Le pecore di Dio ascoltano la voce di Dio (Elementi essenziali per il nuovo credente)

Contenuti

Capitolo 6 Diverse forme di differenziazione che devi possedere nella tua fede in Dio

1. Quale differenza devi fare tra l’opera di Dio e quello dell’uomo?

Parole di Dio attinenti:

Nell’Età della Grazia, anche Gesù parlò molto e compì molte opere. In che modo era diverso da Isaia? In che modo era diverso da Daniele? Era un profeta? Perché viene detto che è Cristo? Quali sono le differenze tra loro? Erano tutti uomini che pronunciavano parole, e le loro parole sembravano agli altri più o meno uguali. Tutti parlavano e compivano opere. I profeti dell’Antico Testamento esprimevano profezie, e analogamente poteva farlo Gesù. Come mai? La distinzione qui si fonda sulla natura dell’opera. Per discernere tale questione, non puoi considerare la natura della carne e non devi considerare la profondità o superficialità delle parole. Devi sempre considerare prima di tutto l’opera e gli effetti che essa produce sull’uomo. Le profezie pronunciate da Isaia all’epoca non provvedevano alla vita dell’uomo, e i messaggi ricevuti da persone come Daniele erano soltanto profezie e non la via della vita. Se non fosse stato per la rivelazione diretta da parte di Jahvè, nessuno avrebbe potuto compiere quell’opera, poiché non è possibile per i mortali. Anche Gesù parlò molto, ma le Sue parole erano la via della vita da cui l’uomo poteva trovare un cammino per la pratica. Vale a dire, primo, che Egli poteva provvedere alla vita dell’uomo, poiché Gesù è vita; secondo, Egli poteva correggere le deviazioni dell’uomo; terzo, la Sua opera poteva seguire quella di Jahvè nel proseguimento dell’era; quarto, Egli poteva comprendere dall’interno le necessità dell’uomo e capire ciò che gli manca; quinto, Egli poteva inaugurare una nuova era e concludere quella precedente. Ecco perché viene chiamato Dio e Cristo; è diverso non solo da Isaia ma anche da tutti gli altri profeti. Si prenda Isaia per confronto riguardo all’opera dei profeti. Primo, egli non avrebbe potuto provvedere alla vita dell’uomo; secondo, non avrebbe potuto inaugurare una nuova era. Operava sotto la guida di Jahvè e non allo scopo di inaugurare una nuova era. Terzo, ciò di cui parlava andava al di là della sua stessa comprensione. Riceveva rivelazioni direttamente dallo Spirito di Dio, e altri non avrebbero capito, nemmeno dopo averle ascoltate. Queste poche cose da sole sono sufficienti a dimostrare come le sue parole non fossero altro che profezie, nient’altro che un aspetto dell’opera compiuta in luogo di Jahvè. Isaia non poteva però rappresentare completamente Jahvè. Era servo di Jahvè, strumento della Sua opera. Compì l’opera soltanto entro l’Età della Legge e nell’ambito dell’opera di Jahvè; non operò al di là dell’Età della Legge. Al contrario, l’opera di Gesù era diversa. Gesù superava l’ambito dell’opera di Jahvè; operava quale Dio incarnato e subì la crocifissione per redimere l’intera umanità. Vale a dire, compì una nuova opera al di fuori dell’opera compiuta da Jahvè. Si trattava di inaugurare una nuova era. Un ulteriore aspetto è che Gesù poteva parlare di cose che l’uomo non avrebbe potuto realizzare. La Sua opera rientrava nella gestione di Dio e coinvolgeva l’intera umanità. Non operò solo tra pochi uomini, né la Sua opera consisteva nel guidare un numero limitato di uomini. Quanto al modo in cui Dio Si sia incarnato in un essere umano, a come lo Spirito abbia fornito rivelazioni a quell’epoca e a come lo Spirito sia disceso su un uomo per compiere l’opera, sono questioni che l’uomo non può né vedere né toccare. È del tutto impossibile che queste verità servano a dimostrare che Egli sia il Dio incarnato. Stando così le cose, si può compiere una distinzione solo riguardo alla parola e all’opera di Dio, che per l’uomo sono tangibili. Soltanto questo è reale, perché le questioni dello Spirito non ti sono visibili e sono note chiaramente solo a Dio Stesso, e nemmeno l’incarnazione di Dio sa tutto; tu puoi solo verificare se Egli sia Dio[a] dall’opera che ha compiuto. Dalla Sua opera si può vedere che, primo, Egli è in grado di inaugurare una nuova era; secondo, è in grado di provvedere alla vita dell’uomo e di mostrargli la via da seguire. Ciò è sufficiente per stabilire che Egli è Dio Stesso. Come minimo, l’opera da Lui compiuta può rappresentare pienamente lo Spirito di Dio, e da tale opera si può vedere che lo Spirito di Dio è in Lui. Poiché l’opera compiuta dal Dio incarnato serve principalmente a inaugurare una nuova era, guidare una nuova opera e introdurre nuove circostanze, questi pochi aspetti da soli sono sufficienti a stabilire che Egli è Dio Stesso. Questo, allora, Lo differenzia da Isaia, da Daniele e dagli altri grandi profeti.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

