4. Come si può accedere alla vera preghiera

Parole di Dio attinenti:

Quando preghi, il tuo cuore dev’essere in pace dinanzi a Dio e dev’essere sincero. Sei realmente in comunicazione con Lui e Lo stai veramente pregando: non cercare di lusingare Dio ricorrendo a belle parole. La preghiera deve essere incentrata su ciò che Dio intende portare a compimento oggi. Chiedi a Dio di illuminarti maggiormente, presentaGli nella preghiera la tua condizione reale e i tuoi problemi concreti, e assumiti impegni dinanzi a Lui. La preghiera non è svolgimento di procedure, ma ricerca di Dio mediante un cuore sincero. Chiedi a Dio di proteggere il tuo cuore, di renderlo capace di essere frequentemente in pace davanti a Lui, di renderti capace di conoscere te stesso, di disprezzarti e di rinunciare a te stesso nell’ambiente che Dio ha voluto per te. In questo modo potrai avere un rapporto normale con Dio e diventare uno che Lo ama veramente.

Tratto da “Riguardo alla pratica della preghiera” in “La Parola appare nella carne”

Il minimo che Dio richiede alle persone è che sappiano aprire a Lui i loro cuori. Se l’uomo affida sinceramente a Dio il proprio cuore e Gli dice ciò che ha veramente nel cuore, Dio sarà disposto a operare in lui; Dio non vuole dall’uomo un cuore contorto, ma un cuore puro e onesto. Se l’uomo non lascia che il proprio cuore parli sinceramente a Dio, Dio non toccherà il suo cuore né opererà in lui. La cosa più importante nella preghiera è perciò parlare a Dio con cuore sincero, rivelandoGli i tuoi difetti o la tua indole ribelle e aprendoti interamente a Lui. Solo allora Dio Si interesserà alle tue preghiere; altrimenti ti nasconderà il Suo volto. Il criterio minimale della preghiera è essere capaci di mantenere in pace il cuore dinanzi a Dio, senza lasciare che si discosti da Lui. Forse, nel corso di questo periodo, non hai ottenuto una visione nuova o superiore; usa non di meno la preghiera per mantenere lo status quo: non puoi regredire. È il risultato minimo che devi ottenere. Se non sai fare nemmeno questo, allora è palese che la tua vita spirituale non è incanalata sui giusti binari; di conseguenza non sei capace di restare aggrappato alla tua visione originale, sei privo di fede in Dio e la tua determinazione inevitabilmente scomparirà. Il tuo ingresso nella vita spirituale dipende dal fatto che le tue preghiere siano o meno incanalate sui giusti binari. Tutti devono accedere a questa realtà, tutti devono realizzare l’opera di esercitarsi consciamente a pregare, senza attendere passivamente ma cercando consciamente di essere toccati dallo Spirito Santo. Solo allora saranno persone che cercano veramente Dio.

Tratto da “Riguardo alla pratica della preghiera” in “La Parola appare nella carne”

La preghiera non vuol dire espletare una formalità, o seguire una procedura, o recitare le parole di Dio; in altre parole, pregare non vuol dire ripetere parole a pappagallo e copiare il prossimo. Nella preghiera devi consegnare a Dio il tuo cuore, condividendo in esso le parole con Dio onde poter essere toccato da Lui. Per poter essere efficaci, le tue preghiere devono basarsi sulla lettura delle parole di Dio da parte tua. Solo pregando circondato dalle parole di Dio potrai ricevere più luce e illuminazione. Dimostrazione di autentica preghiera è avere un cuore che brama le prescrizioni di Dio ed essere disposti a ottemperare a tali prescrizioni; sarai capace di odiare tutto ciò che Dio odia, e in base a ciò avrai conoscenza, saprai e ti saranno chiare le verità spiegate da Dio. Possedere risolutezza, fede e conoscenza, e un cammino per poter praticare dopo aver pregato: solo questo è pregare veramente, e solo una preghiera di tal genere può essere efficace. La preghiera va però fondata sul godimento delle parole di Dio e sulla comunicazione con Lui tramite le Sue parole, con un cuore che sappia cercare Dio e sia in pace davanti a Lui. Una simile preghiera ha già raggiunto la vera comunione con Dio.

