destinate a essere eliminate e non potranno in alcun modo ottenere la salvezza” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (8)”). Le dure parole di Dio hanno scosso il mio cuore intorpidito e hanno rivelato l’essenza delle persone pigre. Le persone pigre non sono disposte a soffrire e a pagare un prezzo, desiderano sempre vivere uno stile di vita spensierato. Queste persone non sono in grado di ottenere nulla, quindi ottenere la verità e la salvezza sarà ancora più impossibile per loro. Dio dice che i pigri sono bestie inutili che dovrebbero essere eliminate, e io mi comportavo proprio come una persona inutile. Non volevo impegnarmi nel mio dovere e pagare un prezzo, vivevo come una parassita, affidandomi agli altri per ogni cosa e lasciandomi trasportare. Quando ho iniziato il mio dovere basato sul testo, non avevo nessuno su cui contare e potevo contare su Dio, studiare diligentemente e fare qualche progresso. Una volta che ho iniziato a collaborare con una mia sorella, non ero più così diligente, sono diventata tiepida nel mio dovere e non volevo prendere a cuore il lavoro o pagare un prezzo, cercando solo di cavarmela alla meno peggio nei giorni di pausa e tempo libero. Poiché non portavo alcun fardello nel mio dovere, non avevo intrapreso alcuno dei lavori che mi erano stati assegnati. Le altre sorelle si preoccupavano per me e dovevano farsi carico del mio lavoro. Nonostante ciò, ero totalmente incosciente. Dipendevo ovviamente da una mia sorella. Anche dopo aver svolto il dovere basato sul testo per oltre un mese, continuavo a giustificarmi dicendo che ero appena arrivata e non sapevo o non ero in grado di fare certe cose, e non controllavo il lavoro. Che spudorata! Vivevo secondo la filosofia satanica di “La vita è breve, quindi goditela finché puoi” E “Festeggiamo, perché la vita è breve ma certamente dolce”. Queste idee e punti di vista perversi e immorali mi hanno trasformato in una persona dissoluta. Pensavo solo a come impedire alla mia carne di soffrire e preoccuparsi, non avevo prestato la minima attenzione a come fare bene il mio dovere. Ho causato ritardi in un lavoro estremamente importante. Stavo fondamentalmente intralciando il lavoro della chiesa e agendo come una lacchè di Satana! Dio dice che coloro che prendono alla leggera i loro doveri sono ancora più patetici di Giuda e Dio li aborrisce e li odia. L’essenza di una simile trasgressione è molto grave. Mi sono sentita alquanto spaventata, quando ho pensato alle conseguenze di tutto ciò. Una persona come me non era affidabile e se avessi continuato a essere incapace come prima, mi sarei fatta del male da sola. Ho pensato a come i maiali aspettano ogni giorno nel porcile di essere nutriti dal padrone, dormendo profondamente dopo aver mangiato, senza la minima preoccupazione, solo per essere poi macellati dal padrone. Se avessi continuato a vivere così, godendomi le comodità della carne, non sarei stata diversa da un maiale e la mia eliminazione da parte di Dio sarebbe stata solo una questione di tempo! Non volevo continuare a essere pigra e inutile, così ho pregato Dio: “Oh Dio, non voglio continuare a tirare avanti. È un modo di vivere perverso e non ha alcun valore. Per favore, guidami affinché possa diventare più diligente e svolgere correttamente il mio dovere”.