L’opera di Dio incarnato comincia una nuova epoca e coloro che continuano la Sua opera sono gli uomini che sono utilizzati da Lui. L’opera svolta dall’uomo è tutta all’interno del ministero di Dio nella carne ed è incapace di andare oltre questo ambito. Se il Dio incarnato non viene a compiere la Sua opera, l’uomo non è in grado di portare la vecchia epoca alla fine e non è in grado di inaugurare una nuova epoca. L’opera svolta da parte dell’uomo è limitata al solo ambito del proprio dovere, umanamente possibile, e che non rappresenta l’opera di Dio. Solo il Dio incarnato può venire a completare l’opera che Egli dovrebbe compiere e, a parte Lui, nessuno può compiere questa opera in Sua vece. Naturalmente, ciò di cui parlo è in relazione all’opera di incarnazione.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

Alcuni potrebbero chiedersi: come mai deve essere Dio Stesso a inaugurare una nuova era? Non potrebbe farlo un essere umano, in vece Sua? Siete tutti consapevoli che Dio Si fa carne espressamente allo scopo di inaugurare una nuova era e allo stesso tempo per concludere, con questo nuovo inizio, l’era precedente. Dio è il Principio e la Fine; Egli Stesso ha iniziato l’opera e quindi deve essere Lui Stesso a porre fine all’era precedente. Questa è la prova che Egli sconfigge Satana e conquista il mondo. Ogni volta che Dio Stesso lavora in mezzo agli uomini è l’inizio di una nuova battaglia. Senza l’inizio della nuova opera, non ci sarebbe ovviamente alcuna conclusione di quella vecchia. L’assenza di conclusione di quella vecchia è la prova effettiva che la battaglia con Satana non è ancora giunta al termine. Solo quando Dio Stesso viene tra gli uomini e compie la nuova opera, l’uomo può liberarsi completamente dal dominio di Satana e ricevere una nuova vita e un nuovo inizio. Se questo non fosse avvenuto, l’uomo sarebbe costretto a vivere nell’era passata, per sempre soggiogato della vecchia influenza di Satana. In ogni epoca guidata da Dio, una parte dell’uomo si libera, potendo così avanzare nel cammino con la Sua opera, verso la nuova era. La vittoria di Dio è una vittoria per tutti coloro che Lo seguono. Se il genere umano si fosse preso l’incarico di concludere l’era, lo avrebbe fatto dal punto di vista dell’uomo o di Satana, e avrebbe compiuto un atto che si oppone a Dio, o un atto di tradimento nei Suoi confronti, e non un atto di obbedienza, per cui l’opera dell’uomo avrebbe soltanto contribuito ad assecondare il lavoro di Satana. Solo se l’uomo obbedisce e segue Dio, nell’era creata da Dio Stesso, Satana può essere pienamente sconfitto, poiché questo è il dovere di ogni creatura. Quindi, l’unica casa che voi dovete fare è seguire e obbedire, non vi viene chiesto niente di più. Ognuno deve limitarsi a compiere soltanto il suo dovere e la sua funzione. Dio svolge il Proprio lavoro e non ha bisogno che gli uomini facciano il lavoro al Suo posto, così come Egli non Si intromette nel lavoro degli esseri umani. Quando l’uomo compie il proprio dovere e non interferisce con l’opera di Dio, dimostra vera obbedienza e testimonia che Satana è davvero stato sconfitto. Dopo avere inaugurato la nuova era, Dio Stesso non rimane tra gli uomini. Solo allora l’uomo può entrare ufficialmente nella nuova età per svolgere il suo dovere e la sua missione, in quanto essere creato da Dio. Questi sono princìpi che non possono essere trasgrediti da nessuno. Tale modo di operare è l’unico che sia sensato e ragionevole. L’opera di Dio viene svolta da Dio Stesso. È Lui che mette in moto la Sua opera, Lui che la inizia, ed è sempre Lui che la conclude. È Lui che pianifica il lavoro, Lui che lo gestisce e, soprattutto, è Lui che lo porta a compimento. Com’è scritto nella Bibbia: “Io sono il Principio e la Fine; Io sono il Seminatore e il Mietitore”. Tutto quello che è legato al Suo lavoro di gestione viene compiuto dalla Sua mano. Egli è il Sovrano e il Padrone del piano di gestione di seimila anni; nessun’altro può fare questo lavoro al Suo posto o portare la Sua opera a compimento, perché è Lui che ha il controllo di tutto. Dal momento che è stato Dio a creare la terra, Egli guiderà il mondo intero perché viva nella Sua luce e concluderà quest’epoca intera per portare il Suo piano a buon fine!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

