1. Cos’è l’obbedienza verso Dio e quali sono le manifestazioni precise dell’obbedienza verso Dio

Parole di Dio attinenti:

Dio ha creato l’umanità e ne ha popolato la terra, e l’ha guidata fino al giorno presente. Ha quindi salvato l’umanità e Si è offerto ad espiazione del peccato per l’umanità. Alla fine, Gli resta ancora il compito di conquistare l’umanità, salvarla nella sua interezza e ripristinarne le originarie sembianze. Questa è l’opera che Lo ha impegnato dall’inizio alla fine – restituire all’uomo la sua immagine e il suo aspetto originali. Egli stabilirà il Suo regno e restituirà le originarie sembianze all’uomo, vale a dire che ripristinerà la Propria autorità sulla terra e in tutto il creato. L’uomo ha perso il proprio cuore timoroso di Dio dopo essere stato corrotto da Satana, e ha perso la funzione che una delle creature di Dio dovrebbe avere, diventando un nemico che disobbedisce a Dio. L’uomo è vissuto sotto il dominio di Satana, eseguendone gli ordini; pertanto Dio non ha avuto modo di compiere la Propria opera tra le Sue creature e tanto più di vincere il timore nelle Sue creature. L’uomo era stato creato da Dio e avrebbe dovuto adorare Dio, ma in realtà l’uomo voltò le spalle a Dio e adorò Satana. Satana divenne l’idolo nel cuore dell’uomo. Di conseguenza, Dio perse il Proprio posto nel cuore dell’uomo, vale a dire il significato della Sua creazione dell’uomo, e così, per ripristinare il significato della Sua creazione dell’uomo, Egli deve restituire le originarie sembianze all’uomo e liberarlo della sua indole corrotta. Per reclamare l’uomo a Satana, Egli deve salvare l’uomo dal peccato. Solo in tal modo Egli può gradualmente restituirgli l’originale sembianza e funzione e, alla fine, ripristinare il Proprio regno. La definitiva distruzione dei figli della disobbedienza verrà compiuta anche al fine di permettere all’uomo di adorare meglio Dio e vivere meglio sulla terra. Dal momento che Dio ha creato l’uomo, Egli farà sì che l’uomo Lo adori; dal momento che Egli desidera restituire all’uomo la sua originaria funzione, Egli la ripristinerà completamente e senza alcuna alterazione. Ripristinare la Propria autorità significa far sì che l’uomo Lo adori e Gli obbedisca; significa che Egli farà sì che l’uomo viva in ragione di Lui e farà perire i Suoi nemici a motivo della Sua autorità; significa che Egli farà sì che ogni Sua parte persista in mezzo all’umanità e senza alcuna resistenza da parte dell’uomo. Il regno che Egli desidera stabilire è il Suo regno. L’umanità che Egli desidera è una che Lo adori, che Gli obbedisca completamente e abbia la Sua gloria. Se Egli non salva l’umanità corrotta, il significato della Sua creazione dell’uomo verrà vanificato; Egli non avrà più alcuna autorità tra gli uomini e il Suo regno non potrà più esistere sulla terra. Se non distrugge quei nemici che Gli disobbediscono, Egli non sarà in grado di ottenere la Sua completa gloria, né di instaurare il Proprio regno sulla terra. Questi sono i simboli del completamento della Sua opera e i simboli del completamento della Sua grande impresa: la totale distruzione di coloro tra gli uomini che Gli disobbediscono e condurre nel riposo coloro che sono stati resi completi. Quando l’umanità sarà stata riportata alle proprie originarie sembianze, quando l’umanità potrà adempiere ai rispettivi doveri, mantenere il posto che le appartiene, in obbedienza a quanto disposto da Dio, Dio avrà ottenuto un gruppo di persone sulla terra che Lo adorano, ed avrà anche stabilito un regno sulla terra che Gli renda lode.

