48. Praticare la verità per vivere una parvenza di umanità

di Miao Xiao, Cina

Tempo fa ero convinta che svolgere il mio dovere, in armonia con gli altri fratelli, e non commettere peccati evidenti equivalesse a vivere una parvenza umana. Ma le parole di Dio mi hanno ripetutamente giudicata e messa a nudo; finalmente, ho capito che una parvenza umana non si limita a un condotta esteriore. La chiave sta nel praticare le parole di Dio, rinunciare ai propri interessi e tenersi saldi ai princìpi, in ogni occasione, sostenere l’opera di Dio e tenere conto della Sua volontà.

Nel luglio del 2018, una sorella della nostra Chiesa è stata arrestata mentre diffondeva il Vangelo. Temevo che la polizia l’avesse pedinata. Visto che era stata da me, era probabile che sapessero dove trovarmi, quindi ci siamo subito trasferiti altrove. Appena mi sono stabilita nella nuova sede, una responsabile è venuta a dirmi che tre fratelli erano stati seguiti e arrestati. Di conseguenza, si era deciso di trasferire tutti quelli che si riunivano lì. Bisognava fare attenzione. Siccome la polizia aveva già catturato alcuni fratelli, probabilmente li tenevano d’occhio da un po’. Il PCC detesta Dio e la verità. Aspetta il momento opportuno per cercare indizi e acciuffare i pesci grossi, annientare la Chiesa di Dio e catturare i credenti. Tutti i nostri luoghi di incontro potevano esser stati sorvegliati e chiunque vivesse lì doveva andarsene il prima possibile. Ma la responsabile ha comunicato solo i posti frequentati dai fratelli arrestati, senza menzionarne altri. Avrei dovuto dire qualcosa? Se non avessi aperto bocca e fosse accaduto il peggio, chissà quanti altri sarebbero stati presi e torturati? Anche il lavoro della Chiesa ne avrebbe risentito. E se la responsabile non mi avesse ascoltata? Se avesse pensato che ero troppo timorosa? L’immagine positiva che aveva di me sarebbe andata in frantumi. Mentre ci rimuginavo sopra, ho ripensato a queste parole di Dio: “Fai qualsiasi cosa contribuisca all’opera di Dio e non fare nulla che sia contrario agli interessi dell’opera di Dio. Difendi il nome di Dio, la testimonianza di Dio e l’opera di Dio” (“I dieci decreti amministrativi cui gli eletti di Dio devono obbedire nell’Età del Regno” in “La Parola appare nella carne”). Questo passo mi ha ricordato che, in quanto credente, dovrei sostenere l’opera di Dio e gli interessi della Chiesa. E così, ho condiviso con la responsabile i miei pensieri e il mio punto di vista. Prima ancora che avessi finito di parlare, mi ha detto, con la tristezza in volto: “Dobbiamo andarcene? Se scappiamo a ogni minima cosa, significa forse che abbiamo fede nel governo di Dio? Pensavo che avessi statura e potessi assumere la guida della squadra ma, a quanto pare, ti tiri indietro appena succede qualcosa”. Queste parole mi hanno sconvolta. Cosa avrebbero pensato gli altri dopo un simile trattamento? Come avrei fatto ad affrontarla di nuovo? Ma poi mi sono detta che dovevo sostenere il lavoro della Chiesa e pensare all’incolumità dei fratelli, quindi volevo riprendere il discorso. Ma la sua risolutezza mi preoccupava. Se avessi continuato a parlarne appena dopo essere stata trattata, avrebbe detto che non possedevo la realtà della verità, e che ero arrogante e ostinata. Mi avrebbe vista come una persona che cerca la verità? Mi aveva sempre stimata, coinvolta in compiti importanti e consultata sulle varie questioni. Se avessi insistito su quella strada, avrebbe magari smesso di formarmi e così gli altri mi avrebbero disprezzata. Ho deciso di lasciar correre. A testa bassa, non ho più detto una parola.