Il lavoro dello Spirito Santo viene svolto e completato attraverso molti tipi di persone e molte differenti condizioni. Sebbene il lavoro del Dio incarnato possa rappresentare il lavoro di un’intera era e possa rappresentare l’ingresso delle persone di un’intera era, il lavoro sull’ingresso dettagliato delle persone ancora deve essere fatto dagli uomini utilizzati dallo Spirito Santo e non dal Dio incarnato. Pertanto, l’opera di Dio o il ministero proprio di Dio è il lavoro del corpo incarnato di Dio e non può essere svolto dall’uomo in sua vece. Il lavoro dello Spirito Santo viene completato da molti diversi tipi di persone e non può essere compiuto da una sola particolare persona, né completamente chiarito attraverso una sola particolare persona. Anche coloro che sono a capo di una chiesa non possono completamente rappresentare l’opera dello Spirito Santo; possono solo svolgere parte del lavoro di conduzione. In tal modo, l’opera dello Spirito Santo può essere divisa in tre parti: il lavoro proprio di Dio, il lavoro degli uomini che vengono utilizzati, e il lavoro di tutti coloro che sono nella corrente dello Spirito Santo. Tra i tre, il lavoro proprio di Dio è quello di condurre l’intera era; il lavoro degli uomini che vengono utilizzati è quello di guidare i seguaci di Dio, mediante l’essere inviati o il ricevere incarichi in base al lavoro proprio di Dio, e costoro sono quelli che collaborano all’opera di Dio; il lavoro svolto dallo Spirito Santo su coloro che si trovano nella corrente è quello di mantenere tutto il Proprio lavoro, cioè, mantenere l’intera gestione e mantenere la Sua testimonianza, portando contemporaneamente a perfezione coloro che possono essere condotti a perfezione. Queste tre parti costituiscono l’opera completa dello Spirito Santo, ma, senza il lavoro di Dio Stesso, l’intero lavoro di gestione stagnerebbe. Il lavoro di Dio Stesso comprende il lavoro su ogni aspetto del genere umano, e rappresenta anche il lavoro di un’intera era. Vale a dire, il lavoro proprio di Dio rappresenta il movimento e la tendenza di ogni aspetto del lavoro dello Spirito Santo, mentre il lavoro degli apostoli segue il lavoro proprio di Dio e non conduce l’intera era, né rappresenta la tendenza dell’opera dello Spirito Santo nell’intera era. Essi compiono solo il lavoro che spetta all’uomo, e che non interessa affatto il lavoro di gestione. Il lavoro proprio di Dio consiste nel progetto all’interno del lavoro di gestione. Il lavoro dell’uomo consiste solo nello svolgimento dei compiti assegnati agli uomini che vengono usati e non ha alcuna relazione con il lavoro di gestione. A causa delle differenti identità e rappresentazioni del lavoro, nonostante il fatto che siano entrambi lavoro dello Spirito Santo, ci sono chiare e sostanziali differenze tra il lavoro proprio di Dio e il lavoro dell’uomo. Inoltre, la mole di lavoro compiuto dallo Spirito Santo sui destinatari di tale lavoro con differenti identità varia. Questi sono i principi e l’ambito dell’opera dello Spirito Santo.

da “Il lavoro di Dio e il lavoro dell’uomo” in La Parola appare nella carne

L’opera svolta dalla persona di cui Dio Si serve è intesa quale collaborazione all’opera di Cristo o dello Spirito Santo. Tale persona viene fatta sorgere da Dio tra gli esseri umani, ha il compito di guidare tutti gli eletti da Dio ed è inoltre fatta sorgere per svolgere l’opera di cooperazione con gli uomini. Una siffatta persona, capace di svolgere l’opera di cooperazione umana, può essere un tramite per soddisfare ulteriori prescrizioni rivolte da Dio all’uomo, nonché per l’opera che lo Spirito Santo deve compiere nell’uomo. In altri termini: l’obiettivo di Dio nel servirSi di tale uomo consiste nel fatto che tutti i Suoi seguaci possano comprendere meglio la Sua volontà e ottemperare a un maggior numero di Sue prescrizioni. Dato che gli esseri umani non sono capaci di comprendere direttamente le parole o la volontà di Dio, Dio ha fatto sorgere persone avvezze a tale compito. Colui di cui Egli Si serve può essere definito altresì un mezzo tramite il quale Dio guida la gente, il “traduttore” che mette in comunicazione Dio e il popolo. Pertanto, un tale uomo è diverso da chiunque operi nella casa di Dio o da qualunque apostolo. Al pari di questi, si può affermare che è una persona che serve Dio, ma nella sostanza del suo lavoro e per il fatto che Dio Si serve di lui, egli è notevolmente diverso dagli altri operatori e apostoli. Quanto alla sostanza del suo lavoro e al fatto che Dio Si serve di lui, l’uomo di cui Dio Si serve è fatto sorgere da Lui, è preparato da Dio per la Sua opera e collabora con Dio stesso. Nessuno potrebbe mai sostituirlo nel suo lavoro, si tratta di cooperazione umana fondamentale per l’opera divina. Nel contempo, il lavoro svolto da altri operatori o apostoli non è che la trasmissione e attuazione dei molti aspetti delle disposizioni destinate in ogni epoca alle chiese, o la messa in opera di alcune semplici provvisioni di vita intese a dare sostegno alla vita della chiesa. Tali operatori e apostoli non sono nominati da Dio, ancor meno possono essere definiti persone di cui Si serve lo Spirito Santo. Essi sono selezionati fra le chiese e, dopo un periodo di formazione e approfondimento, quanti tra loro sono ritenuti idonei rimangono, mentre i non idonei vengono rimandati indietro. Poiché tali persone sono selezionate nelle chiese, alcune mostrano la loro vera natura una volta diventati leader, alcuni compiono addirittura molti atti malvagi e finiscono con l’essere eliminati. D’altro canto, colui di cui Dio Si serve è una persona preparata da Dio, dotata di una certa levatura e di umanità. È stato già preparato e reso perfetto dallo Spirito Santo che lo guida in tutto e per tutto e, in particolare per quanto attiene al suo operato, egli viene diretto e comandato dallo Spirito Santo: di conseguenza non vi sono deviazioni sul percorso delle guide scelte da Dio, perché Dio di sicuro Si assume la responsabilità del Proprio lavoro. E Dio fa sempre la Sua parte.

