La Parola appare nella carne

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La visione del lavoro di Dio (3)

La prima volta che Dio Si fece carne avvenne per concepimento dello Spirito Santo e in relazione all’opera che intendeva realizzare. Il nome di Gesù ha contraddistinto l’inizio dell’Età della Grazia. Quando Gesù cominiciò a svolgere il Suo ministero, lo Spirito Santo iniziò a rendere testimonianza al Suo nome, non si menzionava più il nome di Jahvè, e invece lo Spirito Santo diede inizio alla nuova opera principalmente nel nome di Gesù. La testimonianza di coloro che credettero in Lui fu data per Gesù Cristo e anche l’operato che svolse fu fatto per Lui. La conclusione dell’Età della Legge dell’Antico Testamento indicava che era giunta al termine l’opera portata principalmente avanti sotto il nome di Jahvè. In seguito, il nome di Dio non era più quello di Jahvè, bensì fu chiamato Gesù e, da qui in poi, lo Spirito Santo iniziò a operare, soprattutto sotto il nome di Gesù. Così ai giorni d’oggi, quando ti nutri ancora delle parole di Jahvè e utilizzi nondimeno l’opera dell’Età della Legge, non segui i precetti? Non sei rimasto immobilizzato nel passato? Oggi, sapete che sono giunti gli ultimi giorni. Quando Gesù verrà, sarà ancora chiamato Gesù? Jahvè disse al popolo d’Israele che sarebbe venuto un Messia, ma quando arrivò, non fu chiamato Messia, ma Gesù. Gesù disse che sarebbe venuto di nuovo e che sarebbe ritornato come era partito. Furono queste le parole di Gesù, ma eri testimone di come partì Gesù? Gesù Se ne andò su una nuvola bianca, ma sarebbe ritornato davvero con il corpo tra gli uomini su una nuvola bianca? Se così fosse, non si chiamerebbe ancora Gesù? Quando Egli verrà di nuovo, sarà già cambiata l’epoca, ma Si chiamerà ancora Gesù? Dio è conosciuto soltanto con il nome di Gesù? Non potrebbe chiamarSi con un nuovo nome nella nuova era? Le sembianze di una persona e un nome particolare possono rappresentare Dio interamente? In ogni epoca Dio compie una nuova opera e viene chiamato con un nuovo nome; come potrebbe fare la stessa opera in epoche diverse? Come potrebbe vivere nel passato? Il nome di Gesù fu scelto per l’opera della redenzione, verrà quindi chiamato ancora con lo stesso nome quando ritornerà negli ultimi giorni? Realizzerà ancora l’opera di redenzione? Com’è che Jahvè e Gesù sono uno, eppure sono chiamati con nomi diversi in epoche differenti? Non è forse perché la Loro opera è diversa in queste epoche? Un unico nome può rappresentare Dio interamente? Dio deve essere chiamato con un nome diverso in un’epoca differente; e deve utilizzare il nome per modificare l’epoca e rappresentarla, poiché un solo nome non può rappresentare pienamente Dio Stesso e ogni nome può rappresentare solo l’indole di Dio durante una certa epoca e ha unicamente bisogno di rappresentare la Sua opera. Pertanto, Dio può sceglierSi qualsiasi nome che si addice alla Sua indole per rappresentare l’intera epoca. Indipendentemente dal fatto che sia l’età di Jahvè o di Gesù, ogni epoca è rappresentata da un nome. Dopo l’Età di Grazia, è giunta l’età finale ed è già venuto Gesù. Come potrebbe chiamarSi ancora Gesù? Come potrebbe assumere pure la forma di Gesù tra gli uomini? Hai dimenticato che Gesù aveva proprio le sembianze di un Nazareno? Hai dimenticato che Gesù è stato l’unico Redentore del genere umano? Come intraprenderebbe l’opera di conquista e di perfezione degli uomini negli ultimi giorni? Gesù Se ne andò su una nuvola bianca, questa è la realtà, ma come tornerebbe su una nuvola bianca tra gli uomini ed essere ancora chiamato Gesù? Se davvero è arrivato su una nuvola, non dovrebbe essere riconosciuto dagli uomini? Non Lo riconoscerebbero le persone in tutto il mondo? In quel caso, Gesù non sarebbe soltanto Dio? In tal caso, l’immagine di Dio avrebbe le sembianze di un Ebreo e sarebbe lo stesso sempre. Gesù disse di tornare come era partito, ma sai il vero significato delle Sue parole? Potrebbe davvero avervelo detto? Sai solo che Lui tornerà come era partito su una nuvola, ma sai esattamente come Dio realizza la Sua opera? Se tu fossi davvero in grado di capire, ebbene, come andrebbero spiegate le parole di Gesù? Egli ha detto: “Quando il Figliuol dell’uomo verrà negli ultimi giorni, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre sa, cioè, solo lo Spirito sa”. Se tu sei capace di sapere e di capire, non ti sembrano parole vuote? Persino il Figlio dell’uomo non lo sa, dunque, lo puoi conoscere tu? Se avessi visto con i tuoi stessi occhi, quelle parole non sarebbero state dette invano? E cosa ha detto Gesù all’epoca? “Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo. E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell’uomo. … Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà”. Quando quel giorno arriverà, non lo saprà Lui Stesso. Il Figlio dell’uomo Si riferisce al Dio che Si è fatto carne, che è una persona normale e comune. Se non lo sa Lui Stesso, come lo sapresti tu? Gesù disse che sarebbe tornato come era partito. Quando arriva, non lo sa nemmeno Lui, ti potrebbe quindi informare prima? Puoi conoscere il Suo arrivo? Non è che si tratta di uno scherzo? Ogni volta che Dio arriva sulla terra, cambia nome, sesso, sembianze e operato; Egli non ripete la Sua opera, è sempre nuovo e mai vecchio. Quando venne in passato, Egli era chiamato Gesù; potrà ancora essere chiamato Gesù quando tornerà di nuovo questa volta? Quando venne in passato, era un uomo; potrà essere un uomo ancora questa volta? Quando venne nell’Età della Grazia, la Sua