Conoscenze di base sul pregare:

1. Non dire acriticamente quello che ti viene in mente. Nel tuo cuore deve esserci un fardello, ovverosia devi avere un obiettivo quando preghi.

2. Le tue preghiere devono contenere le parole di Dio, devono basarsi sulle parole di Dio.

3. Quando preghi, non devi riprendere questioni superate. Le tue preghiere dovrebbero essere legate alle parole attuali di Dio; e, quando preghi, racconta a Dio i tuoi pensieri più intimi.

4. La preghiera di gruppo deve incentrarsi attorno a un nucleo, che dev’essere l’opera odierna dello Spirito Santo.

5. Tutti devono imparare a rivolgere preghiere di intercessione. È anche una dimostrazione di sollecitudine per la volontà di Dio.

La vita di preghiera personale si basa sulla comprensione dell’importanza della preghiera e sulla conoscenza di base della stessa. Nella vita di ogni giorno, prega spesso per i tuoi difetti, prega per operare un cambiamento nella tua indole di vita, e prega in base alla tua conoscenza delle parole di Dio. Tutti dovrebbero elaborare una vita di preghiera propria, dovrebbero pregare per la conoscenza che si fonda sulle parole di Dio, dovrebbero pregare onde ottenere la conoscenza dell’opera di Dio. Poni davanti a Dio la tua situazione effettiva, sii pragmatico e non preoccuparti del metodo; la chiave è ottenere una vera conoscenza e sperimentare per davvero le parole di Dio. Chiunque ambisca ad accedere alla vita spirituale deve saper pregare in vari modi. Preghiera silenziosa, meditazione delle parole di Dio, acquisizione della conoscenza dell’opera di Dio, e via dicendo: una simile opera di comunione è finalizzata a conseguire l’accesso nella normale vita spirituale, migliorando costantemente la tua situazione dinanzi a Dio e facendo sì che la tua vita progredisca sempre più. In poche parole, tutto ciò che fai – sia che mangi o beva le parole di Dio, sia che preghi silenziosamente o declamando ad alta voce – lo fai per vedere chiaramente le parole di Dio, e la Sua opera, e ciò che Egli desidera conseguire in te. E soprattutto onde ottenere gli standard che Dio richiede e innalzare la tua vita a un livello superiore.

Tratto da “Riguardo alla pratica della preghiera” in “La Parola appare nella carne”

E come cerchi di essere toccato dallo Spirito Santo? Ciò che è cruciale è vivere nella attuale parola di Dio e pregare sulle fondamenta delle prescrizioni di Dio. Se avrai pregato in questo modo, lo Spirito Santo sicuramente ti toccherà. Se non cerchi in base alle fondamenta delle parole pronunciate da Dio oggi, tutto questo è vano. Devi pregare e dire: “O Dio! Io mi oppongo a Te e Ti devo tanto; sono così disobbediente e mai capace di soddisfarTi. O Dio, desidero che Tu mi salvi, desidero essere al Tuo servizio fino alla fine, desidero morire per Te. Tu mi giudichi e mi castighi e io non mi lamento; mi oppongo a Te e merito di morire, cosicché tutti possano contemplare nella mia morte la Tua giusta indole”. Quando pregherai in questo modo dal profondo del tuo cuore, Dio ti ascolterà e ti guiderà; se non preghi sulle fondamenta delle parole dello Spirito Santo oggi, non vi è possibilità che lo Spirito Santo ti tocchi. Se preghi secondo la volontà di Dio e secondo ciò che Dio desidera fare oggi, dirai: “O Dio! Desidero accettare i Tuoi incarichi ed essere fedele ai Tuoi incarichi, e sono disposto a dedicare l’intera mia vita alla Tua gloria, affinché tutto ciò che faccio possa soddisfare i criteri del popolo di Dio. Possa il mio cuore essere toccato da Te. Desidero che il Tuo Spirito mi illumini sempre, faccia sì che ogni mia azione apporti vergogna a Satana, e che io in definitiva venga guadagnato da Te”. Se preghi in questo modo, incentrato sulla volontà di Dio, lo Spirito Santo opererà inevitabilmente in te. Non importa quante siano le parole delle tue preghiere: fondamentale è che tu comprenda o meno la volontà di Dio. Voi tutti potreste aver avuto l’esperienza seguente: talvolta, pregando in assemblea, le dinamiche dell’opera dello Spirito Santo raggiungono il culmine, accrescendo la forza di ognuno. Alcuni piangono amaramente e versano lacrime mentre pregano, sopraffatti dal rimorso davanti a Dio, e alcuni dimostrano la propria determinazione e fanno voti. Tale è l’effetto conseguibile dall’opera dello Spirito Santo. Oggi è cruciale che tutti riversino completamente il proprio cuore nelle parole di Dio. Non concentrarti sulle parole pronunciate in precedenza; se continui ad attenerti a ciò che è venuto prima, lo Spirito Santo non opererà in te. Capisci quanto sia importante?

