74. Sono diventata capace di svolgere il mio dovere con costanza

di Han Jiuyi, Cina

Riparo apparecchiature elettroniche nella chiesa da oltre due anni. Quando ho assunto per la prima volta questo dovere, pensavo fosse molto impegnativo perché dovevo imparare alcune nuove abilità professionali e nuove tecniche. Ero disposta a dedicare tempo ed energia alla ricerca e non avevo paura di soffrire o di pagare un prezzo. I fratelli e le sorelle intorno a me mi giudicavano una persona che portava un fardello nello svolgere il dovere. Ero molto felice di sentirlo. Tuttavia, con l’aumentare del tempo dedicato allo svolgimento di questo dovere, ero riuscita ad afferrare qualcosa delle abilità tecniche e il lavoro procedeva abbastanza liscio. Così ho iniziato a sentire che questo dovere era ordinario e monotono. Di fronte al lavoro e alle operazioni ripetitive per tutto il giorno, pensavo tra me e me: “Dovrò continuare così per sempre? È troppo monotono! Dal punto di vista tecnico, ho imparato abbastanza per cavarmela. So come risolvere la maggior parte dei problemi che incontro, quindi non ci sono grandi difficoltà. Continuare così sarebbe troppo noioso! Sarebbe meglio se potessi svolgere un altro dovere e passare a un ambiente nuovo. Entrerei in contatto con persone, eventi e cose nuove e forse allora sarei piena di energia per fare il mio dovere. Anche se non ho familiarità con le abilità professionali, posso impararle da zero: andrebbe benissimo”. Volevo incontrare il supervisore per discutere le mie idee, ma poi ho pensato al fatto che svolgevo questo dovere da molto tempo e che non sarebbe stato possibile trovare subito una persona adatta a subentrare nel mio dovere, così non ho detto nulla. Tuttavia, non dicendo nulla, il mio cuore continuava a sentirsi oppresso e abbattuto. Ogni giorno, riparavo meccanicamente le apparecchiature. Non ero seria o attenta in nulla di ciò che facevo e passavo le giornate a vegetare.

Poiché non avevo cura nel fare il mio dovere, le apparecchiature che riparavo presentavano ripetutamente problemi e a volte dovevano essere riparate più volte. Una riparazione di computer che avrebbe dovuto richiedere tre giorni si è protratta per cinque giorni o anche di più, ritardando l’uso da parte dei miei fratelli e sorelle. Una volta, ho preso un computer e, quando ho visto che si trattava di un problema comune, mi sono spazientita e ho completato con noncuranza la riparazione per finirla in fretta. In seguito, il fratello con cui collaboravo, dopo aver controllato il computer, ha scoperto che aveva ancora un guasto e che doveva essere smontato e riparato di nuovo. Un’altra volta, il supervisore mi ha chiesto di insegnare a due nuovi fratelli, Wu Ming e Zheng Yang, come riparare le apparecchiature. Ho solo parlato brevemente di come affrontare i guasti comuni e poi ho fatto sì che i due fratelli si esercitassero a fare le riparazioni da soli. Dopo alcuni giorni l’apparecchiatura non era ancora stata riparata, così sono andata a informarmi per scoprire cosa stesse succedendo. Wu Ming ha detto che era in riparazione. Ho pensato tra me e me: “Questo tipo di apparecchiatura non è affatto difficile da riparare. Perché non è ancora stata aggiustata? Lascia perdere. Va bene se ci stanno lavorando”. Dopo qualche altro giorno, non l’avevano ancora riparata, ma li ho solo esortati a fare progressi e non mi sono informata realmente sulle loro difficoltà o sullo stato della riparazione. Sono passati altri due giorni prima che scoprissi che non padroneggiavano il passaggio cruciale, quindi non avevano fatto alcun progresso. Quando ho visto che nel mio dovere continuavano a sorgere problemi uno dopo l’altro, ostacolando i progressi, e che tutti ne soffrivano di conseguenza, in cuor mio mi sono sentita piena di rimorso. Mi sono resa conto che ciò era causato dal mio svolgere il dovere in modo superficiale e così ho cercato le parole di Dio per risolvere il mio stato. Ho letto le parole di Dio: “Le persone a cui piace essere superficiali non hanno né coscienza né ragione, possiedono scarsa umanità, sono indegne di fiducia e inaffidabili. Lo Spirito Santo opererà forse su di loro? Certo che no. Pertanto, coloro che preferiscono essere superficiali nei propri doveri non saranno mai perfezionati da Dio ed Egli non Si avvarrà mai di loro. Tutti quelli che preferiscono essere superficiali sono propensi all’inganno, pieni di motivazioni