opera doveva consistere nella crocefissione; quando verrà di nuovo, redimerà ancora l’umanità dal peccato? Verrà ancora inchiodato sulla croce? Non sarebbe una ripetizione della Sua opera? Non sai che Dio è sempre nuovo e mai vecchio? Ci sono quelli che dicono che Dio è immutabile. È giusto, ma si riferisce all’immutabilità dell’indole e della sostanza di Dio. Cambiamenti nel Suo nome e nella Sua opera non dimostrano che sia mutata la Sua sostanza; in altre parole, Dio sarà sempre Dio e questo non cambierà mai. Se affermi che l’opera di Dio rimane sempre la stessa, riuscirebbe quindi a ultimare il Suo piano di gestione di seimila anni? Ti basta sapere che Dio è immutabile per sempre, eppure sai che è sempre nuovo e mai vecchio? Se non fosse mai cambiata l’opera di Dio, avrebbe guidato l’umanità sino a oggi? Se Dio è immutabile, come mai ha già compiuto l’opera di due epoche? La Sua opera va sempre avanti e la Sua indole è rivelata gradualmente all’uomo. È proprio la Sua indole intrinseca a essere palesata che all’inizio era nascosta all’uomo. Dio non gliela rilevo mai apertamente e l’uomo non conobbe affatto Dio, il quale ricorse alla Sua opera per rivelare gradualmente la Sua indole all’uomo; tuttavia, ciò non vuol dire che la Sua indole cambi in ogni epoca. Non è che l’indole di Dio sia in continua evoluzione perché è sempre in evoluzione la Sua volontà. Più propriamente, poiché l’opera di Dio si svolge in epoche diverse, all’uomo viene rivelata gradualmente per intero la Sua indole intrinseca, affinché possa essere conosciuta. Tuttavia, ciò non dimostra affatto che all’inizio Dio non abbia un’indole particolare, e che la Sua Stessa indole sia gradualmente mutata con il passare dei secoli; tale convinzione è una sciocchezza. Dio rivela all’uomo la Sua indole intrinseca particolare, ciò che Egli è, con il passare dei secoli. L’opera di una singola età non può esprimere tutta l’indole divina. E così, le parole “Dio è sempre nuovo e mai vecchio” si riferiscono alla Sua opera e le parole “Dio è immutabile” si riferiscono a ciò che Dio ha intrinsecamente ed è. Nonostante tutto, tu non puoi definire l’opera di seimila anni con un’espressione, o descriverla con parole solo stagnanti. Questa è la stupidità umana. Dio non è così semplice come l’uomo immagina, e la Sua opera non si fermerà a un’epoca. Jahvè, ad esempio, non indica sempre il nome di Dio; Dio realizza la Sua opera anche sotto il nome di Gesù, a dimostrazione che l’opera di Dio va sempre avanti.

Dio sarà sempre Dio, e non diventerà mai Satana; Satana sarà sempre Satana e non diventerà mai Dio. La sapienza di Dio, la mirabilità di Dio, la rettitudine di Dio e la maestà di Dio non potranno mai mutare. La Sua sostanza e quello che ha ed è non cambieranno mai. Tuttavia, la Sua opera procede incessantemente, andando sempre più in profondità perché Dio è sempre nuovo e mai vecchio. In ogni epoca Dio assume un nuovo nome e compie una nuova opera, e in ogni periodo consente alle creature di conoscere la Sua attuale volontà e la Sua indole rinnovata. Se gli uomini non comprendono l’espressione della nuova indole divina nell’epoca nuova, non Lo inchioderebbero sempre sulla croce? E così facendo, non delimiterebbero Dio? Se Dio si incarnò solo come un uomo, gli individui Lo avrebbero definito come uomo, come il Dio degli uomini e non avrebbero creduto mai che Egli fosse il Dio delle donne. Gli individui credono che Dio sia dello stesso sesso degli uomini, che Dio sia il capo degli uomini, e quello delle donne? Questo è ingiusto; non è un trattamento preferenziale? Se così fosse, tutti coloro che Dio salvò sarebbero uomini come Lui, e non ci sarebbe salvezza per le donne. Quando Dio forgiò l’uomo, creò Adamo ed Eva. Egli non plasmò solo Adamo, ma creò a Sua immagine maschio e femmina. Dio non è solo il Dio degli uomini, è anche il Dio delle donne. Dio ha una nuova opera da compiere negli ultimi giorni. Egli rivelerà altro della Sua indole, e non sarà la compassione e l’amore al tempo di Gesù. Poiché avrà una nuova opera, quest’ultima sarà associata a una nuova indole. Se quest’opera fosse, dunque, realizzata dallo Spirito, se Dio non diventerà carne, e invece lo Spirito parlerà direttamente attraverso il tuono, così da non entrare in contatto con l’uomo, questi conoscerebbero la Sua indole? Se l’opera l’attuasse solo lo Spirito, l’uomo non avrebbe alcuna possibilità di conoscere la Sua indole. Le persone possono vedere con i propri occhi soltanto l’indole di Dio quando diventa carne, rivela le Sue parole nella carne ed esprime tutta la Sua indole attraverso la carne. Dio vive veramente tra gli uomini. Egli è tangibile; l’uomo può davvero impegnarsi con la Sua indole e quello che Egli ha ed è; soltanto così l’uomo può realmente conoscerLo. Nello stesso tempo, Dio completò completato l’opera divina, essendo il Dio degli uomini e delle donne e raggiunse la totalità della Sua opera nella carne. In ogni epoca nuova Dio non replica la Sua opera. Poiché sono giunti gli ultimi giorni, Egli attua l’opera degli ultimi giorni e rivela tutta la Sua indole durante gli stessi. Gli ultimi giorni sono un’epoca a sé stante, quella in cui Gesù disse che dovete patire grandi sofferenze e affrontare terremoti, carestie e pestilenze, a dimostrazione che si tratta di una nuova epoca, e non è più quella precedente, l’Età della Grazia. Se, come si ritiene, Dio è eternamente immutabile, la Sua indole è sempre misericordiosa e amorevole, ed Egli ama l’uomo come Sé Stesso, offrendo a tutti gli individui la salvezza e non odiando alcuno, sarebbe mai in