47. Chi cerca sempre di compiacere gli altri può ottenere la salvezza di Dio?

di Hao Zheng, Cina

Vengo da un villaggio di montagna povero e arretrato, con tradizioni feudali, dove le relazioni interpersonali sono difficili. Sono stato molto influenzato dall’ambiente e dalle parole dei miei genitori, come “Pensare prima di parlare e poi parlare con riserbo”, “Il silenzio è d’oro, la parola è d’argento, e chi parla molto sbaglia molto”, “Tacere sui difetti dei buoni amici consente una lunga e grande amicizia”, “Ottieni il favore con parole accondiscendenti, e l’inimicizia con parole risolute”. Filosofie che sono diventate per me perle di saggezza e mi hanno guidato nella vita. Addirittura in famiglia osservavo sempre con attenzione i miei fratelli, cercando di lodarli e far loro complimenti così da renderli felici. Se facevano qualcosa di male e i miei mi chiedevano chi era stato, rispondevo di non saperlo, e infatti piacevo molto ai miei fratelli. Mia madre ripeteva che anche io ero un bravo ragazzo. Una volta lasciata la famiglia, che mi trovassi con amici o con qualsiasi altro tipo di persone, andavo sempre con i piedi di piombo per proteggere i miei rapporti. Non facevo nulla che potesse risultare offensivo, non discutevo con nessuno. Se qualcuno mi offendeva, io lo perdonavo senza agitare troppo le acque. Spesso ci rimettevo e mi sentivo frustrato e in collera, ma seguivo il detto “Il silenzio è d’oro, e chi parla molto sbaglia molto” e reprimevo i miei sentimenti. Sia la mia famiglia che i miei amici mi consideravano una brava persona. Tutti mi elogiavano e facevano complimenti per questo, ma provavo sempre un peso e un dolore nel cuore non esprimibile a parole. Ero attentissimo a non offendere nessuno e non osavo mai aprirmi davvero con chicchessia. Assecondavo tutti e mostravo una facciata per proteggere i miei interessi personali. Era un modo di vivere estenuante e doloroso. Mi domandavo sempre: “Quando smetterò di soffrire? Come posso vivere meglio?” Quando ero smarrito e addolorato, Dio Onnipotente mi ha teso la Sua mano di salvezza.

Nel 1998, ho avuto la fortuna di accogliere l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Ho imparato dalle parole di Dio Onnipotente che Dio Si è incarnato ed è venuto per salvare l’umanità, liberarci dalla nostra indole corrotta e permetterci di vivere una vera sembianza umana. Dio Onnipotente dice: “Dovete sapere che Dio vuole l’uomo sincero. Lui possiede l’essenza della lealtà, perciò ci si può sempre fidare della Sua parola. Inoltre, le Sue azioni sono irreprensibili e indiscutibili. Ecco perché Dio apprezza coloro che sono del tutto sinceri con Lui” (“Tre ammonimenti” in “La Parola appare nella carne”). “Il Mio Regno necessita di persone oneste, non ipocrite o false. Nel mondo gli uomini sinceri e onesti non sono forse impopolari? Io sono l’esatto contrario. È accettabile che gli uomini onesti vengano a Me; questo genere di persone Mi allieta, oltre al fatto che ho bisogno di loro. È proprio questa la Mia giustizia” (Capitolo 33 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Dio ci dice di essere onesti, semplici e sinceri, che è l’unico modo per avere accesso al Regno dei Cieli. Leggere questo mi ha fatto sentire che esiste un modo più semplice e felice di vivere e ho desiderato essere onesto come Dio richiede. Nell’interagire e riunirmi con i fratelli della Chiesa, ho notato che erano tutti schietti e parlavano apertamente. Erano sinceri e spontanei. Se avevano delle opinioni su qualcuno o lo vedevano rivelare la sua corruzione, lo dicevano per aiutarlo, e sapevano aprirsi e confidarsi sulla conoscenza che avevano di sé. La cosa mi ha davvero sorpreso, perché ero sempre stato convinto che non si dice agli altri cosa pensiamo di loro, che essendo onesto avrei offeso gli altri e danneggiato me stesso. Ma con loro non dovevo preoccuparmene. Non erano falsi come le persone comuni, e se ferivano qualcuno se ne scusavano. Erano premurosi con gli altri. Sapevano praticare e vivere in quel modo solo grazie all’opera e alle parole di Dio Onnipotente. Ciò mi ha persuaso ancor più che le parole di Dio Onnipotente sono la verità e la vera via, che purificano e cambiano le persone, e desideravo davvero diventare sincero. Ma le filosofie di vita di Satana si erano radicate in me da molto tempo, diventando le mie regole di sopravvivenza. Nell’interazione con i miei fratelli, senza rendermene conto, ancora vivevo basandomi su di esse. Avevo paura di confidarmi e parlare a cuore aperto, nel timore di offendere qualcuno o ledere la mia reputazione. Ero sempre attento a proteggere i miei rapporti con loro e la sincerità mi sembrava un’impresa davvero ardua. Allora, per purificarmi e cambiarmi, Dio ha predisposto il giusto ambiente che rivelasse la mia corruzione e le mie mancanze, conducendomi nella realtà di chi è sincero.