malvagie e del tutto privi di coscienza e ragione. Agiscono senza principi o criteri minimi, basandosi solo sulle preferenze personali, e sono capaci di malefatte di ogni genere. Ogni loro azione si basa sull’umore. Se sono contenti e di buonumore, allora si comporteranno un po’ meglio. Se invece sono di cattivo umore e si sentono insoddisfatti, saranno superficiali. Se sono arrabbiati, potrebbero essere arbitrari e sconsiderati, e causare ritardi in questioni importanti. Nel loro cuore non c’è affatto Dio. Lasciano semplicemente che i giorni passino e se ne stanno seduti ad aspettare la morte. […] Le persone insensibili non hanno criteri minimi in ciò che fanno; nulla può frenarle. Possono dunque gestire le questioni secondo coscienza? (No.) Perché no? (Perché non possiedono gli standard di coscienza, non hanno né umanità né criteri minimi.) Proprio così. Non hanno standard di coscienza in quello che fanno; agiscono secondo le loro preferenze personali, facendo ciò che vogliono, in base al loro umore. Se i risultati che ottengono nei loro doveri sono buoni o cattivi, dipende dal loro umore. Se l’umore è buono, i risultati saranno buoni, ma se è cattivo, lo saranno anche i risultati. Facendo il proprio dovere in questo modo possono essere all’altezza degli standard? Agiscono in base al loro umore, non secondo le verità principi; quindi, è molto difficile per loro mettere in pratica la verità, così come lo è ottenere l’approvazione di Dio. Chi agisce in base alle preferenze fisiche non mette affatto in pratica la verità(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “L’uomo è il maggior beneficiario del piano di gestione di Dio”). “Molte persone svolgono i loro doveri in maniera superficiale, senza mai prenderli sul serio, come se stessero lavorando per dei non credenti. Fanno le cose in modo grossolano, superficiale, noncurante e negligente, come se tutto fosse uno scherzo. Perché? Sono non credenti che offrono manodopera, miscredenti che svolgono doveri. Queste persone sono estremamente maliziose; sono dissolute, sfrenate e per nulla diverse dai non credenti. Quando fanno le cose per sé stesse di certo non sono superficiali, quindi perché non sono minimamente serie o coscienziose quando si tratta di svolgere i loro doveri? Qualunque cosa facciano, qualunque dovere assolvano, è presente una qualità di giocosità e di malizia. Queste persone sono sempre superficiali e possiedono una qualità che le rende ingannevoli. Persone così hanno umanità? Certamente no, e non hanno nemmeno il minimo grado di coscienza e di ragione. Come gli asini selvatici o i cavalli selvaggi, necessitano di una gestione e una supervisione costanti. Ingannano e imbrogliano la casa di Dio. Ciò significa forse che hanno una fede sincera in Lui? Si stanno forse spendendo per Lui? Certamente non sono all’altezza e la loro manodopera non è all’altezza degli standard. Se queste persone fossero alle dipendenze di qualcun altro, verrebbero licenziate nel giro di pochi giorni. È pienamente corretto dire che sono operai e lavoratori assunti nella casa di Dio e che possono soltanto essere eliminati(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dalle parole di Dio, ho visto che una persona che svolge il proprio dovere senza considerare gli interessi della chiesa o le proprie responsabilità e che segue costantemente i propri desideri, si basa sulle proprie preferenze e fa ciò che vuole, è una persona priva di umanità. Ho pensato a come la mia recente prestazione nello svolgere il dovere fosse stata esattamente così. Dopo aver svolto questo dovere per molto tempo, padroneggiavo alcune delle tecniche e delle abilità professionali, e sentivo che il mio dovere non era più una novità o una sfida. Così avevo iniziato a essere negligente nello svolgere il mio dovere, ed ero superficiale quando potevo. Non avevo avuto cura nel riparare le apparecchiature e avevo trascurato guasti evidenti, il che aveva richiesto di rifare il lavoro e aveva ritardato i progressi. Wu Ming e Zheng Yang avevano appena iniziato a esercitarsi per questo dovere e necessitavano di maggiore comunicazione e di essere seguiti affinché potessero familiarizzare con le tecniche di riparazione il più rapidamente possibile. Tuttavia, non avevo portato un fardello e non li avevo guidati nel dettaglio. Di conseguenza, i loro progressi nelle loro abilità professionali erano stati lenti e le riparazioni