grado di portare a termine la Sua opera? Quando è venuto Gesù, fu inchiodato sulla croce, e Si sacrificò per tutti i peccatori, offrendo Sé Stesso sull’altare. Il Cristo aveva ormai completato l’opera della redenzione e aveva già portato a compimento l’Età della Grazia, a che cosa sarebbe servito ripetere l’opera di allora negli ultimi giorni? Fare la stessa cosa non sarebbe equivalso a negare l’opera di Gesù? Se Dio non realizza l’opera della crocifissione, quando verrà in questa fase, ma rimane amorevole e compassionevole, allora potrebbe porre fine all’epoca? Un Dio amorevole e compassionevole può portare a compimento l’età? Nella Sua opera conclusiva di condurre a termine l’età, l’indole divina è quella del castigo e del giudizio, che mette in luce tutto ciò che è ingiusto, giudica pubblicamente ogni popolo, e perfeziona quelli che Lo amano veramente. L’epoca può essere portata a compimento unicamente da un’indole siffatta. Sono già arrivati gli ultimi giorni. Tutte le cose vengono classificate in base al tipo, e vengono divise in diverse categorie secondo la loro natura. Questo è il tempo in cui Dio rivela la fine e la meta dell’uomo. Se gli uomini non vengono sottoposti al castigo e al giudizio, non c’è alcun modo di palesare la disubbidienza e l’iniquità umana. Solo attraverso il castigo e il giudizio può essere rivelata la fine di tutte le cose. L’uomo mostra il suo vero volto unicamente quando è castigato e giudicato. Il male deve tornare al male, il bene deve tornare al bene e l’uomo va classificato in base alla sua natura. Attraverso il castigo e il giudizio, va rivelata la fine di tutte le cose, affinché sia punito il male e sia ricompensato il bene, e tutti gli esseri umani siano soggetti al dominio di Dio. Tutta l’opera necessita del retto castigo e giudizio per essere compiuta. Giacché la corruzione dell’uomo ha raggiunto il culmine e la sua disubbidienza è stata troppo grave, solo l’indole retta divina, che è principalmente quella del castigo e del giudizio, e si palesa durante gli ultimi giorni, è in grado di trasformare interamente l’uomo e renderlo perfetto. Solo un’indole siffatta può smascherare il male e punire severamente tutti gli iniqui. Pertanto, un’indole di questo tipo possiede il significato dell’epoca, e la rivelazione e la manifestazione della Sua indole sono per il bene dell’opera di ogni nuova epoca. Dio non palesa la Sua indole in modo arbitrario e insensato. Quando viene rivelata la fine dell’uomo negli ultimi giorni, se Dio concede ancora all’uomo compassione e amore inesauribili, se ama sempre l’uomo senza sottoporlo a retto giudizio, ma gli mostra tolleranza, pazienza e perdono, se perdona ancora l’uomo a prescindere dai gravi peccati commessi, senza alcun retto giudizio, potrebbe mai esserci una fine all’intera gestione di Dio? Quando una simile indole potrebbe condurre alla giusta meta l’umanità? Prendi in considerazione, ad esempio, un giudice che è sempre amorevole, d’animo gentile e delicato. Egli ama gli uomini indipendentemente dalle colpe che hanno commesso, ed è amorevole e tollerante con tutti, chiunque essi siano. Quando potrà emettere una sentenza giusta? Durante gli ultimi giorni, solo un retto giudizio può dividere in categorie l’umanità e condurla in un nuovo regno. In questo modo, l’intera epoca viene conclusa attraverso l’indole retta divina del giudizio e del castigo.

L’opera di Dio durante tutto il Suo piano di gestione è perfettamente chiara: l’Età della Grazia è l’Età della Grazia, e gli ultimi giorni sono gli ultimi giorni. Ci sono evidenti differenze tra ciascuna età, per ogni epoca Dio compie la Sua opera che rappresenta quell’età. Per attuare l’opera degli ultimi giorni, ci devono essere il fuoco, il giudizio, il castigo, l’ira e la distruzione per portare al termine il periodo. Gli ultimi giorni si riferiscono al periodo della fine. Durante questo periodo conclusivo, non sarà Dio a mettere fine all’epoca? E solo attraverso il castigo e di giudizio si può portare l’epoca al termine. Lo scopo di Gesù fu quello di far sì che l’uomo potesse continuare a esistere e a vivere, e realizzarlo in un modo migliore. Ha salvato l’uomo dal peccato affinché avesse fine la depravazione costante e non vivesse più nell’Ade e negli inferi e, salvandolo dall’Ade e dagli inferi, Egli ha permesso all’uomo di continuare a vivere. In questo momento, gli ultimi giorni sono arrivati. Egli intende annientare l’uomo, distruggerlo completamente, il che significa che deve ribaltare la disobbedienza dell’uomo. Pertanto, l’indole compassionevole e amorevole di Dio dei tempi passati sarebbe incapace di porre fine all’epoca e incapace di portare a termine il piano di gestione di seimila anni di Dio. Ogni epoca mostra una manifestazione speciale dell’indole divina e ogni periodo contiene l’opera che andrebbe fatta da Dio. Così, l’operato svolto da Dio Stesso in ogni epoca contiene l’espressione della Sua vera indole, il Suo nome e l’opera che realizza mutano con l’età; sono tutti nuovi. Durante l’Età della Legge, l’opera di condurre l’umanità fu realizzata sotto il nome di Jahvè e la prima fase dell’opera fu attuata sulla terra. L’opera di questa fase riguardava l’edificazione del tempio e dell’altare e l’utilizzo della legge per guidare gli Israeliti e agire tra il popolo eletto. Nel condurre il popolo di Israele, Egli stabilì una base per la Sua opera sulla terra. Da questa, ampliò la Sua opera al di là di Israele, cioè, a partire da Israele, estese la Sua opera all’esterno, in modo che le generazioni successive venissero a sapere con gradualità