Tratto da “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”

L’opera svolta da Dio varia da un periodo all’altro. Se mostri grande obbedienza in una fase, ma nella successiva ne mostri meno o niente del tutto, allora Dio ti abbandonerà. Se stai al passo con Dio mentre Egli sale questo gradino, allora devi continuare a tenere il passo quando Egli salirà il prossimo. Solo allora sarai uno che obbedisce allo Spirito Santo. Dal momento che credi in Dio, devi rimanere costante nella tua obbedienza. Non puoi semplicemente obbedire quando ti pare e disobbedire quando non ti va. Tale modo di obbedire non è approvato da Dio. Se non riesci a stare al passo con la nuova opera che Io condivido e continui a rimanere aggrappato ai detti precedenti, come può esserci un avanzamento nella tua vita? L’opera di Dio è nutrirti attraverso la Sua parola. Quando obbedisci e accetti la Sua parola, allora lo Spirito Santo opererà certamente in te. Lo Spirito Santo opera esattamente nel modo di cui parlo. Fai come ho detto e lo Spirito Santo opererà prontamente in te. Ho liberato una nuova luce perché la vediate e vi attiri nella luce del momento presente. Quando camminerai in questa luce, lo Spirito Santo immediatamente opererà in te. Alcuni potranno essere recalcitranti e dire: “Io, semplicemente, non farò come dici Tu”. Allora ti dico che ormai sei giunto alla fine della strada. Ti sei inaridito e non hai più vita. Pertanto, nello sperimentare la trasformazione della tua indole, è fondamentale che tu tenga il passo con la luce presente. Lo Spirito Santo opera non solo in alcuni uomini che sono utilizzati da Dio, ma ancora di più nella Chiesa. Potrebbe svolgere la Sua opera in chiunque. Egli può svolgere la Sua opera in te ora e, dopo che l’hai sperimentata, può compierla in qualcun altro. Affrettati a seguirla; più segui da vicino la luce presente, più la tua vita può crescere. Qualunque tipo di uomo possa essere, purché lo Spirito Santo operi in lui, assicurati di seguirlo. Prendi le sue esperienze come se fossero tue, e riceverai cose ancora più elevate. In questo modo il tuo avanzamento sarà più rapido. Questo è il cammino della perfezione per l’uomo e il modo attraverso il quale la vita cresce.

Tratto da “Coloro che obbediscono a Dio con cuore sincero saranno certamente guadagnati da Lui” in “La Parola appare nella carne”

Se l’uomo può rinunciare alle proprie nozioni religiose, non utilizzerà la propria mente per misurare le parole e l’opera di Dio oggi e, invece, obbedirà direttamente. Anche se l’opera di Dio oggi è evidentemente diversa da quella del passato, sei in grado di rinunciare al modo di vedere del passato e di obbedire direttamente all’opera di Dio oggi. Se disponi di una conoscenza tale da mettere al primo posto l’opera di Dio oggi, indipendentemente da come Egli abbia operato in passato, allora sei qualcuno che ha rinunciato alle proprie nozioni, che obbedisce a Dio ed è in grado di obbedire all’opera e alle parole di Dio e di seguire le Sue orme. Facendo ciò, diverrai qualcuno che veramente obbedisce a Dio. Tu non analizzi né esamini l’opera di Dio; è come se Dio avesse dimenticato la Sua opera precedente, e così pure tu l’hai dimenticata. Il presente è il presente, e il passato è il passato, e dal momento che oggi Dio ha messo da parte ciò che Egli ha fatto in passato, tu non dovresti indugiarvi. Solo allora sarai qualcuno che obbedisce senza riserve a Dio e che ha completamente rinunciato alle proprie nozioni religiose.

Tratto da “Solo coloro che conoscono l’opera di Dio oggi possono servire Dio” in “La Parola appare nella carne”

La sottomissione all’opera di Dio deve essere tangibile e deve essere vissuta. La sottomissione a livello superficiale non può ricevere l’approvazione di Dio, e limitarsi a obbedire agli aspetti superficiali della parola di Dio senza cercare una trasformazione della propria indole non può soddisfare il Suo cuore. L’obbedienza a Dio e la sottomissione all’opera di Dio sono un’unica e identica cosa. Coloro che si sottomettono solo a Dio, ma non alla Sua opera, non possono essere considerati obbedienti, tanto meno coloro che non si sottomettono veramente e non sono che evidenti adulatori. Coloro che veramente si sottomettono a Dio sono tutti in grado di guadagnare dall’opera e di raggiungere la comprensione dell’indole e dell’opera di Dio. Solo tali uomini si sottomettono veramente a Lui. Essi sono in grado di guadagnare nuove conoscenze da una nuova opera e sperimentare nuovi cambiamenti da essa. Solo tali uomini hanno l’approvazione di Dio; solo questo tipo di uomo è quello portato a perfezione e che ha subito una trasformazione della propria indole. Coloro che ricevono l’approvazione di Dio sono quelli che volentieri si sottomettono a Lui, così come alla Sua parola e alla Sua opera. Solo questo tipo di uomo è nel giusto; solo questo tipo di uomo desidera e cerca sinceramente Dio.