erano state ritardate. Le mie preferenze personali avevano pesato troppo sull’adempimento del mio dovere, e non avevo pensato affatto a proteggere gli interessi della chiesa. Ero stata superficiale e negligente e avevo seguito i miei desideri nello svolgere il mio dovere. Ero stata davvero troppo priva di umanità e assolutamente inaffidabile! Ho pensato alle parole di Dio: “Essere superficiali nell’assolvere il proprio dovere è un grande tabù. Se nel fare il tuo dovere sei sempre superficiale, allora non hai modo di svolgerlo all’altezza degli standard. Se vuoi svolgere il tuo dovere con devozione, prima devi risolvere il tuo problema dell’essere superficiale. Dovresti prendere provvedimenti per porre rimedio alla situazione non appena ne noti i segni. Se sei confuso, se non sei mai in grado di notare i problemi, se fai sempre le cose per pura formalità e agisci in maniera superficiale, allora non avrai modo di svolgere bene il tuo dovere. Pertanto, devi metterci il cuore. È difficile che alle persone capiti l’occasione di svolgere il loro dovere! Quando Dio offre questa possibilità e non la si coglie, l’occasione è perduta; e, anche se in seguito si desidera trovare una tale occasione, forse non si ripresenterà. L’opera di Dio non aspetta nessuno, né lo fanno le possibilità di svolgere il proprio dovere(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “L’ingresso nella vita inizia con l’assolvimento del proprio dovere”). Dalle parole di Dio, ho capito che Dio dà alle persone un numero limitato di opportunità per svolgere dei doveri. Avevo già ritardato il lavoro basandomi sulle preferenze personali nello svolgere il mio dovere e facendolo in modo superficiale. Se avessi continuato a seguire i miei desideri in questo modo senza pensare a penmtirmi, alla fine avrei certamente perso la mia possibilità di svolgere dei doveri! Non ero disposta a continuare così. Poi ho pregato Dio, pentendomi, e ho iniziato a essere seria e attenta nel mio dovere. Riparavo le apparecchiature con cura, e allo stesso tempo, guidavo meticolosamente Wu Ming e Zheng Yang sulle loro tecniche. Agendo in questo modo, il mio stato è migliorato molto, sono emersi meno problemi con le riparazioni, e anche la sensazione che svolgere il mio dovere fosse noioso e poco interessante è diminuita molto.

In seguito, ho riflettuto su me stessa: Perché, dopo aver svolto un dovere per un periodo piuttosto lungo, avevo manifestato tedio e noia e avevo iniziato a essere superficiale? Qualche giorno dopo, ho letto le parole di Dio: “Se diciamo che amare il brivido è una forma di indole corrotta, allora di che tipo di indole corrotta si tratta? È arroganza, propensione all’inganno o ferocia? (Non è nessuna di queste.) Non è correlato ad alcun tipo di indole corrotta. Allora che genere di problema è? (È un problema di umanità.) Che tipo di problema di umanità è? È essere in qualche modo fuori luogo? (Sì.) È comportarsi in modo inappropriato e fuori luogo, amare il brivido ed essere irrequieti. L’irrequietezza denota una mancanza di umanità normale. Questo non riguarda la coscienza, ma riflette principalmente una mancanza di razionalità nell’umanità normale. Tali persone non riescono ad attenersi a un compito o a svolgere i propri doveri in modo coscienzioso e rispettoso delle regole. Non sono in grado di fare le cose come gli adulti; sono sprovviste di un pensiero maturo, di uno stile maturo di condotta personale e di un modo maturo di fare le cose. Come minimo, è un difetto della loro umanità. Naturalmente, questo non assurge al livello di un problema di carattere, ma è correlato all’atteggiamento con cui si comportano e agiscono. Amare le novità e il brivido, essere incostanti in qualsiasi cosa facciano, essere incapaci di perseverare, essere irrequiete e indisciplinate e voler sempre cercare il brivido e provare cose nuove: questioni di questo tipo rientrano nei difetti dell’umanità. Le persone che amano il brivido sono prive della razionalità dell’umanità normale; non è facile per loro assumersi le responsabilità e il lavoro che gli adulti dovrebbero assumersi. Qualunque lavoro svolgano, fintanto che lo svolgono a lungo e perde la sua novità, allora lo trovano noioso, perdono interesse nel farlo e vogliono cercare un senso di novità e di brivido. Senza brivido, trovano le cose insipide e potrebbero persino provare un senso di vuoto spirituale. Quando si sentono in