che Jahvè era Dio, e che Jahvè aveva creato il cielo e la terra e tutte le cose, aveva fatto tutte le creature. Diffuse il Suo operato tramite il popolo di Israele. La terra di Israele fu il primo luogo sacro dell’opera di Jahvè nel mondo e la prima azione di Dio sulla terra fu compiuta in ogni parte del territorio degli Israeliti: ecco l’opera dell’Età della Legge. Nell’opera dell’Età della Grazia, Gesù era Dio che salvò l’uomo. Ciò che Egli aveva ed era, fu grazia, benignità, compassione, comprensione, pazienza e umiltà, amore e tolleranza, e molto dell’operato che svolse riguardava la redenzione dell’uomo. E per quanto concerne la Sua indole, si rivelò nella compassione e nell’amore, poiché Egli era compassionevole e amorevole, doveva essere inchiodato sulla croce per l’uomo, al fine di mostrare che Dio amava l’uomo come Sé Stesso, nella misura in cui sacrificò totalmente Sé Stesso. Satana ha detto: “Poiché Tu ami l’uomo, devi amarlo a un livello estremo: devi essere inchiodato sulla croce, per liberare l’uomo dalla croce, dal peccato, e Tu offrirai Te Stesso in cambio di tutta l’umanità”. Satana fece la seguente scommessa: “Poiché sei un Dio amorevole e compassionevole, devi amare l’uomo a un livello estremo, devi offrire Te Stesso fino alla croce”. Gesù replicò: “A condizione che sia per l’umanità, Io sono disposto a consegnare tutto Me Stesso”. In seguito, Gesù salì sulla croce senza esitazione e redense l’intera umanità. Durante l’età della Grazia, il nome di Dio era Gesù, il che vuol dire che Dio fu un Dio che salvò l’uomo, e che era un Dio compassionevole e amorevole. Dio era con l’uomo. Il Suo amore, la Sua compassione, e la Sua salvezza accompagnarono ogni singolo individuo. L’uomo potrebbe ottenere solo la pace e la gioia, ricevere la Sua benedizione e le Sue immense e numerose grazie, e ricevere la Sua salvezza, se accettasse il Suo nome e la Sua presenza. Con la crocifissione di Gesù, tutti coloro che L’hanno seguito, hanno ottenuto la salvezza e i loro peccati sono stati perdonati. Durante l’Età della Grazia, il nome di Dio era Gesù. In altre parole, l’opera dell’Età della Grazia fu realizzata soprattutto sotto il nome di Gesù. Durante l’Età della Grazia, Dio fu chiamato Gesù. Compì una nuova opera oltre l’Antico Testamento, e il Suo ministero si concluse con la crocifissione, come completamento della Sua opera. Pertanto, durante l’Età della Legge, Jahvè era il nome di Dio, e nell’Età della Grazia il nome di Gesù rappresentava Dio. Negli ultimi giorni, il Suo nome è Dio Onnipotente, l’Onnipotente, e usa la Sua potenza per guidare l’uomo, per conquistarlo e guadagnarlo e, alla fine, conclude il periodo. In ogni epoca, in ogni fase del Suo operato, si manifestò l’indole divina.

All’inizio, condurre l’uomo durante l’Età della Legge dell’Antico Testamento fu come guidare la vita di un bambino. La prima umanità, appena nata, di Jahvè era il popolo di Israele, il quale ignorava come temere Dio o vivere sulla terra. Vale a dire che Jahvè creò l’uomo, cioè, creò Adamo ed Eva, ma non diede loro le facoltà di sapere come temere Jahvè o seguire le Sue leggi sulla terra. Senza la guida diretta di Jahvè, nessuno poteva esserne al corrente direttamente, poiché all’inizio l’uomo non possedeva tale facoltà. L’uomo sapeva soltanto che Jahvè era Dio e non aveva idea di come temerLo, di cosa fare per temerLo, con quale animo temerLo e cosa offrirGli in segno di timore. L’uomo sapeva solo come godere di ciò che poteva essere gustato tra tutte le cose create da Jahvè. L’uomo non aveva alcuna vaga idea di quale tipo di vita sulla terra si addicesse a una creatura di Dio. Senza orientamento, senza qualcuno che la guidasse personalmente, un’umanità simile non avrebbe mai potuto condurre una vita appropriata e avrebbe solo potuto essere furtivamente sedotta da Satana. Jahvè creò il genere umano, vale a dire che creò gli antenati del genere umano: Adamo ed Eva. Tuttavia, Egli non concesse loro alcuna intelligenza o saggezza ulteriore. Sebbene vivessero già sulla Terra, non avevano capito quasi nulla. E così, l’opera di Jahvè nella creazione del genere umano era soltanto a metà. Non era affatto completata. Egli plasmò unicamente un archetipo d’uomo d’argilla, al quale diede il Suo respiro, senza concedergli una sufficiente volontà di temerLo. Inizialmente, l’uomo non possedeva l’animo per temerLo o per paventarLo, e sapeva soltanto ascoltare le Sue parole. L’uomo ignorava la conoscenza basilare per vivere sulla terra e le corrette regole di vita. E dunque, sebbene Jahvé avesse creato l’uomo e la donna e avesse terminato in sette giorni l’impresa, Egli non aveva reso completo l’uomo, perché era unicamente un involucro e non propriamente un uomo. L’uomo sapeva solo che era Jahvè ad averlo plasmato, ma non aveva una vaga idea di come rispettare le parole e le leggi di Jahvè. Dopo la creazione dell’umanità, dunque, l’opera di Jahvè era tutt’altro che conclusa. Egli doveva anche guidare completamente l’uomo che aveva davanti, affinché fosse in grado di convivere sulla terra e di temerLo, e di condurvi uno stile di vita corretto, dopo essere stato guidato da Lui. Soltanto allora l’opera, che fu realizzata soprattutto sotto il nome di Jahvè, poteva dirsi conclusa; vale a dire che, soltanto in quel momento, l’opera della creazione del mondo da parte di Jahvè era definitivamente terminata. E così, poiché ha creato l’uomo, dovette guidare la sua vita sulla Terra per diverse migliaia di anni, cosicché l’umanità fosse in grado di rispettare i Suoi decreti e le Sue leggi, prendendo parte a