Rimasta sola, mi sentivo molto inquieta, quindi ho pregato nel silenzio del mio cuore. Poi, mi sono venute in mente queste parole di Dio: “La coscienza e la ragionevolezza dovrebbero essere le componenti dell’umanità di una persona. Sono entrambe fondamentali ed essenziali. Che razza di persona è un individuo che manca di coscienza e che non ha la ragionevolezza dell’umanità normale? In generale, è una persona che manca di umanità, che ne ha una cattiva. Analizziamo da vicino questo aspetto. Come può questa persona manifestare un’umanità corrotta tale per cui gli altri dicono che non ha umanità? Quali caratteristiche possiedono persone del genere? Quali manifestazioni specifiche presentano? Persone siffatte sono superficiali nelle loro azioni, e non si lasciano coinvolgere da nulla che non le interessi personalmente. Non considerano gli interessi della casa di Dio, né mostrano rispetto per la Sua volontà. Non si assumono mai il fardello di testimoniare per Dio o di assolvere al loro dovere, e non hanno alcun senso di responsabilità. […] Vi sono perfino persone che, vedendo un problema nello svolgimento del proprio dovere, restano in silenzio. Vedono che altri causano interruzioni e turbative eppure non fanno nulla per fermarli. Non considerano minimamente gli interessi della casa di Dio, né pensano affatto ai propri doveri o responsabilità. Parlano, agiscono, si espongono, si impegnano e consumano energie solo per la loro vanità, il loro prestigio, la loro posizione, i loro interessi e il loro onore” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio hanno rivelato esattamente lo stato in cui mi trovavo. Sapevo che quei luoghi non erano sicuri e che le persone presenti potevano essere arrestate, se fossero rimaste lì. Però temevo che il supervisore mi avrebbe definita una codarda senza fede. Avrebbe ancora avuto un’alta considerazione di me? Non ho avuto l’ardire di attenermi ai princìpi e sostenere il lavoro della Chiesa. Conoscevo la verità ma non l’ho messa in pratica. Ho pregato Dio: “O Dio! La realtà ha dimostrato che, nella mia fede, non pratico la verità. Non sostengo il lavoro della Chiesa. Penso solo al mio prestigio e ai miei interessi. Sono così egoista e spregevole! Dio, Ti prego, guidami. Desidero pentirmi davvero”. Poi mi sono ricordata che, secondo le disposizioni per l’attività della casa di Dio, siamo sempre tenuti a prestare attenzione alla sicurezza nel nostro dovere. In un ambiente protetto, i fratelli possono svolgere il proprio dovere in tranquillità, ed è più facile che il lavoro della casa di Dio non venga turbato. In seguito, ho condiviso i miei pensieri con alcuni membri della squadra e anche loro erano d’accordo con me: gli altri siti erano in pericolo e andavano spostati. Ho deciso di ripresentare l’argomento alla responsabile, alla prima occasione utile. Ho anche pregato Dio e Gli ho chiesto di darmi il coraggio di praticare la verità.

Qualche giorno dopo, sorella Zhang, un’altra responsabile, è venuta a trovarci. Ci ha chiesto se avessimo saputo degli arresti e cosa ne pensassimo. Ho detto subito: “A mio avviso, nemmeno gli altri luoghi di riunione sono sicuri. Vanno immediatamente trasferiti altrove, in caso…” Non mi ha neanche lasciato finire. Ha risposto, con tono severo: “Sicuri? Esiste in Cina un luogo sicuro in cui credere in Dio? Dov’è che non rischiamo? Questo è un momento fondamentale per la diffusione del Vangelo. Come facciamo a svolgere il nostro dovere se indietreggiamo a ogni occasione? Vuoi nasconderti finché l’opera di Dio non viene compiuta, fino alla caduta del PCC?” A queste parole mi sono detta che non era quello che intendevo. Nell’Età della Grazia, Dio ci ha detto: “Ecco, Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Matteo 10:16). “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra” (Matteo 10:23). Svolgere il nostro dovere in Cina richiede saggezza. Ma, dalla risposta di sorella Zhang, capivo che non voleva trasferire quei siti altrove; se avessi insistito, magari avrebbe detto che non volevo accettare la verità, che in me c’era qualcosa di sbagliato. Poi ha proseguito: “I codardi non sanno svolgere il proprio dovere. E diventano come Giuda quando vengono arrestati”. Dentro di me ero davvero combattuta. Se avessi continuato a proporre quella soluzione a tutti, i miei superiori probabilmente mi avrebbero vista come una vile. Avrebbero perfino potuto destituirmi. Cosa avrebbero pensato gli altri di me? Il mio entusiasmo aveva impresso in loro un’immagine positiva di me e mi chiedevano sempre di condividere sui loro problemi. Se avessero pensato che ero una vigliacca e non volevo accettare la verità, non mi avrebbero più visto nello stesso modo e io mi sarei sentita in imbarazzo ad affrontarli. Ci ho pensato molto, ma il mio desiderio di fare la cosa giusta era svanito. Non volevo fare la difficile con i supervisori. Ho risposto che volevo semplicemente condividere un’opinione. La decisione non spettava di certo a me.