da “Come Dio Si serve dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Le parole e l’opera dei profeti e di quelli utilizzati dallo Spirito Santo consistevano tutte nello svolgere il dovere proprio dell’uomo, nell’eseguire la propria funzione in quanto essere creato e fare ciò che l’uomo dovrebbe fare. Tuttavia, le parole e l’opera del Dio incarnato erano legate al compimento del Suo ministero. Anche se la Sua forma esterna era quella di un essere creato, la Sua opera era quella di svolgere non la Sua funzione, bensì il Suo ministero. Il termine “dovere” è usato per quanto riguarda gli esseri creati, mentre “ministero” viene utilizzato per quanto riguarda la carne di Dio incarnato. Vi è una differenza essenziale tra i due, e i due non sono intercambiabili. L’opera dell’uomo consiste solo nel fare il suo dovere, mentre l’opera di Dio è quella di gestire e di svolgere il Suo ministero. Pertanto, anche se molti apostoli sono stati utilizzati dallo Spirito Santo e molti profeti sono stati riempiti di Lui, la loro opera e le parole erano solo legate al loro dovere di esseri del creato. Anche se le loro profezie potrebbero essere superiori alla via della vita di cui parla il Dio incarnato e anche se la loro umanità era più trascendente di quella del Dio incarnato, essi stavano ancora compiendo il loro dovere e non stavano svolgendo il loro ministero. Il dovere dell’uomo si riferisce alla funzione dell’uomo ed è qualcosa di raggiungibile per l’uomo. Tuttavia, il ministero svolto dal Dio incarnato è legato alla Sua gestione e questo è irraggiungibile da parte dell’uomo. Sia che il Dio incarnato parli, lavori, o manifesti meraviglie, Egli sta compiendo una grande opera all’interno della Sua gestione, e tale opera non può essere compiuta da parte dell’uomo in Sua vece. L’opera dell’uomo è solo quella di fare il proprio dovere di essere creato, in una determinata fase dell’opera di gestione di Dio. Senza tale gestione, cioè, se il ministero di Dio incarnato è perso, allora è così anche per il dovere di un essere creato. L’opera di Dio nel compiere il Suo ministero è quella di gestire l’uomo, mentre compiere il proprio dovere per l’uomo vuol dire assolvere ai propri obblighi per soddisfare le esigenze del Creatore ed egli non può in alcun modo essere considerato il compimento del proprio ministero. Per l’essenza intrinseca di Dio, cioè lo Spirito, l’opera di Dio è la Sua gestione, ma per Dio incarnato che indossa la forma esterna di un essere creato, la Sua opera è lo svolgimento del Suo ministero. Qualunque sia l’opera che Egli compie, Egli svolge il Suo ministero e l’uomo può solo fare del suo meglio nel Suo ambito di gestione e sotto la Sua guida.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Persino gli uomini di cui Si avvale lo Spirito Santo non possono rappresentare Dio Stesso. Non solo non possono farlo, ma il loro operato non può rappresentarLo direttamente. In altre parole, l’esperienza dell’uomo non può essere collocata direttamente all’interno della gestione di Dio e non può rappresentare la Sua gestione. L’intera opera di Dio Stesso è il lavoro che Egli intende compiere seguendo il Suo piano di gestione e fa riferimento a una gestione molto ampia. Il lavoro svolto da parte dell’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Dopo quello percorso da quanti lo hanno preceduto, egli scopre un nuovo percorso esperienziale, e guida i suoi fratelli e sorelle, sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono sono la loro esperienza individuale o i loro scritti, in quanto uomini spirituali. Anche se questi uomini vengono utilizzati dallo Spirito Santo, ma il loro lavoro non è in alcun modo correlato alla grande opera di gestione nel piano della durata di seimila anni. Essi vengono semplicemente suscitati dallo Spirito Santo in diversi periodi storici, per guidare le persone sotto il flusso dello Spirito Santo, fino a quando non portano a termine la loro funzione o fintanto che la loro vita non giunge al termine. Il lavoro che compiono serve unicamente a preparare adeguatamente la via per Dio Stesso, o per portare avanti un elemento nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Questi uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella gestione di Dio, non possono aprire nuove strade, né, tantomeno, concludere il lavoro di Dio iniziato nell’epoca precedente. Pertanto, il compito che svolgono rappresenta soltanto un essere creato per svolgere la sua funzione, e tale compito non può rappresentare Dio Stesso che compie il Suo ministero. Questo, perché il loro lavoro è diverso da quello di Dio Stesso. L’opera di avviare una nuova era non può essere portata a compimento da un uomo al posto di Dio. Questo incarico non può essere adempiuto da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutto il lavoro che l’uomo può svolgere è semplicemente il suo dovere di creatura umana e viene portato a compimento solo quando