In seguito, ho iniziato a lavorare come capogruppo con fratello Li. Andavamo molto d’accordo e lui mi aiutava in tantissime questioni. Ma, nel mio dovere, mi sono accorto che era arrogante e testardo e non si atteneva ai princìpi. Ogni volta che aprivo bocca per dire qualcosa, mi mordevo la lingua e alla fine tacevo. Mi dicevo: “Se lo critico, dirà che non ho una coscienza, che lui è stato gentile con me mentre io non faccio che additare i suoi difetti. E se si facesse dei preconcetti su di me e non riuscissimo più a svolgere i nostri compiti insieme?” Per salvaguardare il nostro rapporto, non gliene ho mai parlato. Fratello Li ha poi compromesso gravemente il lavoro della Chiesa con la sua arroganza e con la sua negligenza, venendo sostituito. Nonostante ciò, continuavo a non riflettere su me stesso. Poi un giorno sono capitato a casa di fratello Li e sua moglie mi ha detto: “Tu c’entri qualcosa col fatto che abbiano rimpiazzato mio marito. Se lo avessi saputo consigliare e aiutare, magari non sarebbe stato così ostinato e incosciente, turbando il lavoro della Chiesa. Perché non riesci a difendere il lavoro della Chiesa? Vuoi solo compiacere tutti, non pratichi la verità!” Sentirla parlare così è stato sconcertante, ho provato una profonda vergogna di me stesso. Andato via, non ho potuto trattenere le lacrime. Addolorato, ho pregato Dio dicendo: “O Dio, oggi hai permesso a questa sorella di trattarmi e di rimproverarmi, ma io non mi conosco davvero. Ti prego, illuminami e guidami”. Pian piano, pregare mi ha calmato e ho iniziato a ripensare al lavoro svolto insieme a fratello Li. Ho capito di aver vissuto secondo le filosofie di Satana. Avevo visto fratello Li andare contro i princìpi ma non lo avevo dissuaso né aiutato. Avevo troppo timore di offenderlo o di compromettere il rapporto di lavoro. Non potevo sottrarmi alla responsabilità di cosa gli era capitato. Il rimorso e il senso di colpa mi hanno sopraffatto.