Qualche giorno dopo, era mattina, una sorella ci ha detto, agitata, che, dopo quei primi arresti, alcuni dei luoghi di incontro non erano stati trasferiti abbastanza velocemente. La polizia li aveva monitorati, quindi tre supervisori più alcuni altri erano stati sottoposti a fermo. Quella notizia mi ha sconvolta. Se all’epoca mi fossi attenuta ai princìpi e ne avessi spiegato l’importanza, o se mi fossi rivolta direttamente al capo della Chiesa, probabilmente non ci saremmo ritrovati in una simile situazione. In tanti erano stati catturati e il lavoro della Chiesa era gravemente ostacolato. Tutto ciò era legato al mio essere irresponsabile e al non basarmi sui princìpi. Ma ormai era troppo tardi. L’unica cosa da fare era avvisare tutti gli eventuali soggetti a rischio, il prima possibile, per evitare che cadessero nelle empie mani del PCC. Mi sono subito data da fare, assieme ai fratelli.

Ci ho riflettuto più tardi. Sapevo di dover proteggere gli interessi della casa di Dio e il lavoro della Chiesa: perché non lo avevo fatto concretamente? Perché sono stata così egoista? Perché ho salvaguardato solo i miei interessi? Poi ho letto queste parole di Dio: “Finché le persone non hanno sperimentato l’opera di Dio e guadagnato la verità, è la natura di Satana che prende il sopravvento e domina dentro di loro. Quali elementi specifici fanno parte di quella natura? Ad esempio, perché sei egoista? Perché proteggi la tua posizione? Perché hai emozioni così forti? Perché trai piacere da cose inique? Perché ti piacciono quei mali? Su cosa si basa il tuo debole per simili cose? Da dove vengono tali cose? Perché sei così felice di accettarle? Ormai siete arrivati tutti a comprendere che la ragione principale dietro a tutte queste cose è che il veleno di Satana è dentro di voi. Quanto a cosa sia il veleno di Satana, lo si può esprimere compiutamente a parole. Ad esempio, se chiedi a dei malfattori perché hanno compiuto il male, essi risponderanno: ‘Perché è “ognuno per sé e che gli altri si arrangino”’. Questa singola frase esprime la radice vera e propria del problema. La logica di Satana è diventata la vita delle persone. Faranno anche cose per questo o quello scopo, ma lo fanno solo per sé stesse. Ognuno pensa che, siccome è valido il detto ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’, dovrebbe vivere solo per sé stesso e fare tutto ciò che è in suo potere per assicurarsi una buona posizione che gli procuri cibo e bei vestiti. ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ – questa è la vita e la filosofia dell’uomo, e rappresenta anche la natura umana. Queste parole di Satana sono appunto il veleno di Satana e, quando le persone lo interiorizzano, diventa la loro natura. Attraverso queste parole, viene messa a nudo la natura di Satana; esse la rappresentano completamente. Questo veleno diventa la vita delle persone nonché il fondamento della loro esistenza, e l’umanità corrotta è ormai da millenni costantemente dominata da questo veleno” (“Come percorrere il cammino di Pietro” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio rivelano la radice del nostro egoismo. Viviamo secondo filosofie sataniche come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino” e “Il saggio si protegge col non farsi coinvolgere”. Sono diventate la nostra stessa natura. Ognuno di noi combatte e vive per se stesso; siamo addirittura disposti a sacrificare gli interessi degli altri a favore dei nostri. I corrotti vivono in questa maniera, si fanno sempre più egoisti e disonesti, e nel mondo cresce l’oscurità e la malvagità. Ero una persona di fede, eppure le parole di Dio non erano diventate la mia vita. I miei ragionamenti erano