Tratto da “Coloro che obbediscono a Dio con cuore sincero saranno certamente guadagnati da Lui” in “La Parola appare nella carne”

Durante il periodo che Dio trascorre nella carne, la sottomissione che Egli richiede alle persone non è ciò che esse si immaginano, ovvero non esprimere giudizi e non opporre resistenza. Piuttosto, Egli richiede che le persone facciano delle Sue parole il loro principio di vita e il fondamento della loro sopravvivenza, che assolutamente mettano in pratica l’essenza delle Sue parole e che soddisfino del tutto la Sua volontà. Questa richiesta di obbedire al Dio incarnato da un lato riguarda il mettere in pratica le Sue parole e, dall’altro, riguarda il saper sottomettersi alla Sua normalità e concretezza. Entrambi questi aspetti devono essere assoluti. Coloro che riescono a conseguire entrambi questi aspetti sono tutti quelli che nutrono un autentico amore per Dio nel loro cuore. Sono tutte persone che sono state guadagnate da Dio e che amano Dio come amano la propria vita.

Tratto da “Coloro che amano davvero Dio sono coloro che sanno sottomettersi completamente alla Sua concretezza” in “La Parola appare nella carne”

Allora, quale deve essere l’atteggiamento nei confronti di queste tre cose: Dio, la Sua incarnazione e la verità? Essere in grado di ascoltare e obbedire. Non vi è nulla di più semplice. Dopo aver ascoltato, devi accettare nel tuo cuore. Se non sei in grado di accettare qualcosa, devi continuare a ricercare fino a essere capace di un’accettazione completa; e poi, quando l’accetti, devi obbedire. Che cosa significa obbedire? Significa eseguire. Non devi tralasciare le cose dopo averle ascoltate; esteriormente prometti di farle e ne prendi nota, le metti per iscritto, le ascolti con i tuoi orecchi; ma sono assenti dal tuo cuore e, quando giunge il momento di agire, tu fai quello che desideri, relegando in un angolo della mente ciò che hai trascritto e considerandolo poco importante. Questo non è obbedire. La vera obbedienza significa ascoltare e capire col cuore, significa accettazione autentica, accettare come compito, comando, responsabilità obbligatoria. Non si tratta solo di accettare qualcosa nel tuo cuore; devi trasformarlo in azione concreta. Il cammino che percorri e l’obiettivo e la direzione che persegui sono le prescrizioni che hai ascoltato da Dio; e ciò che viene fatto dalla tua mano, desiderato dal tuo cuore, pensato dalla tua mente e il prezzo che paghi sono a beneficio di ciò che Dio ti chiede. Questo è “eseguire”. Qual è il significato implicito dell’obbedienza? Eseguire, mettere in pratica, trasformare qualcosa in realtà. Tu trascrivi su carta ciò che Dio dice e chiede, registrandolo per iscritto, ma non è nel tuo cuore e, quando viene il momento di agire, tu fai come desideri. Esteriormente sembra che tu l’abbia fatto, ma l’hai fatto secondo i tuoi principi. Questo non è ascoltare e obbedire, è disprezzo per la verità, palese violazione dei principi e inosservanza delle disposizioni della casa di Dio. È ribellione.

Tratto da “Terzo excursus – Come Noè e Abramo ascoltarono le parole di Dio e Gli obbedirono (Parte seconda)” in “Smascherare gli anticristi”