tutte le attività di una vita giusta sulla terra. Solo allora fu completata l’opera di Jahvè. Egli iniziò quest’opera dopo aver creato l’uomo, e proseguì fino a Giacobbe, nell’epoca in cui i dodici figli di Giacobbe divennero le dodici tribù di Israele. Da quel momento in poi, tutti in Israele divennero gli esseri umani che furono ufficialmente guidati da Lui sulla terra, e Israele divenne il luogo specifico nel mondo, in cui Egli compì la Sua opera. Jahvè fece di questi uomini il primo gruppo attraverso il quale realizzare il Suo operato ufficiale sulla terra, e fece sì che tutto il territorio di Israele fosse il punto di partenza per la Sua opera. Egli li usò come l’inizio di un’opera ancora più grande, affinché tutti gli uomini, creati da Lui sulla terra, sapessero come temerLo e come vivere. Le gesta degli Israeliti sono quindi diventate un esempio da seguire per i Gentili, e ciò che fu detto tra il popolo di Israele si è tramutato in parole alle quali i Gentili hanno dovuto prestare ascolto. Essendo stati i primi a ricevere le leggi e i comandamenti di Jahvé, gli Israeliti sono stati altresì i primi a conoscere come rispettare le Sue vie. Sono stati gli antenati che conoscevano le vie di Jahvé ed erano l’esempio tipico dell’umanità da Lui scelta. Quando è sopraggiunta l’Età della Grazia, Jahvé non guidò più gli uomini in questo modo. L’uomo aveva commesso il peccato e vi si era abbandonato; dunque, iniziò a salvare l’uomo dal peccato. Così facendo, Egli rimproverò l’uomo sino a quando quest’ultimo non fu completamente liberato dal peccato. Attualmente, l’uomo si è lasciato andare a una tale depravazione che l’opera di questa fase può essere raggiunta solo attraverso il giudizio e il castigo. Questa è stata l’opera di alcune epoche. Tale opera implica l’utilizzo del nome di Dio, dell’opera di Dio e delle diverse immagini di Dio, per dividere e cambiare i secoli. Il nome di Dio e la Sua opera rappresentano la Sua epoca e il Suo operato in ognuna di esse. Se l’opera di Dio in ogni epoca fosse sempre la stessa, e fosse sempre chiamato con il medesimo nome, come potrebbe conoscerLo l’uomo? Dio deve essere chiamato Jahvè e, a parte un Dio denominato Jahvè, un altro chiamato con qualsiasi altro nome non è Dio. Se Dio può essere chiamato soltanto Gesù e non con un altro nome se non Gesù; a parte Gesù, Jahvè non è Dio, e Dio Onnipotente non è nemmeno Dio. L’uomo crede che sia vero che Dio è onnipotente, ma Dio è un Dio con l’uomo; Dio va chiamato Gesù, perché Dio è con l’uomo. Per farlo, si deve seguire la dottrina e vincolare Dio a un ambito. L’opera che Dio realizza, dunque, in ogni epoca, il nome con cui Egli è chiamato, e le sembianze da Lui assunte e ogni fase della Sua opera sino ad oggi non seguono un’unica regola, e non sono soggette ad alcun vincolo. Egli è Jahvè, ma è anche Gesù, come pure il Messia e Dio Onnipotente. Il Suo operato può cambiare gradualmente, e ci sono mutamenti corrispondenti nel Suo nome. Nessun singolo nome Lo può rappresentare interamente, ma tutti i nomi con cui viene chiamato sono in grado di rappresentarLo e l’opera che compie in ogni epoca rappresenta la Sua indole. Diciamo che, quando giungono gli ultimi giorni, il Dio che vedi è sempre Gesù, e sale su una nuvola bianca, e ha ancora le sembianze di Gesù, e le parole da Lui proferite sono ancora le parole di Gesù: “Voi dovete amare il vostro prossimo come voi stessi, dovete digiunare e pregare, amare i vostri nemici come amate la vostra vita, sopportare gli altri ed essere pazienti e umili. Solo così potete essere Miei discepoli”. Se fate tutto ciò, potrete entrare nel Mio regno. Non è l’opera dell’Età della Grazia? Non è il modo di cui fu detto durante l’Età della Grazia? Cosa provate quando ascoltate queste parole? Non sentite che è ancora l’opera di Gesù? Non è una replica del Sua operato? Potrebbe appagare l’uomo? Potete accorgervi che l’opera di Dio può rimanere solo com’è ora senza poter progredire ulteriormente. Egli ha unicamente un così grande potere, non ha alcuna opera nuova da realizzare e ha raggiunto i Suoi limiti. Duemila anni fa era l’Età della Grazia e duemila anni dopo predica ancora alla maniera dell’Età della Grazia e fa sempre sì che le persone si pentano. Gli uomini diranno: “Dio, Tu hai soltanto un potere così grande. Io credo che Tu sia così saggio, eppure conosci solo la tolleranza e la pazienza, Tu sai solo amare il Tuo nemico e nulla di più”. Nella mente dell’uomo, Dio sarà sempre com’è stato nell’Età della Grazia e l’uomo sempre crederà che Dio sia amorevole e compassionevole. Pensi che l’opera di Dio batta sempre lo stesso sentiero? In questa fase del Suo operato non deve essere crocefisso, dunque, tutto ciò che vedete e toccate sarà diverso da quello che avete immaginato e ascoltato. In questo periodo, Dio non Si preoccupa dei Farisei, tiene il mondo nell’ignoranza, e solo voi seguaci Lo conoscete, perché Egli non sarà crocefisso di nuovo. Durante l’Età della Grazia, Gesù predicò pubblicamente in tutto il paese per amore del Suo Vangelo. Si impegnò con i Farisei per amore della crocefissione; se non avesse trattato con i Farisei e quanti detenevano il potere non avessero mai saputo di Lui, come avrebbe potuto essere condannato, e poi tradito e inchiodato sulla croce? Si impegnò con i Farisei per amore della crocefissione. Oggi, Egli compie la Sua opera nel segreto, al fine di evitare la tentazione. L’opera, il significato e il contesto delle due incarnazioni di Dio furono tutti diversi, dunque, come potrebbe essere esattamente la stessa l’opera che ha realizzato?