ancora corrosi da questi veleni satanici: ecco perché, pur conoscendo la verità, non la mettevo in pratica. Temevo di offendere i miei superiori e di danneggiare la mia reputazione. Non erano la verità e il lavoro della Chiesa ad avere la priorità, ma il mio nome e il mio prestigio. Che egoista! È Dio a predeterminare quale dovere svolgo e quando. Invece, io stupidamente pensavo che il mio destino fosse nelle mani dei miei supervisori e che offendere loro significasse perdere il mio dovere. Non stavo forse negando che la verità e la giustizia regnano nella casa di Dio? Vedevo le cose esattamente con gli occhi di una miscredente. Non ero una credente. Poi, ho pensato a questo passo: “Per quanto grande sia il danno all’opera di Dio e agli interessi della Sua casa, non proverai alcun senso di rimprovero da parte della tua coscienza, perciò sarai uno che vive secondo la propria indole satanica. Satana ti domina e ti fa vivere come qualcosa che non è né del tutto umano né del tutto demoniaco. Ti nutri e ti disseti di ciò che è di Dio e gioisci di tutto ciò che proviene da Lui, però, quando l’opera della casa di Dio subisce qualche danno, pensi che non abbia nulla a che vedere con te e quando lo vedi accadere ‘pieghi il gomito all’infuori’[a] e non ti schieri dalla parte di Dio, né salvaguardi la Sua opera e gli interessi della casa di Dio. Ciò significa che Satana ha potere su di te, giusto? Persone del genere vivono da esseri umani? Chiaramente sono demoni, non umani!” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio Onnipotente mi hanno trafitto il cuore come una spada. Respiravo l’aria e mi nutrivo del cibo prodotti da Dio, godendo della vita e della verità che Egli ci dona, senza pensare di ripagare il Suo amore. Ho visto che il lavoro della casa di Dio veniva gravemente danneggiato e i fratelli erano in pericolo, eppure non ho avuto l’ardire di sostenere i princìpi, nel timore di ripercussioni personali. Ciò ha comportato che oltre 20 persone erano state arrestate, messe in carcere e torturate, e il lavoro del Vangelo era stato pesantemente ostacolato. Vivere nella corruzione aveva avuto indicibili conseguenze. Stavo compiendo il male, semplice. Non avevo mai capito perché Dio odiasse gli egoisti, perché avesse detto che non avevano umanità e appartenevano a Satana. Ora comprendo che essi pensano solo a se stessi, non agli altri, e arrivano a proteggere i propri interessi anche a discapito del lavoro della Chiesa. Quanta disumanità! Perfino gli animali sono migliori. I cani sanno come proteggere la casa dei padroni e sono fedeli; io, invece, pur avendo ricevuto tanto da Dio, continuavo a mordere la mano che mi nutriva. Non ero affatto leale e non meritavo l’appellativo di “essere umano”. Poi ho capito che Dio non esagera per niente quando definisce gli egoisti “Satana viventi”. Se non mi fossi pentita, cambiando e praticando la verità, avrei compiuto il male, resistito a Dio e sarei stata punita da Lui. Questo fallimento mi ha mostrato che, se non perseguiamo la verità e non eliminiamo la nostra indole satanica, non possiamo praticare la verità e obbedire a Dio. Quindi non cambieremo mai la nostra indole e non verremo salvati, indipendentemente dagli anni di fede che abbiamo alle spalle, dai sacrifici che facciamo o da quanto soffriamo. Allora, ho pregato Dio: “Dio Onnipotente! Il lavoro della Chiesa ha subìto tanti danni, e così anche i miei fratelli, perché non ho praticato la verità e non ho seguito i princìpi. Dio, ho fatto del male. Sono pronta a pentirmi e accettare il Tuo esame. Se continuo a non cambiare, a essere egoista e a non sostenere il lavoro della casa di Dio, che Tu possa giudicarmi e castigarmi”.