questo modo, il loro cuore diventa irrequieto e vogliono cercare il brivido oppure cose che li interessino. Vogliono costantemente fare qualcosa di non convenzionale. Ogni volta che trovano il lavoro che stanno facendo o le faccende che stanno gestendo noiosi o poco interessanti, perdono il desiderio di continuare. Anche se si tratta di un lavoro che dovrebbero fare o di uno significativo e prezioso, non riescono a perseverare. […] Le persone di questo tipo spesso sembrano esteriormente prive di grandi problemi. Se non discerni queste persone o non capisci a fondo la loro essenza o l’essenza di questo tipo di problema, potresti pensare: ‘Costoro hanno semplicemente un’indole instabile; sono sui trenta o quarant’anni ma sono ancora immaturi come bambini’. In realtà, nel profondo, le persone di questo tipo cercano continuamente il brivido. Qualunque cosa facciano, sono sprovviste dei pensieri e della consapevolezza degli adulti, così come dell’approccio e dell’atteggiamento con cui gli adulti gestiscono le questioni. Pertanto, queste persone sono molto problematiche. Magari la loro umanità non è cattiva e il loro carattere non è particolarmente ignobile ma, a causa di questo difetto della loro umanità, è molto difficile per loro essere all’altezza di un lavoro significativo, soprattutto per alcuni elementi importanti del lavoro(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (9)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho finalmente capito che la ragione principale per cui avevo manifestato tedio e noia nello svolgere il mio dovere ed ero stata superficiale e disattenta era che c’era un problema con la mia umanità. Mi piacevano la novità e l’eccitazione, e non mi piacevano il banale e l’ordinario. Avevo perseguito un dovere che fosse pieno di cambiamenti e sfide, invece di dedicarmi allo stesso lavoro e farlo costantemente dall’inizio alla fine. Proprio come quando ho svolto per la prima volta i miei doveri di riparazione, sono entrata in contatto con cose nuove, e non padroneggiavo bene alcune delle abilità professionali coinvolte in questo dovere, quindi c’erano alcune sfide e difficoltà. Potevo fare molte esperienze nuove ed entusiasmanti nello svolgere il mio dovere, quindi mi piaceva questo dovere ed ero disposta a pagare un prezzo. Tuttavia, dopo aver svolto questo dovere per molto tempo, la novità era svanita, e avevo iniziato a sentire che questo dovere era noioso e monotono. Anche se esteriormente svolgevo il mio dovere, il mio cuore era stufo, e ogni giorno riparavo le apparecchiature in modo superficiale. Nel mio cuore, avevo persino pensato di cambiare ambiente e svolgere un dovere diverso. Non avevo trattato il mio dovere con lealtà. Quando non avevo provato alcuna novità o eccitazione nello svolgere il mio dovere, non riuscivo a suscitare il mio interesse per esso. Svolgevo il mio dovere basandomi completamente sulle mie preferenze personali. Nel mio comportamento e nelle mie azioni, ero fuori luogo e irrequieta. Mi mancava la coerenza, e non mi assumevo le responsabilità di un’adulta. Era difficile portare a termine qualcosa in questo modo, ed ero stata assolutamente inaffidabile. In particolare, ho letto le parole di Dio: “Ogni volta che trovano il lavoro che stanno facendo o le faccende che stanno gestendo noiosi o poco interessanti, perdono il desiderio di continuare. Anche se si tratta di un lavoro che dovrebbero fare o di uno significativo e prezioso, non riescono a perseverare. […] Magari la loro umanità non è cattiva e il loro carattere non è particolarmente ignobile ma, a causa di questo difetto della loro umanità, è molto difficile per loro essere all’altezza di un lavoro significativo, soprattutto per alcuni elementi importanti del lavoro”. Dalle parole di Dio, ho visto che questo tipo di difetto nell’umanità è estremamente dannoso. Ero responsabile della riparazione delle apparecchiature, e in base ai miei punti di forza, era appropriato che la chiesa organizzasse che io facessi questo dovere. Tuttavia, avevo trattato il mio dovere secondo le mie preferenze, ed ero diventata stufa e superficiale non appena non l’avevo sentivo più nuovo o interessante. Avevo persino pensato di cambiare il mio dovere. Dov’era il mio senso di lealtà in ciò? Se non avessi cambiato le cose e se avessi svolto il mio dovere senza alcun senso di responsabilità, sarei stata a rischio di essere rivelata e destituita.