Tratto da “Conoscere la più recente opera di Dio e seguire le Sue orme” in “La Parola appare nella carne”

Quando inizi a pregare, devi essere realista e non devi strafare. Non puoi formulare richieste stravaganti e sperare che non appena apri bocca sarai toccato dallo Spirito Santo, sarai illuminato e riceverai luce e grazia abbondante. È impossibile: Dio non compie cose sovrannaturali. Egli risponde alle preghiere degli esseri umani a Suo tempo e a volte mette alla prova la tua fede per vedere se sei leale alla Sua presenza. Quando preghi devi avere fede, perseveranza e determinazione. La maggior parte delle persone, quando iniziano a esercitarsi a pregare, non avvertono il tocco dello Spirito Santo e dunque si perdono d’animo. Così non va! Devi essere perseverante, devi concentrarti sulla percezione del tocco dello Spirito Santo, nonché sulla ricerca e l’esplorazione. A volte, il cammino pratico che segui è sbagliato; altre volte le tue motivazioni e le tue idee non resistono a lungo dinanzi a Dio, e dunque il Suo Spirito non riesce a muoverti; e infine, certe volte, Dio vuole vedere se sei o meno fedele. In poche parole, devi esercitarti facendo uno sforzo più grande. Se scoprirai che il cammino che stai praticando è aberrante, potrai cambiare modo di pregare. Finché cercherai veramente e desiderai ricevere, lo Spirito Santo ti farà certamente accedere a questa realtà. Talvolta preghi con un cuore sincero ma non ti sembra di essere stato particolarmente toccato. In momenti come questi devi confidare nella tua fede e credere che Dio veda le tue preghiere; devi avere perseveranza nelle tue preghiere.

Tratto da “Riguardo alla pratica della preghiera” in “La Parola appare nella carne”

Ho scoperto un problema che accomuna tutti gli uomini: quando succede loro qualcosa, vengono dinanzi a Dio a pregare, ma per loro la preghiera è una cosa e la questione in esame un’altra. Credono di non dover parlare durante la preghiera di ciò che sta accadendo loro. Accade di rado che preghiate autenticamente, e alcuni non sanno nemmeno farlo. In realtà, pregare significa perlopiù dire cosa hai nel cuore, come se stessi parlando normalmente. Tuttavia ci sono persone che dimenticano il proprio posto non appena cominciano a pregare; insistono perché Dio conceda loro qualcosa, senza domandarsi se sia conforme alla Sua volontà, e di conseguenza le loro preghiere avvizziscono mentre vengono recitate. Quando preghi, qualunque cosa tu chieda in cuor tuo, qualunque cosa desideri – o forse c’è un problema che vorresti affrontare ma non riesci a capire, e chiedi che Dio ti dia saggezza o forza, oppure che ti illumini –, qualunque sia la tua richiesta, devi formularla in modo assennato. Altrimenti, se ti inginocchi e dici: “Dio, dammi forza; permettimi di vedere la mia natura; Ti supplico di operare; Ti imploro per questo e per quello; Ti prego di rendermi così e cosà…”, la tua “supplica” ha un che di coercitivo; è un tentativo di fare pressioni su Dio, di costringerLo a fare ciò che vuoi, decidendo addirittura unilateralmente le condizioni in anticipo. Dalla prospettiva dello Spirito Santo, quale effetto potrebbe avere una simile preghiera, dal momento che hai già stabilito le condizioni e deciso cosa vuoi fare? Si dovrebbe pregare con un cuore che cerca, con un cuore remissivo. Quando ti è capitato qualcosa, per esempio, e non sai come gestirlo, potresti dire: “Dio! Non so cosa fare in merito. Desidero soddisfarTi in questa questione e cercare la Tua volontà. Che sia fatta la Tua volontà. Desidero solo fare come vuoi Tu, non come voglio io. Sai che tutta la volontà umana è contraria alla Tua, Ti resiste e non è conforme alla verità. Ti chiedo di illuminarmi, di guidarmi in questa questione e di impedirmi di offenderTi…”. È questo il tono appropriato per una preghiera. Se ti limiti a dire: “Dio, Ti chiedo di aiutarmi, guidarmi, fornirmi l’ambiente e le persone giusti e permettermi di fare bene il mio lavoro…”, allora, dopo la preghiera, continuerai a non aver compreso la Sua volontà, perché Gli avrai chiesto di agire secondo la tua.