Quando Noè obbedì agli ordini di Dio, non conosceva le Sue intenzioni. Non sapeva cosa Egli volesse realizzare. Dio gli aveva soltanto dato un comando, gli aveva ordinato di fare qualcosa, ma senza molte spiegazioni, e Noè procedette e lo fece. Non cercò di capire in privato le intenzioni di Dio né Gli resistette o ebbe un cuore infido. Si limitò ad agire di conseguenza, con un cuore puro e semplice. Fece qualunque cosa Dio gli permettesse di fare, e ascoltare la Sua parola e obbedirle era il principio secondo cui faceva le cose. Questo fu il modo immediato e semplice con cui si occupò di ciò che Dio gli aveva affidato. La sua sostanza, la sostanza delle sue azioni, era l’obbedienza, non il tentativo di indovinare le intenzioni di Dio, non la resistenza, né tantomeno l’inclinazione a pensare ai propri interessi personali, ai propri guadagni e alle proprie perdite. Inoltre, quando Dio disse che avrebbe distrutto il mondo con un diluvio, Noè non chiese quando sarebbe accaduto o che fine avrebbero fatto le cose, e certamente non Gli chiese come intendesse distruggere il mondo. Semplicemente fece ciò che Dio aveva ordinato. Comunque e con qualunque mezzo Dio volesse che venisse fatto, Noè fece esattamente come gli aveva chiesto e, inoltre, si mise subito al lavoro. Agì secondo le istruzioni di Dio con l’atteggiamento di chi desidera soddisfare Dio. Si comportò così per evitare il disastro? No. Domandò a Dio quanto ci sarebbe voluto prima che il mondo venisse distrutto? No. Chiese a Dio, oppure sapeva, quanto tempo sarebbe occorso per costruire l’arca? No, nemmeno questo. Si limitò semplicemente a obbedire, ad ascoltare e ad agire di conseguenza.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

Nell’Età della Legge, Dio disse che avrebbe dato un figlio ad Abramo. Come rispose Abramo? Non disse nulla. Credeva che ciò che Dio aveva detto si sarebbe compiuto. Fu questo il suo atteggiamento. Espresse qualche giudizio? Si fece beffe di Dio? Fece qualcosa di furtivo? (No.) Questa si chiama obbedienza; si chiama attenersi al proprio posto, al proprio dovere. Quanto a sua moglie Sara, non era forse diversa da Abramo? Quale fu il suo atteggiamento verso Dio? Dubitò, schernì, non credette e giudicò, e si dedicò a manovre meschine, dando ad Abramo la sua ancella come concubina, il che alla fine diede luogo a moltissime assurdità. Ciò derivò dalla volontà dell’uomo. Sara non si attenne al proprio posto, e in lei nacquero dubbi su Dio e miscredenza nei Suoi confronti. Qual era la causa della sua miscredenza? Aveva diverse cause e contesti, uno dei quali era che Abramo era ormai molto vecchio, un altro che lei stessa era assai anziana e incapace di generare figli. Questi due elementi insieme la spinsero a credere che ciò che Dio aveva detto fosse una cosa impossibile, uno scherzo per gli ingenui. Non accettò come verità ciò che Dio aveva detto e non ci credette, bensì lo interpretò come una menzogna o una burla. È questo l’atteggiamento giusto? Interpretare le parole di Dio come le menzogne di un impostore: è questo l’atteggiamento con cui si dovrebbe trattare il Signore del creato? (No.) Così, poiché Sara interpretò le parole di Dio come uno scherzo, come le menzogne di un impostore, e non come la verità, e siccome non credette a ciò che Egli disse o a ciò che avrebbe fatto, ne scaturì una serie di conseguenze, tutte derivate dalla volontà dell’uomo e dalla miscredenza di Sara. In sostanza, lei stava dicendo: “Dio può fare questa cosa? Se non può, devo entrare in azione per contribuire a realizzare queste parole di Dio”. Dentro di lei c’erano fraintendimenti, giudizi, speculazioni e dubbi, che si unirono tutti per produrre un atto di ribellione contro Dio da parte di una persona con un’indole corrotta. Abramo non fece queste cose, perciò gli fu concessa questa benedizione. Dio vide il suo cuore di riverenza per Lui, la sua lealtà e il suo atteggiamento, e gli avrebbe dato un figlio affinché fosse il padre di molte nazioni. Questi sono la Sua promessa ad Abramo e il Suo trattamento speciale verso Sara. L’obbedienza è dunque molto importante. Ci sono dubbi nell’obbedienza? Se sì, conta come vera obbedienza? Se al suo interno ci sono analisi e giudizio, conta ugualmente? (No.) Conta ancora meno se si cerca di criticare. Cosa, dunque, si manifesta e si smaschera nell’obbedienza, e qual è il comportamento che dimostra appieno la sua autenticità? (La fede.) La vera fede è una cosa. Occorre comprendere correttamente ciò che Dio dice e fa, e confermare che tutto ciò che fa è giusto ed è la verità; non c’è bisogno di metterlo in dubbio né di interpellare gli altri, e nemmeno di valutarlo e di considerarlo o analizzarlo nel proprio cuore. Questo è un aspetto dell’obbedienza. Credere che tutto ciò che Dio fa sia corretto. Quando una persona fa qualcosa, possiamo guardare chi l’ha fatta, il suo passato e il suo carattere. Queste cose richiedono un’analisi. Se invece qualcosa viene da Dio ed è fatto da Lui, dobbiamo tapparci subito la bocca, evitando di metterlo in dubbio e di porre domande, bensì accettandolo nella sua interezza. E cosa bisogna fare dopo? Qui ci sono alcune verità che gli uomini non comprendono appieno, e sono distanti da Dio. Benché credano e siano capaci di sottomissione e di riconoscere che questa cosa è stata fatta da Dio, il loro riconoscimento di questo fatto è di natura alquanto dottrinale, e in cuor loro sono turbati. In simili occasioni, una persona deve cercare, chiedendo: “Quale verità c’è in questo? Dov’è l’errore nel mio ragionamento? Come ho fatto ad allontanarmi da Dio? Quali delle mie idee sono in conflitto con ciò che dice Dio?”. Essere in grado di cercare simili risposte è un atteggiamento e una pratica di obbedienza. Ci sono coloro che dicono di essere obbedienti e poi, quando in seguito succede loro qualcosa, affermano: “Chissà cosa fa Dio? Noi esseri creati non possiamo interferire. Lasciamo che Dio faccia qualunque cosa voglia!”. Questa è obbedienza? Che tipo di atteggiamento è questo? È un’avversione per l’assunzione di responsabilità, una mancanza di interesse verso ciò che Dio fa, fredda indifferenza. Abramo riuscì a obbedire perché osservò diversi principi ed era saldo nella fede che ciò che Dio dice si compirà e si realizzerà, senza il minimo dubbio. Pertanto non pose domande, non fece alcuna valutazione né si dedicò a manovre meschine. È così che si comportò.