Dopo aver pregato, ho letto queste parole di Dio: “Quando ti riveli egoista e ignobile e ne sei ormai cosciente, dovresti ricercare la verità chiedendoti: ‘Che cosa devo fare per conformarmi alla volontà di Dio? Come dovrei agire in modo vantaggioso per tutti?’ Ossia devi cominciare col mettere da parte i tuoi interessi, abbandonandoli gradatamente secondo la tua levatura, un po’ per volta. Quando avrai fatto questa esperienza alcune volte, li avrai messi da parte del tutto e, così facendo, ti sentirai sempre più risoluto. Più metti da parte i tuoi interessi, più percepirai che, in quanto essere umano, dovresti essere dotato di coscienza e ragione. Percepirai che, senza motivazioni egoiste, sei una persona retta e onesta, e fai le cose esclusivamente per compiacere Dio. Percepirai che un tale comportamento ti rende degno di essere definito ‘umano’ e che, vivendo sulla terra in questo modo, sei schietto e sincero, sei una persona autentica, hai la coscienza pulita e sei degno di tutte le cose che Dio ti ha donato. Più vivi in questa maniera, più ti sentirai risoluto e radioso. In tal modo, non avrai forse intrapreso la retta via?” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non pensare affatto alla tua posizione, al tuo prestigio o alla tua reputazione. Inoltre, non considerare gli interessi dell’uomo. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Dovresti essere rispettoso della volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu abbia fatto o meno tutto il possibile per essere leale, se tu abbia fatto del tuo meglio per adempiere alle tue responsabilità e aver dato tutto te stesso e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della casa di Dio. Devi prendere in considerazione queste cose. Riflettici spesso, e ti sarà più facile svolgere bene il tuo dovere” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Allora ho compreso che, in quanto cristiana, l’unico modo per vivere con integrità, onore e umanità è vivere secondo le parole di Dio e secondo la verità, tenere conto della Sua volontà, rinunciare ai nostri interessi e proteggere l’opera di Dio in ogni cosa. Solo così potremo sentirci in pace. Sapevo che dovevo mettere in pratica le parole di Dio e cercare di essere una persona retta.

Una sera di novembre, erano le 10 passate, sorella Li, una nuova responsabile, è venuta da noi per dire alla squadra che sorella Liu, con cui faceva coppia, era partita un paio di giorni prima per incontrarsi con una sorella che veniva da fuori, ma non era mai tornata. Temeva che fosse stata arrestata. In tal caso, bisognava dire agli altri di andarsene subito. Ipotizzava pure che sorella Liu potesse essere andata a casa per qualche motivo e far trasferire tutti avrebbe influenzato lo svolgimento del loro dovere. Non sapeva cosa fare. A quel punto, mi sono detta: “Sorella Liu crede in Dio da anni ed è affidabile nel suo dovere. Se fosse andata a casa, ce lo avrebbe fatto sapere. Probabilmente è stata catturata. Dovrei dirlo immediatamente ai capi”. Ma poi ho pensato che sorella Li era una responsabile: se non era sicura e temeva di turbare il lavoro della Chiesa, come facevo io a esserne sicura? Se ci fossimo messi a trasferire tutti quanti e poi avessimo scoperto che sorella Liu non era stata arrestata, il capo ci avrebbe forse trattati e avrebbe detto che stavamo turbando il lavoro della Chiesa. Dovevo parlare o no?