Ora devi verificare se le parole che usi durante la preghiera siano assennate. Se non lo sono, a prescindere dal fatto che ciò sia dovuto alla tua stupidità o sia fatto volutamente, lo Spirito Santo non opererà su di te. Pertanto, quando preghi, devi parlare in modo assennato, con un tono adatto. Pronuncia queste parole: “Dio! Conosci la mia debolezza e insubordinazione. Chiedo solo che Tu mi dia la forza e mi aiuti a sopportare le circostanze, ma solo secondo la Tua volontà. Non chiedo altro. Non so quale sia la Tua volontà, ma sia fatta ugualmente. Anche se fossi fatto per prestare servizio, o per fare da complemento, lo farei di buon grado. Ti chiedo di darmi forza e saggezza, e di permettermi di soddisfarTi in questa questione. Desidero solo sottomettermi alle Tue disposizioni…”. Dopo una preghiera di questo tipo, il tuo cuore si sentirà a suo agio. Se l’unica cosa che fai è supplicare costantemente, allora, per quanto tu dica, saranno tutte parole vuote; Dio non opererà in risposta alla tua implorazione, perché avrai deciso in anticipo ciò che vuoi. Quando ti inginocchi in preghiera, di’ queste parole: “Dio! Conosci la debolezza dell’uomo e le sue condizioni. Ti chiedo di illuminarmi in questa questione. Permettimi di comprendere la Tua volontà. Desidero soltanto sottomettermi a tutto ciò che predisponi; il mio cuore è disposto a obbedirTi…”. Prega così, e lo Spirito Santo ti muoverà. Se il modo in cui preghi non è corretto, la tua preghiera sarà stantia ed Egli non ti muoverà. Non continuare a blaterare esprimendo la tua opinione. Farlo è solo negligente e superficiale. Lo Spirito Santo opererà se sei negligente e superficiale? Quando una persona viene dinanzi a Dio, deve essere retta e rispettabile, con un atteggiamento devoto, come i sacerdoti nell’Età della Legge, che si inginocchiavano tutti quando offrivano un sacrificio. Pregare non è una cosa semplice. Come potrebbe essere fattibile per una persona venire dinanzi a Dio mostrando le zanne e brandendo gli artigli, o pregare supina, accoccolata nella sua trapunta, credendo che Dio riesca a sentirla? Questa non è devozione! Il Mio scopo con questo discorso non è pretendere che gli uomini osservino una regola specifica; il minimo che si possa fare è volgere il cuore a Dio e venire dinanzi a Lui con un atteggiamento devoto.