In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio: “Deve esserci un criterio per avere una buona umanità. Non comporta il fatto di intraprendere la via della moderazione, non aderire ai principi, sforzarsi di non offendere nessuno, cercare di ingraziarsi tutti, essere melliflui e untuosi con chiunque si incontri, e far sì che ognuno si senta a proprio agio. Non è questo il criterio. Allora qual è il criterio? Comporta il fatto di affrontare Dio, le persone e gli eventi con cuore sincero, essere in grado di assumersi responsabilità e fare tutto questo in una maniera che gli altri possano facilmente vedere e percepire. Inoltre Dio esamina il cuore degli esseri umani e li conosce uno per uno. Alcuni si vantano sempre di possedere una buona umanità, affermando di non aver mai fatto nulla di male, di non avere derubato nessuno né desiderato la roba d’altri. Si spingono perfino ad avvantaggiare gli altri a proprio scapito quando vi è una disputa di interessi, preferendo subire perdite, e non dicono mai nulla di negativo su nessuno, per farsi considerare persone buone dagli altri. Però, nel compiere il loro dovere nella casa di Dio, sono scaltri e viscidi e tramano sempre per il proprio tornaconto. Non pensano mai agli interessi della casa di Dio, non considerano mai urgenti le cose che Dio considera urgenti né pensano come pensa Dio, e non riescono mai ad accantonare i propri interessi per compiere il proprio dovere. Non rinunciano mai ai propri interessi. Anche quando vedono persone malvagie commettere il male, non le smascherano; non hanno principi di alcun genere. Questo non è un esempio di buona umanità. Non prestare attenzione a ciò che dice una tale persona; devi vedere che cosa vive, che cosa rivela e qual è il suo atteggiamento quando compie il suo dovere, nonché qual è la sua condizione interna e che cosa ama. Se il suo amore per la fama e la fortuna supera la lealtà verso Dio, supera gli interessi di Dio o supera la considerazione che tale persona dimostra nei confronti di Dio, allora non è una persona dotata di umanità. Il suo comportamento può essere osservato dagli altri e da Dio; pertanto, è molto difficile che una persona del genere acquisisca la verità” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno mostrato che essere una brava persona non vuol dire essere gentile, né andare d’accordo con gli altri o guadagnarsi la loro approvazione. È volgere il proprio cuore a Dio, essere leale, praticare la verità per difendere il lavoro della casa di Dio, seguire i princìpi della verità e aiutare e sostenere spiritualmente le persone. Ma, pur avendo visto frartello Li fare spesso di testa sua, in opposizione alla verità, con l’arroganza di chi non accetta i consigli degli altri, pur essendo consapevole che ciò nuoceva a lui e anche al lavoro della casa di Dio, ho continuato a seguire la filosofia satanica del “Tacere sui difetti dei buoni amici consente una lunga e grande amicizia”. Ho chiuso un occhio. Non l’ho aiutato né ho detto nulla al leader della Chiesa. Ho proseguito imperterrito mentre il lavoro veniva intralciato. Non ho voluto sacrificare il mio prestigio per praticare la verità ed essere responsabile. Sono stato così egoista, spregevole e falso! Non stavo tollerando il suo peccato? Non mi stavo schierando con Satana? La mia paura di offendere qualcuno mi ha reso indegno e interessato solo a me stesso. Non avevo alcun senso di giustizia. Non ero affatto una brava persona. Nel cercare di essere un bravo ragazzo, ero diventato l’adulatore e il doppiogiochista che Dio disprezza. Fuori, nel mondo, poteva anche andare bene, ma che accada nella casa di Dio Lo indigna. Allora ho compreso che non praticare la verità ed essere gentile solo per mantenere le relazioni danneggia veramente le persone. Per la prima volta in assoluto, la mia idea di brava persona è stata messa in discussione. Ho capito che attenersi a filosofie sataniche nelle relazioni era del tutto sbagliato, e quel trattamento mi ha segnato così tanto che non lo dimenticherò mai. Sì, quel fratello aveva trasgredito, ma a me restava un debito eterno. Grazie al giudizio e al castigo di Dio, ho capito di aver condotto una ricerca errata per anni e non volevo più vivere in quel modo. Volevo essere la persona onesta e corretta che Dio richiede. Desideravo impegnarmi a diventare sincero, ma la mia corruzione e la mia indole satanica erano così radicate e non capivo a pieno né odiavo la mia natura ed essenza di adulatore, né sono cambiato. In poco tempo ero già tornato alle vecchie abitudini.

Il marito di sorella Zhang, di un villaggio vicino, era uno spietato criminale locale che ostacolava la fede della moglie. Quando la vedeva uscire per una riunione, le creava problemi con i fratelli e le sorelle e non li lasciava in pace. Una volta, mentre lei era fuori per un incontro, lui ha preso il legname con cui un fratello stava per costruire una casa e l’ha bruciato tutto. Il leader della Chiesa le ha detto: “Non venire alle riunioni, dobbiamo proteggere gli altri. Fa’ le devozioni e leggi le parole di Dio a casa”. Ma, tempo dopo, desiderosa di partecipare a una riunione, ha voluto lo stesso raggiungere il nostro villaggio per incontrare sorella Wang. Indecisa sul da farsi, sorella Wang si è rivolta a me. Sapevo bene che gli interessi della Chiesa venivano al primo posto e sorella Zhang doveva tornare a casa. Ma poi mi sono detto: “Non sono un leader della Chiesa. Che penseranno gli altri se così facendo sbagliassi? Tra l’altro, se sorella Zhang scopre che le ho impedito di partecipare a un incontro, che opinione si farà di me?” Allora ci ho girato intorno con educazione e ho detto: “Dovresti parlarne con un leader della Chiesa. Vai a cercarne uno”. Ma lei non è riuscita a trovarne nessuno, così ha permesso a sorella Zhang di restare.