Tratto da “L’atteggiamento che l’uomo dovrebbe avere verso Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Dal punto di vista dell’uomo, Dio compie molte cose incomprensibili e addirittura incredibili. Quando Dio desidera dirigere qualcuno, spesso la Sua direzione è in contrasto con le idee dell’uomo e incomprensibile a questi, ma proprio questa dissonanza e questa incomprensibilità sono la prova di Dio e la verifica dell’uomo. Intanto, Abramo seppe dimostrare l’obbedienza a Dio nel proprio intimo, il che rappresentò il principale motivo per cui egli fu in grado di ottemperare alle esigenze di Dio. Solo allora, quando Abramo fu in grado di obbedire ai comandi di Dio, offrendo Isacco, Dio provò veramente rassicurazione e approvazione nei confronti dell’umanità (nei confronti di Abramo, che Egli aveva scelto). Solo allora Dio fu sicuro che la persona che aveva scelto era un capo indispensabile, in grado di portare avanti la Sua promessa e il Suo successivo piano di gestione. Sebbene si trattasse solo di una prova e di una verifica, Dio Si sentì gratificato, sentì l’amore dell’uomo per Lui e Si sentì confortato dall’uomo come non mai. Nel momento in cui Abramo sollevò il coltello per uccidere Isacco, Dio lo fermò? Egli non permise che Abramo sacrificasse Isacco, semplicemente perché non aveva nessuna intenzione di togliere la vita a Isacco. Pertanto, Dio fermò Abramo giusto in tempo. Per Lui l’obbedienza di Abramo aveva già superato la verifica, ciò che egli aveva fatto era sufficiente e Dio aveva già visto l’esito di ciò che Egli intendeva fare. Tale esito era soddisfacente per Dio? Si può dire che lo era, che era proprio ciò che Dio voleva e che aveva desiderato vedere. È vero? Sebbene, in contesti diversi, Dio usi metodi diversi per mettere alla prova ogni persona, in Abramo Egli vide ciò che aveva desiderato, vide che il cuore di Abramo era sincero, che la sua obbedienza era incondizionata, ed era appunto una simile “incondizionatezza” ciò che Dio desiderava.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in “La Parola appare nella carne”