è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. Le linee guida che questi uomini forniscono riguardano principalmente le azioni da mettere in pratica nella vita quotidiana dell’uomo e in sostanza offrono indicazioni su come vivere in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro di questi uomini non riguarda la gestione di Dio, né rappresenta l’opera dello Spirito. Quale esempio, l’opera del Testimone Lee e del Guardiano Nee è stata di guida al cammino. Che la via fosse vecchia o nuova, il lavoro era svolto sulla base del rispetto dei principi della Bibbia. Sia che le chiese locali fossero restaurate o costruite ex-novo, il loro lavoro consisteva nello stabilire delle chiese. Il lavoro che hanno svolto era la continuazione dell’opera che Gesù e i Suoi apostoli non avevano finito o avevano portato avanti nell’Età della Grazia. Ciò che hanno compiuto con il proprio lavoro è stato di ripristinare quanto Gesù aveva chiesto nel corso della Sua opera alle generazioni che Lo avrebbero seguito, come ad esempio il coprirsi il capo, il battesimo, lo spezzare del pane o bere il vino. Si potrebbe dire che il loro lavoro consisteva semplicemente nell’attenersi alla Bibbia e cercare dei sentieri solo a partire dalla Bibbia. Essi non introdussero alcuna innovazione. Pertanto, nel loro lavoro si può vedere solo la scoperta di nuove vie all’interno della Bibbia, così come pratiche migliori e più realistiche. Ma nel loro lavoro non si può trovare il presente volere di Dio e, ancor meno, trovare la nuova opera che Dio svolgerà negli ultimi giorni. Ciò perché il percorso da loro compiuto era ancora un percorso del passato; non conteneva alcun progresso e nessuna innovazione. Continuarono ad attenersi al fatto della “crocifissione di Gesù”, alla pratica di “chiedere alla gente di pentirsi e confessare i propri peccati”, all’affermazione che “colui che persevera fino alla fine verrà salvato” e che “l’uomo è il capo della donna e la donna deve obbedire al marito”. Inoltre, si attenevano alla credenza tradizionale che “le sorelle non possono predicare, possono solo obbedire”. Se tali modalità di conduzione fossero continuate, lo Spirito Santo non sarebbe mai stato in grado di compiere una nuova opera, di liberare gli uomini dalla dottrina o di condurre gli uomini nel regno della libertà e della bellezza. Pertanto, questo stadio dell’opera per il cambiamento delle età deve essere compiuto e proclamato da Dio Stesso, altrimenti nessun uomo potrebbe farlo al Suo posto. Al momento attuale, tutta l’opera dello Spirito Santo al di fuori della sua corrente, è giunto ad un arresto e coloro che sono stati utilizzati dallo Spirito Santo hanno perso la propria posizione. Quindi, dal momento che il lavoro degli uomini adoperati dallo Spirito Santo è diverso del lavoro compiuto da Dio Stesso, la loro identità e a nome di chi operano sono anch’essi differenti. Questo lo si deve al fatto che l’opera che lo Spirito Santo intende svolgere è diversa e cambia a seconda della diversa identità e condizione di coloro che compiono questa funzione. Gli uomini di cui Si avvale lo Spirito Santo possono anche compiere un lavoro nuovo, che talvolta può annullare un lavoro fatto nell’epoca precedente, ma non possono in ogni caso esprimere l’indole e la volontà di Dio Stesso nella nuova era. Essi servono unicamente per superare il lavoro adempiuto nell’era precedente, non per fare il nuovo lavoro atto a rappresentare direttamente l’indole di Dio. A dispetto di quante pratiche obsolete aboliscano o quante nuove pratiche introducano, essi in ogni caso rappresentano unicamente l’uomo e gli esseri creati. Tuttavia, quando Dio Stesso svolge un lavoro, Egli non dichiara apertamente l’abolizione di pratiche antiche e non dichiara direttamente l’inizio di una nuova era. Egli è diretto e semplice nel Suo lavoro. È determinato nello svolgere l’opera che Si propone; Egli esprime chiaramente il lavoro che ha intenzione di compiere e lo compie con determinazione, come aveva originariamente previsto, esprimendo così il Suo essere e la Sua indole. Da un punto di vista umano, l’indole di Dio e la Sua opera sono diversi dalle epoche passate. Tuttavia, dal punto di vista di Dio Stesso, tutto questo non è che la continuazione e l’ulteriore sviluppo del Suo lavoro. Quando Dio Stesso opera, esprime la Sua parola e compie la nuova opera direttamente. Al contrario, quando opera l’uomo, lo fa attraverso la riflessione e lo studio, oppure attraverso lo sviluppo della conoscenza e la sistematizzazione della pratica fondata sul precedente lavoro altrui. Vale a dire che l’essenza del lavoro svolto dall’uomo è quello di mantenere inalterate le convenzioni e di “percorrere vecchi sentieri con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini utilizzati dallo Spirito Santo viene costruita sulla base di quello aperto da Dio Stesso. L’uomo, dopotutto, è sempre e solo l’uomo, mentre Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