La sera dopo ero a casa, occupato nelle mie devozioni e ad ascoltare inni delle parole di Dio, quando d’improvviso ho sentito bussare violentemente alla porta. È andato ad aprire mio figlio e tre o quattro energumeni armati di mazze hanno fatto irruzione mentre altrettanti sono saltati giù dal tetto di casa mia. Senza dire una parola mi hanno spinto sul letto e picchiato ferocemente. Ero terrorizzato. Ho pregato e invocato Dio senza sosta. Il dolore stava diventando insopportabile, quando la struttura si è spezzata e mi sono ritrovato sul pavimento. Convinti di avermi ferito gravemente, i delinquenti sono scappati via. Dopo essere stato picchiato in quel modo ero sicuro di essermi rotto qualcosa, e invece, con mia sorpresa, si trattava solamente di ferite superficiali. Era Lui che badava a me. Il giorno dopo ho scoperto che il marito di sorella Zhang aveva saputo dell’incontro e, credendomi l’organizzatore, mi aveva fatto picchiare. Ho compreso che ciò era accaduto perché non avevo seguito i princìpi. Se lo avessi fatto e avessi impedito a sorella Zhang di partecipare a quell’incontro, non si sarebbe mai arrivati a tanto. Ero stato picchiato da quei criminali solo perché ero egoista e spregevole. Contavo solo io ed ero un “bravo ragazzo” che non praticava la verità. Ero stato io a cercarmela.

Poi mi sono presentato a Dio in ricerca e riflessione: Perché non riuscivo a smettere di pensare solo a me stesso e di compiacere gli altri? Perché, pur conoscendo la verità, non sapevo praticarla? Una volta ho letto queste parole di Dio: “Satana corrompe gli individui attraverso l’istruzione e l’influenza dei governi nazionali e dei personaggi grandi e famosi. Le loro parole diaboliche sono diventate la vita e la natura dell’uomo. ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ è un celebre detto satanico che è stato instillato nella gente ed è diventato la vita delle persone. Esistono altri detti analoghi ispirati a filosofie di vita. Satana usa la ricca cultura tradizionale di ciascuna nazione per istruire la gente, facendo sì che il genere umano sprofondi in un abisso sconfinato di distruzione e ne sia divorato, e alla fine le persone vengono distrutte da Dio perché Gli oppongono resistenza e servono Satana. […] Ci sono ancora molti veleni satanici nella vita delle persone, nella loro condotta e nel loro comportamento; la verità è quasi del tutto assente in loro. Per esempio, le loro filosofie di vita, i loro modi di fare le cose e le loro massime sono tutti pervasi dei veleni del gran dragone rosso, e procedono tutti da Satana. Pertanto, tutte le cose che scorrono nel sangue e nelle ossa della gente sono sataniche. Tutti quei funzionari, quelli che detengono il potere e si sono affermati nel mondo, hanno le loro vie e i loro segreti per conseguire il successo. Tali segreti non sono forse perfettamente rappresentativi della loro natura? Hanno compiuto cose talmente straordinarie in questo mondo e nessuno riesce a scorgere quali stratagemmi e intrighi abbiano alle spalle. Ciò dimostra quanto insidiosa e avvelenata sia la loro natura. L’umanità è stata profondamente corrotta da Satana. Il veleno di Satana scorre nel sangue di ogni persona ed è evidente che la natura umana è corrotta, malvagia e reazionaria, pervasa di filosofie sataniche e in esse immersa: in tutto e per tutto, si tratta di una natura che tradisce Dio. È per questo che le persone oppongono resistenza a Dio e Lo contrastano” (“Come conoscere la natura umana” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Meditandoci sopra, ho trovato la radice del problema. Compiacevo sempre gli altri e non sapevo praticare la verità perché ero pieno di veleni e di filosofie sataniche: “Il silenzio è d’oro, la parola è d’argento, e chi parla molto sbaglia molto”, “Anche se vedi l’errore, è meglio dire poco”, “Il saggio si protegge col non farsi coinvolgere”, “Pensare prima di parlare e poi parlare con riserbo”, “Tacere sui difetti dei buoni amici consente una lunga e grande amicizia”. Le ho prese come norme di vita e regole di condotta e ho fatto di tutto per essere una brava persona basandomi su di esse. In ogni mio rapporto, pensavo solo a non offendere le persone e a come guadagnare la loro stima e ammirazione. Ho perfezionato le filosofie viscide e false di Satana, che esprimevo in modo naturale. Anche se esteriormente sembravo una brava persona e venivo elogiato come tale, ero molto lontano dall’esserlo davvero. Cosa ne guadagnavo, vivendo secondo quei veleni satanici? Ho perso da piccolo l’innocenza che dovrebbe avere un bambino e ho indossato una maschera letteralmente con tutti. Parlavo e agivo con cautela, vedendo prima dove tirava il vento. Ero sulla difensiva con tutti. Non mi aprivo mai né parlavo con il cuore a nessuno. Ero falso persino con la mia famiglia. Sono andato contro la mia coscienza e ho svenduto la mia dignità e integrità per paura di offendere gli altri. Non ho mai preso posizione per ciò che era giusto e ho compromesso la mia integrità per proteggere la mia immagine. Mi sforzavo di sorridere anche quando ero adirato. Non solo questo mi ha impedito di vivere una normale umanità, ma sono anche stato egoista e spregevole, incapace di distinguere bene e male. Vivere secondo quelle filosofie sataniche mi ha procurato il plauso degli altri sul momento, ma era come essere incatenato stretto a un giogo invisibile. Non potevo parlare o agire apertamente. Non avevo alcuna libertà ed ero molto depresso e addolorato. Finalmente ho capito che sforzarsi sempre di compiacere tutti non voleva dire essere una brava persona, bensì essere vile e perfido, qualcuno che non persegue la verità. Stavo avversando e tradendo Dio. Non sarei stato salvato senza il giudizio e la purificazione di Dio. Poi ho compreso che Dio aveva permesso a quei criminali di picchiarmi. Mi stava ammonendo perché al cospetto di Dio riflettessi su me stesso, conoscessi l’essenza e le conseguenze di essere un adulatore, e mi pentissi.