Quando ho capito questo, ho pensato a Noè, che ha perseverato nel costruire l’arca per centovent’anni, così ho cercato delle parole di Dio da leggere. Dio Onnipotente dice: “Quanti anni impiegò Noè a costruire l’arca? (120 anni.) Che cosa rappresentano 120 anni per gli esseri umani di oggi? È un periodo più lungo della vita umana normale. Più lungo perfino della vita di due persone. Eppure, per quei 120 anni Noè fece una cosa sola e la fece ogni giorno. In quell’epoca preindustriale, in quell’epoca precedente all’informatica, in quell’epoca in cui tutto era affidato alle mani e alla fatica fisica degli esseri umani, Noè fece la stessa cosa ogni giorno. Per 120 anni non si arrese mai né si fermò. Centoventi anni: come possiamo immaginarcelo? Poteva qualcun altro nel genere umano rimanere impegnato a fare una cosa sola per 120 anni? (No.) Non sorprende che nessuno potesse rimanere impegnato a fare una cosa sola per 120 anni. Eppure vi fu un uomo che per 120 anni perseverò, senza variazioni, in ciò che Dio gli aveva affidato, senza mai lamentarsi né arrendersi, indifferente a ogni ambiente esterno, portando a termine il suo compito esattamente come aveva detto Dio. Di che questione si trattava? Nel genere umano era una cosa rara, insolita, anzi unica. Nell’onda lunga della storia umana, fra tutte le razze umane che avevano seguito Dio, non esisteva alcunché di analogo. Quanto all’immensità e alla difficoltà dell’opera ingegneristica implicata, a livello di sforzo fisico e di fatica che richiese e alla durata che comportò, non era affatto un’impresa facile, e per questo ciò che fece Noè è qualcosa di unico per l’intera umanità ed egli costituisce un modello e un esempio per tutti coloro che seguono Dio. Noè non aveva ascoltato che pochi messaggi, e all’epoca Dio non aveva espresso molte parole, quindi va da sé che Noè non capiva molte verità. Non comprendeva la scienza moderna né la conoscenza moderna. Era un uomo estremamente ordinario, un membro qualsiasi del genere umano. Però sotto un certo aspetto era diverso da tutti gli altri: sapeva obbedire alle parole di Dio, sapeva seguire e attenersi alle parole di Dio, sapeva quale fosse la posizione consona dell’uomo ed era in grado di credere veramente e di sottomettersi alle parole di Dio: nient’altro. Questi pochi e semplici assiomi furono sufficienti a consentire a Noè di realizzare tutto ciò che Dio gli aveva affidato, ed egli perseverò in questo non per pochi mesi, né per qualche anno, né per vari decenni, ma per più di un secolo. Non è strabiliante questo numero? Chi avrebbe potuto farlo se non Noè? (Nessuno.) […] Noè fu in grado di portare a termine l’incarico da parte di Dio perché, quando ascoltò le parole di Dio, seppe tenerle saldamente nel cuore; per lui, l’incarico da parte di Dio fu un’impresa vita natural durante, la sua fede era incrollabile, la sua volontà rimase inalterata per cento anni. Questo perché aveva un cuore che temeva Dio, era una persona reale, e aveva la massima ragionevolezza, tanto che Dio gli affidò la costruzione dell’arca(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Secondo excursus: Come Noè e Abramo obbedirono alle parole di Dio e Gli si sottomisero (Parte prima)”). Dopo aver letto le parole di Dio, sono rimasta molto commossa e mi sono vergognata. Noè non aveva sentito molte parole di Dio, né capiva molta verità, ma è stato in grado di perseverare nell’incarico di Dio per centoventi anni. Questo perché aveva una coscienza e una ragione. Quando Noè ha sentito Dio chiedergli di costruire l’arca prima che il diluvio distruggesse il mondo, Noè ha sperimentato l’intenzione