Dovete sapere come differenziare il lavoro di Dio da quello dell’uomo. Che cosa sei in grado di vedere dal lavoro dell’uomo? Ci sono un sacco di elementi dell’esperienza umana nel lavoro dell’uomo; quel che l’uomo esprime è ciò che egli è. Anche il lavoro proprio di Dio esprime ciò che Egli è, ma ciò che Egli è differisce da ciò che l’uomo è. Ciò che l’uomo è, è rappresentativo dell’esperienza e della vita dell’uomo (ciò che l’uomo sperimenta o incontra nella propria vita, o le filosofie di vita che possiede), e le persone che vivono in contesti differenti evidenziano esseri differenti. Che tu abbia o meno delle esperienze sociali e che cosa tu di fatto viva e sperimenti nella tua famiglia, può essere osservato in ciò che esprimi, mentre tu non puoi vedere dal lavoro del Dio incarnato se Egli abbia o meno delle esperienze sociali. Egli è perfettamente consapevole dell’essenza dell’uomo, Egli può rivelare ogni tipo di pratica relativa a qualsiasi genere di persona. Ed è ancor più bravo nel rivelare l’indole umana corrotta e il comportamento ribelle. Egli non vive tra la gente del mondo, ma è consapevole della natura dei mortali e di tutte le corruzioni della gente del mondo. Questo è ciò che Egli è. Sebbene Egli non abbia a che fare con il mondo, Egli conosce le regole dell’avere a che fare con il mondo, poiché Egli comprende appieno la natura umana. Egli conosce l’opera dello Spirito, che gli occhi dell’uomo non possono vedere e che le orecchie dell’uomo non possono sentire, sia di oggi che del passato. Ciò include una saggezza che non è una filosofia di vita, ed un aspetto prodigioso che la gente fatica ad immaginare. Questo è ciò che Egli è, reso palese alla gente e al tempo stesso nascosto alla gente. Ciò che Egli esprime non è quale straordinaria persona Egli sia, bensì gli attributi intrinsechi e l’essere dello Spirito. Egli non viaggia per il mondo, ma ne conosce ogni aspetto. Egli sta a contatto con “antropoidi” che non hanno alcuna conoscenza né intuizione, ma esprime parole che sono più elevate della conoscenza e superiori a quelle di grandi uomini. Vive in mezzo a un gruppo di persone ottuse e intontite che non hanno umanità, e che non comprendono la vita e le convenzioni umane, ma può chiedere al genere umano di condurre una vita umana normale, rivelando al tempo stesso la bassezza e la meschinità dell’umanità del genere umano. Tutto questo è ciò che Egli è, più alto di quanto sia ogni persona in-carne-ed-ossa. Per Lui, non è necessario fare esperienza di una complessa, complicata e sordida vita sociale, per compiere il lavoro che Egli deve fare e svelare a fondo l’essenza di un’umanità corrotta. La sordida vita sociale non edifica la Sua carne. Il Suo lavoro e le Sue parole si limitano a rivelare la disobbedienza dell’uomo e non forniscono all’uomo esperienza e lezioni per affrontare il mondo. Non ha bisogno di indagare società o famiglia dell’uomo mentre dona all’uomo la vita. Mettere a nudo e giudicare l’uomo non è espressione delle esperienze della Sua carne; lo è, invece, rivelare l’iniquità dell’uomo, dopo aver conosciuto a lungo la disobbedienza umana e detestato la corruzione umana. L’opera che Egli compie consiste nel rivelare la Propria indole all’uomo ed esprimere il Proprio essere. Egli soltanto può svolgere questo lavoro, non si tratta di qualcosa che una persona in-carne-ed-ossa possa fare. In riferimento alla Sua opera, l’uomo non può dire che genere di persona Egli sia. L’uomo è anche incapace di classificarLo come persona creata sulla base del Suo lavoro. Ciò che Egli è, Lo rende anche non classificabile come persona creata. L’uomo può solo considerarLo non-umano, ma non sa in quale categoria inserirLo, e così è costretto ad inserirLo nella categoria di Dio. Non è irragionevole per l’uomo fare ciò, poiché Egli ha svolto tra la gente un sacco di lavoro che l’uomo non è in grado di svolgere.