Potrebbe il nome di Gesù, “Dio con noi”, rappresentare interamente l’indole di Dio? Potrebbe esprimere pienamente Dio? Se l’uomo dicesse che Dio potrebbe essere chiamato solo Gesù e non potrebbe avere alcun altro nome perché Dio non può mutare la Sua indole, allora tali parole sarebbero delle bestemmie! Ritieni che il nome di Gesù, Dio con noi, potrebbe rappresentare Dio nella Sua interezza? Dio può essere chiamato con molti nomi, ma tra questi vari nomi, non ve n’è uno che potrebbe condensare tutto ciò che Dio ha, non ve n’è uno che potrebbe rappresentarLo pienamente. Dio ha molti nomi, dunque, ma questi vari nomi non possono esprimere in pieno l’indole divina, perché è troppo ricca e si estende al di là della conoscenza umana. Il linguaggio dell’uomo è incapace di ricapitolare completamente Dio. L’uomo ha soltanto un vocabolario limitato con cui definire tutto ciò che sa dell’indole divina: grande, onorevole, meravigliosa, insondabile, suprema, santa, giusta, saggia, e così via. Troppe parole! Tale vocabolario limitato non è in grado di descrivere quel poco che l’uomo ha visto dell’indole di Dio. In seguito, molte persone hanno aggiunto più parole per descrivere meglio il fervore nel loro cuore: Dio è troppo grande! Dio è troppo santo! Dio è troppo amorevole! Oggi, espressioni come queste hanno raggiunto il loro apice, ma l’uomo è ancora incapace di definire Dio in modo chiaro. Per l’uomo, Dio ha quindi molti appellativi, eppure Lui non ha un nome, ed è così perché l’essere di Dio è immenso e il linguaggio umano è troppo inadeguato. Un termine o un nome particolare è incapace di rappresentare Dio nella Sua interezza. Dio può quindi avere un nome fisso? Dio è così grande e santo, perché non Gli permetti, dunque, di cambiare il Suo nome in ogni nuova era? Come tale, in ogni epoca in cui Dio realizza personalmente la Sua opera, utilizza un nome che si addice al periodo, per sintetizzare l’opera da Lui compiuta. Egli usa un nome particolare, quello che racchiude il significato del periodo, per rappresentare la Sua indole in quell’epoca. Dio usa il linguaggio umano per esprimere la Propria indole. Anche allora, molte persone che hanno avuto un’esperienza spirituale e hanno visto personalmente Dio, hanno compreso sempre quanto fosse riduttivo l’uso di un nome particolare per rappresentarLo nella Sua interezza, e che peccato che sia così! Tali persone non Lo chiamano con un nome qualsiasi, e Lo definiscono semplicemente “Dio”. Il loro cuore sembra pieno di amore, ma, a quanto pare, è anche soggetto a contraddizioni, perché non sanno come fornire spiegazioni su Dio. Essendo Dio immenso, non vi è alcun modo di descriverLo. Non esiste un singolo nome che possa sintetizzare l’indole divina, e non esiste un unico nome che possa definire tutto ciò che Dio ha ed è. Se qualcuno Mi chiede: “Quale nome usi esattamente?” Io replico: “Dio è Dio!” Non è il nome più consono per Lui? Non è il miglior compendio della Sua indole? Quindi, perché faticare tanto per cercare il nome di Dio? Perché non fare altro che pensare a un nome, perdendo fame e sonno? Arriverà il giorno in cui Dio non sarà chiamato Jahvè, Gesù, o il Messia, Egli sarà semplicemente designato il Creatore. In quel momento, tutti i nomi che ha preso sulla terra finiranno, perché la Sua opera nel mondo sarà giunta al termine, dopo di che non avrà nessun nome. Quando tutte le cose sono sotto il Suo dominio, perché chiamarLo con un nome molto appropriato, eppure incompleto? Cerchi ancora il nome di Dio in questo momento? Hai tuttora il coraggio di dire che Dio viene chiamato solo Jahvè? Osi anche dire che Dio può essere chiamato solo Gesù? Puoi tollerare il peccato della bestemmia contro Dio? Dovresti sapere che originariamente Dio non aveva alcun nome. Ne ha assunto solo uno, o due, o molti perché doveva compiere un’opera e guidare l’umanità. Qualunque sia il nome con cui Egli viene chiamato, non è scelto liberamente da Lui? Ha bisogno di te, una creatura, per deciderlo? Il nome con cui Dio viene chiamato dipende da ciò che l’uomo e il linguaggio umano possono comprendere, ma questo nome non può essere sintetizzato dal genere umano. Puoi solo affermare che esiste un Dio in cielo, il quale è chiamato Dio, che è Dio Stesso con un immenso potere, troppo saggio, troppo sublime, troppo meraviglioso, troppo misterioso, troppo onnipotente, e non puoi dire di più; questo è tutto ciò che sai. Parimenti, solo il nome di Gesù può rappresentare Dio Stesso? Quando giungono gli ultimi giorni, anche se è sempre Dio a compiere la Sua opera, il Suo nome deve cambiare, perché si tratta di un’epoca diversa.

Dio è l’eccelso in tutto l’universo, come poteva definire pienamente Sé Stesso assumendo forma umana? Dio Si fece carne al fine di attuare una fase della Sua opera. Non rivestono alcuna importanza le sembianze umane, e non hanno alcuna relazione con il passare dei secoli, e non hanno nulla a che fare con l’indole divina. Perché Gesù non permette di far rimanere una Sua raffigurazione? Perché non consentì agli uomini di rappresentare la Sua figura, cosicché potesse essere tramandata alle generazioni future? Perché non consentì alle persone di riconoscere che la Sua immagine era quella di Dio? Sebbene l’umanità fu creata a immagine di Dio, le sembianze umane come potrebbero rappresentare la nobile figura divina? Quando Dio Si fece carne, discese semplicemente dal cielo in carne particolare. Il Suo Spirito scende in una carne, con la quale Egli compie l’opera dello Spirito, il quale Si rivela nella carne, realizzando il Suo operato nella carne. L’opera attuata nella carne rappresenta pienamente lo Spirito e la carne è ai fini dell’operato, ma l’immagine della carne non sostituisce la vera immagine di Dio Stesso; questo non è lo scopo e il significato del Dio fatto carne. Egli S’incarna solo per far sì che lo Spirito possa avere un corpo degno in cui dimorare quando compie la Sua opera, in modo tale da attuarla nella carne; cosicché gli uomini possano vedere il Suo operato, entrare in contatto con la Sua indole, ascoltare le Sue parole, e conoscere la meraviglia della Sua opera. Il Suo nome rappresenta la Sua indole, la Sua opera simboleggia la Sua identità, ma non disse mai che le Sue sembianze nella carne raffigurassero la Sua immagine, che è semplicemente un concetto umano. E pertanto, i punti chiave dell’incarnazione di Dio sono il Suo nome, la Sua opera, la Sua indole e il Suo genere. Dio li utilizza per simboleggiare la Sua gestione in questa epoca. La Sua apparizione nella carne non incide in alcun modo sulla Sua gestione, ed è solo ai fini della Sua opera in quel periodo. Tuttavia, è impossibile al Dio che Si è fatto carne non avere sembianze specifiche, e quindi Egli sceglie la famiglia appropriata per definire il Suo aspetto. Se l’apparenza di Dio ha un significato rappresentativo, dunque, anche tutti coloro che possiedono lineamenti del viso simili a Lui rappresentano Dio. Non è un errore madornale? Il ritratto di Gesù è stato dipinto dall’uomo affinché questi potesse adorarLo. All’epoca, non fu fornita nessuna indicazione particolare dallo Spirito Santo, e così l’uomo ha tramandato il ritratto sino a oggi. Infatti, secondo l’intenzione originaria di Dio, l’uomo non avrebbe dovuto farlo. È solo per lo zelo dell’uomo che il ritratto di Gesù sia rimasto sino ad oggi. Dio è Spirito, e l’uomo non sarà mai in grado di definire esattamente com’è la Sua figura, la quale può essere soltanto rappresentata dalla Sua indole. Tu non sei capace di determinare la forma del Suo naso, della Sua bocca, dei Suoi occhi e dei Suoi capelli. Quando Giovanni ha ricevuto la rivelazione, ha visto la figura del Figlio dell’uomo: “Dalla Sua bocca usciva una spada a due tagli, i Suoi occhi erano come una fiamma di fuoco, e il Suo capo e i Suoi capelli erano bianchi come candida lana, i Suoi piedi erano a terso rame, e cinto di una cintura d’oro all’altezza del petto”. Benché le sue parole siano molto vivaci, l’immagine di Dio che ha descritto non era quella di una creatura. Quello che ha visto, è stata solo una visione, e non la figura di una persona del mondo materiale. Giovanni ha avuto una visione, ma non ha visto le reali sembianze divine. L’immagine del Dio che Si è fatto carne riguarda quella di una creatura e non può rappresentare l’indole divina nella sua interezza. Quando Jahvè plasmò l’uomo, disse di averlo fatto a Sua immagine e creò maschio e femmina. In quell’epoca, Egli disse di aver creato maschio e femmina a immagine di Dio. Sebbene l’immagine dell’uomo somigli a quella, ciò non vuol dire che le sembianze umane siano l’immagine di Dio. Non è possibile utilizzare il linguaggio umano per rappresentare pienamente la figura di Dio, perché Egli è troppo sublime, troppo grande, troppo meraviglioso e insondabile!