urgente di Dio e ha iniziato ad avere un cuore che mostrava considerazione per Dio. Ha trattato la costruzione dell’arca come la cosa più importante e urgente che doveva fare. Mentre Noè completava l’enorme progetto di costruzione dell’arca, ha affrontato difficoltà, fallimenti, malattie, stanchezza, la mancanza di comprensione da parte della sua famiglia e il ridicolo e la calunnia della gente del mondo, ma dall’inizio alla fine, ha perseverato nell’incarico di Dio e non pensò mai di abbandonarlo. Provava anche costantemente profonda gratitudine per il fatto che Dio gli avesse affidato un incarico così importante, ed era spesso ispirato dall’esaltazione che Dio gli riservava. L’atteggiamento di Noè verso le parole di Dio e l’incarico di Dio è stato di obbedire e accettare; sottomettersi e perseverare. Questa era una manifestazione del fatto che Noè possedeva una coscienza e una ragione. Questo tipo di carattere è davvero così prezioso! Quando ho visto Dio chiedere “Noè riuscì a perseverare per 120 anni. E voi per quanti anni potreste perseverare?(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Secondo excursus: Come Noè e Abramo obbedirono alle parole di Dio e Gli si sottomisero (Parte prima)”). Non avevo davvero nulla da dire in risposta! Attraverso questi anni, avevo goduto dell’irrigazione e della provvista di così tante parole di Dio, e della Sua cura e protezione ma, dopo aver svolto il dovere di riparazione delle apparecchiature per soli due anni, non riuscivo più a persistere, e ho iniziato a essere negligente e superficiale. Non avevo davvero un briciolo di coscienza o ragione, ed ero assolutamente inaffidabile! Ho provato profondo rimorso e auto-biasimo, e ho pregato Dio, pentendomi: “Caro Dio, non importa per quanto tempo ancora mi verrà chiesto di svolgere questo dovere, sono disposta a farlo correttamente, e non lo farò più basandomi sulle mie preferenze”.

In seguito, mentre riassumevamo, ho scoperto che c’erano ancora molti problemi nel mio dovere. Le mie abilità di riparazione erano piuttosto nella media e dovevo ancora continuare a imparare abilità. Tuttavia, poiché non mi ero sforzata di fare progressi e non mi ero impegnata a fondo nello studio delle abilità professionali, le mie abilità di riparazione non erano migliorate molto. Ero davvero così arrogante e presuntuosa. Non riconoscevo le mie mancanze, e sentivo di sapere come fare questa cosa, o di aver padroneggiato quella cosa, e che non c’erano più difficoltà o sfide in questo dovere. Ero davvero troppo ignorante e non conoscevo affatto la vera misura di me stessa. In seguito, ho dovuto prendere sul serio il mio dovere secondo i requisiti di Dio, scoprire le mie carenze e mancanze, e cercare di migliorare le mie abilità per poter svolgere il mio dovere in modo da essere all’altezza degli standard.

In seguito, non ho più pensato a cambiare il mio dovere, ma ho pensato a come svolgerlo bene. Quando la mia mentalità è cambiata, i miei precedenti sentimenti di irritabilità e noia sono scomparsi, e sono stata in grado di dedicare il mio cuore ai miei doveri. Non importa se il problema è semplice o difficile, sono in grado di affrontarlo seriamente, e dedicare tempo ed energie per riparare bene le apparecchiature il più rapidamente possibile, senza ritardarne l’uso da parte dei miei fratelli e sorelle. Ringrazio la rivelazione datami dalle parole di Dio per avermi dato una certa comprensione del mio stato nello svolgere il mio dovere e avermi aiutata ad apportare alcuni cambiamenti in esso. Ringrazio Dio dal profondo del mio cuore!

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