da “Il lavoro di Dio e il lavoro dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Il lavoro svolto da Dio non rappresenta l’esperienza della Sua carne; il lavoro svolto dall’uomo rappresenta l’esperienza dell’uomo. Ognuno parla della propria personale esperienza. Dio può esprimere direttamente la verità, mentre l’uomo può solo esprimere l’esperienza corrispondente dopo aver sperimentato la verità. Il lavoro di Dio non ha regole e non è soggetta a limiti di tempo o a confini geografici. Egli può esprimere ciò che è in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Lavora come Gli pare e piace. Il lavoro dell’uomo ha condizioni e contesto; altrimenti, egli non è in grado di lavorare né di esprimere la propria conoscenza di Dio o la sua esperienza della verità. Non devi far altro che confrontare le differenze tra loro per dire se si tratti del lavoro proprio di Dio o del lavoro dell’uomo.

da “Il lavoro di Dio e il lavoro dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Dio Si fa carne solo per guidare un’epoca e attuare una nuova opera. È importante che voi capiate questo punto. È molto differente dalla funzione dell’uomo e le due cose non possono neanche essere menzionate nella stessa frase. L’uomo ha bisogno di un lungo periodo di crescita e di perfezionamento prima di poter essere utilizzato per effettuare un’opera, ed è necessaria una grande umanità. Non solo l’uomo deve essere in grado di sostenere la propria ragione umana, ma deve anche conoscere molti princìpi e regole di condotta sociale e morale umana, e deve introiettare e assimilare la saggezza e l’etica dell’uomo. L’uomo deve possedere tutto questo prima di svolgere un lavoro. Non è lo stesso per Dio divenuto carne, perché il Suo lavoro non è quello dell’uomo, né deve rappresentare l’uomo; per Dio è piuttosto una diretta espressione del Suo essere e della realizzazione del lavoro che ha intenzione di svolgere. (Naturalmente la Sua opera viene svolta quando deve essere svolta, non casualmente. La Sua opera inizia solamente quando giunge il momento di compiere il Suo ministero.) Egli non prende parte alla vita dell’uomo e non partecipa al suo lavoro; la Sua umanità, quindi, non possiede questi tratti (ma ciò non pregiudica la Sua opera). Egli adempie il Suo ministero soltanto quando è il momento di farlo; qualunque sia il Suo status, Egli continua a portare avanti l’opera che deve svolgere. Qualunque cosa l’uomo sappia di Dio o qualsiasi opinione abbia su di Lui, l’opera divina non viene influenzata.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

L’opera e la manifestazione di Cristo determina la Sua essenza. Egli è in grado di completare con un cuore sincero quello che Gli è stato affidato. Egli è in grado di adorare Dio in cielo con un cuore sincero che cerca la volontà di Dio Padre. Tutto questo è determinato dalla Sua essenza. E anche così è la Sua rivelazione naturale determinata dalla Sua essenza; la ragione per cui la Sua rivelazione naturale è così chiamata è perché la Sua manifestazione non è un’imitazione, o il risultato dell’educazione dell’uomo, o il risultato di molti anni di coltivazione da parte dell’uomo. Egli non l’ha imparata o Si adorna di essa; piuttosto, è insita dentro di Lui.

da “L’essenza di Cristo è di obbedire alla volontà del Padre celeste” in La Parola appare nella carne

Se l’uomo dovesse realizzare tale opera, allora essa sarebbe troppo limitata: potrebbe portare l’uomo fino a un certo punto, ma non al destino eterno, poiché egli è incapace di decidere il destino dell’umanità nonché di garantirne le attese e il destino futuro. L’opera di Dio, tuttavia, è diversa. Poiché Egli ha creato l’uomo, lo guida; poiché salva l’uomo, lo salverà e guadagnerà pienamente; poiché guida l’uomo, lo condurrà al destino opportuno; e poiché ha creato e governa l’uomo, deve assumersi la responsabilità del suo destino e delle sue prospettive. Tale è l’opera del Creatore. Sebbene l’opera di conquista sia conseguito purgando l’uomo delle sue prospettive, questi deve essere infine condotto al destino opportuno che Dio gli ha preparato.

da “Ridare una vita normale all’uomo e condurlo a un destino meraviglioso” in La Parola appare nella carne