Quando Gesù venne a compiere la Sua opera, fu guidato dallo Spirito Santo; realizzò ciò che volle lo Spirito Santo, e non secondo la legge dell’Antico Testamento o secondo l’opera di Jahvè. Benché l’opera che Gesù si compì, non era quella di far rispettare le leggi o i comandamenti di Jahvè, la Loro fonte fu la stessa. L’opera che Gesù comì, rappresentò il nome di Gesù unitamente all’Età della Grazia; l’opera svolta da Jahvè, raffigurò Jahvè insieme all’Età della Legge. La Loro opera rappresentò l’opera di un solo Spirito in due epoche diverse. L’operato che Gesù svolse, potè rappresentare solo l’Età della Grazia, mentre quello compiuto da Jahvè descrisse unicamente l’Età della Legge nell’Antico Testamento. Jahvè condusse o soltanto il popolo di Israele e d’Egitto, e tutte le nazioni al di là di Israele. L’opera di Gesù nell’Età della Grazia del Nuovo Testamento era l’opera di Dio con il nome di Gesù, poiché Egli diresse l’epoca. Se tu affermi che l’opera di Gesù si è basata su quella di Jahvè, ed Egli non realizzò nessuna opera nuova, e tutto quello che compì è stato secondo le parole di Jahvè, secondo la Sua opera e le profezie di Isaia, dunque, Gesù non era Dio fatto carne. Se condusse il Suo operato in questo modo, fu quindi un apostolo o un lavoratore dell’Età della Legge. Se è come tu dici, Gesù non poteva inaugurare un’epoca, e non poteva fare nessun’altra opera. Parimenti, lo Spirito Santo deve svolgere principalmente il Suo operato attraverso Jahvè e, a parte Lui, lo Spirito Santo non potrebbe realizzare nessuna nuova opera. L’uomo commette un errore nel considerare l’opera di Gesù in questo modo. Se l’uomo crede che quello che Gesù compì, fosse stato in base alle parole di Jahvè e alle profezie di Isaia, Gesù fu Dio incarnato o un profeta? Secondo questo punto di vista, non vi fu l’Età della Grazia, e Gesù non fu l’incarnazione di Dio, perché l’opera che svolse, non potè rappresentare l’Età della Grazia, bensì soltanto quella della Legge dell’Antico Testamento. Esisterebbe solo una epoca rinnovata in cui Gesù è venuto a compiere una nuova opera, introducendo un nuovo periodo e superando l’operato che era stato precedentemente fatto in Israele, e non ha attuato la Sua opera in base al lavoro svolto da Jahvè in Israele, evitando di attenerSi ai Suoi vecchi precetti e di seguire le norme, per compiere la nuova opera da dover realizzare. Dio Stesso viene a inaugurare un’epoca, e Dio Stesso viene a portarla a termine. L’uomo non è in grado di svolgere il compito di dare inizio a un’epoca e di concluderla. Se Gesù non avesse concluso l’opera di Jahvè, ciò dimostrerebbe che Egli era soltanto un uomo, e non Dio. Proprio perché venne e ultimò l’opera di Jahvè, proseguendo da questa e iniziando il Suo Stesso operato, uno nuovo, rivela che si è trattato di una nuova epoca, e che Gesù fu Dio Stesso. Si compierono due fasi nettamente differenti dell’opera. Una fase fu attuata nel tempio, e l’altra fu realizzata fuori dal tempio. Una fase fu quella di condurre la vita dell’uomo secondo la legge, e l’altra quella di immolarsi come offerta per il peccato. Entrambe queste fasi dell’opera furono chiaramente diverse; questa è la divisione dei periodi, nuovo e vecchio, e non vi è alcun errore nell’affermare che si tratta di due epoche! I luoghi del loro operato furono distinti, come pure il contenuto e l’obiettivo. In quanto tali, si possono suddividere in due periodi: il Nuovo e l’Antico Testamento, vale a dire, la vecchia e la nuova epoca. Quando venne Gesù, Egli non andò nel tempio, il che dimostra che si era concluso il periodo di Jahvè. Gesù non entrò nel tempio perché lì era terminata l’opera di Jahvè, e non serviva farla di nuovo, perché sarebbe stato come ripeterla. Solo lasciando il tempio, e iniziando un nuovo operato e inaugurando un nuovo percorso al di fuori del tempio, Gesù fu in grado di portare l’opera di Dio al culmine. Se Egli non fosse andato fuori dal tempio per compiere la Sua missione, l’opera divina non avrebbe potuto mai progredire oltre il tempio, e non ci sarebbe mai stata nessuna nuova modifica. E così, quando venne Gesù, non entrò né operò nel tempio. Egli compì la Sua opera al di fuori di esso, e intraprese liberamente la Sua opera, accompagnato dai discepoli. Il fatto che Dio abbia lasciato il tempio per compiere il Suo operato significava che Egli aveva un nuovo progetto. La Sua opera andava condotta fuori dal tempio, e doveva trattarsi di una nuova che fosse senza vincoli nel modo in cui sarebbe stata attuata. La venuta di Gesù portò a termine l’opera di Jahvè durante l’Età del Vecchio Testamento. Benché non siano state definite con due nomi diversi, entrambe le fasi dell’opera furono realizzate da un solo Spirito, e quella della seconda fase fu una prosecuzione della prima. Poiché era diverso il nome, ed era differente il contenuto dell’opera, fu distinta l’età. Quando