Ero combattuta, così ho letto le parole di Dio: “Fai qualsiasi cosa contribuisca all’opera di Dio e non fare nulla che sia contrario agli interessi dell’opera di Dio. Difendi il nome di Dio, la testimonianza di Dio e l’opera di Dio” (“I dieci decreti amministrativi cui gli eletti di Dio devono obbedire nell’Età del Regno” in “La Parola appare nella carne”). “Se più un momento è cruciale, più gli uomini sono in grado di sottomettersi, abbandonare gli interessi personali, la vanità e l’orgoglio e compiere adeguatamente il proprio dovere, soltanto allora saranno ricordati da Dio. Queste sono tutte buone azioni! Qualunque cosa si faccia, che cos’è più importante, la propria vanità e il proprio orgoglio oppure la gloria di Dio? (La gloria di Dio.) Che cosa riveste maggiore importanza: le tue responsabilità o i tuoi interessi? Fare fronte alle tue responsabilità, questa è la cosa più importante, e hai l’obbligo morale di farlo” (“Guadagnare Dio e la verità è la più grande delle gioie” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dio ci dice chiaramente di sostenere la Sua opera e fare bene il nostro dovere. Ora che ero in conflitto tra i miei interessi e quelli della Chiesa, Dio stava a guardare. Se fossi stata ancora egoista come un tempo, avrei mancato di umanità. L’ultima volta la lezione da imparare era stata dolorosa e il prezzo da pagare terribile. Non potevo ripetere quell’errore. Ho detto a sorella Li: “È possibile che sorella Liu sia tornata a casa, ma non possiamo esserne certi. Dovremmo prepararci al peggio e spostare quei fratelli e sorelle. Anche se ci sbagliamo, è per il lavoro della Chiesa e per la sicurezza di tutti. Guardiamo il quadro generale. Se percepiamo il pericolo ma non agiamo in tempo, e qualcuno viene arrestato, ci saremo comportati come Giuda e sarà troppo tardi per i rimorsi. Il pericolo cresce ogni giorno. Occupiamocene subito”. Le ho raccontato che alcuni membri della Chiesa erano stati arrestati tempo prima ed era d’accordo con me. La mattina successiva, di buon’ora, si è messa in moto; la sera dopo ce ne siamo andati anche noi.

Nel frattempo, la responsabile ha riferito che sorella Liu e quell’altra sorella erano state arrestate e che la polizia aveva prelevato altri quattro fratelli da un luogo di incontro. C’eravamo mossi appena in tempo. Se avessimo aspettato, ne avrebbero catturati ancora di più. Quella notizia mi ha fatta proprio arrabbiare. Il PCC è così malvagio! In un Paese grande come la Cina, non c’è posto sicuro in cui i cristiani possano nascondersi! Ho compreso anche quanto sia importante proteggere gli interessi della Chiesa. Mi sentivo meglio, perché stavolta ero stata in grado di praticare la verità ed essere responsabile, e così i danni erano stati contenuti. Mi era chiaro che vivere secondo le parole di Dio è l’unico modo per vivere con umanità. Ho anche sperimentato personalmente che, senza il giudizio delle parole di Dio, sarei ancora schiava delle filosofie e delle indoli sataniche, compiendo il male e resistendo a Dio. Non riuscirei a rinunciare ai miei interessi personali e ad aderire ai princìpi, e non possiederei mai umanità. Proprio come dicono le parole di Dio Onnipotente: “Se riesci a ottemperare alle tue responsabilità, a adempiere ai tuoi obblighi e doveri, a mettere da parte i tuoi desideri egoistici, a mettere da parte i tuoi interessi e motivi, ad avere riguardo per la volontà di Dio e a porre al primo posto i Suoi interessi e quelli della Sua casa. Allora, dopo aver sperimentato ciò per qualche tempo, capirai che questo è un buon modo di vivere. È vivere in maniera retta e onesta, senza essere una persona abietta o un buono a nulla, e vivere giustamente e onorevolmente anziché essere gretto o meschino. Ti renderai conto che è così che una persona dovrebbe vivere e agire” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”).

Note a piè di pagina:

a. “Piegare il gomito all’infuori” è un’espressione cinese indicante che una persona aiuta gli altri a spese dei propri cari, per esempio genitori, figli, parenti o fratelli.

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