Il lavoro dell’uomo ha un ambito e delle limitazioni. Una persona è in grado di svolgere solo il lavoro di una determinata fase e non può svolgere il lavoro di un’intera era—altrimenti, porterebbe le persone dentro delle regole. Il lavoro dell’uomo è applicabile solo a un particolare periodo o a una determinata fase. Questo perché l’umana esperienza ha un ambito. Non si può confrontare il lavoro dell’uomo con il lavoro di Dio. Le vie della pratica dell’uomo e la sua conoscenza della verità sono tutte applicabili ad un ambito particolare. Non si può dire che il percorso che l’uomo compie sia completamente volontà dello Spirito Santo poiché L’uomo può essere illuminato solo dallo Spirito Santo e non può essere completamente intriso di Spirito Santo. Le cose che l’uomo può sperimentare sono tutte nell’ambito della normale umanità e non possono uscire dall’ambito dei pensieri della normale mente umana. Tutti quelli con un’espressione pratica fanno esperienza all’interno di tale ambito. Quando sperimentano la verità, si tratta sempre di un’esperienza di normale vita umana sotto l’illuminazione dello Spirito Santo, non di un’esperienza tale da deviare dalla normale vita umana. Sperimentano la verità illuminati dallo Spirito Santo sul fondamento del vivere la propria vita umana. Questa verità, inoltre, varia da persona a persona e la sua profondità è in relazione allo stato della persona. Si può dire che il percorso da loro compiuto è quello della normale vita umana di un uomo che persegue la verità, ed è la via percorsa da una persona normale che ha l’illuminazione dello Spirito Santo. Non puoi dire che il sentiero che essi percorrono sia il sentiero preso dallo Spirito Santo. Nella normale esperienza umana, poiché le persone che cercano non sono le stesse, anche il lavoro dello Spirito Santo non è lo stesso. In aggiunta, poiché gli ambienti della loro esperienza e gli ambiti della loro esperienza non sono gli stessi, a motivo della mescolanza del loro modo di ragionare e dei loro pensieri, la loro esperienza è mescolata, a livelli diversi. Ogni persona comprende una verità in base alle proprie condizioni individuali. La sua comprensione del significato reale della verità non è completa e riguarda solo uno o pochi aspetti di essa. L’ambito all’interno del quale la verità viene sperimentata dall’uomo si fonda quasi sempre sulle differenti condizioni individuali e, pertanto, non è lo stesso. In tal modo, la conoscenza della stessa verità, in quanto espressa da diverse persone, non è la stessa, vale a dire, l’esperienza dell’uomo ha sempre dei limiti e non può rappresentare nella sua completezza la volontà dello Spirito Santo, e il lavoro dell’uomo non può essere percepito come l’opera di Dio, anche se quanto viene espresso dall’uomo corrisponde molto da vicino alla volontà di Dio, anche se l’esperienza dell’uomo è molto vicina al lavoro di perfezionamento svolto dallo Spirito Santo. L’uomo può essere solo un servitore di Dio, svolgendo il lavoro che Dio gli assegna. L’uomo può esprimere la conoscenza solo sotto l’illuminazione dello Spirito Santo e le verità raggiunte mediante le proprie personali esperienze. L’uomo non è qualificato e non possiede le condizioni per essere l’emissario dello Spirito Santo. Non è autorizzato a dire che il lavoro dell’uomo è il lavoro di Dio. L’uomo ha principi di lavoro umani e tutti gli uomini hanno esperienze diverse e si trovano in condizioni soggette a cambiamento. Il lavoro dell’uomo include tutte le esperienze da lui compiute sotto l’illuminazione dello Spirito Santo. Queste esperienze possono essere rappresentative solo dell’essere dell’uomo e non rappresentano l’essere di Dio, né il volere dello Spirito Santo. Il sentiero percorso dall’uomo, pertanto, non può essere definito come il percorso compiuto dallo Spirito Santo, poiché il lavoro dell’uomo non può rappresentare il lavoro di Dio e il lavoro dell’uomo e l’esperienza dell’uomo non sono l’intera volontà dello Spirito Santo. Il lavoro dell’uomo è propenso a cadere nelle regole, e il metodo del suo lavoro viene facilmente confinato ad un ambito limitato e non è in grado di condurre la gente a libertà di espressione. La maggior parte dei seguaci vive in un ambito limitato e anche il loro modo di sperimentare gode di un ambito limitato. L’esperienza dell’uomo è sempre limitata; anche il metodo della sua opera è limitato a poche tipologie e non può essere paragonato al lavoro dello Spirito Santo o al lavoro di Dio Stesso—questo, perché l’esperienza dell’uomo, alla fine, è limitata. Comunque Dio compia il Suo lavoro, non ci sono regole in questo; comunque venga svolto non è limitato ad un solo e unico modo. Non ci sono regole di alcun tipo nel lavoro di Dio, tutto il Suo lavoro si realizza nella più assoluta libertà. Indipendentemente da quanto tempo l’uomo passi a seguirLo, egli non sarà mai in grado di riassumere tutte le leggi e le vie della Sua opera. Sebbene la Sua opera abbia dei principi, essa viene sempre svolta in modo nuovo e possiede sempre nuovi sviluppi, che sono al di là dell’umana portata. Durante un solo periodo di tempo, Dio può utilizzare numerose differenti modalità di lavoro e diversi modi di condurre, così da permettere sempre alle persone di usufruire di nuovi ingressi e nuovi cambiamenti. Non puoi individuare le leggi che governano il Suo lavoro, poiché Egli lavora in modo sempre nuovo. Solo in tal modo i seguaci di Dio non cadono nelle regole. Il lavoro di Dio Stesso evita sempre le opinioni della gente e confuta le loro credenze. Solo coloro che seguono e perseguono Dio con cuore sincero posso essere trasformati nella propria indole e divenire in grado di vivere liberamente senza essere soggetti ad alcuna regola né vincolati al alcun credo religioso. Le richieste che il lavoro dell’uomo fa alle persone sono basate sulla sua personale esperienza e su ciò che egli stesso può ottenere. I requisiti di tali richieste sono limitati ad un determinato ambito e i metodi della pratica sono anch’essi molto limitati. I seguaci, pertanto, vivono senza rendersene conto all’interno di questo ambito limitato; con il passare del tempo, le richieste diventano regole e riti. … Il lavoro eseguito da Dio non si accorda con la carne dell’uomo; non si accorda con i pensieri dell’uomo, bensì confuta le credenze dell’uomo; non è mescolato a vaga colorazione religiosa. I risultati del Suo lavoro non possono essere raggiunti da un uomo che non sia stato condotto a perfezione da Lui, e sono al di là della portata del pensiero umano.

da “Il lavoro di Dio e il lavoro dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Qualunque opera o parola di Dio diretta al compimento del destino dell’umanità ha a che fare con l’umanità, conformemente all’essenza di ciascuna persona; non ci saranno incidenti, e certamente non si verificherà il benché minimo errore. Solo quando è una persona a compiere il lavoro, le emozioni o intenzioni vi saranno mescolati. Il lavoro che Dio compie è il più appropriato; Egli assolutamente non rivolgerà false accuse nei confronti di nessuna creatura.

da “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in La Parola appare nella carne

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale omette “se Egli è Dio”.