Leggendo le parole di Dio, ho visto la natura e l’essenza di quel modo di essere, nonché i rischi e le conseguenze. Ho pregato Dio, desideroso di perseguire la verità, per venire liberato dai vincoli delle filosofie sataniche ed essere sincero secondo le parole di Dio. Una volta sono venuto a sapere che sorella Lin era stata trasferita in un’altra Chiesa e nominata diacono. Sapevo che era una persona falsa e che si era sempre comportata subdolamente nei suoi compiti, facendo il contrario di quanto diceva. Una persona del genere non avrebbe dovuto essere un diacono: dovevo difendere il lavoro della Chiesa. Ho deciso di scrivere una lettera al leader di quella Chiesa per avvertirlo. Ma, nel prendere la penna in mano, ho pensato esitante: “È una faccenda loro. Il loro leader dirà che sto oltrepassando i limiti invece di farmi gli affari miei?” Poi ho ripensato a delle parole di Dio: “Tutti voi sostenete che siete rispettosi del fardello di Dio e che difenderete la testimonianza della Chiesa, ma chi tra voi è stato davvero rispettoso del fardello di Dio? Domandati: sei uno che ha mostrato rispetto per il fardello di Dio? Sai praticare la giustizia per Dio? Sai alzarti e parlare a Mio nome? Sai mettere fermamente in pratica la verità? Sei abbastanza coraggioso da combattere contro tutti gli atti di Satana? Saresti capace di mettere da parte le tue emozioni e smascherare Satana a beneficio della Mia verità? Sai consentire che la Mia volontà sia attuata in te? Hai offerto il tuo cuore nel più cruciale dei momenti? Sei uno che fa la Mia volontà?” (Capitolo 13 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Ogni singola parola di Dio ha parlato al mio cuore e ho percepito la Sua volontà. Egli spera che pratichiamo la verità e difendiamo la giustizia, che osiamo dire “no” alle forze di Satana e ci assumiamo la responsabilità di difendere l’opera di Dio. Prima di tutto vengono gli interessi della Chiesa, non i bilanci personali. Una volta compresa la volontà di Dio, ho trovato il coraggio di mettere in pratica la verità, così ho inviato quella lettera al leader dell’altra Chiesa parlando di sorella Lin. Qualche giorno dopo, il leader mi ha risposto di aver esaminato la questione e appurato che sorella Lin si comportava falsamente, e di averle assegnato un altro compito. L’esito della questione mi ha rincuorato e rasserenato. Ho visto che essere sinceri è meraviglioso e che avevo fatto qualcosa di significativo. In seguito, alcuni fratelli mi hanno detto che scrivere quella lettera in difesa degli interessi della Chiesa dimostrava il mio cambiamento reale e il senso di giustizia da me sviluppato. Sentirmelo dire mi ha davvero commosso. Sapevo dentro di me che praticare la verità ed essere cambiato quel tanto dipendevano solo dal giudizio e dal castigo di Dio. Rendo grazie a Dio Onnipotente per avermi salvato!

Pagina precedente: 46. Chi tenta di compiacere tutti può ottenere l’approvazione di Dio?

Pagina successiva: 48. Praticare la verità per vivere una parvenza di umanità

Il Signore promise: “Ecco, Io vengo tosto”. Desiderate accogliere il ritorno del Signore il prima possibile?

Impostazioni

  • Testo
  • Temi

Colori omogenei

Temi

Carattere

Dimensioni carattere

Interlinea

Interlinea

Larghezza pagina

Indice

Cerca

  • Cerca in questo testo
  • Cerca in questo libro