Tratto da “Il significato della preghiera e la sua pratica” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Le vostre preghiere mancano fin troppo spesso di ragionevolezza; pregate sempre con il seguente tono: “O Dio! Siccome mi hai permesso di compiere questo dovere, devi rendere appropriato tutto ciò che faccio, affinché la Tua opera non si interrompa e gli interessi della famiglia di Dio non subiscano alcuna perdita. Devi proteggermi…”. Una simile preghiera è fin troppo irragionevole, no? Dio opererebbe forse su di te se venissi dinanzi a Lui pregando in questo modo? Ti ascolterei se tu venissi dinanzi a Me parlando in questo modo? Ti butterei fuori dalla porta! Dinanzi allo Spirito non sei forse uguale a quando sei dinanzi a Cristo? Quando una persona viene dinanzi a Dio a pregare, deve riflettere su come farlo in modo assennato e su come adeguare la sua condizione interiore per raggiungere la devozione ed essere capace di sottomissione. Dopo averlo fatto, poi va benissimo procedere alla preghiera; sentirai la presenza di Dio. Molte volte, le persone si inginocchiano in preghiera; chiudono gli occhi e non sanno dire altro all’infuori di “O Dio! O Dio!”. Perché urli così, senza parole, per molto tempo? La tua condizione non è corretta. Lo fate mai? Ora sapete cosa potete fare e in che misura potete farlo, e conoscete le vostre capacità, ma ci saranno molte occasioni in cui sarete in condizioni anomale. A volte, anche se forse la vostra condizione si è adeguata, potreste non sapere come sia accaduto e, il più delle volte, non vi viene in mente alcuna parola durante la preghiera. Potreste persino imputarlo a una mancanza di istruzione. Bisogna essere istruiti per pregare? Una preghiera non è un saggio. Limitatevi a parlare sinceramente, con la ragionevolezza di una persona normale. Guardate le preghiere di Gesù (benché qui non siano menzionate per indurre le persone ad assumere il Suo posto o la Sua posizione). Nel giardino del Getsemani, Egli pregò: “Se è possibile, […]” Vale a dire: “Se si può fare”. Fu detto durante una discussione; Egli non disse: “Ti imploro”. Con un cuore remissivo e in una condizione remissiva, pregò: “Se è possibile, passi oltre da Me questo calice! Ma pure, non come voglio Io, ma come Tu vuoi” (Matteo 26:39). Pregò ancora così la seconda volta, e la terza pregò: “Sia fatta la Tua volontà”. Dopo aver compreso le intenzioni di Dio Padre, disse: “Sia fatta la Tua volontà”. Riuscì a sottometterSi totalmente senza fare alcuna scelta personale. Chiese se fosse possibile per Dio allontanare da Lui questo calice. Cosa significava? Pregò in quel modo perché pensava alla grande sofferenza del sanguinamento sulla croce fino al Suo ultimo respiro agonizzante – e ciò si riferiva alla questione della morte –, e perché non aveva ancora compreso completamente le intenzioni di Dio Padre. Dato che era in grado di pregare così nonostante il pensiero di simili sofferenze, era davvero molto remissivo. Il Suo modo di pregare era normale; non propose alcuna condizione nella Sua preghiera, né disse che il calice doveva essere allontanato. Piuttosto, il Suo scopo era cercare la volontà di Dio in una situazione che non comprendeva. La prima volta che pregò, non capì e disse: “Se è possibile, […] ma come tu vuoi”. Pregò Dio in una condizione di remissività. La seconda volta, pregò nello stesso modo. In totale, pregò tre volte (naturalmente, queste tre preghiere non si verificarono nell’arco di soli tre giorni), e nell’ultima preghiera arrivò a capire completamente la volontà di Dio, dopodiché non implorò più nulla. Nelle prime due preghiere stava solo cercando, e cercò in una condizione di remissività. Tuttavia le persone non pregano semplicemente così. Durante le preghiere dicono: “Dio, Ti supplico di fare questo e quello, e di guidarmi in questo e in quello, e di preparare le condizioni per me…”. Forse non preparerà condizioni adatte per te e lascerà che tu subisca dei patimenti. È davvero irragionevole che le persone preghino sempre dicendo: “Dio, Ti chiedo di fare preparativi per me e di darmi forza”. Devi essere ragionevole quando preghi, e devi farlo partendo dal presupposto della sottomissione. Evita di stabilire le condizioni prima di pregare. Prima ancora di iniziare a pregare, tu stai già dettando le condizioni, pensando: “Devo implorare Dio e indurLo a fare questo e quest’altro”. Questo modo di pregare è veramente irragionevole. Spesso Dio non ascolta affatto le preghiere degli uomini; così, quando le persone pregano, non sentono assolutamente nulla.