In seguito, ho trovato un cammino da percorrere attraverso le parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Svolgere il tuo dovere senza compiere il male è qualcosa che dovresti raggiungere in quanto persona normale. Ma preparare buone azioni significa che devi praticare la verità in modo proattivo e positivo e assolvere il tuo dovere in base ai requisiti di Dio e alle verità principi. Devi essere leale, disposto a sopportare le avversità e a pagare un prezzo, disposto ad assumerti le responsabilità e capace di agire in modo positivo e proattivo. Le azioni compiute secondo questi principi sono fondamentalmente tutte buone azioni. Indipendentemente dal fatto che siano questioni grandi o piccole, che siano degne di essere ricordate dalle persone o meno, che siano da loro stimate o considerate insignificanti, o che le persone le ritengano degne di attenzione, agli occhi di Dio sono tutte buone azioni. Se hai preparato delle buone azioni, questo alla fine ti porterà benedizioni, non calamità. Supponiamo che tu non prepari nessuna buona azione e semplicemente ti accontenti di questo: ‘Faccio tutto ciò che mi viene detto di fare e vado ovunque mi venga detto di andare. Non parlo e non agisco mai in modo arbitrario e non creo mai problemi con dispetto né causo intralci e disturbi. Davvero sono obbediente e mi comporto bene’. Se mantieni sempre questo atteggiamento e non cerchi proattivamente la verità, non ti attieni ai principi nello svolgimento del tuo dovere, non correggi o modifichi prontamente le tue deviazioni e i tuoi errori quando li scopri, e non cerchi mai positivamente e proattivamente la verità per risolvere i problemi quando scopri di essere ribelle o noti di rivelare un’indole corrotta, ma fai semplicemente tutto quello che vuoi, allora, anche se magari non hai causato alcuna perdita agli interessi della casa di Dio né influenzato il lavoro della chiesa, quello che stai facendo è al massimo un semplice offrire manodopera. Offrire manodopera, per sua natura, non si qualifica come buona azione. Quindi, come si definiscono le buone azioni in ultima analisi? Sono buone azioni quando ciò che fai è quanto meno di beneficio per il tuo ingresso nella vita e per quello dei fratelli e delle sorelle e giova al lavoro della casa di Dio. Se è di beneficio per te stesso, per gli altri e per la casa di Dio, allora il tuo assolvimento è efficace davanti a Dio ed Egli lo approva. Dio ti darà un punteggio. Quindi, valuta queste cose: quante buone azioni hai preparato nel corso degli anni? Queste buone azioni possono controbilanciare le tue trasgressioni? Dopo averle controbilanciate, quante buone azioni sono rimaste? Devi dare un punteggio a te stesso e afferrare bene tale questione; non devi essere confuso su di essa” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). Le parole di Dio contengono la Sua intenzione e le Sue richieste e Dio ci dice anche il cammino da percorrere. Assolvere il proprio dovere di essere creato è fondamentale. Fare il proprio dovere secondo i principi, essere diligenti, pagare un prezzo e portare il fardello; solo svolgendo attivamente il proprio dovere in questo modo si possono fare buone azioni e accordarsi con l’intenzione di Dio. Se ti limiti a svolgere il tuo dovere in modo meccanico e fai solo ciò che ti viene richiesto, potrebbe non sembrare un intralcio o una interruzione, ma non ci metti il cuore e quindi Dio non ti loda. Ho riflettuto su quanto non fossi stata né fredda né calda nel mio dovere, non riuscendo a svolgere il lavoro assegnatomi e interrompendo e creando scompiglio nel mio dovere. Non solo non avevo fatto buone azioni, ma avevo anche commesso trasgressioni. Il mio dovere era di selezionare buoni sermoni evangelici, per aiutare a diffondere il Vangelo, rendere testimonianza a Dio e portare ancora più persone a Dio per ottenere la salvezza. Era una responsabilità molto importante e battere la fiacca anche minimamente era inaccettabile. Avevo appena iniziato a praticare e avevo ancora molte lacune. Dovevo dedicare tempo e sforzi allo studio e alla riflessione, e svolgere il mio dovere secondo le richieste e i principi di Dio. Dovevo anche imparare a mostrare interesse e a informarmi sul lavoro, a trattare il mio dovere con responsabilità e diligenza e ad accettare il fardello del mio lavoro. Solo questo sarebbe stato in accordo con le intenzioni di Dio!
Dopo di che, ho pregato spesso Dio, mi sono ribellata alla mia carne, ho smesso di comportarmi in modo così compiacente e avventato e sono stata in grado di assumermi le mie responsabilità in modo attivo. Mi sono anche resa conto che la chiesa non mi aveva messo in coppia con una mia sorella perché potessi godere degli agi della carne, ma piuttosto perché potessimo compensare le reciproche debolezze e unire le idee utili. Svolgere il nostro dovere in questo modo avrebbe ridotto le nostre deviazioni, sarebbe stato utile al nostro dovere, e anche al nostro ingresso nella vita. Ho anche iniziato a partecipare in modo consapevole al lavoro del nostro gruppo, a impegnarmi nella revisione del lavoro ed esprimere alcune idee, e le sorelle colmavano le mie lacune. Collaborando insieme in questo modo, la nostra condivisione è diventata più raffinata e diretta e ho anche guadagnato qualcosa dal processo. Ho smesso di essere così distratta e ho imparato a impegnarmi nel mio dovere e a mettere in pratica ciò che so. Ora mi sento più a mio agio. Dopo un certo periodo, non mi sentivo più così confusa come prima, ho fatto progressi nella verità e nelle competenze professionali, e ho potuto percepire l’illuminazione e la guida di Dio. Grazie a Dio!