Nella sua fede in Dio, Pietro cercò di soddisfarLo in ogni cosa e di obbedire a tutto ciò che veniva da Lui. Senza mai lamentarsi, fu in grado di accettare nella sua vita il castigo e il giudizio, nonché l’affinamento, la tribolazione e la mancanza, nessuno dei quali riuscì ad alterare il suo amore per Dio. Questo non è forse l’amore supremo per Lui? L’adempimento del dovere di creatura di Dio? Che sia nel castigo, nel giudizio o nella tribolazione, sei sempre in grado di conquistare l’obbedienza fino alla morte e questo è ciò che dovrebbe essere realizzato da una creatura di Dio, questa è la purezza dell’amore per Dio. Se l’uomo riesce ad arrivare a tanto, è una creatura qualificata di Dio e non c’è nulla che soddisfi meglio il desiderio del Creatore. Immagina di essere in grado di lavorare per Dio, ma di non obbedirGli, di essere incapace di amarLo davvero. In questo modo, non solo non avrai compiuto il dovere di creatura di Dio, ma sarai anche condannato da Lui, perché sei una persona che non possiede la verità, che è incapace di obbedirGli e che Gli disobbedisce. Ti preoccupi solamente di lavorare per Lui e non ti curi di mettere in pratica la verità né di conoscere te stesso. Non capisci o non conosci il Creatore, non Gli obbedisci e non Lo ami. Sei per tua natura un individuo disobbediente a Dio e le persone di questo tipo non sono amate dal Creatore.

Tratto da “Il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” in “La Parola appare nella carne”

Poter dare una sonora testimonianza di Dio dipende principalmente dal fatto che tu capisca o no il Dio concreto e che tu sia o no in grado di sottometterti, addirittura fino alla morte, davanti a questo uomo che non solo è un individuo comune ma è anche una persona normale. Se, grazie a tale sottomissione, dai una vera testimonianza di Dio, ciò significa che sei stato guadagnato da Lui. Se sei in grado di sottometterti fino alla morte e se, al Suo cospetto, eviti le lamentele, non esprimi giudizi, non calunni, non hai concezioni né secondi fini, allora in questo modo Dio sarà glorificato. Sottomettersi a una persona normale che l’uomo guarda dall’alto in basso ed essere in grado di sottomettersi fino alla morte senza alcuna concezione: questa è vera testimonianza. La realtà a cui Dio richiede che si acceda è la tua capacità di obbedire alla Sua parola e di metterla in pratica, di inchinarti davanti al Dio concreto riconoscendo la tua corruzione, di aprire il tuo cuore davanti a Lui e, infine, di essere guadagnato da Lui tramite le Sue parole. Dio acquisisce gloria quando queste affermazioni ti conquistano e ti rendono completamente obbediente a Lui; ciò Gli consente di svergognare Satana e di portare a termine la Sua opera. Quando non avrai alcuna concezione riguardo alla concretezza del Dio incarnato, ossia quando rimarrai saldo in questa prova, allora avrai dato una valida testimonianza. Se arriverà un giorno in cui capirai pienamente il Dio concreto e saprai sottometterti fino alla morte come Pietro, sarai stato guadagnato e perfezionato da Dio. Ciò che Dio fa e che non è in linea con le tue concezioni diventa per te una prova. Se l’opera di Dio fosse in linea con le tue concezioni, non ti costringerebbe a soffrire o a subire l’affinamento. È proprio perché la Sua opera è così concreta e non è in linea con le tue concezioni che ti obbliga ad abbandonare tali concezioni. Ecco perché è una prova per te; è per via della concretezza di Dio che tutti stanno affrontando prove. La Sua opera è concreta, non soprannaturale. Capendo appieno le Sue parole concrete e le Sue affermazioni concrete senza alcuna concezione e riuscendo autenticamente ad amarLo quanto più la Sua opera diviene concreta, sarai guadagnato da Lui. Il gruppo di persone che Dio guadagnerà è costituito da coloro che conoscono Dio, ossia che conoscono la Sua concretezza, e ancor più da coloro che sanno sottomettersi all’opera concreta di Dio.

Tratto da “Coloro che amano davvero Dio sono coloro che sanno sottomettersi completamente alla Sua concretezza” in “La Parola appare nella carne”

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