Tratto da “Il significato della preghiera e la sua pratica” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Pregare e cercare alla presenza di Dio non significa costringerLo a fare questo o quello. Cos’è una preghiera ragionevole? E una preghiera irragionevole? Imparerai queste cose dall’esperienza dopo qualche tempo. Per esempio, dopo aver pregato, potresti avere la sensazione che lo Spirito Santo non faccia ciò per cui hai pregato né ti guidi come hai pregato. La volta successiva pregherai diversamente. Non cercherai di costringere Dio come hai fatto la volta precedente e non Gli farai delle richieste basate sui tuoi desideri. Dirai: “O Dio! Ogni cosa è fatta secondo la Tua volontà”. Purché ti concentri su questo approccio, dopo essere andato a tastoni per un certo periodo, capirai cosa significa essere irragionevoli. Esiste anche una condizione in cui senti nel tuo spirito che, quando preghi secondo i tuoi desideri, le tue preghiere diventano noiose, e ben presto ti ritrovi senza nulla da dire. Più dici, e più impacciato è il tuo discorso. Ciò dimostra che, quando preghi così, stai seguendo completamente la carne, e lo Spirito Santo non opererà né ti guiderà in quel modo. Anche questa è questione di ricerca e di esperienza. Anche se ora ho finito di parlartene, probabilmente ti imbatterai in alcune situazioni particolari nella tua esperienza. Pregare significa perlopiù parlare onestamente. “O Dio! Conosci la corruzione dell’uomo. Oggi ho fatto un’altra cosa irragionevole. Ho nutrito un’intenzione. Sono una persona falsa. Non ho agito secondo la Tua volontà o la verità. Ho agito come ho voluto e ho cercato di giustificarmi. Ora riconosco la mia corruzione. Ti chiedo di illuminarmi di più e di permettermi di capire la verità, di metterla in pratica e di sbarazzarmi di queste corruzioni”. Parla in questo modo; fa’ un resoconto fattuale di questioni fattuali. Il più delle volte, quasi nessuno prega davvero; le persone si limitano a ripensare al passato, con scarse conoscenze nella loro mente e la disponibilità a pentirsi, ma non hanno né contemplato né scandagliato la verità. La contemplazione delle parole di Dio e la ricerca della verità mentre si prega sono molto più profonde del mero ricordo e della mera conoscenza. I movimenti a te inflitti dall’opera dello Spirito Santo e la rivelazione e l’illuminazione che essa ti fornisce attraverso le parole di Dio ti conducono al vero sapere e pentimento, che sono molto più profondi dei pensieri e della conoscenza umani. Questa è una cosa che devi sapere bene. Se ti dedichi soltanto a un pensiero e a un esame superficiali e casuali, non hai una via adatta su cui praticare e fai pochi progressi verso la verità, dunque resterai incapace di cambiare.