venne Jahvè, fu l’Età di Jahvè, e quando venne Gesù, fu quella di Gesù. E così, ogni volta che Dio viene, è chiamato con un nome solo, rappresenta un’età, ed inaugura un nuovo percorso; e in ogni nuovo percorso, assume un nuovo nome, il che dimostra che Dio sia sempre nuovo e mai vecchio, e che la Sua opera progredisce sempre. La storia va sempre avanti, e l’opera di Dio avanza sempre. Affinché il piano di gestione di seimila anni giunga al termine, deve continuare a progredire. Ogni giorno Egli deve realizzare una nuova opera, ogni anno deve farla; Egli deve aprire nuove strade, inaugurare nuove epoche, dare inizio a un operato nuovo e più grande, e introdurre nuovi nomi e nuove opere. Lo Spirito di Dio compie sempre un’opera nuova, la quale non rimane legata a vecchi metodi e leggi e non cessa mai, e si verifica per tutto il tempo. Se tu affermi che l’opera dello Spirito Santo è immutabile, perché Jahvè permise, dunque, ai sacerdoti di servirLo nel tempio, eppure Gesù non vi entrò, sebbene quando venne, il popolo disse di Lui anche che era il sommo sacerdote, appartenente alla casa di Davide e anche sommo sacerdote, e grande Re? E perché Gesù non offrì sacrifici? A prescindere dal fatto che fosse entrato nel tempio o no, non era tutta l’opera di Dio Stesso? Se, come immagina l’uomo, Gesù ritornerà, e sarà ancora chiamato Gesù, negli ultimi giorni, e scenderà di nuovo tra gli uomini, su una nuvola bianca, con le Sue sembianze, non sarà una ripetizione della Sua opera? Lo Spirito Santo non rimarrebbe legato al vecchio? Tutto ciò in cui l’uomo crede, sono concetti, e tutto quello che accetta è in base al significato letterale e alla sua immaginazione; non è conforme ai principi dell’opera dello Spirito Santo e alle intenzioni divine. Dio non farebbe così; Dio non è così stolto e ottuso e la Sua opera non è così semplice come tu immagini. Secondo quanto gli uomini fanno e immaginano, Gesù ritornerà su una nuvola e scenderà in mezzo a voi. Lo vedrete, a cavallo di una nuvola, ed Egli vi dirà di essere Gesù; vedrete anche i segni dei chiodi nelle Sue mani, e Lo riconoscerete come tale. E Gesù vi salverà di nuovo e sarà il vostro Dio potente. Egli vi salverà, vi impartirà un nuovo nome, e consegnerà a ciascuno una pietra bianca, dopo di che vi sarà concesso di entrare nel Regno dei Cieli e sarete accolti in paradiso. Tali convinzioni non appartengono a concetti umani? Dio opera secondo le concezioni dell’uomo, o in contrasto con quelle? Le idee umane non provengono tutte da Satana? L’uomo non è stato corrotto da Satana? Se Dio realizzasse la Sua opera secondo i concetti umani, Dio non sarebbe Satana? Non sarebbe Dio identico alle creature? Poiché queste ultime sono state così corrotte da Satana nel momento attuale tanto che l’uomo ne rappresenta la personificazione, se Dio operasse in base al modo di agire demoniaco, non sarebbe un alleato di Satana? Come può l’uomo comprendere l’opera di Dio? E dunque, Dio non opera secondo le idee umane e la tua immaginazione. Ci sono quelli che dicono che Dio Stesso disse di tornare su una nuvola. È vero che lo disse Dio Stesso, ma sai che i misteri divini sono insondabili per l’uomo? Sai che le parole di Dio non possono essere spiegate dall’uomo? Sei così sicuro di essere istruito e illuminato dallo Spirito Santo? Lo Spirito Santo te lo ha manifestato in modo così chiaro? Queste sono indicazioni dello Spirito Santo, o sono tuoi concetti? Egli ha dichiarato: “Questo è stato detto da Dio Stesso”. Tuttavia, non possiamo avvalerci delle nostre idee e delle nostre menti per valutare le espressioni divine. Per quanto concerne le parole di Isaia, puoi spiegarle con totale fiducia? Osi chiarirle? Poiché non hai l’ardire di interpretare quanto ha detto Isaia, perché ti azzardi a farlo con Gesù? Chi è più elevato, Gesù o Isaia? Siccome la risposta è Gesù, per quale motivo chiarificheresti le parole da Lui pronunciate? Dio ti avviserebbe prima della Sua opera? Nessuna creatura ne può essere a conoscenza, nemmeno i messaggeri del cielo, neppure il Figlio dell’uomo, dunque, come potresti conoscerla tu? L’uomo è troppo limitato. Ciò che è fondamentale per voi ora, è conoscere le tre fasi dell’opera. Da quella di Jahvè a quella di Gesù e da quest’ultima a quella nel periodo attuale, queste tre fasi rivestono interamente l’ampiezza della gestione divina e sono tutte opera di un unico Spirito. Da quando Dio ha creato il mondo, ha sempre gestito l’umanità. Egli è il principio e la fine, è il primo e l’ultimo, ed è Colui che inaugura un’epoca e la porta a compimento. Le tre fasi del Suo operato, in diverse epoche e luoghi differenti, sono sicuramente attuate da un solo Spirito. Tutti coloro che le separano si oppongono a Dio. In questo momento, devi comprendere che l’intera opera dalla prima fase a oggi è opera di Dio, opera di uno Spirito, su cui non vi è alcun dubbio.