Tratto da “Il significato della preghiera e la sua pratica” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Come possono le persone mantenere un rapporto con Dio? E su cosa dovrebbero fare affidamento per farlo? Sulle suppliche e sulle preghiere a Dio e sulla comunicazione con Lui nel loro cuore. Le persone con un rapporto come questo vivono sempre dinanzi a Dio e sono molto pacifiche. Alcuni passano tutto il tempo impegnati in azioni esterne, tenendosi occupati con compiti esterni. Dopo uno o due giorni senza vita spirituale, non sentono niente; dopo tre o cinque giorni, o uno o due mesi, continuano a non sentire niente; non hanno pregato, supplicato né mantenuto la comunione spirituale. La supplica è quando ti succede qualcosa e chiedi a Dio di aiutarti, di guidarti, di provvedere a te, di illuminarti e di permetterti di capire la Sua volontà e di sapere cosa fare in linea con la verità. L’ambito della preghiera è più vasto: talvolta pronunci le parole nel tuo cuore, parlando con Dio delle tue difficoltà o della tua negatività e debolezza; è così che preghi Dio anche quando sei ribelle, o altrimenti Gli parli delle cose che ti accadono ogni giorno, a prescindere dal fatto che ti siano chiare oppure no. Questo è pregare. L’ambito della preghiera è fondamentalmente parlare con Dio e aprirsi a Lui. Talvolta si fa a orari regolari, talvolta no; puoi pregare in qualunque momento e ovunque desideri. La comunione spirituale non è eccessivamente formale. Talvolta è dettata dal fatto che hai un problema, talvolta no. Talvolta comporta delle parole, talvolta no. Quando hai un problema, ne parli con Dio e preghi; quando non hai un problema, pensi a quanto Egli ami le persone, a quanto Si preoccupi per loro e le rimproveri. Puoi comunicare con Lui in qualunque momento e luogo. È questa la comunione spirituale. Talvolta, quando sei impegnato fuori casa e pensi a qualcosa che ti fa arrabbiare, non è necessario che ti inginocchi o che chiuda gli occhi. Devi soltanto dire a Dio nel tuo cuore: “O Dio, Ti prego, guidami in questa situazione. Sono debole, non riesco a superarla”. Il tuo cuore è commosso; pronunci solo qualche parola semplice, e Dio lo sa. Talvolta senti la mancanza di casa e dici: “O Dio! Ho davvero nostalgia di casa…”. Non dici chi ti manca in particolare. Semplicemente ti senti giù e ne parli con Dio. I problemi si possono risolvere solo quando preghi Dio e dici cosa c’è nel tuo cuore. Parlare con altre persone può risolvere i problemi? Va bene se incontri qualcuno che comprende la verità ma, se non è così – se incontri qualcuno di negativo e debole –, potresti avere un effetto su di lui. Se parli con Dio, Lui ti conforterà e ti commuoverà. Se sei in grado di leggere le Sue parole in silenzio dinanzi a Lui, allora riuscirai a comprendere la verità e a risolvere il problema. Le Sue parole ti permetteranno di trovare una via d’uscita, di superare questo piccolo ostacolo. Quest’ultimo non ti farà incespicare, non ti frenerà, né influirà sull’assolvimento del tuo dovere. Ci sono occasioni in cui d’un tratto ti senti un po’ giù o a disagio interiormente. In simili momenti, non esitare a pregare Dio. Forse non Gli rivolgi alcuna supplica, forse non c’è nulla che desideri che Egli faccia o usi per illuminarti. Ti limiti a parlarGli e ad aprirti a Lui in qualunque momento, ovunque tu sia. Cosa devi pensare in ogni istante? “Dio è sempre con me, non mi ha mai lasciato, è qualcosa che riesco a sentire. Ovunque io sia o qualunque cosa stia facendo – fare una pausa, partecipare a una riunione o compiere il mio dovere –, in cuor mio so che la mia mano è guidata da Dio, che Egli non mi ha mai abbandonato”. Talvolta, ricordando come hai passato ogni giornata negli ultimi anni, hai la sensazione che la tua levatura sia cresciuta, che tu sia stato guidato da Dio, che il Suo amore ti abbia protetto per tutto il tempo. Pensando a queste cose, preghi in cuor tuo, rendendoGli grazie: “O Dio, Ti ringrazio! Sono così debole e fragile, così profondamente corrotto. Senza di Te a guidarmi in questo modo, non sarei arrivato fino a oggi contando su me stesso”. Questa non è forse comunione spirituale? Se le persone riescono a comunicare spesso in questo modo, non avranno forse molto da dire a Dio? Non starebbero molti giorni senza nulla da dirGli. Quando non hai nulla da dire a Dio, Egli è assente dal tuo cuore. Se è nel tuo cuore e hai fede in Lui, allora sarai in grado di parlarGli di qualunque cosa tu abbia nel cuore, compreso ciò di cui parleresti con i tuoi confidenti. In realtà, Dio è il tuo confidente più stretto. Se Lo tratti come tale, come la famiglia da cui dipendi, su cui conti, di cui ti fidi e in cui confidi maggiormente e a cui sei più legato, allora sarà impossibile che tu non abbia nulla da dirGli. Se hai sempre qualcosa da dirGli, non vivrai sempre dinanzi a Lui? Se riesci a vivere sempre dinanzi a Dio, allora in ogni momento percepirai che ti guida, che Si prende cura di te e che ti protegge, che ti porta pace e gioia, che ti benedice, che ti illumina e che ti rimprovera, disciplina, punisce, giudica e castiga; in cuor tuo, tutto ciò sarà chiaro ed evidente. Non ti limiterai a cavartela alla bell’e meglio, senza sapere nulla, dicendo solo che credi in Dio, compiendo il tuo dovere e frequentando le riunioni soltanto per mantenere le apparenze, leggendo le Sue parole e pregando tutti i giorni, semplicemente facendo le cose in modo meccanico. Il tuo non sarà semplicemente questo tipo di cerimoniale religioso esterno. Invece, in cuor tuo, guarderai a Dio e Lo pregherai in ogni istante, comunicherai con Lui in tutti i momenti e sarai in grado di sottometterti a Lui e di vivere dinanzi a Lui.

Tratto da “Se non sei in grado di vivere costantemente davanti a Dio sei un miscredente” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

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